Oggetto del Consiglio n. 263 del 30 giugno 1977 - Verbale

OGGETTO N. 263/77 - SOPPRESSIONE O RIDUZIONE DELL'AUMENTO DELL'IMPORTO ANNUALE DELLA TESSERA PER I CACCIATORI. REIEZIONE DI MOZIONE.

Il Vice Presidente PERRUCHON dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dai Consiglieri Dolchi, Moncami e Chincheré, concernente l'oggetto: "Soppressione o riduzione dell'aumento dell'importo annuale della tessera per i cacciatori", mozione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 15 e 16 giugno 1977:

Ill.mo Signor PRESIDENTE

del Consiglio regionale

SEDE

I sottoscritti Consiglieri regionali chiedono alla S.V. di voler inserire all'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio regionale la seguente

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,

venuto a conoscenza della deliberazione del Comitato regionale caccia che prevede un aumento del tesserino di lire 20.000, che viene pertanto portato dalle attuali lire 30.000 alla esorbitante somma di lire 50.000;

considerato che a tale cifra devono essere aggiunte le spese concernenti l'assicurazione, il porto d'armi per cui ogni cacciatore dovrà pagare dalle 69.000 alle 73.000 lire;

rilevato che la caccia interessa ed appassiona migliaia di valdostani, i quali in tal modo utilizzano in modo sano il loro tempo libero;

ribadito che l'attività venatoria non può essere considerata un privilegio dei ricchi e pertanto una discriminazione che non aiuta la campagna di ripopolamento della selvaggina, ma invece ne limita la distruzione a quanti possono pagare;

preso atto che già le Associazioni Feder Caccia, Enal Caccia, Arci Caccia e ASC Caccia hanno richiesto (con lettera in data 7 marzo c.a.) al Presidente della Giunta regionale di non sanzionare il suddetto aumento che ritengono ingiustificato in quanto tutto il personale del Comitato regionale caccia è a carico della Regione, né altre spese giustificano un così cospicuo aumento;

DELIBERA

di impegnare il Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 10 della legge regionale 23 maggio 1973, n. 28, a decidere, a seguito di eventuali ricorsi, di respingere il richiesto aumento, o, in subordine, a limitarlo ad un massimo di lire 10.000.

Aosta, li 16.5.1977

F.ti: Giulio Dolchi, L. Monami, Chincheré

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Il Presidente della Giunta ANDRIONE prende la parola per una mozione d'ordine: ritiene infatti che la mozione, presentata in questi termini, sia irricevibile perché, finché rimane in vigore la legge attuale, è il Presidente della Giunta che ha competenza a decidere sui ricorsi e il suo operato non può essere vincolato da una mozione.

Ritiene comunque che la discussione possa avvenire ugualmente e che le risultanze della medesima saranno considerate come una raccomandazione.

Il Consigliere DOLCHI concorda con l'interpretazione data dal Presidente della Giunta, ma fa presente che scopo della mozione vuol essere quello di far esprimere al Consiglio un parere consultivo ed orientativo per il Presidente della Giunta, al quale spetta di adottare la decisione ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 10 della legge regionale 23 maggio 1973, n. 28.

Afferma che non intende indurre il Consiglio a fare una discussione a favore o contro la caccia, sulla difesa della natura, sull'ecologia, ma auspica che la mozione rimanga inquadrata in una prospettiva più limitata e precisamente sulla considerazione se è giusto che lo sport della caccia, a suo avviso sport popolare, debba essere cosi oneroso come in pratica è dopo il provvedimento di aumento del tesserino annuo da 30.000 a 50.000 lire.

Ribadisce il concetto che la decisione spetta al Presidente della Giunta, ma auspica che il Presidente stesso tenga conto del fatto che gli stessi cacciatori, contrari all'aumento di 20.000 lire, sarebbero disposti ad accettare un aumento di 10.000 lire.

Il Consigliere FOURNIER fa presente che il Comitato è composto, oltre che dal Presidente, di 16 membri, dei quali 8 sono nominati dai cacciatori, 4 sono rappresentanti della Regione e 4 sono esperti.

Afferma che sono state queste 17 persone a decidere a maggioranza di fissare il prezzo del tesserino a 50.000 lire e non ritiene opportuno che si entri nel merito della valutazione, come d'altra parte non ritiene logico che si facciano delle pressioni per cercare di modificare la manifestazione di volontà di un Comitato liberamente eletto.

Il Consigliere MANGANONI richiede che l'uso del cannocchiale per la caccia venga di nuovo vietato.

Il Consigliere BORDON si associa a quanto detto dal Consigliere Dolchi e raccomanda che non si aumenti oltre misura il prezzo del tesserino.

Il Consigliere CHANU ritiene che, fino a quando il Consiglio non abbia competenze in merito al Comitato caccia, il Consiglio non possa esprimersi neanche sotto forma di raccomandazione.

Fa presente di non sapere se il controllo sia limitato alla legittimità o possa entrare anche nel merito e, non essendo documentato sui motivi che hanno indotto il Comitato caccia ad aumentare il corso dei tesserini, dichiara l'astensione del Gruppo dei Democratici Popolari anche dalla mozione considerata come raccomandazione.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE fa presente che l'ultimo comma dell'articolo 10 della legge regionale 23 maggio 1973, n. 28, prevede, contro i provvedimenti del Comitato caccia, il diritto d'impugnativa con ricorso al Presidente della Giunta, il quale decide.

Ritiene che nella decisione del ricorso il Presidente della Giunta abbia anche la possibilità di entrare nel merito.

Considerato che il Consigliere Dolchi ha espresso le ragioni favorevoli all'accoglimento del ricorso, vorrebbe far presente le tesi opposte e sostiene che le più ingenti spese cui vanno incontro i cacciatori non sono certamente quelle del tesserino, bensì quelle per l'acquisto del fucile.

Comunica che il Comitato caccia ha proposto l'aumento soprattutto a causa della necessità di ripopolamento della selvaggina ed in particolare delle lepri, che non possono più essere importate, ma dovranno essere allevate in loco.

Il Vice Presidente CHABOD fa presente che, qualora si intendesse considerare la mozione come raccomandazione, bisognerebbe modificarla.

Il Consigliere TAMONE annuncia che il Gruppo dell'Union Valdôtaine si asterrà dalla votazione.

Il Consigliere TRIPODI annuncia che il Gruppo consiliare socialista voterà a favore della mozione.

Il Consigliere PARISI dichiara che, a suo avviso, devono essere rispettate le decisioni del Comitato caccia e che a questo punto la materia è demandata al Presidente che deciderà sul ricorso.

Il Vice Presidente CHABOD propone che la mozione venga modificata come segue: "il Consiglio delibera di raccomandare al Presidente della Giunta di limitare ad un massimo di lire 10.000 l'aumento del costo del tesserino regionale per la caccia".

Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della mozione nel testo emendato come da proposte emerse nel corso della discussione.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Vice Presidente CHABOD accerta e comunica il seguente risultato della votazione:

Consiglieri presenti: ventisette;

Consiglieri votanti: undici;

Voti favorevoli: dieci;

Voti contrari: uno;

Astenutisi dalla votazione i Consiglieri Andrione, Benzo, Chabod, Chanu, Clusaz, Fournier, Jorrioz, Lanivi, Lustrissy, Manganone, Maquignaz, Marcoz, Pollicini, Quey, Tamone e Viglino.

Il Vice Presidente CHABOD, in base all'esito della votazione, accerta e comunica che il Consiglio regionale non ha approvato la seguente mozione:

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,

venuto a conoscenza della deliberazione del Comitato regionale caccia che prevede un aumento del tesserino di lire 20.000, che viene pertanto portato dalle attuali lire 30.000 alla esorbitante somma di lire 50.000;

considerato che a tale cifra devono essere aggiunte le spese concernenti l'assicurazione, il porto d'armi per cui ogni cacciatore dovrà pagare dalle 69.000 alle 73.000 lire;

rilevato che la caccia interessa ed appassiona migliaia di valdostani i quali in tal modo utilizzano in modo sano il loro tempo libero;

ribadito che l'attività venatoria non può essere considerata un privilegio dei ricchi e pertanto una discriminazione che non aiuta la campagna di ripopolamento della selvaggina, ma invece ne limita la distruzione a quanti possono pagare;

preso atto che già le Associazioni Feder Caccia, Enal Caccia, Arci Caccia e ASC Caccia hanno richiesto (con lettera in data 7 marzo c.a.) al Presidente della Giunta regionale di non sanzionare il suddetto aumento che ritengono ingiustificato in quanto tutto il personale del Comitato regionale caccia è a carico della Regione, né altre spese giustificano un così cospicuo aumento;

DELIBERA

di raccomandare al Presidente della Giunta regionale, a seguito di eventuali ricorsi, di limitare ad un massimo di lire 10.000 l'aumento del costo del tesserino regionale per la caccia.

Il Consiglio prende atto.

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