Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3132 del 2 aprile 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 3132/XI Lavori di recupero dell'immobile "Casa Lostan" nel Comune di Aosta. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso che:

- i lavori di recupero dell'immobile sito in Aosta in via Lostan, destinati, una volta ristrutturati, a segreteria dell'Università, prevedono una spesa complessiva di 6.972.168,13 euro;

- la superficie coperta complessiva, distribuita su tre piani, è di circa 800 mq.;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore alla Cultura per sapere:

1) quando sia avvenuta l'acquisto della "Casa Lostan" e quale sia stato il prezzo pagato;

2) se non ritenga esagerato il costo del recupero e quali ne sono le cause;

3) se il complesso sia completamente di proprietà regionale;

4) se non ritenga opportuno rivedere la destinazione d'uso finale, oltreché le tipologie di intervento al fine di contenere posti di recupero.

F.to: Frassy

Presidente La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (LCdL) Con questa interpellanza vorremmo capire quello che sarà il destino di "Casa Lostan" e quali sono gli antefatti che ci portano a sostenere dei costi, che avevamo ritenuto essere esagerati rispetto agli spazi in discussione.

Devo peraltro anticipare quello che l'Assessore mi ha informalmente comunicato sul dato contenuto in questa interpellanza, un dato emerso nell'ambito di una commissione, presente il Sovrintendente Perinetti, il dato degli 800 metri quadrati, che l'Assessore mi conferma essere 3700 metri quadrati. Penso che anche su questa precisazione l'Assessore voglia darci qualche dettaglio, perché è sorprendente confondere 3700 metri quadrati con 800 metri quadrati, non tanto per una questione meramente aritmetica - che di per sé potrebbe già destare sorpresa - ma per la destinazione finale, perché è evidente che la progettazione di 800 metri quadrati consente determinate realizzazioni minimali rispetto a quella che può essere una progettazione articolata sui 3700 metri quadrati.

Indipendentemente da questo svarione inerente la metratura, il costo del recupero risulta comunque caro, soprattutto se andiamo a sommare, come deve essere fatto, il prezzo di acquisto, salvo che "Casa Lostan" sia un lascito o una donazione ma, su questo, l'Assessore sarà preciso nella risposta che ci vorrà fornire. Non sappiamo se questo complesso sia divenuto effettivamente per intero di proprietà regionale perché, fino a non molto tempo fa, vi erano ancora delle attività di tipo artigianale insediate all'interno della corte di "Casa Lostan".

Sicuramente "Casa Lostan" ha dei pregi di tipo architettonico, per i quali vale la pena ipotizzare un recupero. Teniamo presente che "Casa Lostan" non è l'unico immobile che possa avere pregi di tipo architettonico. Sicuramente il recupero di questo complesso immobiliare contribuisce a riqualificare una zona trascurata del centro storico e a dare maggior valore alle proprietà circostanti. Riteniamo, peraltro, che un recupero di questo genere forse ha un'ipotesi di destinazione d'uso discutibile, perché destinare una struttura così importante per posizione strategica, per costi di recupero, per pregio architettonico, a una segreteria amministrativa dell'Università o forse anche al Rettorato dell'Università stessa, rischia di essere un recupero che non si giustifica, o meglio, un recupero che potrà essere fruito solo da servizi amministrativi e non reso fruibile alla pluralità dei cittadini.

Cosa diversa sarebbe se questo recupero fosse destinato a una sede avente libero accesso alla cittadinanza, per cui si potrebbero anche fare valutazioni di altro tipo, al di là di una valutazione di tipo funzionale, perché mi sembra di poter affermare che a più latitudini sia stato espresso il convincimento di ragionare in termini di decentramento degli uffici pubblici. Voglio ricordare che, dal punto di vista dei problemi di accesso, l'ultima sciagurata scelta è stata quella dell'Assessorato alla sanità: non c'è un posto auto a disposizione, in pieno centro storico, in una via pedonale con tutti i problemi di accesso, di viabilità e di parcheggio. Destinare questo immobile a servizio di segreteria universitaria in un'altra area centrale, contraddice probabilmente con gli impegni emersi nell'ambito di questa Amministrazione relativamente al decentramento dei servizi: creare degli accessi facili e che evitino la congestione del traffico.

Queste sono le problematiche che stanno a monte di questa interpellanza e sulle stesse chiediamo all'Assessore di darci dei chiarimenti, per i quali penso che i tempi siano maturi, in quanto il progetto è ormai avviato, non solo nelle definizioni finanziarie, ma anche in quelle progettuali. Se devono essere prese delle strade diverse rispetto a quelle finora ipotizzate, forse questo è il momento ultimo entro il quale può essere ancora effettuata una variazione delle strategie impostate.

Presidente La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Pastoret.

Pastoret (UV) Un peu d'histoire d'abord. La "Maison Lostan" appartint aux nobles de Lostan, famille originaire de Liddes dans le Valais, dont les personnages les plus importants furent Guillaume, Prieur de Saint-Ours (1359) et Mathieu, châtelain de Montjovet et bailli de Châtel Argent du XVIème siècle. Le dernier représentant de cette famille noble fut René de Lostan, mort en 1784; l'édifice passa par la suite à Jean-Baptiste Arnaud, à la famille Forêt, à Jean-Baptiste Bréan et enfin à la famille Bus au cours du XVIIIème siècle. L'ensemble - comme cela a été rappelé par M. Frassy - n'est pas, à l'heure actuelle, dans des bonnes conditions et il connaît des problèmes, dans une partie aussi des problèmes de stabilité, et cet immeuble est constitué de trois ?uvres: d'un bâtiment "A", composé de la partie nord, nord-est et nord-ouest, sur cinq étages, y compris le sous-sol, le demi-soul et le sous-toit; le bâtiment "B", composé de la partie sud sur trois étages, y compris le sous-sol; le bâtiment "C", composé d'un bâtiment en forme de "L" au nord de l'édifice sur deux étages hors terre. La Région possède le bâtiment "C" et l'ensemble des autres parties à 90 pour cent. L'achat des parties principales a eu lieu en 1973, les autres parties ont été achetées en 1988 et en 1996. Il s'agit maintenant de conclure l'achat de la propriété par l'acquisition de trois autres parties d'une surface de 150 mètres carrés environ, dont le montant estimé en gros, mais pas encore actualisé par le Service du patrimoine, serait de 589.000 euros.

M. Frassy l'a déjà rappelé, la surface n'est pas de 800 mètres carrés, mais de 3.754 mètres carrés, dont la répartition je vais donner tout de suite. Le malentendu a été le fruit d'une requête posée en commission sans des plans de la maison et une réponse trompée que le Surintendant avait donnée à M. Frassy; le Surintendant avait aussi dit qu'il se serait engagé à fournir une réponse plus détaillée, mais je crois que M. Frassy avait préparé tout de suite après le texte de l'interpellation. Tout de même on s'excuse pour cet inconvénient, qui ne relève pas de ma responsabilité.

Le bâtiment "A" est constitué par 2.305 mètres carrés; le bâtiment "B" par 619 mètres carrés; le bâtiment "C" par 350 mètres carrés. Les pièces devant être achetés seraient - je répète - de 150 mètres carrés; en plus, il y a une propriété de cour intérieure où sont prévus des fouilles archéologiques de prévention qui sont de 330 mètres carrés. Ce qui nous donne un total de 3.754 mètres carrés. Le coût global prévisionnel de l'opération est de 6.972 168 euros; le prix au mètre carré est donc de 2.857 euros, un prix équitable pour ce genre de travaux, qui concernent des sondages préliminaires d'abord sur les peintures et sur les fresques, des fouilles archéologiques, la restauration des décorations, les installations, et cetera.

Quant à la possibilité de changement de destination qui a été évoqué par M. Frassy, il faut souligner que le projet satisfait les exigences de sauvegarde du bâtiment. L'éventuel changement d'affectation de l'immeuble ne déterminerait pas une modification des coûts, qui sont considérés équitables, compte tenu du fait qu'une partie importante des interventions sera consacrée à la conservation des parties historico-artistiques de l'immeuble. Quant à l'opportunité de prévoir dans ce bâtiment le Rectorat de l'Université, je rappelle que les rectorats sont d'habitude destinataires d'immeubles prestigieux dans presque toutes les villes et sont, pour leurs caractéristiques institutionnelles, ouverts au public. En plus, la volonté de l'Administration est celle de garder les étudiants dans la ville, étant ceux-ci une partie vivante d'un tissu culturel et social que nous estimons nécessaire devoir garder dans la ville, en leur permettant d'accéder aux services d'une façon convenable et commode à l'intérieur du centre historique de la ville même.

Presidente La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (LCdL) Per esprimere soddisfazione per la completezza delle risposte fornite dall'Assessore, che puntualmente ha precisato i termini delle domande. Ho alcune perplessità però sull'operazione: il costo sarà pure giustificato da tutta questa serie di interventi di tipo archeologico e di tipo artistico per quanto riguarda il recupero degli affreschi e gli scavi, ma resta un costo importante e noi manteniamo delle perplessità sulla destinazione finale, soprattutto per quella che è ormai una tendenza di decentrare, quanto meno al di fuori della cinta muraria, quelle sedi amministrative che possono sostenere un grosso impatto di pubblico, per tutto quello che è il problema del traffico, della viabilità e del parcheggio, come dettagliavo nella premessa e nell'illustrazione dell'interpellanza. Vediamo che la data del 2006 è una data relativamente vicina rispetto alla complessità dell'opera che deve essere realizzata; nel corso della prossima legislatura avremo il piacere di verificare, passando in via Lostan, se i lavori procederanno o meno, e dipenderà anche dalle volontà politiche della prossima Giunta.