Oggetto del Consiglio n. 2792 del 1° ottobre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2792/XI Impegno a dotare la sede decentrata "118" di Châtillon di personale medico infermieristico di emergenza territoriale. (Reiezione di mozione)
Mozione Premesso:
- che la sede decentrata "118" di Châtillon, pur essendo a presidio di un'area di notevole importanza demografica, non dispone ad oggi di personale sanitario di emergenza territoriale (medico o infermieristico a copertura dell'intero orario giornaliero), con i comprensibili disagi e rischi che tale carenza può comportare sia per l'utenza sia per lo stesso personale tecnico in costante servizio;
- che la relativa vicinanza della sede decentrata "118" di Châtillon con la sede centrale di Aosta non giustifica continui interventi mediante "auto-mediche";
- che la presenza del medico di continuità assistenziale non è sufficiente, da sola, a garantire un servizio adeguato alle esigenze e alle urgenze della popolazione residente e turistica del comprensorio, poiché in alcuni periodi dell'anno questa raggiunge livelli decisamente elevati;
- che è unanimemente condivisa l'importanza del decentramento territoriale dei servizi sanitari, attraverso l'implementazione funzionale e professionale delle strutture di emergenza e specialistiche: principio, questo, che è stato ribadito nel piano socio-sanitario regionale 2002-2004;
- che l'entrata in vigore - nel 2001 - di una specifica convenzione avrebbe dovuto sopperire alla carenza di medici di emergenza territoriale (MET) e reperire nuove risorse professionali da distribuire nelle varie sedi decentrate;
- che già nel gennaio 2001 e, successivamente, nel febbraio di quest'anno il Gruppo consiliare di Forza Italia sollecitava l'Assessore regionale della Sanità a trovare una concreta soluzione al problema, evitando di procrastinare i disagi denunciati;
tutto ciò premesso, il Consiglio regionale
Impegna
l'Assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche Sociali ad attivarsi presso i competenti organismi dell'Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta affinché la sede decentrata 118 di Châtillon sia dotata al più presto di personale medico o infermieristico di emergenza territoriale.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI) Torniamo a parlare di "118" di Châtillon, Assessore, so benissimo che questa è la terza iniziativa che propone il nostro gruppo in merito ad un problema che si sta acuendo, che non ha trovato soluzione e che di conseguenza necessita di una risposta politica, se amministrativamente non è in grado di avere una risposta.
La sanità territoriale non sta funzionando e lo dico non come frase scontata, anche perché porterò esempi di altre realtà, oltre a quella del paese nel quale risiedo, che stanno registrando difetti o disagi che mancano di risposte da parte della pubblica amministrazione. La sanità territoriale non sta funzionando malgrado le buone intenzioni scritte nel Piano sociosanitario, e le dichiarazioni roboanti che abbiamo letto recentemente, e non solo sui giornali e pronunciate anche dallo stesso Assessore. Certe affermazioni, Assessore, non hanno trovato alcun riscontro nella realtà dei fatti, sono state affermazioni che sono servite solo a narcotizzare il problema, ma che non lo hanno risolto. Dico "narcotizzare" perché una prima iniziativa venne già proposta due anni fa, all'inizio del 2001, e siamo rimasti fermi a queste buone dichiarazioni, cioè che sareste intervenuti come Assessorato e come USL; cosa mai accaduta.
Oggi in Consiglio vogliamo riportare non solo un'iniziativa, che è stata sottoscritta da tre Consiglieri regionali, ma è soprattutto la voce di chi sta reclamando e non si vuole rassegnare innanzi a un servizio sanitario che nel nostro distretto non è completo e non è efficiente.
Molta gente, non solo nel Comune di Châtillon, ma anche nei comuni di tutto il comprensorio, sta chiedendo delle risposte. Per questa gente sarebbe logico che da parte della Regione o da parte del Comune si riducessero i tributi perché il loro servizio sanitario è dimezzato e, di fronte a un servizio sanitario dimezzato - e la sanità è un servizio essenziale -, sarebbe opportuno provvedere in qualche maniera. È una proposta provocatoria, lo so, Assessore, però è una proposta che scaturisce da chi non si sente più in grado di sopportare una situazione insostenibile come questa! Un servizio sanitario dimezzato, dicevo, che è garantito in quella funzionalità minima, se vogliamo indispensabile, da chi presidia la sede del "118" di Châtillon, pur non avendo i titoli e la professionalità richiesti dalla legge e previsti nel Piano sociosanitario, e da chi effettua i servizi di trasporto in ambulanza, cioè quelli che sono chiamati gli "operatori dell'emergenza sanitaria".
Il "118" è un problema che non investe solo Châtillon, ma che riguarda anche le altre sedi. Le sedi attivate sono quelle di Aosta, di Donnas e di Morgex; quella di Châtillon non è ancora stata attivata. Quella di Morgex - e qui abbiamo il calendario del mese di ottobre e di settembre - funziona dimezzata: per 12 ore, c'è un MET (medico di emergenza territoriale) che prima operava 24 ore su 24, coprendo così l'intero arco della giornata. Questa è un'altra situazione di disagio che sta emergendo, non è grave come quella di Châtillon, però sta emergendo! Ciò vuol dire quindi che oggi abbiamo la sede centrale di Aosta e quella di Donnas, operanti 24 ore su 24, quella di Morgex dimezzata, quella di Châtillon inesistente.
La protesta viene quindi da molti cittadini residenti nel nostro distretto sanitario, protesta che purtroppo non ha trovato eco anche in iniziative similari da parte di amministratori locali e questo ci rammarica un pochino perché gli amministratori locali dovrebbero essere i primi portavoce di certe situazioni, quelli che conoscono in tempo reale delle inefficienze che possono essere risolte con un po' di buona volontà. Non mi risulta che nessun comune abbia osato spendere una parola in merito, eppure si tratta di un servizio che va a beneficio di tutta la comunità.
Le risposte che sono state fornite da lei, Assessore, in occasione della prima mozione e di una seconda interpellanza, sono state interessanti, ma inutili. Prima ci ha detto che sarebbe stato istituito un corso specifico, un corso di formazione finalizzato a reperire nuove risorse professionali; poi ci è stato detto che era stata firmata una convenzione che avrebbe dovuto sopperire a queste carenze di medici; c'era stato addirittura promesso che sarebbe stato reperito un medico di emergenza territoriale per una copertura di 12 ore. Ad oggi non c'è nulla.
Dove sta il problema? Il problema è semplice da individuare, forse meno semplice risolvere; a nostro avviso, con buona volontà e con i mezzi, si risolve anche questo problema e poi dimostreremo perché. Il problema sta in questo elevato turnover, anzi una vera e propria fuga che si sta verificando fra i medici di emergenza territoriale. Una tabella che possiedo e di cui posso dare una lettura sintetica, ci dimostra come la maggior parte di una ventina di medici di emergenza territoriale convenzionati si sia trasferita o abbia inoltrato domanda di trasferimento altrove, cioè in Valle d'Aosta non riesce a lavorare. C'è chi si è trasferito a Bergamo, chi a Mantova, chi in Campania, chi ad Imperia, chi a Frosinone, chi ha fatto domanda di trasferimento ed è in attesa di essere trasferito. Sta di fatto che c'è una vera e propria fuga da Aosta e dalle altre sedi del "118" perché qui non si riesce a lavorare. Anche qui la risposta paradossalmente è che i medici di emergenza territoriale sono pagati male, l'Assessore ci dirà diversamente, ma i medici di emergenza sono pagati male e, soprattutto, lavorano male in quanto, a parte le figure che dirigono la "baracca" del "118", gli altri professionisti sono veramente messi in condizioni difficili di lavoro.
La carenza di medici territoriali che si sta registrando in Valle non ha eguali nel resto d'Italia, anche perché altrimenti non ci sarebbe una fuga da Aosta verso l'esterno e questo è ancora più paradossale se pensiamo che le risorse disponibili per il "pianeta socio-sanitario valdostano" sono tutt'altro che irrisorie!
L'Assessore, si ricorderà meglio di noi che la quantità di denaro disponibile supera i 200 milioni di euro per il 2003, mi riferisco sia alla sanità valdostana che ai servizi socio-assistenziali, con un incremento che è del 25 percento rispetto all'esercizio precedente, quindi non possiamo dire che mancano i soldi. Manca probabilmente una programmazione, una volontà di destinare questi soldi per risolvere i problemi contingenti e urgenti della popolazione valdostana e la sanità territoriale è uno di questi. In una Regione con queste elevate risorse disponibili sembra sconcertante che ancora oggi ci si trovi a parlare di questo problema, anche perché questo problema sta ad indicare che la legge regionale n. 21/1998, quella che ha istituito il servizio di emergenza sanitaria territoriale, nonostante le buone intenzioni dichiarate nel momento in cui venne presentata, illustrata e sostenuta, si trova praticamente inapplicata perché le attività di ogni macrodistretto non sono tutte funzionanti; la nostra è assolutamente deficitaria e Morgex si sta orientando purtroppo una direzione simile alla nostra. L'Assessore disse alla vigilia del 1998, quando venne presentata la legge: "Quello che manca è il filtro extraospedaliero e uno dei grossi obiettivi di questo disegno di legge…" - che poi è diventato la legge n. 21 - "… è di effettuare un filtro senza togliere le competenze al medico di base, come l'emendamento chiarisce…" - si parlava di un emendamento particolare -"… ma inserendo un medico H24 nel Poliambulatorio di Donnas, Châtillon e Morgex, con quelle funzioni specificate dalla legge, di prime cure, di assistenza al paziente, sull'ambulanza ed anche di sostituzione del medico di continuità assistenziale, il quale, se è a Pontboset per una visita e contemporaneamente viene chiamato in Val di Gressoney, non potrebbe prestare la sua attività".
Queste parole sono importanti perché sono parole dell'Assessore, pronunciate nel 1998, che oggi sarebbe bello si fossero concretizzate in fatti, che fossero oggi tangibili in qualche azione concreta; purtroppo non è così, tant'è che l'Assessore è stato sollecitato più volte dal sottoscritto, parlando di medico di continuità assistenziale, ad intervenire sul macrodistretto di Châtillon perché qui è mancato il medico di guardia e Châtillon era rimasto completamente scoperto ma, quando parlo di Châtillon, non mi voglio riferire solo in senso campanilistico al mio Comune, perché il presidio di Châtillon serve a garantire un servizio a tutta un'area, ad un macrodistretto che per popolazione è il secondo della Valle e anche per popolazione residente e turistica è importante quasi quanto Aosta ma, paradossalmente, è il servizio più scoperto.
L'Assessore, rispetto a recenti polemiche che sono state oggetto di una campagna di stampa, ha anche risposto - noi riteniamo in maniera provocatoria -: "Faremo un ospedale di comunità": ma come fa a dirci che si farà un ospedale di comunità quando lei sa bene che dal Ministero della sanità sono state emanate direttive che sono di segno opposto, che si va verso la razionalizzazione, la chiusura dei piccoli centri ospedalieri, la realizzazione di centri di eccellenza? Manca addirittura il medico di continuità assistenziale e parliamo di ospedali di comunità! Assessore, è vero che siamo in prossimità di una scadenza elettorale, quella del maggio prossimo, però è altrettanto vero che non potete continuare a prendere per il naso la popolazione e coloro che leggono i giornali e che si vedono illudere e poi prendere in giro da dichiarazioni che anche qui non avranno seguito! Piuttosto, Assessore, se mancano i soldi, chiediamo di tagliare gli sprechi. Un capitolo che si dovrà aprire, parlando di emergenza, è quello degli interventi con l'elicottero; il servizio di elisoccorso sta divorando non poche risorse, forse per soddisfare l'ingordigia di qualcuno. Quando veniamo a sapere che le caviglie rotte vengono soccorse con l'elicottero, penso che siamo di fronte a casi da gabibbo, casi unici in Italia! Questo sarà pertanto un capitolo che quanto prima apriremo con delle iniziative portate dal nostro gruppo in quest'aula.
Anche da parte del Direttore sanitario dell'USL, che forse è un esponente della "Stella Alpina", non ci sono state delle risposte in merito. Se l'Assessore ha taciuto, da parte della Direzione dell'USL, in particolare della Direzione sanitaria che è la prima ad essere coinvolta, non abbiamo sentito voci che tendessero ad indicare una soluzione o comunque a prendere in mano il problema e anche di questo ci rammarichiamo. Sarebbe opportuno che chi ha le responsabilità dell'Amministrazione in questo momento agisca.
L'Assessore ci dirà probabilmente che ha dato un aumento di 2,1 milioni lordi su base mensile ai medici di emergenza territoriale; ha chiesto però impegni precisi. Questo incremento, che pare venire incontro alle richieste dei medici di emergenza territoriale, in realtà comporta per costoro dei turni più faticosi, degli ulteriori turni e soprattutto sappiamo che, a fronte di una proposta che i medici hanno fatto qualche mese fa, se non sbaglio nella primavera scorsa, di avere una determinata indennità oraria che fosse uguale a quella degli infermieri professionali, c'è stato un "niet" severo da parte di chi ha le responsabilità della Direzione sanitaria dell'USL, in particolare del primariato del "118".
Vogliamo capire allora se c'è la volontà di risolvere questo problema. Un confronto su quelli che sono gli stipendi tabellari fra il vicino Piemonte e la Valle d'Aosta vede la nostra Regione in posizione di inferiorità perché, se il compenso sulla base del contratto nazionale è di 26 mila lire circa, per la Valle d'Aosta - che viene integrato con altre 13 mila lire, ai sensi del contratto regionale, quindi siamo a 39 mila lire circa -, il compenso base del Piemonte da solo è a 40 mila lire. Le lascio le fotocopie di cedolini, così potrà fare i calcoli e le verifiche che vuole; e questo dopo l'aumento che lei ha proposto! È naturale allora che abbiamo un turnover elevatissimo e una fuga di professionalità verso l'esterno. Già abbiamo visto che la fuga di professionalità riguarda non solo il "118", ma altre specialità dell'Ospedale di Aosta e questo è un problema che si ripropone, non si ripropone per la lingua francese, ma si ripropone per l'incapacità della Regione di affrontare una volta per tutte il problema economico e del lavoro vero e proprio.
Gli stessi orari dei MET sono piuttosto contorti. Abbiamo dei medici di emergenza territoriale che dalle 8,00 alle 20,00 sono in Pronto soccorso ad Aosta e dalle 20,00 alle 8,00 sono in turno a Gaby; ci piacerebbe sapere se gli spostamenti sono stati considerati e come sono stati considerati, perché come si fa a pagare lo stesso soggetto dalle 8,00 alle 20,00 in Pronto soccorso ad Aosta, e poi dalle 20,00 alle 8,00 a Gaby, ad una distanza tale che per raggiungerla o usa anche lui l'elicottero oppure ci sono delle modalità che sono tutt'altro che chiare. Vorremmo sapere come si giustificano allora certi orari, certi tempi di trasferimento e questi calendari, perlomeno in alcuni passaggi, ci pare contengano delle situazioni che non hanno alcuna possibilità di essere sostenute.
Gli impegni dunque, Assessore, sono stati disattesi; la mozione la riproponiamo perché confidiamo nel fatto che prima o poi la sede politica abbia il coraggio di dare un orientamento a ciò che l'amministratore finora non è riuscito a fare. Lei ci dirà che è l'USL… ci dirà che le colpe stanno più in basso, però l'USL, in quanto espressione fiduciaria di una sua volontà, agisce e risponde all'input dell'Assessore. La mozione di oggi quindi va in questa direzione. Chiediamo un impegno politico che risolva una volta per tutte la situazione deprecabile che si sta verificando nel nostro distretto, che, ripeto non riguarda solo un paese, ma un insieme di comuni, una comunità la cui popolazione residente e quella turistica è tutt'altro che di secondo piano. Sentiremo le sue risposte e naturalmente ci riserviamo una replica.
Presidente La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Il Consigliere Tibaldi mi chiede una risposta politica, non ho nessun problema a fornirgliela. Il problema esposto nella mozione non si pone perché, in fedele adempimento della legge finanziaria, emanata dal "Governo Berlusconi" lunedì sera, non potremo attuare l'impegno che il gruppo di "Forza Italia" propone, avendo bloccato addirittura i turnover nell'assunzione. Risposta politica. Sarebbe opportuno che il gruppo di "Forza Italia" colloquiasse su queste materie, piuttosto che su quelle che nuocciono alla Valle d'Aosta, con i colleghi romani! Non potremo più assumere nessuno perché la legge finanziaria blocca i concorsi a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione, facendo così un'operazione di sciacallaggio politico nella sanità pubblica per avvantaggiare i gruppi collegati con le forze politiche al Governo, che gestiscono senza ombra di dubbio le cliniche private da Ivrea a Canicattì. Questa è la risposta politica che lei mi chiede. Una seconda risposta politica…
(interruzioni a più riprese da parte del Consigliere Frassy, fuori microfono)
… la legge regionale che avete citato, la legge n. 21, non mi pare essere stata votata dal gruppo di "Forza Italia", legge regionale che ha dato la possibilità a tutta una serie di persone, che non avevano i requisiti in base al DPR dello Stato, di operare, compresi quei pochi medici di emergenza territoriale che hanno lavorato dal 1998 ad oggi in Valle d'Aosta. Se non avessimo emanato quella legge regionale, in Valle d'Aosta, dati alla mano, Consigliere Tibaldi, avrebbe lavorato un medico di emergenza territoriale di cui posso fornire anche il nome. Tutti coloro che lei ha citato hanno espletato il corso che è stato organizzato dall'Amministrazione regionale e poi hanno scelto per volontà loro di andare a lavorare nelle loro terre di origine, come mi pare anche naturale. Queste pertanto sono le due risposte politiche.
Nel merito possiamo dire tante cose, di certo possiamo parlare di investimenti nell'area di Châtillon, che ha visto in questa legislatura l'investimento di circa 12 miliardi e mezzo, che non ha eguali su altre parti della Valle d'Aosta, ma non lo abbiamo fatto perché ci piace elettoralmente una zona, lo abbiamo fatto perché facciamo della politica sanitaria ben precisa, che prevede il potenziamento degli assi territoriali da Donnas a Châtillon a Morgex, dando delle priorità a coloro che hanno un bacino di utenza considerevole, come quello del Poliambulatorio di Châtillon.
Non è mio uso scaricare responsabilità, come lei ha detto, sui gestori, ma non è neppure mio uso farmi strumentalizzare da chicchessia perché se poi parliamo di proteste dei cittadini, a noi non risulta nessuna protesta, non risulta nessun disguido dal punto di vista organizzativo rispetto ai servizi di emergenza territoriale, a meno che non si consideri un disguido il rendez-vous fra l'auto medica e il medico dell'ambulanza.
Sicuramente coloro che le danno delle informazioni, Consigliere Tibaldi, le danno anche delle informazioni scorrette perché è di tutta evidenza che i cedolini non fanno stato perché nei cedolini c'è la situazione familiare di ognuno di noi con i carichi retributivi, nei cedolini ci sono arretrati… dunque i cedolini non hanno mai fatto stato dal punto di vista retributivo. Le devo anche dire che noi abbiamo avuto degli incontri tecnici con l'azienda USL di Ivrea, per cui i dati li abbiamo, e i dati ci dicono che la materia è complessa, che non si può omogeneizzare, ma ci dicono anche che un medico di emergenza territoriale di Aosta con l'accordo integrativo guadagna fino a 4.275 euro al mese rispetto ad un medico dell'USL di Ivrea e rispetto - questa è la cosa che ci interessa di più - al medico dipendente che guadagna 3.337 euro, stipendio tabellare. Noi, che ci consideriamo persone serie e che facciamo i contratti integrativi basandoli sulla serietà e sull'equità trasversale - e qui vorrei comunicare che alle ore 14,00 di oggi abbiamo siglato il secondo accordo integrativo, il primo ha riguardato la settimana scorsa i pediatri di base, mentre oggi abbiamo siglato l'accordo con gli specialisti SUMAI per firmare la prossima settimana l'accordo con i medici di medicina generale -, dicevo, noi facciamo un ragionamento di equità trasversale in quanto non possiamo permetterci il lusso di non tenere conto di quanto guadagna un neolaureato con la specializzazione. Ricordo che i medici di emergenza territoriale non hanno la specializzazione, ebbene, i medici dipendenti al primo impiego con anzianità inferiore a cinque anni guadagnano 3.337 euro.
Lei farà i contratti senza logiche, noi li facciamo tenendo conto che se non teniamo questa equità, troveremo medici di emergenza territoriale, ma non troveremo più medici dipendenti all'USL, che hanno la specializzazione. Questi sono dati, non cedolini, poi si può discutere, si può fare amministrazione "allargando le borse", ma non è nostro costume. Da questo punto di vista stiamo ragionando perché, visto che lei porta i cedolini della Regione Piemonte, in Regione Piemonte c'è tutta una discussione aperta sull'applicazione contrattuale e non è escluso che ci siano dei recuperi contrattuali su alcuni medici di emergenza territoriale a cui è stata attribuita un'indennità non dovuta, di certo noi seguiamo una logica di assoluta trasparenza e trasversalità.
Nel merito devo dire anche che a conclusione del mio intervento chiederò il ritiro della mozione perché già abbiamo adempiuto a quanto viene richiesto con la mozione; io con lettera del 20 febbraio 2002 - su sollecitazione anche sua, Consigliere Tibaldi, di questo devo dargliene atto - ho inviato una circolare al Direttore generale, al Direttore sanitario, al Direttore dell'area territoriale, Responsabile del "118", del seguente tenore: "Si invita codesta azienda a mettere in atto tutte le azioni necessarie per garantire che il servizio di emergenza territoriale possa in tempi brevi contare su un organico di 15 medici MET e pertanto che si effettui la selezione che potrà consentire a chi ha i requisiti di passare alle dipendenze, questo in virtù della legge regionale. Tale condizione potrà assicurare un doppio beneficio: al medico e al servizio, che ora risente di effetti negativi di un elevato turnover; che nel corso del 2002 anche Châtillon, già individuata a suo tempo quale sede di emergenza territoriale, possa disporre di un servizio diurno MET per 12 ore, sabato e domenica compresi, prevedendo un collegamento funzionale con il servizio di continuità assistenziale".
L'USL, in data 6 marzo 2002, mi ha risposto dicendo: "In riferimento…" - eccetera - "… si comunica che i competenti uffici sono stati attivati per l'indizione di un nuovo bando di selezione per la copertura dei posti vacanti di MET che consenta di disporre di 15 unità. Si precisa comunque che la copertura totale dell'organico, 15 unità appunto, è condizione essenziale per l'attivazione a Châtillon di un servizio MET di 12 ore".
È di tutta evidenza che i turni possono essere attivati se ci sono le coperture organiche, sotto pena di responsabilità di medicina legale non indifferenti.
Ebbene, il corso è stato attivato, in data 18 febbraio si sono presentati 30 candidati, l'avviso pubblico è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione il 25 marzo, l'azienda ha approvato le graduatorie per l'ammissione al corso in data 21 maggio 2002 e dalla delibera dell'USL risultano ammessi 18 candidati di cui 13 di continuità assistenziale e solo 5 residenti in Valle d'Aosta, 4 presenti nella graduatoria regionale 2002 e 1 non presente in graduatoria regionale 2002. Questa è la situazione. I partecipanti nel frattempo si sono ridotti a 15 rispetto ai 18 perché succede in tutta Italia che molti fanno domanda in più regioni dove sono organizzati i corsi per poi scegliere la regione di provenienza.
Per dircela tutta, noi spendiamo delle risorse umane e finanziarie anche per formare medici non residenti in Valle d'Aosta che utilizzano poi il titolo acquisito in Valle d'Aosta per ritornare come medici titolari nelle regioni di appartenenza. Questo mi pare che sia accettabile, a meno che il gruppo di "Forza Italia" non voglia chiedere le barriere a Carema. Noi siamo per una politica di apertura, siamo internazionalisti, crediamo nell'Europa, crediamo anche che un Calabrese possa ritornare a Crotone a lavorare a casa sua perché questa è la nostra linea di pensiero unanimemente riconosciuta in quanto non siamo assolutamente localisti. Se vogliamo parlare di sprechi, poi, sono assolutamente in linea con lei e, se ci sono, la prego di evidenziarli perché chi mi conosce sa che non sono abituato ad insabbiare le pratiche che non funzionano.
Mi spiace prendere atto che lei ha degli informatori che la mettono in difficoltà perché parlare di ospedale di comunità non significa parlare degli ospedali, Consigliere Tibaldi; il termine inglese "country hospital" sta per struttura territoriale non ospedaliera, che il Ministro Sirchia non vuole chiudere, ma che incentiva a realizzare perché sono strutture che non vengono gestite dai MET, non vengono gestite dai medici ospedalieri, ma vengono gestite, se sono d'accordo, dai medici di base, medici di base che, fino a prova contraria, non mancano perché l'Italia è il Paese dove i medici di base, in base alla popolazione, sono in numero più alto del mondo e la Valle d'Aosta si distingue perché abbiamo 103 medici di base. Per poter operare questa scelta, ci vuole l'accordo del medico di base, che non è assolutamente scontato, ma i cui presupposti ci sono nella futura trattativa regionale perché stiamo chiudendo su questo punto. È una proposta che non sappiamo se potrà realizzarsi, ma che non inciderà assolutamente sul funzionamento dell'emergenza, anzi se attuata, darà un grosso impulso a quell'area perché farà da filtro per i ricoveri, soprattutto i pre-ricoveri di persone anziane e croniche e i post-ricoveri, cioè eviterà al cittadino di Valtournenche o di Châtillon di essere ricoverato per un periodo di 15-20 giorni in Ospedale perché potrà essere assistito dal suo medico di base nella struttura che già è funzionante nel retro del poliambulatorio del centro anziani.
Mi pare di aver risposto alle sue sollecitazioni. Ho preso puntualmente nota delle disfunzioni che lei ha evidenziato, comprendendo in tale ragionamento questa supposta duplicazione dei ruoli fra chi contemporaneamente sembra lavorare in Pronto soccorso e alla microcomunità di Gaby, me ne farò carico, perché se le cose stanno così, siamo in situazione di non legalità, ma provvederemo, la ringrazio per la segnalazione; così come ho preso diligentemente nota dei disservizi dell'elisoccorso, convocherò tutti i funzionari per far presente che il gruppo di "Forza Italia" sta mettendo il dito su un servizio che riteniamo essere buono ma, se così non sarà, sicuramente saranno presi gli opportuni provvedimenti.
Chiedo al Consigliere di ritirare la mozione, avendo già adempiuto all'invito, nel caso contrario ci asterremo.
Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI) Ho notato che, rispetto a qualche mese fa, Assessore, è solo aumentato l'approccio teso con il quale lei vorrebbe affrontare il problema. Se circa 20 mesi fa era più calmo, oggi manifesta una certa rigidità nell'affrontare il dibattito. Evidentemente il problema esiste, è fastidioso e purtroppo rimane irrisolto. Il problema esiste perché non ha avuto risposte e questa che lei ci ha dato oggi non è una risposta ma un insieme di affermazioni che si aggiunge a quella mole di parole che già sono state scritte e dette in passato, cioè abbiamo fritto o, meglio, lei ha fritto un po' più di aria perché è lei che ha la responsabilità dell'amministrazione; anzi, mi ha spaventato in un suo passaggio, dove ha detto: "Noi abbiamo già adempiuto". Non so se il collega Piccolo, che conosce, come me, la situazione del "118" di Châtillon, ritenga che l'Assessore o voi, maggioranza regionale, o voi, Giunta, abbiate già adempiuto, perché l'adempimento non si vede, non esiste. Avete adempiuto forse attivando un corso di formazione professionale, ma non avete adempiuto dando un medico di emergenza territoriale a Châtillon, né per 24 ore, né sulle 12 ore, quindi non possiamo considerare la sua una risposta, ma solo una provocazione che si aggiunge alle parole che lei aveva già speso tempo fa.
È inutile che politicamente lei chiami in causa il "Governo Berlusconi" dicendo che è stato messo un limite alle assunzioni; meno male - diciamo noi - che è stato messo un limite alle assunzioni e speriamo che questo limite venga osservato anche in Valle d'Aosta o venga fatto osservare perché qui il problema è di riconoscere i livelli professionali che sono necessari all'espletamento di un servizio di emergenza territoriale, ma qui i livelli professionali non sono stati riconosciuti. Anzi, addirittura la legge n. 21/1998, all'articolo 5, concernente i requisiti per l'accesso, precisa che, oltre ad essere necessari in via prioritaria e principale quelli che sono sanciti dalla legge nazionale, e in subordine all'attestato di idoneità di cui al comma precedente, è richiesto a titolo preferenziale il possesso di almeno uno dei seguenti requisiti: attività documentata di almeno sei mesi come medico dipendente incaricato di ruolo, o presso un pronto soccorso ospedaliero, o presso un servizio di soccorso sanitario "118", o presso un'unità operativa di Anestesia o Rianimazione, e via via a scendere, attività di almeno 300 ore come medico di elisoccorso, attività documentata di almeno un anno anche non continuativo quale guardia medica e così via.
La legge regionale ha abbassato la qualità dei requisiti abilitanti proprio per facilitare il reclutamento di questi medici. Nonostante questo abbassamento di titoli abilitanti, noi soffriamo ancora oggi, a quattro anni di distanza, di questa carenza che rimane irrisolta. Carenza, Assessore, lo dico per lei, che si sta estendendo come un virus da Châtillon a Morgex. Adesso sta riguardando Morgex, dove è stato dimezzato già l'orario. Non glielo dico per il gusto di reclamarglielo in quest'aula, ma glielo dico perché si tratti di un problema che è se è nato nella sede decentrata di Châtillon, oggi va ad interessare anche altre sedi, Morgex prima, poi magari Donnas. Questo vuol dire che da un punto di vista organizzativo, professionale ed economico non avete intrapreso la strada giusta, non avete applicato la legge come forse doveva essere applicata.
Lei mi contesta il fatto che io cito i cedolini e ha dato anche un valore, espresso in lire, di 4.200.000 lire; io il cedolino glielo lascio, lei dice che non fa fede, ma un medico di emergenza territoriale in Piemonte, azienda sanitaria locale di Ivrea - visto che abbiamo gli stessi riferimenti - percepisce 4.356.000 lire, e sono già 150 e più mila lire rispetto alla cifra che lei ha detto, ancor prima dell'aumento con cui lei ha detto di essere intervenuto. Capisce che c'è un'incongruenza fra i dati che lei ci porta o, meglio, le parole che lei pronuncia e i fatti che si vivono a livello operativo. C'è un'incongruenza che non può essere nascosta, forse a lei spiacerà prendere atto del fatto che le informazioni arrivano anche a noi, consiglieri di opposizione, e arrivano da vie diverse, cioè non sono solo le lamentele e i reclami che arrivano dalla gente, che naturalmente non è che abbia organizzato una protesta o una manifestazione contro, però sono reclami che vengono fatti regolarmente o pressoché quotidianamente a chi rappresenta in questa sede la popolazione. In questo momento siamo noi i filtri; il vero filtro non è quello extraospedaliero, che lei dice che deve essere organizzato, i veri filtri siamo noi, perché stiamo diventando coloro che assorbono i reclami di una situazione che non è stata assolutamente risolta.
La risposta, ripeto, è sconcertante: "Noi abbiamo adempiuto", lei ha detto. No, non avete adempiuto, Assessore, non possiamo accogliere questa come un'affermazione fondata, è un'affermazione falsa, non avete adempiuto, non dico lei, ma l'USL, il "118", a cascata quelli che sono gli organismi che lei dovrebbe sovrintendere e controllare e dei quali risponde in sede politica. Non avete adempiuto, personalmente, come cittadino di Châtillon che appartiene al macrodistretto della media Valle, mi sento offeso, umiliato di questa sua affermazione perché a Châtillon non c'è un medico di emergenza territoriale e, quando va male, ci manca anche il medico di continuità assistenziale. Probabilmente il collega Piccolo ha un'altra sensibilità e si accontenterà dell'ennesima promessa di impegno da parte dell'Assessore.
Per quanto riguarda il nostro gruppo consiliare, non mi sento di assumermi questa responsabilità perché sono sicuro che a distanza di qualche settimana saremo nella stessa situazione. Per questa ragione il nostro gruppo non ritira la mozione e la sottopone all'attenzione del Consiglio visto che è un'occasione per potersi esprimere. A differenza del collega Curtaz, noi non crediamo più alle affermazioni di Pinocchio, quindi non ritiriamo la mozione. Valutate voi se politicamente o amministrativamente questa sia una situazione degna di una Regione come quella valdostana, che primeggia per benessere, per risultati soprattutto dal punto di vista socio-sanitario, come l'Assessore più volte ha ostentato in quest'aula, esibendo dati che ci collocano in testa alle classifiche ora per questo, ora per quest'altro aspetto però poi, alla luce dei fatti, questi disagi non possiamo nasconderli, sono disagi che forse a voi non vengono denunciati, ma a noi si. Forse perché viviamo territorialmente questa realtà che è tutt'altro che auspicabile ad altri. A voi l'ultima parola con il voto.
Presidente La parola al Consigliere Piccolo, per dichiarazione di voto.
Piccolo (SA) Vorrei fare alcune precisazioni per la dichiarazione di voto a nome del gruppo della "Stella Alpina", evitando di rispondere alle sollecitazioni - le definisco così anziché provocazioni - del collega Tibaldi perché non mi piacciono i contraddittori e ho sempre cercato nella mia lunga attività di amministratore pubblico di risolvere i problemi senza fare grossi proclami. Sono comunque rispettoso del ruolo istituzionale che mi compete, che è quello di appartenente a questa maggioranza.
Questa mozione tocca alcuni problemi sanitari, in particolare di un distretto come quello di Châtillon, che accorpa 12 comuni facenti parte del comprensorio Monte Cervino, e che risulta, dopo quello di Aosta, il più grande per numero di cittadini residenti, oltre 16.400, e con un elevato numero di turisti grazie alla presenza di comuni a forte richiamo turistico nel comprensorio. In premessa vorrei sottolineare anche che, essendo residente nella zona, e che conosco per ragioni professionali, funzionario da oltre trent'anni all'USL, ed in qualità di amministratore, nel ruolo di Assessore ai servizi sociali per oltre dieci anni, e di Sindaco di quel Comune per otto anni, sono perfettamente a conoscenza delle problematiche sanitarie ancora esistenti nel distretto in questione, problemi che da tempo - e non certo da oggi - ho cercato, nel mio ruolo di componente di questa maggioranza, di portare a conoscenza, discutendone spesso sia con l'Assessore che con il Responsabile della Direzione dell'USL.
Per quanto attiene il medico di emergenza territoriale, oggetto della mozione, in un incontro di alcuni mesi fa, sollecitato dal sottoscritto, i responsabili dell'USL si sono impegnati a trovare soluzioni immediate, prima di quelle definitive che prevedono tempi più lunghi, come ha rimarcato l'Assessore. Vorrei precisare inoltre che la figura mancante del MET nella sede di Châtillon era stata rilevata tramite alcuni comunicati stampa a firma della sezione degli amministratori del movimento della "Stella Alpina" di Châtillon, che avevano preceduto questa mozione e che evidenziavano fra l'altro anche altre carenze di servizi ambulatoriali specialistici e del distretto.
Pur rimarcando l'esistenza delle carenze espresse e sottolineando la non facile soluzione delle stesse, ma soprattutto dopo aver sentito ieri in maggioranza e anche oggi l'Assessore nella sua replica che ci sono atti formali che presuppongono la risoluzione dei problemi, speriamo anche in modo definitivo, esprimo un voto di astensione sulla mozione. Garantiamo comunque sin d'ora l'impegno del nostro movimento all'interno della maggioranza per la risoluzione con l'Assessore del problema esposto nella mozione ed eventualmente ad intraprendere tutte le iniziative necessarie affinché si addivenga alla soluzione del problema stesso.
Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI) Naturalmente il voto del gruppo di "Forza Italia" sarà favorevole a questa mozione.
Vorrei solo ricordare al collega Piccolo, che ringrazio per essere intervenuto e aver dato il suo contributo al dibattito, che il 24 gennaio 2001, a fronte di analoghe promesse rilasciate dall'Assessore, per giustificare una sua astensione ad una mozione che era simile a questa e riguardava la struttura del "118", disse: "Sono stati assunti impegni in quest'aula dall'Assessore Vicquéry per quanto riguarda la parte del personale, mentre per la struttura esistono i progetti ed è possibile verificare cosa contengono. Dobbiamo dare un atto di fiducia all'Assessore Vicquéry; non posso che sottolineare il suo impegno anche perché sono stato coinvolto e insieme abbiamo programmato per la prossima settimana una serie di incontri e sopralluoghi per verificare altre possibilità di collocazione del 118".
Non mi risulta che da allora, 24 gennaio 2001, ad oggi sia cambiato qualcosa.
Constato la sua corresponsabilità in questa azione - dando atto di questa fiducia all'Assessore Vicquéry -, nella scelta che viene operata per il Comune di Châtillon e per il macrodistretto di tutta la comunità.
Presidente Pongo in votazione la mozione in oggetto:
Consiglieri presenti: 26
Votanti e favorevoli: 3
Astenuti: 23 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Louvin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Secondina Squarzino, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)
Il Consiglio non approva.
