Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 736 del 14 luglio 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 736/XII - Ripristino dal prossimo bilancio del finanziamento della legge settoriale n. 68/1993 per favorire il radicamento sul territorio della scuola. (Reiezione di mozione)

Mozione

Il Consiglio regionale

Ricordato che da sempre la regione ha perseguito una politica di attenzione alle scuole disseminate sul territorio, al fine di favorire "il radicamento sul territorio" della scuola valdostana, così come indica anche il programma di governo dell'attuale maggioranza;

Tenuto conto che a tal fine sono state nel tempo predisposte delle normative tese a venire incontro a quelle situazioni che non rientravano (e non rientrano tuttora) nei parametri minimi previsti per l'apertura di classi di scuole materne ed elementari, come la legge regionale 68/93;

Preso atto che tale legge "settoriale" aveva consentito a piccoli comuni, come Valsavarenche, Rhêmes-Notre-Dame, Valgrisenche, di far fronte alle spese derivanti dall'apertura di classi di scuola materna ed elementare con un numero di alunni inferiore a quello previsto dalla normativa;

Atteso che, dal 2002, tale specifico finanziamento ai comuni interessati è stato sospeso, in quanto riassorbito all'interno dei trasferimenti agli enti locali senza vincolo settoriale di destinazione, con la conseguenza di privare di fatto i piccoli comuni delle risorse cui attingere per aprire classi materne ed elementari;

Ritenuto opportuno rivedere tale decisione, anche per venire incontro alle richieste più volte manifestate dai piccoli comuni;

Impegna

la Giunta

A operare affinché dal prossimo bilancio sia ripristinato il finanziamento alla legge settoriale n. 68/93, così da consentire ai piccoli comuni di poter contare su risorse destinate a mantenere in piccole realtà di montagna classi della scuola dell'infanzia e della scuola primaria.

F.to: Squarzino Secondina - Riccarand - Curtaz

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Non parliamo di migliaia di milioni, di migliaia di turisti, ma di un tema molto più ristretto, più semplice, ma altrettanto importante: parliamo di bambini, di alcune decine di bambini, dell'istruzione, della situazione delle famiglie di questi bambini in comuni di montagna; questo è l'argomento di cui vogliamo parlare stasera. È un tema già conosciuto - l'abbiamo già affrontato alcune volte -, che riteniamo opportuno affrontare in questo momento in cui non si è a ridosso dell'emergenza della situazione, per cui si ha tempo di riflettere senza porsi il problema del dover decidere in fretta e non aver più tempo per decidere.

Credo che nella nostra Regione da sempre vi sia stata attenzione alle scuole dei villaggi, alle scuole sussidiate, alle scuole comunali, un'attenzione che vediamo ribadire ogni volta nei programmi di maggioranza; ricordo ancora in questo ultimo programma di maggioranza si parla di favorire il radicamento sul territorio della scuola valdostana, finalità che condividiamo. È un'attenzione che in questi anni la Regione ha "preso in mano", ha esplicitato in strumenti normativi giuridici per dare una risposta alla situazione delle scuole di villaggio, delle scuole sussidiate e delle scuole comunali. Nel 1993 è stata emanata la legge regionale n. 68, che prevede che nei comuni ad un'altezza superiore a 1.000 metri, distanti oltre 10 chilometri dal comune in cui vi è una scuola omologa, anche se hanno meno di 5 alunni, che è il numero previsto per legge per aprire una classe... anche in questi casi la legge regionale prevede dei finanziamenti appositi per i comuni che vogliono aprire una classe, finanziamenti che sono fino al 100% per le scuole materne e al 70% per le classi elementari. Si tratta di finanziamenti che in questi anni hanno consentito ad alcuni comuni di aprire agevolmente una classe materna o elementare; gli ultimi dati dal 1998 al 2002 ci dicono che sono stati essenzialmente 3 i comuni in Valle ad utilizzare questi finanziamenti: Rhêmes-Notre-Dame, Valgrisenche e Valsavarenche e che il costo complessivo annuale per pagare l'insegnante di scuola materna comunale o le classi sussidiate elementari si aggirava sui 100 milioni di vecchie lire, una cifra molto contenuta.

Quando nel 1998 si è delineato il sistema degli enti locali e quando nel 2001 si sono definite le norme per il trasferimento delle risorse finanziarie agli enti locali, questo meccanismo si è inceppato. Fino al 2001-2002 i comuni che si trovavano nelle condizioni prima indicate - cioè sopra i 1.000 metri, a distanza di 10 chilometri dal comune più vicino, con iscritti nelle classi un numero di alunni inferiori a quello previsto dalla legge -, se aprivano una classe e garantivano ai 3-4 bambini di frequentare la scuola materna ed elementare nel comune, potevano accedere a finanziamenti settoriali appositi. Con il trasferimento dalla Regione ai comuni di una serie di competenze e, insieme alle competenze, delle risorse finanziarie, questo budget - che era di 100 milioni di vecchie lire all'anno - è stato inserito all'interno dello stanziamento globale che viene trasferito dalla Regione ai comuni, che poi viene loro distribuito, con il quale ogni comune fa fronte alle esigenze a cui faceva già fronte precedentemente e in più per esercitare le nuove competenze che le leggi hanno conferito ai comuni. Cosa è successo però a questo punto? È successo che quel budget - che era minimo: di 100 milioni di vecchie lire all'anno -, una volta inserito all'interno del budget complessivo, si è tradotto all'incirca in poco più di un milione a testa per ogni comune della Valle d'Aosta; cifra che ai 71 comuni della Valle d'Aosta non aventi questa esigenza non dava alcun reale contributo per progettare altre iniziative, ma che si è tradotta per i 3 comuni in questione in una perdita di risorse per poter fare fronte all'esigenza di aprire queste classi.

Sappiamo che tali comuni hanno espresso questo disagio in modo diverso, a più riprese; siamo a conoscenza che nel 2003 è arrivata a tutti i consiglieri regionali una richiesta chiara da parte del Sindaco di Valsavarenche, a nome anche dei Comuni di Rhêmes-Notre-Dame e Valgrisenche, che si trovavano nella stessa situazione: "non è possibile trovare una soluzione a questo problema, perché in nome di questa distribuzione di questa legge settoriale all'interno del budget complessivo dobbiamo perdere queste esigenze". Facevano un ragionamento molto semplice: questo provvedimento non riguarda un settore particolare di utenti verso cui si interviene, non concerne i giovani o gli anziani - categorie di utenti presenti in tutti i 74 comuni della Valle -, ma concerne al limite i bambini utenti di 1, 2, 3 comuni della Valle; questa legge, quindi, è stata predisposta per rispondere alle esigenze di 2 o 3 comuni, non della totalità dei comuni valdostani. Perché sottrarre allora a questi 2 o 3 comuni di montagna la possibilità di accedere a tali risorse specifiche? Questo problema è stato posto anche dai comuni all'interno del Consiglio permanente degli enti locali, ma non vi è stata accoglienza: il CELVA e poi il Consiglio permanente degli enti locali non hanno risposto a queste richieste, per cui ci chiediamo perché non vogliamo intervenire per garantire risorse economiche a questi pochi comuni, affinché rispondano ad una loro esigenza. Abbiamo tempo, non siamo alla vigilia del bilancio - siamo appena alla vigilia del PREFIN, quindi al massimo possiamo utilizzare quello strumento -, ma il problema che vogliamo porre con la nostra mozione è questo: la Giunta vuole o no tentare di attivarsi affinché queste risorse, pensate per le esigenze di 2 o 3 comuni della Valle d'Aosta, continuino a rimanere destinate a questi comuni e non confluiscano in modo indifferenziato nelle risorse complessive? Questa è la finalità. Se la Giunta trova altri modi diversi da quelli da noi indicati, siamo disponibili ad accoglierli purché diano una risposta - noi abbiamo visto come risposta a tale esigenza che questo finanziamento specifico, previsto dalla legge settoriale per quei 2 o 3 comuni della Valle d'Aosta, sia stralciato dalle leggi settoriali, che confluiscono nel budget complessivo dei comuni -, in modo che questi comuni possano avere le risorse per potersi pagare l'insegnante di scuola materna e/o il 70% degli insegnanti della scuola elementare; questa è la filosofia della nostra mozione.

Credo che lo stesso Governo sia stato sollecitato anche in modo molto garbato dall'intervento che il Sindaco di Valsavarenche ha fatto nel corso della manifestazione in ricordo di Emile Chanoux, quando ha ricordato cosa Chanoux ha scritto della sua scuola di Rovenaud, la storia della sua scuola; egli concludeva dicendo: "... l'histoire de l'école de mon village est pour que chacun de nous puisse avoir devant ses yeux ce qui a été fait pour le passé pour les écoles, afin que chacun sente le devoir d'en faire autant aujourd'hui..." non è per nostalgia, ma per far vedere come vi sia questa esigenza, e il Sindaco continuava: "... je souhaite que sur ces derniers mots chacun des Administrateurs de notre Région à tout niveau, chacun dans son propre rôle, soit amené à accomplir quelques profondes réflexions". Je sais bien que les représentants du Gouvernement régional ont bien écouté ces mots et ont réfléchi, alors nous essayons de voir quelles sont les réponses après cette réflexion.

Président - Je déclare ouvert le débat.

La parole au Conseiller Cesal.

Cesal (UV) - L'oggetto di questa mozione ricorda a tutti noi la situazione dei piccoli paesi di montagna, ma non solo di montagna, che sono legati al fenomeno dello spopolamento, un fenomeno che, purtroppo, continua a preoccupare anche oggi dopo tanti anni in cui, proprio per evitare l'abbandono della montagna, vengono destinate in questa direzione delle risorse consistenti. Siamo preoccupati per questo fenomeno, perché "spopolamento della montagna" significa abbandono del territorio, con conseguente aumento della fragilità dello stesso e quindi dei fattori di rischio che ne derivano. La scuola rappresenta uno degli elementi che possono contrastare questo tipo di fenomeno, che è molto più articolato e complesso rispetto a quello che è oggetto di questa mozione. Il mantenimento delle scuole di montagna può essere considerato come uno degli strumenti che tende ad evitare lo spopolamento della montagna; non credo però che questo sia l'unico strumento e neppure il più efficace. Uno strumento altrettanto importante è quello di dare la possibilità agli enti locali, anche ai più piccoli - perché abbiamo degli enti locali in Valle d'Aosta molto piccoli -, di poter contare su delle risorse certe per effettuare anche a livello comunale delle programmazioni di lungo periodo, soprattutto indirizzando le risorse nei settori e nelle direzioni più adatte rispetto ad ogni singola realtà. Dal 2002 il Comitato permanente degli enti locali, rivendicando le competenze previste dalla legge n. 54/1998, ha proposto un nuovo sistema di riparto delle risorse provenienti dal trasferimento della Regione agli enti locali, risorse che, per quanto riguarda il 2004, sono piuttosto consistenti: superiamo i 175 milioni di euro, quindi siamo più o meno intorno ai 350 miliardi delle vecchie lire, che rappresentano il 95% del gettito dell'IRPEF, proveniente alla Regione autonoma Valle d'Aosta sulla base del riparto fiscale. Di questi 175 milioni il 20% - 35 milioni circa - sono destinati al "FOSPI", mantenendo elevate le possibilità di investimenti strategici di lungo periodo, spesso con una valenza intercomunale o sovracomunale.

Un altro strumento che può favorire il ripopolamento della montagna sono i 600 mila euro destinati al CELVA per far fronte agli impegni che lo stesso ha assunto con le "Poste italiane" per mantenere aperti gli uffici postali anche nelle realtà più piccole; tutto questo contribuisce a favorire il mantenimento della popolazione sul territorio, quando si ha la possibilità di avere anche un servizio così importante quale può essere quello delle poste sul territorio comunale. Altri 31 mila euro sono stati mantenuti a copertura di leggi settoriali con un vincolo di destinazione, leggi che non erano assolutamente eliminabili: mi riferisco alla legge che finanzia le opere per "Aosta capitale", a quella che finanzia il Comune di Saint-Vincent per i problemi legati al Casinò, a quella che finanzia gli asili nido o le microcomunità per anziani; queste leggi sono state mantenute in capo alla Regione con degli importi consistenti. Infine 108.649.340 euro sono stati trasferiti agli enti locali della Valle d'Aosta senza alcun vincolo di destinazione.

I riparti ai singoli comuni sono stati effettuati sulla base di parametri oggettivi determinati dall'assemblea del Consiglio permanente degli enti locali, parametri che tengono conto della popolazione residente, della popolazione turistica, degli introiti derivanti dall'ICI normalizzata, dall'altitudine, dal chilometraggio delle strade comunali, dalla distanza da Aosta; vi sono poi altri parametri che non ricordo, ma i più importanti sono questi, dando a tutti questi fattori dei pesi diversi e ponderati a seconda degli elementi presi in considerazione. I criteri, il peso di questi elementi per la determinazione degli importi sono stati attentamente discussi e valutati in sede di CELVA e i criteri di riparto, se non sono stati assunti all'unanimità, sono stati assunti a larghissima maggioranza.

Personalmente ritengo che la partecipazione attiva degli enti locali alla determinazione dei criteri di riparto sia stato un grosso passo avanti per quanto riguarda la democrazia della nostra Regione; un passo in avanti che soprattutto ha contribuito alla responsabilizzazione degli amministratori comunali, che ha favorito la crescita delle loro capacità organizzative programmatorie e addirittura imprenditoriali, perché oggi, per amministrare un ente locale, ci vogliono delle capacità di tipo imprenditoriale, soprattutto per un più oculato utilizzo delle risorse, in quanto, spendendo qualcosa del proprio portafoglio, si fa molta più attenzione a come vengono spesi, soprattutto per il fatto che i comuni hanno potuto contare - ripeto - su delle risorse finanziarie certe e senza vincoli di destinazione troppo rigidi. Se, da un lato, il metodo ha dato dei risultati positivi, non si può negare che questa situazione abbia creato alcune criticità di carattere però puntuale: una di queste è oggetto della mozione di oggi. Io ne posso ricordare altre: ad esempio, riguardo al Comune di Valgrisenche, il mancato finanziamento al sostegno dell'impianto di risalita di tale Comune, credo che siamo tutti ben consci del fatto che, senza un sostegno di tipo economico da parte di un ente pubblico, questo impianto non potrebbe stare in piedi; oppure - ma qui passiamo al versante dei comuni ricchi - le rivendicazioni del Comune di Courmayeur sulla base della legge n. 48, ricordo le polemiche che tutto questo ha sollevato in sede di discussione, quando Courmayeur rivendicava, come Comune trainante del settore turistico valdostano, più risorse. Ho qui sotto mano i dati da cui risulta che il Comune di Courmayeur, ad esempio, ha percepito nel 2004 un trasferimento di 490 mila euro; il Comune di Valsavarenche ne ha percepiti quasi il doppio: 800 e qualche mila euro di trasferimento, ma questo è solo per dare dei dati.

Credo che tale problema però, al di là di questa criticità, non possa essere risolto dal Consiglio regionale, ma debba essere affrontato da parte del Comitato permanente degli enti locali, senza alcun tipo di imposizione, né di prevaricazione da parte nostra, perché, se questo avvenisse, rimetteremmo in discussione l'intero impianto della finanza locale derivante dalla legge n. 48/1995 e successive modificazioni ed integrazioni e, soprattutto, l'intero sistema delle autonomie della Valle d'Aosta regolato dalla legge n. 54/1998. Credo sia ingiusto affermare che vengono privati "di fatto i piccoli comuni delle risorse a cui attingere per aprire classi materne ed elementari"; ritengo inappropriato da parte del Consiglio regionale dichiarare: "rivedere tale decisione, anche per venire incontro alle richieste più volte manifestate dai piccoli comuni", perché penso che i criteri di riparto diano una risposta anche sotto questo punto di vista. Ritengo poi lesive delle competenze legislative dei comuni e del Comitato permanente degli enti locali impegnare la Giunta "ad operare affinché dal prossimo bilancio sia ripristinato il finanziamento alla legge settoriale n. 68/1993, così da consentire ai piccoli comuni di poter contare su risorse destinate a mantenere in piccole realtà di montagna classi della scuola dell'infanzia e della scuola primaria". Tale problematica deve essere affrontata dal Comitato permanente degli enti locali, che non è un organismo privato, ma è un organismo a tutti gli effetti previsto dalla legge n. 54/1998, quindi è un ente locale previsto dalla nostra legge che regola il sistema delle autonomie locali, al pari dei comuni e delle comunità montane.

Personalmente poi mi chiedo se destinare delle risorse per opporsi allo spopolamento della montagna sia un tema di finanza locale o se invece riguardi un piano diverso e più elevato, trattandosi di un problema più complesso e di grande portata, anche perché non riguarda la totalità dei comuni della Valle d'Aosta, ma alcune piccole realtà con caratteristiche particolari che meriterebbero una tutela e un sostegno non solo economico e finanziario ben più marcato rispetto ad altre realtà.

Alla luce di queste considerazioni, proprio perché non è nostra intenzione prevaricare le competenze dei comuni e del Comitato permanente degli enti locali, se la mozione verrà mantenuta, annuncio il voto di astensione, ribadendo però l'impegno personale e come gruppo, come maggioranza, a lavorare per sostenere queste piccole realtà di montagna per l'importanza che esse rivestono nell'intero sistema regionale e, soprattutto, per l'importanza che rivestono dal punto di vista del mantenimento del territorio. Lavorare per evitare l'abbandono di questa porzione di territorio di cui - ripeto - la fragilità è nota. Si tratta di un problema complesso che abbiamo iniziato come maggioranza ad esaminare, che va affrontato nella sua globalità senza frenesie o approcci empirici, non a "colpi" di mozioni, ma approfondendo il discorso, facendo dei ragionamenti di carattere generale e tenendo conto dei fattori che compongono questo problema: l'uomo, il territorio, l'ambiente e dei fattori connessi: la viabilità, i trasporti, i servizi socio-sanitari, le opportunità lavorative, le possibilità educative, la capacità operativa e finanziaria, disponibilità di risorse da parte degli enti locali, l'innovazione tecnologica - pensiamo a che effetto può avere su realtà di questo genere l'introduzione a livello regionale del telelavoro, significherebbe mantenere la gente sul posto, quindi reti tecnologiche che possano permettere di collegare la Regione con il territorio antropizzato -, ma soprattutto direi che sarebbe il caso di affrontare il problema dell'organizzazione degli enti locali della Regione, per valutare se il sistema previsto dalla legge n. 54 è ancora valido, soprattutto, trattandosi di un sistema oneroso, può essere mantenuto così com'è nel tempo. Il richiamo a Chanoux è molto suggestivo, però bisogna tener conto del contesto in cui quelle affermazioni sono state fatte e della situazione diversa rispetto all'attuale in cui egli scriveva queste cose. Ribadisco il voto di astensione del nostro gruppo - pur sottolineando il fatto che si tratta di un problema importante che non deve essere sottovalutato - nel caso in cui la mozione fosse mantenuta al voto.

Président - La parole au Conseiller La Torre.

La Torre (FA) - Il Consigliere Cesal ha fatto un intervento quasi dovesse giustificare a sé stesso del perché si astiene... nessuno gli ha chiesto tante spiegazioni, ma diventa difficile astenersi su una cosa che è così importante, bisogna dare molte giustificazioni, specialmente a sé stessi... anche perché io abito ad Aosta e quindi per me non è un grosso problema... venite tutti a scuola ad Aosta... ma chi vive nelle piccole realtà, da piccolo, ha vissuto la propria infanzia in quelle scuole... se i loro nonni avessero ragionato così, sarebbero tutti venuti a scuola ad Aosta! Il radicamento sul territorio, sulla propria cultura, con le proprie amicizie, si fa sul luogo, non in altri posti!

Posso capire tutte queste motivazioni precise, tecniche, ma stiamo parlando, a fronte di avanzi di amministrazione di centinaia di miliardi, di 100 milioni di investimenti e invece bisogna spiegare in un'ora perché vogliamo che le piccole comunità chiudano le loro scuole. Consigliere Cesal, devo dire che il suo intervento mi ha quasi "convinto": bisogna chiedere ai sindaci delle piccole comunità di chiudere le scuole e di mandare i bambini nelle scuole dei grandi comuni; anzi, siccome sono di Aosta, mandateli ad Aosta, così saremo tutti contenti!

Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.

Viérin M. (SA) - Dopo l'intervento del Consigliere La Torre è difficile affrontare l'argomento, ma credo che esso vada affrontato e non solo oggi; penso che tutti i colleghi siano sensibili a questo aspetto e anche convinti che dovrà essere affrontato, inoltre il nostro gruppo crede sia un tema che va visto in maniera più generale.

Se il Consigliere Cesal ha esposto le motivazioni che hanno portato alle scelte operate da questo Consiglio dal 1998 al 2001, con il sistema delle autonomie locali, bisogna anche ammettere che il problema esiste e esiste sotto vari aspetti: non solo per la scuola, ma anche per il discorso delle poste, dei negozi, delle caserme della forestale, perché dobbiamo essere coscienti che, se vengono a mancare i servizi nei comuni delle vallate, queste ultime si spopolano e si ha il progressivo abbandono della montagna; su questo argomento il Consiglio dovrà ragionare in senso più compiuto.

Sul fatto specifico credo esistano anche due problemi, che abbiamo percepito... oltre a quello che ho sentito sul tema della scuola oggi nei piccoli comuni della Regione. Vi sono dei comuni che a volte hanno 5-6 ragazzi e possono aprire la scuola in base alla normativa; l'anno dopo ne hanno 3 e non possono farlo; l'anno dopo ancora ne hanno 6 e potrebbero di nuovo aprirle, ma non sanno come fare, perché magari gli altri 3 dell'anno prima sono scesi dalla loro vallata; l'anno dopo ancora bisogna riportarli su e l'anno dopo ancora - perché vi è qualcuno in più - riportarli giù. Troviamo quindi anche dei ragazzi - che partono dalla materna per arrivare alle elementari - che cambiano 2 o 3 volte scuola senza sapere il perché. Vi è poi l'altro grande problema di cui sono venuto a conoscenza - e su cui mi sono documentato, perché comunque bisogna parlare dei fatti -: vi sono dei comuni che fanno pagare alle famiglie il trasferimento, è il caso del Comune de la Magdeleine - e prego l'Assessore di verificare -, il quale farebbe pagare alle famiglie il trasferimento di chi deve andare ad Antey. Questo è un problema grave, perché vuol dire che non in tutti i comuni della Valle vi è la stessa sensibilità alla scuola. Troviamo quindi delle famiglie che devono pagare 30-40 euro al mese... dopo 9 mesi sono quasi 400 euro, 800 mila lire del vecchio conio; per una famiglia che abita lassù, con magari quell'anno due figli da mandare a scuola, comincia ad essere una cifra elevata. Dobbiamo iniziare a ragionare fra di noi che, purtroppo, anche chi amministra gli enti locali non ha la stessa sensibilità; quindi sono due argomenti sui quali ci dobbiamo confrontare e trovare una soluzione, per evitare queste disparità.

Se andiamo a vedere, sono pochi spiccioli rispetto ad un avanzo di amministrazione di 228 mila euro, come vedremo la prossima seduta. Condivido quindi le motivazioni del gruppo "Arcobaleno" - anche perché le avevamo già espresse in questa sala -, però questo Consiglio dovrà affrontare la questione non solo dal punto di vista della scuola e non solo sulla modifica della legge, come chiede la mozione, ma dovrà trovare la capacità di "mettere nero su bianco" una proposta di legge, per esaminare un aiuto di sostegno alla montagna per tutti i suoi problemi, per cercare di radicare lì la presenza della persona che vive in montagna, altrimenti continueremo a creare delle disparità - e i due esempi che ho fatto prima sono importanti. A volte vi sono dei casi in cui il comune può avere i 5-6 bambini per stare sul posto... ma la famiglia che l'anno dopo lo ha mandato a scuola giù dice: "ormai si è fatto gli amici giù, non potete tenerlo su"; questi sono tutti meccanismi che alla fine si incrociano e creano situazioni che non vanno bene. Credo che in tutti emerga la sensazione che queste situazioni non vanno bene, auspico che su tale tema il Consiglio sia unito. Ritengo, pur ringraziando il gruppo "Arcobaleno" per aver presentato questa mozione, che dovremmo lavorare su un aspetto più complessivo; restiamo quindi in attesa dell'evolversi di tale dibattito, che arriva a quest'ora e che avrebbe meritato più tempo... ed eventualmente ci potrebbe essere un impegno di affrontare tale tema a breve termine, prima dell'inizio del prossimo anno scolastico.

Président - La parole au Conseiller Borre.

Borre (UV) - Mi dispiace che il Consigliere La Torre sia assente, ma se il richiamo ai nonni lo avesse fatto quando il Comune di Aosta ha chiuso la scuola di Arpuilles e ha mandato i bambini a Variney, forse sarebbe stato più appropriato, perché ricopriva la carica di Consigliere comunale di Aosta... non ricordo più neanche se ricopriva la carica di Assessore, o di Vicesindaco, o di Sindaco.

Vorrei solo precisare che il Consigliere Cesal non ha detto che il problema dei bambini di Valsavarenche o il problema dello spopolamento della montagna non è un fatto che ci preoccupa, anzi! Ha solo detto che è pericoloso affrontare problemi di questa portata con delle mozioni, perché, se oggi approviamo una mozione che "100 milioni in più o in meno sono una fesseria, quindi è facile metterli all'interno di un bilancio di un comune", domani viene presentata un'altra mozione per le poste - come ha detto giustamente il Consigliere Viérin -, dopo domani per una stazione forestale, perché, in una realtà come quella dei nostri paesi di montagna, i problemi sono molteplici. L'invito quindi è di affrontare questo tema in maniera diversa, andando a verificare prima con il CELVA la possibilità che rivedano i parametri, altrimenti trovando uno strumento in grado di dare risposta alle esigenze odierne dei comuni di montagna, a cui dobbiamo fare fronte.

Président - La parole au Conseiller Cesal, pour deuxième intervention.

Cesal (UV) - Mi dispiace che il collega La Torre se ne sia andato, credo che le sue dichiarazioni in quest'aula derivino dal fatto che non è assolutamente a conoscenza della legislazione vigente; mi dispiace perché nel 1998 non ero presente in questo Consiglio, ma credo che il Consigliere La Torre fosse presente al momento dell'approvazione della legge n. 54/1998... quindi, non tiene conto del fatto che questa è una delle prerogative del Comitato permanente degli enti locali, prevista dalla legge istitutiva di questo organismo. Non dico che il problema non esiste, esiste, ne sono a conoscenza e ne ho ampiamente dibattuto quando ero Sindaco e da questa esperienza deriva anche la mia passione. Sono "geloso" delle prerogative degli enti locali della Valle d'Aosta, quindi nessuno entra nel merito del discorso: non è di competenza del Consiglio regionale in questo caso dare degli indirizzi al Comitato permanente degli enti locali; evidentemente credo che questo problema, anche per l'esiguità delle somme di cui stiamo parlando, sia un problema che può essere tranquillamente affrontato e risolto, ma in un'altra sede.

Per quanto riguarda il problema di carattere generale, siamo disponibili - e abbiamo già cominciato un dibattito all'interno del nostro gruppo - a qualsiasi tipo di discussione e di apporto ci venga dato, perché credo che il problema dello spopolamento della montagna, dei piccoli comuni della Valle d'Aosta - e non solo dei comuni di alta montagna, ma anche dei comuni intermedi - debba essere affrontato in maniera seria da parte di questo Consiglio, soprattutto alla luce del fatto che andiamo verso un periodo in cui le risorse gradatamente diminuiranno.

Sono dispostissimo... e conosco questo tipo di problema, non ho detto che non lo voglio affrontare, dico solo che questa non è la sede per discutere di queste cose. Sto difendendo un principio, non entro nel merito della discussione, su questo vorrei che fosse fatta chiarezza, perché temo che le affermazioni del Consigliere La Torre siano state fatte da una persona che non è a conoscenza della norma che regola la materia; mi dispiace.

Président - La parole au Conseiller Salzone.

Salzone (FA) - Ho quasi la sensazione che il meccanismo si sia inceppato, forse lo aveva già detto la Consigliera Squarzino. Dopo aver sentito l'intervento dei Consiglieri Cesal e Borre ho delle perplessità, ma voglio fare un ragionamento. Non discuto sulle competenze dei comuni del CELVA, fra l'altro il Consigliere Cesal ci ha spiegato molto bene quali sono i passaggi e le leggi di finanziamento che hanno previsto per tutti i comuni tutta una serie di possibilità di accedere a questi finanziamenti. Nell'intervento iniziale - sono stato molto attento - mi pare che il Consigliere sia "partito" molto bene: ha fatto un discorso, che è quello che la mozione vuol fare rilevare: il problema dello spopolamento dei comuni di montagna, tanto che questi 3 comuni hanno fatto richiesta di finanziamenti per poter usufruire di scuole materne, di scuole per l'infanzia. Se il ragionamento è questo, credo non si possa dire che in Consiglio regionale non si può discutere di tale argomento; questo mi sembra strano, perché è il Consiglio - che deve operare delle scelte, anche se crediamo siano scelte scontate, che vanno verso il ripopolamento dei comuni di alta montagna. Se siamo d'accordo su questo, non possiamo venire a dire che in Consiglio regionale non si può fare una mozione di questo tipo; Consigliere Borre, vorrei capire a questo punto qual è la funzione dell'opposizione, se non può fare un'iniziativa di questo tipo. Ecco quali sono le mie perplessità.

Io ero intenzionato a votare questa mozione - mi ero anche confrontato con il Consigliere Borre perché, quando un'iniziativa tratta problemi di carattere sociale, mi interessa particolarmente -, avevo annunciato che l'avrei votata, ma avevo anche detto che, se la Giunta risolve questo problema, che è risibile, per me il discorso è chiuso, ma se le cose non stanno così... ci venite solo a dire che non si possono fare mozioni o che non si può discutere di argomenti che rivestono l'interesse generale della nostra Regione... allora che ci stiamo a fare? Tanto per essere chiari: noi avevamo intenzione - e ne siamo ancora più convinti - di votare questa mozione a meno che non vi siano soluzioni garantiste dal punto di vista della salvaguardia di questi 3 comuni che hanno fatto richiesta.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Per una volta avevo previsto che una discussione sarebbe durata poco tempo, invece vedo con piacere che l'argomento è importante e credo questo faccia onore al Consiglio, cioè il fatto che si preoccupi dello spopolamento della montagna, dell'educazione e della scuola in questi piccoli comuni.

Alcune osservazioni. Ho condiviso l'inizio dell'intervento del Consigliere Cesal, laddove poneva, in modo convinto di chi si preoccupa del problema, la questione dello spopolamento della montagna, che è una questione complessa; la nostra mozione non voleva risolvere questo problema. Il collega Cesal ci ha annunciato che è un problema su cui stanno lavorando, di cui stanno riflettendo perché vorrebbero giungere, come diceva anche il Consigliere Borre, a dare una risposta generale e non solo settoriale. Aspetteremo questa risposta, ma nel frattempo non è che il Consiglio rimanga zitto sulla montagna! Ricordo che la volta scorsa l'Assemblea ha approvato un piano sulla formazione in cui vi era un punto specifico sulla montagna, un piano dove venivano elencati gli obiettivi e tra questi ce ne era uno specifico sulla montagna. Non si è detto in quel momento: "eh no, questo è un problema che non possiamo affrontare solo settorialmente, pensando ad attività di formazione", ma il ragionamento che è stato fatto qual è stato? "Nel momento in cui affronto un problema, qualunque esso sia, vedo cosa vuol dire questo per la montagna". Ora, questo Consiglio regionale aveva affrontato il problema delle scuole di montagna proprio quando nel 1993, in una legge generale su interventi regionali in materia di diritto allo studio, aveva indicato tutto quello che, come Regione, si voleva fare per favorire il diritto allo studio: borse di studio, interventi assistenziali a favore di studenti che frequentano corsi di perfezionamento e vari tipi di corsi, posti gratuiti o semigratuiti presso collegi, contributi agli enti locali per acquistare arredi scolastici e via dicendo; in questo contesto si è posto il problema delle scuole di montagna e cosa ha previsto? Ha previsto dei contributi straordinari ai comuni per l'apertura di scuole materne locali e di scuole elementari sussidiate, cioè ha detto: "rispetto al diritto allo studio vi è un problema che riguarda alcuni comuni" e ha precisato quali: "i comuni sopra i mille metri, distanti 10 chilometri dalla sede scolastica più vicina relativamente alla scuola materna ed elementare". Capisco che il sindaco giustamente voglia aprire alcune classi e non possiamo pretendere che questi bambini vadano a destra e a sinistra... allora in questo caso noi, come Regione, garantiamo questi contributi straordinari... quindi questa è l'ottica con cui finora la Regione ha operato.

Nel momento in cui si sono trasferite alcune competenze ai comuni si è anche detto che sarà la legge di trasferimento finanziario, la legge n. 38 del 2001, che proprio stabilisce questi finanziamenti... e in quella legge si dice chiaramente che è in sede di bilancio che il Consiglio regionale decide quali sono le leggi di settore che continuano ad essere finanziate per conto proprio o il cui finanziamento rientra nel budget complessivo. Ora, in questa discussione sono state dette due cose errate. La prima: non è vero che si tratta di alcuni soldi in più rispetto alle spese esistenti, perché il bilancio prevede, quando votiamo, che l'eventuale quota per la legge settoriale rientri nel budget complessivo, quindi non si dà neanche una lira in più. Con questa mozione non chiediamo risorse aggiuntive: domandiamo solo che, nell'elenco delle leggi settoriali che il Consiglio avoca a sé, non vi sia questa legge in cui sono previsti 100 milioni, ma perché? Proprio perché vi è un dettato chiaro del Consiglio fin dal 1993, vi è una scelta chiara che si preoccupa delle scuole di montagna e dice: "guardate, in attesa di trovare le risposte complessive a questa legge quadro, cominciamo ad agire in questo modo"; fra l'altro, l'allora CELVA e l'attuale Consiglio permanente degli enti locali è sordo a queste cose e il Sindaco di Valsavarenche lo dice chiaramente nella sua lettera, rileggo il passo:

"Da parte mia e di alcuni altri Sindaci (Rhêmes-Notre-Dame e Valgrisenche) è stata più volte sollevata la questione al CELVA e recentemente..." - questo già un anno fa - "... è stato formalmente richiesto al suo Presidente di portare all'attenzione dell'assemblea la valutazione di riproporre il finanziamento della legge regionale in questione, ritenendo che il diritto allo studio dovesse avere una valenza diversa rispetto ai contributi diretti al mantenimento di qualsiasi altra struttura, attrezzatura o impianto. Mi ha stupito e deluso la presa di posizione del Consiglio di amministrazione del CELVA, che, per voce del suo Presidente, ha comunicato formalmente il diniego di voler portare a votazione in assemblea tale richiesta, con la motivazione che non si riteneva opportuno ricedere sulle scelte operate e che ciò avrebbe creato un precedente per future richieste da parte di altri comuni, tendenti al finanziamento di altri tipi di attività. Ricordiamo che il finanziamento è pari a 100 milioni di vecchie lire".

Questo per dire allora che... è chiaro, lo sappiamo già: la maggioranza non vota le proposte che fa l'opposizione... l'opposizione però, quando ritiene valide delle iniziative della Giunta - e oggi lo ha dimostrato e nel Consiglio precedente pure -, le vota, perché non considera chi le propone, ma il contenuto delle stesse. Qui vi è una proposta che risponde non al problema complessivo dello spopolamento della montagna - perché è chiaro che non sono i 100 milioni di vecchie lire che possono risolverlo -, ma a una richiesta precisa e specifica, come è specifica e precisa l'esigenza posta prima dal Consigliere Marco Viérin, a cui bisogna trovare una risposta! In questo caso vi è già la legge che dà una risposta, vi sono gli strumenti normativi per darla, questo Consiglio può mettere o non mettere nell'elenco questa legge settoriale da finanziare a parte o da inserire nel contributo generale. Questa mozione vuole solo esprimere una volontà politica chiara.

Il Consigliere Borre prima ha detto: "il problema è grande, prima dell'inizio della scuola ce ne occuperemo", ma allora sarà tardi, per cui mi chiedo per quale motivo non si voglia prendere atto che vi è questa richiesta da parte dei comuni; questo non comporta alcun aumento... è una richiesta a cui si può rispondere in quest'aula in sede di bilancio quando, nell'elenco delle leggi settoriali da finanziare, si mette o non si mette questo disegno di legge, non capisco perché... prendo atto con grande rammarico che ancora una volta, quando non si vuole rispondere a problemi piccoli e concreti, si ricorre a grandi progetti, che non so quando saranno collocati, perché il problema è sostenere le realtà di montagna, ma come? Ripeto: o aspettiamo di avere la legge quadro, ma tutto rimane fermo; oppure, pezzo per pezzo, facciamo quello che si può fare. Sarei contenta di sentire da parte del Governo cosa pensa di questo.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Non volevo intervenire, però sono stato istigato a farlo dal secondo intervento del Consigliere Cesal. Noi possiamo condividere o meno il contenuto di questa mozione, però il Consigliere Cesal dovrebbe avere la gentilezza di spiegarci perché questo non è di competenza del Consiglio regionale, perché un rifinanziamento di una legge regionale, la n. 68/1993, non deve essere discusso in quest'aula...

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

... sto parlando in suo favore... ripristinare il finanziamento è un rifinanziamento, ho sintetizzato... comunque condividiamo che il CELVA debba avere un ruolo intermedio nella procedura, però vorrei sapere perché tale argomento non deve essere discusso in questa sede. Ci dia una spiegazione più plausibile, anche perché lei ha speso ben 15 minuti del suo tempo per sostenere le ragioni per cui dobbiamo evitare lo spopolamento della montagna e favorire il radicamento sul territorio non solo delle persone, ma anche dei servizi sociali annessi e connessi. Quello che ha detto nel secondo intervento, quindi, mi sembra in contraddizione rispetto a tutte le argomentazioni da lei sostenute con una certa pervicacia nel primo.

Président - Pas d'autres conseillers qui veulent intervenir? Je ferme la discussion générale.

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Charles Teresa.

Charles (UV) - Je chercherai d'être brève, mais je dois partir moi aussi de la loi n° 68/1993, dont le titre est: "Interventions régionales en matière de droit aux études", donc un titre vaste, mais modifiée par la loi n° 37/1994 et par la loi n° 26/1999, loi de secteur non financée, la collègue vient de l'expliquer aussi, qui prévoit - elle est en vigueur même si elle n'est pas financée, donc j'utilise le présent - à l'article 13 la concession de contributions extraordinaires aux communes en tant que participation aux dépenses concernant la rétribution du personnel enseignant pour l'ouverture des écoles maternelles, élémentaires, auxiliaires en présence des conditions suivantes que vous avez rappelées: que chaque école soit située à une altitude supérieure à 1.000 mètres au-dessus du niveau de la mer et à une distance d'au moins 10 kilomètres de l'école régionale la plus proche et que dans chaque école il y ait, dans l'année scolaire à laquelle correspond la demande de contribution, au moins 3 élèves inscrits et qui fréquentent régulièrement. Je tiens à préciser que, à partir de l'année financière 2002, cette loi de secteur n'a plus été financée à cause des ressources financières qui ont été transférées dans les interventions de "finance locale", sur la demande des communes de la Vallée d'Aoste elles-mêmes en passant à travers le Consortium des collectivités locales de la Vallée d'Aoste.

En termes généraux il faut préciser que les dispositions de la loi n° 19/2000, et en particulier l'article 7, attribuent la compétence en matière de suppression, d'institution, de déplacement de direction, d'ensembles scolaires, d'unité des institutions scolaires aux communes qui l'exercent en forme associée à travers les communautés de montagne. Cette compétence est exercée sur proposition des institutions scolaires et dans tous les cas en accord avec celles-ci, compte tenu du nombre d'enseignants assignés. Avec la loi n° 26/1999 l'Assemblée a voulu préciser les conditions d'ouverture pour les écoles auxiliaires ou maternelles communales si la commune, en absence d'entente avec l'institution scolaire, veut toutefois maintenir sur place l'école maternelle ou élémentaire sur la base d'évaluations autonomes et légitimes.

Le problème, qui a vu le financement de cette loi surpassé par les décisions en matière de financement local, va au-delà des compétences de mon Assessorat qui, tout en étant sensible aux problèmes du droit aux études au sein surtout des petites communes, a un rôle secondaire devant la décision proposée par le Consortium des collectivités locales. Je veux ajouter encore une chose: quand on parle de l'ouverture des écoles maternelles, élémentaires, auxiliaires qui n'est pas financée, il faut dire que la carrière de ces enseignants est tout de même pénalisée par rapport aux autres enseignants et c'est un autre élément dont il faut tenir compte. Cela dit, tout en voulant rechercher des solutions, tout en n'excluant pas la possibilité de revoir la loi de finance locale - chose qui ne peut pas se faire dans le tournant de quelques jours, parce que c'est quelque chose d'énormément complexe, ce qui demanderait un important débat en accord avec les communes -, nous ne pouvons ni partager, ni accepter une motion conçue de la sorte. La formulation de celle-ci simplifie un débat qui est beaucoup plus complet et qui dépasse cette Assemblée; ce n'est pas que nous ne puissions pas faire une motion, mais c'est un débat beaucoup plus ample et il ne faut pas trop le simplifier, ni le banaliser. La formulation de cette motion est inacceptable et le problème est mal posé; voilà la raison pour laquelle - et je me rallie à ce que M. Cesal a dit - j'annonce le vote d'abstention de la majorité.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina, pour déclaration de vote.

Squarzino (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per il suo intervento, però questa è una questione non dell'Assessorato dell'istruzione, ma della Giunta e del Presidente della Regione, perché la scelta non è se finanziare o no tale provvedimento - questa legge ha un suo finanziamento: ogni anno ha una cifra fissa sui 100 milioni di vecchie lire -, il problema è se nel momento in cui si fa il bilancio, si fa l'elenco delle leggi pensate come leggi che finanziano un settore e si decide se queste leggi vanno tenute separatamente o se questa parte va messa nel budget complessivo... come la legge di settore su "Aosta capitale" o su Saint-Vincent non rientra nel budget complessivo, perché è stata fatta pensando solo a un caso, così chiedevamo che la Giunta si rendesse conto che questa legge settoriale, pensata per 2 o 3 comuni, deve rimanere nell'elenco delle leggi settoriali, il cui finanziamento è a parte. Ringrazio l'Assessore, che si è occupato di questo problema, ma è una questione non tanto di Assessorato, quanto di Giunta. La risposta che ha dato è una risposta come Assessore, nel senso che non ha precisato le motivazioni del mettere o non mettere... le motivazioni politiche non sono di quel tipo, dovrebbero essere dell'altro tipo... questo è il problema. Annuncio il nostro voto favorevole.

Président - La parole au Conseiller Viérin Marco, pour déclaration de vote.

Viérin M. (SA) - Credo che il gruppo della "Stella Alpina" abbia già detto alcune sue "visioni" in merito all'argomento e ritengo siano perlomeno condivise da gran parte dei consiglieri, anche di quelli di maggioranza. Devo però rimarcare che questa è una scelta politica da operare, noi abbiamo solo sottolineato che va fatta con un momento di riflessione, ma va operata non solo sulla scuola, in quanto vi sono alcuni problemi che sono connessi alla scuola stessa. Oggi però non possiamo nasconderci dietro ad alcuni fatti gravi accaduti relativamente a questo argomento, cioè il fatto che qualcuno faccia pagare il trasporto alle famiglie, il fatto che i comuni alcuni anni possono aprire la scuola e altri non lo possono fare... noi concordiamo anche con l'intervento effettuato dal Consigliere Borre, nel senso che bisogna rivedere questo aspetto in senso complessivo, ma non possiamo esimerci dal votare a favore di tale mozione per dare un segnale: su questo argomento bisogna lavorare e occorre lavorare tutti insieme, perché è un aspetto che interessa tutto il Consiglio.

Président - Je soumets au vote la motion:

Conseillers présents: 26

Votants: 7

Pour: 7

Abstentions: 19 (Borre, Caveri, Cesal, Charles Teresa, Ferraris, Fosson, Frassy, Isabellon, Maquignaz, Marguerettaz, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Sandri, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Laurent)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - Avec ce point nous terminons nos travaux.

La séance est levée.

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La réunion se termine à 21 heures 42.