Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3137 del 2 aprile 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 3137/XI Riduzione del numero delle classi nell'Istituzione scolastica di istruzione tecnica, industriale e professionale nei Comuni di Verrès e Pont-Saint-Martin. (Interpellanza)

Interpellanza Venuti a conoscenza della volontà da parte dell'Amministrazione regionale di ridurre drasticamente il numero delle classi nell'Istituzione Scolastica di Istruzione Tecnica Industriale e Professionale con sede a Verrès e sede associata a Pont-Saint-Martin;

Tenuto conto della protesta contro "questi tagli" che ha portato studenti e professori a manifestare apertamente contro tale decisione;

Sottolineato che l'applicazione rigida della normativa, qualora la determinazione delle dotazioni organiche fosse deliberata dalla Giunta regionale, creerebbe gravi disagi soprattutto agli studenti delle vallate laterali e delle zone periferiche della Valle;

Sottolineato altresì che il mantenimento delle classi ad indirizzo professionale permetterebbe di mantenere il legame importante tra il mondo scolastico e quello lavorativo che abbisogna sempre più di personale preparato;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere:

1) quali sono gli intendimenti relativi alla possibilità e alla volontà politica di modificare le scelte prospettate in merito alla riduzione delle classi nelle scuole, come indicato in premessa;

2) nel caso in cui non ci sia la volontà politica di modificare tale scelte come intende far fronte ai problemi, chiaramente esplicitati dai professori, dagli studenti e dai genitori, che sicuramente nasceranno a seguito della decisione di ridurre il numero delle classi.

F.to: Lanièce - Beneforti - Squarzino Secondina

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (SA) Capita che ogni tanto in politica "si predichi bene, ma poi si razzoli male". La questione che mi ha portato a presentare questa interpellanza insieme ai colleghi Beneforti e Squarzino è un esempio lampante di questa cattiva abitudine politica. Non so da quanto tempo sento parlare tutti i membri dell'Esecutivo regionale, ma anche del Consiglio, di voler decentralizzare il capoluogo regionale e di conseguenza di voler valorizzare gli altri comuni, in particolare i piccoli centri montani. È una scelta evidente, quasi obbligata, se non vogliamo vedere tutto concentrato ad Aosta, lasciando abbandonati gli altri comuni. Questa scelta in certi casi però può implicare un grosso impegno economico, a seguito della volontà di voler salvaguardare e mantenere strutture decentrate, anche a volte in maniera antieconomica, ma d'altronde, al momento, questa è l'unica modalità che può permettere di garantire il prosieguo della vita anche nelle altre zone della Valle d'Aosta, soprattutto in quelle più piccole. Questo si sta verificando anche nella scuola, che subisce gli effetti del calo demografico con un certo ritardo. Abbiamo a che fare con piccolissime classi, formate da pochi alunni, ma che, nel voler rispettare le idee sopra descritte, sulle quali mi trovo perfettamente d'accordo, dovrebbero essere mantenute.

Non riusciamo pertanto a capire perché nell'Istituzione scolastica di istruzione tecnica, industriale e professionale con sede a Verrès e sede associata a Pont-Saint-Martin, la Regione avrebbe deciso - usiamo il condizionale perché abbiamo solamente un piano formulato dall'Ufficio scolastico della Regione e dovrebbe esserci una delibera, non so se è stata emanata ieri, comunque lo sarà in questi giorni - di chiudere alcune classi e ciò nonostante le forti ed immediate proteste che hanno portato gli studenti, i professori e i genitori a manifestare apertamente contro tale decisione, che, se applicata dalla Giunta regionale, comporterebbe gravi disagi agli studenti e, nel contempo, metterebbe in difficoltà il mantenimento di un legame importante tra il mondo scolastico e quello lavorativo, che ha bisogno sempre di più di personale professionalmente preparato. Fra le classi oggetto di tali prospettati tagli vi è la 4° del corso di operatore per gestione aziendale in località Pont-Saint-Martin e la nuova 1° classe del corso di meccanica. Le due situazioni sono simili, ma presentano alcune differenze.

Nel primo caso l'attuale 3° è formata da 8 studentesse, di cui 2 non riconosciute in quanto provenienti da fuori Valle. Quest'anno le ragazze sosterranno l'esame di abilitazione professionale, superato il quale avranno il loro diplomino, ma soprattutto potranno continuare il corso di studi per poter poi sostenere fra 2 anni l'esame di maturità, che, una volta superato, consente l'iscrizione all'università, anche a quella della Valle d'Aosta, che, a quanto mi è stato detto, presenta dei corsi di gestione aziendale legati all'economia turistica. Bene, adesso queste ragazze potrebbero decidere di mollare tutto, di prendersi il diplomino e lasciar perdere i propri studi, perché la Giunta regionale vorrebbe - uso il condizionale -, visto l'esiguo numero, cancellare il corso. Le alternative sono 2: o si continua a studiare ad Aosta oppure a Ivrea, in ogni caso lontano da casa, con grosso aggravio di spese di trasferimento e anche di soggiorno, eliminando in un sol colpo programmi e progetti della classe e fregandosene altamente di tutti i rapporti sociali che si creano anche in ambito scolastico. Insomma, siccome questo corso non ha la quantità di iscritti di un liceo, l'Assessorato regionale dell'istruzione avrebbe deciso di toglierlo, non preoccupandosi di chi sta investendo i propri anni di studio in uno specifico settore, rendendo di fatto scomodo e costoso l'eventuale prosieguo degli studi stessi: una bella dimostrazione di attenzione nei confronti del mondo scolastico e di garanzie di rispetto del diritto allo studio, non c'è che dire!

Il secondo caso prevede invece la non partenza del corso di meccanica ed è un caso più eclatante perché, di fronte a 5 Valdostani, ci sono 8 studenti che arriverebbero da fuori Valle, ma per il nostro Assessorato della cultura questi non contano e quindi il corso per soli 5 Valdostani non partirà; eppure non mi sembra che negli anni '70, quando le risorse e le possibilità di scelta scolastica non erano così varie nella nostra Regione, ad Ivrea rifiutassero gli studenti valdostani, così come non li rifiutano adesso. Inoltre, lo confermano gli stessi dirigenti scolastici, il mercato del lavoro necessita di professionisti nel campo della meccanica. Il corso è l'unico in Valle e sono stati investiti soldi in apparecchiature e a livello progettuale. Le aziende collaborano già con la scuola, i ragazzi escono dalla scuola e vanno a lavorare, non come in altre scuole dove gli studenti, una volta finiti gli studi, vanno, purtroppo, ad infoltire la fila dei disoccupati o dei candidati a un concorso pubblico.

Insomma, dopo tutti questi momenti di crisi del settore, un corso scolastico funziona, crea professionisti, li fa lavorare da subito, tanto che arrivano da fuori Valle a frequentarlo e la Giunta cosa fa? Lo vuole chiudere. Se la scelta verrà confermata, siamo di fronte a un'altra dimostrazione di poca attenzione, di non difesa del diritto allo studio da parte del nostro Governo. È chiaro che ci auguriamo che in nessun caso la Giunta voglia prendere una decisione del genere, in aperto contrasto con le scelte e le idee finora espresse, ma soprattutto perché è una decisione impopolare e inutile che non avvicina i giovani al mondo della scuola e del lavoro, anzi fornirebbe loro la lezione peggiore che essi potrebbero ricevere dall'Amministrazione pubblica. È come se dicessimo loro: "Volete studiare? Arrangiatevi!". Noi invece speriamo che questa Giunta, di fronte alle giuste proteste degli studenti appoggiati dagli insegnanti e dai genitori, e anche a seguito di questa nostra iniziativa, doverosa nel dimostrare il nostro simbolico sostegno e la nostra attenzione a questa proposta degli studenti, voglia modificare le scelte prospettate in merito alla riduzione delle classi, dimostrando così di dare la giusta attenzione ed importanza al diritto allo studio, che deve andare ben oltre la semplice applicazione rigida della normativa, permettendo anche a pochi studenti, che però hanno voglia di studiare, di potersi formare professionalmente, creandosi un futuro che permetta loro di trovare un lavoro grazie alla loro preparazione scolastica.

Sarebbe anzi opportuno che il Consiglio regionale, approfittando della discussione di questa iniziativa, volesse dimostrare la sua attenzione verso questo problema attraverso una presa di posizione unanime, se possibile, con un ordine del giorno o una risoluzione che, da una parte, solleciti l'esigenza al Governo nazionale di avere un maggior ruolo decisionale nella politica scolastica visto che ne abbiamo la competenza e, dall'altra, impegni la Giunta regionale a cercare di modificare i parametri di attribuzione delle classi, tenendo conto del territorio valdostano e dando stabilità ai corsi scolastici in modo da venire incontro alle giuste esigenze degli studenti.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Quanto al "predicare bene e razzolare male", Consigliere Lanièce, mi consenta di non andare troppo oltre, perché vorrei ricordare che oggi si grida "al lupo, al lupo!" per una materia che negli anni scorsi era passata sotto silenzio e che pure era stata in analoghe condizioni di difficoltà comunque affrontata e risolta senza che ci fossero così accorate grida di allarme. Pare invece oggi da quanto lei espone che, mentre l'Amministrazione, anche sulla base di quanto poi esporrò, non manifesta certezze, soprattutto di carattere negativo, vi sia d'altra parte una certa agitazione che ritengo di poter addebitare al clima di questo periodo pre-elettorale. Ne approfitto, allora, prima di entrare nel merito della questione, per fare un richiamo alla serietà dei comportamenti, che sono poi il presupposto essenziale per affrontare in modo positivo i problemi che si pongono.

Venendo all'interpellanza, vi sono oggi delle preoccupazioni che gli interpellanti sollevano sul futuro di alcune classi dell'Istituzione scolastica di Verrès. Vorrei ricordare che queste preoccupazioni si sostanzierebbero in 3 casi, che, sulla base dei dati attualmente disponibili, sono così sintetizzabili. A Verrès, presso l'Istituto professionale, vi è, sulla base dei dati attuali, l'impossibilità di attivare la classe 1° in presenza di soli 3 iscritti per la qualifica di "elettricista". Si tratta di una situazione ben diversa rispetto a quella dello scorso anno, quando si era in presenza di 14 alunni e la classe fu formata. A Pont-Saint-Martin, nella 4° aziendale dell'Istituto professionale, si è in presenza di 8 iscritti che non fanno sussistere attualmente le condizioni per l'attivazione della classe 4° iniziale del corso post-qualifica. Già per il corrente anno scolastico - l'anno scorso, quindi, il 2002-2003 -, la classe 3° era stata mantenuta in via eccezionale, al fine di consentire ai 9 alunni iscritti di conseguire la qualifica, ma si era già comunicata la probabile impossibilità di attivare il successivo corso post-qualifica, sulla base di un numero di allievi inferiori a 10.

A Pont-Saint-Martin abbiamo poi un'altra situazione, che riguarda l'Istituto professionale meccanico. Nel settore meccanico risultano iscritti alla classe 1° solo 5 alunni residenti, i quali non sono assolutamente sufficienti a prevedere un'attivazione della classe, essendo al momento questi i numeri, e consentire così, come peraltro si è sempre fatto, il successivo accoglimento delle richieste di iscrizione avanzate da alunni residenti fuori Valle. Ho dato questi dati perché evidenziano che l'Amministrazione non ha assolutamente operato alcun intervento teso ad effettuare tagli di classi nell'istituzione scolastica in argomento, ma che al momento ha semplicemente preso atto dell'assoluta esiguità di allievi iscritti. Questa situazione non consente, sulla base di questi dati - che sono peraltro non definitivi e dirò poi perché -, la previsione di assegnazione di tutte le risorse utili alla formazione di una classe per l'insufficienza del numero di alunni ad essa iscritti.

In ordine all'interpellanza presentata, vorrei anche precisare che l'ipotetica previsione di classi in meno, rispetto a quelle funzionanti nel corrente anno scolastico presso l'istituzione in argomento, non dipende nel modo più assoluto dalle volontà dell'Amministrazione, ma deriva, se vogliamo chiamare le cose con il loro nome, esclusivamente dalla notevole diminuzione del numero di alunni iscritti, che, sempre secondo i dati attualmente disponibili, sarebbe di circa 60 unità in quella zona. Ho detto 2 volte "attualmente disponibili" poiché essi non sono definitivi e vi saranno ulteriori fasi di verifica, delle quali dirò poi.

Questa, al momento, è la situazione e, prima di rispondere alle questioni poste, al fine di poter esaminare con cognizione di causa la questione, sarebbe il caso - ed è quanto farò - di ricordare quali sono le operazioni che vengono svolte in questo periodo dell'anno. In primo luogo vi è il momento delle iscrizioni nelle varie scuole, successivamente si stima il numero delle cattedre; per fare questo l'Amministrazione procede ad una rilevazione del numero delle classi possibili, per determinare l'individuazione delle ore di insegnamento e delle conseguenti operazioni di determinazione delle cattedre di ciascuna classe di concorso. Le relative indicazioni rivestono valenza essenzialmente figurativa e non precostituiscono comunque vincoli per le istituzioni scolastiche autonome, alle quali spetta, nei limiti delle risorse assegnate in organico, ogni competenza in materia di formazione delle classi. Quest'ultimo passaggio che ho citato è essenzialmente quanto ho ripreso dalla circolare che la Direzione del personale scolastico ha inviato alle scuole, elemento che dovrebbe essere a conoscenza del Consigliere Lanièce. Questa prima fase si conclude con la determinazione da parte dell'Amministrazione della dotazione organica del personale. Fra l'altro rassicuro il collega Lanièce che al momento l'Amministrazione regionale non ha ancora provveduto ad approvare gli organici delle scuole secondarie.

Vi è poi un momento successivo, che prevede degli adeguamenti sulla base delle situazioni di fatto, che potranno essere rilevate solo ad anno scolastico concluso, sulla base di cambiamento di orientamento, di nuove iscrizioni, di ripetenze, cose che al momento non possiamo prevedere. Solo in questa seconda fase, sulla base di dati certi, si potranno determinare con precisione le risorse necessarie ed attribuire ulteriori posti in organico che potranno consentire l'attivazione di quelle classi, che al momento si ritrovano ad avere i requisiti numerici che ho ricordato prima. Sottolineo ancora che la formazione di tali classi non è dettata dall'Amministrazione, ma è decisa dalle istituzioni scolastiche che possono operare in piena autonomia, disponendo dell'utilizzazione dei propri docenti in modo da attivare autonomamente le classi ritenute opportune. Questo è quanto accade ogni anno.

Oggi, quindi, è quanto meno avventato fare riferimento ad eventuali requisiti numerici, in assenza di dati definitivi, che saranno disponibili prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Si chiede "quali sono gli intendimenti relativi alla possibilità e alla volontà politica di modificare le scelte prospettate…", devo ripetermi in questo caso dicendo che non vi sono scelte prospettate, poiché al momento ragioniamo sui soli dati delle attuali iscrizioni, senza essere in possesso di altri ulteriori elementi relativi a nuove possibili iscrizioni, a trasferimenti e/o a ripetenze che al momento non sono quantificabili. Sulla base dei dati completi, come sempre si è verificato, a fronte di una situazione definitivamente accertata, saranno assunte le opportune decisioni, che porteranno al riesame della situazione attuale, come peraltro è sempre stato fatto negli anni scorsi.

Vorrei concludere sottolineando il fatto che ancora una volta l'Amministrazione ha operato con criteri di ampia tolleranza. Se fosse vero quanto asserito nell'interpellanza e se si fosse operato sui numeri netti, si sarebbe giunti ad una previsione per l'anno 2003-2004 di 15-16 classi, invece delle 25 che, al momento, sono state ipotizzate dalla Direzione del personale scolastico. Certo, all'IPR resta aperto il problema dei 5 iscritti per il conseguimento della qualifica di "meccanico", dei 3 iscritti per il conseguimento della qualifica di "elettricista", di Verrès, e degli 8 studenti iscritti per il conseguimento della qualifica per la gestione aziendale. Per quanto riguarda queste situazioni ed altre che si manifesteranno con ulteriori modificazioni del numero degli allievi, sarà possibile intervenire con successivi riaggiustamenti degli organici nel corso del mese di giugno; cosa che si intende fare, come peraltro già fatto negli anni scorsi e come previsto dalle disposizioni vigenti. Per questo - e concludo -, pur ritenendo l'iniziativa degna di attenzione, in quanto proposta anche in modo coscienzioso, dico che oggi non siamo giunti al termine ultimo per operare delle scelte definitive, anzi!

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) Assessore, non siamo soddisfatti della sua risposta per due motivi.

Motivo politico: non credo che sia corretto attribuire un'etichetta di "clima pre-elettorale" a noi, credo che anche membri qualificati del suo movimento, colleghi che sono qui seduti in Consiglio, hanno preso in mano la situazione in modo ancora più forte di quanto non abbiamo fatto noi, Consiglieri dell'opposizione, nel senso che hanno partecipato a riunioni pubbliche, hanno espresso impegni chiari e precisi che tutti abbiamo letto sui giornali, per cui il carattere di clima elettorale in cui è nata questa iniziativa non risponde tanto alle nostre richieste, quando piuttosto ai colleghi del suo movimento. Abbiamo chiesto delle informazioni; i suoi colleghi hanno fatto promesse ben chiare, per cui credo che la situazione sia totalmente diversa.

Adesso veniamo all'aspetto tecnico. Lei ha detto una cosa che non è del tutto giusta quando ha detto: "Adesso si fanno come sempre gli organici, si prevedono le classi possibili sulla base delle iscrizioni, sulla base di queste classi, si predispongono le dotazioni organiche, poi le scelte definitive saranno fatte in un secondo momento". Primo: per la scuola media elementare e per la scuola materna non è stato fatto questo ragionamento, perché l'organico di diritto è stato pubblicato; secondo, non siamo più nell'istituto dell'organico "di diritto", e "di fatto" come quando noi due, Assessore, facevamo i sindacalisti nella scuola, adesso non è più così; lei sa bene che c'è l'organico di diritto che viene fatto adesso, poi al massimo ci sono alcuni aggiustamenti, che però devono essere fatti all'interno degli insegnanti assegnati alle singole scuole. Non possiamo parlare allora di ulteriori posti di organico che saranno affidati in un secondo momento, quando avremo i dati definitivi. Questo è un dato falso! Oggi, con la normativa attuale, bisogna fare per la scuola media superiore quello che è stato fatto per la scuola materna, elementare e media, cioè individuare, come lei diceva, in base alle iscrizioni, le classi possibili, dopodiché le cattedre, assegnare gli insegnanti alle scuole e queste, all'interno della loro autonomia, decidono come organizzarsi nelle classi. È questo il nodo politico su cui credo che valga la pena riflettere: quali sono i criteri in base ai quali dal numero degli alunni si passa al numero delle classi.

Credo che gli uffici, correttamente dal loro punto di vista, abbiano individuato le classi sulla base del numero degli alunni iscritti, tenendo conto della normativa ministeriale che dà una serie di indicazioni. Per agire in modo diverso, cioè per leggere in modo diverso il numero di alunni iscritti, gli uffici avrebbero dovuto avere dei necessari input di tipo politico, che dovevano indicare priorità e motivazioni tali da poter adeguare la norma nazionale alla realtà della nostra Regione. Qui non parliamo di stato giuridico degli insegnanti, per cui siamo tenuti come Regione a rispettare le norme che riguardano gli insegnanti; qui parliamo di altre cose, parliamo di formazione di classi ed è tutta un'altra materia, su cui noi come Regione abbiamo possibilità di intervenire e lo Statuto lo prevede.

Noi, dunque, possiamo intervenire sia come competenza complementare negli ordini superiori, sia come competenza primaria nella scuola di base e nell'IPR e nell'istruzione professionale. Questo per dire che la volontà politica poteva intervenire e dare input precisi agli uffici. La Regione in altre circostanze ha fatto questa scelta ovvero, giustamente, ha motivato soluzioni innovative per rispondere ad un disagio reale riscontrato da alunni, dai docenti e dalle famiglie. Ricordo e credo che sia un merito del politico, che è stato previsto per le scuole elementari un numero di iscritti pari a 5 alunni almeno per aprire una classe, cosa che a livello nazionale non è prevista. Come pure a livello di scuola media inferiore sappiamo che c'è un limite di quindici che può essere abbassato a 10 in caso di presenza di handicap. Non solo, sempre in ambito di handicap, il rapporto alunni-handicappati e docenti di sostegno da noi è molto diverso, molto più positivo rispetto a quanto è previsto dalla normativa nazionale. Mi si dirà che la scuola elementare è scuola dell'obbligo, mentre questa è scuola superiore e non ancora obbligatoria, ma non è proprio così, perché, finché non saranno emanati i decreti attuativi della "riforma Moratti", è ancora valido l'obbligo scolastico a 16 anni. Mi sembra allora che, di fronte a questa situazione, ci siano alcune richieste precise: di alunni, di docenti e anche di sindacati che hanno proposto di formare delle classi miste e questa è un'innovazione già attuata in alcuni casi e che può essere estesa anche in altri. Le classi miste consentono di mettere insieme, per tutta una serie di materie comuni, alunni iscritti ad indirizzi diversi per cui c'è solo da prevedere alcune ore aggiuntive per gli insegnamenti specifici. La spesa è minima. La richiesta di intervenire in questa situazione, con soluzioni di tipo politico, è una richiesta sostenuta anche da esponenti politici del suo movimento e che fanno parte della maggioranza.

Credo di leggere nella sua risposta un po' di difficoltà che lei ha nei confronti del suo movimento, difficoltà nei confronti dei genitori - lei sì che si sente in clima pre-elettorale! - delle famiglie, dei docenti e via dicendo. Il fatto che la Giunta regionale non abbia ancora approvato la delibera che era predisposta per gli organici della scuola media superiore dimostra che la problematica da noi sollevata è attuale. Il fatto che la Giunta non abbia ancora deciso cosa fare vuol dire che c'è ancora incertezza e spero che l'Assessore tenga conto delle esigenze degli alunni, dei docenti, dei sindacati e faccia appello alla sua autonomia e volontà politica di intervenire.