Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 128 del 15 ottobre 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 128/XII - Interventi per contrastare il fenomeno dell'alcolismo in Valle. (Interrogazione)

Interrogazione

Appreso dagli organi d'informazione alcuni dati riguardanti gli alcoldipendenti valdostani;

Considerato che l'alcolismo rappresenta dal punto di vista sanitario uno dei fenomeni da tenere maggiormente sotto controllo nella nostra Regione, alla luce anche dell'alta percentuale di consumo di alcolici;

Visti gli interventi in merito previsti all'interno del Piano Socio Sanitario 2002/2004;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) quale è la sua valutazione in merito a tale fenomeno in funzione anche degli interventi da adottare per affrontarlo;

2) se ritiene che le linee di intervento indicate nel Piano Socio Sanitario siano sufficienti per affrontare tale emergenza;

3) se tutti i servizi e le azioni previsti dal Piano sono già stati attuati.

F.to: Lanièce - Salzone

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.

Fosson (UV) - Grazie, Presidente, e grazie anche per darci l'opportunità di tornare su un fenomeno, quello dell'alcolismo, non facile da arginare e che bisogna affrontare in modo non formale, anche se siamo consapevoli che esisterà sempre, anche perché il confine fra "strumento" di socializzazione dell'alcol e del vino e "strumento" di malattia non è sempre così netto. Qual è la mia valutazione sia come medico che come Assessore? È sicuramente che è un problema assai grave, in questo siamo una delle regioni in testa.

Do alcuni dati: sono accertati e seguiti in Italia 1 milione di alcolisti, questo con un chiaro danno economico, fisico, psicologico. Questo fenomeno comporta un rischio sociale non da poco, nel senso che pensiamo che il 30% degli incidenti stradali avvengono con autisti che hanno assunto alcol. Non abbiamo dati precisi sugli incidenti sul lavoro in stato di ebbrezza, però anche questi sono importanti. Si pensi inoltre alla violenza che questo fenomeno comporta, tenendo conto che ci troviamo davanti anche a nuove situazioni: ad esempio l'alcolismo nelle donne - 1 su 3 in Valle d'Aosta -, anche donne in gravidanza e quindi sindrome fetoalcolica nel bambino, bambini che nascono con delle menomazioni per questo problema. Vi sono anche gli immigrati che arrivano da una cultura in cui non era presente l'alcol e invece si ritrovano nella nostra con una presenza nuova per loro, che subiscono in modo grave; così i carcerati, i malati che assumono delle altre terapie e a cui l'alcol potenzia gli effetti.

Do alcuni dati della Valle: nel 2002 i malati contattati dal SERT, che è il nostro servizio alcologico, sono stati 298: il 78% di questi sono stati presi in carico, il 57% sono giunti al SERT spontaneamente, il 28% sono stati inviati dall'Ospedale a seguito di un ricovero o di una presentazione in pronto soccorso per questo problema. È un fenomeno che è meno rilevante nella zona urbana, mentre è più diffuso nelle valli e nei paesi. La maggioranza ha un'età fra i 50 e i 59 anni, il 67% fa uso di vino, mentre - questo è un fatto nuovo per la nostra Regione - il 15,6% del fenomeno è da attribuirsi ai superalcolici, il 10% è dovuto all'assunzione di birra. Il 13% di questi malati giunti al SERT sono affetti da epatite B e 9,8% affetti da epatite C.

Cosa è stato fatto in Valle? Direi che è stato fatto molto e bene: ampie e vaste campagne di sensibilizzazione, dal titolo anche simpatico, come la "Sbronza di Noè"; è stato costituito nell'ambito del SERT, il servizio dell'USL che si occupa di questo problema, un gruppo alcologico con medici ed infermieri a ciò deputati; vi è un volontariato molto attivo, pensiamo agli "Alcolisti anonimi", e qui bisogna ricordare l'opera fatta in passato dal Prof. Roux al riguardo; gli Alanon, i CAT e anche la costituzione di vari centri residenziali gestiti da cooperative per la residenza di questi malati che non accettano l'astensione dall'alcol.

Cosa si fa? Se lei ha visto, il 13 di questo mese abbiamo portato in Giunta 2 deliberazioni su questo argomento; la prima, prevede un accreditamento dei centri, al fine di migliorare la qualità dei centri che si occupano della tossicodipendenza e soprattutto dell'alcoldipendenza; nell'altra abbiamo emanato delle linee guida.

Cosa faremo? Questo è un problema che è di tutti, non è che debba essere deputato solo ad alcuni in particolare, anche se le responsabilità sono diverse. Intanto dipendiamo da leggi nazionali, questo è evidente, non possiamo obbligare i bar a non vendere alcolici, o non venderli a certe categorie, o fare delle analisi preventive; non possiamo quindi pensare a un protezionismo. C'è poi da rendersi conto che dobbiamo combattere contro un processo di emarginazione, da cui l'alcol è un iceberg che emerge. Aumenteremo sicuramente la prevenzione - questo è un compito di tutti -, favorendo, ad esempio, l'invio ai centri di riferimento. Spesso l'alcolista viene trattato in famiglia o da amici, ci si scherza sopra, poche volte è inviato a centri di riferimento, che invece impostano il fenomeno in un modo corretto, cioè occorre trattare l'alcolista abituale come un malato; questo forse è un passaggio culturale a cui non siamo ancora giunti.

C'è in fieri un accordo che mi sembra molto interessante con la Regione Toscana, che è una regione pilota in questo senso e che ha un centro alcologico importante, per fare un programma insieme di sensibilizzazione, informazione e consulenza mediante questionari ed opere di sensibilizzazione. Penso che, soprattutto se questo verrà indirizzato ad alcune aziende e attività particolari, questo potrebbe darci dei risultati importanti.

Per concludere, l'alcol deve essere accettato come uno strumento di socializzazione e di promozione turistica o deve essere abolito del tutto? Questo è in un limite fra socializzazione e abuso che non è sempre chiaro e su cui probabilmente bisognerà lavorare in modo preciso.

Président - La parole au Vice-président Lanièce.

Lanièce (SA) - Prendo atto della risposta dettagliata dell'Assessore. Concordiamo in effetti sul fatto che l'alcolismo rappresenta un fenomeno grave sul quale bisogna prestare la massima attenzione con le dovute iniziative. Il fatto stesso che l'altro ieri la Giunta abbia deliberato in merito attesta l'attenzione che la Giunta vuole prestare a questo fenomeno.

Occorre ovviamente però tenere presente quello che è stato fatto finora: l'Assessore nella sua risposta non ha fatto riferimento al Piano socio-sanitario all'interno del quale è prevista la costituzione di un centro polivalente. Recentemente in questo Consiglio erano state presentate alcune interrogazioni in merito al funzionamento di questo centro polivalente e l'allora Assessore aveva risposto che si era "in itinere", anche perché era una situazione complessa in quanto si trattava di fare una vera e propria struttura per affrontare il problema dell'alcolismo. Ho qui il resoconto di quella risposta. In merito a questo problema oggi non abbiamo avuto alcuna risposta dall'Assessore e ovviamente le chiederò di darmela almeno a voce: se questo centro polivalente è "partito" o se invece non si è riusciti a concretizzarlo, anche perché questo era uno degli obiettivi importanti inseriti nel Piano socio-sanitario 2002-2004 e, visto che siamo a fine 2003, vorremmo sapere se ancora vi è l'intenzione di concretizzare questo obiettivo importante o se invece si è scelto diversamente. In questo caso allora faremmo riferimento esclusivamente alla linea di indirizzo che citava precedentemente l'Assessore Fosson.

In attesa di avere questa spiegazione maggiore su quanto previsto nel Piano socio-sanitario, ribadiamo l'importanza che vi sia una forte attenzione nei confronti dell'alcolismo, alla luce anche dei dati che l'Assessore ci ha indicato e anche di quelli apparsi ultimamente su un organo di informazione valdostano, dove si mette in evidenza il rapporto dell'alcol soprattutto con il mondo giovanile. Questa è una cosa molto importante, occorre far capire che "buttarsi nell'alcol" non è una soluzione, anzi per far questo bisogna creare una corretta informazione su quali siano i limiti e soprattutto le conseguenze gravi a cui l'alcol può portare, in modo particolare per i giovani.

Concludendo vogliamo sottolineare l'importanza di questo tema e invitiamo l'Assessore a mettere in campo tutte le sue energie per controllare e combattere questo fenomeno così grave, fortemente presente nella nostra Regione con riferimento ai valori nazionali, anche perché l'alcolismo, come pure l'uso di stupefacenti, non sono calamità naturali, ma hanno la loro radice in un atteggiamento che si forma precocemente nel soggetto e sul quale possono molto l'educazione, le esperienze positive e la cultura e anche gli interventi dell'Amministrazione e dell'Assessorato. Prevenire simili comportamenti significa rafforzare le potenzialità positive di bambini, ragazzi, uomini e donne e promuovere azioni e interventi che favoriscono un sano percorso di crescita.