Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1737 del 25 gennaio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1737/XII - Realizzazione di una micro-struttura di accoglienza per il reinserimento sociale di giovani clandestine. (Interrogazione)

Interrogazione

Ricordato che Don Oreste Benzi, leader carismatico della Associazione Papa Giovanni XXIII, è giunto in Valle d'Aosta in questi giorni appositamente per sensibilizzare le autorità regionali e la popolazione sul problema della tratta;

Sottolineato che l'azione di Don Benzi finalizzata ad affrontare le problematiche della tratta che consiste nello sfruttamento sessuale di giovani clandestine, provenienti soprattutto dai paesi africani e dai paesi dell'est, è riconosciuta a livello internazionale;

Evidenziato che la decisione di Don Oreste Benzi di raggiungere la Valle d'Aosta è stata motivata dall'esistenza proprio in Aosta di una delle associazioni che nel corso degli ultimi anni si è maggiormente distinta a livello nazionale per la sua azione contro la tratta delle nigeriane, "il Progetto la ragazza di Benin City";

Preso atto della proposta, illustrata da Don Benzi, consistente nella richiesta di istituire in Valle d'Aosta una micro-struttura di accoglienza per poter sperimentare il reinserimento sociale di alcune vittime della tratta, proposta sostenuta dalla sua associazione in ragione della situazione di assoluta tranquillità della nostra Regione nella quale l'iniziativa potrebbe concretizzarsi;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

la Giunta regionale per sapere:

1) se è a conoscenza delle iniziative anti-tratta sostenute da una associazione nata in Valle d'Aosta e collegata sia con il Gruppo Abele sia con l'Associazione Papa Giovanni XXIII di Don Benzi;

2) come considera la proposta di Don Oreste Benzi di realizzare in Valle d'Aosta una micro-struttura sperimentale a sostegno di alcune vittime della tratta;

3) se ritiene che, in ragione del ridotto impegno economico a fronte di un grande significato sociale e solidaristico, a tale proposta possa esser data concreta e rapida risposta positiva.

F.to: Lanièce

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Non ho avuto la fortuna, l'altra sera, di partecipare alla conferenza di Don Benzi, che però conosco. É un personaggio straordinario e non solo folcloristico, perché le idee che porta avanti sulla pena e sullo sfruttamento sono sicuramente delle grandi idee, da raggiungere. Conosco le sue proposte e conosco anche il gruppo con cui collabora: il gruppo "Abele". Don Ciotti è stato diverse volte in Valle d'Aosta, quindi il problema che solleva ha un rilievo sociale molto importante.

Sul problema specifico direi che il percorso che vogliamo seguire è sempre quello di non prendere delle decisioni sulla base di sensazioni. Abbiamo presentato ieri la mappa delle persone disabili per pensare a degli interventi, sì, ma con una conoscenza precisa del fenomeno, così come prima di parlare di "prevenzione" abbiamo voluto fare uno studio sulla mortalità in Valle, per cui recepiamo il suo interesse a questo problema, che è molto importante, ma dallo studio dei fabbisogni - studio non ancora preciso e dopo dirò cosa vorremmo fare - sembra non esserci nella nostra regione, una grande richiesta di affrontare questo problema. La Questura di Aosta, ad esempio, quando abbiamo affrontato in un tavolo l'argomento prostituzione, ci parlava di entità limitata del problema, così anche quando abbiamo discusso del "piano regionale per la salute ed il benessere sociale" i vari soggetti che si sono seduti per la preparazione di questo piano non ci hanno mai sollecitato ad affrontare un problema di questo tipo. Dall'altra parte, invece, abbiamo trovato e messo in atto diverse iniziative per confrontarci e dare risposta alla violenza che le donne subiscono in Valle d'Aosta.

Lei sa che il dormitorio, ma soprattutto l'esperienza dell'"Arcolaio", (l'appartamento che insieme alla Questura e a una cooperativa gestiamo) servono proprio per rispondere ai casi di emergenza alla violenza che le donne subiscono. Di fronte a una violenza bisogna dare una risposta rapida: questa struttura, l'"Arcolaio", che sosteniamo economicamente, è una risposta valida. Nell'ambito dei lavori della Presidenza della Giunta, a cura della dott.ssa Lorenza Malluccelli, è inserito un progetto interregionale, finanziato dal Fondo sociale europeo, che si chiama "Via di uscita", che sta verificando il problema della tratta e della risposta a questo fenomeno in Valle d'Aosta. Il Presidente Caveri ha incontrato in questa occasione Don Benzi e ha dato la disponibilità della Presidenza, con le sue funzioni prefettizie, per fare uno studio su questo argomento, che - come dicevo abbiamo già affrontato nel progetto interregionale chiamato "Via di uscita".

Presidente - La parola al Vicepresidente Lanièce.

Lanièce (SA) - Prendiamo atto della risposta dell'Assessore. In effetti questa iniziativa è stata presentata a seguito di questa conferenza che Don Benzi ha fatto in Valle d'Aosta e anche per il fatto che nello scorso dicembre, a Courmayeur, vi era stato un convegno internazionale, organizzato dalla "Fondazione Courmayeur", dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale, in collaborazione con l'agenzia "ISPAC" dell'ONU, sul problema della tratta di esseri umani e da quel convegno era emerso che circa 5 milioni di persone sono oggetto di tratta ad uso sessuale: questo dimostra una realtà forte, rilevante.

È ovvio ed è al tempo stesso positivo che questo problema non ci riguarda da vicino, perché - come ha rivelato anche la Questura - per fortuna nostra in Valle la situazione è sotto controllo e ai minimi termini, ma ciò non significa che non si debba affrontare il problema, in quanto si tratta anche di iniziative di carattere umanitario, solidaristico. Per questo ho ritenuto opportuno sollecitare il Governo a tener conto di quella proposta lanciata da Don Benzi che ha avuto anche un apprezzamento da parte dell'Onorevole Caveri in un incontro tenutosi lo stesso giorno della conferenza, in cui ha dato la sua disponibilità a porre in essere questa microstruttura di accoglienza per sperimentare il reinserimento sociale delle vittime della tratta.

Dalle parole dell'Assessore abbiamo capito che c'è la volontà di verificare all'interno di questo progetto interregionale se è possibile collocare nella nostra Regione questa microstruttura, sapendo che si tratta di un intervento dal basso costo economico, ma dal grande significato sociale e solidaristico, perché - ripeto - per fortuna nella nostra Regione non ci sono questi problemi, ma ciò non toglie, visto che si tratta di un problema a carattere mondiale di grande rilevanza numerica, che una Regione come la nostra, che ha dimostrato la sua sensibilità su tante tematiche sociali, dia il suo contributo per dimostrare, ancora una volta, la nostra caratteristica solidaristica a fronte di un problema sociale così rilevante, che coinvolge milioni e milioni di persone.