Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 745 del 28 luglio 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 745/XII - Attuazione della legge regionale n. 7/2003 a seguito del trasferimento alla Regione delle competenze in materia di mercato del lavoro. (Interrogazione)

Interrogazione

Appreso che (finalmente!) è stato raggiunto l'accordo tra Governo e Regione circa il trasferimento alla Regione delle competenze in materia del mercato del lavoro, previste dall'articolo 8, comma 1 del d.lgs. 183/2001 e questo consentirà il passaggio alla Regione di strutture, funzioni, personale della Direzione regionale del lavoro;

Atteso che ora sarà possibile attuare in toto la legge regionale n. 7/2003 e che potranno essere definite le strutture organizzative, cui compete l'esercizio delle funzioni e dei compiti in materia di lavoro, come indicato dal comma 2 dell'articolo 3;

Considerato che la ristrutturazione degli uffici regionali del lavoro e l'inserimento del relativo personale nelle nuove strutture organizzative regionali dovrebbero avvenire nel rispetto della continuità del servizio reso agli utenti e nel riconoscimento della specifica professionalità acquisita dagli operatori;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l' Assessore competente per sapere:

1) quali sono i punti salienti dell'accordo sul trasferimento alla Regione delle competenze in materia di mercato del lavoro;

2) quali sono le parti della legge regionale n. 7/2003 che potranno essere attuate in seguito a tale accordo;

3) come si procederà, e in quali tempi, a definire e a rendere operative le nuove strutture organizzative;

4) se in questo processo organizzativo sarà assicurata la continuità del servizio agli utenti e saranno valorizzate le professionalità del personale trasferito.

F.to: Squarzino Secondina - Riccarand

Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - Per quanto riguarda il primo quesito: "quali sono i punti salienti dell'accordo...", va precisato che il DPCM è un provvedimento del Governo che ha l'obbligo di consultare sia la Regione per l'intero provvedimento, sia le organizzazioni sindacali per la parte riguardante il personale, prima di procedere all'approvazione del testo definitivo da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri; non è però una procedura negoziale, per cui non è stato stipulato alcun accordo, alla Regione è stato soltanto richiesto di esprimere un parere.

Dopo l'invio alla fine del mese di novembre 2003 di un testo di DPCM da parte del Dipartimento affari regionali, la successiva nota della Regione con osservazioni rispetto ad alcuni aspetti del testo proposto ed un incontro del Presidente Perrin e del sottoscritto con il Ministro La Loggia, in data 3 giugno veniva inviato un nuovo testo di DPCM, che non presentava grandi differenziazioni rispetto al precedente, per il parere delle Regione. Come già riferito in questo Consiglio, si evidenziava l'assoluta urgenza del completamento del trasferimento delle competenze in materia di lavoro alla Regione e, proprio per questa motivazione, veniva inviato l'assenso rispetto ai contenuti del provvedimento. In questi giorni il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri è stato firmato dal Ministro La Loggia ed è stato inviato all'esame della Corte dei Conti, che si deve esprimere entro 30 giorni dalla ricezione del provvedimento; per questi motivi è ipotizzabile la pubblicazione del DPCM sulla Gazzetta ufficiale di fine agosto-primi giorni del mese di settembre.

Quali sono gli elementi principali? Il primo è la determinazione del contingente numerico da trasferire alla Regione, che dovrebbe essere pari a 29 unità, da un minimo di 27 a un massimo di 31; il secondo elemento riguarda l'individuazione del termine entro cui il personale appartenente al contingente di 41 unità - tante sono le persone che si occupano attualmente di politica del lavoro e di centri per l'impiego - può presentare domanda di trasferimento: entro 30 giorni a decorrere da quello successivo alla pubblicazione del DPCM in Gazzetta ufficiale. Vi è poi l'indicazione delle modalità di individuazione del personale da trasferire alla Regione secondo graduatorie i cui criteri sono stabiliti dalla legge n. 446/2000; altro elemento sono le garanzie per il personale, per il quale viene riconosciuta la continuità del rapporto di lavoro e l'anzianità di servizio, e, nel caso di processi di riqualificazione in corso, gli stessi vengono completati e accettati dall'Amministrazione regionale, mentre, per quanto riguarda l'inquadramento, il riferimento è all'articolo 33 della legge regionale n. 7/2003, in particolare alla tabella che definisce il tutto. Altro elemento riguarda il trasferimento delle risorse umane e strumentali, che è l'aspetto più importante: qui viene fissato il termine di 4 mesi entro i quali deve avvenire il trasferimento concreto alla Regione del personale e delle risorse materiali ed informatiche che sono necessarie per l'esercizio delle nuove competenze. Altro punto concerne le risorse finanziarie, per le quali è necessario un successivo decreto interministeriale di attribuzione delle stesse per l'esercizio delle competenze trasferite, in fase di prima applicazione, in misura pari al 95% delle spese sostenute dallo Stato per il personale trasferito e al 95% delle spese di funzionamento effettivamente sostenute dallo Stato per l'esercizio delle funzioni conferite; la decorrenza ha effetto dalla data di trasferimento delle risorse umane, materiali e finanziarie, quindi entro 4 mesi dalla data di pubblicazione del DPCM sulla Gazzetta ufficiale.

Quali sono le parti della legge regionale che potranno essere attuate? Questo tipo di provvedimento, che consente di dare applicazione all'articolo 37 della legge n. 7/2003, che stabilisce: "le strutture regionali costituite ai sensi dell'articolo 3 comma 2 sono operative entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore del DPCM", è da tempo atteso; in pratica, la pubblicazione rimuove la sospensione degli effetti della legge regionale per quanto riguarda la costituzione di nuove strutture organizzative e la modificazione e l'aggiornamento delle strutture esistenti. Nello specifico il riferimento è al capo IV° della legge che riguarda i servizi per l'impiego, a partire dalle competenze in materia di politiche del lavoro, formazione professionale, alla struttura legata alla consigliera di parità, all'Osservatorio economico, ai servizi territoriali per l'impiego, ai centri di orientamento per il diritto al lavoro dei disabili e degli svantaggiati, quindi tutte le diverse funzioni che è possibile attivare con la legge n. 7; ovviamente questo consente di raccordare le politiche del lavoro definite dal Piano di politica triennale del lavoro con quanto indicato anche dal "POR" del Fondo sociale europeo. Sarà anche possibile intervenire con direttive ed indirizzi di competenza regionale per l'applicazione delle nuove norme in materia di regolazione dei rapporti di lavoro e di nuove forme di gestione dei servizi per il lavoro, pensiamo alla legge n. 30 e al decreto legislativo n. 276, che hanno particolarmente innovato in questo campo. Sarà possibile contestualmente a questo, sulla base della nomina dei componenti di competenza regionale nel Consiglio per le politiche del lavoro, rendere operativo anche quest'ultimo, in quanto, con la designazione che verrà fatta dal Consiglio regionale, sarà possibile attivare tale organismo.

Come si procederà e in quali tempi? La legge n. 7/2003 e il DPCM in corso di pubblicazione prevedono lo stesso termine di 4 mesi dalla data di pubblicazione del DPCM stesso per l'effettuazione di una serie di operazioni necessarie all'avvio concreto dell'esercizio delle funzioni. L'Amministrazione statale deve, con appositi decreti ministeriali, individuare fisicamente le risorse umane e materiali da trasferire alla Regione, che a sua volta deve provvedere alla costituzione formale delle nuove strutture organizzative. La coincidenza dei termini vuole favorire l'avvio dell'esercizio delle nuove funzioni entro un termine determinato, anche se si tratta di un processo non facile, soprattutto per la piena operatività delle nuove strutture. Molti aspetti sono regolati per legge, ad esempio le graduatorie per il personale o la costituzione delle strutture organizzative, altre richiederanno forme di stretta collaborazione fra Amministrazione regionale e Amministrazione statale, come nel caso della ricognizione e trasferimento delle risorse materiali e informatiche, mentre altri aspetti dovranno essere gestiti al momento, come l'attività amministrativa a cavallo del momento di passaggio delle competenze.

Bisogna comunque sottolineare un elemento importante: il formale passaggio delle competenze avverrà nel preciso momento in cui verrà firmato il decreto ministeriale che trasferisce il personale e le risorse materiali. Solo da quel momento inizierà l'esercizio reale delle competenze da parte della Regione. Si tratta di un termine che dipende dai tempi e dalle eventuali difficoltà operative che incontrerà il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Per quanto riguarda la continuità del servizio, è volontà dell'Amministrazione regionale assicurare modalità di transizione che consentano l'erogazione di servizi all'utenza senza interruzioni, soprattutto dando la possibilità di usufruire di servizi nuovi e di adeguare l'offerta di servizi regionali ai servizi che vengono offerti sul territorio nazionale. Già era stato denunciato da parte della Consigliera Squarzino il fatto che la nostra situazione, nel momento in cui vi è il DCPM si parla...

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

... per forza, senza un atto amministrativo non è possibile. Non è possibile fornire indicazioni più dettagliate, mancando ancora informazioni essenziali; infatti al momento la Regione non conosce in modo preciso quante e quali saranno le risorse umane e materiali che verranno trasferite dall'Amministrazione statale. Alcune notizie saranno note e alcuni processi potranno iniziare nel periodo di preparazione al passaggio di competenze previsto in 4 mesi dalla data di pubblicazione del DPCM.

È appena il caso di ricordare l'importanza e il ruolo strategico del personale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il legame stretto fra il conferimento di nuove competenze e il trasferimento di personale. Viene confermata l'importanza delle risorse umane trasferite per quanto riguarda la posizione professionale dei lavoratori, soprattutto in relazione alla possibilità di attivare i servizi per l'impiego, che sono previsti in particolare dalla misura "A1" del "POR", misura che ha dei ritardi nella fase di applicazione, perché mancava questo trasferimento di competenze.

Ancora: pur consapevoli dell'urgenza e dell'utilità, non si possono realizzare interventi specifici di formazione e di arricchimento professionale, già programmati nel "POR", rispetto alle nuove funzioni dei servizi per l'impiego nel nuovo contesto normativo, che, come è noto, è radicalmente mutato negli ultimi anni, perché non si conoscono i destinatari degli interventi, anzi il processo di individuazione del personale trasferito inizierà solo una volta pubblicato il DPCM.

Da quanto esposto emerge un quadro che prevede una prima fase di transizione immediata, tesa ad assicurare la fornitura di servizi all'utenza, e contemporaneamente l'avvio del processo di ammodernamento e rafforzamento dei servizi per il lavoro, sia sulla base delle indicazioni della legge regionale n. 7/2003, sia delle linee di indirizzo e degli strumenti resi disponibili dal nuovo Piano triennale di politica del lavoro, con l'utilizzazione delle risorse economiche previste nel "POR" della Valle d'Aosta e attraverso un momento di collaborazione molto stretta fra gli uffici del Dipartimento delle politiche del lavoro e gli uffici ministeriali, perché credo che, per raccordare questa fase di passaggio, sia decisiva la capacità di relazione e di collaborazione che si svilupperanno in questa fase.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per questa relazione dettagliata sullo stato della situazione. Forse ero stata un po' troppo ottimistica quando nell'interrogazione avevo messo che finalmente... e avevo usato la parola "accordo" in quanto sapevo che vi era stata una proposta da parte del Ministero di fronte alla quale la Regione aveva espresso alcune perplessità, cercando di modificare... e ho visto che, seppure di poco, è stato modificato qualche elemento. Ero ottimista in quanto dicevo: finalmente si è giunti ad un consenso fra Ministero e Regione sulla tipologia di proposte da fare, a questo punto si può partire. Vedo che i tempi sono ancora lunghi, soprattutto perché l'aspetto che ci interessa tutti: quello del trasferimento delle competenze e quindi della possibilità di esercitare qui anche quanto previsto dalla legge n. 30 e dalla legge n. 286, tutto questo non può iniziare finché non vi è il trasferimento delle competenze legato al trasferimento del personale e delle risorse. I tempi quindi si allungano ulteriormente e temo che per tutto il 2004 non saremo ancora in grado purtroppo di garantire ai lavoratori della Valle d'Aosta, ai non lavoratori per certi aspetti o agli aspiranti lavoratori per altri, le stesse garanzie e tutele che invece le ultime normative in tema di lavoro garantiscono nel resto del Paese. Questo mi preoccupa ancora assai, perché si tratta di segmenti importanti delle politiche attive del lavoro e, come rilevava anche l'Assessore, si tratta di una serie di misure che lo stesso "POR" aveva individuato e che invece devono aspettare di essere attuate. Io, più che chiedere all'Assessore di continuare ad interessarsi in modo diretto e personale della questione e più che chiedergli anche di iniziare ad attivare quella collaborazione fra gli uffici che fra 4, 5 o 6 mesi dovrà poi essere attuata, non mi sento di fare. Aspetteremo i tempi con grande tristezza, perché vediamo che una serie di azioni importanti nel settore del lavoro rimangono ancora "lettera morta" per la nostra Regione.