Oggetto del Consiglio n. 735 del 14 luglio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 735/XII - Coinvolgimento della Valle d'Aosta nella realizzazione delle Olimpiadi invernali del 2006. (Reiezione di mozione)
Mozione
Premesso:
- che la città di Torino e la Regione Piemonte si stanno preparando per ospitare nel 2006 i XX Giochi Olimpici Invernali e i IX Giochi Paraolimpici Invernali;
- che, secondo le previsioni del TOROC, il solo evento olimpico - dal 10 al 26 febbraio 2006 - vedrà l'affluenza in Piemonte di circa un milione e mezzo di visitatori e avrà una risonanza mediatica e pubblicitaria di immense proporzioni;
- che sono innegabili i riflessi positivi sul sistema turistico piemontese e che il moltiplicarsi di iniziative pre-olimpiche costituisce un ulteriore elemento d'attrazione verso le località che saranno sedi di gare o che ospiteranno manifestazioni collaterali, con il rischio che esse - ora ancora poco frequentate dal grande pubblico - diventino più rinomate e più competitive di centri valdostani come Courmayeur, Cervinia e Pila;
- che altrettanto evidente è la concorrenza che si accinge ad affrontare il sistema turistico-ricettivo valdostano, strutturalmente fragile e in un periodo di preoccupante stagnazione;
ciò premesso, il Consiglio regionale
Impegna
l'Assessore delegato
1. a promuovere collaborazioni e/o sinergie con il Comitato organizzatore, con la Regione Piemonte, con il Comune di Torino e con tutti quegli enti che partecipano alla realizzazione dell'evento olimpico, al fine di coinvolgere - ove possibile, sia nella fase pre-olimpica sia in quella olimpica - anche la Valle d'Aosta, le sue stazioni alpine e il suo sistema turistico-ricettivo locale;
2. a definire un piano speciale di interventi, da presentare al Consiglio regionale entro 90 giorni, che individui le linee d'azione e il reperimento delle risorse necessarie al conseguimento degli obiettivi sopra indicati e al potenziamento dell'offerta turistica locale e del sistema ricettivo nel suo insieme.
F.to: Tibaldi - Lattanzi
Président - La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Per una breve illustrazione della mozione. "Le Olimpiadi invernali di Torino saranno le Olimpiadi di tutta l'Italia, un'occasione per celebrare il design, lo stile e la storia del nostro Paese", questa è un'affermazione di Valentino Castellani - il Presidente del "TOROC" di Torino - che ha una sua indubbia valenza, visto che questo prestigioso evento sportivo torna in Italia dopo l'edizione di Roma tenutasi nel 1960. È altrettanto vero però che i giochi olimpici, secondo le stesse previsioni del "TOROC", vedranno un'affluenza di almeno un milione e mezzo di visitatori in una parte dell'Italia, precisamente in Piemonte, e avranno una risonanza mediatica e pubblicitaria di immense proporzioni. Sembra, secondo una statistica divulgata recentemente, che almeno 7 milioni di Italiani abbiano già dichiarato di voler seguire le Olimpiadi dal vivo; il "TOROC" prudenzialmente ha ridotto questa affluenza al milione e mezzo, di cui vi dicevo prima.
Le Olimpiadi invernali dureranno 16 giorni con inizio il 10 febbraio 2006, coinvolgeranno 85 comitati olimpici nazionali, 2.500 atleti e oltre 20.000 persone al seguito. Accanto ai giochi olimpici si terranno anche i giochi paraolimpici, dal 10 al 19 marzo, con meno discipline, ma con la partecipazione di 40 comitati nazionali, circa 1.200 atleti e quasi 10.000 persone al seguito. Imponente anche la quantità di strutture che sono utilizzate: oltre un centinaio fra impianti sportivi e siti di allenamento che vedranno sfidarsi gli atleti olimpici, tra i quali l'impianto di ghiaccio a Pinerolo, il "Lingotto", l'impianto avveniristico per il pattinaggio di velocità che dopo le Olimpiadi passerà al centro fieristico "Lingotto", poi ancora il "Palavela", struttura in cemento armato del 1961, costruita per celebrare il centenario dell'Unità italiana, che oggi è stata riqualificata per l'occasione con un progetto di Gae Aulenti, infine i vecchi mercati generali ospiteranno il villaggio olimpico. Questa, a nostro avviso, è una premessa indispensabile per disegnare, tracciare, per chi ancora non avesse seguito con attenzione, la "galassia" dell'impalcatura olimpica che si sta creando nella vicina Regione piemontese. Per quanto riguarda i costi e i ricavi, le Olimpiadi di Torino hanno visto una somma di 1,2 miliardi di euro stanziati con una legge creata appositamente dal Parlamento, 500 milioni di euro di investimenti privati e altri 1,2 miliardi di euro da parte del comitato organizzativo; quanto ai ricavi, questi verranno in alta percentuale dai diritti televisivi e dagli sponsor.
Fatta questa premessa, è innegabile comprendere quali saranno i riflessi positivi sul sistema economico piemontese e il moltiplicarsi di iniziative pre-olimpiche costituisce un ulteriore elemento di attrazione turistica verso le località che saranno sedi di gare o che ospiteranno manifestazioni collaterali. Senza considerare il vorticoso movimento economico che si sta generando intorno alla realizzazione dei siti olimpici, vale la pena ricordare anche iniziative minori che si stanno sviluppando in Piemonte, ne cito una ad esempio tra le tante: i "gadget" olimpici portano a Torino una nuova azienda, la Trofé", e nuovi posti di lavoro: questa azienda è norvegese ed è specialista nella produzione di portachiavi a marchio "Torino 2006", ha costituito nella capitale delle prossime Olimpiadi invernali una società italiana, creando 7 nuovi posti di lavoro. Si tratta di un esempio minimale, ma giusto per rendere l'idea del fatto che non solo le infrastrutture, ma anche tutto il "contorno" sta generando un movimento economico di attrazione e di interesse di tutto rispetto. Numerosissime e variegate sono anche le iniziative pre-olimpiche che stanno prendendo corpo, anche qui cito un esempio: in 9 località delle Valli di Lanzo saranno ospitati dal 13 al 20 settembre i campionati mondiali dei boscaioli, ai quali parteciperanno i concorrenti di 29 nazioni di tutto il mondo; è la prima volta che questo avvenimento si svolge in Italia e si svolgerà in Piemonte nell'area olimpica. L'evento è organizzato dalla Regione Piemonte insieme alla Provincia di Torino, alla Comunità montana Valli di Lanzo, alla Federazione italiana boscaioli e all'APT del Canadese; questo è un altro evento minore per farvi capire come il "contorno" si stia sviluppando con grande interesse. La sensazione di chi lavora e di chi risiede nelle valli olimpiche è che l'effetto dei giochi invernali non sarà un "fuoco di paglia", perché l'organizzazione dell'evento è accompagnata da una strategia di comunicazione del territorio, coordinata e condivisa...
(interruzione dell'Assessore Caveri, fuori microfono)
... no, ho fatto una ricerca e ho assunto anche delle informazioni, Assessore; lei poi avrà altre informazioni, quindi è opportuno portarle a conoscenza del Consiglio di una Regione autonoma che è dirimpettaia del Piemonte e che rischia di assistere come mero spettatore.
Dicevo, Torino e il Piemonte stanno lavorando alacremente affinché vi sia un effetto duraturo e stanno lavorando prima affinché le Olimpiadi diano risultati anche dopo. L'obiettivo, come aveva detto l'Assessore in risposta ad una nostra interpellanza, è anche quello di evitare il crollo post olimpico che ha subito una città come Albertville: dopo i giochi oltre metà degli alberghi hanno chiuso. Naturalmente Torino, il comitato e tutti gli enti prima citati stanno lavorando affinché vi sia un effetto duraturo. "Turismo Torino", l'azienda turistica locale del capoluogo subalpino, sta seminando in tutta Europa il prodotto piemontese: 2 anni prima delle Olimpiadi invernali è il momento giusto, secondo gli strateghi del "advertising", per invitare i turisti ad andare in Piemonte, con l'obiettivo che visitino le valli prima dei giochi e continuino a scegliere le mete turistiche anche dopo e, infatti, un primo risultato sembra vi sia già stato in termini di prenotazioni, di presenze e di richieste di informazioni. Questo accade nel vicino Piemonte, già oggi. La Valle d'Aosta, dopo avere perso il "treno olimpico" di "Aosta 1998" - noi diciamo per miopia dei suoi amministratori -, rischia di essere travolta dal "treno olimpico" di "Torino 2006", ci permettiamo di aggiungere che, se sbagliare è umano, perseverare è diabolico.
La nostra sensazione è che la Valle d'Aosta rischi di essere un mero spettatore, di giocare un ruolo marginale innanzi a questa "kermesse" e forse uno spettatore che nemmeno riesce ad occupare una fila di primo piano. Località o stazioni alpine piemontesi, oggi semi-sconosciute o ancora poco frequentate dal grande pubblico, hanno una forte probabilità di diventare più rinomate e più competitive dei centri turistici valdostani più famosi ed è piuttosto diffusa la preoccupazione tra gli operatori turistici valdostani, albergatori in testa, per la concorrenza che subiranno da parte delle stazioni piemontesi. Il sistema turistico-ricettivo valdostano sta attraversando un periodo di preoccupante stagnazione, le prenotazioni sono in calo e sono scarse anche le richieste di informazione; peraltro, abbiamo una voce autorevole presente in Consiglio, che più volte lo ha ribadito anche recentemente sui vari organi di informazione. L'economia è a fasi cicliche e sicuramente vi sarà anche un momento di ripresa, ma non è limitandosi ad attenderla che facciamo il bene del turismo, in questo caso valdostano: secondo noi, questa ripresa dobbiamo scovarla, inseguirla, anticiparla, se possibile, "cavalcarla". Come? Sono indubbiamente di fondamentale importanza gli investimenti realizzati dai privati sulla modernità delle strutture, sulla qualità dei servizi offerti, sulla professionalità degli operatori e del personale, sulla concorrenzialità dei prezzi - questi ultimi sono tutt'altro che di secondaria importanza -, ma ciò non basta: la pubblica amministrazione deve fare anch'essa la sua parte. Gli interventi infrastrutturali - comprensori sciistici, impianti di risalita, strade, parcheggi, eccetera - non mancano, più volte abbiamo dibattuto su tale questione, lo stesso Assessore ha sottolineato che siamo un "gigante" dal punto di vista infrastrutturale come Regione, ma siamo un "nano" dal punto di vista della ricettività alberghiera. Nella nostra regione, quindi, gli interventi infrastrutturali non mancano, ma necessitano di qualche perfezionamento o opera di completamento; migliorie si possono fare anche sul versante promozionale e del "marketing", sul coordinamento dell'accoglienza e delle informazioni ai turisti e qui è auspicabile che la legislazione sulle AIAT venga quanto prima ritoccata.
Con questa mozione proponiamo che l'Assessore valdostano al turismo si faccia interprete di questa necessità diffusa e promuova iniziative e collaborazioni con il Comitato organizzatore, con la Regione Piemonte, con il Comune di Torino e con tutti quegli enti che partecipano alla realizzazione dell'evento olimpico, al fine di coinvolgere - il più possibile, sottolineiamo -, sia nella fase pre-olimpica, sia in quella olimpica, anche la Valle d'Aosta, le sue stazioni alpine e il suo sistema turistico-ricettivo. Assessore, nella "brochure" da lei consegnataci questo pomeriggio, abbiamo visto che lei ha idealizzato questo concetto, perché la "galassia" della "Olympic Venus" nel Piemonte occidentale è collegata con un simbolico elicottero ad Aosta, quindi vi è un tentativo di aggancio a questa area, che, giustamente evidenziata, sarà un'area di prossimo sviluppo e di attrazione turistica. Crediamo sia indispensabile definire al più presto un piano speciale che individui le linee d'azione e il reperimento delle risorse per conseguire questo obiettivo e per potenziare un'offerta turistica locale che oggi "segna il passo". Gli stessi Piemontesi sono consapevoli, anche se non possono dirlo, che l'offerta turistica delle loro valli è oggi insufficiente ad assorbire una domanda che sarà via via crescente. Potranno prendere spunto da modelli di altre realtà alpine, come il Trentino, la Savoia o la Valle d'Aosta. Noi dobbiamo essere capaci di uscire dal nostro provincialismo, proponendo collaborazioni e sinergie che apportino utilità a entrambi, non possiamo permetterci di assistere passivamente a ciò che accadrà a poche decine di chilometri dalle nostre vallate.
In Italia il modello prevalente di "marketing" turistico prevede di aspettare il cliente o di cercare la promozione nelle fiere ed è un modello che anche noi abbiamo utilizzato finora: promozione fieristica o attesa del cliente, confidando spesso nel tempo e il tempo non sempre è clemente; anzi, quando il tempo gira, girano male anche gli affari ed è naturale. Perché non sperimentiamo un maggiore dinamismo e una maggiore carica innovativa andando a cercare il turista direttamente presso la propria casa o nei luoghi in cui prevediamo passerà parte del suo tempo libero? Un'iniziativa quindi di "marketing" attivo, non di "marketing" passivo? È una sfida che possiamo e dobbiamo giocare per cercare di ridare lo slancio giusto al turismo valdostano, che oggi appare sempre più "fiacco", non diciamo per colpa dell'Assessore, non ci fraintenda, però è un'analisi che probabilmente verrà confutata da lei, almeno in parte; ma è un turismo oggi "fiacco". I pericoli maggiori sono la mancanza di idee e di linee guida chiare, noi chiediamo di provare ad evitarli. Con questa mozione vi facciamo una proposta la cui impegnativa è stata sintetizzata nei due punti che vedete nel documento; lasciamo a voi le riflessioni del caso.
Si dà atto che dalle ore 19,17 presiede il Vicepresidente Nicco.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere La Torre.
La Torre (FA) - Un intervento tutto di carattere personale, probabilmente potrebbe anche essere interpretato in chiave psicoanalitica, però a volte mi viene da fare delle riflessioni ad alta voce, perché bisogna imparare dalla storia, dalle cose che si fanno e che si dicono; riflettendo ad alta voce, quindi tediandovi, vi dico: ma vi ricordate che eravamo candidati alle Olimpiadi? Vi ricordate che questa Regione, il Consiglio regionale e il Consiglio comunale di Aosta all'unanimità aveva votato per essere la Regione ospitante, secondo me a pieno titolo e con tutte le capacità intellettuali, economiche e geografiche per ospitare un evento così importante, che oggi emerge dalle cose che vengono dette dal "TOROC" e che vengono asserite da sempre. Il Comitato olimpico mondiale - il "CIO" - non esiste da oggi, quindi credo sia un fatto scontato che l'evento olimpico muova delle persone, delle economie, degli interessi utili alla crescita dell'economia di una regione, ma soprattutto alla possibilità della stessa di farsi conoscere. Per me oggi è triste - e lo dico a titolo personale - trovarmi qui a ragionare sul fatto di andare, giustamente, a promuovere collaborazioni e sinergie, quando i fatti hanno dimostrato che le Olimpiadi non solo sono venute all'Italia, ma sono venute a "Pinerolo"... mentre invece potevano essere a Courmayeur, a Cervinia, a La Thuile, che mi sembrano siano in modo naturale più idonee ad ospitare le Olimpiadi che Pinerolo. Oggi ci troviamo ad affrontare questa cosa, non facciamo neanche un briciolo di autocritica su quello che siamo, su quello che vorremmo essere e sulle aspirazioni di una regione alpina, non importa! Ho fatto questo intervento di tipo psicoanalitico, ripeto: mi sono autopsicanalizzato, però mi piace ricordare cosa eravamo, cosa siamo e cosa dovremmo essere: una regione turistica e una regione montana, una regione conosciuta nel mondo per le sue montagne e per la dignità di essere Valdostani, perché siamo felici di ospitare qui i turisti, di fare dello sport e di fare di questi simboli il nostro biglietto da visita nel mondo. Bene, oggi andremo a collaborare con Pinerolo, con Sestrière e con tutti gli altri, augurandoci che qualcuno di passaggio magari venga a dormire anche in Valle d'Aosta.
Presidente - La parola al Consigliere Maquignaz.
Maquignaz (UV) - Voglio intervenire riguardo a questo argomento, anche perché sono stato io a sollevarlo su alcuni organi di stampa, facendo delle considerazioni di ordine generale; giusto per ricordare al Consigliere Tibaldi: non ho fatto le dichiarazioni che egli ha detto poc'anzi, ma ho fatto delle affermazioni un po' diverse, cioè alcuni hanno fatto dichiarazioni di un certo tipo, io non ne ho mai fatte di così tragiche sul turismo.
Senza dubbio comunque questa è una mozione che dà un indirizzo di un certo tipo, un'iniziativa che si può considerare; però mi sembra un'iniziativa leggermente strumentale, non so come dire... sappiamo tutti, soprattutto noi che siamo in maggioranza, soprattutto noi che siamo qui a guidare il Governo regionale, il Governo regionale è lì e noi siamo il Consiglio, ma tutti sappiamo l'importanza di questo evento e, in effetti, devo dire che, parlando con la Giunta, ho avuto garanzie dell'impegno nel futuro prossimo, ma soprattutto mi è stato detto chiaramente che l'impegno vi è già; in effetti, va detto: vi è già un impegno globale degli assessorati per sviluppare una specie di strategia forte per lanciare la Valle d'Aosta. Senza dubbio il futuro si gioca sulla promozione e, in effetti, noi dovremo cavalcare "l'onda lunga" del Piemonte: bisogna essere bravi sulla "tavola", stare bene "sull'onda" per essere anche noi spesso visibili in Europa e nel mondo; questo credo sia lo scopo nostro adesso, inutile stare a dire oggi: "olimpiadi sì", "olimpiadi no", sono i soliti discorsi. Condivido pienamente con il Consigliere La Torre... però in questa vita non si può sempre guardare al passato, guardiamo al futuro di questa Regione, guardiamo in avanti! Molti di noi non c'erano nel passato, possiamo parlare da oggi, da quando siamo qui, ognuno si prende le sue responsabilità in politica, come in tutto nella vita, del resto. A parte quello, non è per fare polemiche, ma in generale bisogna puntare ad essere visibili, poi voglio dire brevemente cosa si sta facendo, perché sembra quasi che questa maggioranza sia lì... è vero, ho fatto delle considerazioni sui giornali per creare un po' un "effetto reazione", perché serve sempre discutere, ma poi, facendo delle valutazioni più approfondite, mi sono reso conto che vi sono centinaia di milioni di investimenti pronti per il futuro di questi anni; faccio degli esempi.
Svariati milioni di euro saranno stanziati su tutte le località valdostane per rifare gli impianti a fune, abbiamo approvato quella legge che va a finanziare per l'80% gli impianti in tutte le località; è altrettanto vero però che vi sono dei problemi sulle due località di punta in Valle d'Aosta, diciamo le più conosciute: Courmayeur e Cervinia, che sembrerebbe debbano rimanere fuori da questi famosi aiuti. Sono abbastanza preoccupato, però, parlando con la Giunta, mi è stato detto che si sta operando per trovare delle soluzioni per rifare gli impianti anche in queste due località; per cui, da questo lato, sono abbastanza tranquillo, credo che la maggioranza non lascerà queste località senza "ossigeno finanziario", soprattutto in vista delle Olimpiadi.
Vado avanti per parlare anche d'altro: la legge n. 19 per le infrastrutture alberghiere e para-alberghiere: anche lì vi sono parecchi milioni di euro pronti per aiutare quelle strutture, ci sono sempre stati, posso dirlo, qui abbiamo l'ex Assessore: vi erano già prima, adesso perlomeno vi sono ancora. Bisogna anche dire che però la legge è stata portata, per il discorso a fondo perso, dal 20 al 30%, è un primo messaggio di investimento nel settore del turismo.
Vado avanti, e qui visto che prima si è anche parlato con gli amici di "Forza Italia"... fra l'altro, bisogna fare un plauso per il fatto che vi è questo interessamento, perché è positivo che questo Consiglio senta questo problema, comunque sia, per cui bisogna dire la verità: nei momenti difficili vi siete fatti sentire, e questo va riconosciuto. Parlando delle grandi opere, qualcuno mi disse un giorno: "caro Gabriele, tu hai la sfera magica", come qualcuno la chiama, che sono un po' chiaroveggente, sembrerebbe però che questa legge famosa di cui si parlava: la legge per le opere strategiche o, meglio, le grandi opere, nel prossimo Consiglio regionale dovrà passare...
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
... staremo a vedere, aspetta un attimino! Questo sarà un provvedimento che sicuramente disporrà di centinaia di milioni di euro di investimenti negli anni; per cui anche questa legge, che arriva adesso, 2 anni prima dell'effetto olimpico, senza dubbio è un provvedimento che potrà aiutare la Valle d'Aosta a realizzare quelle opere infrastrutturali e viarie importanti delle varie vallate, e qui voglio dirlo chiaramente: le varie famose circonvallazioni della valle del Lys, della valle dell'Evançon, della Valtournenche, opere che sono molto importanti per il nostro futuro. Credo che noi con questa legge potremo vedere tali opere un po' alla volta, partiranno i progetti, non le vedremo da un giorno all'altro, però è un segnale forte di questa Giunta regionale: una legge particolare sulle grandi opere. Nel passato non abbiamo visto leggi così, per cui è una cosa innovativa che ci proietta in un certo stato di certezza, non di incertezza.
Non voglio dilungarmi troppo, ma senza dubbio diventa difficile votare, almeno a livello personale, una mozione che mette dei "diktat", diciamo 90 giorni, 80 giorni e via dicendo... poi, fra l'altro, credo che l'Assessore avrà da dire molto più di me. Sono intervenuto oggi in quanto sono stato tirato in mezzo e, essendo tirato in mezzo, uno può intervenire o stare seduto: ho scelto di intervenire. Senza dubbio il futuro in questi 2 anni si giocherà, oltre che su tutti questi investimenti che la Giunta sta programmando, sullo sviluppo della promozione e della pubblicità; in questi 2 anni dovremo, rispetto al passato, in vista delle Olimpiadi, investire di più.
Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana.
Viérin A. (UV) - Je me rends compte que là on est en train de sortir un peu des "sentiers battus", parce que, probablement, l'argument met au découvert des "nerfs" qui étaient déjà découverts dans le passé et donc le climat se chauffe. Je ne veux pas faire de la psychanalyse, parce qu'on n'est pas à même ici, dans cette salle, d'en faire, mais simplement rappeler quelques éléments historiques. Je me réfère à ce qu'il a dit mon ami La Torre, quand il regrette encore à présent le fait qu'on n'ait pas obtenu les jeux olympiques en 1998, et dans un certain sens je me réfère aussi à ce que vient de dire mon collègue Maquignaz, quand il parle d'infrastructures. Qui, c'est vrai, on peut avoir les plus belles et les plus grandes infrastructures du monde, mais l'histoire de 1998 nous l'apprend, sans la neige on ne fait pas grand-chose et, si vous allez voir, parce que moi j'étais très attentive, ce mois de février 1998 en Vallée d'Aoste il n'y avait pas de neige et il n'y avait pas non plus les conditions d'en produire, parce que les températures moyennes étaient tellement élevées pendant tout le mois qu'on n'aurait pas pu en fabriquer. Alors, heureusement qu'on n'a pas obtenu les jeux olympiques! Parce que sinon ceux-ci auraient été un "flop" monumental, parce que ce fameux février 1998 on n'aurait pas pu en Vallée d'Aoste faire une seule compétition des jeux olympiques et on aurait dû demander à Pinerolo, à Bardonecchia, où il y avait de la neige à l'époque, gentiment de pouvoir transférer les compétitions. Il faut donc rappeler que peut-être, malgré nous, ou grâce à nous, mais le bon Dieu avait fait le bon choix, les jeux se sont déroulés ailleurs, parce que sinon cela aurait été très, très désagréable pour le Val d'Aoste. La même chose pourrait très bien arriver pour le Piémont, qui malgré les plus belles infrastructures du monde pourrait peut-être arriver à nous demander de transférer chez nous des compétitions. Préparons-nous et travaillons pour avoir les pistes homologuées, les infrastructures en ordre, ect., on ne sait jamais, on pourrait avoir de la chance cette fois.
Si dà atto che dalle ore 19,39 riassume la presidenza il Presidente Perron.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Ritengo sia giusto l'invito di guardare al futuro ma, nel guardare al futuro, bisogna evitare di ripetere gli errori del passato: non solo quelli di un passato lontano, come quello ricordato dal collega La Torre, ma anche di un passato molto vicino che ha allontanato in maniera significativa la Valle d'Aosta dalle Olimpiadi e ha creato questo clima di "gelo", che è cosa differente rispetto al clima invernale, che è utile per la realizzazione ottimale di tale evento.
Voglio allora ricordare al collega Maquignaz che su questo problema - che lui dice di aver scoperto sostanzialmente e già sollevato prima ancora di questa iniziativa presentata dal nostro gruppo - il nostro gruppo ha scritto uno dei tanti capitoli che aveva iniziato a scrivere ed è bene allora fare il punto della storia recente, sul finire della scorsa legislatura, quando a marzo 2002, a Courmayeur, in un convegno si sono trovati nello stesso momento Pescante, nel suo duplice ruolo di Sottosegretario e di Presidente del "CONI", e, non vorrei sbagliare, ma vi erano l'allora Assessore al turismo Lavoyer, il Presidente della Giunta piemontese Ghigo e anche il Ministro Frattini, che ancora non era Ministro degli esteri, ma che aveva ed ha ancora la delega a sovrintendere la grande "macchina" dei giochi olimpici. In quella sede, e le cronache giornalistiche ne sono buone testimoni, a seguito anche di un'opera di "lobby" - e lo diciamo senza vergogna, perché era a vantaggio della Valle d'Aosta - il Ministro Frattini disse, e il Presidente Ghigo annuì, che un evento come le Olimpiadi doveva coinvolgere la montagna e, di conseguenza, doveva superare le frontiere istituzionali intese come regionali e delle amministrazioni. L'Assessore Lavoyer annuì soddisfatto di questa uscita del Ministro Frattini, che era stata forse "strappata" al Presidente Ghigo, e si iniziò a costruire la prospettiva di portare il bob a Cervinia che ben conosce il collega Maquignaz. Il bob a Cervinia era arrivato ben oltre Valtournenche, era quasi sulla pista del Lac Bleu, ma l'improvvido intervento del collega Cerise che, in virtù di non so quale titolo all'epoca, innescò una polemica a mezzo stampa, dove disse che la popolazione valdostana non poteva prendere impegni a cuor leggero, ma che doveva tenere in massimo conto il responso referendario, che le Olimpiadi già le aveva bocciate una volta... come se ciò non bastasse, a distanza di poche settimane, dopo che gli "umori" dei Piemontesi iniziavano nuovamente a volgere sul brutto, perché non avevano completamente dimenticato il sostegno dato a Sion sempre da un rappresentante valdostano in contrapposizione alla candidatura di Torino, qualche tempo dopo, sempre il collega Cerise fece un'altra uscita che riportò il bob - che era arrivato quasi al Lac Bleu - a Cesana e l'uscita fu quella di dire che aspettava una richiesta formale da parte del Presidente della Giunta piemontese. Ho voluto fare questo "excursus" perché è bene chiarire che è vero, non bisogna guardare al passato, ma bisogna ricordarsi anche il passato recente, Consigliere Maquignaz, bisogna capire chi ha remato in una direzione e chi ha remato in un'altra e occorre capire, Assessore Caveri, se quella è una direzione che appartiene al passato o se dietro la "schermaglia del cavillo", piuttosto che del posizionamento da cui proviene l'iniziativa - banchi di minoranza, banchi di opposizione -, vi sia il pretesto per dire ancora una volta "no".
Il collega Tibaldi non lo ha detto, perché ritenevamo fosse sottinteso, ma vogliamo dirlo per uscire dagli equivoci e per evitare che si perpetui questo "passato che non passa": questa è una mozione aperta, ma alla condizione che sia l'avvio di una proposta seria, e non parolaia, per inserire la Valle d'Aosta in questo virtuoso percorso olimpico, "virtuoso" dal punto di vista turistico, economico e poi ancora; ma vanno dati dei segnali, perché, se per sventura questo Consiglio oggi dovesse esprimere una posizione politica di chiusura sull'argomento delle Olimpiadi, Assessore Caveri, è inutile fare queste cose, perché poi sono gli atti politici, le esternazioni politiche che alla fine bruciano... bruciano che cosa? Non bruciano le "brochures", Assessore, che si fanno, si dimenticano, ammuffiscono, ma l'immagine della Regione e potenzialità economiche e turistiche. Io allora voglio prendere come buon auspicio la dichiarazione fatta dal collega "dell'Union" Maquignaz - e sottolineo "dell'Union" -, perché il problema delle Olimpiadi è diventato un problema per la Valle d'Aosta non per le Olimpiadi in quanto tali, ma per la posizione pregiudiziale, dogmatica, ideologica, e non aggiungo altro, partita dal movimento "dell'Union Valdôtaine", che, per una battaglia politica, ha trasformato in battaglia ideologica il "no" alle Olimpiadi. Non ho capito l'intervento della collega Adriana Viérin, forse più riferito a situazioni del passato, sul quale peraltro ha detto che era inutile perdere ulteriore tempo; auspico che quell'intervento vada in una direzione di un futuro diverso.
Termino questo mio intervento dicendo che è vero, questa è solo una mozione, però, attenzione, anche quelle dell'Assessore Cerise erano solo delle dichiarazioni, ma il bob, che era arrivato ad un passo dal Lac Bleu, è andato poi a Cesana. Cerchiamo allora di essere coerenti anche nei modi della comunicazione politica, altrimenti tutto il resto si lascia scrivere, caro Assessore Caveri, ma difficilmente si concretizza in atti concreti. La vedo sorridente, auspico che sia un sorriso alle Olimpiadi e non un sorriso di sufficienza, perché in questa materia siamo ancora molto lontani dalla sufficienza politica e turistica.
Président - La parole au Conseiller Maquignaz, pour deuxième intervention.
Maquignaz (UV) - Non volevo intervenire però, parlando del bob di Cervinia, sono obbligato a farlo, visto che allora, quando ero in Consiglio comunale a Valtournenche, considerata la situazione del bob e la possibilità di riportare questa gara a Cervinia, mi sono mosso personalmente, anzi nemmeno - addirittura - in via ufficiale. Andai a parlare in Piemonte a persone molto autorevoli per cercare di condizionare le cose; chiaramente avevo pochissimo potere in quanto le cose sono andate in un altro modo. Ho provato ad andare, per cui questa questione la conoscono benissimo... ma forse qui qualcosa è stato detto di sbagliato riguardo agli interventi di chi c'era allora in Consiglio regionale: mi ricordo bene, se non erro anch'io, che era Presidente Robert Louvin in quel momento e che egli fece una grossa battaglia per cercare di portare il bob a Cervinia, incontrò varie volte il Presidente del Piemonte, si parlò moltissimo sui giornali... la realtà di fondo fu un'altra, parliamoci chiaro: si operò la scelta di fare la gara in Piemonte; fra l'altro, allora si sosteneva che farla in Valle d'Aosta sarebbe costato molto meno, perché l'impianto c'era già, era solo da ripristinare; in effetti la Valle d'Aosta si fece avanti per questo motivo. Fu poi comunque operata la scelta di realizzare una pista di bob, oltretutto demolendo un'intera montagna, il che a livello di impatto ambientale è spaventoso. Vi era una pista già segnata che poteva essere riesumata e fatta rinascere, invece è stata operata una scelta politica di vertice, non so in che vertice e dove, ma non è ancora oggi forse ben spiegabile; si spiega solamente dal fatto che doveva essere in Piemonte, probabilmente; altrimenti, se si voleva fare un discorso giusto, quell'impianto andava fatto al Breuil. Qui però voglio smentire il collega Frassy: allora "l'Union Valdôtaine" ha cercato di lavorare per riportare quella gara sulla pista di Cervinia e c'era Presidente Louvin, che non è riuscito nell'intento, però non è che non abbia provato! Parliamoci chiaro, se avessimo la possibilità di fare una gara qui, la daremmo al Piemonte? Si è provato comunque a farla a Cervinia, vi è stata una scelta politica chiara di farla in Piemonte.
Président - La parole au Conseiller La Torre, pour deuxième intervention.
La Torre (FA) - Il dibattito con la Consigliera Viérin Adriana si aprirebbe con grande facilità, perché probabilmente non conosce il funzionamento geopolitico del "CIO", i meccanismi non sono quelli, che uno si candida e vince la candidatura; è invece un procedimento che, nel tempo e nelle fasi che sono previste da una struttura geopolitica, portano, nel reiterarsi della candidatura, a vincerla. Sapevamo che politicamente toccava all'Italia, sapevamo che essa l'avrebbe vinta entro un certo periodo, che poteva essere il 2002 o il 2008, bisognava insistere, ma non è una disputa fra di noi, ognuno ha le sue idee.
Faccio questo intervento, che vale anche come dichiarazione di voto, perché voglio fare un ragionamento coerente, perché noi stessi, essendo stati in maggioranza ed avendo fatto delle scelte... rinnegando, quindi non avendo fatto quella psicanalisi sul passato... dobbiamo essere coerenti e votare "no" a tale mozione; questo è l'invito che faccio alla maggioranza ed è quello che faremo noi. Perché? Perché, come diceva anche Adriana, che certezze abbiamo di avere la neve tutti gli anni? Che certezze abbiamo che le nostre strutture possano essere in grado di supportare gli sciatori? Non abbiamo tali certezze e non possiamo correre questi rischi. La Valle d'Aosta è una Regione che, proprio perché è strutturata in un progetto di montagna per lo sci, si deve preparare, non siamo ancora pronti, non scherziamo! Siamo solo nel 2004, non siamo ancora pronti. Assolutamente quindi voterò "no" a questa mozione, per coerenza, per le scelte che abbiamo fatto nel passato, perché abbiamo portato i Valdostani a votare contro le Olimpiadi e dobbiamo rispettare quello che abbiamo detto, perché non siamo pronti, perché non siamo sicuri di avere la neve, perché i nostri impianti potrebbero essere non ancora a posto, perché non abbiamo ancora delle strutture ricettive sufficientemente adeguate; quindi invito il mio gruppo - e spero voti "no" e non mi lasci da solo in questa posizione - e la maggioranza a votare "no" alla mozione per i motivi che ho detto.
Président - La parole au Conseiller Pastoret.
Pastoret (UV) - J'aurais pu éviter cette intervention, parce que la déclaration de vote du collègue La Torre aurait pu être partagée de ma part, mais si les positions peuvent être égales en phase de vote, elles peuvent être différenciées par les idées et par les raisonnements qui nous portent au vote. Je sais, M. La Torre, que "les rêves gardent toujours la douceur du souvenir, de ce qu'on aurait voulu et qu'on n'a pas eu"; je sais que ce rêve pour vous était un rêve d'une particulière douceur, vous étiez Syndic de la ville d'Aoste à l'époque candidate aux J.O. de 1998, mais je voudrais aussi rappeler que c'est vrai que comme vous le dite "il Consiglio regionale e il Comune di Aosta avevano candidato la Valle d'Aosta", mais les faits nous ont dit que la population valdôtaine ne partageait pas ce choix.
Je ne veux pas rappeler ici toutes les excellentes bonnes raisons qui ont "armé" le crayon des électeurs valdôtains dans le bureau de vote en 1992 et, attention, ce n'était pas question ni "d'Union Valdôtaine", ni des "Verts", ni d'un parti plutôt que de l'autre. Déjà au commencement il s'est agi d'une association de femmes et d'hommes libres et capables d'entendre et de raisonner qui s'est crée, peut-être en faisant des choix qui n'étaient pas partagés par vous, mais il faut reconnaître à ces gens une liberté de jugement qu'on ne peut pas aujourd'hui méconnaître. Je peux vous assurer que ces bonnes raisons dont je parlais tout à l'heure étaient assez nombreuses, assez convaincantes et, d'ailleurs, les résultats l'ont démontré... et ces bonnes raisons se confrontaient surtout avec un rêve qui ne tenait pas en compte un fait essentiel: l'impact que ces jeux olympiques auraient eu sur cette région alpine, que nous disons souvent dans cette salle être délicate au point de vue environnemental et dont le "cachet" principal est et reste l'originalité de son environnement, de son paysage et de ses beautés. Cela dit, tout en étant particulièrement content que le Piémont puisse accueillir les jeux olympiques, je vous conseille visiter les sites olympiques du Piémont et d'imaginer ces infrastructures placées dans notre région. Peut-être on pourrait porter un jugement différent sur l'impacte des J.O.
Pas question de mettre in discussion ce que M. Tibaldi présente dans sa motion, là c'est une autre question à laquelle l'Assesseur donnera une réponse avec des données que moi je ne possède pas. Cependant, dans les dernières 10 années cette Région n'a pas ignoré la nécessité d'améliorer ses infrastructures dans le domaine skiable, nos infrastructures de remontée mécanique sont de très bon niveau. Certes, des choses restent à faire et donc existeront des programmes futurs d'intervention - qui seront soutenus par le budget de la Région - qui ne pourront qu'améliorer ces infrastructures. Egalement nos implantations d'enneigement programmé aujourd'hui sont d'un excellent niveau et je voudrais rappeler que nous avons pu améliorer nos remontées mécaniques et nos domaines skiables même avec la présence de M. Riccarand à l'Assessorat de l'environnement; et que cela témoigne le fait que personne n'a empêché au bon sens de faire en sorte qu'on poursuive une politique de développement dans la montagne.
Tout cela dit, la motion nous pose quelques points et j'ai été "touché" par ce que M. Tibaldi nous dit: "ci sarà una risonanza mediatica pubblicitaria di immense proporzioni". A mon sens, nous devons lire cette motion avec du bon sens; pouvons-nous éviter que les jeux olympiques au Piémont puissent avoir "una risonanza mediatica pubblicitaria di immense proporzioni"? Certainement non. Est-ce que nous voulons éviter que cela se produise? Certainement non. Je pense que nous pourrions aussi profiter des retombées des jeux olympiques au Piémont, cela avec une disponibilité déjà annoncée. Je pense qu'elle sera réaffirmée par l'Assesseur Caveri, mais elle a déjà été annoncée dans cette salle au cours de l'autre législature; une collaboration et un soutien amical, parce que je voudrais rappeler qu'aussi avec le Piémont il y a des rapports de collaboration dans le domaine des remontées mécaniques, donc un soutien amical et solidaire dans le cas de nécessité. Mais le rapport amical se maintient dans le temps et pas seulement dans une occasion éphémère comme les jeux olympiques. Je pense que cela pourra être fait sans renoncer à notre "cachet", à l'originalité de l'exclusivité de notre territoire et de notre offre touristique. Certes, la motion nous pose des problèmes qui sont aussi des problèmes de perspective, une capacité de savoir promouvoir davantage les caractéristiques et les atouts de notre Région et, pour ce faire, je pense qu'il faudrait bien réfléchir non pas aux rêves utopiques, mais à notre capacité de gérer notre territoire et de présenter à l'extérieur cette capacité de gestion et d'offre touristique. Attention, chers collègues, la discussion n'est pas épuisée ici, elle s'épuisera peut-être après les jeux olympiques, mais le thème auquel nous sommes confrontés concernera notre capacité d'accueil, la capacité d'accueil d'une région en termes globaux et la capacité d'offre de lits dans l'hôtellerie, par exemple la question des rapports entre deuxième habitation et lits d'hôtel, qui est une question qui pénalise très souvent l'hôtellerie. Puisque les problèmes sont tels, j'invite à réfléchir sur la caractéristique et sur la fragilité de ce territoire et sur la nécessité d'avoir là une politique originale de gestion de ce territoire, qui doit se bâtir dans le temps. La politique donne des réponses et bâtit des perspectives pour des temps qui dans le domaine touristique sont très vite dépassés; alors là il y aura la nécessité qu'on soit toujours présent sur le thème, car il y a une évolution de costumes, de disponibilités financières, d'économie de la part de la clientèle qui doit être satisfaite toujours avec des réponses nouvelles, mais je pense que, de ce point de vue, l'Assesseur donnera des réponses et, dans les années à venir, le Gouvernement aussi, parce que ce sont des questions qu'on ne peut pas ignorer.
Pour ce qui est des jeux olympiques en Piémont, tout en nous réjouissant de leur réussite et du fait qu'ils se tiennent dans une Région qui est un peu "cousine" à nous, je ne peux que considérer que tous les engagements que nous devrons prendre dans le futur ne devront pas abîmer l'image de cette Région, par contre il serait de notre devoir de chercher de relancer notre image mettant en valeur notre région alpine.
Président - Je n'ai pas d'autres collègues inscrits à parler. Je ferme le débat.
La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce, aux transports et aux affaires européennes, Caveri.
Caveri (UV) - Mi sembra che i temi posti nel dibattito siano due: il primo, come reagire ed attrezzarsi rispetto alla concorrenza; il secondo, come collaborare con il Piemonte, sapendo che, per fare l'amore, tranne altri gusti, bisogna essere almeno in due.
Trovo che, per esprimere il clima che si è creato, si debba usare un termine molto bello che viene usato in portoghese dai Brasiliani: "saudade", che è la nostalgia, una specie di insieme di cose fatte di emozioni, di ricordi del passato, quando si era più giovani e si nutrivano degli orizzonti di un certo genere e io trovo che la "saudade" sia un insieme di sentimenti molto belli, però sia chiaro che la storia la devono scrivere gli storici e non i protagonisti e, soprattutto, che la storia non bisogna scriverla con i "se" e con i "ma". Credo che noi dobbiamo renderci conto della realtà e quella di fronte alla quale ci troviamo oggi è una realtà che deve affrontare il tema di cosa facciamo da qui a un anno e mezzo, perché da alcuni discorsi che ho sentito sembrava quasi che le Olimpiadi fossero in un orizzonte di chissà quale genere. Siamo ad un anno e mezzo, nessuno parla delle Olimpiadi invernali, so che i colleghi del Governo regionale piemontese sono vivamente preoccupati, ed è un tema - basta aprire i giornali per rendersene conto - di cui non si parla molto, però se ne parlerà molto in Valle d'Aosta perché vi è la "saudade", quindi ci sarà sempre questa idea che in qualche maniera dovevamo esserci.
Credo che questo tema finirà con le Olimpiadi, quindi con il febbraio del 2006, immagino che avremo dei momenti di acme particolarmente topica quando la fiamma attraverserà... come attraverserà anche la Valle d'Aosta. Credo però che alla fine sarà interessante vedere due cose, che sono esattamente all'attenzione dei valligiani delle valli piemontesi, che ho avuto l'onore di incontrare parecchie volte; valligiani che sono anche preoccupati che queste Olimpiadi della neve siano concentrate su una grande metropoli come Torino e si chiedono cosa capiterà dopo con queste infrastrutture. Il collega Tibaldi correttamente ha ricordato gli avvenimenti di Albertville, ma si potrebbe raccontare cosa capita in queste settimane in Grecia con una specie di disastro nazionale, dove nessuno va in Grecia perché vi è questa prospettiva anche terroristica - in termini un po' tragici - di "Atene 2004". Quale futuro avranno queste strutture? Sono stati costruiti degli alberghi o sono stati fatti solo degli impianti? Che fine farà il bob di Cesana? Non si sa, quello di La Plagne sappiamo che è stato un grosso problema. Sono state costruite le infrastrutture, arriverà l'alta capacità in tempo, come è stato previsto? Non lo so, questi sono i problemi che in questo momento probabilmente agitano gli Amministratori del Piemonte; io mi limito a dire che sarà interessante vedere i conti, cioè vedere alla fine quale sarà il bilancio, tenendo conto che, quando io ero Deputato e presentai un'interpellanza al Governo, mi rispose il Ministro Meccanico dicendomi che il Comitato olimpico valdostano... cioè che il comitato organizzatore aveva detto di non avere bisogno di soldi da parte dello Stato. Abbiamo visto che questa era una bugia perché, se non vi fosse stata "l'iniezione" di migliaia di miliardi da parte del Governo al limite dei "problemi" degli aiuti di Stato... perché ci troviamo di fronte ad un "pompaggio" di migliaia di miliardi che vanno a finire a vantaggio del turismo... oggi possiamo dire che allora siamo stati colti da una cosa diversa dalla "saudade", che è "l'ubris", la tracotanza, come si dice in greco, una sorta di accecamento che allora aveva colto la Valle d'Aosta, che non era affatto pronta ad ospitare le Olimpiadi. Io c'ero, non partecipai... essendo l'unico eletto "dell'Union Valdôtaine"... allora non partecipai a nessuna delle manifestazioni, perché, pur essendo Deputato in carica, non venivo regolarmente invitato, e credo vi sia, da questo punto di vista, qualunque lettura storica si voglia dare, una "pietra tombale", che è un referendum popolare, poi il referendum fu fatto per "spazzare" via una certa logica politica... può anche darsi, però credo che in democrazia ci si debba attenere ai fatti e i fatti dicono che allora i Valdostani fecero, giusta o sbagliata che fosse, questa scelta e questa scelta influenzò, a mio avviso, le scelte dei Governi successivi. È vero quindi che noi oggi ci troviamo a collaborare con i Piemontesi, ma avendo degli spazi minimi... io la ricostruzione della vicenda del bob non la faccio come il Consigliere Frassy, ma come il Consigliere Maquignaz, perché, in realtà, all'epoca ormai la scelta dei Piemontesi era tutta autocentrata, non avrebbe avuto logica da parte loro, avendo l'assalto di tutti per ottenere delle infrastrutture sportive, che si cedesse sul terreno dell'ottenimento di qualcosa da parte dei Valdostani, malgrado le buone speranze dell'attuale Ministro Frattini e i buoni intendimenti del "CONI".
Ritengo che allora fu operata una scelta, che fu quella di portare a Cesana il bob, perché ovviamente attorno alla grande "torta" olimpica, e lo dico in senso positivo e anche in senso negativo, perché queste sono sempre vicende che in qualche maniera ci devono preoccupare, perché non è che accanto alle Olimpiadi esistono solo le "Orsoline" o i "frati trappisti"... io credo che, da questo punto di vista, bene sia stato per il territorio della Valle d'Aosta che le Olimpiadi non si compissero. Ciò detto - naturalmente è un'opinione personale -, credo che oggi il nostro problema sia di capire come collaborare con il Piemonte, sempre con l'avvertenza che per collaborare bisogna essere in due.
Capisco che questa pubblicazione da noi distribuita a tutte le federazioni sportive, a tutti coloro che dovranno venire per le manifestazioni pre-olimpiche e per le Olimpiadi potrà sembrare poca cosa, ma è del tutto evidente che, nel mese di gennaio-febbraio del 2005, le squadre non potranno allenarsi sui teatri di gara ed è la ragione per la quale abbiamo fatto "vedere" la vicinanza della Valle d'Aosta. Non credo sia da buttar via l'ipotesi di avere delle squadre di "snow board", di "biathlon", di fondo, delle varie di discipline dello sci alpino, ma ritengo sia una questione importante, anche se va detto che nel febbraio 2006, per grazia di Dio, essendo il cuore della stagione invernale, i nostri alberghi sono già pieni: nelle località sciistiche nel febbraio 2006 i nostri alberghi sono pieni come tutti i mesi di febbraio di ogni anno, essendo il nucleo della stagione invernale. Io credo che questo sia un piccolo esempio; sicuramente utilizzeremo una parte dei nostri alberghi della bassa Valle per ospitare dei turisti delle Olimpiadi, è assai probabile, perché sapete che una delle debolezze di "Torino 2006" è stata una scarsa realizzazione alberghiera; quindi vi è questa società legata "all'Alpitour" che è già venuta a Saint-Vincent, sono già andati a vedere gli alberghi di Châtillon, perché è del tutto evidente che, laddove gli alberghi come ovvio non saranno pieni nel mese di febbraio, vi potranno essere delle sinergie, ma questo è quanto.
La Consigliera Viérin Adriana poi si spinge fino a immaginare che potrebbe non esserci la neve in Piemonte e che quindi gli sportivi potrebbero venire da noi per le gare. In quel caso è evidente che dovremmo essere pronti, e su questo stiamo lavorando, per avere alcune piste che possano ospitare, perché questa è un'altra grave debolezza. È vero che con il "chantage" dell'epoca abbiamo da allora perso anche la "Coppa del mondo, per cui come dicono i Napoletani: "cornuti e mazziati", cioè non solo abbiamo perso le Olimpiadi, ma abbiamo anche ceduto le gare di "Coppa del mondo", gare che mi auguro in futuro torneranno, ma ritengo che il problema vero - che è stato posto anche nell'intervista con il Presidente degli albergatori, Consigliere Maquignaz - sia quello dell'impegno nella promozione, e su questo credo di poter esprimere il pensiero dell'intera Giunta, che, più si avvicineranno le Olimpiadi, più dovremo far vedere che esistiamo per non essere mediaticamente scomparsi dalla vicenda delle Olimpiadi, anche se per fortuna abbiano il nostro stile, le nostre montagne che credo non siano neanche lontanamente comparabili con altri scenari (non cito le località, perché potrei ricevere la visita di alcuni montanari piemontesi).
È chiaro che dobbiamo chiederci: nei prossimi anni possiamo investire di più nella promozione? Certo, come Assessore al turismo mi auguro di sì, ne discuteremo con i colleghi al momento dell'identificazione - anche attraverso il PREFIN - dei nostri risultati ma, dal punto di vista infrastrutturale, quando vedo che nel settore funiviario abbiamo 27 milioni di euro nel 2004, 99 milioni di euro nel 2005, 52 milioni di euro nel 2006; quando vedo che fino ad oggi con la legge n. 19 abbiamo stanziato investimenti per 130 milioni di euro con un incremento totale di 1.800 posti letto, devo dire che, se aggiungiamo a questo le grandi opere per la viabilità, un certo lavoro che si sta facendo nel settore trasportistico, una riflessione che dobbiamo fare - e io su questo sono d'accordo - sulla legge del turismo, le AIAT, i consorzi, migliorare la commercializzazione, credo che tutto questo ci porti a dire... non che siamo ottimisti, perché saremmo dei ciechi ad essere ottimisti. Viviamo una crisi economica gravissima in Italia, una recessione evidente, chi ci aveva promesso di invertire la rotta non l'ha invertita, anzi l'uscita di scena del Ministro Tremonti ha messo la "pietra tombale" su una certa politica, quindi è chiaro che i consumi in questa fase, e il turismo rientra nei consumi... siamo in un periodo che non può essere certamente considerato brillante.
Vorrei concludere rifacendomi al contenuto della mozione. Vorrei dire intanto: viva la concorrenza, perché, da questo punto di vista, è molto apprezzabile il richiamo presente nella mozione, peraltro è un'iniziativa dove non vi è "saudade", ve n'è stata un po' nell'intervento del Consigliere Tibaldi...
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
... ma anche tu hai detto: "ma, tornando indietro". La mozione è un utile strumento di indirizzo, ma che risulta inutile se il Governo regionale sta agendo nel solco che viene indicato negli impegni proposti al voto dell'Assemblea; diverso sarebbe stato se in questo momento non ci occupassimo del legame fra noi e le Olimpiadi, fra noi e la concorrenza che potrebbe venire dal vicino Piemonte. Ritengo per questa ragione, senza cadere nell'intelligente provocazione del collega La Torre, che la maggioranza potrebbe astenersi su questa mozione - naturalmente dopo aver invitato al ritiro -, reputando del tutto inutile il voto nel momento in cui il Governo assume, come ha già fatto in passato, un impegno su questo. Se così non fosse, invito i colleghi della maggioranza ad astenersi, ritenendo meritevole di attenzione la mozione, ringraziando i colleghi di aver rievocato... addirittura abbiamo fatto anche un po' le "sedute spiritiche", che è sempre piacevole in politica, ma credo che dobbiamo realisticamente cominciare a guardare avanti, dobbiamo rientrare nel giro della "Coppa del mondo di sci", dobbiamo cambiare il nostro approccio alla commercializzazione del prodotto, dobbiamo innovare profondamente nel settore telematico il nostro turismo, ci sono una serie di cose che possiamo fare, ma credo che su questo siamo impegnati quotidianamente.
Président - La parole au Conseiller Tibaldi, pour déclaration de vote.
Tibaldi (CdL) - Le malinconie albergavano in qualche suo collega di maggioranza, Assessore, perché abbiamo sentito di tutto di più; addirittura la nostra mozione, che era tutto meno che provocatoria, oltre ad una premessa, dava una linea di indirizzo e degli impegni in maniera estremamente chiara e non nostalgica... e invece abbiamo sentito delle specie di sofferenze manifestate da più parti, in che senso? Nel senso che vi è il rischio che la neve non cada e che la Valle d'Aosta ne rimanga sprovvista; da un'altra parte ci è stato fatto notare che gli investimenti in milioni di euro da parte della Regione sono andati in cosa? In infrastrutture turistico-sportive, nel senso di impianti di risalita, innevamento programmato, allora mettetevi d'accordo, la maggioranza siete voi! La neve non cade, tuttavia abbiamo fatto investimenti milionari per quanto riguarda le infrastrutture e l'innevamento programmato! Vi è il rischio dell'impatto ambientale, la Valle d'Aosta non può essere deturpata da queste opere megagalattiche, perché in Valle d'Aosta non vi sono altre opere megagalattiche realizzate da amministratori regionali precedenti... comunque, va be', abbiamo preso atto che siamo incapaci come Valdostani a pensare in grande; ne prendiamo atto con rammarico, d'altronde chi non sogna non cresce, evidentemente qualcuno di voi si pone l'autolimitazione addirittura nel sogno (questo per psicanalizzare alcune mentalità evocate in questa sede). Amiamo sognare liberamente, sappiamo che "l'amore si fa in due", condividiamo lo stesso principio da questo punto di vista, però ci hanno un po' deluso certi passaggi che rispolveravano certe "ruggini" che sono emerse tra le varie fazioni che si contendevano la "torta": allora era una "torta" in contesa, poi essa è svanita probabilmente per quella incapacità che abbiamo sottolineato.
Assessore, la ringraziamo perché lei ha riportato l'oggetto della mozione al centro della discussione e ha tentato di dare delle risposte. Abbiamo apprezzato alcuni suoi passaggi, non vorremmo però che il fatto che sia stato realizzato un opuscolo divulgativo, che verrà promosso e utilizzato in diversi ambiti per far conoscere le nostre potenzialità, sia tutto quello che possiamo anteporre per affrontare la concorrenza olimpionica che si svolgerà in casa piemontese. Vorremmo quindi che tali Olimpiadi fossero vissute con uno spirito diverso, non vorremmo che la nostra concorrenza a questo evento fosse fondata solamente sulla carta o sulla promozione; vorremmo che vi fossero delle iniziative sinergiche con la Regione, perché nella relazione introduttiva non abbiamo negato che vi possano essere delle preoccupazioni e dei rischi a posteriori in capo a "Torino 2006", agli enti che vi partecipano e al comitato organizzatore, però è altrettanto vero che dobbiamo smetterla di piangerci addosso o di assistere passivamente a ciò che ci accade intorno, perché viviamo nel villaggio globale, questo evento è proprio innanzi a casa, siamo i dirimpettai di qualcosa di importante che si sta realizzando e noi siamo lì che ci "togliamo di dosso la polvere" o "guardiamo i mobili di un salotto, piuttosto che quelli di una camera". Dobbiamo attrezzarci per una concorrenza, che naturalmente sarà una concorrenza sleale - "sleale" tra virgolette -, perché loro hanno l'evento olimpico e noi non ce l'abbiamo, ma possiamo attrezzarci anche cercando di cogliere delle opportunità di collaborazione. Si parlava poc'anzi di pianificazione strategica, manca solo un anno e mezzo, ma la pianificazione strategica si fa non solo a livello finanziario, ma anche a livello turistico.
Ci siamo permessi di proporre questa mozione non per fare una provocazione, ma per dare un contributo di idee, che non è stato raccolto, evidentemente perché vi sono già altre idee, che però non abbiamo capito quali sono. Non vorremmo che la nostra partecipazione a questa concorrenza, che si appresta ad esserci di qui a qualche mese, sia una concorrenza che ci veda per l'ennesima volta impreparati. L'Assessore ha capito qual è il nocciolo della questione, ha capito che le risorse le abbiamo, direi che è inutile trincerarci dietro dei discorsi banali come quelli che ho sentito da alcuni colleghi del Consiglio. Assessore, non ci sentiamo di ritirare questa mozione, perché è una suggestione che riteniamo importante, è una suggestione che era aperta a delle modifiche e a dei contributi. Le premesse penso siano inconfutabili, perché sono premesse peraltro che sono oggetto di dichiarazioni effettuate dallo stesso Assessore o in conferenze stampa illustrando i risultati e i consuntivi delle varie stagioni turistiche, o dallo stesso Presidente degli albergatori Maquignaz. Ci siamo permessi di proporre qualcosa al Consiglio, quindi non ci siamo limitati a fare conferenze o articoli di stampa. Vorremmo che, al di là di quello che può essere un atteggiamento di ostracismo che perviene nei confronti di questa mozione o per ragioni ideologiche, dogmatiche, o perché è firmata da Consiglieri non allineati in un sistema di maggioranza regionale, non vi fosse una pregiudiziale di carattere squisitamente politico. Pensiamo che la nostra proposta abbia un contenuto concreto e concretizzabile, prendiamo atto con rammarico che la volontà politica, che peraltro non abbiamo capito in quale essenza si concretizzi oltre all'opuscolo citato, è di segno diverso. Manterremo al voto questa mozione e il nostro voto sarà favorevole. Saranno poi i posteri a giudicare sui dati e sui risultati, come diceva l'Assessore, e del Piemonte e sulla capacità di tenuta del sistema ricettivo e turistico valdostano nel suo insieme.
Président - Je soumets au vote la motion:
Conseillers présents: 30
Votants: 3
Pour: 3
Abstentions: 27 (Borre, Caveri, Cesal, Charles Teresa, Comé, Curtaz, Ferraris, Fey, Fosson, Isabellon, La Torre, Maquignaz, Marguerettaz, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Riccarand, Rini, Salzone, Sandri, Squarzino Secondina, Stacchetti, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)
Le Conseil n'approuve pas.
