Oggetto del Consiglio n. 493 del 24 marzo 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 493/XII - Situazione economica e finanziaria della Tecdis di Châtillon. (Interpellanza)
Interpellanza
Preso atto della grave situazione economica e finanziaria in cui versa la TECDIS di Châtillon, industria dedita alla produzione di schermi a cristalli liquidi;
Constatate le numerose provvidenze economiche erogate dalla Regione alla TECDIS, sin dalla costruzione dello stabilimento in Châtillon (convenzione del 1986) e a seguire negli anni successivi;
Appreso che il vertice dell'azienda, in un recente incontro con l'assessore regionale e con le parti sindacali, avrebbe dichiarato che "il portafoglio ordini è comunque esplosivo";
tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore delegato per sapere:
1) quali considerazioni esprime sulla situazione di grave crisi sofferta anche da questa industria valdostana;
2) per quali ragioni, ipotizzando che il portafoglio ordini sia effettivamente "esplosivo", permane - nonostante i diversi interventi assistenzialistici della Regione - uno stato di crisi, dal quale l'azienda sembra non riuscire a emergere;
3) quali sono gli eventuali intendimenti della Giunta regionale.
F.to: Tibaldi
Président - La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - L'interpellanza in oggetto ripropone l'ennesimo atto ispettivo nei confronti di una realtà industriale della media Valle e non solo - possiamo dire della Valle d'Aosta - che ha una sua importanza, sia in termini produttivi, sia in termini occupazionali e sociali. Ecco perché attraverso questa interpellanza intendiamo fare il punto della situazione a distanza di un anno, quando avevamo già evidenziato una serie di disagi che si stavano verificando presso questa azienda.
Possiamo dire che la situazione economico-finanziaria non è delle più felici; in particolare, ci si potrebbe soffermare su una sorta di fotografia che abbiamo fatto in questo periodo su alcune disfunzioni più o meno gravi che stanno accadendo nell'ambito dello stabilimento, sia per quanto riguarda la gestione vera e propria, sia per quanto riguarda i rapporti con il personale. L'Assessore - immagino - nella sua risposta articolata ci darà poi una sua fotografia, confermando o smentendo quelle che sono delle situazioni particolari che noi abbiamo verificato. Una, prima, la si evince già dalla premessa della stessa interpellanza, dove nel corso di un recente incontro con lo stesso Assessore regionale e con le parti sindacali, nonostante le difficoltà manifeste dell'azienda, il titolare avrebbe dichiarato che il portafoglio ordini è comunque esplosivo, cioè ci sono commesse nonostante tutto. Vorremmo che non fosse "esplosiva" un'altra situazione, piuttosto che il portafoglio ordini!
Proprio parlando di commesse, recentemente si poteva anche evincere da "Il Sole 24Ore" che l'ENEL sta diffondendo il cosiddetto "contatore intelligente", un contatore tutto italiano per evitare consumi esosi, anzi per mettere consumi più flessibili, limitare il rischio di interruzioni e soprattutto per permettere controlli a distanza. Già sappiamo che una commessa ENEL importante era stata attribuita, a tal fine, per lo studio e la produzione di "display" a cristalli liquidi alla "Tecdis" di Châtillon; ora, questa commessa risulta in fase di stallo per 2 ragioni: la prima, ritardi dell'ente elettrico nell'installazione dei contatori digitali e questi ritardi sono rilevabili anche dagli articoli di stampa, fra i quali quello che ho citato, "Il Sole 24Ore", ma il problema più grave sembrerebbe quello legato alla qualità tecnologica inerente le forniture, cioè una qualità che non sarebbe all'altezza delle richieste del committente.
Allora una prima osservazione sorge spontanea. Potremmo dire: "tutti i soldi e tutte le risorse che sono state impegnate per lo studio, la ricerca e in particolare per il "Centro Dora", per la "Dora S.p.a.", che è la società affiliata alla "Tecdis", la quale si occupa di studio, di ricerca, di individuare quelle che sono le tecnologie innovative? - ci sorge questo dubbio - ? come sono stati utilizzati e destinati se, oggi come oggi, l'ENEL lamenterebbe problemi di qualità tecnologica inerenti forniture di questo tipo, tant'è che è in fase di stallo la produzione di "display"".
Vi sono poi altre commesse, la più importante è quella della "Vitaminic", di un gruppo spagnolo che si occupa di telefonia e che è il principale cliente di "Tecdis". Sulla prima e sulla seconda fornitura non ci sono stati problemi, ve ne sarebbero ora sulla terza fornitura, anche qui, legati all'aspetto qualitativo; quindi l'aspetto qualitativo vogliamo collegarlo, se non direttamente, comunque collegarlo alla "Tecdis" attraverso la sua società affiliata, che è la "Dora S.p.a.", fra l'altro controllata da una multinazionale di tutto rispetto, che è la "STMicroelectronics", controllata al 100%.
Vi sono, inoltre, tutta una serie di situazioni di disagio, che elenchiamo di seguito. I pagamenti degli stipendi sono sempre in ritardo, molte volte la produzione rallenta e alcune volte si ferma a causa della mancanza di materiale, pur essendoci ordini in portafoglio, secondo quanto dichiarato dallo stesso titolare dell'azienda; pare che diversi fornitori siano stufi di certi pagamenti in ritardo e inviino la merce solo dopo bonifico. Molte volte, per risparmiare, le materie prime che vengono acquistate per la produzione sembra che siano di qualità scadente: questo si ripercuote sul prodotto finito e si collega con il discorso che facevo prima, con conseguente scarto di materiale e lamentele da parte degli acquirenti. Sull'esposizione finanziaria, che sembra un problema diffuso anche per una certa indisponibilità degli istituti di credito, come aveva segnalato l'Assessore nella scorsa seduta? l'esposizione finanziaria dell'azienda oscilla su una cifra piuttosto elevata.
Il ricorso all'intervento di "Aosta Factor" per soddisfare le esigenze di liquidità è ormai all'ordine del giorno. Sul fatto che non stiano pagando l'affitto dell'immobile della Regione, lo abbiamo rilevato da più di un'interrogazione presentata allo stesso Assessore sull'utilizzo degli immobili regionali, fra questi anche la "Tecdis", che quindi è morosa per quanto riguarda il pagamento dei canoni di affitto. Sempre in riferimento agli aspetti della tecnologia e dell'innovazione, ad esempio il polarizzatore liquido, che sembrava essere uno dei punti di forza di questa tecnologia avanzata di "Tecdis", acquistato da circa 2 anni, non risulta essere mai stato usato. Le ragioni qui elencate vanno anche a ripercuotersi su quelli che sono i rapporti interni; ad esempio, alcuni dirigenti, pur essendo in pensione, mantengono lauti incarichi di consulenza; gli stessi sindacati in maniera più o meno esplicita hanno chiesto di utilizzare personale interno per economizzare, quindi una soluzione che viene addirittura proposta dai sindacati. Sul fatto che 2 componenti del Consiglio di amministrazione avrebbero dato le dimissioni prima di Natale, cambiando anche l'assetto amministrativo, non si sa per quali ragioni, comunque si è creato uno smottamento a livello di "management" interno.
Sono queste, in sintesi, le ragioni che ci inducono a chiedere all'Assessore quali considerazioni esprime su questa situazione; situazione che, peraltro, la stessa Giunta aveva dichiarato di "grave crisi" con una deliberazione dell'ottobre 2002, la quale si riferiva in particolare alla "Dora S.p.a." e che definiva l'attuale situazione finanziaria dell'impresa "critica e finanziariamente da tenere sotto controllo". Situazione finanziaria che penso l'Assessore abbia monitorato e sulla quale gli interventi che abbiamo definito "assistenziali" nei confronti di questa realtà, non sembra abbiano prodotto i risultati auspicati.
È vero che il momento congiunturale è difficile, però, se facciamo un ragionamento sulla qualità - ovvero dobbiamo puntare su nicchie di qualità e investire in direzione di ricerca e innovazione, perché questa è la sfida del futuro, come è stato dichiarato dallo stesso Amministratore delegato, rivolta soprattutto alle multinazionali giapponesi - mi sembra di poter dire che i risultati, alla luce di certe informazioni che ci sono pervenute, non siano quelli finora attesi.
Con questa interpellanza poniamo i 3 quesiti che sono qui elencati e, in particolare, quali sono gli eventuali intendimenti della Giunta in materia. Con "eventuali intendimenti" non vogliamo alimentare quello che è il circuito assistenzialistico, che è stato costruito dal 1986 ad oggi, ma vogliamo sapere se, oltre alle considerazioni che esprimerà, vi sono degli intendimenti in merito a questa realtà produttiva valdostana.
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Innanzitutto vorrei fare una premessa. Diceva prima il Consigliere Tibaldi che in genere rispondo con risposte articolate. Ora, il livello di articolazione delle mie risposte non arriva però a rispondere anche ai quesiti che non sono posti nell'interpellanza; per cui, su alcune cose, potrò rispondere, su altre, mi riservo di fare degli opportuni approfondimenti.
Il Consigliere Tibaldi diceva già una cosa di fondo: ci troviamo, nel caso della "Tecdis" - che è un caso regionale, ma può essere generalizzato anche uscendo dai confini della Valle - di fronte ad una situazione di aziende che, a fronte di una stagnazione del mercato durata parecchio tempo, hanno possibilità di espansione sul mercato, ma si trovano in crisi di liquidità con i problemi precedentemente citati: problemi di pagamento dei fornitori, di razionamento degli stipendi; si devono centellinare in qualche modo le risorse, con il rischio di non riuscire a rispondere appieno a quelle che sono le richieste del mercato. È un problema generale, rispetto al quale credo sia necessario, come Regione e come "sistema Paese", individuare e trovare delle risposte, perché un conto è l'azienda decotta che non ha mercato, altro conto è invece l'azienda che ha mercato e ha difficoltà di risposta del mercato, proprio conseguentemente a problemi di carattere finanziario, quindi non di carattere tecnologico o di mercato.
Per venire alle risposte specifiche, aggiungo anche che, rispetto alla "situazione Tecdis", ci sono ricorrenti incontri con le organizzazioni sindacali, e fra le stesse è l'amministratore delegato dell'azienda, per cui direi che è un caso che viene seguito con particolare attenzione.
Questa azienda, come è noto, opera nel settore dei "display" a cristalli liquidi, ed essendo l'unico produttore europeo, cerca di orientarsi verso nicchie di mercato, quindi un mercato monopolizzato dai colossi giapponesi, coreani e taiwanesi, e di trovare delle soluzioni di mercato che siano confacenti alle due dimensioni e ai propri livelli tecnologici. Il mercato oggi richiede delle specifiche che vanno, rispetto alla possibilità di avere dei "display", a consumi ridotti, riduzione degli spessori, un "design" compatto, "full color", quindi avere un prodotto che sia non di massa, ma un prodotto di nicchia. Sono stati attivati dei progetti di ricerca, uno è stato citato dal Consigliere Tibaldi, che è quello del "TCF" - Thin Cryptallized Film, detto "polarizzatore liquido" -, progetto rispetto al quale "Tecdis" intende raggiungere sia gli obiettivi prefissati, sia ampliare l'attività in settori diversificati, quindi dai tradizionali settori di "automotive" e telefonia, per andare nei settori della strumentazione nautica e nel settore degli elettrodomestici.
Come dicevo prima, questa azienda ha subito la crisi che ha interessato il settore dell'elettronica a partire dal 2001; in ogni caso, questa azienda ha avuto il periodo peggiore nella propria situazione produttiva e occupazionale all'inizio dello scorso anno, poi ha avviato una fase che segna un'inversione di tendenza. Al 31 gennaio 2004 i dipendenti di questa azienda in Valle d'Aosta sono 321, di cui 226 operai, 94 impiegati e 1 dirigente; nel panorama delle industrie valdostane è quindi un'industria di rilievo.
Qui si parla del "portafoglio esplosivo"; non so se sia esplosivo, soprattutto non penso sia esplosivo nel senso in cui ironicamente faceva riferimento il Consigliere Tibaldi, ma direi che "Tecdis" ha iniziato ad avere un portafoglio ordini sufficiente a partire dalla fine del 2002 ed è riuscita a tradurlo in fatturato dal giugno 2003, in particolare grazie all'introduzione in produzione di nuovi "displays" a colori. Il periodo peggiore - mi correggo - non è stato il primo semestre 2003, ma è stata la fine del 2002. Il fatturato del secondo semestre 2003 è stato pari a 26 milioni di euro, con un incremento del 33% rispetto al primo semestre; il fatturato di gennaio e febbraio 2004 è stato di 8.879.000 euro, con un incremento dell'85% rispetto allo stesso periodo del 2003. Il portafoglio ordini al 1° marzo 2004 è di 32.445.000 euro con una copertura di oltre 6 mesi; quindi, dal punto di vista degli ordini, come dicevo, siamo in una situazione tranquilla.
Sull'azienda pesano le perdite pregresse, e la stessa crescita del fatturato determina un fabbisogno finanziario molto elevato, che potrebbe essere superato favorendo l'intervento di investitori finanziari e/o industriali, anche al fine di rafforzare la politica degli investimenti. A questo riguardo, gli interventi fatti dalla Giunta regionale non direi che siano interventi di carattere assistenzialistico: non credo infatti si possano definire tali gli interventi sul piano della ricerca, del miglioramento tecnologico nell'azienda. Sappiamo bene che ci troviamo ad operare all'interno di norme comunitarie, nazionali e regionali, che escludono possibilità di interventi di questo genere, i quali, oltre ad essere assolutamente infruttuosi, sono del tutto inopportuni. Vorrei sottolineare come, in particolare nel settore della ricerca, siano stati finanziati negli ultimi anni 3 piani, a valere sulla legge regionale n. 84/1993, con l'erogazione di contributi per euro 3.348.945, in base all'ammontare delle spese ritenute ammissibili.
Il Consigliere Tibaldi ha posto poi tutta una serie di questioni. Nel passato il Consigliere Tibaldi mi ha detto che, per un certo periodo, avevo svolto le funzioni di amministratore delegato della "Cogne"; adesso, con mio rammarico, mi vedo retrocesso a responsabile della qualità della "Tecdis"! Negli incontri che abbiamo avuto con l'Amministratore delegato della società e in presenza delle organizzazioni sindacali, in cui venivano fatte presenti tali questioni legate all'insufficiente qualità di alcune produzioni rispetto alle questioni delle dimissioni del Consiglio di amministrazione, le risposte date andavano nella direzione di dire che, per quanto riguarda i problemi di qualità, questi si sono riscontrati nella fase di avvio di un nuovo prodotto. Adesso non chiedetemi di citarlo a memoria, ma queste erano le risposte che l'Amministratore delegato aveva fornito di fronte alle organizzazioni sindacali, sulle quali esse avevano manifestato la loro condivisione.
Per quanto riguarda le dimissioni avvenute nel Consiglio di amministrazione, non ricordo se ne sia dimesso uno o due, ma credo che ciò faccia parte di un normale avvicendamento, non siamo di fronte "alla fuga di Caporetto" dal Consiglio di amministrazione della "Tecdis"!
Rimane questo problema di difficoltà sul piano finanziario: è un problema generale che affronta questa azienda, di fronte ad una possibilità di ripresa del mercato e ai vincoli che vengono posti dall'attuale sistema del credito, il quale non ha strumenti, oggi, per affrontare queste cose.
L'intendimento della Giunta regionale è quello anzitutto di favorire le imprese che intendono migliorare le proprie condizioni dal punto di vista tecnologico e della ricerca; si cerca di fare in modo che ci sia una partecipazione al capitale da parte di un "partner" industriale di rilievo internazionale - uno dei problemi di "Tecdis" è quello di fare accordi con partner internazionali che operano nel settore -, il discorso della società di ricerca "Dora" andava proprio in questa direzione. In secondo luogo, c'è anche la disponibilità a finanziare progetti di ricerca, per i quali, nel prossimo triennio, per quanto riguarda le nuove tecnologie, è previsto un impegno di spesa di euro 1.680.000.
Infine, per quanto riguarda l'insediamento di "Dora", questa, attualmente insediata nello stabilimento di "Tecdis", si trasferirà nella "Pépinière" di Aosta: questo centro di ricerca della "STMicroelectronics" potrà essere un ulteriore elemento di valorizzazione della società, anche perché le ricadute della ricerca industriale che verrà sviluppata in questo settore potranno essere utilizzate da "Tecdis". Il "caso Tecdis" è un caso emblematico di una situazione in cui ci sono possibilità di sviluppo, ma che cozzano con problemi di carattere finanziario.
Siamo disponibili per la prossima interrogazione.
Président - La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Non voglio ridurre l'ottimismo dell'Assessore e non voglio essere colui che porta una nota di pessimismo ad un'analisi che penso sia anche verosimile, così come l'ha impostata l'Assessore, anche se è necessario soffermarsi su un aspetto che, a nostro avviso, è strategico per un'azienda come la "Tecdis".
Già ieri la "Tecdis" puntava sull'innovazione tecnologica, sulla capacità di arrivare prima degli altri in nicchie di mercato dove la competizione con soggetti, in particolare con giganti dell'Asia orientale, è molto accentuata. Una competizione che era più volte riportata anche da importanti organi di informazione, come "Il Sole 24Ore", che titolava: "Tecdis in gara con i giapponesi". Oggi, sullo stesso giornale, leggiamo che nel "business" dei contatori, l'ENEL ha stretto un accordo di "partnership" con IBM. Speriamo che tra i fornitori di IBM ci sia anche la piccola azienda valdostana, la quale ha fornito a suo tempo partite importanti di "display" per i contatori, e poi tale produzione è caduta in fase di stallo. L'azienda ha sopperito con altri clienti, però rimane un aspetto sul quale non possiamo assolutamente permetterci di commettere distrazioni: l'aspetto che la qualità del prodotto deve essere monitorata con attenzione, nel senso che, secondo le informazioni raccolte da noi, ci sarebbero problemi di qualità tecnologica inerenti alcune forniture e quindi lamentele da parte di alcuni clienti.
Se questa è la premessa, le risorse ingenti finalizzate allo sviluppo di una società come "Dora S.p.a." per la ricerca e lo studio di prodotti innovativi, meritano una riflessione, perché se non vogliamo parlare di "assistenzialismo", possiamo parlare di "ingente destinazione" o "impegno finanziario" della Regione Valle d'Aosta o di Finaosta a favore di "Dora S.p.a.", per avere quello scatto in più rispetto ai "competitor" giapponesi o dell'Est asiatico, e quindi essere propulsiva anche su un mercato tanto difficile. Non ci sembra che in questo momento la "Tecdis" abbia questa spinta propulsiva, per far fronte a questa concorrenza spietata.
Lei ci ha parlato di un portafoglio ordini importante, non ha usato il termine "esclusivo" che ha invece utilizzato il titolare dell'azienda; speriamo che esclusiva non sia poi la situazione! È auspicabile che certe difficoltà finanziarie vengano affrontate con raziocinio anche da chi sovrintende a questa importante realtà industriale, perché alcuni di quei punti che leggevo in premessa, stanno ad indicare come ci siano delle voci contraddittorie; da una parte, si lamenta la carenza di liquidità, dall'altra, sembra che ci siano incarichi di consulenza che non hanno giustificazione alcuna e criticati dagli stessi sindacati. Il polarizzatore liquido doveva essere la "punta di diamante" di una serie di investimenti in termini di ricerca, di cui si parla già da 3 anni a questa parte, ma del polarizzatore liquido nessuno sa più nulla e nessuno lo ha visto funzionare! Quello che doveva essere il nucleo della produzione tecnologica di "Tecdis" è rimasto dimenticato!
Alla luce di queste osservazioni, lei ci dice che il motivo per cui oggi la "Tecdis" versa in crisi di liquidità è che deve ripianare i deficit di bilancio del passato. È una tesi anche plausibile, però è una tesi che non può essere portata avanti all'infinito, anche perché, se i dati che oggi ci propone avranno una conferma con degli ordini che si verificheranno nel corso del 2004, è indispensabile che le sorti di questa azienda si risollevino con una certa celerità.
Prendiamo atto di quelle che sono state le sue osservazioni, ci siamo annotati alcuni appunti; la nostra interpellanza si inserisce in quel quadro di monitoraggio che regolarmente facciamo sull'industria valdostana, nell'auspicio che a certe "parole esplosive" corrispondano fatti non diciamo altrettanto esplosivi, ma quanto meno coerenti con le aspettative della comunità valdostana che lavora presso questo stabilimento e ha anche impegnato risorse rilevanti a favore della creazione e dello sviluppo di questo importante stabilimento valdostano.
