Oggetto del Consiglio n. 2806 del 16 ottobre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2806/XI Spese sostenute dalla Comunità montana Grand Combin per la gestione del Centro socio-sanitario di Variney. (Interpellanza)
Interpellanza A conoscenza che la Comunità Montana del "Grand Combin" avrebbe richiesto all'USL il rimborso delle spese sostenute dalla stessa per migliorare il Centro Socio-Sanitario ospitato gratuitamente nei propri locali;
A conoscenza, altresì, della risposta dell'USL con la quale, oltre a negare il pagamento di quanto richiesto dalla Comunità Montana, compreso il pagamento dell'affitto del prossimo anno per gli oltre 200 metri quadrati di superficie occupati dal Centro Socio-Sanitario, avrebbe minacciato di chiudere il Servizio reso alla popolazione della zona;
Considerata la forma con cui la dirigenza dell'USL mantiene i rapporti con gli Enti locali e ipotizza di chiudere un servizio pubblico;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:
1) se corrisponde al vero il fatto che l'USL occupa gratuitamente i locali della Comunità Montana;
2) se, e come, intende venire incontro alle esigenze della Comunità Montana Grand Combin che ospita a sue spese il Centro Socio-Sanitario di Variney;
3) come giudica la risposta della Direzione dell'USL, oltre che per la forma, per i contenuti e arbitrio con cui minaccia di chiudere un pubblico servizio.
F.to: Beneforti
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Questa interpellanza prende spunto da una richiesta della Comunità montana Grand Combin all'USL e da una risposta dell'USL ritenuta inaccettabile, che dimostra, se ce n'era bisogno, ancora una volta da chi è gestita la politica sanitaria nella nostra Regione! Siamo a conoscenza del fatto che la comunità montana ha domandato all'USL il rimborso di spese sostenute dalla stessa per lavori destinati a migliorare il centro socio-sanitario di Variney ospitato gratuitamente nei suoi locali. La comunità montana inoltre ha prospettato all'USL - almeno questa era la sua intenzione alla luce della riduzione dei finanziamenti a suo favore -, a partire dal 2003, il pagamento dell'affitto dei locali in questione.
La risposta dell'USL non si è fatta attendere: in poche righe ha precisato di non voler pagare l'affitto e ha aggiungo che, se la comunità montana vuole dei soldi, è pronta a chiudere il servizio a Variney. Queste affermazioni hanno provocato l'indignazione degli amministratori della comunità non tanto perché l'USL non vuole pagare, ma per il modo non certo civile con cui la risposta è stata fornita; la comunità montana si aspettava di essere quanto meno contattata in modo da discuterne insieme e, se possibile, da giungere ad un'intesa, senza avere minacce e ricatti come è avvenuto da parte della Dirigenza dell'USL. Questi sono i fatti che hanno originato l'interpellanza.
Non mi dilungo oltre perché credo che il testo dell'interpellanza, integrato dal mio intervento, sia abbastanza chiaro. Si tratta di avere una risposta alle domande che sono state poste su quanto è accaduto; si tratta di sapere se come Giunta ritenete giustificate le richieste della comunità montana, ma anche quali iniziative intendete prendere nei confronti dell'USL per il comportamento tenuto verso la comunità e la popolazione della zona. Mi chiedo con quale autorità l'USL possa minacciare di chiudere un pubblico servizio in quella zona e se gli sia permesso di operare come sta operando! Assessore, a volte lei mi ha detto che io presento un'interpellanza in seguito alle lamentele del primo cittadino che incontro, voglio precisare che sono stato informato da rappresentanti della comunità montana, che mi hanno fornito questi dati che le ho riportato. Ritengo che non sia logico, se corrisponde al vero, che l'USL, di fronte alla comunità montana, risponda come ha fatto e si comporti come si è comportata, reputo che fra le istituzioni ci debba essere un rapporto diverso perché insieme devono cercare di rendere i servizi sempre più pregevoli per la popolazione.
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Il Consigliere Beneforti mi ha chiesto: "se corrisponda al vero il fatto che l'USL occupa gratuitamente i locali della comunità montana". La risposta è affermativa, questo in virtù di un comodato gratuito a tempo indeterminato stipulato in data 15 ottobre 1995 dalla comunità stessa con l'USL, per cui c'è un titolo giuridico assolutamente inconfutabile che la stessa comunità montana riconosce essere valido a tutti gli effetti. Nel merito, la comunità montana non ha chiesto un rimborso spese all'USL, ma ha scritto testualmente che: "In riferimento al contratto di comodato gratuito a tempo indeterminato, stipulato con codesto ente in data 15 ottobre 1995, si comunica che, a causa di sopravvenute recenti modifiche normative, legge regionale 11 dicembre 2001, n. 38, legge finanziaria 2002-2004, che ha stabilito una significativa riduzione del trasferimento finanziario spettante alle comunità montane, meno 56 percento rispetto al 2001, questa amministrazione si trova costretta a comunicarvi il recesso del contratto di comodato gratuito a decorrere dall'1° gennaio 2003. In alternativa e con decorrenza dall'1° gennaio 2003, si propone la stipulazione di un contratto di locazione al canone annuo di 10 mila euro da versare in due rate semestrali anticipate".
Per cui non chiede il rimborso spese, ma domanda di recedere dal comodato gratuito e di far pagare un contratto di locazione, che è altra cosa; in effetti, rispetto agli altri temi, la comunità montana ha detto: "Si coglie l'occasione per precisare che, in seguito a vostra nota dell'11 ottobre 2001 avente ad oggetto l'adeguamento al decreto legislativo 626/94, abbiamo provveduto ad accordarci con il vostro ufficio tecnico patrimoniale relativamente agli interventi di nostra competenza da effettuare nei locali del consultorio che verranno completati entro la fine del corrente anno".
Il problema che si pone è il contratto di locazione, ma non si pone solo per la comunità montana, si pone o si dovrebbe porre per tutte le sedi territoriali dell'USL, le quali sono a volte ospitate in immobili di proprietà regionale, a volte in immobili di proprietà di consorzi, a volte in immobili in locazione diretta da parte dell'USL, a volte in immobili di proprietà degli enti locali. La situazione è assolutamente variegata - basti pensare alla struttura dell'Envers, dove sono ospitate più strutture di più enti - e va regolamentata con trasferimenti di proprietà e quant'altro. A questo proposito ricordo che le leggi sono leggi, il Segretario della comunità montana che ha scritto questa lettera dovrebbe conoscere l'articolo 40 della legge regionale n. 5/2000, che recita testualmente: "I beni immobili di proprietà regionale con destinazione a fini sanitari sono ceduti in comodato all'azienda USL con vincolo di destinazione. I beni immobili di proprietà regionale destinati all'assistenza sociale, persone anziane, asili-nido, servizi alternativi sono trasferiti invece in proprietà a titolo gratuito agli enti locali di cui alla legge 54/1998 o loro forme associative con vincolo di destinazione, con le modalità stabilite dalla legge 68/1994, alienazione di beni immobili di proprietà regionale a favore dei comuni".
Il terzo comma prevede: "I beni di cui ai commi 1 e 2 sono trasferiti o ceduti, previo apposito atto ricognitivo di intesa fra le amministrazioni interessate, nello stato di fatto in cui si trovano o con gli oneri e i pesi connessi e con le relative pertinenze e dotazioni". È proprio questo atto ricognitivo che è complesso, difficile e gli uffici lo stanno facendo con molta difficoltà perché va fatto un atto ricognitivo "di intesa con le singole amministrazioni".
Si prevede poi che: "Negli immobili di proprietà regionale, o comunque in uso alla Regione per lo svolgimento di attività socio-sanitarie e socio-assistenziali, alla fornitura, integrazione, sostituzione di beni mobili e strumentali provvede la struttura regionale competente in materia di sanità". Quest'ultimo comma significa che si interviene direttamente, se è il caso, sulle spese di manutenzione straordinaria. Qui è tutto regolamentato, basta applicare le normative e un Segretario di comunità montana non può non conoscere la normativa e scrivere delle lettere dove venga detto: "ti propongo un contratto di locazione".
Il problema di fondo è questo, al di là di tutti i "contorni", è capire se riteniamo che debba essere rispettata questa normativa che abbiamo fatto per andare incontro alle amministrazioni locali da un lato, per tenere in proprietà regionale l'Ospedale, i consultori, i poliambulatori e fare in modo che con il contratto di comodato non ci siano degli oneri di nessun genere, fatto salvo il rimborso spese, che viene già regolarmente fatto perché l'azienda rimborsa le spese di riscaldamento, le spese generali, di pulizia, così come interviene per la manutenzione straordinaria - e viene detto anche nella lettera del Segretario generale della comunità montana -, mentre rimane a carico in genere la manutenzione ordinaria, anche se è raro che questo si verifichi. Altra cosa è il contratto di locazione che riteniamo non debba essere stipulato perché viene meno tutto un ragionamento rispetto al rapporto Regione-Enti locali in quanto è di tutta evidenza che le direttive regionali devono essere applicate sul territorio e le direttive regionali hanno sempre seguito la logica in materia socio-sanitaria di decentralizzare i servizi sul territorio a costo di oneri superiori di gestione di personale e noi vogliamo che questa politica sia mantenuta. È di tutta evidenza che la risposta dell'USL era assolutamente provocatoria, ma per far presente che a provocazione si risponde con provocazione: la prima provocazione era del tutto evidente, la seconda anche.
A questa corrispondenza ha fatto seguito un primo incontro fra le parti che si è concluso con una ricognizione degli oneri sostenuti direttamente dalla comunità montana, l'USL dovrà rimborsarla, evidentemente, mentre è rimasto aperto il problema della locazione. Riteniamo che su questo punto si debba attentamente riflettere perché il caso della Comunità montana Grand Combin è espandibile su tutto il territorio regionale con le grosse conseguenze che sono facilmente immaginabili. Ripeto: se questo ragionamento va fatto, va effettuato sul tavolo della finanza locale.
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Prendo atto della risposta che l'Assessore ha dato, però non sono del tutto soddisfatto.
Mettiamo dei punti fermi: non ci sono dubbi che la comunità montana ospiti gratuitamente nei suoi locali il centro socio-sanitario, che ci sia un vincolo giuridico e che, come lei ha detto, l'USL per la superficie occupata paghi le spese vive di riscaldamento e di luce, ma io dico anche che quelle spese di manutenzione ordinaria sostenute dalla comunità montana, che non rientrano nella straordinarietà, sono a carico dell'USL, questo è il problema! È logico pertanto che da parte della comunità montana ne venga richiesto il pagamento. È dal rapporto che è sorto in questo momento fra la comunità montana e l'USL, che è nata la provocazione da parte della comunità stessa di minaccia di chiudere i servizi finora offerti… ecco perché è venuto fuori il discorso della richiesta di affitto!
Vicquéry (fuori microfono) … è esattamente il contrario…
Beneforti (PVA-cU) … io non sono in possesso della lettera, le dico quello che ho saputo dalla comunità montana e cioè che la risposta dell'USL è stata questa: "Se chiedete dei soldi, noi vi chiudiamo i servizi". Questo è quello che è stato detto alla comunità montana, anziché prendere contatti e cominciare a trattare per vedere insieme come risolvere il problema… ma sì, Assessore, non c'eravamo né io né lei, quindi hanno riferito a lei come hanno riferito a me… Ora non voglio prendere per buono tutto quello che mi dicono, ma lei non prenda per buono tutto quello che le dicono, Assessore, altrimenti non riusciamo mai a trovare un punto d'incontro!
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… io la lettera… sì…
Vicquéry (fuori microfono) … 12 giugno…
Beneforti (PVA-cU) … io quella lettera non l'ho letta, mi hanno solo riferito…
(nuova interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… mettiamoci nelle condizioni della comunità montana, che vede diminuire le sue entrate e ha la necessità di recuperare degli introiti, che si potrebbero ottenere anche con l'affitto dei locali all'USL. È vero che da parte della comunità montana c'è stata una provocazione e che c'è tutta la normativa di legge a cui bisogna attenersi, però il comportamento dell'USL dimostra che la gestione della sanità, non solo nei confronti degli assistiti, ma anche nei confronti degli enti locali e delle istituzioni, viene fatta con arroganza. L'USL poteva contattare la comunità, poteva discuterne prima di rispondere minacciando di chiudere i servizi, perché non lo ha fatto? Chiedo a lei, Assessore, e a voi tutti se è questo il modo di gestire l'azienda USL! Come fate a difendere e giustificare questa dirigenza che non sa tenere i rapporti nemmeno con il territorio?
Abbiamo visto le polemiche relative alla situazione di Châtillon che un'oculata gestione avrebbe potuto evitare, sentiamo le lamentele dei cittadini di Morgex e dell'intera alta Valle per le inefficienze e i disservizi che sono costretti a sopportare, stiamo accertando le segnalazioni che ci provengono per quanto riguarda il Poliambulatorio di Donnas per portarle a sua conoscenza, Assessore! Riteniamo pertanto che sia tempo, anziché giustificare sempre l'operato dell'USL, che si prendano anche i dovuti provvedimenti e si insegni all'USL come ci si comporta e si gestisce il territorio! Non potete lasciare che questi amministratori - da voi difesi continuamente - continuino ad agire impunemente! Io dico questo perché si vive, e sono convinto che lo viva anche lei, Assessore… non potete permettere che, oltre a rendere irrespirabile il clima all'interno dell'USL, si renda irrespirabile il clima anche all'esterno nei rapporti con il territorio e gli enti locali. Gli errori che vengono commessi sono evidenti a tutti, sia dal punto di vista amministrativo che tattico, per cui è tempo di prendere i provvedimenti che si rendono necessari, in modo da dare all'USL una gestione diversa!
Ritengo - e concludo, Assessore - che quanto accaduto relativamente alla Comunità Grand Combin debba essere tenuto presente e che, sulla base di questa situazione, si valuti come agire nei confronti della Dirigenza dell'USL affinché ci sia un rapporto diverso anche fra l'USL e il territorio, in modo particolare verso gli enti locali, nell'interesse della popolazione, prima che si arrivi a situazioni sempre più gravi, che noi cerchiamo di portare all'attenzione del Consiglio, ma che non vengono mai affrontate con la dovuta attenzione!
Si dà atto che dalle ore 11,47 presiede il Vicepresidente Viérin Marco.
