Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 497 del 24 marzo 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 497/XII - Incarico di consulenza per la definizione del programma triennale per lo sviluppo dell'industria e dell'artigianato. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso che

La Regione con deliberazione n. 663 dell'8 marzo ha affidato un incarico - con un impegno di spesa di € 19.250,00 basato su una previsione di consulenza per un massimo di 20 giornate - ad un docente universitario di sociologia a supporto della definizione del programma triennale per lo sviluppo dell'industria e dell'artigianato.

Il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

Il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per conoscere:

1) i motivi posti alla base dell'incarico citato in premessa;

2) quali sono le indicazioni politiche poste a fondamento del Piano in itinere;

3) quanto verrà definito il nuovo Piano;

4) se è intenzione della Giunta aprire, preliminarmente alla definizione del Piano, un confronto con tutte le forze politiche nella Commissione consiliare competente.

F.to: Frassy

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Assessore Ferraris, non so se lei ci dirà che questo è l'ultimo incarico che dà sull'industria, me lo potrei augurare per tanti versi, anche perché penso che la politica industriale di questi ultimi lustri non ci abbia portato molto avanti dal punto di vista delle aspettative che c'erano anche nei suoi intendimenti!

Devo dire che questa interpellanza nasce da una situazione che sta a metà strada fra la perplessità e l'incredibilità, e cercherò di spiegarmi meglio. In data 8 marzo, la Giunta, su sua proposta, ha conferito un incarico, uno dei tanti che vengono conferiti a soggetti esterni, ma ci preoccupa il fatto che questo incarico abbia ad oggetto le linee di indirizzo del programma triennale per lo sviluppo dell'industria e dell'artigianato. Perché dico questo? Perché normalmente le linee di indirizzo, Assessore, sono linee politiche; le linee di indirizzo dovrebbero essere l'"input" che la parte politica dà al tecnico, al fine di vedere concretizzato in qualche maniera quello che è il suo disegno, la sua suggestione politica. Invece, nel caso di specie, leggiamo nella convenzione che vengono chieste delle cose sulle quali pensavamo che l'Amministrazione avesse già fatto il punto.

"L'incarico a sostegno dei dirigenti…" - si legge - "… è per la definizione del programma triennale per lo sviluppo dell'industria e dell'artigianato, in particolare per la definizione di: valutazione della consistenza e caratteristiche del settore industriale e artigianale" … Assessore, per carità, noi possiamo incaricare tutti di fare tutto quello che riteniamo, ma se oggi la Regione non ha una situazione della consistenza e delle caratteristiche del settore industriale e artigianale, noi ci spieghiamo molte cose su quelli che sono i motivi che hanno portato ad una situazione di crisi dell'industria, situazione che non contestiamo, noi, dall'opposizione, ma che lo stesso sindacato e la stessa componente di Sinistra vicina al suo partito oggi "grida" sui giornali! Come facciamo a dire che deve essere valutata la consistenza e le caratteristiche del settore industriale?

Linee di indirizzo per lo sviluppo del settore produttivo… linee di indirizzo possono essere quelle di dire: "privilegiamo l'industria pesante piuttosto che l'industria delle tecnologie innovative", ma devono essere delle linee di indirizzo politico! Come fanno ad essere lasciate alla valutazione di un consulente le linee di indirizzo per lo sviluppo del settore produttivo?

Al punto 4, voi, con questa deliberazione, chiedete di raccordarsi con le politiche del lavoro. Noi, Assessore, leggendo tale deliberazione, abbiamo delle preoccupazioni e le abbiamo espresse nella domanda di questa interpellanza; abbiamo la sensazione che sulla politica industriale si stia "navigando a vista", in assenza di linee guida che competono al livello politico. Siamo convinti che non abbia senso conferire un incarico di questo genere, perché un incarico di questo genere, Assessore, conferito a questa persona, dà una risultanza che può essere diametralmente opposta se conferita ad una persona con una formazione politica, culturale, economica di diversa estrazione! È per quello che le domandiamo quali sono le indicazioni politiche poste a fondamento del piano, in quanto ci sembra paradossale che le debba dare un consulente esterno.

Vorremmo poi anche capire, in sostanza, se queste valutazioni - una volta che sarà approntato tale studio - potranno essere oggetto di un confronto preliminare con le forze politiche di questo Consiglio o se, invece, verranno poi calate con un atto di Giunta che dovrà essere ratificato dal Consiglio stesso. Queste sono le perplessità che stanno alla base di questa interpellanza… peraltro, carente da un punto di vista dei contenuti di settore, dobbiamo dire che invece è ricca per quanto riguarda gli emolumenti riconosciuti, perché se tutte queste cose riescono ad essere definite con prestazioni quantificate in un massimo di 20 giornate, Assessore, non penso che ci fosse bisogno di aspettare di trovarsi in questa situazione per arrivare a dare un incarico che, in 20 giornate, ci toglie dalla preoccupazione di capire quali sono le linee di politica industriale!

Auspichiamo, di conseguenza - come i suoi colleghi nel recente dibattito politico hanno detto, che su questi argomenti sono le ultime deliberazioni che loro danno - che sulla politica industriale questa sia l'ultima deliberazione di incarico, perché sulla politica industriale sarebbe forse opportuno che venissero effettuate delle valutazioni e dei confronti nell'ambito dei vari punti di vista delle varie forze politiche presenti in quest'aula!

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - In merito all'ultimo incarico ho un'altra aspirazione: riguarda un personaggio politico che non è sulla scena locale, ma nazionale… tutti capite qual è! Credo che non sia questo l'oggetto del contendere, anche perché venire a disegnare scenari negativi dell'industria locale si può fare, basta aprire i giornali…

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

… io vorrei che il Consigliere Frassy, che è persona attenta, aprisse i giornali non solo nella pagina locale valdostana, ma anche nella pagina del Piemonte, guardasse i dati generali!

Ho partecipato lunedì ad una riunione dei responsabili del settore industriale e nazionale; il quadro della situazione è preoccupante per tutti. Non vorrei ricordare al Consigliere Frassy - perché sicuramente lo sa - che le politiche industriali nazionali sono in capo alla maggioranza a cui lui fa riferimento, per cui direi "lavoriamo sapendo che ci sono dei problemi, ma non cerchiamo delle facili semplificazioni e non ironizziamo neanche su delle deliberazioni che hanno uno scopo ben preciso: fornire, come in tante altre situazioni, degli elementi utili, anche perché nessuno delega ad altri gli indirizzi di politica industriale".

La politica industriale la gestisce questa Giunta, questa maggioranza, che hanno realizzato una trasformazione del settore industriale negli anni '80 a fronte di una crisi che aveva praticamente chiuso tutte le aziende del settore; ora devono affrontare e gestire una situazione nuova, per il semplice fatto che vale per la Valle d'Aosta, vale per l'Italia, stanno cambiando dei modelli di sviluppo industriale. C'è la concorrenza della Cina, ci sono spostamenti di produzioni, che valgono per il nord-ovest come per il nord-est, dove è necessario cercare di affrontare questo tema puntando su produzioni a maggior valore aggiunto, di maggiore qualità e con maggiore contenuto di ricerca.

La consulenza in materia poi mi pare che sia una cosa del tutto normale in un contesto di questo genere, oltretutto utilizzando un professionista che ha alle spalle un'esperienza specifica su tale materia, che nel passato aveva collaborato anche con l'Agenzia del lavoro come consulente nel Comitato tecnico dell'Agenzia del lavoro e non aveva suscitato tutto questo clamore.

Cosa sta alla base di questo piano? Innanzitutto una notevole variazione; le politiche regionali in Valle, fino alla definizione della legge n. 6, prevedevano degli strumenti che non vedevano una programmazione su base pluriennale. Credo fosse anche una condivisione che avevamo avuto con il gruppo di "Forza Italia", che nella previsione della definizione della legge n. 6 ci fosse uno strumento di programmazione, e questo è quanto si fa. Ovviamente siamo in una fase iniziale, la programmazione la facciamo, abbiamo già un'esperienza sicuramente notevole in altri settori, quindi quando si parla di "consistenza del settore" e "valutazione dell'andamento del settore", non si ripete nient'altro di quanto è scritto nella legge; semmai, possiamo essere accusati di aver copiato quanto la legge prevede, perché è vero che abbiamo una conoscenza del settore nel suo complesso, però è necessario andare oltre e capire quali sono le dinamiche evolutive, quali sono gli effetti della politica e dei finanziamenti regionali, degli investimenti dei privati, quindi si tratta di fare un'indagine seria della nostra situazione sapendo che dobbiamo andare a verificare quali sono i punti di forza, quali sono i punti di debolezza dell'apparato industriale.

Teniamo conto anche che il modello a cui intendiamo ispirarci è fortemente concertativo. Abbiamo avuto una riunione ieri del "Patto per lo Sviluppo" e abbiamo posto ad uno dei primi punti all'ordine del giorno 2 questioni: il piano di politica del lavoro, che arriverà presto in quest'aula, e un confronto sui problemi del settore industriale che abbiamo avuto occasione di sfiorare nell'interpellanza precedentemente presentata dal Consigliere Tibaldi, in cui emerge tra le tante cose anche una necessità che abbiamo, che è quella di intervenire in un modo significativo sul piano del credito. Abbiamo degli strumenti oggi che incentivano gli investimenti, ma questo a fronte di un'impresa con una consistenza patrimoniale. Là dove c'è un'idea imprenditoriale positiva, ma l'imprenditore non ha patrimonio, noi non abbiamo strumenti per intervenire: questo vale per la nostra regione, come per il resto del paese.

Si tratta quindi di mettere in campo nuovi strumenti e di farlo soprattutto con un metodo, che è quello di non rifarsi solo a un consulente, ma anche attraverso un confronto con il mondo imprenditoriale - abbiamo già avuto degli incontri con gli imprenditori valdostani -, con le organizzazioni sindacali. È poi normale che nei momenti di crisi ci sia una normale dialettica; ho fatto anch'io il sindacalista e chiedevo cosa stesse facendo la Giunta regionale a fronte di una serie di questioni, quindi la storia la conosco e il Consigliere Frassy, che la conosce meglio di me, sorride!

Si dice, alla fine, quando verrà definito il piano: "al riguardo noi contiamo di avere un elaborato preliminare nei primi del mese di maggio"; per quanto riguarda invece l'intenzione della Giunta di aprire, preliminarmente alla definizione del Piano, un confronto con tutte le forze politiche nella commissione consiliare competente, mi permetto di dire - senza chiedere il permesso del Presidente della Regione - di essere assolutamente disponibile a questo tipo di confronto. Ritengo sia un interesse comune cercare di trovare delle soluzioni che consentano di attraversare una situazione difficile e credo che l'apporto di tutte le componenti di questo Consiglio sia utile in tale direzione. Do quindi la massima disponibilità ad affrontare, ovviamente in termini più puntuali, detta questione all'interno della commissione consiliare.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Per una breve replica, per prendere atto con soddisfazione che ci sarà la possibilità di confrontarci sulle linee di questa programmazione, che da noi erano state auspicate ed erano state fatte proprie nella legge n. 6/2003, che noi, come gruppo, avevamo sostenuto e votato favorevolmente.

Le perplessità che c'erano e che rimangono in questa interpellanza è che probabilmente questo incarico avrebbe dovuto essere preceduto da un minimo di valutazione e di confronto politico, perché - e ribadisco quanto espresso nelle premesse - così come è scritta la convenzione, poi non lo so se l'Assessore ha avuto modo di esprimere con una sua interpretazione verbale l'applicazione di questa convenzione, ma scrivere in convenzione che "il consulente deve definire le linee di indirizzo per lo sviluppo del settore produttivo", corriamo il rischio di avere un documento viziato da quella che è l'impostazione del consulente e, a seconda dell'estrazione del consulente, possiamo avere tanti differenti piani con contrastanti linee di indirizzo. Questo è il rischio che abbiamo individuato nel porre le domande dell'interpellanza e che, in parte, direi rimane.

Auspichiamo che il piano venga discusso nelle tempistiche indicate dall'Assessore, cioè prima dell'estate, anche perché parlando della situazione del comparto industriale, l'Assessore ci invita a guardarci attorno… io le dico: "guardiamoci pure attorno, ma consideriamo anche quello che stiamo facendo in termini finanziari in questa Regione come Amministrazione, rispetto a quello che non possono fare altre amministrazioni pubbliche"! La situazione della Valle d'Aosta, a fronte di una crisi generale dell'economia e dell'industria, in particolare a livello anche europeo - mondiale, dice qualcuno - è doppiamente drammatica per una serie di responsabilità politiche e finanziarie che noi abbiamo messo in campo e che ad altre latitudini non vengono messe in campo.

Rimandiamo perciò il confronto politico su questo aspetto al momento in cui potremo valutare le linee guida di questo piano triennale.