Oggetto del Consiglio n. 3131 del 2 aprile 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 3131/XI Soluzioni per eliminare situazioni di disagio nell'I.P.R.A. di Châtillon. (Interpellanza)
Interpellanza Venuti a conoscenza dei numerosi disagi che devono affrontare gli studenti dell'I.P.R.A. di Châtillon;
Rilevato come, in particolare, essendo alloggiati in due luoghi diversi - destinati a diventare 3 dal prossimo anno - e lontani dalla sede scolastica, gli studenti debbano rimanere dal mattino fino a tarda sera presso la palazzina che ospita i corsi;
Rilevato altresì come gli spazi ricreativi, già scarsi attualmente, siano destinati a ridursi ulteriormente con l'aumento delle classi scolastiche;
Considerato che gli spazi attualmente a disposizione non sono sufficienti nemmeno per l'espletamento delle lezioni pratiche e che sono in corso dei lavori presso una palazzina a fianco dell'esistente per eliminare questo inconveniente;
Appreso inoltre che il Piano dell'offerta formativa della scuola prevede tre opportunità di specializzazione (cucina, sala, reception) ma che, a causa delle scarse adesioni, si prevederebbe di abrogare i corsi per la reception;
Venuti a conoscenza che l'Amministrazione regionale avrebbe preso una serie di impegni per far fronte a tutte queste problematiche;
Evidenziato come, per il chiaro disagio a cui sono sottoposti gli studenti, tali problemi vadano risolti con estrema celerità;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per saper con quali modi e tempi si pensa di dare soluzione a tutte le problematiche concernenti l'I.P.R.A. di Châtillon.
F.to: Marguerettaz - La Torre - Comé
Presidente La parola al Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (SA) Questa interpellanza è stata depositata dopo numerose sollecitazioni da parte delle famiglie di questi studenti, che frequentano l'IPRA di Châtillon. Non so se tutti i colleghi sono a conoscenza del tipo di vita che fanno questi ragazzi: essi vengono prelevati dai loro alloggi, che sono dislocati attualmente in due zone diverse di Châtillon - perché parte di essi dormono presso "l'Istituto Gervasone" e un'altra parte presso la Scuola alberghiera -, molto presto al mattino con dei pullman e vengono trasportati verso quella che è la palazzina dove si tengono i corsi scolastici dell'istituto. Passano quasi l'intera giornata in questa palazzina, se non con una breve sosta per la pausa della ristorazione che li costringe a spostarsi verso la mensa della "Tecdis"; dopodiché, si trovano a vivere anche i momenti di ricreazione in spazi insufficienti. Spazi che, con l'aumentare delle classi - perché sappiamo che l'Istituto alberghiero è in funzione da solo due anni - sono destinati a diventare sempre più ridotti, perché quelli attualmente liberi saranno destinati alle nuove aule per le classi successive. Questi ragazzi vengono riprelevati dall'istituto alla sera, molto tardi, e riportati nelle due sedi che rappresentano la possibilità di alloggiare.
Un inciso, prima di affrontare un altro problema. Parte di questi ragazzi, dicevo, alloggiano presso la "Scuola alberghiera" e credo che, a due o tre anni dall'istituzione dell'IPRA, sia bene sottolineare, da una parte, la validità e, dall'altra, la differenza che esiste fra la tradizionale "Scuola alberghiera" e l'IPRA. Credo che le due realtà vadano tenute in eguale considerazione perché rappresentano due opportunità diverse per i ragazzi. Direi che, soprattutto alla luce della "riforma Moratti", sono due opportunità che, da una parte, possono offrire una valida formazione professionale ad un certo numero di ragazzi che optano per questa scelta; dall'altra, una prosecuzione degli studi a livello universitario. Credo quindi sia bene che una di queste due realtà non venga danneggiata dalla presenza dell'altra, essendo due realtà così distinte. In questo senso, credo che il fatto stesso che i ragazzi dell'IPRA debbano alloggiare forzatamente negli spazi della "Scuola alberghiera" sia, già di per sé, un dato che non conforta.
Un'altra questione che è posta nell'interpellanza si riferisce a questa notizia - di cui chiediamo conferma o meno all'Assessore -, secondo la quale sembrerebbe che, per il prossimo anno, l'istituto voglia togliere dai corsi di specializzazione quello relativo alla reception. L'istituto ha tre specializzazioni: sala, cucina, reception, ed è il POF - Piano offerta formativa - dell'istituto stesso ad offrire questa opportunità. Se questa notizia fosse vera, cioè che si pensa di non effettuare il corso di reception perché le adesioni non sono così elevate, credo che il Consiglio di amministrazione dovrebbe porsi la questione se un segnale di questo genere va nella direzione della serietà di un istituto. Abbiamo magnificato per diverso tempo il POF, in quanto dà alle famiglie la possibilità di scegliere una scuola anziché un'altra, proprio in base all'offerta che ogni singola scuola fa; se poi questa offerta viene disattesa nei fatti, credo che vi sia qualcosa che non va! È evidente che l'IPRA di Châtillon patisce una lunga serie di inconvenienti, i quali però ricadono sulle spalle degli studenti e delle loro famiglie. Mi è stato raccontato di ragazzi stanchi e stressati alla fine di queste giornate, non faccio fatica a crederlo! Abbiamo saputo che c'è stato un incontro fra le famiglie, il Consiglio di amministrazione e l'Amministrazione regionale, e che quest'ultima si sarebbe presa tutta una serie di impegni per far fronte a tali problematiche. Va da sé che tutte queste problematiche, proprio per l'estremo disagio a cui sono sottoposti questi ragazzi, vadano risolte in tempi ultraceleri ed è per questo che vorremmo il conforto da parte della Giunta in questo senso. Vale a dire: vorremmo conoscere quali iniziative si intendono mettere in atto per risolvere queste problematiche, ma soprattutto se si è coscienti e cosa si vuole fare, per far sì che i tempi di risoluzione siano i più rapidi.
Presidente La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Pastoret.
Pastoret (UV) Questa interpellanza si compone di un certo numero di premesse e di una domanda finale; pertanto, prima di rispondere alla domanda finale, intendo fare alcune precisazioni preliminari rispetto all'argomento, anche perché il Consigliere Marguerettaz ha evidenziato alcune questioni nel corso della sua illustrazione.
Vorrei intanto dire che non c'è ragione oggi di stupirsi di presunti ritardi che, peraltro, tali non sono, perché si sapeva bene fin dall'inizio che i corsi sarebbero stati avviati senza l'iniziale disponibilità delle Palazzine "ex Montefibre" individuate per destinazione scolastica, poiché esse avrebbero dovuto essere completate, così come si sapeva che i tempi di realizzazione non erano diversi da quelli verificati, salvo un problema effettivo rispetto ai tempi di consegna della palazzina n. 2 che ha portato delle variazioni nell'arco temporale di alcuni mesi e non di più.
Vorrei anche ricordare che la legge che ha consentito di partire con i nuovi corsi di un istituto legalmente riconosciuto è della fine 2000 e i corsi sono iniziati nell'anno scolastico 2001-2002, così come va ricordato che per consentire l'attivazione di tali corsi erano state previste nel bilancio 2001 le necessarie dotazioni finanziarie, dotazioni che in quell'esercizio, come nel corso del 2002, sono state irrobustite da successive variazioni di bilancio. Ho ricordato tutti questi provvedimenti votati dai colleghi di maggioranza, soprattutto per quanto riguarda il bilancio si trattava di una maggioranza ampia, alla quale si erano iscritti anche gli "Autonomisti" - quindi il collega Marguerettaz - che poi sarebbero diventati "Stella Alpina". Ritengo - ma mi posso sbagliare - che all'epoca essi fossero al corrente dei tempi e dei problemi che si sarebbero dovuti affrontare nei primi anni del funzionamento dell'IPRA. Io lo ero certamente e la scelta da parte dell'Assessorato al turismo di partire con questi corsi fu condivisa da tutta la Giunta, sulla base di un bilancio approvato da tutta la maggioranza, che prevedeva il funzionamento del primo anno dell'istituto, facendo partire i corsi nel settembre 2001.
Già da allora, a proposito di alloggi, era previsto l'alloggiamento degli studenti dell'IPRA presso "l'Ecole Hôtelière", come già si sapeva che poi questi studenti avrebbero dovuto frequentare i corsi presso le Palazzine "Montefibre", ma come già da allora si sapeva che per l'organizzazione su cinque anni di questi corsi non erano al momento disponibili le strutture convittuali. I tempi, i ruoli e le eventuali difficoltà iniziali erano quindi chiari, come lo sono oggi; si può dire che oggi lo sono maggiormente, perché vi sono state delle fasi di passaggio che si sono dovute negoziare e si è operato a partire dal 2001 con una stretta collaborazione fra gli Assessorati all'istruzione e cultura e al turismo per organizzare tutto al meglio.
Vorrei però riprendere alcuni punti che sono stati citati nelle premesse dell'interpellanza per cercare di dare delle risposte a tali questioni. Si parla di disagi di studenti che sono alloggiati in due luoghi diversi e che dovrebbero diventare tre dal prossimo anno, studenti che sarebbero lontani dalla sede scolastica, e si dice che vi sarebbero problemi perché gli studenti devono rimanere dal mattino fino a tarda sera presso la palazzina che ospita i corsi. Questo è tutto vero, in attesa della costruzione di una struttura atta a garantire l'alloggio e gli spazi ricreativi per circa 250 studenti dell'IPRA, come da richiesta che è stata avanzata dall'Assessorato alla cultura, da quello al turismo, recentemente dall'Assessorato ai lavori pubblici; si deve però tener presente che gli studenti usufruiscono di convitti situati nelle immediate vicinanze della scuola: sia "l'Istituto Gervasone", sia "l'Ecole Hôtelière", che già è stata usata nel corso del primo anno, non sono lontani, così come il collegio "Don Bosco", che è a circa 400 metri di distanza rispetto alle Palazzine "ex Montefibre".
Al fine di evitare il più possibile un eventuale disagio, è stato messo a disposizione dallo stesso IPRA un mezzo di trasporto, un pullman non di linea, ma un pullman apposito per tutti gli spostamenti riguardanti gli studenti, compresi anche quelli necessari per le attività culturali e ricreative. La permanenza degli studenti a scuola fino a una certa ora e in questo caso fino alle 21,30, è elemento caratterizzante dell'IPRA e sarà prevista anche in presenza di strutture in loco, perché questa permanenza di gruppo e collettiva è dovuta alla volontà di permettere, oltre alle molte e varie attività ricreative organizzate, anche e soprattutto lo studio individuale controllato dagli istitutori. Sono anche previsti momenti di svago, perché se è vero che c'è una dispersione geografica dei luoghi, durante il pomeriggio e la sera sono pure intraprese attività ricreative che in presenza di certi spazi dovrebbero essere svolte altrove.
Ne segnalo alcune: esiste un gruppo sportivo di pallavolo e calcio a cinque, che attualmente esercita queste attività presso la palestra in località "Panorama"; attività sportive e ricreative ulteriori sono esercitate presso la palestra dell'istituto "Don Bosco", in tutta prossimità; la frequentazione della piscina di Saint-Vincent è organizzata per gli alunni; è utilizzata assiduamente la Biblioteca comprensoriale di Châtillon; vi sono poi attività che sono relative all'elaborazione del giornalino di istituto, a tornei interni di ping-pong, di calcetto, di scacchi e visioni di film.
Gli spostamenti ai quali sono assoggettati i ragazzi sono sempre fatti, anche nel caso di queste attività, su pulmini a servizio della struttura; qui va sottolineato che gli studenti di altri istituti non a regime convittuale non godono assolutamente delle suddette attività ricreative: questo, sia a livello scolastico, sia a livello individuale e considero che questa sia una caratteristica positiva di tale struttura. Vorrei anche sottolineare a tale proposito che le famiglie contribuiscono poi in minima parte nelle spese per la frequenza della scuola; infatti la retta convittuale, i libri, buona parte delle divise, sono gratuite. Pertanto, anche dal punto di vista del disagio economico, non vi sarebbe ragione di porre lamentazioni per la frequenza alla scuola, perché va poi ricordato - ma lo ha già fatto il collega Marguerettaz - che si tratta di un istituto legalmente riconosciuto e quindi con una natura diversa dalle scuole pubbliche nel senso stretto del termine.
"Rilevato altresì… " - si dice nell'interpellanza - "… come gli spazi ricreativi, già scarsi attualmente, siano destinati a ridursi ulteriormente con l'aumento delle classi scolastiche; considerato che gli spazi attualmente a disposizione non sono sufficienti nemmeno per l'espletamento delle lezioni pratiche e che sono in corso dei lavori presso una palazzina a fianco dell'esistente per eliminare questo inconveniente;…" … a questo riguardo vanno precisate alcune cose.
La riduzione degli spazi ricreativi con l'aumento delle nuove classi sarà affrontata grazie all'installazione di una tensio-struttura negli spazi adiacenti all'istituto, in attesa della costruzione della struttura atta a garantire gli alloggi e gli spazi ricreativi per circa 250 studenti. Ciò è stato deciso in data 28 febbraio in occasione di un sopralluogo congiunto che ho condotto con l'Assessore Vallet, con i collaboratori degli Assessorati all'istruzione, al turismo, alle opere pubbliche. Le lezioni pratiche vengono effettuate attualmente presso la mensa della società "Tecdis" che l'ha messa a disposizione dell'IPRA, e la recente visita ispettiva che peraltro c'è stata - non da parte dell'Assessorato, in quanto c'è una visita ispettiva esterna che viene effettuata - ha confermato la validità di questa soluzione. Sempre in questo locale vi si consumano i pasti e, anche qui, vorrei ricordare che la distanza in linea d'aria fra la palazzina che ospita la scuola e la mensa della "Tecdis" credo sia di 100 metri; dal punto di vista pratico, a piedi, credo che ce ne vogliano 300, esagerando, per raggiungere la mensa della "Tecdis".
Va comunque precisato che entro giugno diventerà operativa la Palazzina 3, con i laboratori, il corpo centrale con sala polifunzionale, sala da pranzo, bar, reception, e che i lavori che vi si svolgono sono quelli programmati già dall'inizio dell'attività dell'IPRA; non si tratta quindi di un rimedio tardivo, ma della conclusione di un intervento programmato e finalizzato al funzionamento della scuola. Vi sono stati dei ritardi di alcuni mesi legati alla diversità delle tipologie delle strumentazioni da installare; i colleghi che avranno modo di visitare la struttura dove si svolgeranno le esercitazioni pratiche, potranno vedere come l'alta concentrazione di elementi tecnologici di esercitazione, da un lato, e di controllo computerizzato, dall'altro, abbiano richiesto degli adattamenti necessari e non sempre programmabili al momento in cui si definiva l'intervento dal punto di vista progettuale.
È stato poi citato il Piano dell'offerta formativa della scuola che prevede tre opportunità di specializzazione: cucina, sala, reception, e si dice che, a causa delle scarse adesioni, si prevederebbe di abrogare i corsi per la reception. Non è proprio così; va precisato che il Piano dell'offerta formativa dell'IPRA attualmente prevede un percorso quinquennale per l'ottenimento del diploma di stato di tecnico dei servizi per la ristorazione. Tale titolo di studio può essere conseguito dagli alunni che saranno in possesso del diploma di qualifica, quindi di tre anni, di operatore dei servizi di laboratorio, cucina e sala, mentre, per gli alunni che ottengono il diploma di qualifica di operatore dei servizi di ricevimento, è necessario istituire presso l'istituto un ulteriore indirizzo di quarto e quinto anno post-qualifica: questo per conseguire il diploma di stato di tecnico dei servizi turistici. Attualmente gli alunni che hanno scelto per l'anno scolastico 2003-2004 di frequentare il terzo anno di qualifica di operatore dei servizi di ricevimento sono quattro, un numero che non consente l'attivazione dell'indirizzo specifico in questione. Però questo non significa che tale indirizzo viene abrogato o non viene previsto; tale indirizzo sarà attivato compatibilmente con il numero delle adesioni perché, se in un anno si iscriverà un certo numero di ragazzi, certamente in numero superiore a quattro, che intende ottenere la qualifica di operatore dei servizi di ricevimento, questo sarà attivato. Va fatto presente che dei quattro alunni che avevano inizialmente optato per l'indirizzo di operatore dei servizi di ricevimento, tre hanno poi optato per seguire i corsi degli altri due indirizzi presenti nell'istituto. Solo un alunno si è poi trovato nella condizione di rinunciare, dichiarando che per il prossimo anno scolastico intende trasferirsi presso l'ISIP di Aosta, indirizzo turistico.
Posto che, con il prossimo anno scolastico, le aule e i laboratori saranno completamente terminati, arredati e funzionanti, e che gli spazi per le attività ricreative e sportive saranno assicurati da una tensio-struttura, rimane da dare risposta per quanto concerne la realizzazione del convitto. Qui sono state fatte varie valutazioni; abbiamo eseguito congiuntamente ai colleghi degli altri assessorati un sopralluogo in data 28 febbraio, e l'Assessorato ai lavori pubblici sta intraprendendo tutte le azioni necessarie per la progettazione e realizzazione dell'annesso convitto nei tempi più rapidi possibili, compatibilmente con il rispetto delle procedure amministrative legate a tale tipo di intervento.
Nel frattempo, mi sia consentito sottolineare come sia forse esagerato parlare di "disagio", tenuto conto che attualmente gli allievi sono accolti e ospitati presso due strutture di elevata qualità: "l'Istituto Gervasone" e "l'Ecole Hôtelière", e sono ospitati per dormire, non per svolgervi attività scolastiche e ricreative, che sono - come è stato ricordato prima - assicurate e svolte nel corso della giornata. Ricordo ancora che gli spostamenti sono fatti con appositi accompagnatori su un autobus privato e che viene assicurata l'assistenza notturna con la presenza di educatori. Mi sembra di poter dire che questo non rappresenta in modo assoluto un disagio, anche se la presenza di un convitto in loco migliorerà la situazione, così come non ritengo possa essere considerata disagevole la sede dell'Istituto "Don Bosco", situata nelle immediate vicinanze, la quale, per propria natura, accoglie ed ospita allievi con una professionalità e un livello qualitativo che credo il collega Marguerettaz conosca altrettanto bene, come me, e che non penso voglia mettere in discussione. Spero di aver fornito i chiarimenti richiesti dai quesiti posti dall'interpellanza.
Presidente La parola al Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (SA) Assessore, come al solito le sue risposte sono molto complete ed articolate. Vorrei fare alcune osservazioni su ciò che ha detto. Devo dire che in un primo tempo mi sono preoccupato, perché temevo che il suo sminuire la situazione di disagio, che invece mi sembrava di aver evidenziato, portasse ad un allungamento dei tempi per risolvere questi "problemini", secondo la sua visione, e questi "grossi disagi", secondo la mia. Le dico subito che sono felice che così non mi sembra sia, perché lei stesso, in conclusione, a proposito della necessità di dare un'unica sede alloggiativa a questi 250 studenti, diceva che si procederà nei tempi più celeri permessi dall'Amministrazione. Accolgo quindi favorevolmente questo tipo di risposta, così come accolgo altrettanto favorevolmente il fatto che, a partire dal prossimo anno scolastico, gli studenti avranno in dotazione una tensio-struttura per svolgere le loro attività ricreative.
Anche l'Amministrazione, quindi, anche lei, Assessore, avete giudicato insufficienti gli spazi attuali, altrimenti non vi sarebbe stata necessità di andare in questa direzione. Ripeto, al di là delle sue valutazioni, che non condivido; ne condivido però la sostanza e mi auguro che davvero il lavoro da parte della Giunta e degli uffici sia svolto tenendo in considerazione il disagio di queste famiglie. Un disagio che non mi sono inventato, Assessore, ma, come lei ben sa per esserne stato coinvolto direttamente, è avvertito davvero dalle famiglie degli studenti, altrimenti tutte queste problematiche non si sarebbero poste!
Due o tre piccoli appunti conclusivi e riflessivi. È vero che gli "Autonomisti" hanno votato a suo tempo un bilancio, in cui erano previsti fondi per andare nella direzione della ristrutturazione della palazzina e quant'altro, ma è altrettanto vero che gli "Autonomisti" non hanno potuto condividere la scelta di dare inizio ai corsi scolastici poco tempo dopo l'approvazione della legge; questa è stata un'assunzione di responsabilità da parte della Giunta, non del Consiglio regionale, il quale si è limitato ad approvare la legge istitutiva, quindi è giusto che la Giunta si assuma la responsabilità di aver fatto questa scelta, ma se l'assuma fino in fondo!
Lei giustamente dice: Marguerettaz e colleghi dicono che è disagevole la permanenza lungo tutto il corso della giornata presso questa struttura, ma questa è una caratteristica fondamentale dell'istituto. È vero, infatti la "Scuola alberghiera" ha questa impostazione, però lei dovrebbe capire che un conto è risiedere lungo tutto il corso della giornata nello stesso luogo dove si svolgono i corsi, dove si possono frequentare i laboratori, dove c'è la possibilità di mangiare, di riposarsi, di cambiarsi, di mettersi due minuti stesi su una branda, tutte opportunità che oggi questi ragazzi non hanno! È vero che c'è il pulmino concesso dal Consiglio di amministrazione che li "scarrozza" gratuitamente, però se un ragazzo non sta bene, lei capisce subito il disagio che in questo caso il ragazzo subisce.
Un'ultima osservazione sulla reception. Lei dice che i corsi non possono essere fatti perché solo quattro studenti avevano fatto questa richiesta, ma che nulla vieta che, in futuro, vengano istituiti. Lei ha usato la parola: "compatibilmente con il numero degli iscritti"; io non lo so, mi auguro di sì, mi auguro davvero che anche nel POF dell'IPRA si dica quello che lei ha dichiarato in quest'aula! Spero che le famiglie sappiano in anticipo di poter chiedere determinati corsi di specializzazione, ma non è detto che questi corsi vengano svolti, perché verranno appunto svolti compatibilmente con il numero degli alunni che ne fanno richiesta. Non so, ripeto, se l'offerta che l'istituto fa nei confronti delle famiglie sia così chiara; se non lo fosse, sarebbe il caso di porvi rimedio!
Il fatto che tre su quei quattro studenti che avevano fatto richiesta di fare i corsi per la reception abbiano cambiato corso, pur rimanendo all'interno dell'istituto, non è un grande "atout", nel senso che io credo che la reception, soprattutto nell'ottica di un turismo alberghiero di una certa qualità, sia una professionalità altamente qualificante per un servizio turistico. Il fatto che pochi fra questi studenti abbiano scelto questa specialità e che poi tre su quattro si accontentino di strade che non avevano considerato, non è un dato oltremodo indicativo. Non voglio comunque concludere negativamente; pertanto mi auguro che lei, Assessore, e la prossima amministrazione, soprattutto per quanto riguarda la questione degli alloggi, ma anche la questione della tensio-struttura, ponga mano a queste strutture il più celermente possibile.
