Oggetto del Consiglio n. 1742 del 25 gennaio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1742/XII - Studio sulla situazione di mercato nel settore delle case da gioco. (Interpellanza)
Interpellanza
Preso atto che nei giorni scorsi è stato presentato alla Commissione consiliare competente lo studio, commissionato alla KPMG, sulla situazione di mercato nel settore delle Case da gioco;
Osservato che tale studio, occupandosi delle tendenze di mercato e dei ricavi dei Casinò, omette tuttavia ogni dato comparativo sui costi, elemento che appare altrettanto essenziale per un'analisi seria della situazione della Casa da gioco di Saint-Vincent;
Ritenuto che i dati comparativi sui costi non emergeranno neppure dal secondo studio, affidato alla società T-BRIDGE, avente sostanzialmente quale oggetto di indagine l'organizzazione del lavoro presso il Casinò de la Vallée;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) perché alla KPMG non è stato assegnato l'incarico di approfondire comparativamente anche le problematiche relative ai costi delle Case da gioco europee;
2) perché sono stati commissionati due studi differenti, affidandoli a due società diverse;
3) come si intendono ottenere i dati comparativi sui costi, necessari ad un'analisi più completa della situazione di mercato delle Case da gioco.
F.to: Curtaz
Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Le scorse settimane è stato presentato in IV Commissione uno studio, commissionato ad una società dal nome difficilmente pronunciabile, "KPMG", sulla situazione di mercato nel settore delle case da gioco: si tratta di uno dei due studi che la Giunta ha commissionato per capire meglio la situazione del casinò.
A prescindere dal fatto che negli ultimi mesi in questa Regione sono molto di moda gli "studi commissionati dalla Giunta", a noi sembra che questo studio comparativo sia anche interessante sotto certi profili, perché indica dei dati, degli orientamenti e delle linee di mercato anche in riferimento a delle situazioni che sono molto lontane da noi - penso all'Inghilterra e ai Paesi dell'Est -, tuttavia questo studio interessante, ben presentato, dal quale peraltro non sono emersi dati così eclatanti e sconosciuti, ma sono stati ben presentati dei dati che già conoscevamo, riguarda esclusivamente il settore dei ricavi.
Ora, in una qualsiasi azienda in crisi, come è in crisi il Casinò di Saint-Vincent, ha senso, certo, capire l'andamento dei ricavi, perché è una delle due voci significative per capire se una azienda va bene o male, ma avrebbe avuto senso altresì occuparsi dei costi, e uno studio finalizzato alla comparazione dei costi fra il Casinò di Saint-Vincent, gli altri casinò italiani ed eventualmente quelli situati in territorio estero non c'è! In Commissione, qualcuno, a questa obiezione, mi ha risposto che questi dati sarebbero emersi da un'analisi ulteriore a cura della società "TBridge", che - per quello che ne sappiamo - avrà come oggetto di studio l'organizzazione del lavoro presso il casinò e non un esame comparativo dei costi della nostra casa da gioco rispetto ad altre case da gioco.
Ci chiediamo perché è stata fatta questa scelta, intanto di attribuire alla "KPMG" solo il compito di approfondire comparativamente le problematiche relative ai ricavi. A nostra specifica domanda questi signori ci hanno detto: "noi, dei costi, non ci siamo occupati, perché nessuno ce lo ha chiesto"; quindi nulla avrebbe impedito di ampliare l'oggetto della consulenza anche ai costi, cosa che sarebbe stata più completa e poi esaminata con la stessa metodologia avrebbe portato a dei risultati più corretti dal punto di vista scientifico. Secondariamente siamo interessati a sapere perché sono stati commissionati due studi differenti, affidandoli a due società diverse; inoltre, come si intendono ottenere i dati comparativi sui costi che, a nostro giudizio, non emergeranno neppure dallo studio della società "TBridge"!
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Mi spiace doverla smentire, ma dallo studio della "TBridge" emergeranno invece esattamente la comparazione dei problemi dei costi del personale, perché questo è uno dei compiti che la s.p.a. ha dato all'analisi dello studio della "TBridge".
Peraltro è opportuno che tutti i confronti fra personale, costo del personale, redditività e cose del genere, siano fatti fra le 4 case da gioco italiane. Ogni comparazione fra le case da gioco italiane e le case da gioco straniere sarebbe stata inutile, vista la profondissima diversità dei trattamenti economici, dello "status" giuridico, dell'insieme cioè dei problemi derivanti dal diritto del lavoro che rende di fatto in questo settore sì comparabile l'andamento dei giochi, perché sicuramente alcune grandi tendenze esistenti all'interno dello studio "KPMG" ci sono estremamente utili. Il caso più eclatante lo ha visto anche lei nel corso dell'audizione: quando guardiamo i casinò francesi e scopriamo che il 93% della redditività di quei casinò deriva dalle "slot machines", è bizzarro che continuiamo a parlare dei giochi tradizionali come di giochi francesi. Dovremmo un po' scherzosamente chiamarli "giochi ex francesi", perché alcuni dei giochi che a Saint-Vincent si giocano ancora sono letteralmente scomparsi dai casinò francesi!
Vorrei quindi tranquillizzarla sul fatto che questo esame comparativo fra le 4 case da gioco vedrà il Consiglio impegnato nella discussione di una mozione di indirizzo derivante da un'analisi comparata dei 2 studi, complementari ed integrativi fra di loro. In contemporanea con questa mozione di indirizzo presenteremo al Consiglio una revisione del disciplinare e poi alla s.p.a., attraverso la mozione di indirizzo, verranno dati quegli "input" che consentiranno 2 fasi: una, di trattativa con il sindacato di quello che possiamo considerare essere un piano di ristrutturazione aziendale; l'altra, di recepimento dalla s.p.a. come ritorno di una nuova parte di quello che un tempo chiamavamo - e che il disciplinare chiama ancora - "piano di sviluppo", che ci consentirà di fare chiarezza sulla fase successiva ai 2 momenti che abbiamo votato in questo Consiglio del precedente piano di sviluppo, la fase 1 e una parte della fase 2. Vorrei pertanto tranquillizzarla sul fatto che era legittimo e giusto che ci occupassimo di capire, una volta per tutte e per conto nostro, come azionista principale, gli indirizzi che dovevamo dare alla s.p.a., e questo lo faremo; dall'altra, è opportuno che alcune questioni più delicate comprendenti la trattativa sindacale, siano date alla s.p.a. per allontanare dall'azionista tutta la gestione di quelle vicende sindacali che non spettano a noi. Vorrei infine rassicurarla che nel volgere di poche settimane presenteremo questo insieme di documenti, che dovrebbe consentire il rilancio della casa da gioco, che credo sia la cosa che sta a cuore a tutti noi.
Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Voglio fare due osservazioni; la prima, in riferimento al contenuto specifico dell'interpellanza: il mio è un giudizio "sospeso" rispetto alle assicurazioni che il Presidente Caveri ci ha fornito, nel senso che verificheremo, da qui a qualche settimana - come ha precisato il Presidente - se questo secondo studio, commissionato alla "TBridge" contemplerà questa analisi comparativa dei costi relativamente alle 4 case da gioco italiane.
Posso anche condividere quanto ha detto il Presidente, in ordine al fatto che per quanto riguarda i costi - basti pensare alle problematiche di carattere lavorativo, assicurativo, previdenziale e fiscale - è difficile comparare Paesi con situazioni assolutamente diverse. Tuttavia rimane il fatto, ma non lo dico per polemizzare, che mi risulta incomprensibile, anche perché lei non lo ha chiarito, del perché di questi due studi diversi affidati a due società diverse, quando forse sarebbe stato più conveniente dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista metodologico, che chi si è occupato dei ricavi si fosse occupato anche dei costi. Il fatto che ci siano stati due studi, uno per i ricavi generalizzato, uno per i costi limitati esclusivamente alla problematica del costo del lavoro, perché se si fa una comparazione con le altre realtà italiane è ovvio che gran parte degli altri costi - penso a quelli fiscali piuttosto che a quelli previdenziali o altri costi gestionali - possono essere per certi versi simili, anche se a parità di trattamenti retributivi, a parità di fiscalità... ci può essere una gestione migliore che riesce ad ottenere risultati più lusinghieri e una gestione invece peggiore, ma questi saranno ovviamente argomenti di approfondimento, quando questo ulteriore studio verrà posto all'attenzione della Commissione e del Consiglio. Questa era la prima osservazione sul merito dell'interpellanza.
La seconda osservazione è sul seguito, perché oggi il Presidente ha annunciato qualcosa di interessante dal punto di vista politico. Circolava questa voce, ma ritengo che sia un dato da sottolineare. Il Presidente ha detto che, a seguito dell'analisi complessiva della situazione, il Consiglio verrà chiamato - immagino su iniziativa della Giunta - ad esprimersi con una mozione o con una risoluzione, affinché vengano dati gli indirizzi alla "Casinò S.p.a.", affinché questa provveda ad un piano di ristrutturazione che potrebbe avere delle conseguenze in termini occupazionali - ma se sarà necessario valuteremo quale sarà la realtà e cosa verrà proposto - e poi "nuovo", io cancellerei "nuovo" e lo sostituirei con "vero" piano strategico del casinò, perché finora abbiamo avuto un piano che non è mai arrivato in Consiglio e il secondo che è un piano finto, perché consiste di qualche lavoro edilizio, anche se poi, quando abbiamo provato a dirlo in Commissione ai rappresentanti della "Casinò S.p.a.", si sono molto offesi del fatto che abbiamo trattato male il loro piano.
Al di là del merito, in ordine al quale ci riserviamo ogni valutazione, questo modo di procedere mi convince, credo che sia un metodo corretto che abbiamo più volte sottolineato. Lo faccio anche con una punta di permalosità politica, non personale, perché quando il sottoscritto e altri colleghi in Commissione abbiamo evidenziato come il piano di sviluppo non avesse alcun senso senza un'analisi dello stato dei costi e della situazione sotto il profilo occupazionale, sembrava che si parlasse di cose fuori dal mondo, un po' da ignoranti.
Oggi questo percorso che il Presidente traccia ci fa dire che le osservazioni fatte da numerosi Consiglieri in sede di Commissione erano corrette, il lavoro andava impostato in quel modo. Ci fa anche dire - di questo dobbiamo invece rammaricarci - che sul tema del casinò, caro Presidente, abbiamo perso degli anni ad inseguire delle soluzioni facili, cambiando sigla all'ente gestore, cambiando "CdA", portando al Consiglio dei virtuali piani di sviluppo, quando sapevamo che la situazione non era di una crisi congiunturale, ma di una crisi strutturale, di una grave crisi strutturale, di fronte alla quale bisognerà assumere dei provvedimenti che siano coraggiosi, il meno penalizzanti possibili per i lavoratori, ma sicuramente di fronte ad una situazione del genere occorrerà una presa di posizione coraggiosa e lungimirante da parte di questo Consiglio e del Governo regionale, se non vogliamo che la crisi della casa da gioco si cronicizzi e non ci siano spazi per un suo rilancio.
