Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 863 del 6 ottobre 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 863/XII - Verifica sul progetto di allargamento della strada del Gran San Bernardo da Saint Rhémy-en-Bosses al Colle. (Reiezione di mozione)

Mozione

Preso atto che l'ANAS intende realizzare un allargamento generalizzato della strada del Gran San Bernardo da Saint-Rhémy-en-Bosses al Colle;

Rilevata la necessità di valutare la coerenza di tale intervento con le decisioni sul versante svizzero, alla luce del Protocollo Trasporti della Convenzione Alpina e dei vincoli imposti dall'esito del Referendum denominato "Initiatives des Alpes";

il Consiglio regionale

Impegna

la Giunta regionale a:

- verificare se l'allargamento della strada del Gran San Bernardo è previsto sia sul versante valdostano sia su quello svizzero;

- richiedere all'ANAS una pausa di riflessione e di confronto sulle caratteristiche dell'opera che si intende realizzare.

- relazionare sull'esito delle iniziative alla competente commissione consiliare.

F.to: Riccarand - Curtaz - Squarzino Secondina

Président - La parole au Conseiller Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - Nei mesi scorsi eravamo già intervenuti su questo progetto di allargamento del tratto di strada da Saint-Rhémy-en-Bosses al Colle del Gran San Bernardo con un'interpellanza e un'interrogazione per acquisire elementi di informazione, sulla base degli elementi emersi in quelle occasioni abbiamo ritenuto opportuno depositare tale mozione, in modo che il Consiglio possa esprimersi rispetto a questa vicenda, che pone problemi anche rispetto alla cooperazione transfrontaliera. In sostanza, il problema principale è il carattere discutibile dell'intervento che si vuole realizzare, ancor prima il fatto di avere elementi di certezza per sapere se questo intervento è coordinato con quello che si vuole fare sul versante svizzero, o se è un intervento che rimarrà limitato al versante valdostano.

Siccome vi è tutta una serie di elementi che ci inducono a ritenere che questo allargamento generalizzato della strada di 7 metri sul versante valdostano del Colle non si potrà fare sul versante svizzero per dei vincoli derivanti dalla Costituzione svizzera, riteniamo che questo aspetto vada tenuto in seria considerazione e precisamente verificato. Questa mozione, quindi, contiene un dispositivo molto semplice: riteniamo vi debba essere un impegno dato dal Consiglio alla Giunta per verificare cosa succederà, quali sono i progetti sul versante svizzero del Colle del Gran San Bernardo, per evitare di fare un intervento con un grosso impatto ambientale sul versante valdostano, ma che non ha nessuna utilità perché non è coordinato rispetto a quello che avviene sul versante svizzero; di conseguenza, chiedere all'ANAS, che è la finanziatrice del progetto, una pausa di riflessione prima di andare avanti con le opere, in modo da non trovarsi di fronte ad un fatto compiuto, in modo che vi possa essere una riflessione in Consiglio e nella competente commissione consiliare, e sapere cosa succede. Ci sembra un'iniziativa che, assunta in questo momento, può permetterci di affrontare con la dovuta cautela un intervento su una strada con caratteristiche storiche, paesaggistiche di notevole rilevanza, per evitare di fare dei danni ambientali, spendere dei soldi per avere un risultato che non è utile.

Ci auguriamo che da parte del Consiglio vi sia la disponibilità a votare tale mozione e a fare tale approfondimento; ciò è coerente rispetto a quanto già votato in precedenza da questo Consiglio, quando ci siamo impegnati ad assumere atti e decisioni coerenti con il "Protocollo trasporti" della "Convenzione alpina", che richiede che su questi interventi sui colli transfrontalieri vi sia un coordinamento fra i due versanti, che non si operi in modo isolato su un versante rispetto all'altro. Anche sotto questo aspetto, quindi, riteniamo si debba essere coerenti con il giudizio positivo che abbiamo dato in Consiglio sul "Protocollo trasporti", l'impegno che abbiamo dato di applicarlo in Valle d'Aosta e dare un segno concreto in tale direzione.

Président - La discussion générale est ouverte.

La parole au Conseiller Borre.

Borre (UV) - Già l'altra volta, quando si era parlato di questo problema, conoscendo la strada, mi ero spaventato, perché il tenore della presa di posizione dei Consiglieri dell'"Arcobaleno" mi faceva presagire chissà quali disastri in quella zona. Mi sono informato dagli uffici dell'Assessore ed è venuto fuori che prima di tutto non è un allargamento generalizzato, ma è un progetto puntuale di allargamento della strada con prescrizioni precise da parte della sovrintendenza, un progetto approvato dal VIA; a volte il VIA è richiesto, se manca non fa niente, altre volte, quando vi è il VIA, non basta lo stesso. Bisognerebbe capire cosa si vuole dalla progettazione e quali sono i pareri a cui si deve dare fiducia prima di approvare dei lavori.

Si dice che deve essere coerente con la parte svizzera; la parte svizzera ha un codice della strada ben diverso, infatti chi scende il Colle da quella parte non trova "guard-rail", perché la loro legge non glielo impone, quindi le curve possono essere affrontate anche da pullman grossi senza alcun problema per salire. Non parlo di problemi di sicurezza, di quelli ce ne sono tanti, ma si vede che da quella parte non interessano; invece dalla nostra parte vi sono delle normative ben precise e rischiamo di vedere i pullman arrivare al Colle, poi doversi fermare e tornare indietro, perché il nostro codice prevede strade ben diverse per quei tipi di pullman. Bisognerebbe capire cosa vogliamo veramente, se vogliamo promuovere il turismo che arriva anche dalla Svizzera o se vogliamo che passi dal Piccolo San Bernardo e dal Traforo del Monte Bianco, poi ponendo anche lì dei limiti per entrare, quindi i rapporti che vogliamo avere con la Svizzera... una sicurezza sulla strada maggiore. Vogliamo che tutti adoperino solo il tunnel e quindi eliminiamo la strada del Gran San Bernardo? La teniamo solo come monumento al passaggio di Napoleone o vogliamo che diventi un "momento" di transito? Questo chiederei all'"Arcobaleno", quindi, a parer mio, vi sono delle grosse incongruenze all'interno di tale mozione, che non mi portano a valutare positivamente questa iniziativa; pertanto chiederò di astenersi sulla mozione, perché ha delle parti che non sono coerenti e delle parti demagogiche.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Non sarò proprio breve nell'esaminare questa mozione. Comincio con il dire che si tratta di un intervento che prevede la realizzazione di 2 lotti sistematori di una situazione che rischia di degenerare malamente.

Mi preoccuperei, prima di avere dei buoni rapporti con la Svizzera - che peraltro sono addirittura ottimi su questa materia -, di avere anzitutto un buon rapporto con gli enti, in particolare con l'ANAS, che già una volta ha sospeso l'esecuzione di uno di questi interventi, per prendere in considerazione una nostra istanza di destinare le risorse alla variante di Etroubles Saint-Oyen, cosa che poi è avvenuta con l'approvazione da parte del Consiglio di amministrazione dell'ANAS di quel progetto; quindi direi con un'assunzione di responsabilità l'ANAS ha richiesto di completare questo intervento, pena la dismissione della strada, quanto meno per quei mezzi pubblici che salgono il Colle dalle due parti. Qui mi permetto di riprendere la questione della convenzione sull'opportunità che gli interventi siano coordinati, perché la coordinazione sta a significare che se io da una parte ho un sentiero e dall'altra faccio una strada, è chiaro che poi porto il traffico in cima a un colle che non ha sbocco... deve tornare indietro creando anche dei problemi ambientali. In questo caso l'intervento che viene proposto è proprio quello di commisurare le due realtà, facendo in modo che la cosa che succede oggi sul versante svizzero possa continuare ad avvenire sul versante italiano, cosa che non può accadere se non si fa l'intervento, perché la strada presenta delle situazioni di degrado e di incertezza, oltre che di non rispondenza ai dettati del Codice della strada.

Vi è una questione, ma è secondaria: si fa un investimento che è migliorativo su un'infrastruttura, che altrimenti rischia di essere inutilizzabile, con un apporto finanziario di 12 milioni di euro, che non va demonizzato come se fosse un "label" di negatività. Secondo me, è un'opportunità che, vista la destinazione e viste le modalità esecutive dell'intervento, rappresenta una risorsa di lavoro e di benessere. Voglio ribadire la questione di necessità: guardate che la strada chiude altrimenti, quanto meno chiude a tratti e per alcuni mezzi. Qui vengo poi al fatto già citato dal Capogruppo sul VIA, sui pareri espressi dalle strutture regionali che sono quelle alle quali abbiamo demandato di esprimersi sulle singole vicende che compongono il VIA. Leggo che il parere favorevole espresso per quanto attiene gli aspetti geomorfologici e geodinamici del servizio...

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

... cito la deliberazione di approvazione del 19 luglio 1999, non è cambiato niente da allora. Dicevo: "in considerazione della ridotta entità dell'opera e dell'assetto idrogeologico, la zona è complessivamente idonea all'inserimento...", il Corpo forestale valdostano ha espresso parere favorevole, ma rilevava l'opportunità di stoccare in maniera compatibile il materiale, soluzione che è stata risolta, in quanto il materiale di risulta viene stoccato sulla vecchia discarica del materiale di scavo del Tunnel del Gran San Bernardo e va a "ritombare" quella parte che era stata allontanata per utilizzi su strade di questo materiale. Per quanto riguarda la Direzione dei bacini montani e difesa del suolo, si esprime parere complessivamente favorevole non essendo previste modifiche agli attraversamenti esistenti, che risultano già correttamente dimensionati.

Voglio ancora richiamare due aspetti. Riguardo a certi timori per quanto concerne l'aspetto archeologico: il percorso della via consolare romana in corrispondenza del valico del Gran San Bernardo non è interessato dall'intervento; vestigia romane, percorso della via romana in corrispondenza della casa cantoniera: non si verificano interferenze con la presenza della strada romana; rupe sacra, resti della via romana, vestigia del tempietto romano: l'intervento proposto non considera questa zona; questo smentisce l'enunciato "intervento generalizzato": l'intervento è tutt'altro che generalizzato, ma è puntuale. Vorrei leggere quanto dice la Sovrintendenza, che è uno degli elementi più importanti per fare delle valutazioni: "Effettuato sopralluogo in sito, questo servizio ritiene che i lavori di allargamento proposti possono essere considerati compatibili con le esigenze di tutela paesaggistiche ed archeologiche alle seguenti prescrizioni richieste. Al fine di uniformare e riordinare..." - è qui che l'intervento diventa migliorativo - "... il più possibile le diverse tipologie di manufatti presenti lungo il tracciato, tutti i nuovi muri e quelli in calcestruzzo esistenti, anche compresi nei tratti già precedentemente allargati, fino alla progressiva del km 26+250, vengono realizzati o rifatti con manifattura simile, materiale lapideo e appezzatura, a quella al km 23+300, senza copertura in calcestruzzo, riportando sulla sommità del terreno vegetale. Oltre la progressiva km 26+250, i nuovi muri e quelli in calcestruzzo esistenti, anche compresi nei tratti già precedentemente allargati, dovranno avere una finitura esterna per materiale lapideo e appezzatura, simile a quella in opera alla progressiva km 27+520... è evidente che se i tratti di muri in calcestruzzo da rifare fossero inseriti in continuità fra due altre tipologie analoghe, al fine di evitare distonie dovranno essere realizzati con fattura simile a quelle adiacenti, i parapetti dovranno essere previsti fino alla progressiva km 26+250, con tipologia come da quella proposta in pietra con la sola variante relativa alla sommità che dovrà essere prevista in... oltre tale progressiva potranno essere posti in opera parapetti prefabbricati come quelli già realizzati alla progressiva 29+500. Tutti i ponticelli esistenti dovranno essere conservati ed opportunamente restaurati, l'ampliamento dovrà essere realizzato sempre verso monte, al fine di evitare la compromissione della percezione della struttura ad arco, se per i motivi statici medesimi fossero in pessime condizioni, potranno essere sostituiti, previa specifica singola autorizzazione, con altri di nuova manifattura e tipologia come quelli precedenti. Le gabbionate esistenti - che sono un pessimo elemento statico e paesaggistico - dovranno essere sostituite con muri di tipologia come quella sopraindicata, i parapetti sul ponte alla progressiva dovranno essere ripristinati riprendendo la tipologia esistente... i lavori da eseguirsi nelle zone archeologiche fra la progressiva 30 e 432, nonché a monte dei paramassi, dovranno essere opportunamente seguiti dal nostro personale addetto alla sorveglianza, pertanto si prega di inviare nota scritta..." eccetera.

Più blindato e seguito di questo... credo sia difficile da immaginare. La questione della specularità dell'intervento sul versante svizzero non è pertinente, perché su quel versante si fa esattamente quello che noi vorremmo continuare a poter fare sul versante italiano. Se non facciamo questi interventi, solo la Svizzera potrà venire con i pullman al Colle, mi pare che questa non sia una buona regola. Ci siamo sentiti con i tecnici della parte svizzera e concordano su questa necessità, perché hanno una realtà diversa: loro muri non ne hanno, non ne hanno la necessità perché il loro codice stradale non impone di fare i parapetti, contrariamente a quello che avviene qui. Il richiamo alla "Convenzione alpina" mi sembra pretestuoso, perché qui non si tratta di fare una nuova strada, si tratta solo di continuare a rendere agibile una strada esistente, migliorandola e ridandole un assetto storico e paesaggistico che la strada aveva. Spero che l'ANAS sia sollecita nel fare i lavori, il primo lotto è stato già appaltato, il secondo sarà appaltato quanto prima. Sarà cura dell'Amministrazione regionale, attraverso le proprie strutture, verificare che le prescrizione date siano diligentemente osservate, pena il rifacimento di quanto realizzato. Si tenga conto che proprio queste prescrizioni sono motivo di una lievitazione dei costi di almeno un 35% di quello che altrimenti sarebbero costate. Chiedo che la richiesta di questa mozione non sia da votare favorevolmente e anch'io chiedo l'astensione su tale proposta.

Président - Je n'ai pas d'autres interventions, je ferme la discussion générale.

La parole au Conseiller Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - Il problema posto da questo intervento non è certo quello che deriva da una sistemazione della strada. Se l'intervento fosse finalizzato a ripristinare le scarpate che cedono, rifare dei muretti, fare i parapetti e sistemare situazioni di degrado ambientale, saremmo d'accordo e ci va bene anche una spesa significativa; il problema è che qui si tratta di un intervento di allargamento generalizzato della strada. Non so se il Consigliere Borre sta seguendo quanto sto dicendo, ma lui ha detto che non è vero che vi è un allargamento generalizzato della strada di 7 metri, l'Assessore - ho ancora gli appunti di quanto ci ha detto la volta scorsa - ci ha parlato di un allargamento uniforme della strada di 7 metri. Può darsi che vi siano dei punti in cui si potesse facilmente mantenere quelle dimensioni, ma 7 metri è la larghezza del Traforo del Monte Bianco, non si capisce perché su al Colle si debba avere una strada con queste caratteristiche. Le macchine passano e anche i pullman, il problema è che non dobbiamo far passare i TIR dal Colle! Il problema è che non è un intervento studiato con le caratteristiche e le finalità di questa strada, è un progetto come si può fare in tante altre parti d'Italia, ma prescinde dalle caratteristiche di tale territorio, quindi riteniamo sia sbagliato.

L'Assessore l'altra volta ci ha detto che non sapeva cosa intendevano fare sul versante svizzero; adesso ci dice che hanno sentito i tecnici, che vi è consenso... allora che difficoltà vi è di dire: "facciamo un approfondimento, ci confrontiamo, vediamo la documentazione, "mettiamo le carte in tavola" per vedere se è così". In realtà non è così, perché la strada svizzera che porta al Colle è inferiore ai 7 metri e rimarrà inferiore ai 7 metri perché non hanno alcuna intenzione di allargarla, lo sappiamo bene e hanno operato la scelta politica di non allargarla. Noi facciamo una scelta diametralmente opposta, poi ci "riempiano la bocca" di collaborazione transfrontaliera, di coordinamento Conseil Valais-Vallée d'Aoste e non affrontiamo in modo coordinato tali temi che sono di carattere transfrontaliero; la mozione chiede solo questo: che vi sia tale coordinamento.

La valutazione del VIA: abbiamo già detto, è un parere quello del comitato scientifico, e la successiva deliberazione di Giunta, datato 1999... sono passati 5 anni, non vi era ancora il "Protocollo trasporti" della "Convenzione alpina", non vi era tutta una serie di atti ora esistenti. Oltretutto quel parere era già allora molto "tirato", perché se leggiamo il verbale: "Rilevato che il comitato scientifico, riunitosi in data 26 maggio 1999, pur rilevando che lo studio di impatto ambientale presenta delle carenze nei contenuti, ha espresso a maggioranza parere favorevole", quindi già con dei rilievi critici. È un parere che ha una validità temporale scaduta, perché quel parere era valido 2 anni visto che le cose evolvono; la nostra normativa prevede che, siccome le cose evolvono, si riesaminino i progetti.

Vi è quindi tutta una serie di elementi che sottovalutate, possiamo pensare che vi sia questa preoccupazione di buoni rapporti con l'ANAS, perché loro sono contenti di far girare così i loro soldi, di mandare avanti questi loro progetti, magari in contropartita si farà qualcosa da altre parti, può essere una scelta di opportunità, ma sicuramente non è una scelta conveniente per quel territorio e per il coordinamento che dovrebbe esistere rispetto al versante svizzero del Colle. Noi, quindi, insistiamo nell'esprimere un giudizio negativo su questo intervento e manteniamo la mozione, chiediamo che il Consiglio si esprima e poi valuteremo man mano che andremo avanti cosa succederà e quali saranno i risultati di questo progetto che voi sostenete e che noi critichiamo.

Président - Je soumets au vote la motion dont à l'objet:

Conseillers présents: 29

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 26 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Isabellon, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Sandri, Vicquéry, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - Avec ce point nous terminons nos travaux pour ce soir.

La séance est levée.

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La séance se termine à 20 heures 8.