Oggetto del Consiglio n. 490 del 24 marzo 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 490/XII - Conferimento di un incarico ad un avvocato del Foro di Torino quale difensore di parte offesa in un procedimento penale presso il Tribunale di Aosta. (Interpellanza)
Interpellanza
Richiamato il contenuto della deliberazione n. 530/2004 della Giunta regionale avente per oggetto la nomina di un difensore di persona offesa della Regione Autonoma Valle d'Aosta nel procedimento penale n. 1160/02 GIP (n. 735/02 R.G.N.R.);
Preso atto che detta delibera si limita sostanzialmente ad autorizzare la nomina di un avvocato del Foro di Torino quale difensore della parte offesa nel procedimento penale sopra indicato;
Letto sul quotidiano LA STAMPA del 26/2/2004 che il suddetto avvocato ha dichiarato di dover studiare la vicenda "per poter fornire quanto mi è stato richiesto e cioè un parere tecnico" circa la costituzione di parte civile o altra iniziativa processuale;
Osservato che di tale specifico mandato, consistente nel dare un parere tecnico alla Giunta in ordine ai profili risarcitori della vicenda non c'è traccia nel dispositivo della citata delibera;
Ritenuto opportuno avere chiarimenti sull'effettivo mandato conferito al professionista torinese;
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
Il Presidente della Regione per sapere:
1) se è vero o no che all'avvocato indicato nella deliberazione n. 530/2004 della Giunta regionale è stato conferito l'incarico di esprimere un parere tecnico sui profili risarcitori della vicenda penale che vede coinvolti politici e dirigenti regionali;
2) da quale atto risulta il conferimento di detto specifico incarico;
3) se l'Amministrazione abbia ricevuto offerte risarcitorie da parte di alcuno degli imputati;
4) se la Regione intenda o meno costituirsi parte civile nei confronti degli imputati del procedimento penale in discussione.
F.to: Curtaz - Riccarand - Squarzino Secondina
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - La vicenda è nota, è delicata, ed è nota!
La nostra iniziativa si inquadra in un'esigenza di comprensione nel senso che, rispetto a questa vicenda, quanto meno a noi, non è chiaro quali sono gli intendimenti del Governo regionale. Non sono chiari, perché occorre fare un ragionamento sugli antefatti, e l'antefatto è una deliberazione della Giunta regionale del 23 febbraio 2004, con la quale la Giunta regionale delibera unanimemente di approvare la nomina di un noto e bravo avvocato di Torino, quale difensore di persona offesa dalla Regione autonoma Valle d'Aosta nel procedimento in discussione e, pertanto, di autorizzare il Presidente della Regione a nominarlo in questa veste di difensore della persona offesa.
Praticamente, contestualmente alla deliberazione, uno o due giorni dopo o forse tre, un noto quotidiano locale pubblica la notizia e, nell'articolo, l'avvocato incaricato dichiara qualcosa di diverso, qualcosa in più di quanto non appaia nella deliberazione, perché dice (virgolettato): "Nei prossimi giorni chiederò gli atti e poi studierò la vicenda, per poter fornire quanto mi è stato richiesto e cioè un parere tecnico", e poi si intuisce, dal contesto dell'articolo, "in riferimento ai profili risarcitori e all'eventuale costituzione di parte civile". Qui una prima curiosità ed esigenza di chiarezza rispetto a questo scarto fra il deliberato, che non fa alcun riferimento ad alcuna richiesta di parere - perché si limita a decidere la nomina di un difensore di persona offesa - e un mandato che, invece, sembra più ampio all'avvocato in questione, il quale dichiara di essergli stata conferita la redazione - non so in che forma - di un parere, relativamente ai profili risarcitori di questa vicenda.
La prassi, rispetto a situazioni analoghe del passato, è stata una prassi innovativa, legittima, intendiamoci, ma innovativa, perché perlomeno, per quanto ne sappiamo noi, in passato la Regione decideva esclusivamente se costituirsi parte civile o meno e, io direi, "decideva doverosamente di costituirsi parte civile", il che non implica di per sé un atteggiamento di persecuzione nei confronti di alcuno, ma un ente pubblico deve doverosamente chiedere al giudice di accertare se siano stati provocati danni o meno dal comportamento di un imputato piuttosto che di un altro: questo mi sembra doveroso dal punto di vista di un ente pubblico. Invece, in questo caso, si usa una prassi inconsueta, legittima, ma inconsueta. Andrebbe spiegato perché invece di fare la solita scelta, si preferisce nominare precedentemente all'eventuale costituzione in parte civile il difensore di persona offesa. Può darsi che sia per le ragioni esposte dall'avvocato, ma allora non si capisce perché non sono state riportate nella deliberazione!
Secondo me andrebbe chiarito se si tratta di una mancanza non solo di motivazione, ma proprio di contenuto della deliberazione, perché lo stesso, ripeto, è molto più ristretto rispetto a quello che sembrerebbe il mandato reale! Chiediamo allora da dove deriva il mandato più ampio, anche perché l'Amministrazione non può parlare attraverso telefonate o scambi verbali, ma deve predisporre atti pubblici, degli atti scritti, delle deliberazioni. Ci dovrebbe dunque essere una documentazione che dimostra qual è il mandato reale più ampio conferito all'avvocato!
Visto che si parla dei "profili risarcitori", chiediamo se la Regione ha ricevuto offerte risarcitorie. Altrimenti, non si capirebbe! Perché lo si fa? Perché si incarica un avvocato - sembrerebbe, da quello che lui dice - per approfondire i profili risarcitori, quando offerte risarcitorie non ci sono? Questo è un punto che va chiarito: non ci sono offerte, quanto meno a nostra conoscenza!
Chiediamo al Presidente della Regione se, invece, queste offerte risarcitorie ci sono state oppure da cosa derivi la preoccupazione della Regione, ovvero perché ci si preoccupa di far valutare all'avvocato eventuali quantificazioni dei danni per la Regione, se non c'è l'esigenza di rispondere a qualche richiesta in questo senso. Infine, chiediamo - anche perché l'incarico (che si assume ampio) dato all'avvocato dovrebbe essere stato ultimato almeno in questa sua prima parte di approfondimento, di studio, di elaborazione di un parere - se l'Amministrazione regionale intende o meno costituirsi parte civile nel procedimento in discussione.
Président - La parole au Président de la Région, Perrin.
Perrin (UV) - La nomination - par la délibération du Gouvernement régional - de l'avocat chargé de défendre les intérêts de la Région est liée à la nécessité de disposer d'une assistance technique qualifiée, afin que l'Administration puisse décider, en toute connaissance, les initiatives à entreprendre dans le cadre de l'action pénale en question, aussi pour ce qui concerne le remboursement des dommages. C'est une question très délicate, qui peut avoir aussi des implications de nature politique de cette Assemblée; nous avons donc retenu opportun de disposer de cette assistance technique: voilà pourquoi la décision a été prise. Cela est d'ailleurs expliqué par ladite délibération du Gouvernement, dont le préambule précise qu'afin d'évaluer, en connaissance de cause, les éventuels délits et les remboursements auxquels elle pourrait prétendre, la Région nomme un avocat chargé de défendre ses intérêts, conformément aux articles 96, 2e alinéa, et 101, du Code de procédure pénale.
L'avocat devra donc fournir à l'Administration tous les éléments de connaissance et d'évaluation ressortissant des actes de l'Autorité judiciaire et conclura son travail par la rédaction d'un avis technique, notamment pour ce qui regarde les initiatives à entreprendre et les éventuels remboursements.
Pour ce qui est de la 3e question posée par l'interpellation, à l'heure actuelle l'Administration n'a reçu aucune proposition de remboursement de la part des accusés.
Enfin, la décision de se porter partie civile ne pourra être adoptée par l'Administration qu'au moment où l'avocat en question aura remis les résultats de son analyse. D'ailleurs, l'objet de cette assistance va dans cette direction: à ce moment, l'Administration aura pleine connaissance de tous les éléments liés à l'action pénale, même si avec les limites probatoires de l'enquête préliminaire, ainsi que des options qu'elle pourra poursuivre, y compris la constitution de partie civile.
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Mi dichiaro totalmente insoddisfatto della risposta del Presidente e mi dispiace rilevarlo perché, ripeto, lo scopo della nostra iniziativa - e il Presidente lo avrà potuto apprezzare, sia dal testo dell'interpellanza, sia dal tono che ritengo pacato, rispettoso anche della delicatezza della vicenda - meritava una risposta un po' meno "pilatesca".
La sua è una risposta "pilatesca" ed è una risposta brutta, perché ogni tanto le risposte pilatesche fanno presumere che allora vi sia "qualcosa che bolle sotto la pentola coperta", perché se si dicessero le cose in maniera chiara e trasparente, in maniera che ciascuno le possa giudicare, a seconda delle idee che si è fatto su questo tema, secondo me sarebbe meglio; altrimenti, si è autorizzati a ritenere che tale risposta voglia eludere i quesiti veri che erano stati espressi e a cui non è stata data risposta.
Voglio soffermarmi un attimo, perché una replica è doverosa. Non discuto che la Regione avesse il diritto, ma non solo il diritto, potesse valutare l'opportunità di nominare un difensore di persona offesa, ma non capisco perché si faccia una deliberazione così generica; questo me lo dovete spiegare! Una risposta plausibile potrebbe essere: "ma, tanto, queste deliberazioni le facciamo sempre con i piedi, una in più…", perché ogni volta siamo qui a dire che le deliberazioni non sono motivate, non sono scritte le ragioni che stanno alla loro base, e potremmo fare decine di esempi, in questo senso!
Mi immaginavo la risposta del Presidente su questo punto: "guardate che in premessa c'è un cenno molto, ma molto generico alle problematiche risarcitorie". L'ho letto anch'io, questo cenno, ma la deliberazione non fa invece alcun riferimento, il deliberato è nella parte dispositiva, è quella che conta, non è la premessa, e nella deliberazione non vi è alcun riferimento all'incarico, che pure era legittimo, è questo che non riesco a capire: perché non lo avete detto! Lo dico io, per primo, che è del tutto legittimo che la Regione abbia gli elementi per decidere!
Vi è poi una cosa non convincente: il fatto che si dia un incarico in ordine ad una quantificazione - eventuale, è chiaro! - di un risarcimento, quando nessuno l'ha chiesto! Mi viene difficile crederlo: mi pare che la Giunta sia nelle condizioni di quel commerciante che prepara un preventivo senza che nessuno lo abbia chiesto! Mi si perdoni il paragone forse un po' azzardato, ma siamo vicini alla realtà, perché nessuno dà un incarico per preparare un preventivo, senza che qualcuno si sia dichiarato interessato all'esito di tale vicenda!
Ribadisco, oggi non mi sembra di aver avuto - limitatamente a questa risposta - dal Presidente quel comportamento trasparente che spesso chiediamo. È stato un comportamento tendente, più che a rispondere alle domande, ad eluderle, e questo ci fa pensare che su detta vicenda dovremo tenere gli occhi bene aperti, cosa che faremo! Ritorneremo sul tema quando il parere, da nessuno richiesto in via ufficiale, all'avvocato di Torino, verrà depositato. Quindi vi saranno elementi di valutazione migliori.
