Oggetto del Consiglio n. 2785 del 1° ottobre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2785/XI Situazione produttiva ed occupazionale della "Centrale laitière S.p.A." di Gressan. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto che in questi ultimi tempi diversi episodi, che sono stati anche richiamati in aula da precedenti iniziative consiliari, hanno rivelato una situazione di difficoltà nella gestione della Centrale Laitière da parte della Società Abit, come, ad esempio, richiami e sanzioni per pubblicità ingannevole, esclusione dei prodotti della Centrale dalla filiera dei "prodotti valdostani", spostamento della produzione dello yogurt e di altri prodotti, difficoltà nella commercializzazione, ecc.;
Preso atto inoltre delle preoccupazioni del personale che opera nella Centrale, che vede depauperato l'avviamento aziendale nello stabilimento di Gressan;
Considerato che nel contratto di acquisizione della società sono state indicate alcune condizioni che la società Abit si impegna a rispettare e di cui deve rendere conto entro 24 mesi dalla stipulazione del contratto stesso;
Verificato che nella prossima primavera scadranno i due anni previsti nel contratto di vendita e che dopo tale termine sarà più difficoltoso per la regione intervenire, nei confronti della società Abit, a salvaguardia dei livelli occupazionali e della produzione di qualità;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per sapere:
1) quali sono, per quanto di sua conoscenza, le prospettive occupazionali dell'azienda a Gressan;
2) se intende verificare quali sono le cause dell'eventuale diminuzione della produzione nell'azienda di Gressan;
3) se intende attivarsi, e con quali strumenti, per evitare che in futuro siano ridotti i posti di lavoro.
F.to: Squarzino Secondina - Curtaz
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Torniamo con una certa continuità sui problemi della Centrale laitière e ci torniamo perché siamo preoccupati da una serie di segnali, cui si sommano altri segnali preoccupanti, da cui deriva un quadro che potrebbe fare immaginare problemi seri anche per quanto riguarda gli aspetti occupazionali. Da quando la Centrale laitière è gestita dall'Abit sono avvenuti alcuni fatti importanti dal punto di vista gestionale, mi limito a citarne alcuni: il latte non viene più lavorato a Gressan se non in minimissima parte, molte produzioni sono emigrate altrove, la Centrale si è imbattuta in problemi di pubblicità, di etichettatura, poco trasparenti, che abbiamo denunciato ripetutamente anche in quest'aula e che poi hanno avuto conseguenze anche di carattere sanzionatorio per quello che ne sappiamo.
L'ultima in ordine cronologico è una difficoltà di vendita perché il sistema di commercializzazione si è via via indebolito attraverso soluzioni che ci permettiamo di definire inadeguate. Ne deriva un depauperamento generale dell'azienda, questa è l'impressione netta che riceve l'osservatore attento, come noi cerchiamo di essere rispetto a questa vicenda come rispetto ad altre, un depauperamento dell'azienda che oggi è arginato da un contratto che prevede certi obblighi, ma questo contratto scadrà dopo 24 mesi dalla stipula dell'accordo. Gli effetti di questo contratto, in particolare per quanto riguarda gli aspetti occupazionali, scadranno a due anni dalla stipula del contratto e quindi sostanzialmente scadranno la prossima primavera.
Proprio perché siamo allarmati da questo stato di cose, ci rivolgiamo all'Amministrazione regionale, all'Assessore competente, per porre delle questioni alle quali chiediamo risposta. Le questioni sono contenute nell'interpellanza e le riassumo brevemente. Chiediamo quali sono, per quanto di conoscenza dell'Amministrazione, le prospettive occupazionali dell'azienda di Gressan; domandiamo se l'Assessore competente intende verificare quali sono le cause dell'eventuale diminuzione della produzione nell'azienda e se intende attivarsi, in quali modi e con quali strumenti, per evitare che in futuro siano ridotti i posti di lavoro.
Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.
Perrin (UV) In base agli elementi raccolti dalla Finaosta, che ha il compito del controllo dell'osservanza degli accordi presi nell'atto di cessione della Centrale e tramite l'Amministratore delegato di Abit, le prospettive occupazionali della Centrale non prevedono in questo momento alcuna riduzione delle risorse attualmente impiegate. L'Amministratore, interpellato dalla Finaosta, dichiara che non sono state ultimamente modificate le attività di produzione, presso lo stabilimento oggi si produce latte in cartoccio - è ripresa la produzione parziale del latte -, l'intera linea dei formaggi, i gelati e la linea delle paste acide. La linea yogurt, come era stato detto in una precedente risposta, era stata spostata perché ritenuta antieconomica.
Per quanto riguarda le supposte difficoltà di commercializzazione, queste vengono smentite dall'azienda che ribadisce la presenza dei prodotti della Centrale su tutta la rete dei clienti Abit che loro indicano in cinquemila punti vendita serviti quotidianamente.
L'Abit ribadisce investimenti in corso in nuovi prodotti e riafferma di non aver disatteso alcun punto del contratto di cessione, così come ribadisce la qualità dei suoi prodotti. A questo proposito, per quanto riguarda i richiami in merito alla pubblicità ingannevole, questione che era stata posta in quest'aula, l'Amministratore sostiene che l'azienda ha lavorato bene. L'azienda afferma fra l'altro, di aver incaricato dei legali per tutelare nelle sedi opportune la propria immagine perché ritengono di non aver violato le buone regole della pubblicità. L'Abit fa anche un'affermazione di natura un po' polemica dicendo che non è più un'azienda pubblica e questo è vero. Loro aggiungono che eventuali aspetti economici negativi non saranno a carico della comunità e anche questo è vero.
Per rispondere al terzo quesito, un quesito che impegna la Giunta a verificare quali sono le prospettive di questa azienda - e anch'io ricorderei ancora una volta che la Centrale è una società privata, questo lo dobbiamo capire -, questa società deve rispettare alcuni impegni assunti all'atto dell'acquisto, fra i quali l'impegno a non procedere a dei licenziamenti del personale, cosa che non è avvenuta. È senz'altro nostro compito in questa fase, anche perché non possiamo ignorare le preoccupazioni soprattutto dei dipendenti della Centrale, sorvegliare innanzitutto affinché questi impegni non vengano disattesi e soprattutto che non vengano creati i presupposti per diminuire le attività produttive, che porterebbero a possibili ripercussioni negative sulle prospettive occupazionali.
Nel rapporto avuto dalla Centrale, sotto richiesta specifica della Finaosta, la Centrale ci conferma - cito testualmente -: "che non hanno nessuna intenzione di ridurre i posti di lavoro, ma anzi che è intenzione della società di inserire eventualmente nuove risorse". Questa è un'affermazione che cito e che toccherà a noi, tramite il monitoraggio della Finaosta, verificare, perché credo che un impegno in questo senso lo si possa prendere. Oltre, viste le premesse e le precisazioni fatte in questa risposta, non ho altri elementi in questo momento per intervenire sulla Centrale laitière.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Grazie, signor Assessore. Quando noi con le nostre iniziative sollecitiamo l'Assessore, l'Assessorato, la Giunta, è perché vorremmo avere anche un suo parere rispetto a tutta questa operazione. Lei ogni volta risponde citando quello che l'Abit dice, quello che la Finaosta dice; chiaramente ognuno difende il proprio operato ed è normale che sia così, ma la responsabilità politica di tutta questa operazione è in capo alla Giunta, è in capo all'Assessore all'agricoltura che ha fatto una scelta ben precisa e l'ha fatta con l'intento di rendere un servizio e dal punto di vista della qualità dei prodotti valdostani, e dal punto di vista dell'occupazione, e dal punto di vista anche di uno sviluppo di questa produzione.
Rispetto a tutti questi punti, al di là delle parole che sono state dette, credo che le risposte date dai fatti non corrispondano alle intenzioni giuste, corrette, sacrosante che la Giunta aveva e che pare siano presenti nel contratto. Capisco che questa è una società privata ma, dal momento che la Regione ha fatto un contratto ben preciso con alcune finalità, deve pur chiedersi: "Ma allora quella operazione, che aveva queste finalità, è stata funzionale oppure no?" Perché se non c'è un'attenzione rispetto a questo, è difficile la prossima volta evitare eventuali errori, se qui ci fossero stati.
Lei continua a parlare dell'Abit, giustamente, ma io credo che per l'Abit sia stata un'operazione vincente perché ha incamerato all'interno della sua produzione un marchio molto importante e prestigioso. Lei ha parlato di cinquemila punti vendita dell'Abit ma, rispetto a tutto questo, la Centrale laitière come sta all'interno della produzione? È vero che stanno imbottigliando il latte, ma chi controlla il latte? Tutta l'attività di controllo della qualità, di verifica, di programmazione non è più qui ad Aosta, la Centrale rischia di diventare un semplice magazzino, allora sì, avrà ancora magari bisogno di magazzinieri, certo, meglio di niente, ma mi sembra che non sia questa l'occupazione che all'interno della filière del latte l'Assessorato pensava di poter realizzare. Vada a verificare, se il Centro analisi del latte funziona, cosa sta facendo; veramente quella che è la testa pensante, quella che è la programmazione non è più qui, ma è altrove. Questo è stato il grosso limite di questa operazione: è stato venduto - e io dico svenduto - ad altri quella che era una possibilità reale di qualificare i prodotti valdostani.
Lei poi dice che è un'azienda privata, per cui non si preoccupa più; può anche darsi, ha ragione dal suo punto di vista, ma se questa azienda privata incomincia anche lei ad essere in difficoltà economiche… forse bisogna intervenire. Mi sembra strano che lei non abbia alcuna informazione a questo riguardo e sarebbe interessante fare una verifica. Parrebbe infatti che ci siano delle difficoltà finanziarie non indifferenti e che il capitale sociale della Centrale sia stato totalmente o quasi eroso proprio dalle perdite dell'azienda. Se fosse vero quello che adesso le ho detto, sarebbe difficile prendere sul serio le affermazioni che questa società ha fatto rispetto allo sviluppo, alla produzione, a nuovi investimenti, alla volontà non solo di non licenziare, ma eventualmente di assumere altro personale.
C'è un grosso contrasto, c'è una grossa differenza, un décalage profondo fra le parole dette e i fatti, Assessore. Qui allora c'è da riflettere. Perché noi torniamo sull'argomento, come diceva prima il collega Curtaz? Perché questi due anni sono il periodo limite entro il quale la Regione può dire qualcosa e può in qualche modo far sentire la sua voce; superati i 24 mesi, non faremo più delle richieste all'Assessore rispetto all'esito dell'Abit perché l'Assessore non è più responsabile direttamente, ma porremo ugualmente il problema di aziende della filière del latte in Valle d'Aosta che non funzionano per sapere il motivo. Lì è poi un altro discorso, ma su questo argomento chiediamo a lei chiarezza: lei non ha mai detto esplicitamente quello che pensa di questa operazione e della realtà attuale; può darsi che siano cose indicibili, può darsi, non lo so, ma lei comunque deve porsi anche il problema occupazionale che noi oggi abbiamo sollevato in modo particolare. Questo problema, se non se lo pone adesso, se lo porrà fra sei, sette mesi l'Assessore all'industria, cioè quello che poi chiederà eventualmente dei contributi per collocare personale che è stato licenziato, che è stato estromesso da un ciclo produttivo. Il problema rimane, Assessore, non può solo eluderlo riferendo le dichiarazioni dell'Abit, non può, deve affrontarlo e, se non lo affronta lei, lo affronterà fra qualche mese l'Assessore all'industria.
