Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2961 del 22 gennaio 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 2961/XI Individuazione di un'area da utilizzare quale cava di materiale inerte. (Interrogazione)

Interrogazione Appreso che ai confini fra i Comuni di Quart e Nus, a nord della strada statale n. 26 (altezza del ponte che attraversa la Dora Baltea) ed a valle degli abitati di Chetoz e Jacquemin, sarebbe stata individuata un'area da utilizzare quale cava di materiale inerte;

Osservato che tale iniziativa ha giustamente messo in allarme le popolazioni locali e i proprietari della zona, preoccupati per l'impatto ambientale, per i problemi economici e per il disagio che l'attivazione di una cava in area prossima a vie di comunicazione e a frazioni abitate comporterebbe;

Creduto opportuno avere più approfondite informazioni al riguardo;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

l'Assessore competente per sapere:

1) se è vero che la zona descritta in narrativa, sita ai confini fra i Comuni di Quart e Nus, potrebbe essere interessata da una cava di materiale inerte e se l'intervento sia previsto dal cosiddetto "piano-cave";

2) in caso affermativo, a quale punto è l'iter autorizzativo della cava ed in quali tempi e con quali modalità l'iniziativa potrebbe essere concretamente avviata;

3) in quale misura sono stati o saranno approfonditi le tematiche di impatto ambientale, i problemi economici e quelli relativi ai disagi subiti dagli abitanti della zona.

F.to: Curtaz

Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Come è noto anche al Consigliere Curtaz, l'attività estrattiva in Valle d'Aosta è regolata dal Piano delle attività estrattive, che, per quanto concerne i materiali inerti, sabbia e ghiaia, è stato approvato dal Consiglio regionale nel giugno 1994. L'area a cui fa riferimento il Consigliere è inserita nell'elenco delle aree a potenziale destinazione estrattiva, quindi, previo l'ottenimento dell'autorizzazione prevista dalla legge regionale n. 15/1996, all'interno della stessa è possibile intraprendere l'attività di coltivazione.

Con un'istanza del 29 settembre 2000, un'Impresa ha chiesto l'autorizzazione per dieci anni, ai sensi della legge n. 15/1996, alla coltivazione della cava in località Chetoz. L'istruttoria è stata sospesa a seguito degli eventi alluvionali dell'ottobre 2000, in relazione alla priorità che era stata data allora alla pulizia degli alvei dei torrenti e della Dora, quindi con un esubero di materiale che non richiedeva e non giustificava il prelievo di materiale da cava. L'istruttoria è stata ripresa il 7 novembre 2002 e, a seguito della ripresa dell'istruttoria, il 22 novembre 2002 è stato effettuato un sopralluogo congiunto da parte dei rappresentanti di tutte le Strutture regionali competenti in materia di: rischio idrogeologico, Tutela del paesaggio, Urbanistica, Corpo forestale della Valle d'Aosta. È stato fatto l'esame della richiesta nella prevista Conferenza dei servizi, che si è tenuta il 13 gennaio di quest'anno, e l'istruttoria è stata nuovamente sospesa, perché la conferenza, su richiesta del Servizio cartografia, ha chiesto integrazioni per quanto riguarda la stratigrafia del terreno, quindi ha richiesto che venisse prodotta ulteriore documentazione tecnica per quanto riguarda gli aspetti geologici. L'istruttoria proseguirà, ottenuti questi dati, con la valutazione di impatto ambientale; il progetto è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione del 10 dicembre 2002 e la pubblicazione avverrà per 60 giorni. Acquisiti gli elementi richiesti, la Conferenza dei servizi potrà esprimere il proprio parere positivo e, nel caso di valutazione ambientale positiva da parte del Comitato tecnico per l'ambiente, sarà l'Ufficio miniere e cave dell'Assessorato del territorio che predisporrà la relativa delibera per l'approvazione della Giunta regionale. Tale provvedimento potrebbe essere formalizzato, così mi segnalano gli uffici, entro la fine del mese di marzo prossimo venturo. Per quanto riguarda l'ultima domanda formulata, ho già detto che questi progetti sono oggetto di VIA, quindi in quella sede devono trovare risposta le problematiche evidenziate. Per quanto riguarda, ad esempio, la viabilità, sarà cura dell'Amministrazione comunale, che partecipa alla Conferenza dei servizi con la presenza del Sindaco, definire le modalità che dovranno essere tradotte in una convenzione fra Impresa, esercente la cava e il Comune stesso per regolamentare l'accesso e quindi la viabilità.

Non è previsto l'uso di esplosivo data la tipologia di materiale in oggetto e, per quanto riguarda eventuali problemi relativi a polveri generalmente legate a questo tipo di estrazione, l'autorizzazione potrebbe anche imporre la realizzazione di soluzioni tipo impianto di irrigazione, come peraltro previsto in numerose altre attività di questo genere, per ridurre l'impatto dovuto alle polveri.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Questa mia interrogazione perseguiva soprattutto finalità di carattere informativo, quindi prendo atto delle informazioni che l'Assessore competente mi ha fornito. Ovviamente, sulla base delle informazioni, dovrò approfondire questa tematica, anche perché la cava, se realizzata, verrebbe ad interessare una zona abbastanza delicata, sia sotto il profilo ambientale, sia sotto il profilo dell'urbanizzazione, perché si tratta di una zona fra quelle più densamente abitate, se non proprio in corrispondenza della cava, quanto meno nell'immediatezza della stessa.

Mi sembra che anche gli abitati di Nus e di Quart non siano così lontani, quindi sorgerebbero problemi che potrebbero coinvolgere, non solo gli abitanti delle frazioni immediatamente prossime alla cava, ma anche quelle dei centri dei due Comuni interessati. Chiaramente un commento più preciso da parte del nostro gruppo su questa vicenda avverrà quando l'iter istruttorio sarà concluso. A tale proposito, diamo particolare importanza alla valutazione di impatto ambientale, perché dalla valutazione dovranno emergere risposte alle problematiche che da questo intervento potrebbero sorgere. Siamo interessati soprattutto alla salute e alla qualità della vita dei cittadini, che da questa iniziativa potrebbero avere non pochi disagi. Questo lo dico perché, abitando in una zona prossima ad una cava, so cosa hanno passato e stanno ancora passando i cittadini che abitano in prossimità di queste cave, che spesso sono stati costretti a rivolgersi alla Magistratura ordinaria per ottenere risarcimenti e per avere il rispetto di prescrizioni amministrative, che spesso nessuno fa rispettare. Anche questo è un problema che ci dovremmo porre, così come forse dovremmo porci la questione, ma non è oggi la sede, di una valutazione, sulla base anche dell'esperienza acquisita, della cosiddetta "legge sulle cave", cioè di una legge che sicuramente costituiva un passo in avanti rispetto alla situazione precedente ma che, alla luce dell'esperienza di questi anni, va forse rivista. Sarà quindi opportuno fare una riflessione su questi temi.