Oggetto del Consiglio n. 737 del 28 luglio 2004 - Resoconto
OBJET N° 737/XII - Communications du Président du Conseil régional.
Président - J'informe le Conseil de l'activité de la Présidence et des organes du Conseil depuis la dernière réunion de l'Assemblée:
Projets de loi présentés:
Projet de loi n° 41, présenté par le Gouvernement régional, le 13 juillet 2004: "Interpretazione autentica dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 22 novembre 1988, n. 63, relativo all'indennità mensile di bilinguismo, e dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 22 novembre 1988, n. 64, relativo all'indennità regionale per il prolungamento d'orario derivante dall'insegnamento della lingua francese";
Réunions:
Chefs de Groupe: 2
Ie Commission: 1
IIe Commission: 3
IIIe Commission: 1
IVe Commission: 1
Ve Commission: 3
IIe et IIIe Commission: 1
Colleghi, l'odierna riunione del Consiglio regionale prevede un ordine del giorno molto nutrito, composto da 41 punti, di cui 37 punti inseriti con la convocazione ordinaria del Consiglio del 19 luglio scorso e 4 oggetti inseriti con l'ordine del giorno suppletivo, che è stato consegnato ai consiglieri sin da venerdì 23 luglio in mattinata. La programmazione del calendario delle riunioni consiliari, effettuata in Conferenza dei Capigruppo alcuni mesi fa, già faceva presumere che questa adunanza, come del resto è generalmente avvenuto in passato in tutte le ultime adunanze del mese di luglio prima della pausa estiva dei lavori, sarebbe stata copiosa, in quanto erano stati sin da allora calendarizzati 3 giorni di lavoro - il 28, il 29 e il 30 luglio -, anziché i 2 giorni abituali. Come preannunciato nella Conferenza dei Capigruppo, inoltre, la riunione del Consiglio è stata prevista anche in eventuale seduta notturna, al fine di consentire l'esame di tutto l'ordine del giorno fissato.
Con nota del 20 luglio scorso, i Consiglieri Marco Viérin, Francesco Salzone e Elio Riccarand mi hanno chiesto di non inserire ulteriori punti all'ordine del giorno. Ho comunque provveduto, a seguito di richiesta del Presidente della Regione, ad inserire altri 4 punti all'ordine del giorno suppletivo, in quanto ho ritenuto sussistere, per ciascuno di essi, i motivi di urgenza richiesti dall'articolo 37, comma 5, del Regolamento interno per poter derogare al termine per la convocazione, motivi di urgenza che posso riassumere sinteticamente nel modo seguente:
Disegno di legge n. 30 (Mont Avic)
Le motivazioni dell'urgenza risiedono nella necessità ormai inderogabile dell'Ente Parco di adeguare la propria pianta organica, in particolare per quel che riguarda il personale di sorveglianza, ed assicurare così le attività di controllo e gestione anche nel territorio di Champorcher interessato lo scorso anno dall'ampliamento dei confini. La nuova legge permetterà di deliberare la nuova dotazione organica e, successivamente, per la copertura dei posti di guardaparco, l'Ente potrà utilizzare una graduatoria ancora in vigore, relativa ad un concorso effettuato lo scorso anno, e procedere all'immediata assunzione del personale. Ricordo che il disegno di legge è stato approvato da parte della Giunta regionale il 14 giugno, trasmesso al Consiglio regionale il 18 giugno e, non appena acquisito il parere dell'Assessorato delle finanze, è stato immediatamente assegnato alle commissioni per l'esame.
Disegno di legge n. 38 (Fondazione Grand Paradis)
Le motivazioni dell'urgenza risiedono nella necessità di assicurare adeguato sostegno finanziario alla fondazione e permettere in tal modo all'Ente l'espletamento delle molteplici attività attribuite. La fondazione al momento gestisce, in accordo con i comuni e con l'Ente Parco nazionale Gran Paradiso, i centri visitatori di Valsavarenche e Rhêmes-Notre-Dame, la "Maison Gérard-Dayné" di Cogne e la "Maison Bruil" d'Introd. Le carenze di bilancio, dovute alle attuali modalità di concessione dei contributi, non permettono una gestione efficace e determinano situazioni finanziarie critiche. Ricordo che il disegno di legge è stato approvato da parte della Giunta regionale il 28 giugno, trasmesso al Consiglio regionale il 1° luglio e, non appena acquisito il parere, il 7 luglio è stato trasmesso alle Commissioni II e III per il loro esame.
Disegno di legge n. 29 (Assestamento del bilancio)
Si tratta del disegno di legge di approvazione dell'assestamento del bilancio della Regione, che non ha potuto essere inserito all'ordine del giorno ordinario per un motivo puramente tecnico. Infatti, pur avendo tale disegno di legge ottenuto il parere della II Commissione in data 12 luglio scorso, non era ancora pervenuto, al momento della convocazione, il parere obbligatorio del CPEL (Consiglio permanente degli enti locali), né erano ancora decorsi i 30 giorni previsti dall'articolo 65. Su tale disegno di legge il CPEL si è espresso il 20 luglio scorso con parere, pervenuto il 21 luglio, che trovate allegato al provvedimento stesso. È inoltre opportuno che l'assestamento sia discusso contemporaneamente al disegno di legge di approvazione del rendiconto, al fine di illustrare in modo più trasparente e consequenziale la destinazione dell'avanzo di amministrazione quale risultato del rendiconto stesso. Ricordo che il disegno di legge è stato approvato da parte della Giunta regionale il 14 giugno, presentato al Consiglio regionale il 17 giugno e, non appena ultimato l'esame da parte della Direzione affari legislativi del Consiglio, è stato assegnato, il 24 giugno, alla II Commissione, la quale, nominato il relatore, ha provveduto alle audizioni dell'Assessore e al suo esame.
Disegno di legge n. 27 (Grandi opere)
L'opportunità di inserire il disegno di legge nel Consiglio di fine luglio deriva dalla necessità degli enti locali - che intendono presentare richieste al "FOSPI" alla prossima scadenza del 31 ottobre 2004 - di poter disporre delle istruzioni sulle modalità di presentazione e compilazione delle istanze con riferimento alle innovazioni introdotte con il disegno di legge in argomento. In particolare si tratta di predisporre e far approvare dalla Giunta regionale il "modello tipo" per la presentazione delle istanze ed inviarlo in tempo utile - possibilmente entro il 15 settembre - agli enti locali e permettere, pertanto, agli stessi di adeguare la documentazione in fase di elaborazione. L'approvazione del disegno di legge solo nella riunione di settembre comporterebbe serie conseguenze sulla programmazione ed esecuzione di opere rilevanti per gli enti locali. È necessario inoltre, previo parere degli enti locali ed entro il termine del 31 ottobre, fare approvare dalla Giunta regionale le modalità di applicazione dei nuovi criteri di priorità previsti dal disegno di legge. In caso di rinvio dell'approvazione del disegno di legge dopo la pausa estiva dell'attività del Consiglio regionale, l'entrata in vigore della legge sarebbe, verosimilmente, posticipata al mese di ottobre e di fatto le nuove disposizioni, peraltro fortemente auspicate dagli enti locali, non sarebbero applicabili con decorrenza immediata. Per i motivi di cui sopra lo stesso CPEL ha sollecitato l'approvazione di questo disegno di legge. Ricordo che il disegno di legge è stato approvato da parte della Giunta regionale il 31 maggio, trasmesso al Consiglio regionale il 7 giugno e, non appena acquisito il parere dell'Assessorato delle finanze, è stato assegnato immediatamente alle commissioni.
Sempre con la nota del 20 luglio, i Consiglieri Marco Viérin, Francesco Salzone e Elio Riccarand mi hanno formulato la richiesta di inserire gli oggetti in suppletivo in coda all'ordine del giorno già trasmesso, per non penalizzare iniziative presentate nei termini e tempi regolamentari. Non ho peraltro potuto dar corso a tale richiesta in quanto è il Regolamento interno a stabilire con quale ordine debba essere predisposto l'ordine del giorno di un'adunanza del Consiglio.
Con distinte note in data 21 luglio 2004, il Consigliere Lattanzi ed i Consiglieri Frassy, Tibaldi e Lattanzi hanno trasmesso a questa Presidenza alcune interrogazioni ed interpellanze, chiedendone l'iscrizione in via d'urgenza all'ordine del giorno. Con note in data 22 luglio ho dovuto comunicare agli stessi che la loro richiesta non poteva essere accolta. In effetti, la richiesta di iscrizione d'urgenza è relativa ad atti del sindacato ispettivo, disciplinati dal titolo VII del Regolamento interno del Consiglio. Per tutte le tipologie di questi atti - interrogazioni, interpellanze e mozioni - il Regolamento prevede che gli atti stessi, per essere iscritti all'ordine del giorno della prima adunanza successiva alla loro presentazione, debbano essere depositati almeno 12 giorni prima della data dell'adunanza stessa; in caso contrario, gli atti saranno iscritti all'ordine del giorno dell'adunanza successiva. Inoltre, il Regolamento interno non prevede alcuna deroga espressa al termine dei 12 giorni suddetto, né mai, nella prassi di questo Consiglio, esso risulta essere stato derogato per l'iscrizione d'urgenza all'ordine del giorno di atti del sindacato ispettivo. Infine, per quanto riguarda l'interpellanza protocollo n. 119, faccio presente che l'accoglimento della richiesta violerebbe l'articolo 99 del Regolamento, in quanto all'ordine del giorno dell'odierna adunanza sono già state iscritte 3 interpellanze sottoscritte dagli stessi consiglieri.
Con nota del 21 luglio 2004, il Presidente della IV Commissione consiliare, Renato Praduroux, a seguito dell'audizione dei componenti del Consiglio di amministrazione della "Casinò de la Vallée S.p.A. " in merito al bilancio al 31 dicembre 2003 della società stessa, ha comunicato al Presidente della Regione e al sottoscritto che il Consigliere Tibaldi ha ritenuto opportuno richiedere di inserire all'ordine del giorno suppletivo di questa adunanza consiliare la relazione prevista dall'articolo 8 della legge regionale n. 36/2001. Non ho ricevuto, da parte del Presidente della Regione, richiesta di inserimento di tale oggetto all'ordine del giorno suppletivo.
Colgo l'occasione per garantire a tutti i consiglieri che sempre mi farò carico di un attento esame delle motivazioni d'urgenza che mi vengono rappresentate dalla Giunta regionale al momento di eventuali prossime richieste di inserimento di oggetti all'ordine del giorno suppletivo, affinché sia garantito l'utilizzo di questo istituto solo come eccezionale strumento per permettere l'esame da parte del Consiglio di oggetti che siano effettivamente urgenti e non come modo ordinario per sottoporre all'aula gli atti che siano pronti per il loro esame. Vorrei pertanto richiedere anche la collaborazione dei Presidenti di commissione affinché procedano ad un'attenta programmazione dei lavori delle commissioni, che tenga conto anche dei tempi occorrenti per la convocazione del Consiglio. Da una disamina effettuata a distanza di un anno dall'avvio della legislatura posso peraltro affermare che non si sia fatto un abuso di tale strumento: a fronte di 22 convocazioni, con l'inserimento di 731 oggetti all'ordine del giorno in totale, solo 22 oggetti sono stati inseriti con ordini del giorno suppletivi. Ho altresì provveduto a verificare il numero di oggetti inseriti con l'ordine del giorno suppletivo delle adunanze del mese di luglio delle ultime 3 legislature: vi posso assicurare che il numero di oggetti - la maggior parte dei quali costituiti da progetti di legge - è sovente stato di gran lunga superiore ai 4 inseriti con l'odierno suppletivo.
La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Arc-VA) - Volevo intervenire a nome del gruppo "Arcobaleno" sulle comunicazioni del Presidente e sull'ordine del giorno dei lavori di questo Consiglio, perché, come ha già detto il Presidente del Consiglio, ci troviamo di fronte a un ordine del giorno particolarmente corposo e folto, con un "affastellamento" di molti provvedimenti importanti, in particolare di disegni di legge, con l'aggravante che all'ordine del giorno normale, che già conteneva numerosi punti all'ordine del giorno, 37 punti, ne sono stati aggiunti altri 4 con l'ordine del giorno suppletivo. Abbiamo sentito le argomentazioni del Presidente del Consiglio, con cui motivava questi inserimenti che sono molto discutibili alla luce del Regolamento consiliare, perché il Regolamento è tassativo su questo aspetto: all'articolo 37, comma 5, si dice che si può derogare dai termini per la convocazione del Consiglio solo per oggetti di poca importanza - e non è il caso di questi provvedimenti - o in casi di urgenza. Ora, però, questa urgenza non può essere - come è diventata prassi - autodichiarata con il fatto che si inserisce in fondo al disegno di legge la formula con cui si dichiara l'urgenza, al fine che siano abbreviati i tempi di promulgazione, di pubblicazione sul Bollettino ufficiale e di entrata in vigore; quella è una formulazione tecnica per abbreviare i tempi successivi, ma non può essere la formulazione sulla cui base si inseriscono gli oggetti nell'ordine del giorno suppletivo del Consiglio regionale, altrimenti qualsiasi provvedimento, essendo ormai prassi che si mette la formula d'urgenza, potrebbe essere inserito d'urgenza. La motivazione dell'urgenza quindi deve essere documentata, effettiva e deve essere accuratamente verificata. Oggi il Presidente ha cercato di entrare nell'analitico proprio sapendo che avremmo contestato questi inserimenti, per giustificare questi inserimenti di urgenza richiesti dalla Giunta, ma le sue argomentazioni non sono assolutamente convincenti e pertinenti.
Per quanto riguarda il disegno di legge di assestamento del bilancio, l'unico vincolo che esiste dal punto di vista normativo, previsto dalla legge di contabilità, è che la Giunta lo deve presentare entro la fine di giugno, ma non è scritto da alcuna parte che il Consiglio lo deve approvare a fine luglio, non vi è alcun vincolo e non si produce alcun effetto se il Consiglio lo discute e lo vota a settembre. L'urgenza deve essere motivata non da un generico discorso di opportunità, come quello del Presidente, che ha detto: "è bene che si discuta con il rendiconto"; a parte il fatto che non lo avete neanche iscritto subito dopo il rendiconto, ma un oggetto dopo, quindi non è neanche collegato al rendiconto nell'iscrizione dell'ordine del giorno, questa è una valutazione di opportunità che di volta in volta si può ritenere opportuna o meno, ma sicuramente non è un vincolo a cui il Consiglio deve attenersi per considerare un provvedimento urgente. Per quanto concerne il disegno di legge di assestamento, quindi questa urgenza palesemente non esiste: niente impedisce alla Giunta di presentarlo anche ad aprile o a maggio accelerando i tempi, ma non si dica che dobbiamo per forza discuterlo in questo momento!
Per quanto concerne i due disegni di legge sul Parco del Mont Avic e la Fondazione "Grand Paradis", qui si tratta di andare ad introdurre delle correzioni a 2 normative esistenti che già stanno producendo i loro effetti. Sono delle modificazioni, in un caso, il Mont Avic, molto lievi, nell'altro, più corpose, ma sicuramente non vanno a modificare alla radice il funzionamento di questi organismi. Anche qui il fatto che si discuta adesso o si discuta a settembre tali provvedimenti non cambia nulla rispetto all'attività di questi organismi, che sono andati avanti per anni e continueranno ad andare avanti per mesi anche sulla base delle vecchie norme: non cambia niente rispetto alla situazione attuale.
Per quanto riguarda poi il disegno di legge sulle grandi opere - che non è un provvedimento sulle grandi opere, ma sul "FOSPI", in cui è stata surrettiziamente inserita una normativa sulle grandi opere, e di questo anche avremo occasione di parlare -, il fatto che non vi siano motivazioni di urgenza è ancora più evidente. Lei, Presidente, si è affannato a dimostrare che i comuni...
Presidente - ... Consigliere, la invito a concludere entro il minuto, non deroghiamo sempre sulle comunicazioni, vi invito a rispettare i tempi.
Riccarand (Arc-VA) - ... rispetto i tempi, ma vorrei anche argomentare sinteticamente...
Presidente - ... i minuti sono 5; quando discuterà nel merito di questo provvedimento, avrà tutto il tempo che ritiene opportuno, la invito gentilmente a terminare l'intervento in tempo ragionevole...
Riccarand (Arc-VA) - ... siccome lei ha fatto delle argomentazioni, mi permetta anche sinteticamente di replicare, altrimenti è inutile che stiamo in Consiglio.
Le cose che ha detto sul disegno di legge non hanno fondamento, perché lei ha sottolineato la necessità "perché i comuni hanno sollecitato, perché vi è la scadenza del 31 ottobre", ma la scadenza del 31 ottobre è la scadenza normale già esistente in base all'attuale legge, che non viene modificata e non cambia niente... ma la smentita rispetto a quello che lei ci dice viene dal comportamento stesso dei comuni, in quanto il Consiglio permanente degli enti locali, che doveva esprimere il parere, lo ha espresso il 21 luglio, quando già il Consiglio era convocato. Se vi era così urgenza da parte dei comuni, allora non si capisce perché sono loro che sono arrivati per ultimi, fuori della scadenza del tempo massimo...
Presidente - ... Consigliere, la invito a terminare l'intervento. Proprio in questo momento su tale argomento sto facendo distribuire una nota pervenuta da parte del Comitato enti locali che smentisce le argomentazioni che lei sta portando...
Riccarand (Arc-VA) - ... la data del 21 luglio però non può essere smentita perché è la data in cui è arrivato il parere, mentre il disegno di legge della Giunta era di fine maggio; comunque su questo provvedimento torneremo perché poi vi è tutta un'altra parte... concludo, ma faccio osservare che questo inserimento è ancora più spiacevole considerato che è avvenuto dopo che era stata fatta una lettera dal Presidente del Consiglio firmata da 3 Capigruppo. Sarebbe stato bene allora quanto meno convocare la Conferenza dei Capigruppo prima di inserire nell'ordine del giorno suppletivo altri argomenti, in modo che si potesse quanto meno discutere, perché penso che in un Consiglio in cui esiste una forza politica che ha la maggioranza assoluta, "l'Union Valdôtaine", dovrebbe esserci la correttezza di ascoltare e di sentire anche gli altri gruppi, altrimenti qui non siamo più in una situazione di democrazia, ma in una situazione dittatoriale; credo dovreste fare bene attenzione al vostro comportamento.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Non condividiamo assolutamente il modo che sta caratterizzando ormai da tempo la gestione dei lavori del Consiglio; di conseguenza, non condividiamo neppure la risposta, da lei sintetizzata in aula, alla richiesta che è pervenuta dal nostro gruppo di iscrivere in via d'urgenza degli altri oggetti.
Dobbiamo dire che, se non ci spaventa il fatto di dover inseguire i ritardi della Giunta, che nonostante i bilanci ad un anno di questa Giunta, sono all'evidenza dei fatti e anche dei numeri... e apro una parentesi: lei, Presidente, ha chiuso con un suo mini bilancio: 731 oggetti iscritti all'ordine del giorno del Consiglio in questo primo anno di attività, di cui "solo" 22 in via d'urgenza, ma ricordo ai colleghi di maggioranza che questi 731 oggetti - mi dispiace per loro - li hanno dovuti subire passivamente, in quanto sono stati nella stragrande maggioranza atti ispettivi provenienti dai gruppi della minoranza; di conseguenza, quei 22 oggetti in via d'urgenza iscritti, Presidente, sono in massima parte disegni di legge presentati dalla Giunta. È allora evidente che il modo in cui sta operando la Giunta non è sicuramente un modo per dare centralità ai lavori del Consiglio, perché, quando si lavora con la procedura d'urgenza, è evidente che i tempi - lo dice la procedura stessa - vengono ristretti e compressi, ma quello che più contestiamo è questo voler gestire il Consiglio a "compartimenti stagni": istanze di maggioranza ed istanze di minoranza o opposizione, che dir si voglia. Lei, Presidente, aveva tutti i diritti di negare l'iscrizione in via d'urgenza alle nostre iniziative, ma non poteva farlo appellandosi al Regolamento, ma doveva usare quella discrezionalità che il Regolamento le consente. Penso che su questo aspetto vada fatta una riflessione ad alta voce in aula, proprio perché la sua Presidenza era stata avviata con l'impegno di riportare i lavori consiliari al centro dell'attività politica e, se vediamo anche le modalità con cui in più di un'occasione il Regolamento consiliare è stato applicato ed interpretato, caro Presidente, è stata un'interpretazione "ad usum delphini", un'interpretazione che ha fatto sempre e soltanto comodo alla Giunta e alla maggioranza che la sostiene. Non ricordo in quest'anno una sola questione sulla quale il Presidente abbia avuto quanto meno il dubbio che forse certe ragioni potevano provenire anche dalle istanze della minoranza.
Il titolo V°, dedicato all'iniziativa legislativa, si riferisce alle attività che possono essere iscritte all'ordine del giorno del Consiglio, dopodiché vi sono altri 2 titoli importanti: il titolo VI°, riguardante le sedute del Consiglio, e il titolo VII°, in particolare l'articolo 92 a cui ha fatto riferimento il Presidente del Consiglio. L'articolo 92 per gli atti ispettivi - perché è dedicato esclusivamente a tali atti - fa riferimento a 12 giorni... ma noi riteniamo sia un riferimento all'ordinarietà delle procedure, in quanto nel titolo VI°, che è esplicitamente dedicato alle sedute del Consiglio, in particolare all'articolo 37, che concerne la convocazione e l'ordine del giorno del Consiglio, si definiscono tutti i punti inseriti all'ordine del giorno come "oggetti": dalle comunicazioni fatte dal Presidente del Consiglio ad arrivare alle mozioni, passando per gli atti legislativi e gli atti amministrativi, sono tutti definiti "oggetti". Al comma 5 si dice che: "per gli oggetti di poca importanza o nei casi di urgenza il Presidente del Consiglio... può derogare al termine per la convocazione..."; di conseguenza, i 12 giorni per le interpellanze e gli altri termini previsti per gli atti amministrativi e legislativi. Ora, "può derogare" dà un'indubbia discrezionalità alle funzioni del Presidente, ma non è il Regolamento a prevedere che non possono essere iscritti gli atti ispettivi, anche perché i commi 6, 7, 8 dell'articolo 37 dicono in maniera chiara ciò che non può essere iscritto in via d'urgenza fra gli oggetti, in particolare sono: "gli oggetti che non abbiano avuto il prescritto parere delle commissioni" - ossia gli atti che hanno necessità di avere il parere, e sicuramente non le iniziative ispettive -; il comma 7 stabilisce che non possono essere iscritti gli oggetti che non hanno ancora ottenuto il parere della Commissione europea, se sono soggetti a notifica e, ancora, che non possono essere iscritti gli oggetti che nei 6 mesi precedenti sono stati trattati in aula consiliare. Tale elencazione è tassativa, perciò contestiamo fermamente questo modo di gestire i lavori del Consiglio, perché sono bel lontani dal ridare centralità al Consiglio, come lei aveva dichiarato in avvio della sua Presidenza, stanno mortificando l'Assemblea stessa e non stanno neppure agevolando l'iter di una buona legislazione; ma di questo riparleremo.
Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Prendo la parola per fare alcune osservazioni circa il dibattito in corso sulla questione dell'iscrizione suppletiva all'ordine del giorno. Intanto un paradosso che dalle comunicazioni del Presidente emerge in maniera chiara: si iscrivono all'ordine del giorno degli argomenti la cui urgenza è come minimo discutibile - ma poi tornerò su questo -, mentre non si iscrivono dei punti che dovrebbero esserlo ai sensi di legge, e mi riferisco alla comunicazione che il Presidente ha dato circa la lettera del collega Tibaldi, che ha fatto rilevare che il bilancio della "Casino S.p.A." deve essere portato in Consiglio entro 30 giorni dal deposito di detto bilancio presso gli uffici regionali. Questo non è avvenuto e, sempre in tema di Casinò, non è avvenuto neppure che il Consiglio fosse reso edotto e potesse discutere del cosiddetto "piano strategico", "piano di sviluppo", che è nei "cassetti" della Giunta dall'agosto 2003; questo come dire che "si usano due pesi e due misure": laddove la legge imporrebbe una cosa, la Giunta - e di questo non faccio un rimprovero al Presidente del Consiglio, ovviamente -, non chiede l'iscrizione; invece laddove vi sono delle opportunità a parere della Giunta si chiede l'iscrizione del suppletivo.
Quello che invece contesto al Presidente del Consiglio è un'atteggiamento di subordinazione rispetto alle esigenze della Giunta, che, purtroppo, non è nuovo, perché lo abbiamo lamentato anche nella scorsa legislatura e anche in passato: il Presidente del Consiglio che fa parte della maggioranza, si trova in certo senso costretto ad iscrivere all'ordine del giorno questi suppletivi non avendo o non dimostrando la forza per applicare il Regolamento, perché, se è stato apprezzabile oggi lo sforzo del Presidente del Consiglio di dare un minimo di giustificazione alle iscrizioni, devo dire che queste argomentazioni non sono state convincenti, perché a me sembra di tutta evidenza che si confondano due piani: uno è il piano della necessità; l'altro è il piano della vera e propria urgenza. Nessuno discute che, dal punto di vista di chi propone un ordine del giorno, vi sia la necessità di discuterlo, questo è nelle cose perché, quando proponiamo un'iniziativa, pensiamo sia necessario farlo, così come quando la Giunta propone un disegno di legge pensa sia necessario farlo approvare, ma la necessità non comporta automaticamente un'urgenza. Dobbiamo cercare allora di definire questa urgenza: quand'è che un provvedimento, che è necessario, diventa anche urgente? A me sembra possa definirsi "urgente" quando, se non approvato, crea un danno grave e irreparabile, ovvero quando le istituzioni non possono più funzionare, un finanziamento non si può più erogare e via dicendo, ma non ci troviamo assolutamente nel caso di danno grave ed irreparabile in caso di mancata approvazione oggi degli ordini del giorno proposti; anzi, come ha già detto il collega Riccarand, se queste leggi venissero approvate a settembre, non cambierebbe assolutamente nulla rispetto ad oggi. Questa forzatura allora diventa antipatica, pesante, anche perché dobbiamo rilevare ancora una volta che si fa un gran parlare di Consiglio che deve essere protagonista dell'attività legislativa, invece il Consiglio non viene messo in condizioni di poter approfondire i problemi e quindi di decidere.
Oggi, fra l'altro, ho notato con piacere che non si è più ripetuta un'argomentazione, che abbiamo invece letto sugli organi di stampa, cioè che i ritardi sarebbero dovuti alle commissioni che lavorano accumulando delle lungaggini; questo è da smentire nella maniera più assoluta, perché le commissioni spesso non sono in grado di approfondire perché si chiedono votazioni immediate, i provvedimenti arrivano in Consiglio rapidamente per esigenze della Giunta. La realtà è che il Consiglio è costretto a pronunciarsi frettolosamente, perché a monte vi sono dei ritardi della Giunta, perché è l'Esecutivo che fa partire l'iter approvativo in ritardo, ma qui potremmo introdurre un argomento circa l'efficacia dell'azione amministrativa di questa Giunta, che ci porterebbe lontano.
Concludo, prendo atto che il Presidente si è impegnato in futuro a fare più attenzione, lo aveva fatto anche nel corso di un Consiglio di giugno a seguito di una sollecitazione del sottoscritto e del Consigliere Comé e alla prima occasione ci siamo ricascati.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Ricevendo l'ordine del giorno suppletivo, l'altro giorno pensavo che, oltre ai punti che sono stati aggiunti, ve ne fosse uno che è comunque previsto da una specifica legge, ovvero la relazione sul bilancio della gestione della "Casino S.p.A." nel 2003. Con estremo disappunto mi sono reso conto che questo punto non è stato iscritto, come mai? Cogliamo l'occasione delle comunicazioni del Presidente del Consiglio per chiedere il significato di questa gravissima omissione al Presidente della Regione, il quale, ai sensi di una legge approvata da questo Consiglio, la legge n. 36 - legge peraltro da noi tacciata di anomalia e addirittura di incostituzionalità -, deve presentare, entro 30 giorni dal deposito del bilancio di esercizio della "Casino S.p.A.", una relazione al Consiglio regionale sull'andamento della gestione. Il bilancio è stato depositato alla Regione il 21 giugno scorso, quindi il termine è scaduto. Noi siamo qui per lavorare, siamo disponibili ad affrontare, come ha detto il collega Frassy, tutti i punti che vengono aggiunti anche con estrema discrezionalità da parte del Presidente del Consiglio, però ci chiediamo come mai, quando una legge esplicita prevede la trattazione di un punto come questo, venga completamente omessa. Presidente Perrin, questa è una gravissima violazione di legge! Noi non possiamo continuare ad accettare delle violazioni di legge di questo tipo, lei non è direttamente delegato a sovrintendere all'andamento della casa da gioco, però la legge n. 36 le conferisce una funzione di custodia della legalità, che in questo caso è violata... un organo di garanzia è il Presidente della Regione, che dovrebbe relazionare puntualmente su quello che sta succedendo. È l'ennesima violazione di legge in materia, ricordiamo che la nomina del direttore generale - nomina prevista dalla legge - è stata completamente omessa, rammentiamo anche peraltro che l'approvazione del bilancio della Gestione straordinaria del 2002 è arrivata con un ritardo clamoroso di 9 mesi, oggi constatiamo che anche la relazione sul bilancio non è stata presentata.
Presidente Perrin, ci rivogliamo a lei perché è veramente grave questo comportamento! Lei ha delegato, nel momento in cui è stato investito dei massimi poteri in Regione, un super Assessore alla gestione della casa da gioco, però questo è un compito che è a lei riservato! Non possiamo accettare questa assenza di trasparenza, di chiarezza, di regolarità nei rapporti e di comunicazione che vi deve essere fra la sua figura e il Consiglio, anche perché la gestione della casa da gioco in questo momento non sta attraversando un periodo felice, ma un periodo difficile ed è necessario che vi sia chiarezza nei rapporti, nelle comunicazioni, trasparenza nell'attività, trasparenza che oggi manca del tutto. Qui sembra che qualcuno voglia occultare agli occhi dei consiglieri la gestione, non possiamo permetterci questa gestione "ad usum delphini". Non sappiamo chi è il "delfino", chi è il "pesce rosso", chi è lo "squalo" nella fattispecie, però non possiamo accettare questo andamento di cose che si stanno perpetuando in un senso o nell'altro con estrema gravità.
Presidente, ci rivolgiamo a lei, è lei che ha questo incarico ufficiale conferitole da una legge, chiediamo che la legge venga rispettata e fatta rispettare. Sarà nostra cura, qualora non lo faccia lei nel corso di seduta, procedere ad ulteriori determinazioni per far sì che questa relazione venga discussa nel termine giusto, termine che è già scaduto il 21 luglio, però oggi vi è una convocazione ufficiale del Consiglio prima della pausa estiva, quindi chiediamo che questa convocazione non passi inutilmente.
Ringrazio peraltro anche il Consigliere Curtaz per il suo intervento, che ha sottolineato la richiesta effettuata dal sottoscritto in IV Commissione, richiesta che da parte di molti colleghi mi pare sia passata inosservata o sia stata accolta con un certo tepore.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Credo che questa vicenda metta in luce, come già altri colleghi hanno detto, il rapporto fra Giunta e Consiglio. È in gioco questo rapporto, qui ci troviamo di fronte a una Giunta che ha i suoi ritmi di lavoro e vediamo che, con l'arrivo dell'estate, maturano i "frutti" della Giunta: una serie di leggi presentate a giugno e poi alcune anche a luglio. Questi ritmi di lavoro vengono imposti al Consiglio. Pensavamo che il Presidente del Consiglio avrebbe tenuto in conto in particolare le aspettative, i bisogni, le richieste provenienti dai consiglieri, soprattutto da quei consiglieri dell'opposizione che non hanno la possibilità, se non in Consiglio, di far sentire la propria voce, di presentare le proprie considerazioni e dare il proprio apporto anche positivo; invece questo non è avvenuto. Presidente del Consiglio, nonostante abbia dei modi molto garbati, nonostante affermi continuamente di tener conto delle esigenze dei consiglieri, purtroppo, di fatto questo non avviene. Questo atteggiamento, in cui sul ruolo istituzionale prevale la logica della maggioranza, è un atteggiamento che "a cascata" va dalla Giunta al Presidente del Consiglio e ai Presidenti delle commissioni.
Lei, Signor Presidente, ha detto che avrebbe chiesto ancora ai Presidenti delle commissioni di operare affinché il lavoro si possa svolgere in modo corretto, ma credo che i Presidenti delle commissioni siano complessivamente corretti nel loro lavoro, ma anche loro, sotto la pressione delle richieste che gli pervengono, impongono ritmi di lavoro alle commissioni che poi danno dei risultati poco equilibrati e poco soddisfacenti. Insomma, abbiamo visto in queste commissioni disegni di legge che sono stati esaminati, discussi, compresa l'audizione, ed avuto il parere in 5 minuti; a proposito di altri disegni di legge, come per esempio la legge finanziaria, la commissione ha espresso un parere senza neanche rendersi conto che non vi era il parere del Consiglio permanente degli enti locali. È stato un errore della commissione sicuramente anche questo, ma perché? Perché le commissioni sono messe in condizioni di lavorare sotto pressione e in modo poco efficiente.
La Giunta lavora in modo settoriale: ogni Assessore segue il suo Assessorato e i suoi problemi e poi porta in Consiglio l'esame dei propri provvedimenti; il Consigliere non ha questa visione settoriale, il Consigliere avrebbe voglia di sapere ciò che vota. Ora, il Consigliere di maggioranza è retto da una fiducia nei confronti della maggioranza, per cui capisco che voti ciò che la maggioranza propone, sia in commissione che in Consiglio, ma il Consigliere dell'opposizione vuole sapere ciò che vota, vuole approfondire le questioni che vengono poste, quindi chiede che i ritmi di lavoro del Consigliere, sia nelle commissioni, sia in Consiglio, non siano dettati dalle esigenze della Giunta. A noi, Signor Presidente, viene il sospetto che proprio l'abitudine di continuare a mettere tutti insieme "affastellati" molti disegni di legge, alla vigilia della pausa estiva, sia un modo per la Giunta di dire: "presentiamo tanti disegni di legge, in qualche modo passano e i Consiglieri di opposizione soprattutto non hanno il tempo di approfondire, di intervenire e di incidere su questi provvedimenti".
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - L'intervento è doveroso, sarà breve, ma credo sia opportuno anche da parte mia sottolineare questo fatto. Non vi è stato un solo Consigliere di maggioranza, contattato nei corridoi, che non abbia stigmatizzato il fatto che si arrivi all'ultimo Consiglio del mese di luglio con un pacchetto di leggi "ad uso e consumo" di una Giunta che nei primi 10 mesi di questa annata ha preso atto delle attività e nell'ultimo mese, folgorata sulla "via di Damasco", ha presentato un pacchetto di provvedimenti, che non hanno messo nelle condizioni i consiglieri di lavorare con una certa qualità. Abbiamo dovuto astenerci già nelle commissioni su alcuni disegni di legge, perché la data di alcuni provvedimenti portava come data il 23 luglio e si discuteva 3, 4 o 5 giorni dopo. È evidente che i casi sono due: o i disegni di legge sono così "leggeri" e non problematici per la contabilità di questa Regione o così inefficaci, perché magari sono di "corollario" a certi argomenti di legislatura, allora questo potrebbe essere condiviso. È che ci siamo trovati a dover discutere, approfondire e dibattere delle leggi che avevano una portata importante sia sotto l'aspetto finanziario, sia sotto l'aspetto dei contenuti politici e istituzionali. Mi associo quindi a tutti quelli che sono intervenuti non per fare della "melina" o per fare dell'ostruzionismo, ma semplicemente perché il Consiglio ha diritto, come lei aveva giustamente sottolineato, di avere l'opportunità di lavorare con efficienza e qualità.
Posso anche comprendere che la Giunta nei primi 7-8 mesi abbia avuto bisogno di prendere le "misure" di questa governabilità, anche se molti degli Assessori che sono in questa Giunta non è che sono di "primo pelo"; quindi a maggior ragione è stigmatizzabile il concetto di arrivare all'ultimo Consiglio di luglio con questo discorso. Questo non significa che i consiglieri non abbiano voglia di lavorare, non significa che non siano presenti nelle commissioni, ma vi è la necessità di dare un minimo di correttezza al lavoro della Giunta nei confronti del Consiglio, correttezza che lei, Presidente, è in grado di tutelare. Ribadiamo quindi la volontà che esca il messaggio che questo Consiglio non è supino alle logiche di urgenza, perché sono leggi i cui tempi si conoscevano già da molto, quindi non è accettabile questo "modus operandi".
Presidente - La parola al Consigliere Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Sarò molto breve perché credo che i lavori debbano iniziare, altrimenti non basteranno i 3 giorni. Era solo per dire che la lettera firmata dal sottoscritto, dai Consiglieri Riccarand e Salzone è stata una richiesta fatta in senso costruttivo ed è già stato ribadito dal collega Riccarand. La "Stella Alpina" aveva già nel passato Consiglio sollevato questa problematica e in quella occasione il Presidente aveva già dato una certa garanzia che avrebbe fatto più attenzione per il futuro; probabilmente, oggi vi è stata una dimenticanza, però è un fatto che non è del tutto corretto. Ricordiamo al Presidente che aveva detto che si sarebbe reimpegnato nel prossimo futuro a fare molta attenzione agli ordini suppletivi, chiediamo che non sia un reimpegno solo a parole, ma sia un reimpegno chiaro e corretto. Prendiamo atto quindi di questa presa di posizione di reimpegno del Presidente e chiediamo l'inizio dei lavori.
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (FA) - Abbiamo già detto nella riunione dei Capigruppo qual era la nostra posizione; naturalmente abbiamo stigmatizzato un ordine del giorno che non era rispettoso a nostro avviso di tutte le componenti, soprattutto quelle di opposizione, che non hanno potuto in commissione esaminare fino in fondo tutti gli atti. Devo peraltro dire che mi sembrava una cosa eccezionale, poi sono andato a vedere anche negli anni passati non mi pare che sia così straordinario un comportamento di questo genere in tale fase della legislatura. Le motivazioni che il Presidente del Consiglio ci ha espresso questa mattina ci trovano consenzienti, capiamo anche che il periodo è quello di dover per forza "approvare" delle leggi che hanno dei riferimenti finanziari - ad esempio, Gran Paradiso, Monte Avic, l'assestamento stesso - e che rispondono a quelle caratteristiche di urgenza che lei ci ha giustamente spiegato stamani. Per questo, come abbiamo detto già in riunione dei Capigruppo, l'intenzione era quella di rimettere in discussione un metodo che consentisse di essere rispettosi di tutti, anche delle opposizioni. Speriamo quindi che per il futuro vi sia un'attenzione particolare e si cerchi di arrivare a degli ordini del giorno che siano completi e non con degli ordini aggiuntivi così numerosi.
Presidente - Non voglio replicare, perché cerco di mantenere su questo argomento una posizione che vuole essere elevata. Ho cercato di fornire in modo pacato le motivazioni che reputo ancora oggi valide del perché ho inserito questi 4 argomenti all'ordine del giorno, ma, se capisco un gioco delle parti fra maggioranza ed opposizione, poco comprendo chi non mantiene una sua coerenza, perché vorrei capire, Consigliere Riccarand, perché non disse nulla quando era Assessore di una maggioranza... e noi nel 1993, con lui Assessore, iscrivemmo 24 oggetti come suppletivo, di cui 15 leggi; l'anno successivo iscrivemmo come suppletivo 10 oggetti, di cui 4 leggi con suppletivo; l'anno successivo, sempre Assessore Riccarand, iscrivemmo 21 oggetti di cui 8 leggi come suppletivo. Volete che continuo? Lei, Consigliere Riccarand, al tempo in cui fu Assessore iscrisse il PTP, l'atto principale della sua azione politica, tramite procedura d'urgenza: con suppletivo. Lo dico in modo molto pacato: "due pesi e due misure" non vanno bene, ma non credo si debba "predicare bene e razzolare male" in entrambi i casi, oltre che conservare coerenza di comportamento indipendentemente dai banchi che si occupano in questo Consiglio.
