Oggetto del Consiglio n. 3149 del 3 aprile 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 3149/XI Reiezione della proposta di legge: "Modificazioni alla legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale)".
Articolo 1 (Sostituzione dell'articolo 3)
1. L'articolo 3 della legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale), è sostituito dal seguente:
"Articolo 3
(Competenza in materia di nomine e designazioni)
1. Ai sensi dell'articolo 26 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta), il Consiglio regionale è competente a deliberare le nomine e le designazioni di cui all'allegato A, attribuite alla Regione in base a norme statali o regionali.
2. Sono, altresì, attribuite al Consiglio regionale le nomine, di competenza della Regione, dei componenti degli organi di controllo e di sorveglianza in enti o società, nonché in ogni altro organismo pubblico o privato. Spetta alla Giunta regionale deliberare ogni altra nomina e designazione.
3. Nel caso in cui il Consiglio regionale debba procedere alla nomina di più di un componente nello stesso organo di controllo o di sorveglianza, almeno un componente dei membri effettivi deve essere espressione della minoranza consiliare. A tal fine, il Consiglio procede all'elezione con il criterio del voto limitato.
4. Sono delegate agli enti locali della Valle d'Aosta le nomine e le designazioni di competenza regionale di rappresentanti pubblici in seno ad organismi diversi, di cui all'allegato B, nel rispetto delle modalità e delle procedure previste dalla presente legge.
5. Per le nomine e designazioni ad essa spettanti, la Giunta regionale può procedere ad integrare, con propria deliberazione, l'allegato B di cui al comma 4.".
Articolo 2 (Modificazione dell'articolo 5)
1. Il comma 2 dell'articolo 5 della l.r. 11/1997 è sostituito dal seguente:
"2. Nessuno può essere nominato per più di tre mandati consecutivi in seno al medesimo organo di amministrazione.".
2. Dopo il comma 2 dell'articolo 5 della l.r. 11/1997, come sostituito dal comma 1, è inserito il seguente:
"2bis. Nessuno può essere nominato per più di due mandati consecutivi in seno al medesimo organo di controllo o di sorveglianza.".
Articolo 3 (Disposizione di coordinamento)
1. Nel caso in cui disposizioni di leggi regionali individuino la Giunta regionale quale organo competente alla nomina dei componenti degli organi di controllo e di sorveglianza, tale competenza deve intendersi attribuita al Consiglio regionale.
Articolo 4 (Disposizione transitoria)
1. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano alle nomine i cui avvisi di scadenza sono pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione successivamente all'entrata in vigore della presente legge.
Président La parole au rapporteur, le Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (LCdL) Solo per dire che do per letta la relazione che credo sia stata distribuita, per lasciare spazio al Consigliere Frassy, primo firmatario di questa legge, di poter intervenire.
Président J'ouvre le débat.
La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (LCdL) La proposta di legge che presentiamo all'esame di questo Consiglio è apparentemente modesta nel suo articolato molto sintetico, modesta nel numero degli articoli, ma importante nei principi che in essa sono affermati. È una legge soprattutto di principio, che si inserisce su una legislazione relativamente recente, del 1997, su una materia complessa e, per certi versi, anche delicata: la materia delle nomine e delle designazioni in quegli enti strumentali che concretizzano tanta parte dell'attività regionale. Pensiamo a Finaosta, a "BVA", alle società funiviarie che sono la prosecuzione della programmazione politico-economica dell'Amministrazione regionale. Due sono i principi e le innovazioni che presentiamo in questo disegno di legge. Partiamo dalla considerazione che gli organismi di controllo devono essere ben distinti, anche nel momento dell'individuazione e nel momento della nomina, dagli organismi di gestione; penso che sia un principio incontestabile, riconosciuto trasversalmente a tutte le latitudini politiche, che non vi possa essere coincidenza fra controllati e controllori.
La legge sulla quale chiediamo di intervenire con queste modifiche, la legge n. 11/97, accentrava nelle mani del potere esecutivo, cioè della Giunta, tutto ciò che riguardava le nomine di questi organismi; di conseguenza, sia gli organi di gestione, i consigli di amministrazione, sia gli organismi preposti al controllo degli organi di gestione e, in particolare, i collegi sindacali, sono demandati alla nomina della Giunta regionale. Riteniamo che questo aspetto soffra quanto meno di due limiti. Il primo limite è che, nonostante il meccanismo di pubblicità, all'atto pratico più teorico che reale, del meccanismo di nomina, l'effettuazione di queste nomine in seno alla Giunta gode di una pubblicità e di un impatto mediatico minore di quanto non possa essere la nomina effettuata direttamente in Consiglio. Vi è anche un altro aspetto: che l'organo, essendo nominato dalla Giunta, ha un rapporto con la Giunta stessa, in quanto è l'organo che ha provveduto alla sua nomina.
La nomina effettuata invece dal Consiglio ripristinerebbe quel collegamento, che ormai il Consiglio ha perso, con le tante società che sono, dicevo prima, la prosecuzione di scelte di politica economica. Questo Consiglio ha difficoltà a capire cosa accada nelle tante società per azioni e società a responsabilità limitata, in quanto non ha più collegamenti diretti, non vi sono più delle rappresentanze che siano frutto dell'espressione del Consiglio in seno agli organismi di gestione, e non ha più nemmeno la possibilità di effettuare un controllo, se non con il filtro delle risposte che la Giunta fornisce alle interpellanze delle minoranze. Abbiamo allora chiesto che tutte le nomine degli organi di controllo vengano riportate in assemblea regionale che, fra le sue varie funzioni, ha per l'appunto anche compiti di controllo; ci sembra congruente che il controllo venga esercitato da chi nei suoi compiti ha anche queste funzioni specifiche.
L'altro problema che ci siamo posti è come gestire le nomine in situazioni nelle quali vi siano pluralità di nomine in seno al medesimo organo di controllo, e abbiamo ritenuto che l'ipotesi di riservare, in caso di più nomine nello stesso organo di controllo, almeno una nomina alle componenti di minoranza, sia un'ulteriore garanzia sull'efficacia del controllo. So che qualche collega potrà obiettare che in questa materia le nomine dovrebbero essere al di sopra di ogni sospetto perché vengono attinte dagli albi professionali. Noi riteniamo che gli albi professionali, pur nel dare garanzia di professionalità, non possano spogliare la natura umana, comunque soggetta alle passioni di parti, quali quelle di tipo politico.
Riteniamo pertanto che non sia completamente esatta la valutazione di chi sostiene che i tecnici non abbiano mai un animo politico; siamo convinti che anche i tecnici l'abbiano, e che, di conseguenza, non si possa fingere che questo aspetto non debba essere preso in considerazione, nel momento in cui vengono effettuate le nomine. Ricordo solo un fatto accaduto in un'altra amministrazione, dove, a seconda di come erano fatte certe nomine di certi organi di controllo, vi erano delle sensibilità o delle attenzioni forse maggiori nel dare importanza a certi accadimenti che si potevano riscontrare nelle pieghe di bilancio. Questo vuol dire che anche una funzione di controllo può avere delle sensibilità più o meno spiccate, a seconda della valutazione politica che ognuno di noi ha in animo.
Altro aspetto che riteniamo importante - ed è il secondo punto qualificante di questa proposta di legge - è il limite dei mandati, in quanto riteniamo che soprattutto una funzione di controllo debba porre l'organo di controllo al di fuori di quel meccanismo di familiarizzazione, che spesso si crea nell'ambito di certe strutture e che, in qualche maniera, può inficiare e rendere più deboli i controlli stessi; limite di mandato che prevede la nomina per non più di due mandati consecutivi nell'ambito dello stesso organo di controllo, il che non vieta che lo stesso professionista possa avere una prosecuzione di incarichi, ma in altri organismi. Evidenzio in merito che il limite di mandato era già previsto nella legge n. 11/97 e si riferiva ai tre mandati consecutivi, ma questo tipo di limite era espresso sia per gli organi gestionali, sia per gli organi di controllo. Noi abbiamo mantenuto il limite dei tre mandati in capo agli organi gestionali e abbiamo accorciato la cumulabilità dei mandati invece in capo all'organo di controllo.
Voglio evidenziare che, a scanso di equivoci e di cattive interpretazioni, con questa legge non abbiamo inteso limitare i poteri gestionali dell'Esecutivo, sul presupposto che l'Esecutivo, una volta individuata la maggioranza che lo sostiene, ha il diritto di utilizzare gli strumenti necessari al governo dell'Amministrazione e al governo di quegli elementi collaterali alla pubblica amministrazione, come gli enti strumentali e le società alle quali l'Amministrazione partecipa con proprio capitale. Riteniamo però che le funzioni di controllo, non incidendo sulle competenze di tipo gestionale, possono essere tolte alla competenza di Giunta e riportate all'organo di controllo per eccellenza, che è il Consiglio regionale, anche per ridare quella centralità rivendicata più volte in corso di legislatura da tutte le forze politiche, in "primis" dall'attuale Presidente della Regione, Louvin, il quale non aveva mancato, come Presidente del Consiglio, di evidenziare la necessità di ridare maggiore centralità a questa Assemblea. Di conseguenza, riteniamo che questo disegno di legge non vada a sottrarre quote di potere a chi ha la responsabilità gestionale, ma vada a dare maggiore pubblicità e, quindi, maggiore controllo ai meccanismi di controllo.
I fatti recenti che hanno contraddistinto questa coda di legislatura, seppure diversi e non equiparabili alle problematiche che affrontiamo con il disegno di legge, hanno evidenziato un aspetto: i meccanismi di controllo interni a questa Amministrazione sono da ripensare e da modificare. Sicuramente questo non è uno di quegli elementi emersi dalle relazioni delle commissioni di inchiesta; questo è un settore nel quale vi è una garanzia in più, che è la garanzia delle professionalità certificate dagli ordini professionali. Non riteniamo però sbagliato, mentre si decide di rivedere il meccanismo dei controlli, di ripensarlo in tutte quelle che sono le sue concretizzazioni. Riteniamo che tale legge poteva essere discussa - come è stato - anche in questo scorcio di legislatura; legge che abbiamo presentato anche sull'onda emotiva, ma razionale, dei fatti che hanno contraddistinto gli ultimi mesi di legislatura, ma una legge che possa avere l'ambizione di andare al di sopra della conflittualità politica che le varie parti, nel difendere i rispettivi ruoli di minoranza o di maggioranza, spesso sono obbligate a sostenere in quest'aula. Devo però dire, per concretezza, rispetto a quello che sarà il prosieguo di questo dibattito, che le premesse di alcuni impegni che il nostro gruppo aveva chiesto nel Consiglio straordinario di lunedì scorso, quello di esame delle relazioni delle commissioni di inchiesta, non ci lasciano ben sperare. Questo Consiglio ha purtroppo dimostrato che, anche su aspetti di tipo regolamentare, ossia su aspetti inerenti le regole del gioco, le regole dell'Amministrazione e molte volte regole minimali, non riesce a superare le divisioni ideologiche e politiche.
Mi riferisco in particolare a una delle due risoluzioni che il nostro gruppo aveva presentato e che non ha trovato approvazione da parte di questo Consiglio, ed era quella risoluzione minimale, ma significativa come elemento di richiesta di maggiore attenzione alla trasparenza e conoscenza dell'azione amministrativa, che chiedeva di riportare, nel titolo e nelle copertine dei provvedimenti amministrativi di questa Amministrazione, oltre all'indicazione e definizione dell'oggetto, anche l'indicazione degli impegni di spesa: era una proposta minimale, ma che andava nell'ottica della trasparenza e della conoscenza "di chi fa che cosa". Tale legge, seppure su un binario diverso, si inserisce in questa scia e ci auguriamo che possa vedere svolgersi un dibattito più sereno di quanto non sia avvenuto su altri documenti, comunque attinenti a questo tipo di argomenti.
Président Le débat est ouvert.
La parole au Conseiller Martin.
Martin (SA) Molto brevemente, per dire che la "Stella Alpina", pur non condividendo tutte le osservazioni fatte dal Consigliere Frassy, darà il suo voto favorevole a questo progetto di legge, perché in questa iniziativa vediamo un primo passo concreto verso quel ritorno ai ruoli di questo Consiglio e alla divisione di ruoli fra Consiglio e Giunta, che avevamo esplicitato in quest'aula in occasione dello scorso Consiglio regionale, quando si era discusso "dell'affaire Maccari" e della Commissione d'inchiesta. Vediamo in questa proposta un primo atto concreto per andare nuovamente a dare responsabilità e controllo a questo Consiglio; per questo motivo, daremo il voto favorevole al progetto di legge.
Président D'autres Conseillers qui souhaitent intervenir? Si personne ne demande la parole, la discussion générale est close.
La parole au Président de la Région, Louvin.
Louvin (UV) Vous me permettrez de faire part à l'Assemblée de quelques réflexions au sujet de ce projet de loi, qui a été analysé attentivement, au vu de l'importance de l'initiative. L'initiative d'ailleurs nous ramène à des réflexions, introduites à maintes reprises dans nos débats, au sujet des relations qui doivent s'établir entre les organes de la Région, le Gouvernement d'une part et l'Assemblée de l'autre, vis-à-vis des sociétés au sein desquelles nos représentants sont appelés à agir, sous la double casquette à la fois d'administrateurs et de contrôleurs.
Le c?ur de la réflexion sur ces relations, nous a toujours amenés à débattre, d'une part de la continuité des rapports qui doivent exister et de la disponibilité d'instruments pour exercer une action réelle de direction, par rapport à ces organes ou de contrôle effectif à leur égard et, d'autre part, à différencier le rôle qui s'impose entre l'exécutif, auquel une action administrative est accordée et le Conseil qui a une fonction de plus haute surveillance politique.
Or, le projet de loi en question nous paraît arriver d'abord "in limine", un peu dans les dernières minutes d'une législature, au sein de laquelle ce problème a été évoqué et débattu, notamment pour l'inspection politique. Là a été le c?ur du débat à l'époque où moi-même j'étais engagé - comme vous avez voulu le rappeler - dans d'autres fonctions et je crois qu'à ce sujet il nous appartient de garder de la part de l'Assemblée régionale une attention très haute. Cela a été fait par la définition également d'une conception large du pouvoir d'inspection politique, qui a toujours été exercé et maintenu de la part de cette Assemblée par rapport aux différentes instances: agences publiques, sociétés à participation régionale et d'autres.
Par ailleurs, ce projet de loi arrive à un moment où il s'agirait d'examiner à nouveau la matière et non pas intervenir avec un coup de sabre par rapport au problème; il nous paraît, par rapport à la complexité de la matière, un peu trop courageux d'emprunter ce raccourci, donc de proposer qu'il y ait une balance vers le Conseil de certaines nominations, sur lesquelles il faudrait encore introduire des distinctions, s'agissant d'institutions ou plutôt de sociétés au sein desquelles nous avons un contrôle général (puisque nous en détenons une quote-part d'actions majoritaire) ou bien de sociétés au sein desquelles notre présence n'a qu'une possibilité nettement inférieure d'intervention (du fait de la quote-part minoritaire que la Région en détient). Cela m'amène à considérer trop peu judicieux, en ce moment, de faire pencher la balance directement du côté du Conseil régional, au vu de la différenciation nette de fonctions que nous avons voulu renforcer entre l'Assemblée et le Gouvernement au cours de ces dernières années.
D'autre part j'exprime - et je crois pouvoir tranquillement l'affirmer au nom de toute la majorité - quelques réserves au sujet de la réintroduction d'un principe de réserve à l'opposition de certaines nominations. Vous avez eu d'ailleurs l'honnêteté intellectuelle d'avancer vous-même les objections qui s'imposent quant à la fonction des personnes appelées à remplir un rôle de contrôle et de surveillance au sein de ces organes, rôle que nous avons toujours voulu interpréter comme fonction de surveillance, dans l'intérêt général de la Région et non pas dans l'intérêt de responsabilités individuelles partisanes par rapport à telle ou telle autre force politique. Je crois qu'il s'agirait d'un procès aux intentions d'en discuter autrement, d'autant plus que les organes du Conseil disposent d'un vaste pouvoir d'interpellation et de requête d'information sur ceux et celles qui sont mandatés par la Région d'un rôle de surveillance, notamment là où il s'agit de rôles qui demandent l'appartenance à un ordre professionnel comme présupposé de participation.
Quelques réserves seraient aussi à émettre au sujet de votre idée de raccourcir ultérieurement le nombre des mandats pour les fonctions des contrôleurs. Il s'agit d'une initiative qui me paraît aller dans la direction opposée à celle que nous voudrions pour avoir la continuité de fonctions; donc, l'idée de réduire seulement à six ans une possibilité d'action de la part d'un mandataire chargé de fonctions de contrôle dans un conseil de surveillance, me paraît être un choix qui va dans la direction opposée à celle que nous voudrions, d'avoir un regard particulièrement attentif et même d'avoir la mémoire de l'action de contrôle, qui est exercée sur ces collectivités par l'Administration régionale. Le Gouvernement - au nom duquel je m'exprime - n'est pas dans la nécessité de défendre les prérogatives qui lui appartiennent par rapport à l'Assemblée; nous sommes tous, ici, membres de l'Assemblée, et donc il s'agit de notre part - et de la part de nous tous - d'avoir un regard plus général par rapport au problème: il n'est nullement question ici d'affirmer une primauté d'un organe par rapport à l'autre. Selon notre point de vue ce projet de loi introduit des éléments de réflexion qui doivent s'inscrire nécessairement au cours de la législature à venir, dans une réflexion beaucoup plus générale, dont le rapport présenté par le Conseiller Fiou, au nom de la Commission spéciale, a posé les jalons et dans lequel il a été notamment demandé de revenir sur les problèmes des relations entre l'Assemblée et le Gouvernement pour ce qui est du partage des fonctions. Dans ce cadre, je crois que vos suggestions et vos propositions devraient être revues; à l'heure actuelle, au vu de la situation de ce moment et du cadre législatif actuel, nous estimons qu'il est plus prudent de remettre la décision à une autre date. J'exprime, par conséquent, l'opinion d'abstention par rapport au projet de loi n° 189 qui est celle du Gouvernement et de la majorité qui le soutient.
Président Nous passons à l'examen du texte. Je vous rappelle que la IIème Commission a exprimé à la majorité son avis contraire.
La parole au Conseiller Frassy sur l'article 1er.
Frassy (LCdL) Approfitto dell'articolo 1 per trarre un bilancio, forse una morale politica, dall'intervento fatto dal Presidente Louvin. Un intervento con argomenti deboli, un intervento forse imbarazzante dal punto di vista della posizione che ricopre il Presidente della Regione, che ha dovuto riconoscere l'attualità dell'argomento, la necessità di tornarci in una prossima legislatura, la necessità addirittura di fare degli interventi più ampi. Debole però nelle argomentazioni: il fatto di essere a fine legislatura non è significativo rispetto alla problematica; anzi, vorrei dire che normalmente la fine legislatura è sempre un momento di ingolfamento legislativo. Abbiamo ancora delle leggi che sono in esame alle commissioni e che verranno portate nell'ultimissimo Consiglio di legislatura. Su questo argomento siamo intervenuti più volte in corso di legislatura - come ci siamo ricordati reciprocamente sia io che il Presidente Louvin - e devo dire che nessun passo è stato fatto. L'unico passo che ci siamo proposti di fare è quello del disegno di legge oggi in esame, proposto dal nostro gruppo.
Debole è anche l'argomentazione riferita ai tecnici: io parlavo di "coscienza politica" di ogni individuo e dunque anche dei tecnici, perché ho voluto essere "soft" nell'esprimere questo concetto, ma ora vorrei svilupparlo per l'intero, partendo non da un'astrazione o da un principio generalmente riconosciuto - l'anima politica che contraddistingue questo straordinario animale politico che è l'essere umano - bensì dalla passione politica che muove gli schieramenti politici. Allora, Presidente Louvin e Consigliere Viérin, andate a vedere gli elenchi delle nomine che avete fatto in legislatura e a raffrontarli con la totalità dei professionisti che sono iscritti negli albi, e vi renderete conto che la passione politica attiva o passiva ha comunque condizionato le nomine! Un meccanismo che riporti le nomine al Consiglio sarebbe un meccanismo di estensione degli incarichi, di rotazione degli incarichi e forse - paradossalmente - di maggiore valorizzazione della professionalità!
Una volta, sulle bottiglie di vermouth si leggeva: "fornitori della Real Casa". Oggi non si può scrivere sulle carte intestate "consulenti dell'Amministrazione regionale", ma alcuni professionisti avrebbero pieno titolo per scriverlo, perché hanno cresciuto la loro fama professionale, la loro fortuna personale, proprio per gli incarichi reiterati e ben remunerati che questa Amministrazione ha loro concesso! Allora, Presidente, sono deboli le argomentazioni portate alla conclusione e alla richiesta a questa maggioranza - silenziosa, perlomeno su questo argomento importante - di astenersi. Sarebbe forse stato più utile, nell'economia delle regole di questa Amministrazione, che questa maggioranza avesse espresso i propri avvisi, i propri emendamenti in sede di commissione! Sarebbe stato più utile che su questo argomento, come la minoranza ha saputo dimostrare in Commissione di inchiesta, vi fosse stato un superamento degli schieramenti di parte!
Come minoranza pensiamo di esserci riusciti, anche se con una fatica di tipo politico, a comprendere che su certi passaggi, su certi momenti politici, bisogna riuscire a volare un po' più alto di quelle che sono le logiche dell'appartenenza! Riconoscere che per tutta la legislatura questo problema c'è stato, è stato evidenziato, è stato più volte stimolato dalle iniziative ispettive, e quant'altro, e poi… arrivare a dire che siamo a fine legislatura e diventa perciò difficile esprimersi in maniera settoriale ed affrettata... Presidente, colleghi Consiglieri, ci rimane il rammarico, perché se è vero che ognuno ha delle responsabilità e dei ruoli, riteniamo che in certi casi sarebbe opportuno che gli sforzi fossero reciproci!
Chiudiamo questa legislatura con una soddisfazione: di essere riusciti, pur stando in minoranza e, di conseguenza, svolgendo un ruolo di controllo e di opposizione, ad essere anche propositivi, a presentare dei disegni di legge, a cercare di esprimere le positività che su alcune materie importanti dovevano essere riconosciute. Colleghi della maggioranza, le accuse che spesso voi avete rivolto ai banchi dell'opposizione, di fare opposizione strumentale, penso che abbiano caratterizzato l'atteggiamento che voi avete tenuto nei confronti dell'opposizione: un atteggiamento di ostruzionismo a tutti gli apporti costruttivi tendenti a modificare determinati meccanismi, molte volte di tipo regolamentare.
È evidente che il Presidente Louvin nella sua breve replica ha consegnato a coloro che subentreranno negli scranni di maggioranza relativa, l'eredità pesante di porre mano in maniera più ampia al meccanismo delle nomine. Ci auguriamo che la prossima legislatura possa vedere impegnato il partito attuale di maggioranza relativa su questo tema fin dai primi Consigli, per evitare che ci tocchi assistere ad una fine della prossima legislatura con le stesse considerazioni! Penso che non rimanga molto altro da dire, se non chiudere su una battuta sul limite dei mandati. Non capiamo per quale motivo la maggioranza del 1997 avesse ritenuto sacrale il limite di tre mandati e ritenga non praticabile la riduzione di un mandato per quanto riguarda gli organi di controllo, tenendo presente che la legge n. 81 dello Stato pone, proprio nell'ambito delle amministrazioni comunali e provinciali, il limite dei due mandati; pertanto il limite dei due mandati non è una nostra invenzione!
Vorrei anche sottolineare che nulla c'entra, mi consenta, Presidente, la professionalità dei soggetti incaricati di rappresentare l'Amministrazione negli organi di sorveglianza con la durata dei mandati, perché - vorrei fosse chiaro - nulla vieta che lo stesso professionista possa a vita ottenere incarichi negli organi di controllo. Il problema è un altro: una certa familiarità che si instaura in seno a quella società non è utile, non è funzionale alla funzione di controllo! Le mani libere diventano meno libere con il passare del tempo; di conseguenza, avevamo pensato di anticipare il limite dei mandati.
Queste sono riflessioni a completamento dell'illustrazione delle relazioni. La legge si legge per quello che abbiamo voluto scrivere; i colleghi voteranno assumendosi le responsabilità di quello che sarà il proprio voto.
Président Je soumets au vote l'article 1er:
Conseillers présents: 29
Votants: 9
Pour: 9
Abstentions: 20 (Agnesod, Aloisi, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Louvin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)
Le Conseil n'approuve pas.
Je rappelle que, au cas où le premier article d'un projet de loi ou d'un règlement soit refusé, la proposition entière est refusée. Le projet de loi n° 189 est donc refusé.
