Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 496 del 24 marzo 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 496/XII - Aggiornamento dello studio per l'attuazione della terza fase di interventi presso l'Ospedale regionale di Viale Ginevra. (Interrogazione e Interpellanza)

Interrogazione

Vista la deliberazione di Giunta n. 506 del 23 febbraio 2004 con cui si conferisce alla Finaosta l'incarico di aggiornare lo studio inerente l'attuazione della terza fase di interventi presso il presidio ospedaliero di Viale Ginevra di Aosta, tenendo conto, tra l'altro, dei seguenti punti di attenzione:

- programmare la conclusione dei lavori in corso prima dell'avvio, nel 2006, della terza fase

- procedere ai lavori di ampliamento dell'ospedale direttamente, ricorrendo a fondi statali

- realizzare un parcheggio di circa 700 posti auto

- prevedere l'ampliamento dell'ospedale con la costruzione di un nuovo fabbricato per 130 posti letto;

Preso atto che l'iniziativa della proposta di delibera è stata assunta dall'Assessore alla Sanità Salute e Politiche Sociali, di concerto con l'Assessore al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche;

Preso atto che i costi previsti per tale studio ammontano ad oltre centomila euro;

Visto altresì che tale delibera ha registrato il voto contrario dell'Assessore all'Agricoltura, Risorse Naturali e Protezione Civile;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interroga

la Giunta per sapere:

1) quali sono le motivazioni del dissenso emerso in Giunta;

2) a quanto ammontano i costi finora sostenuti dalla Regione per pagare gli studi inerenti le diverse ipotesi di costruzione di un nuovo ospedale o di ampliamento dell'esistente.

F.to: Squarzino Secondina

Interpellanza

Premesso che

la Giunta ha affidato un nuovo incarico per l'esame della terza fase di intervento presso l'ospedale regionale di viale Ginevra, chiedendo, tra l'altro, la verifica dei tempi e dei modi dell'ampliamento.

Il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

il Presidente della Regione e l'Assessore alla sanità per conoscere:

1) entro quali tempi verrà consegnato lo studio in premessa;

2) quali sono i motivi che hanno indotto la Giunta, ad un anno da un precedente incarico di valutazione della terza fase, a commissionare un nuovo esame;

3) se siano state date indicazioni di massima sulle quali attivare il nuovo studio;

4) quale giudizio esprimono sulla terza fase così come ad oggi disegnata.

F.to: Frassy

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Anche qui l'argomento non è sicuramente nuovo; se per l'Aosta-Martigny si parla di 25 anni, penso che per l'Ospedale di viale Ginevra si parli di un tempo analogo, ma forse addirittura maggiore, perché le vicende da quando l'ospedale passò dall'Ordine Mauriziano alla Regione Valle d'Aosta sono quelle che ci portano a dire che più che una direzione sanitaria di quel presidio, è necessario forse parlare di una "direzione dei lavori" in termini di cantieristica, perché è un presidio ospedaliero che è stato caratterizzato, fin da quando l'Amministrazione regionale lo ha preso in proprietà, come un cantiere perenne.

È evidente che i tempi di questi interventi sono andati al di là delle prospettive dell'epoca, anche se i dibattiti ai quali partecipai, come amministratore comunale, erano abbastanza chiari su quelle che sarebbero state le conseguenze di una dilatazione infinita dei tempi per realizzare questa opera ciclopica. Avevamo evidenziato, all'epoca - penso che i fatti ci diano ragione a distanza di tanto tempo -, come il fare di una struttura sanitaria un cantiere continuo andasse a discapito di quella che era la funzionalità, ma soprattutto la tranquillità del luogo stesso. Oggi, forse, ci troviamo di fronte alla possibilità di fare un punto più sereno rispetto a quanto non sia accaduto nelle ultime legislature, anche perché penso che il cambio che c'è stato nell'ambito della Giunta sia significativo, non fosse altro per il fatto che porta ad assumere le responsabilità della sanità regionale la persona che ha vissuto "quel cantiere" da professionista e che forse ha anche capito le controindicazioni di gestire una fase che, alla fin fine, sembra non arrivare mai a conclusione.

La terza fase - che non è manco la fase finale, è la terza fase rispetto alla progettazione attuale, ma ci sono tutta una serie di problematiche che forse avrebbero bisogno di ulteriori fasi - allo stato attuale della programmazione di quei lavori dovrebbe decollare ad essere ottimisti nel 2006; io dico, più realisticamente, alla fine di questa legislatura, e avrebbe tutta una serie di problematiche legate all'impossibilità di chiuderla in tempi rapidi, perché andremmo a rivivere ciò che abbiamo già vissuto per la prima e per la seconda fase.

Pensiamo che sia il momento, essendo l'inizio della legislatura, di fare il punto di questa vicenda, tenendo presente che se l'Assessore Fosson ha ritenuto di assegnare un incarico per (cito): "l'aggiornamento dello studio inerente l'attuazione della terza fase", e arriva a questa determinazione quando già a gennaio 2003 era stato dato un incarico dal suo predecessore alla fine della scorsa legislatura di aggiornamento, probabilmente immaginiamo che abbia più di qualche perplessità sulla situazione attuale prevista dalla terza fase e contenuta nell'aggiornamento di cui alla deliberazione del gennaio 2003.

Dobbiamo dire che l'Assessore è stato molto ermetico nel confezionare questa deliberazione, ma è un'ermeticità che è un segnale dirompente in termini politici, nel senso che ci sembra di capire, pur essendo questa una deliberazione sintetica rispetto all'argomento, ma in queste 3 pagine fitte che richiamano tutta la storia - che parte dall''82 e termina con la deliberazione del gennaio 2003 - e chiudono in maniera repentina con "ha ritenuto opportuno pertanto conferire l'incarico" - come per dire: questa è una storia immensa -, poi l'Assessore non ci dice perché ha ritenuto opportuno conferire l'incarico a Finaosta per verificare le fasi progettuali attuali, per individuare tempi e modi e tecniche di finanziamento ottimali, dunque ci pare, dicevo, di capire due cose. La prima, che se l'Assessore vuole verificare le fasi progettuali, in qualche maniera non è convinto delle attuali impostazioni di questa terza fase, altrimenti non avrebbe avuto bisogno di verificare alcunché; la seconda, se vuole individuare tempi, modi, tecniche di finanziamento ottimale, evidentemente, Assessore Fosson, ha avuto qualche dubbio sull'impostazione della terza fase.

Al di là di queste situazioni tecniche che deduciamo da questa impostazione, c'è un dato politico che, senza voler far polemica o strumentalizzare alcunché, non può non sfuggire, perché quando noi apprendiamo che, a fronte di una deliberazione apparentemente "soft", perché fa la cronistoria e dice semplicemente che "si è ritenuto opportuno", leggiamo che l'Assessore Vicquéry, predecessore dell'Assessore Fosson, ha espresso parere contrario a questa vicenda, pensiamo che ci sia stato un confronto impegnativo su detta vicenda.

E visto che, Assessore Fosson e colleghi di Giunta - prima ancora che Consiglieri regionali - pensiamo che l'ospedale non sia cosa dell'Assessore di turno o della Giunta di turno, ma del Consiglio, in quanto questo rappresenta la comunità valdostana, e la sanità nell'ambito delle priorità di questa Amministrazione la metterei fra i primi posti, penso che questo dibattito che sicuramente c'è stato in Giunta, prima della Giunta, dopo la Giunta, debba essere portato all'attenzione del Consiglio regionale, perché sulla sanità valdostana ritengo che ognuno di noi abbia più di qualcosa da dire.

Noi abbiamo innescato l'attenzione su questo provvedimento con una interpellanza; forse sarebbe stato più opportuna una mozione, ma una mozione, in assenza di una documentazione significativa, ci portava a ripetere posizioni politiche già note, senza apportare alcunché. Perciò, a conclusione di questa illustrazione dei motivi che ci hanno portato a predisporre la interpellanza e in attesa che l'Assessore ci dia le risposte puntuali ai 4 punti da noi individuati nell'interpellanza, vorremmo invitare l'Assessore Fosson, una volta che questo studio sarà confezionato, di dibatterlo; di dibatterlo nelle commissioni, ma direi anche di dedicare una mezza giornata ad un confronto politico in aula, perché penso che sulla sanità il confronto sia necessario e non necessariamente deve passare attraverso gli schematismi partitici!

Penso che sulla funzionalità della sanità in Valle d'Aosta non ci siano ideologie, come ci possono essere sulla scuola o sulla "riforma Moratti"; la sanità o funziona o non funziona, e per farla funzionare è necessario arrivare a certe conclusioni piuttosto che ad altre. Non aggiungo altro, perché questa è un'interpellanza di tipo conoscitivo rispetto a quello che sta "bollendo in pentola", perciò un'eventuale replica me la riservo alla luce della risposta che l'Assessore vorrà fornire.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Avevo già parlato di questo studio per rispondere ad un'interpellanza della Consigliera Squarzino, proprio su dichiarazioni a questo proposito e l'avevamo definita una "mise à point".

Vorrei che su questo argomento fosse giunto il momento - il Consigliere Frassy lo ha detto molto bene - o comunque che ci fosse la possibilità di fare un punto molto sereno; è chiaro che è una situazione con dei punti di partenza difficili: la vertenza Mauriziano, la struttura di Aosta, la sua configurazione geografica... Vorrei proprio che su questo si facesse un punto sulla situazione molto sereno fra tutti, proprio per l'importanza della sanità, che non è compito di un partito, ma penso sia una risorsa e una possibilità per tutti. Dico quindi, fatte queste premesse, che questo studio che la Giunta ha deliberato di fare, è un aggiornamento delle ipotesi previste negli ultimi studi.

Risponderò forse in modo un po' disordinato alle questioni, ma cercherò di rispondere a tutte. La prima questione della Consigliera Squarzino è sulle spese e sui precedenti studi. Gli ultimi studi del 1999 e anche questi del 2003 avevano, come preoccupazione principale, quella di verificare se un "projet financing" fosse stato percorribile per trovare i finanziamenti che avrebbero permesso di realizzare facilmente questa struttura. Questi studi - come sapete - hanno definito che non è di pubblico interesse il "projet financing", per cui si è chiuso un capitolo.

L'ultimo studio, citato dal Consigliere Frassy, terminava dicendo che c'erano delle preoccupazioni e sottoponeva all'attenzione della Giunta e del Consiglio alcuni termini, ne cito qualcuno: "è ravvisata l'opportunità di costituire un gruppo di lavoro con il Comune di Aosta e con professionisti esterni"; "la stima dell'intervento strutturale per la realizzazione di circa 10.000 metri quadrati, di cui 40,8 milioni per la costruzione del nuovo fabbricato per 130 posti e 25,5 milioni di euro per la ristrutturazione"; questo studio che è terminato nel 2003 non chiudeva tutto l'argomento, non era giunto ad una definizione completa delle varie fasi, di dove costruire la terza fase, di dove localizzare alcuni servizi. Ad esempio, il fatto che partirà il lavoro di ristrutturazione, come ho già detto, delle sale operatorie, prevede che questo studio precedente, che aveva previsto la localizzazione delle sale operatorie in questa terza ala, sia un poco da rivedere, così come la centrale termica e il Pronto soccorso rifatto. Se la terza fase fosse realizzata verso Saint-Martin de Corléans, si creerebbe il problema dell'accesso all'ospedale: dove si entra?

Per rispondere globalmente a quel primo quesito che dicevo, è vero sono stati spesi tanti soldi per questi studi dal '92 ad oggi, in totale sono 820.000 euro di studi su fattibilità e su ipotesi dell'ospedale, però non sono stati soldi completamente persi in quanto, intanto, come ho detto prima, hanno posto delle premesse più che valide, ma soprattutto questi soldi sono soldi di investimento, perché sono stati destinati anche a sostenere delle richieste di finanziamento avanzate dalla Regione al Ministero.

In seguito anche a questi studi, lo Stato ha destinato 90 miliardi di lire all'edilizia sanitaria in Valle d'Aosta, in particolare per la "Radioterapia", il "triangolo", la centrale termica, soldi che sono già stati ampiamente spesi. Alla luce di questo e della mancata definizione completa di alcuni problemi, proprio con un atteggiamento estremamente sereno, ma con il desiderio di concludere qualcosa, è stato deciso di istituire questo gruppo di lavoro che vuole solo - discutendo con tutte le forze quando lo studio sarà presentato - proseguire le indicazioni degli studi precedenti, attualizzando le ipotesi che erano state formulate, partendo sempre - questo il programma di legislatura lo dice chiaramente - dalla ferma decisione di concentrare in Viale Ginevra tutti gli interventi per acuti, cioè l'ospedale nuovo è sempre quello di Viale Ginevra perché dopo gli ultimi investimenti fatti sarebbe per il momento improprio delocalizzare questa struttura.

Fatto questo primo ordine di argomenti, vorrei fare altri due gruppi di argomenti da discutere, cioè intanto è necessario fare una revisione funzionale dell'esistente, perché? Ora questo può essere paradossale, ma in sanità, negli ultimi anni, sono cambiate radicalmente alcune tempistiche, alcuni modelli di cura. Sono cambiati intanto alcuni parametri sanitari; è del "Sole 24Ore" di lunedì un titolo sulla sanità che riferisce: "Più cure a casa e meno in corsia", cioè il numero dei posti letto, 130, ipotizzati da "Limacher" un anno fa, probabilmente sono in eccesso, cioè va fatta una revisione di tutti i numeri di posti letto perché con le terapie rapide, con gli interventi chirurgici a tempi abbreviati, sono diminuiti in modo importante in tutta Italia i numeri dei ricoveri a favore dei ricoveri giornalieri, cosiddetti "day hospital", che sono passati dal 2% al 6% dei posti dedicati in Italia. Purtroppo in questo articolo si evidenzia che la Valle d'Aosta ha ancora una degenza media più alta di altre regioni, questo anche per un problema di mancanza di posti letto per malati cronici, cosa che voi tutti sapete. Comunque non bisogna non rendersi conto di questo fatto: che sono cambiati alcuni parametri sanitari importanti e forse cambieranno ancora, ma in questo momento il pensare ad un grosso Ospedale, con moltissimi posti letto, non è più attuale.

Bisogna anche dire che sui precedenti studi gravano considerazioni che non possiamo non fare, tutti serenamente le dobbiamo fare. Intanto, come già citato, ci sono dei ritardi nel ruolino di marcia perché probabilmente nel 2006 il cantiere della "Radioterapia" non sarà terminato, il cantiere del "triangolo" che doveva essere finito nel 2003 non è ancora iniziato, il problema stesso della "Radioterapia" e del grosso cantiere che in questo momento è aperto, pone dei problemi e già viene chiesta una variante di alcune indicazioni progettuali: questo perché - e arrivo all'altra considerazione, già citata più volte - il costruire in un Ospedale che vive provoca dei disagi ai malati che nessuno poteva prevedere prima, ma costruire, usare un martello pneumatico là, dove una persona versa in condizioni di precaria salute, sicuramente non facilita il lavoro.

Giungerei a un terzo ordine di fattori che sta diventando sempre più importante. Abbiamo sempre più evidente l'urgenza di riportare i reparti che sono concentrati nell'Ospedale "Beauregard" nel nucleo centrale che è quello di Viale Ginevra. Mi riferisco soprattutto alle strutture della ginecologia ed ostetricia, in cui c'è una sala operatoria 24 ore su 24, dove c'è un anestesista, un cardiologo, un laboratorio, dove ci sono problemi di trasporto, di pronto soccorso, e mi riferisco anche ad una struttura come quella della gastroenterologia che effettua gastroscopie ed esami a rischio, e che le gastroscopie in urgenza le deve effettuare in Viale Ginevra perché ha bisogno di una rianimazione. Pertanto, in una regione in cui ci sono 120.000 abitanti, avere 2 sedi per acuti capite che è una cosa che non potrà più reggere per molto tempo, è una spesa enorme, per cui l'emergenza e l'urgenza di riportare nei tempi più rapidi il "Beauregard" nella sede centrale di Viale Ginevra diventa determinante.

Il desiderio nostro e quello di tutti, ognuno a suo modo, è quello di avere al più presto un Ospedale funzionale e questo vorrei chiarirlo - lo si dice nella deliberazione - probabilmente per tempi medi, nel senso che ormai l'alterazione tecnologica delle strutture ospedaliere è talmente rapida, che fra 20-30 anni ci troveremo di nuovo a riprogettare un ospedale o a fare un ripensamento sull'ospedale. Per tutte queste considerazioni abbiamo deliberato l'istituzione di un gruppo tecnico pluridisciplinare, un gruppo che prevede un responsabile della sanità, un responsabile dei lavori pubblici; è stato ancora consegnato a Finaosta proprio perché già gli studi precedenti erano stati commissionati a Finaosta, quindi anche per una continuità oltre che per una facilità di movimento. Vorremmo portare a compimento nel tempo più breve possibile le scelte strategiche operate in passato, facendolo con decisioni coerenti ed attuali.

Lei ha preannunciato che ci saranno dei movimenti in Giunta, non lo so, può essere, però credo - questo è un impegno che mi prendo di fronte a tutti - che sarà l'unico studio sulla materia che provvederò a fare in questi anni e mi è sembrato logico, dovendo essere consegnato entro il 30 giugno, doverlo presentare, se il Presidente è d'accordo, a tutti i gruppi per discuterlo insieme.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Credo che se si discutesse con calma analizzando i vari problemi, alla fine una linea di azione comune dovrebbe risultare. Mi ero preparata tutta una risposta, pensando alla deliberazione, però, sollecitata dall'intervento dell'Assessore, preferisco affrontare altri punti e poi semmai ritorno alla conclusione del mio tempo su alcuni altri aspetti.

Nel suo intervento, l'Assessore ha messo l'accento su una serie di problemi che noi condividiamo, problemi su cui noi, già 10 anni fa, avevamo concentrato l'attenzione e proprio perché eravamo attenti a quei problemi, avevamo individuato una soluzione ben precisa: l'ospedale nuovo. Cosa ha detto l'Assessore, che del resto condivido? Bisogna concentrare i reparti per acuti; ma certo, non ha senso avere 2 ospedali per acuti, uno al "Beauregard" e uno in Viale Ginevra! Bisogna che ci sia un unico luogo dove tutti i reparti per acuti siano radunati insieme: questo era un obiettivo che andava raggiunto il più presto possibile, come ha detto l'Assessore. Nel momento in cui si era di fronte a questo obiettivo, ciascuno ha cercato di trovare una soluzione e si è fatto un ragionamento molto semplice, sulla base proprio dei problemi che l'Assessore ha evidenziato.

Primo problema: operare in una vecchia struttura funzionante è veramente un disagio enorme. Mi stupisce che l'Assessore dica: "nessuno poteva prevedere che i degenti avrebbero avuto dei disagi derivanti dal fatto che si lavorava sotto o sopra i vari reparti". Onestamente, qualunque persona che si fosse messa lì, a fare un piano di interventi, capiva che non si poteva rifare ad esempio tutto l'impianto degli ascensori senza martellare i reparti vicini, quindi questo disagio degli utenti per i lavori in corso era preventivato ed era proprio cieco colui che non l'ha visto, cieca la maggioranza che non lo ha voluto affrontare o che ha fatto finta di non vedere!

Terzo elemento che lei oggi ha detto implicitamente: i tempi lunghi. Questi lavori, preventivati, organizzati secondo un piano preciso, sono lavori che richiedono almeno il doppio del tempo preventivato, e lei stesso lo ha detto. Il "triangolo" che doveva essere finito per il 2003 non è ancora cominciato, perché? Lo sappiamo che pone problemi! Lei dice che anche la "Radioterapia" pone problemi, io non so se lei ha visto, ma sicuramente i tecnici lo sapevano - se lo sapevamo noi, poveretti, che ci occupavamo dall'esterno delle cose! -, sicuramente i suoi tecnici sanno che quel suolo non è sicuro, non c'è sotto la roccia. Quello è un suolo sabbioso, per cui anche costruire lì le fondamenta bisogna fare un lavoro enorme, perché abbiamo visto che quando si è ristrutturata la palazzina "Infetti", ci sono stati degli assestamenti da fare perché il muro tendeva ad abbassarsi da una parte: questo per dire che, già 10 anni fa, questi dati c'erano e sono stati miopi quelli che hanno pensato di risolvere il problema senza tenerne conto!

So che lei è onesto intellettualmente, Assessore, questo è un pregiudizio positivo che ho nei suoi confronti; le chiedo allora di riflettere su 2 dati che lei ha dato oggi. Primo, lei ha detto: "in tempi rapidi noi dobbiamo concentrare i reparti degli acuti". Tenendo conto anche della deliberazione approvata, è chiaro che si dice che prima del 2006 non saranno finiti gli attuali lavori, già nella procedura si dice che i parcheggi non possono essere fatti contemporaneamente, altrimenti ci sarebbe una concentrazione di cantieri, ma soprattutto solo dopo che tutti i lavori di ristrutturazione in Viale Ginevra sono terminati, si può pensare di fare quegli interventi per portare i reparti del "Beauregard". Nel 2006 o nel 2008, a fine legislatura, si può cominciare allora a pensare di programmare la terza fase, di portare lì, quei reparti… quindi andiamo dal 2008 al 2010? Al 2015? Andiamo al 2015 e lei dice "fra 20 anni", quindi nel 2025 dovremo già riprogettare l'ospedale; per cui noi avremmo finito tutto nel 2015 e dopo pochi anni bisogna ripensare all'ospedale nuovo! Questo mi sembra un dato su cui occorrerebbe riflettere.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Sì, una breve replica, anche perché l'Assessore si è dilungato nei dettagli molto più nelle riunioni di maggioranza e di Giunta, rispetto a quanto non abbia fatto nella risposta alla nostra interpellanza, nel senso che questi dettagli li analizzeremo nel momento in cui questa revisione, che dovrebbe essere l'ultima, almeno per quel che consta all'Assessore Fosson, sarà pronta.

Noi però vogliamo fare queste considerazioni. Intanto prendiamo atto che l'ala destra della Giunta è quella più virtuosa, perché sull'Aosta-Martigny dopo 20 anni di incarico l'Assessore Caveri ha detto: "è l'ultimo incarico"…

(interruzione dell'Assessore Caveri, fuori microfono)

… se non va avanti, se va avanti… su Marguerettaz ne parleremo anche dopo! Sull'ospedale dopo 20 anni di studi e 820.000 euro di incarichi, l'Assessore Fosson ha detto: "per quel che mi riguarda, questo è il punto finale che faccio su questo argomento, dopodiché o le cose vanno in una certa maniera o non abbiamo capito quale sia l'alternativa…".

Al di là di queste battute, noi, anni fa, avevamo espresso la convinzione che non fosse opportuno concentrare una mole di interventi così importanti su quel presidio ospedaliero, ma non perché avessimo avuto un'intuizione, perché guardandoci attorno, sulla base di quello che accadeva in Italia, ma anche all'estero, c'era la tendenza di costruire ospedali nuovi su aree che potevano ospitare una volumetria doppia. In America, una volta che è finito l'ospedale, iniziano a pensare ad un nuovo ospedale. L'ospedale viene costruito con tempi lunghi, ma i progressi della scienza sono in tempi brevi; di conseguenza, a rivoluzionare tutto conviene a quel punto creare dei blocchi nuovi. Questo, ovviamente, in Viale Ginevra non poteva essere fatto.

Abbiamo anche un sospetto politico, Assessore: che i suoi predecessori ci abbiano "sguazzato" in questa vicenda, perché da un punto di vista politico elettorale la scelta dei piccoli appalti o perlomeno degli appalti reiterati, delle manutenzioni ordinarie piuttosto che straordinarie, consentiva, anche a chi gestiva la sanità, di mantenere determinati collegamenti con un certo mondo dell'indotto edile, che sappiamo in questa regione ha sempre contribuito a fare la fortuna o la sfortuna dei vari politici di turno, soprattutto di quelli del suo nuovo partito, Assessore!

Siamo convinti che il 30 giugno 2004 possa essere una data importante, perché capisco che stiamo ragionando nella patria dell'autonomia "in forma mentis" da "petit comité", ma che il piano di sviluppo del casinò debba stare 6 mesi in Giunta e poi dopo - forse - vada in Consiglio, che il piano di ripensamento della chiusura di questa operazione dell'ospedale possa andare in Consiglio se il Presidente voglia… ecco, io mi auguro che il Presidente dopo, chiedendo la parola, dia il suo "placet" in questa sede in maniera solenne, perché se ci rimettiamo a queste successive volontà sarebbe paradossale! È positivo discutere, è positivo confrontarci, si può fare il dibattito forse in una fase successiva, ma una prevalutazione, una precomunicazione in commissione penso sia doverosa, e lo dico per una valutazione semplicissima.

Voi, qui, state impegnando delle risorse che, anche se sono assegnate alla Giunta, sono risorse stanziate da questo Consiglio. Il problema della sanità penso debba essere oggetto di un confronto ampio, quello studio potrà dire tutto e il contrario di tutto, ma quello studio penso che, prima ancora di essere oggetto di una valutazione - che la Giunta dovrà ovviamente esprimere - possa essere portato a conoscenza e al confronto della commissione, per arricchire anche quelli che sono i punti di vista sulla conclusione di questa "vicenda infinita"!

Noi ipotizzavamo, agli albori, una soluzione diversa; oggi, dobbiamo essere realisti. La collega Squarzino forse è ancora un po' ancorata e innamorata a questo sogno "d'antan", ma è superato secondo il nostro punto di vista politico da quelli che sono i fatti e i misfatti dell'Assessore Vicquéry! I fatti e i misfatti dell'Assessore Vicquéry in materia di sanità appartengono purtroppo alla storia comune di questa regione e oggi sarebbe un assurdo ripartire da zero! Penso che si debba recuperare tutto ciò che è recuperabile e visto che, per fortuna, i fatti hanno smentito l'Assessore Vicquéry, perché secondo l'Assessore Vicquéry oggi la terza fase sarebbe stata alle battute finali - per fortuna non è manco partita perché la seconda fase è ancora in alto mare! -, abbiamo la possibilità di salvare quello che si può salvare nella redistribuzione degli spazi, perché la follia di far scendere l'ospedale con una serie di ulteriori schiere fino al fronte di Via Saint-Martin, mi auguro che possa essere oggetto di ripensamento con l'utilizzazione di quegli spazi liberi, pochi, che ci sono intorno all'ospedale.

Il dibattito, su questo, lo si faceva anni fa: è la zona della vecchia "Palestra Coni", è la zona del parcheggio pluripiano, che potrebbero veder nascere un cantiere che non interferisce con la gestione sanitaria e ci permette di chiudere questa parentesi infinita! È una suggestione? Noi pensiamo che sia una suggestione sulla quale possono essere fatte considerazioni suffragate anche da elementi di tipo tecnico sulla fattibilità di questa suggestione. Noi diciamo che in tutta questa vicenda vediamo un dato positivo: che la terza fase viene messa nuovamente in discussione. Se concorderemo su quelle che saranno le nuove impostazioni, è prematuro dirlo adesso; diamo la nostra disponibilità ad esprimere le nostre valutazioni, alla luce di quelle che saranno le indicazioni che emergeranno da quel piano e dal dibattito che ne verrà.

Riconosciamo, in questo momento, semplicemente il lato positivo di aver avuto la volontà politica di rimettere in discussione un meccanismo arenatosi per l'impossibilità di portarlo avanti con quella programmazione; perciò, con questa considerazione e con l'auspicio di ritrovarci a giugno, o poco dopo, ad approfondire la tematica, esprimiamo una soddisfazione di prospettiva rispetto a quello che potrà essere il futuro della terza fase.