Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 129 del 15 ottobre 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 129/XII - Risorse destinate alle politiche di sostegno per la famiglia. (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso:

- che, sulla base di una recente indagine svolta dall'istituto Eurispes, la Valle d'Aosta figura come "fanalino di coda" della classifica regionale italiana quanto a risorse destinate alle politiche di sostegno per la famiglia;

- che, secondo i dati divulgati, il rapporto di tali risorse rispetto al PIL regionale risulta essere dello 0,3%, un valore inferiore a tutte le altre regioni italiane e di gran lunga al di sotto della media nazionale (0,9%);

- che politiche familiari più sostanziose e più incisive potrebbero venire utilmente in aiuto dei nuclei familiari più poveri;

- che la fotografia tracciata da Eurispes non qualifica la Valle d'Aosta, regione i cui livelli di benessere e di disponibilità finanziaria pro capite spiccano sovente nelle classifiche regionali;

tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore delegato per sapere:

1. quali considerazioni esprime sul rapporto di Eurispes;

2. se è stato effettuato un censimento dei nuclei familiari poveri;

3. se ritiene che le iniziative regionali di sostegno alla famiglia possano essere incrementate, sia in termini qualitativi sia in termini quantitativi.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.

Fosson (UV) - Nella sua prima domanda mi chiede quali considerazioni esprimo su questo rapporto "dell'Eurispes": sono abbastanza scettico sui comunicati stampa di queste agenzie private, preferisco verificarli sempre, in particolare questo. Questa indagine sulle politiche della famiglia ha 2 grossi difetti: il primo è che non è ancora pubblicata integralmente, lo sarà a fine novembre, per cui i dati riferiti in questa indagine sono dati parziali; il secondo, quando ho visto lo 0,3% del PIL della Valle d'Aosta impegnato per le politiche familiari, mi è sembrato un dato un poco strano e lo abbiamo verificato con una ricercatrice "dell'Eurispes". Se vuole, poi le do questi fax di domande e di risposte. Ci siamo accorti che il dato che l'indagine riferiva è un dato non corretto come rapporti, cioè lo 0,3% da dove viene fuori? Non è quanto dedica la Valle d'Aosta del suo PIL, ma lo 0,3% è la percentuale di quello che lo Stato dà alla Valle d'Aosta dal Fondo nazionale per le politiche sociali. Le spiego: i dati sono questi e, se vuole, le darò poi le comunicazioni con questa ricercatrice. Lo Stato destina 161 milioni di euro al Fondo nazionale per il sostegno di coppie giovani e per la natalità, di questi giungono alla Valle d'Aosta 464.000 euro e questo è lo 0,3% nazionale, cioè è il contrario capisce? Lo 0,3% è la percentuale di quanto loro ci danno, non è la percentuale che la Valle d'Aosta spende, quindi è un concetto che ribalta completamente questi dati e questi sono stati verificati dalla Sig.ra Venuleo Francesca, una ricercatrice che lavora "all'Eurispes". Partiamo da dati non esatti perché - questa era anche una mia sensazione - la Valle d'Aosta ha dedicato molto del suo PIL alle politiche familiari; lei pensi alla legge sulla famiglia - non tutte le regioni ce l'hanno -, all'assegno post-natale, alla legge n. 19.

La seconda domanda, cioè "se è stato effettuato un censimento dei nuclei familiari poveri", è interessante ed è un grosso problema, è difficile censire la povertà, perché questa spesso si nasconde, ha una dignità nella nostra Regione. Possiamo raccogliere alcuni dati che abbiamo in seguito alle domande per la legge n. 19, alle domande di nucleo abitativo. Il censimento dei nuclei poveri è comunque un problema e per questo abbiamo dato continuità all'esperienza della Commissione povertà; abbiamo dato importanza, e ne daremo di ulteriore, all'Osservatorio epidemiologico e per le politiche sociali; la settimana prossima passerà in Giunta la costituzione di un archivio informatico proprio per raccogliere questi dati sulle varie povertà presenti; l'anno prossimo faremo la conferenza sullo stato di applicazione della legge sulla famiglia; abbiamo un'attenzione particolare alle famiglie con disabili, agli anziani; stiamo per introdurre l'indicatore di situazione economica e tutto questo con particolare attenzione.

Certo - e questo è il terzo punto, il più sostanzioso -, noi possiamo fare molto, ma il grande aiuto ci deve venire dal livello nazionale, perché è necessaria una più generosa politica basata su strumenti di natura economica, su una detrattiva fiscale di cui si parla da tanto tempo, non essendo più sufficienti gli assegni familiari, eccetera. Pensiamo che la famiglia sia una risorsa fondamentale su cui investire, è la famiglia che educa i figli, è la famiglia che assiste i malati, è la famiglia che cura gli anziani. Da parte nostra quindi avremo ancora una maggiore attenzione, sperando che il "centro" ci aiuti su questi aiuti economici, che sono ormai sempre più determinanti per una crescita della famiglia.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Penso che vi sia una consapevolezza comune diffusa sul fatto che la famiglia rappresenta la cellula fondamentale della società e che per troppo tempo la famiglia sia stata dimenticata dalle politiche sociali governative, ma anche dalle politiche sociali portate avanti dagli enti locali, quindi non mi sento di escludere la Valle d'Aosta. La fotografia che ha tracciato "l'Eurispes" e di cui si fa cenno nell'interrogazione è impietosa nei confronti dell'Italia, certamente, perché l'Italia è il Paese dell'Unione europea che risulta spendere di meno per le politiche di sostegno alla famiglia, cioè lo 0,9% del PIL contro una media comunitaria del 2,3%. La nostra Regione evidenzia un esiguo 0,3%, che non la pone in una luce migliore…

Fosson - (fuori microfono) … è un errore…

Tibaldi (CdL) - … se questo è un errore, il minimo che l'Assessore regionale competente deve fare è chiedere che "l'Eurispes" lo smentisca o lo chiarisca. Lo ha chiarito lei, non lo hanno chiarito autorevoli quotidiani o organi di informazione come "Italia oggi" o "Il Sole 24Ore" sui quali è stata pubblicata tale notizia.

Il problema della famiglia, del censimento dei nuclei che devono sopravvivere in regime di povertà, comunque è un problema che riguarda anche la Valle d'Aosta e concerne una Valle d'Aosta che primeggia per opulenza, per ricchezza, per disponibilità finanziaria a livello europeo. È stata pubblicata recentemente anche un'altra classifica, so che le classifiche vengono utilizzate a seconda delle comodità o meno, ma la Valle d'Aosta è la seconda Regione d'Europa per disponibilità e affidabilità finanziaria, non dimentichiamocelo! Quali riflessioni possiamo fare? La nostra Regione viene spesso dipinta come un'isola felice, con un livello di benessere di gran lunga superiore alla media. Non possiamo disconoscere l'esistenza di un certo tenore di vita, che per primi viviamo - ma non solo noi, anche gente che regolarmente vediamo nell'ambito della nostra attività quotidiana -, ma sotto questa "epidermide" vi sono spesso sacche di disagio e di marginalità sociale sulle quali è opportuno non solo ragionare in termini numerici, collocati in una classifica o in un'indagine, sono situazioni di marginalità sociale che necessitano di riflessione e di decisioni, di iniziative da parte di un Governo regionale, anche perché povertà e indigenza albergano anche nell'opulenta Valle d'Aosta e sono state fatte indagini e classifiche approfondite anche dalla Caritas diocesana, come saprà l'Assessore, fra il 1999 e il 2000. La Caritas diocesana, anzi, ha promosso ed effettuato in questo periodo una ricerca sulla povertà in Valle dalle cui risultanze sono emerse situazioni problematiche, bisogni e aspettative che sono piuttosto diffusi. Ne abbiamo parlato anche in quest'aula, fra l'altro queste situazioni di disagio non riguardano principalmente le fasce degli immigrati extracomunitari, ma sono molto diffuse anche fra i residenti.

Certamente quello che lei ha detto è vero anche: deve intervenire innanzitutto lo Stato, ma penso che per il grave ritardo accumulato dall'Italia nel periodo precedente per quanto riguarda le politiche di sostegno alla famiglia, si stia tuttavia facendo molto, nonostante le scarse risorse disponibili da parte del "Governo Berlusconi". Non dimentichiamo che la finanziaria 2002 ha previsto una detrazione Irpef di 1 milione, mentre prima erano 540.000 lire, per ogni figlio a carico; hanno beneficiato di questo provvedimento oltre 8 milioni di famiglie con un reddito annuo inferiore ai 70 milioni di lire. La finanziaria 2004, che è adesso all'esame del Senato, ha previsto alcune misure di contrasto all'indigenza, fra cui l'assegno di 1 milione per le coppie a cui arriva un secondo figlio o, meglio, l'aiuto vale per tutti i figli successivi al primo, o indistintamente per quelli adottati, e prevede uno stanziamento di 287 milioni - concludo, Presidente - e 253 milioni di euro per il 2004. È stato aumentato anche il Fondo nazionale per le politiche sociali. Speriamo che a questo interessamento da parte dello Stato segua anche una coerenza di intervento da parte del Governo regionale.