Oggetto del Consiglio n. 556 del 22 aprile 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 556/XII - Intendimenti circa il ruolo, le dimensioni e la natura giuridico-gestionale della Casa da gioco di Saint-Vincent. (Interpellanza)
Interpellanza
Tenuto conto del dibattito intervenuto a seguito della proposizione dell'interpellanza prot. n. 101/04 (titolata: "Iniziative per il superamento delle criticità emerse nella gestione della Casa da Gioco di Saint Vincent"), discussa al punto 24 dell'ordine del giorno del Consiglio regionale del 7.4.2004;
Rilevato che in tale occasione, nonostante il semplice tenore dell'unica domanda posta, la Giunta non ha affatto chiarito quali sono i suoi intendimenti circa il ruolo, le dimensioni e la natura giuridico-gestionale della Casa da gioco valdostana;
Ritenuto che sia dovere politico della Giunta regionale e della maggioranza che la sostiene rappresentare pubblicamente gli indirizzi di politica generale che sottendono alle proprie decisioni in tale settore;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
il Presidente della Regione per sapere:
1) se la Giunta regionale e la maggioranza che la sostiene hanno individuato gli obbiettivi e gli indirizzi politici di fondo relativamente al ruolo, al dimensionamento e alla natura giuridico-gestionale del Casinò de la Vallée;
2) in caso affermativo, se intende o meno rappresentarli al Consiglio della Valle e all'opinione pubblica.
F.to: Curtaz
Président - Nous reprenons nos travaux. Je m'excuse pour le petit retard avec lequel nous reprenons nos travaux; la rencontre avec la délégation du Grand Conseil du Valais a durée quelques instants en plus.
La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Risponderà alla mia interpellanza l'Assessore competente o il Presidente della Giunta? Entrambi? Questa è una novità!
Con una serie di iniziative abbiamo tentato di capire, finora inutilmente, cosa pensa di fare il Governo regionale in riferimento al casinò. Lo scorso Consiglio ne avevamo fatta una molto particolare: era stata presentata un'interpellanza con una domanda di 4 o 5 parole, per chiarire quali fossero gli intendimenti; neppure con un tenore così semplice della nostra interpellanza siamo riusciti a capire quello che vorremmo sapere e che, finora, dai vari banchi dell'opposizione molti Consiglieri hanno cercato di conoscere.
Rispetto a questa vicenda, riteniamo si debba intanto capire qual è l'indirizzo politico di fondo. Siamo a disagio quando, in questa sede, sentiamo parlare di "proprietà", di "azionista", di "organi sociali", perché riteniamo che questa sia la sede innanzitutto dell'indirizzo politico; la vicenda del casinò merita una riflessione politica e impone che la nostra Assemblea - e l'opinione pubblica - sappia quali sono gli intendimenti del Governo regionale. In parole povere, l'interpellanza chiede al Governo regionale quale casinò vuole. Non è una domanda che si può demandare a un consiglio di amministrazione o un amministratore delegato o a un direttore, ma è il Consiglio regionale, nella sua massima espressione politica, è il Governo regionale, con la sua responsabilità di amministrazione di questa Regione, che deve dire quale casinò vuole! Vuole un casinò che sia il più grande d'Europa? Vuole un casinò che abbia una dimensione più "regionale", che possa avere un bacino di utenza più limitato? Vuole un casinò che sia in sinergia con le altre iniziative di carattere turistico? Vuole un casinò che coinvolga le comunità locali? Vuole un casinò a gestione pubblica o a gestione privata e, in caso di gestione pubblica, di che tipo?
A me sembra che a queste domande non abbiate mai risposto, forse perché le avete date per scontate; tuttavia, riteniamo che sia inutile parlare di cambi di consigli di amministrazione, di piani strategici, di gestioni orizzontali, verticali della casa da gioco, quando non conosciamo quali sono le idee del Governo regionale circa la stessa casa da gioco! Anche perché il confronto politico, in questa sede, deve avvenire sugli indirizzi politici di fondo!
Condividerei poi, se fosse vero - perché non è vero! - che spetta al consiglio di amministrazione mettere in atto le scelte gestionali, che spetta al consiglio di amministrazione scegliere la dirigenza; tutto questo in linea teorica lo condividiamo, ma poi sappiamo che non succede affatto così, perché finora questo consiglio di amministrazione è stato un consiglio di amministrazione "a sovranità limitata" - per mutuare un'espressione della politica internazionale -, perché lo stesso deve rispondere, qui sì, all'azionista, ma l'azionista non è un azionista privato o un azionista qualsiasi! È una Regione la quale, esprimendosi attraverso un Governo e un Consiglio, ha il diritto-dovere di manifestare gli indirizzi politici di fondo: è questo che chiediamo e non sappiamo più come chiederlo!
Questo è un ennesimo tentativo; mi auguro che, dal fatto che all'interpellanza risponderà anche il Presidente della Regione, ci sia una risposta a tali questioni, anche perché non è una vicenda che investe soltanto il rapporto opposizione e assessore alle partecipazioni regionale, ma diventa una questione che riguarda un gruppo o i gruppi consiliari di opposizione e il Governo regionale! È una questione che riguarda la correttezza di rapporti fra l'opposizione in Consiglio e la maggioranza in Consiglio.
Credo che su tale tema tutto il Governo regionale e la maggioranza di questa Assemblea abbiano il diritto-dovere di dire quali sono gli orientamenti politici di fondo; poi avremo anche noi, come opposizioni, il diritto ed eventualmente il dovere di dire cosa pensiamo dei vostri intendimenti e quali sono i nostri intendimenti!
Tutte le altre questioni di cui si discute per ore in questo Consiglio in risposta alle nostre interpellanze sono tutte "successive"; prima bisogna capire che cosa il Governo regionale intende fare circa il casinò, come se lo immagina, come lo vede.
Président - La parole au Président de la Région, Perrin.
Perrin (UV) - Je n'entrerai pas dans les détails, mais je voudrais donner quelques indications et faire quelques considérations d'ordre général.
Le Gouvernement régional et la majorité qui l'a exprimé, ont éclairci les lignes politiques et les objectifs généraux concernant la Maison de jeu de Saint-Vincent déjà dans le programme de législature. La nature juridique et la forme de gestion sont définies. Le Conseiller s'interroge sur la nature; nous avons une loi, la loi n° 36/2001, qui a institué la société à capital public, société "Casinò de la Vallée", société par actions, et le cahier des charges approuvé par le Conseil le 14 avril 2003 a défini les rapports entre la Région et la société elle-même. La Région a donc fourni les ressources nécessaires pour l'essor de la maison de jeu et a défini aussi le modèle d'organisation que nous avons voulu donner à la maison de jeu. On n'a pas changé jusqu'à ce moment ces règles.
L'autre objectif est également affirmé: c'est l'achèvement des opérations d'achat et de location des biens de l'ensemble immobilier, revêtant un intérêt pour la maison de jeu - le "Grand Hôtel Billia", le Centre des congrès, le parking, autres immeubles source de revenu - dans le but de parvenir le plus tôt possible à la rupture de l'encerclement. Je crois que là les nouvelles de cette situation ont été données à ce Conseil et vous savez pertinemment quelles ont été les décisions que le Gouvernement a prises jusqu'à ce moment. Aussi la société a aujourd'hui un nouveau conseil d'administration, qui est chargé de définir les options les meilleures pour garantir le développement de la maison de jeu et de les mettre en œuvre. Le conseil d'administration jouit d'autonomie dans son activité, cela je peux l'affirmer, bien sûr dans le cadre des lignes de base qui ont été établies; d'une part, par l'organisation que nous nous sommes donnée et, d'autre part, aussi par les lignes indiquées par le Gouvernement régional.
Dans toutes les décisions concernant la maison de jeu la volonté de l'Exécutif est celle d'assurer le développement de l'entreprise "Casinò de la Vallée" ainsi qu'elle a été conçue. Volonté que le Gouvernement, dans son ensemble, exprime et réalise en fonction de la répartition des compétences qui a été opérée par le biais de l'Assesseur Marguerettaz et donc pour le respect des rôles et des compétences je cède la parole à l'Assesseur, pour qu'il donne les explications voulues.
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Credo che il Presidente abbia già introdotto tutti gli elementi che governeranno questo mio intervento, perché anche stamani nella precedente interpellanza relativamente al casinò ho sentito delle cose un po' singolari; ad esempio, ho sentito parlare di "cessione a privati", cosa che non abbiamo mai detto, mai scritto, mai pensato...
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
... che questo sia grave o meno, ognuno ha un proprio metro di giudizio, ma credo che qualcuno stia andando molto avanti!
Quando noi ragioniamo di "casinò", ragioniamo di un'azienda che è nata ormai parecchi decenni fa, azienda sulla quale il Consiglio regionale si è espresso ed ha già detto tutto quello che doveva dire; ha deliberato una legge regionale che istituiva una società per azioni della quale ha approvato poi lo statuto e conseguentemente un disciplinare dove è stato indicato tutto.
Ora mi si chiede qual è la dimensione che il Governo immagina di avere per il casinò; ma se voi cercate la parte che riguarda il personale, là si dice che la "Casinò S.p.a." si impegna a mantenere tutto il personale che era in servizio al 31 dicembre 2002. Da lì discende che l'obiettivo non è quello di comprimere l'attività, ma, se possibile, di mantenerla ed espanderla. Da questo punto di vista non abbiamo dubbi, non abbiamo come obiettivo quello di metterci le medaglie per un casinò più grande d'Europa o più grande del mondo, ma abbiamo un obiettivo che è quello di mantenere l'occupazione, di avere un'occupazione sempre più qualificata e di mantenere dei flussi di lavoro che siano adeguati con questo tipo di occupazione.
Quando mi si chiede che tipo di casinò immaginiamo, quindi più "slot machines", meno giochi lavorati... ma, anche qui, se leggete il disciplinare, c'è già scritto tutto! Pur modificando le percentuali di riparto dei proventi, è stato introdotto un meccanismo dove il casinò viene premiato se i giochi lavorati superano percentualmente le "slot machines"; quindi, da quel punto di vista, l'indirizzo è già stato dato privilegiando i giochi lavorati, ma per un semplice motivo: l'attività deve produrre occupazione.
Che tipo di attività volete che il casinò svolga? Anche lì, andate a leggere nel disciplinare come è stata normata l'attività che ha un collegamento con tutta l'attività promozionale della Valle d'Aosta, distinguerete una tipologia: manifestazione di produzione diretta, indiretta, prestigio, dove emergono indicazioni molto chiare. Questo tipo di attività non può limitarsi ad un'attività di promozione del gioco, non può limitarsi ad un'attività che sia esclusivamente quella di promuovere l'attività tipica, tant'è che sono state introdotte quelle manifestazioni di tipo indiretto e di prestigio che hanno una ricaduta turistico-culturale, per cui ci sono tutta una serie di avvenimenti che vengono organizzati all'interno della casa da gioco, che devono permettere al "sistema Valle d'Aosta" di avere delle positività. Anche lì, se guardate bene, queste manifestazioni sono organizzate da un comitato di promozione, dove i componenti sono l'Amministrazione regionale, i Comuni di Saint-Vincent e Châtillon e l'azienda; l'azienda affronta una serie di iniziative che - ricordo - per il 2004 sono di circa 40 miliardi, che è una cifra considerevole, con l'intervento delle comunità locali.
Se voi mettete in sequenza cose che sono già state indicate con chiarezza e approvate dal Consiglio regionale, capite che da questo punto di vista la linea è tracciata; dopodiché questo disciplinare potrà essere migliorato su tecnicismi. Non escludo che ci possano essere dei miglioramenti da apportare, perché abbiamo dei procedimenti, ad esempio sull'assunzione del personale c'è un regolamento che è stato approvato in Consiglio regionale, bisogna vedere oggi se quel tipo di regolamento è attuale, in quanto dobbiamo fare un'attività sempre più atta a professionalizzare certe mansioni. Ripeto, il disciplinare è un documento dal quale difficilmente dobbiamo scostarci. Sul fatto che si possa intervenire per migliorarlo, questa credo che, con il contributo di tutti, sia una cosa che è possibile fare.
Dal punto di vista della legge, che tipo di struttura politica, la S.p.a. pubblica... io non ho visto nel programma di maggioranza, non ho visto in atti amministrativi, non ho visto in espressioni da parte del Governo che si voglia modificare! I timori del Consigliere Lattanzi possono essere dei timori, ma credo che sarebbe poco nobile. Ho detto prima, nell'altra interpellanza, che ormai le cose da dire sono state dette, adesso bisogna metterle in pratica; oggi come oggi, tutto quello che si doveva dire sul casinò è stato detto, scritto e approvato dal Consiglio regionale!
Ci sono ovviamente dei passaggi - il piano di sviluppo - che sono in itinere, perché se c'è un certo tipo di risultato nelle trattative faremo certe considerazioni, se ce ne sono altre dovremo farne altre, ma quando mi si chiede se sono stati individuati gli obbiettivi e gli indirizzi politici di fondo, se non ci sono modifiche, sono gli stessi che sono stati dati prima! Quando abbiamo parlato del rinnovo del consiglio di amministrazione, nessuno ha parlato di uno stravolgimento degli indirizzi; abbiamo parlato di una maggiore incisività delle cose da fare, abbiamo parlato di un presidio e di una regolarizzazione del personale, non abbiamo detto che volevamo andare da una parte diversa rispetto a prima, io questo discorso non l'ho mai sentito! Ma se questo è il convincimento che venga espresso!
Oggi come oggi, tutti gli obiettivi politici ed aziendali sono fissati; se qualcuno ritiene che il contenuto del disciplinare non è più attuale e deve essere modificato, che lo dica! In caso contrario, si attenga agli atti approvati, perché l'Amministrazione parla per atti e per deliberazioni; tutto il resto rischia di fare solo confusione!
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Sicuramente rispetto a precedenti iniziative qualche elemento in questa occasione è emerso, ma non da farci ritenere soddisfatti delle risposte avute.
Voglio fare alcune osservazioni di carattere politico generale in ordine a questo tema, che è sicuramente di grande importanza, ma viene affrontato con una certa superficialità, forse da parte di tutti, forse da parte di tutto il Consiglio, sicuramente da parte del Governo regionale.
In sostanza, con la nostra iniziativa chiedevamo di conoscere l'orientamento del Governo regionale su 3 punti: sul ruolo che può avere il casinò sulla nostra regione, sulle dimensioni, sulla natura giuridico-gestionale. Dalle vostre risposte direi che solo in riferimento a questo ultimo tema è stata fatta chiarezza, perché vede, Assessore, in politica non vale il discorso che "chi tace acconsente"! In realtà, erano mesi - per non dire anni! - che non si sentiva dire da un Governo regionale che la natura pubblica con lo strumento privatistico veniva confermata; oggi lo abbiamo sentito, ne prendiamo atto! Non ha senso dire: "non lo abbiamo più detto, non lo abbiamo più scritto, quindi doveva essere quello il modello"! Lo abbiamo chiesto tante volte di confermarlo e di ripeterlo e noi non avevamo ancora sentito; questo è grave.
Perché la cosa era ed è particolarmente delicata? Perché lei, Assessore, non ha mancato in questa legislatura - ed è un suo diritto, di cui si assume la responsabilità politica, ovviamente - di prendere le distanze da quella che è stata la gestione passata del casinò e questo è avvenuto con una serie di iniziative, a proposito della "vicenda bilanci", e di dichiarazioni in Consiglio. Non era per nulla scontato, mi consenta, che questa indicazione sulla natura giuridico-gestionale pubblica, fatta attraverso un meccanismo di carattere privatistico che è la S.p.a., fosse riconfermata da questo Governo, perché in più occasioni lei ha tenuto, dal punto di vista politico, a rimarcare le differenze fra la sua gestione della "vicenda del casinò" e la gestione del Governo precedente! Questa è una valutazione politica e potrei chiarirla con decine di esempi! Si potrà poi discutere se è giusto che un ente pubblico faccia da biscazziere o che la Regione gestisca direttamente o meno il casinò...
Oggi apprendiamo, per la prima volta da quando si è costituito il nuovo Governo, che la natura pubblica non è messa in discussione e, rispetto alla risposta alla nostra domanda, ci accontentiamo. Ciò di cui invece non ci accontentiamo, perché non è stata data una risposta convincente, è sugli intendimenti che ha il Governo regionale circa il ruolo e le dimensioni del casinò. Cosa intendo dire? A mio giudizio non c'è una riflessione, in senso autocritico; può darsi che nessuno di noi sia riuscito a fare una riflessione compiuta sul ruolo sociale, sul ruolo economico, sul ruolo finanziario che ha la casa da gioco nella nostra regione, diamo tutti per scontato un certo tipo di casa da gioco. È mancata una qualche riflessione!
Un'osservazione, rispetto al discorso delle dimensioni - che poi è legato al ruolo - una volta che si sia inquadrato il ruolo, si sceglie una dimensione. Voi indirettamente la scegliete quando dite: "faremo di tutto per rompere l'accerchiamento, acquisire i beni che stanno intorno e quindi potenziare il casinò". Spero che voi abbiate dei dati, degli elementi, degli studi, per dire che questa è la scelta giusta, perché con i dati che abbiamo oggi in nostro possesso non sappiamo se ci sono - come è di moda dire oggi - "le condizioni di mercato", se ci sono le condizioni economiche, se ci sono le condizioni sociali e finanziarie per un ulteriore sviluppo, che significa poi un ingrandimento della casa da gioco e di quello che sta intorno, o non è piuttosto il caso - visto il proliferarsi dei casinò, visto che c'è la concorrenza delle "slot machines" dappertutto, visto che la gente va a giocare al lotto, eccetera - di immaginare un tipo di casinò dal punto di vista dimensionale più contenuto, ma che garantisca gli effetti positivi occupazionali sulla base di una maggiore attenzione verso i giochi lavorati, verso l'indotto, verso le sinergie che si devono creare con le comunità locali e con gli altri tipi di offerte turistiche. In questa regione il casinò può essere solo inserito in un ampio ventaglio di offerte turistiche; non vedo un altro ruolo a sé stante, non regge, ma proprio per i motivi che ci vengono indicati da chi nel casinò ci vive!
Credo che su questi temi, cioè sul ruolo e sul dimensionamento che ne discende, sia mancata un'analisi e un approfondimento: è questo che vi contestiamo, perché voi vi state dilungando ad occuparvi di cose tutte importanti, che sono state il rinnovo del consiglio di amministrazione, la scelta dei dirigenti, il discorso dell'accerchiamento... tutte questioni importanti, che però andrebbero affrontate nell'ambito di un ragionamento più generale sul ruolo che vogliamo dare alla casa da gioco.
Per questo dico che dalla vostra risposta abbiamo avuto un po' più di elementi, ma in termini percentuali minimi, perché non c'è chiarezza generale su dove si vuole andare ed io temo - e questa è forse la cosa che mi preoccupa di più - che non sia tanto perché non lo si voglia dire, ma perché non si hanno le idee chiare o, peggio, forse perché non si hanno idee! Se non si hanno idee, bisognerebbe forse fare una riflessione più ampia che concerna tutte le persone interessate al lavoro del casinò e tutte le persone che hanno qualcosa da dire circa il futuro delle case da gioco in generale e della nostra casa da gioco, in particolare.
