Oggetto del Consiglio n. 489 del 24 marzo 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 489/XII - Tempi di applicazione delle norme in materia di politiche regionali del lavoro e di riorganizzazione degli uffici per l'impiego. (Interpellanza)
Interpellanza
Preso atto che la legge regionale n. 7/2003, "Disposizioni in materia di politiche regionali del lavoro, di formazione professionale e di riorganizzazione degli uffici per l'impiego", accorperà in un'unica struttura le competenze in materia di lavoro che attualmente sono esercitate da uffici diversi, gli uni regionali, l'Agenzia del lavoro, gli altri ancora dipendenti dal Ministero del lavoro;
Preso atto altresì che la legge troverà applicazione solo quando - come ricorda l'articolo 7 della suddetta legge - saranno definite in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) sia il passaggio alla Regione delle competenze ancora in capo al Ministero sia le relative risorse umane e finanziarie;
Appreso, nel corso dei dibattiti consiliari, che tale DPCM non è ancora stato firmato in quanto sono in corso le trattative tra Regione e Ministeri interessati circa l'individuazione delle risorse da trasferire alla regione in materia di mercato del lavoro;
Atteso che la gestione separata tra diversi uffici, regionali e ministeriali, delle tematiche relative al mercato del lavoro incide negativamente sull'insieme delle azioni da intraprendere in un momento particolarmente delicato sia per il mutamento del quadro legislativo ( si veda la legge Biagi) sia per situazioni di crisi nel settore industriale;
Ritenuto opportuno, in attesa del DPCM, che si avvii quel processo di collaborazione tra i servizi attualmente erogati dall'Agenzia del Lavoro e dalla Direzione regionale del lavoro, in vista della loro prossima integrazione;
La sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
la Giunta e l'Assessore competente per sapere:
1) quali sono, a suo avviso, gli ostacoli che impediscono la firma di tale DPCM;
2) quali sono in valle i problemi derivanti dalla mancata firma di tale DPCM e come si intende affrontarli;
3) se, in attesa della firma di tale Decreto, non intenda promuovere una collaborazione tra gli uffici, per ora distinti, cui fanno capo le competenze in materia di lavoro.
F.to: Squarzino Secondina
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Riprendo un tema su cui abbiamo già interloquito il 14 gennaio scorso.
Ricordo che, con la legge regionale n. 7/2003, si è cercato a livello regionale di coordinare fra loro, facendoli interagire, i diversi interventi di politica attiva di sostegno alla ricerca del lavoro, così da creare sinergie fra i diversi livelli ed operare in modo coordinato. Rammento che questa legge prende in esame sia gli interventi della Regione in tema di formazione professionale, sia quelli in tema di servizi per l'impiego, quelli di cui mi interesso in particolare con questa interpellanza. I servizi per l'impiego riguardano sia le strutture regionali competenti in materia di programmazione e gestione delle politiche del lavoro e della formazione professionale, sia le strutture regionali competenti in materia di servizi territoriali per l'impiego. La legge, fra l'altro, prevede anche l'attivazione di un Osservatorio economico del mercato del lavoro, l'attivazione di un Consiglio per le politiche del lavoro, un Comitato tecnico-scientifico per tali politiche, cioè questo provvedimento prevede un insieme di azioni da parte della Regione proprio per governare - usiamo questo termine - tutto l'ampio ambito del lavoro: nel momento preventivo di formazione, in quello in cui vi è la programmazione di eventuali interventi, in quello in cui vi è la ricerca di formazione adeguata allo sviluppo economico, in quello del rapporto domanda ed offerta di lavoro.
Sappiamo anche che questa legge si inserisce all'interno di una riorganizzazione degli uffici del lavoro a livello nazionale, per cui gli uffici del lavoro e del collocamento sono regionalizzati, con il passaggio delle competenze alle regioni, e anche la Valle d'Aosta dovrebbe poter occuparsi in prima persona di queste competenze; per poterlo fare però sappiamo che è necessario un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in cui siano stabilite le competenze e le relative risorse umane e finanziarie in capo allo Stato da passare alla Regione. Questo famoso DPCM, come ricorda l'articolo 37 - nel testo dell'interpellanza vi è un refuso, comunque credo che l'Assessore abbia capito benissimo a quale articolo si fa riferimento -, stabilisce che, finché questo DPCM non sarà emanato, la Regione non può esercitare in prima persona queste competenze relative all'Ufficio del lavoro, quindi diciamo che la filosofia della legge non può essere attuata e tale provvedimento non può realizzarsi.
Sappiamo che vi sono stati degli incontri fra Regione e Ministero del lavoro, uno di questi incontri lo aveva anche annunciato il Presidente Perrin nelle sue comunicazioni, ma non ci ha dato più alcun responso, quindi temo che siano incontri andati a vuoto, per adesso. Volevamo capire a che punto è questa trattativa, se sono emersi ostacoli nuovi rispetto a quelli già presentati in aula nel gennaio scorso dall'Assessore. Volevamo capire anche quali sono i problemi che derivano in Valle dalla mancata firma di questo DPCM; a gennaio avevamo fatto un elenco di questi problemi riguardanti la definizione dello "status" del disoccupato, la difficoltà di applicare in Valle tutta una serie di nuove norme relativamente alla cosiddetta "riforma Biagi". Chiedo quindi se l'Assessore ha individuato alcune modalità con cui affrontare le difficoltà che emergono in Valle dalla mancanza di questo DPCM; poi soprattutto - ed è questa la parte propositiva che mi interessa di più, perché la prima e la seconda domanda sono ancora a livello informativo - mi interessa capire se vi è la volontà politica da parte dell'Assessore di cominciare a far dialogare fra loro questi uffici; se, in attesa del momento in cui il DPCM sarà firmato e del momento in cui sarà attuato anche in Valle questo coordinamento delle strutture regionali per le politiche attive del lavoro e per gli uffici di collocamento, se non si intende preparare questa collaborazione che sarà necessaria in quel momento. Noi saremo chiamati - spero in tempi brevi - a far lavorare insieme questi uffici, che finora, per storie diverse, hanno avuto ciascuno un'esperienza tipica, un'evoluzione delle professionalità particolari; però questi uffici saranno chiamati a lavorare insieme. Questa è la domanda politica che mi interessa porre all'Assessore, cioè se vi è la volontà di promuovere questa collaborazione in modo che, nel momento in cui la legge sarà attuata, si possa iniziare in tempi brevi e in modo efficace ad affrontare l'organizzazione delle strutture regionali competenti in materia di lavoro.
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Ringrazio la Consigliera Squarzino per questa interpellanza, anche se sarò costretto a ricapitolare alcune questioni e a dare qualche informazione, ma nella sostanza la questione non si è ancora sbloccata.
I primi problemi che abbiamo avuto - la Consigliera Squarzino faceva riferimento anche all'interrogazione del Consiglio del mese di gennaio - sono derivati innanzitutto da notevoli ritardi del Governo, perché la norma di attuazione dello Statuto era del 2001; oggi, che siamo nel 2004, siamo ancora a discutere del DPCM, che andava emanato nei mesi successivi sempre nel 2001. Direi che qui vi sono state anche delle complicazioni di tipo burocratico, che sono emerse nelle riunioni tecniche svoltesi successivamente nel tempo, in quanto vi è stata una disparità di orientamenti fra gli stessi Ministeri coinvolti a livello nazionale: il Ministero del lavoro, il Ministero delle politiche sociali, il Ministero dell'economia e il Ministero della funzione pubblica, perché qui si assommano problemi legati al trasferimento delle funzioni, ma anche questioni collegate al trasferimento del personale, quindi vi sono anche problemi di dinamica professionale e quant'altro. In ogni caso, il Presidente della Regione ed io abbiamo incontrato nel mese di febbraio il Ministro La Loggia ed abbiamo convenuto con lui dell'urgenza massima che doveva essere data a questo provvedimento. Devo dire che non abbiamo visto risultati, vi è stata ancora - poi riferirò - una riunione tecnica a livello ministeriale nella giornata di ieri, che ha "spostato" qualche elemento, ma non siamo ancora nelle condizioni di avere un testo del DPCM.
La nostra situazione è strettamente collegata a quella della Sardegna, nel senso che l'intenzione del Ministero è quella di muoversi in modo tale che il provvedimento per la Sardegna e quello per la Valle d'Aosta, che sono rimaste le uniche due regioni a livello nazionale a non avere il trasferimento delle competenze, si attivino più o meno contemporaneamente. Questo ha ulteriormente complicato la situazione, tanto che i problemi da definire rimangono l'entità delle risorse umane da trasferire - ma su questo sembra che vi siano delle modificazioni a livello nazionale - e la questione del trasferimento delle risorse finanziarie, perché il problema che abbiamo è che la norma di attuazione è chiarissima, ma il Governo intende applicarla in modo difforme.
Su questo terreno quindi siamo preoccupati di questi ritardi, perché il Piano di politica del lavoro presuppone che vi sia l'attivazione degli strumenti collegati alle politiche del lavoro - centri per gli impieghi e quant'altro -, pertanto è necessario che vi sia un'accelerazione da questo punto di vista. Come ricordava la Consigliera Squarzino, il fatto che il DPCM non sia stato varato comporta dei problemi legati al fatto che non vi è un'unica presenza pubblica nell'erogazione dei servizi e quindi non vi è un indirizzo unitario rispetto ai comportamenti da tenere sia nei confronti dei lavoratori, sia delle imprese. Vi sono anche problemi per quanto riguarda i ritardi nell'applicazione delle nuove norme in materia di servizi per il lavoro (la legge n. 30 e il decreto legislativo n. 276); vi sono poi elementi di disomogeneità nei confronti dell'utenza presente sul territorio regionale rispetto ad altre regioni per quanto riguarda in particolare lo stato di disoccupazione e il collocamento mirato, che crea delle differenziazioni sui tempi di calcolo per essere considerati disoccupati o meno. I problemi quindi esistono.
Così come è stata congegnata l'interpellanza, al punto 2 indica la soluzione perché, dopo aver chiesto quali sono in Valle i problemi derivanti dalla mancata firma di tale DPCM e come si intende affrontarli, propone la promozione di una maggiore collaborazione con gli uffici del lavoro. Credo che su questo siamo assolutamente d'accordo, nel senso che abbiamo un momento di confronto nei prossimi giorni nella Commissione regionale per l'impiego, è stato attivato già da tempo un momento di collaborazione per quanto riguarda la legge n. 68 sui disabili. Per quanto riguarda le iniziative sull'incontro domanda-offerta, il sistema informativo che viene utilizzato dai centri per l'impiego - e che adesso va adeguato perché sono modificate le norme - era nato appunto da una collaborazione fra Agenzia del lavoro e Ufficio del lavoro. È chiaro che questa collaborazione deve andare avanti, però è vero che noi abbiamo la necessità di fare in modo che questo DPCM arrivi nei tempi più brevi possibili, perché esso ci consente di attivare la legge n. 7. Da questo punto di vista, credo che nessuno possa pensare ad una gestione duale ripartita fra Regione e Stato che fanno le stesse cose, però ci stiamo attivando per attivare tutti gli organismi previsti nella legge n. 7/2003, a partire dal Consiglio per le politiche del lavoro, gli organismi riguardanti i disabili e tutte quelle iniziative che ci consentono di andare avanti.
Dicevo che ieri vi è stata una riunione a livello tecnico fra i Ministeri del lavoro, dell'economia e della funzione pubblica; in quella occasione è stato fatto un passo avanti per quanto riguarda il contingente di calcolo dei trasferimenti e quindi sul numero delle persone trasferite non vi sono problemi…
(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)
… da 39 a 41, quindi le due figure che erano state messe in discussione sono state accolte.
Vi era un problema legato alla dinamica della riqualificazione del personale e qui l'indicazione è che i costi, una volta professionalizzato il personale che eventualmente si trasferisce alla Regione, saranno a carico della Regione, ma credo che questa sia una dinamica normale, mentre rimangono problemi per quanto riguarda la parte finanziaria e soprattutto il fatto che è intenzione, dal punto di vista formale, di attivare una nuova consultazione formale della Regione, cosa che rischia di allungare i tempi. Noi abbiamo sollecitato in tutti i modi, abbiamo espresso in modo chiaro nei confronti del Ministro l'urgenza di andare avanti, ci è stato detto che l'intenzione è questa, ma i risultati non sono conseguenti. In ogni caso, cercheremo nell'immediato di far fronte alla situazione, rafforzando i rapporti di collaborazione con l'Ufficio del lavoro, sapendo che questa può essere una soluzione solo temporanea.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Sono molto preoccupata, Assessore, come lo è anche lei e come sono preoccupati tutti gli utenti, perché la situazione pare senza via di uscita, nel senso che pare bloccata dalle decisioni che doveva prendere il Governo: se ho capito bene, vi è stato un accordo per quanto riguarda il personale ma, per quanto concerne la parte finanziaria, bisogna ricominciare di nuovo da capo una trattativa nel suo insieme. Credo però che questo ci porti a dei tempi molto lunghi; se, come lei ricordava, è dal 2001 che doveva essere emanato questo DPCM… siamo nel 2004 e temo che i tempi saranno ancora lunghi.
Temo proprio che la "riforma Biagi" noi la guardiamo da lontano e che non riusciamo ad utilizzare - forse è bene, forse è male, non lo so - o ad attivare in Valle tutti quei meccanismi che possono essere di sostegno, collaterali alla "riforma Biagi", perché non siamo neanche in grado di attivare la "riforma Biagi"; questo è veramente preoccupante, Assessore!
Lei ha detto: "noi non possiamo accettare che vi sia una duplice gestione del problema da parte delle strutture regionali e da parte delle strutture statali", però già adesso tutto viene duplicato con un dispendio enorme di energie. Lei sa bene che, per quanto riguarda l'orientamento al lavoro, i colloqui vengono fatti e come Agenzia del lavoro e come Ufficio del lavoro; l'incontro domanda-offerta viene fatto anche qui con modalità diverse, ma da entrambe le strutture. Ora, vi è una duplicazione che non ha senso.
Lei si augurava adesso che, almeno per quanto riguarda il settore dell'handicap, si riesca ad individuare una procedura che consenta di portare a termine il processo formativo, che da una parte l'Agenzia del lavoro attiva, ma che non riesce a tradursi in un'assunzione da parte degli enti locali, perché manca il rispetto di alcune caratteristiche, di alcune procedure, di alcune regole ben precise di cui è garante l'Ufficio del lavoro. Spero quindi che, almeno in questo settore, si riesca ad eliminare alcune anomalie.
Ho l'impressione che questa collaborazione, che lei dice si sta avviando, sia ancora su settori marginali, per certi aspetti, perché il problema maggiore, quello dello "status" del disoccupato - che ho ricordato e che lei ha ripreso nella sua risposta -, è un problema rilevante, come lei sa benissimo. Lei sa benissimo che in Valle d'Aosta lo "status" di disoccupato ce l'ha chi non ha lavoro - e questo va bene -, oppure chi ha un reddito inferiore a 6,2 milioni di vecchie lire all'anno; invece con la nuova norma, con i decreti legislativi - proprio con il 297 a cui ha fatto cenno l'Assessore -, lo "status" di disoccupato viene riconosciuto sì a chi non ha lavoro, ma anche a chi ha un reddito annuo inferiore al minimo esente da imposizione fiscale, che attualmente corrisponde a circa 14 milioni all'anno. Siamo quindi nella situazione assurda per cui chi a Pont-Saint-Martin ha un reddito annuo di 7 milioni di vecchie lire all'anno non è considerato disoccupato, ma chi sta a Carema e ha lo stesso reddito viene considerato disoccupato ed è chiaro che le aziende della bassa Valle tendono ad assumere disoccupati prendendole dalle liste del Canavese, del Piemonte perché, assumendo una persona che ha uno "status" di disoccupato, l'azienda può avere delle esenzioni fiscali interessanti. Siamo allora arrivati all'assurdo che i nostri disoccupati in Regione hanno meno chances dei disoccupati delle regioni limitrofe. Credo che questa sia una situazione drammatica per i lavoratori, per cui chiedo all'Assessore e anche ai colleghi di "Forza Italia" se possono insistere presso il Ministro La Loggia affinché questo DPCM sia firmato in tempi brevi.
Domando all'Assessore anche di studiare ulteriori forme di collaborazione, perché già a gennaio lei aveva parlato della necessità di attivare il Consiglio per le politiche del lavoro, ma questo non è ancora avvenuto. Spero che non solo su questo piano, ma anche utilizzando il compito che ha la Regione di far dialogare fra di loro i soggetti che operano sul territorio… spero che vi sia un dialogo effettivo, che l'Assessore si faccia garante del dialogo fra le parti, altrimenti credo che non svolga in modo corretto questo suo ruolo e soprattutto non rendiamo un servizio ai lavoratori che si trovano di fronte ad atteggiamenti diversi, procedure diverse e filosofie diverse nell'approccio domanda-offerta.
