Oggetto del Consiglio n. 605 del 12 maggio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 605/XII - Ritiro della mozione: "Assunzione di iniziative nel campo dell'edilizia residenziale pubblica".
Mozione
Appreso anche dagli organi di informazione, della preoccupazione manifestata dal Sunia Cgil in merito a presunte scelte sbagliate nell'edilizia residenziale pubblica;
Rilevato che i nuovi progetti in atto non sono commisurati alla realtà sociale vedi: la proposta di mettere sul mercato dell'affitto alloggi ERP di metratura inferiore agli standards previsti dalla legge o all'eventuale scelta da parte del Comune di Aosta di mettere in vendita alloggi considerati da sempre di ERP a prezzi di mercato;
Evidenziato che già in Consiglio erano sorte delle perplessità su alcune iniziative sopracitate;
Il Consiglio regionale
Impegna
l'Assessore competente in materia ad illustrare nel più breve tempo possibile alla Commissione consiliare competente le iniziative che si intendono assumere onde evitare sul nascere scelte che potrebbero risultare sbagliate con ripercussioni pesanti per i ceti meno abbienti.
F.to: Salzone - Lavoyer - La Torre
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (FA) - Cercherò di essere molto sintetico. L'illustrazione di questa mozione ha lo scopo di riportare il dibattuto sul problema della casa al centro, per il "centro" intendo quest'aula ed eventualmente la commissione competente. Avevo già annunciato all'Assessore qualche tempo fa che avrei posto l'attenzione sul problema della casa, in quanto il periodo trascorso dall'insediamento di questa maggioranza ormai è maturo per poter avere un piano di sviluppo per i prossimi anni che consenta di dare alcune risposte concrete alle persone che vivono anche in modo drammatico questo problema. Forse ho anticipato un po' perché ho colto dai giornali alcune posizioni del sindacato CGIL SUNIA, che ha posto due questioni che in un'altra occasione avevo sottolineato: quella di mettere sul mercato alloggi in affitto che hanno una metratura che non considero decente e quella di mettere sul mercato in vendita alloggi di ERP a prezzi che non sono collegati alla legge stessa.
È evidente che non sono solo questi due i problemi che mi interessano; della contribuzione sull'affitto abbiamo già parlato oggi e ringrazio anche per la disponibilità manifestata dall'Assessore, anche se auspico una risoluzione più concreta rispetto a quanto oggi mi ha sottolineato, ma è fondamentale che la commissione competente "metta sul piatto" tutti i problemi che sono in cantiere, dall'attività costruttiva, che ha già un suo programma risalente agli anni passati, ma anche le prospettive per il futuro, visto che i finanziamenti dello Stato diventano sempre più carenti sotto questo punto di vista, quindi bisogna trovare soluzioni alternative che ci consentano di dare risposte per il futuro. Dico questo anche perché i prossimi nuovi alloggi saranno a disposizione della gente fra 4-5 anni, non prima, e sono quelli del quartiere Dora. Abbiamo letto sui giornali quali sono gli altri interventi successivi, ma non farò l'elencazione, mi riprometto di parlare di queste cose in modo più dettagliato in commissione.
Passando a sottolineare i due aspetti che sono stati evidenziati anche dai sindacati, cioè i 30 minialloggi previsti e proposti dall'ARER per Casa Gagliardi, qui vorrei sgombrare il campo da qualsiasi tipo di polemica eventuale che qualcuno ha palesato nei confronti dell'attuale Presidente dell'ARER. È evidente che è una posizione diversa da quella che avevo preso io, ma questo non vuol dire niente; dico solo che nei 5 anni passati le scelte operate le avevamo fatte insieme con il Prof. Caracciolo, evidentemente adesso può aver fatto una valutazione diversa e aver cambiato idea. Io sull'idea non sono assolutamente contrario, il mio problema è che non si possono costruire o ristrutturare alloggi che hanno dimensioni da 25 metri; ribadisco che su questo farò una battaglia "alla morte", perché è impensabile andare ad assegnare alloggi di quella metratura! Cosa chiedo? Chiedo solo che, invece di farne 30, ne facciano magari 15, non chiedo di tornare indietro nelle idee rispetto a quelle che avevamo preso insieme in tempi passati e, se questa sottolineatura la fanno anche altri, ho ragione di credere che non sia una cosa buttata lì, ma che deve far riflettere. Sono disponibile comunque eventualmente ad un confronto più sereno sotto questo aspetto.
L'altro aspetto è quello della vendita degli alloggi ERP del quartiere Cogne. Auspico un incontro con il sindaco, perché non vorrei che anche qui nascesse una polemica, in quanto sui giornali escono notizie che non sono veritiere, Assessore. Se si dice che si vuole mettere sul mercato le villette del quartiere Cogne, bisogna prima spiegare all'opinione pubblica che, per poter mettere in vendita a prezzi di mercato quelle case, che sono ad oggi di edilizia residenziale pubblica, bisogna che il consiglio comunale faccia una sua risoluzione, che la invii al Consiglio regionale, il quale a sua volta dovrà votare l'estrapolazione di questi alloggi dal patrimonio di ERP, quindi si deve riportare il dibattito qui; poi - e lo farò in commissione - sarà opportuno far tesoro anche di esperienze del passato, le villette Cogne, che hanno prezzi intorno a 200.000 euro o 213.000 o 214.000 euro e ne necessitano quasi la stessa cifra per ristrutturarle, hanno poco mercato all'interno del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e qui cosa sostengo? Sostengo che sarebbe opportuno venderli, sì, questi alloggi, ma all'interno del patrimonio pubblico e non per forza all'esterno. Cosa abbiamo fatto in passato come Case popolari con le case INCIS, che hanno più o meno la stessa tipologia? Le abbiamo vendute a prezzi dell'ERP, che sono comunque prezzi considerevoli. Ora, su questo sono anche disponibile a cambiare idea, ma forse sarebbe opportuno avere un dibattito più sereno in questo senso.
Secondo me, vi sono una serie di problemi che vanno riposizionati, occorre stabilire un percorso insieme, che vada in senso costruttivo verso un problema al quale tengo in modo particolare. Non riconoscere l'esistenza di alcuni di questi problemi potrebbe dare una visione miope del "problema casa". Si devono allora ridefinire con chiarezza obiettivi, livelli di responsabilità e strumenti efficaci che permettano non solo di dare risposte ai bisogni tradizionali, ma anche di intervenire nelle aree di bisogno che emergono nel nuovo sistema sociale e qui vi è tutto un discorso da fare di interventi rispetto ai comuni, magari comuni limitrofi alla città; vi sono strumenti che possono essere concordati con il CELVA e che potrebbero trovare anche un certo gradimento. Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono la consulta e la commissione competente consiliare. Riconosco all'Assessore di aver messo in moto il meccanismo della consulta, rispetto al passato devo dire che si è attivato subito, quindi ha risposto per quanto riguarda le interpellanze che avevo fatto nel passato e non ho nulla da obiettare su questo; è ovvio che, non vedendo risultati, perché probabilmente la consulta sta lavorando, ritengo opportuno che il dibattito si allarghi a livello politico e chiedo che in commissione si approfondiscano queste problematiche.
Credo che il lavoro che potremmo svolgere, oltre ad essere uno strumento ricognitivo e di riflessione, potrà essere uno strumento a servizio dei comuni sul quale si proiettino per il futuro le politiche abitative. La risposta alle diverse domande abitative deve essere articolata ed intelligente, cercando di ottenere il miglior risultato possibile con le risorse disponibili. Bisognerà indirizzarsi verso una funzione sociale più articolata, che abbia al centro l'offerta rivolta ai soggetti più deboli; ci vuole quindi una strategia di intervento che sappia mettere in campo e mixare intelligentemente tutte le risorse disponibili pubbliche e private. Una politica di questo genere, per essere praticata, ha bisogno di un coordinamento dei diversi progetti, in modo da evitare una frammentazione organizzativa, che non favorirebbe l'attuazione di una vera politica pubblica dell'abitazione. Qui torno ad uno degli argomenti che mi interessa in modo particolare, cioè la divisione della gestione del patrimonio pubblico abitativo vede l'ARER da una parte e l'APS del Comune di Aosta dall'altra; a mio avviso, come ho già dichiarato in altre occasioni, è un esempio negativo di una programmazione politica che non tiene conto delle reali esigenze della gente, ma soprattutto crea sovente disparità di trattamento troppo evidenti. L'ho detto in sintesi, proverò a cercare anche di convincervi, magari non vi riuscirò, ma pensare di avere due strumenti identici che svolgono una funzione, che ha alla base una legge che è la stessa, rispetto alle prospettive del passato... sia con i Presidenti della Giunta che con gli Assessori del passato più volte si è parlato di avere un unico ente gestore di tutto il patrimonio pubblico, credo che si debba arrivare ad una soluzione di questo tipo per una questione anche di intelligenza perché, come ho detto prima, sovente vi sono con la stessa legge comportamenti e regolamenti diversi e pertanto in contraddizione. Credo che se saremo in grado di cogliere l'opportunità di arrivare a questa soluzione, magari si comprenderà perché avevo fatto una proposta in passato diversa rispetto a quella del presidente attuale: era quella di avere una sede che fosse più congeniale ad un discorso futuristico rispetto alla politica della casa, cioè, anche dal punto di vista logistico, mi sembrava che Casa Gagliardi, tra il quartiere di Viale Europa - che rappresenta il più grosso quartiere delle ex Case popolari - e il quartiere Cogne, fosse la soluzione più interessante, che consentisse di avere una sede prestigiosa e un unico strumento capace di attuare la politica della casa nella nostra Regione.
Credo che in commissione si potrà senz'altro trovare una convergenza di idee. Voglio inoltre garantire gli amici del Prof. Caracciolo, che le mie non sono posizioni preconcette, nella maniera più assoluta; voglio che rimanga quel dialogo che c'è stato in passato, nella consapevolezza che a volte si possono avere anche idee diverse.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Chiaramente non è nostra intenzione entrare all'interno di un dialogo fra responsabili del passato e attuali dell'ARER; noi vogliamo solo sottolineare che, a nostro avviso, è positivo porre il problema della casa, è positivo che in commissione si affronti in modo organico questo problema, perché, al di là delle soluzioni delle due questioni importanti che il collega Salzone ha sollevato, esiste il problema generale del bisogno di case in Valle d'Aosta e il bisogno di casa per chi l'affitta; riteniamo che un momento di riflessione e di ricerca di soluzione vada fatto. Ricordo che il problema della casa in affitto è grave per le giovani coppie; penso ad Aosta e alle molte giovani coppie che devono uscire dalla città, andare nella cintura se vogliono trovare casa. E questo comporta, purtroppo, un invecchiamento della popolazione che risiede nel capoluogo.
Se guardiamo i dati che l'ARER ci offre, dopo aver elaborato le domande dell'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, come pure se guardiamo i dati relativi alle richieste di affitto sociale, di un contributo all'affitto, vediamo che emerge una situazione che è puntuale per certi aspetti e per altri drammatica. Ci rendiamo conto da questi dati che, oltre alle giovani coppie, vi sono i bisogni di famiglie di emigrati, che sono però una minoranza rispetto alle famiglie di autoctoni; ad esempio, nei bandi di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica emerge che su 355 domande 47 sono di emigrati, quindi 1/9. Emerge invece l'altro dato, che è più consistente e che fa molto riflettere: come si ricordava già oggi nell'interpellanza, vi sono molte persone anziane, persone sole e di queste 355 domande ve ne sono 119 di persone sole, quindi 1/3 si trova in questa situazione difficile. D'altra parte, se guardiamo i dati sulle domande relativamente al contributo per l'affitto, guardando anche solo la prima fascia di persone, quelle che hanno più bisogno, questi nuclei familiari sono 336, rispetto a 143 della seconda fascia, di questi quasi la metà è fuori Aosta. Questo ci dice come le difficoltà di affitto riguardino non solo gli abitanti di Aosta, ma anche una serie di comuni e anche qui risulta che solo 65 (1/5) sono extracomunitari; quindi abbiamo proprio un problema di persone che hanno difficoltà a trovare un alloggio e a pagare gli affitti alti.
Ritengo che una riflessione su questi elementi possa essere utile e anche un'analisi degli interventi che questa Giunta sta facendo, perché l'Assessore ogni tanto in Consiglio presenta i vari interventi sulla base di domande che vengono fatte ma, se vi fosse un momento di analisi più complessiva, credo che sarebbe utile a tutti per fare il punto della situazione; quindi condividiamo il fatto che in commissione sia affrontato questo argomento.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Non volevamo intervenire inizialmente, ma poi le parole del relatore ci hanno fatto fare alcune riflessioni, in particolare su due punti.
Il Consigliere Salzone non è un novellino del "problema casa", ma è una persona che ha ricoperto dei ruoli importanti in enti importanti - mi riferisco allo IACP prima e all'Agenzia dell'edilizia residenziale poi - e non li ha ricoperti per un periodo effimero, ma per un periodo di tempo piuttosto lungo. Questo ci fa comprendere che ha maturato una certa esperienza nel settore, che conosce da vicino il problema della casa o, meglio, ha il "polso della situazione" e conosce da vicino le varie criticità di tutto il comparto. Ha fatto un intervento generale, per non dire generico, toccando appena le varie problematiche. Sappiamo che in campagna elettorale ha divulgato una pubblicazione interessante sull'attività svolta dall'IACP, ora ARER, e sappiamo che ha preso non pochi impegni nel settore della casa.
La prima riflessione che facciamo allora è che siamo alquanto allibiti quando leggiamo l'impegnativa; alla luce di tanta esperienza maturata, l'impegnativa è quella di chiedere all'Assessore di illustrare nel più breve tempo possibile alla commissione consiliare le iniziative che si intende assumere. Consigliere Salzone, un qualsiasi altro consigliere poteva permettersi di fare un'impegnativa del genere, ma da lei ci saremmo aspettati un insieme di linee di indirizzo concrete e articolate sulla "materia casa", perché chiedere all'Assessore di venire a relazionare in commissione si può anche fare, però ci dica lei o la "Fédération" quali sono le vostre linee di indirizzo in materia di case! È positivo trattare il problema della casa, sappiamo che molte di queste criticità rimangono aperte, però ci saremmo aspettati qualcosa di più. Questa impegnativa generica non le rende giustizia, perlomeno alla luce di quello che lei ha potuto fare o avrà fatto durante la sua esperienza sulla poltrona presidenziale dell'agenzia.
La seconda considerazione che facciamo è che, sempre alla luce di questa esperienza maturata, ci aspettavamo un'informazione più compiuta, non solamente derivante da ciò che magari ha appreso dal SUNIA CGIL in merito a presunte scelte sbagliate nell'edilizia residenziale pubblica. Oltre ad assorbire, assimilare indicazioni anche dai sindacati di categoria, quindi è opportuno conoscere anche i provvedimenti, pertanto, quando lei fa certe citazioni, che magari mutua dagli annunci stampa fatti dall'Assessore Cerise, dicendo che le contribuzioni dello Stato, per quanto riguarda il Fondo per il sostegno all'accesso alle abitazioni, sono diminuite, lei si sbaglia, lei non si è informato: sono 428.000 euro nel 2003, non sono diminuite. Chiederemmo, alla luce di queste considerazioni, che da parte sua vi fosse una maggiore attenzione e cognizione dei problemi. La mozione potrà essere anche lodevole, ma con una maggiore competenza e precisione sui fatti che vengono o da lei citati, o qui scritti.
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (FA) - Due precisazioni: la prima alla collega Squarzino e una al Consigliere Tibaldi.
La questione della lettura dei dati è un'altra di quelle cose a cui tengo molto, e qui vorrei rispondere anche al Consigliere Tibaldi precisando che il senso della mia mozione è quello di dire che vi sono dei problemi, che poi discuteremo nel dettaglio in commissione. Mi permetto però di dirlo, perché tutti abbiamo visto quel lodevole lavoro fatto dal Presidente dell'ARER, che ha fatto l'esame dell'ultimo bando di concorso. Io contesto la lettura di quei dati - e anche qui spero di non essere frainteso -, nel senso che lei Assessore ha citato nell'elencazione 350 domande, mentre in realtà sono molte di più. Perché allora contesto la lettura dei dati? Perché, quando lei dice che vede pochi extracomunitari, non tiene in considerazione che quelle famiglie, che non hanno potuto avere i requisiti in quel momento (ci riferiamo a dati del 2000-2001 e oggi siamo già nel 2004 e il prossimo bando sarà nel 2007-2008), sono quelle famiglie o persone che non avevano ancora gli anni di residenza per poter entrare in graduatoria.
Consigliere Tibaldi, spero di non aver leso la sua suscettibilità con alcune dichiarazioni recenti di stampa, perché ho notato che il suo tono nei miei confronti era piuttosto severo. Allora la posizione mia era quella di dire: "andiamo in commissione, parliamone in modo sereno facendo le audizioni di tutte le persone che riteniamo interessate al problema per cercare di risolverlo davvero". In secondo luogo, quando ho parlato di diminuzione di contributi dello Stato, non ho citato il fondo nazionale, cioè non ho detto il Fondo di contribuzione per l'affitto, ma ho parlato di fondi che derivano dallo Stato per l'edilizia pubblica e i fondi, da quando è finito il Piano decennale della casa con legge n. 457, sono diminuiti. Vi è un diverso sistema che consente di accedere ai fondi quando le regioni e i comuni intervengono con fondi propri, ma è inutile che stia a spiegare queste cose. Voglio solo dire che le mie intenzioni sono quelle di andare in commissione e discutere anche con lei di questi problemi, perché l'obiettivo è quello di risolvere il problema, non certo di complicarlo.
Presidente - Se nessun altro chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Quando ho avuto l'onore e il piacere di parlare di questi problemi in III Commissione avevo avuto modo di dire che ritenevo la commissione un soggetto istituzionale privilegiato con cui confrontarsi periodicamente su questo argomento. Vi è quindi da parte mia tutto l'impegno per venire in commissione a discutere di questi argomenti, così per dire - non voglio rispondere al Consigliere Tibaldi - che vi è qualche idea per vedere di risolvere il problema dei progetti messi in atto e non sempre commisurati alla realtà sociale, oppure per evitare le scelte sbagliate operate nel passato - magari anche dai comuni, oltre che dalla Regione e dalla stessa ARER -, oppure cosa abbiamo cercato di confezionare per dare una lettura più appropriata della nuova realtà sociale.
Per quanto riguarda la questione della Casa Gagliardi, vorrei tranquillizzare il Consiglio, prima ancora che la commissione: ho chiesto all'ARER di farmi avere il progetto e su questo progetto voglio fare tutti gli approfondimenti, compresa l'acquisizione di pareri legali, oltre che urbanistici, per essere sicuri che non facciamo né dei ghetti, né andiamo a mettere delle persone anziane già in difficoltà in condizioni di disagio psicologico. Non solo, mi piacerebbe venire in commissione a parlare delle risultanze di un incarico che abbiamo dato all'ARER su un esame approfondito da fare sulle tipologie di coloro che hanno fatto la domanda per il sostegno all'abitazione, non all'accesso all'abitazione; da questo studio viene fuori uno spaccato molto importante e preoccupante di una fascia della società valdostana. Mi piacerebbe anche fare un approfondimento relativamente alla vendita degli alloggi ERP; al momento non rileviamo in questa procedura una violazione né della legge n. 40, né della legge n. 39, ma è un percorso ancora da definire e credo che in sede di commissione possiamo convincerci della bontà di questo. Sulla base di questo mio impegno e con qualche argomento da mettere in discussione, vi chiedo di ritirare la mozione.
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (FA) - Ringrazio l'Assessore e data la sua disponibilità - di cui peraltro non avevo dubbi -, ritiro la mozione.
Il Consiglio prende atto.
