Oggetto del Consiglio n. 2757 del 25 settembre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2757/XI Eventuali effetti sulla salute dei caprini nell'utilizzo dell'apparecchio elettronico di identificazione. (Interrogazione)
Interrogazione Osservato che la stampa locale ha dato ampio risalto alla vicenda di un allevatore che ritiene il "bolo ruminale" responsabile della malattia delle proprie capre;
Dato atto che il servizio veterinario dell'U.S.L. ha dato assicurazione circa la non pericolosità di tale tipo di identificazione degli animali già sperimentato in ambito europeo;
Ritenuto comunque opportuno che venga fatta chiarezza sulla vicenda;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) a quanti animali è stato introdotto il cosiddetto "bolo ruminale" e con quali risultati;
2) se sono state accertate morti o malattie di ovini e/o caprini in conseguenza dell'utilizzo di tale apparecchio elettronico di identificazione.
F.to: Curtaz
Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.
Perrin (UV) Per rispondere puntualmente: "a quanti animali è stato introdotto il cosiddetto "bolo ruminale" e con quali risultati"; in Valle d'Aosta gli animali identificati con bolo endoruminale sono in totale 59.530, 52.309 bovini, 2.573 ovini, 4.648 caprini.
Il metodo di identificazione elettronica è stato introdotto nella nostra Regione nell'ambito del "Progetto Idea" lanciato dalla Commissione europea fra i vari Paesi aderenti e sono stati identificati in generale con questo metodo circa 1 milione di animali, di cui 425.000 ovicaprini.
Per quanto riguarda la valutazione del risultato, lo si può definire un buon risultato, soprattutto in relazione agli obiettivi ricercati con l'identificazione elettronica, in particolare l'affidabilità di questo metodo, la tenuta nel tempo, la facilità di lettura, le garanzie offerte rispetto a possibili contraffazioni, la possibilità di abbinare alla marcatura elettronica un sistema di tracciabilità del prodotto in relazione alla sicurezza alimentare, quindi un progetto finalizzato al raggiungimento di vari obiettivi.
Per quanto riguarda i problemi di natura sanitaria che il sistema elettronico poteva causare negli animali identificati nella nostra regione, si può affermare che di fatto non sono stati riscontrati danni agli animali ascrivibili al metodo in questione, salvo casi isolati -ufficialmente risulta un caprino e due vitelli -, per i quali si può ipotizzare che queste lesioni siano ascrivibili alla cattiva tecnica di inserimento del bolo, quindi alla manualità dell'operatore che ha identificato. Ho incontrato l'anno scorso gli allevatori degli ovicaprini, che avevano sollevato delle perplessità circa questo metodo, soprattutto circa le dimensioni del bolo rispetto alla natura e alle dimensioni degli animali e in quella sede si era deciso di monitorare il tutto per un periodo di tempo, per andare a verificare se ci fossero state delle conseguenze di natura sanitaria su questi animali.
È stata svolta l'indagine dal Servizio di igiene e alimenti di origine animale su tutti gli ovicaprini avviati al macello e dal rapporto conclusivo non sembrano essersi riscontrate delle patologie che siano riconducibili esplicitamente alla presenza del bolo. Nel resto d'Europa, analizzando la relazione conclusiva presentata alla Commissione europea dal Joint Research Centre di Ispra, che ha avuto il compito di monitorare il progetto pilota - questo progetto è stato monitorato sotto tutti gli aspetti -, non si evidenziano anche in quella sede delle problematiche di natura sanitaria collegate alla presenza del bolo ruminale.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Ho deciso di presentare questa interrogazione perché questa estate sul bolo ruminale ne abbiamo lette di tutti i colori. Mi pareva, nel fare un'interrogazione in cui venissero chiariti i termini del problema e soprattutto venissero forniti dei dati statistici, perché mi sembra una base di partenza corretta per analizzare un fenomeno, di rendere innanzitutto un servizio a me stesso e forse anche all'opinione pubblica.
I dati forniti dall'Assessore testimoniano la non problematicità di questo metodo di identificazione degli animali, peraltro, a seguito di queste polemiche, erano già stati forniti degli opportuni chiarimenti da parte del Servizio veterinario dell'USL. Quindi, per quanto concerne le finalità che mi ero riproposto con questa interrogazione, penso di potermi dire soddisfatto delle risposte dell'Assessore.
