Oggetto del Consiglio n. 296 del 18 dicembre 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 296/XII - Iniziative per una maggiore attendibilità dei dati sui flussi turistici della Regione. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso
- che la Legge regionale 6/2001 ha tra i suoi fini istituzionali quello di "assicurare un'adeguata azione di monitoraggio del mercato e dell'offerta turistico-commerciale valdostana";
- che per conseguire l'obiettivo summenzionato sono stati costituiti uno specifico Osservatorio regionale e il Sistema Informativo del Commercio e del Turismo (SIRECT), per la costituzione di una vera e propria banca dati centralizzata;
- che l'acquisizione dei dati utili alle rilevazioni statistiche viene effettuata sulla base delle comunicazioni dei Comuni e, in particolare, delle Aziende di informazione e di accoglienza turistica (AIAT);
- che il finanziamento delle AIAT è proporzionale al numero delle presenze alberghiere ed extralberghiere ufficialmente rilevate nel comprensorio di competenza;
- che sovente i numeri diffusi dall'Assessore regionale del Turismo non sembravano trovare riscontro presso gli operatori del settore;
- che è stata più volte evidenziata la necessità di perfezionare le statistiche sui flussi, sia in termini di tempo che di attendibilità;
- che una recente indagine della Magistratura sta evidenziando delle clamorose irregolarità nel censimento dei dati turistici da parte dell'AIAT di Aosta;
tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore delegato per sapere:
1) se era a conoscenza di tale vicenda;
2) se sono già stati quantificati gli esuberi "virtuali" di turisti e, in caso affermativo, a quanto ammonta il maggiore contributo regionale indebitamente percepito dall'AIAT di Aosta;
3) a chi sono attribuibili le responsabilità di questa totale mancanza di corrispondenza tra i dati registrati e le effettive presenze turistiche;
4) quali iniziative ha intrapreso e/o intende intraprendere per ricondurre il censimento turistico in un alveo di attendibilità e di correttezza.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - L'Assessore Caveri ben sa che la promozione dell'offerta turistica regionale non può prescindere da una compiuta e approfondita analisi di quelli che sono i dati di mercato e soprattutto dell'evoluzione dei medesimi nel corso del tempo; analisi compiuta e approfondita, che tenga anche conto delle esigenze dinamiche del turista frequentante la Valle d'Aosta, o dei turisti che potenzialmente potrebbero frequentarla un domani.
La legge n. 6/01 di riforma dell'organizzazione turistica regionale si poneva l'obiettivo di analizzare, monitorare costantemente e correttamente l'offerta turistica regionale, per poter ricavare delle conclusioni che potessero essere illuminanti per le determinazioni politiche da compiere in riferimento al settore. Gli strumenti previsti da questa legge erano e sono diversi, fra questi: la creazione di un sistema informativo regionale (SIRECT), la creazione entro 3 anni di una banca dati informatizzati (e i 3 anni scadranno la prossima primavera, anche perché l'acquisizione dei dati utili alle rilevazioni statistiche deve essere fatta su basi certe).
I primi organi deputati a raccogliere i dati sulle presenze e sugli arrivi turistici nella nostra regione sono le "AIAT", che hanno questo compito importante di censimento, compito che altrove viene fatto dalle province e, in Valle d'Aosta, da queste aziende di informazione e accoglienza turistica. In passato, più volte gli allora Assessori Lavoyer o Cerise nel periodo semestrale preelettorale, hanno dovuto constatare la sostanziale distonia che c'era fra le loro dichiarazioni in merito ai dati rilevati e l'umore diffuso e percepibile a livello di operatori turistici alberghieri; gli uni, gli Assessori, estremamente positivi: dati in continua crescita, incrementi di stagione in stagione; gli altri, gli albergatori "in primis", piuttosto perplessi su queste cifre divulgate dall'Assessorato. Distonie e sensazioni diverse che hanno creato anche polemiche manifestate sui giornali, a mezzo stampa, e anche attraverso la televisione, e che hanno avuto un picco di attenzione, ancora recentemente, con i sospetti sulla regolarità dei dati di afflusso censiti in particolare dall'AIAT di Aosta.
L'interpellanza vuole fare chiarezza su quello che è accaduto a livello di AIAT di Aosta, e sapere se queste irregolarità, questi "banali errori" - come sono stati definiti dall'ex Presidente dell'AIAT di Aosta (che poi tanto banali non sembrano!) -, abbiano una qualche diffusione anche presso altre aziende regionali di informazione e di accoglienza turistica, cioè altre AIAT sparse sul territorio. Vogliamo soprattutto conoscere se sono stati quantificati gli esuberi virtuali di turisti che sono stati constatati anche in seguito ad una inchiesta della Magistratura.
Bisogna infatti tenere presente che il finanziamento delle AIAT è in funzione delle presenze e degli arrivi registrati nei rispettivi comprensori, in particolare la legge n. 6/01 prevede che una quota del 42% sia direttamente proporzionale a queste cifre rilevate.
Vorrei dare lettura di un passaggio di una risposta che fornì l'allora Presidente Viérin, nel dicembre 2002, ad un'analoga interpellanza, proposta dal sottoscritto e dal suo gruppo, sull'attendibilità dei dati e dei flussi turistici rilevati dalle AIAT. Il Presidente Viérin allora mi fece un'osservazione come per dire: "Tibaldi, stai entrando in un santuario bestemmiando, perché i dati non sono assolutamente censurabili, sono precisi, e non si può scappare da questa logica informatica e soprattutto di ordine pubblico, perché ci sono collegamenti con la Questura che ne impediscono qualsiasi travisamento!"
Il Presidente Viérin, nel dicembre 2002, diceva:
"En ce qui concerne le 2e point de l'interpellation, c'est-à-dire les AIAT qui sont subventionnées par la Région en fonction des flux touristiques qu'elles enregistrent, peuvent fournir des renseignements d'une fiabilité constante quant à la présence de touristes dans les hôtels ou dans les autres structures d'accueil? Nous tenons à préciser que toutes les données sont traitées par le même logiciel, que ce soit dans les agences ou à l'Assessorat, le système de traitement est donc le même. Le système est conçu de telle manière que ses utilisateurs peuvent uniquement y insérer les données qui leur sont communiquées par chaque établissement d'accueil. Bien évidemment, chaque opérateur ne peut insérer dans le système que les données qui relèvent de ses compétences, ce qui exclut toute possibilité d'interférence. Nous pouvons donc conclure que ce traitement est objectif du point de vue de son fonctionnement et ne saurait être manipulé.".
Passaggio importante e tranquillizzante, perché la nostra replica condivideva questa sicurezza, che allora ci forniva il Presidente con questa risposta, ed era altrettanto possibilista sulla concreta attuazione del sistema informativo regionale della banca data nei tempi previsti dalla legge.
In realtà, dopo un anno, succede questo mini-scandalo: turismi fantasma, AIAT di Aosta sotto inchiesta, il Presidente che ribatte: "non sono reati, ma banali errori". Banali errori che sono tuttavia di notevole entità e fatto grave, detto non solo da un ex Presidente dell'AIAT, ma da un presidente della "Unionturismo", ente che raggruppa tutte le aziende di promozione turistica italiane: "Per quanto mi risulta, sarebbero stati compiuti errori analoghi di caricamento anche da parte di altre AIAT che, come quella di Aosta, hanno poi rimediato al problema.". Tutta l'attenzione che è stata dichiarata dal Presidente Viérin un anno fa, si è sbriciolata innanzi alla pratica quotidiana di elaborazione dei dati per conto delle AIAT, con questo fatto clamoroso di Aosta che ha avuto evidenza pubblica ed è stato oggetto di attenzione da parte della Magistratura.
Con l'interpellanza in oggetto poniamo queste 4 domande: se era a conoscenza di tale vicenda, cioè se la vicenda - prima ancora che arrivasse a livello di questione giudiziaria - era già conosciuta dall'Amministrazione; se sono già stati quantificati gli esuberi "virtuali" di turisti e, in caso affermativo, a quanto ammonta il maggiore contributo regionale indebitamente percepito dall'AIAT di Aosta, perché sappiamo che c'è questo collegamento finanziario di cui parlavo in precedenza; se ci sono responsabilità, a chi sono attribuibili, in quanto sono responsabilità inerenti alla totale mancanza di corrispondenza tra i dati registrati e le effettive presenze turistiche; quali sono le iniziative che ha intrapreso o intende intraprendere per ricondurre il censimento turistico in un alveo di attendibilità e di correttezza, cosa che non ci sembra sia in questo momento.
Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio, trasporti e affari europei, Caveri.
Caveri (UV) - Mi consenta… vede, adopero anche un'espressione a voi cara… mi permetta, Consigliere Tibaldi, di dirle che c'è una precisazione da fare.
Il "SIRECT" non è lo strumento informativo dal quale si dovrebbero acquisire - come si dice nella vostra interpellanza - i dati utili alle rilevazioni statistiche, sulla base delle comunicazioni ai Comuni e, in particolare, delle aziende di informazione e di accoglienza turistica: è lo strumento informativo, istituito dalla legge n. 6/2001, al servizio dell'Osservatorio del commercio e del turismo, che recepisce, in modo più aggiornato e più aderente alla realtà rispetto al Registro delle imprese, la situazione degli esercizi commerciali operanti sul territorio regionale, aggiornato dai Comuni.
Probabilmente i Consiglieri interpellanti si riferivano al "VIT", che è - esso sì - il programma di "Veicolazione delle Informazioni Turistiche" relative alle presenze dei turisti nelle strutture ricettive della Valle, nel quale le AIAT ed esse soltanto - e non i Comuni, fatta eccezione per Châtillon, Chambave, Emarèse, Pontey, Saint-Denis e Verrayes che non fanno parte dell'ambito territoriale di nessuna AIAT - immettono i dati sul movimento turistico; quindi non si tratta del SIRECT, nel quale si registrano gli esercizi commerciali, ma si tratta del VIT. Veniamo al merito della questione.
I dati relativi agli arrivi e alle presenze nelle strutture ricettive della Regione (che sono i modelli C59 dell'ISTAT) vengono comunicati dai singoli esercizi alle AIAT, le quali hanno il compito di trasferire tali informazioni sul programma informatico della Regione, il VIT appunto, al fine di trasmetterle, successivamente, all'ISTAT ed è sulla base di questi dati che viene definito, in parte, l'ammontare dei contributi regionali erogati alle AIAT stesse.
Il VIT è uno strumento di recente istituzione: esso ha sostituito, a partire dall'aprile del 2002, il precedente programma "SMOT" (Sistema Movimentazione Turistica), che risultava inadeguato e limitante rispetto all'effettiva esigenza di elaborazione dei dati. Il passaggio da SMOT a VIT ha creato notevoli difficoltà ai "server" delle AIAT e, fermo restando che le immissioni di dati non si sono mai interrotte, soltanto nel corso del 2003 si sono potute ottenere stampe ed elaborazioni davvero soddisfacenti: questo era un limite tecnologico del "software", che era concepito con linee particolarmente sofisticate non sempre presenti nelle stazioni turistiche.
Non appena insediati, ci siamo occupati di verificare i dati, al fine di renderli pubblici. Era opportuno avere un sistema che consentisse di uscire dal nasometro delle impressioni, per entrare nella logica di avere un minimo di dati certi. Nel corso di questa operazione, sono emerse evidenti anomalie nelle presenze relative all'AIAT di Aosta. Per esempio, nel corso di una riunione in cui analizzavamo, a beneficio dei dati da inviare a Bruxelles sugli impianti di risalita e sugli alberghi, l'occupazione alberghiera di Aosta, mentre la media dell'occupazione alberghiera nelle altre zone era del 30-40%, ad Aosta era il 105%, per cui abbiamo chiesto alle singole strutture dell'AIAT di avere i modelli C59 dell'ISTAT; abbiamo voluto fare questo non per esigenze inquisitorie, ma per avere dati probanti.
Contestualmente, abbiamo provveduto ad effettuare controlli incrociati tra i dati sulla capacità ricettiva delle singole strutture e quelli derivanti dai dati del VIT del flusso turistico. Questa operazione, peraltro svolta in tempi rapidissimi dagli uffici, ha evidenziato alcune anomalie. Alcuni esempi: il giorno 3 gennaio 2002, nell'Albergo "Milleluci" di Aosta, che ha una capacità ricettiva di 78 posti letto, risultavano 1.595 presenze (ma i C59 dichiarano 55 presenze); oppure, il 1° maggio 2002, presso "Alpila Valtour Village Residence" (capacità ricettiva 528 posti letto) risultavano presenti 14.488 ospiti; ancora, al campeggio "Milleluci", a fronte di una capacità ricettiva di 450 posti letto, il 7 giugno 2003 risultavano presenti 4.924 ospiti; ancora, al campeggio "Milleluci", il 22 giugno 2003 avrebbero soggiornato 6.842 persone, mentre le presenze verificate sui C59 fissavano il numero in 36 e 50.
Per questi motivi, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell'andamento dei flussi turistici relativi all'estate sugli ultimi 5 anni, che si è svolta il 14 ottobre scorso, abbiamo ritenuto di dover consegnare i dati dell'AIAT di Aosta estrapolati dal totale regionale, a fronte di queste anomalie che avevamo visto. Il 30 settembre scorso tutto il materiale utile è stato consegnato, su loro richiesta, alla Polizia Giudiziaria, che aveva avviato un'indagine e non spetta a noi alcun tipo di giudizio; sappiamo che sono uscite delle dichiarazioni di stampa, in cui si diceva che tutto ciò era frutto di un mero errore nel caricamento dei dati.
Quanto al perfezionamento del sistema, per quanto riguarda i tempi, malgrado le difficoltà dovute al fatto di dover effettuare le verifiche di cui sopra, siamo stati in grado di elaborare tutto il materiale aggiornato al 30 settembre e di presentarlo al pubblico - come dicevo - il 14 ottobre. Ritengo che questo sia materiale di lavoro, cioè è utile anche per gli addetti ai lavori uscire da una logica di sensazione a una logica di dati scientifici. Mi pare quindi che non solo i tempi si siano accorciati, ma che, per la prima volta, sia stata accolta la necessità di diffondere queste informazioni, inaugurando una prassi che diventerà istituzionale. Quanto all'attendibilità, i controlli sono stati estesi a tutto il 2002 e al 2003 nella verifica di questi C59.
In prospettiva, l'idea è quella di poter contare meglio sui dati di pertinenza della Questura, che oggi vengono trasmessi con un meccanismo tutto proprio. La Questura di Aosta ci ha proposto di dotare i nostri alberghi di strutture informatiche per un collegamento diretto: questo forse ci consentirebbe di poter incrociare i dati, ma è una roba di prospettiva.
Quanto all'erogazione dei contributi, il parametro relativo alle presenze turistiche incide per circa il 40% sul totale della quota erogata. Il fatto che l'ente beneficiario - l'AIAT - sia anche ente "controllore" o comunque la fonte del dato, evidenzia certamente una falla nel sistema, ma mette anche il dichiarante nella posizione di dover rendere conto, nelle sedi opportune, dei dati comunicati, nel senso che il sistema funziona sulla fiducia, cioè sul fatto che il caricamento dei dati sia perfetto ovvero esiste un momento di manualità, perché i C59 vengono trasferiti sul supporto informatico e, una volta lanciati, questi non sono più manovrabili nel limite dei rischi dell'informatica, arrivano e vengono depositati direttamente nella banca dati della Regione.
Riassumendo: punto 1), la Polizia Giudiziaria ci ha messo immediatamente al corrente delle indagini in corso; punto 2), l'Ufficio statistiche dell'Assessorato ha provveduto a richiedere direttamente alle strutture ricettive i modelli C59 per procedere al confronto dei dati, operazione che è attualmente in corso e, sulla base di tali dati, si potrà calcolare a quanto ammonta il maggiore contributo percepito dall'AIAT di Aosta; punto 3), la responsabilità è dell'AIAT di Aosta, che nel trasferire i dati dal supporto cartaceo a quello informatico, li ha modificati, ma non spetta a noi assolutamente un giudizio di merito su tale questione.
È nostra precisa intenzione proseguire nell'attività di controllo sia sui dati già ricevuti, sia su quelli futuri. È del tutto evidente che, rispetto all'ultimo tema da lei sollevato, cercheremo di avere la massima trasparenza nei dati quantitativi. Ciò detto, i dati quantitativi non bastano, perché non possiamo sapere, ad una certa data, quali sono le presenze nelle seconde case e spesso sentiamo lamentare scarse presenze turistiche e, in contemporanea, le banconote dei bancomat vengono esaurite, quindi dà il senso che le persone ci sono, ma il nostro sistema non funziona sui pendolari, perché i pendolari sfuggono a qualunque tipo di rilevazione!
La mia speranza - ed è la proposta che farò al Governo regionale - è quella di attrezzarci, fin dall'inizio del 2004, di strumenti che consentano di capire meglio chi viene in Valle d'Aosta e, se ci riusciremo, anche perché altri non ci vengono!
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Breve replica. Ringrazio l'Assessore per la risposta completa ed esaustiva che ha fornito alle nostre domande.
Solo 2 precisazioni. La prima, è che abbiamo appreso di questa novità del VIT e del precedente SMOT, a cui il Presidente Viérin non aveva fatto cenno; anzi, vorrei precisare che lo stesso Presidente non confutò il ruolo del SIRECT, come lei ha appena fatto; ne prendiamo atto e la ringraziamo dell'aggiornamento che ci ha fornito.
Ultima cosa: prendiamo atto di questa sua volontà di voler rendere più trasparente il sistema delle rilevazioni dei dati turistici e, contestualmente, più attendibile, e soprattutto più utile per quelle che devono essere le scelte politiche da compiere in materia turistica, perché finora ci è sembrato che i dati siano stati utilizzati da qualcuno come un "dolce anestetico", cioè praticamente veniva propinato all'opinione pubblica e agli operatori del settore come un placebo, che faceva piacere a qualcuno, ma che, in realtà, non dava quella soddisfazione reale che merita chi lavora con fatica in questo settore, per noi di importanza fondamentale.
Presidente - Su questo punto interrompiamo i lavori del Consiglio che riprenderanno alle ore 15,30.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 13,04.
