Oggetto del Consiglio n. 130 del 15 ottobre 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 130/XII - Valutazione in merito all'organizzazione del servizio civile nazionale. (Interrogazione)
Interrogazione
Tenuto conto che la legge n. 64 del 6 marzo 2001 ha istituito il Servizio Civile Nazionale;
Considerato che con la sospensione dell'obbligatorietà della leva militare prevista per l'anno 2005 si prevede un forte incremento dei volontari che accederanno al Servizio;
Sottolineato il fatto che tra gli scopi principali del Servizio Civile vi è, a nostro parere, quello di essere una scuola di cittadinanza attiva, di impegno sul territorio, di affinamento di competenze e maturazione di stili di vita solidali;
Visto l'alto numero di volontari presenti nella nostra regione a dimostrazione di una forte vocazione solidaristica della comunità valdostana;
Tenuto conto altresì che in futuro si prospetta la necessità di disporre di maggiori fondi e dell'intervento delle singole regioni;
il sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
La Giunta regionale per sapere:
1) Qual'è la sua valutazione in merito al Servizio Civile Nazionale;
2) se ritiene opportuno adoperarsi al fine di garantire ai soggetti locali la possibilità in futuro di avvalersi del servizio in oggetto e con quali modalità.
F.to: Lanièce - Salzone
Président - La parole au Président de la Région, Perrin.
Perrin (UV) - Le service national civil a été institué par la loi n° 64 de 2001 et nous ne pouvons qu'apprécier l'intérêt de cette mesure, compte tenu - surtout - de ses finalités, telles qu'elles sont exposées dans ce texte: les principes constitutionnels de la solidarité sociale sont mis en application et les jeunes peuvent participer à la défense de leur patrie, découvrir la solidarité et la coopération et collaborer aux opérations de préservation et de protection du patrimoine italien, notamment dans le secteur environnemental, forestier, historique, artistique, culturel et dans le domaine de la protection civile, ce qui leur offre la possibilité d'acquérir une formation civique, sociale, culturelle et professionnelle. Un large éventail de possibilités donc, qui permet à tous les citoyens de participer à la concrétisation des objectifs fixés par la Constitution et d'apporter leur contribution personnelle au bien-être de toute la communauté.
Ce nouveau service civil, entièrement volontaire, est par conséquent bien plus riche de possibilités que celui qui existe à l'heure actuelle en remplacement du service militaire. Il doit entrer en vigueur à part entière le 1er janvier 2005, au moment où la conscription sera définitivement abolie. Il est donc souhaitable que les auteurs de cette question aient raison quand, dans leur préambule, ils font allusion à la forte augmentation du nombre des jeunes de 18 à 28 ans qui devraient décider de choisir le service volontaire civil.
Pour ce qui est de l'Administration régionale, il faut savoir que le décret législatif n° 77 de 2002 a fixé les dispositions relatives au service national civil, notamment pour ce qui est des modalités d'accès et de la durée dudit service. Ce même décret définit également les tâches et le rôle attribués aux Régions, afin de favoriser la mise en place de ce nouveau type de service à l'échelon régional et traite en particulier des rapports avec les associations et organismes autorisés à présenter des projets destinés au service civil. A titre d'exemple, je rappellerai simplement que les Régions doivent instituer des registres ad hoc pour l'immatriculation des organismes et des associations dont l'activité est limitée au territoire régional; les Régions doivent étudier et approuver les projets d'ampleur régionale, en assurer le suivi et le contrôle et en vérifier la réalisation; les Régions organisent des cours de formation générale au service civil et, enfin, que les Régions peuvent contribuer au Fonds national pour le service civil, de même que les collectivités locales et que leurs financements peuvent être liés au développement du service dans des zones ou secteurs bien précis.
Étant donné que le décret législatif n° 77 entrera en application le 1er juin 2004, les structures compétentes de l'Administration régionale sont en train de travailler pour définir, au cours des prochains mois, les méthodes à suivre pour que la Région puisse accomplir la mission qui lui a été confiée. C'est une mission que nous voudrons remplir avec une certaine efficacité, étant donné la grande vocation de notre communauté face à la solidarité et à la coopération et donc on envisagera des formes d'organisation précises pour permettre d'effectuer le service civil dans la façon la meilleure.
Président - La parole au Vice-président Lanièce.
Lanièce (SA) - Prendo atto della risposta del Presidente.
Abbiamo ritenuto opportuno presentare questa interrogazione alla luce di queste date che si stanno avvicinando, quindi in funzione del 1° giugno 2004, del decreto di applicazione della legge istitutiva e perché dal 1° gennaio 2005, venendo meno l'obbligatorietà della leva, si porrà il problema di affrontare un numero elevato di giovani che vorranno far parte di questo servizio civile volontario. Anche su alcuni organi di informazione, infatti, era emerso che, quando è partito il servizio civile volontario, vi erano solo 179 giovani che avevano aderito e si pensa che nel 2005, dopo che verrà meno l'obbligatorietà della leva, i giovani che vorranno aderire a questo servizio civile saranno circa 60.000.
È ovvio che si pone anche un problema finanziario, perché nella legge istitutiva questo servizio civile volontario viene remunerato: si tratta di circa 433 euro netti al mese; è evidente che bisogna far fronte a un rapporto cambiato: da 179 persone a 60.000 e, nella discussione che si sta svolgendo a livello nazionale, anche a seguito delle dichiarazioni del Ministro Giovanardi, si parla di un coinvolgimento delle regioni nel sostenimento delle spese necessarie, anche perché nella legge istitutiva - la n. 64/2001 - nelle norme finanziarie è scritto che il Fondo nazionale per il servizio civile è costituito dalle specifiche assegnazioni annuali iscritte nel bilancio dello Stato e dagli stanziamenti di regioni, province ed enti locali. Vi sarà ovviamente il problema che lo Stato chiederà alle regioni se intervenire o meno nel finanziare queste iniziative ed è per questo che noi abbiamo ritenuto opportuno fin da subito sollevare questa questione, in modo che vengano attivati gli uffici competenti per verificare se vi sarà la volontà e la possibilità di intervenire con un fondo regionale per sostenere queste iniziative collegate ai volontari valdostani.
Crediamo importante vi sia, in una Regione dove l'alto numero di volontari dimostra la forte vocazione solidaristica della comunità - che si è vista anche in eventi più tragici, ad esempio l'alluvione -, una risposta forte da parte del Governo regionale, per cercare di venire incontro ad un servizio che può rivelarsi anche molto importante per la società civile, in quanto contribuisce a far crescere all'interno di queste persone un senso positivo nei confronti della comunità in cui uno opera, con attenzione particolare soprattutto alle fasce deboli e alle persone a rischio di esclusione sociale. Non possiamo far altro che invitare il Governo regionale a prestare attenzione a questo problema, visto che fra breve il problema si porrà fortemente; da qui la necessità di verificare non solo le modalità per organizzare il servizio civile in Valle d'Aosta - quindi cercando di creare convenzioni con le associazioni di volontariato o meno -, ma anche se vi è la possibilità di sostenere finanziariamente i volontari valdostani che vorranno aderire a questo servizio civile così importante.
