Oggetto del Consiglio n. 746 del 28 luglio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 746/XII - Conseguenze derivanti dalla recente sentenza della Corte costituzionale dichiarante la parziale illegittimità della legge regionale n. 23/2002. (Interrogazione)
Interrogazione
Avendo letto la sentenza n. 205 del 5 luglio 2004 della Corte Costituzionale, con la quale si dichiara l'illegittimità degli articoli 1 e 2 della Legge regionale 14 novembre 2002, n. 23 (Disposizioni in materia di personale del Dipartimento delle politiche del lavoro dell'Amministrazione regionale);
Preoccupati per le conseguenze che tale Sentenza comporterà rispetto alle decisioni precedentemente intraprese;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Presidente della Regione per sapere, a seguito di tale sentenza, quali saranno le conseguenze nell'immediato futuro.
F.to: Viérin Marco - Comé - Stacchetti - Lanièce
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - In merito alla sentenza della Corte costituzionale n. 205 del 5 luglio 2004, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 1 e 2 della legge regionale 14 novembre 2002, n. 23, recante: "Disposizioni in materia di personale del Dipartimento delle politiche del lavoro dell'Amministrazione regionale", facciamo le seguenti valutazioni.
La prima. La Giunta ha preso atto della sentenza della Corte, che ha soffermato la sua attenzione essenzialmente sul ricorso ad una procedura interna riservata per il 100% a personale già in servizio, senza valutare pienamente sia la speciale situazione del personale del Dipartimento delle politiche del lavoro con rapporto a tempo indeterminato di tipo privatistico, sia l'interesse organizzativo dell'Amministrazione regionale nel momento del trasferimento delle competenze in materia di lavoro; infine, il fatto che il concorso in questione non mirava ad attribuire funzioni più elevate. Si trattava di personale con un contratto che è molto simile a quello dei dipendenti regionali.
Si precisa che, nell'immediato, non si verificheranno conseguenze rilevanti perché, dal momento dell'impugnazione delle legge regionale da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, l'Amministrazione regionale, a titolo prudenziale, ha ritenuto opportuno non dare applicazione immediata alla legge e alcuna procedura concorsuale è stata avviata, mentre, d'altro lato, il personale del Dipartimento delle politiche del lavoro può continuare a fornire la propria collaborazione professionalmente qualificata in forza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato; ovviamente, al momento permane la situazione attuale. È necessario però inserire questa vicenda in uno specifico contesto storico, in quanto la situazione del personale del Dipartimento delle politiche del lavoro con contratto di diritto privato risale alla fine degli anni ?80, quando le Regioni a statuto speciale - Trento e successivamente la Valle d'Aosta e il Friuli - avevano attivato le agenzie regionali del lavoro e anche le Regioni a statuto ordinario avevano attivato le agenzie per l'impiego del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, allo scopo di sperimentare nuovi strumenti di intervento nelle politiche del lavoro.
L'evoluzione è passata attraverso il decentramento amministrativo generalizzato delle competenze in materia di lavoro a regioni e province, cosa di cui abbiamo parlato precedentemente. In questo contesto tutte le regioni hanno affrontato il problema dell'inserimento del personale delle agenzie dell'impiego, per rispondere alle esigenze istituzionali a cui la professionalità specifica di questo personale poteva dare risposta positiva. In effetti, tutte le varie leggi regionali emanate a seguito del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, hanno affrontato il tema della stabilizzazione del rapporto di lavoro del personale delle agenzie del lavoro regionali o per l'impiego statali.
Con questa ricostruzione storica, effettuata anche perché in questi giorni si è sentito parlare molto di questa questione, si vuole evidenziare che si tratta di un problema comune a tutte le regioni nel momento in cui si ampliano le competenze in materia di lavoro; si vuole evidenziare che la strada seguita dalla Regione è stata simile o presenta comunque molte analogie a quella seguita in tutte le altre regioni, in alcuni casi con norme che prevedevano percorsi di inserimento più agevolati rispetto alla legge della Valle d'Aosta (solo a titolo esemplificativo si cita la Regione Lombardia, che ha provveduto alla regionalizzazione del personale dell'Agenzia per l'impiego del Ministero del lavoro - personale reclutato senza concorso e senza alcuna procedura di selezione - con un concorso riservato totalmente a questo personale, la cui prova concorsuale consisteva nella valutazione del curriculum e un semplice colloquio, questo per precisare il contesto in cui si muoveva tale Regione per la collocazione di questo tipo di personale); si vuole, infine, evidenziare che questo personale, per la professionalità posseduta svolge, assieme al personale proveniente dagli ex uffici del Ministero del lavoro, una funzione rilevante nel processo di rinnovamento delle politiche del lavoro.
Si ribadisce che, per il personale del Dipartimento delle politiche del lavoro con contratto di tipo privatistico, il rapporto è a tempo indeterminato e che nel bilancio triennale 2004-2006 sono previste le risorse finanziarie adeguate per il regolare pagamento degli stipendi. Si precisa, tra l'altro, che è in fase di rinnovo il contratto decentrato per le retribuzioni accessorie. Si sottolinea che, per le professionalità possedute, è interesse dell'Amministrazione regionale utilizzare pienamente questo personale per le funzioni istituzionali in materia di lavoro e formazione professionale. Non va comunque sottaciuto il fatto che questo tipo di sentenza crea dei problemi di carattere organizzativo nel momento del trasferimento delle funzioni; questioni che devono essere ulteriormente approfondite; a questo scopo, il Presidente della Regione ed io incontreremo nella giornata di domani i dipendenti del Dipartimento delle politiche del lavoro con contratto di tipo privatistico e contemporaneamente la situazione verrà valutata insieme alle organizzazioni sindacali.
Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Sarò molto sintetico perché credo che l'Assessore Ferraris abbia fatto un'esposizione molto puntuale. Prendo atto che non vi saranno conseguenze rilevanti nell'immediato, è chiaro che vigileremo su questa vicenda, perché confermiamo anche noi che tale vicenda in senso storico crea delle conseguenze comunque organizzative, sia sotto l'aspetto del passato che del futuro. Aspettiamo quindi l'evoluzione della vicenda e speriamo di non discuterne di nuovo in Consiglio.
