Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2709 del 26 giugno 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2709/XI Iniziative per respingere i tentativi di riduzione dell'autonomia della Regione. (Ritiro di mozione - Approvazione di risoluzione)

Mozione Visti i recenti comportamenti del Governo nazionale di centro-destra nei confronti della Valle d'Aosta

Ricordati gli ultimi episodi:

- la richiesta del Ministro degli Affari regionali, La Loggia, tendente ad ottenere la presidenza della Commissione paritetica Stato-Regione, rinnovata di recente;

- il mancato rispetto da parte del Governo delle norme che regolamentano il riparto fiscale Stato-Regione, tramite il blocco dei trasferimenti dei flussi di cassa, e quindi delle risorse finanziarie di competenza regionale;

Ritenendo detti comportamenti lesivi dell'autonomia della Valle d'Aosta e tendenti ad aprire un inopportuno conflitto politico tra Stato e Regione;

Considerando tale decisione configurabile come un abuso nei confronti della Valle d'Aosta, non rispettosa delle norme che regolano il rapporto finanziario tra Stato e Regione;

Constatato il danno che deriva alla finanza regionale e, di conseguenza, all'economia valdostana dalla mancanza di liquidità nelle casse regionali;

il Consiglio regionale

Deplora

le inadempienze del Governo Berlusconi nei confronti della Valle d'Aosta;

Dà mandato

alla Giunta della Regione e ai Parlamentari valdostani di respingere ogni tentativo tendente a ridurre l'autonomia garantita alla Valle d'Aosta dallo Statuto Speciale e dalla Costituzione Italiana.

F.to: Beneforti - Squarzino Secondina - Curtaz

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Cercherò di essere il più breve e sintetico possibile. Chi fa politica segue da vicino la vita politica, amministrativa e sociale del nostro Paese, nonché i fatti che avvengono a tutti i livelli, compreso quello regionale. Da un anno a questa parte si segue il comportamento del Governo centrale e abbiamo visto come affronta i problemi sociali, della sanità, del lavoro, del fisco, dell'occupazione, del Mezzogiorno, dell'informazione; abbiamo visto anche come affronta le riforme istituzionali e il conflitto di interessi che esiste nel nostro Paese; abbiamo visto come e perché rimette in discussione alcuni principi dello Stato di diritto, cosa che non è mai avvenuta nell'ultimo mezzo secolo.

Ci siamo resi conto di come la maggioranza di Centro-Destra cerchi di impadronirsi di poteri che, secondo la Costituzione, non gli spettano: vedi l'articolo 21, che prevede il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero; vedi l'articolo 39 sul diritto e la libertà sindacale; vedi l'articolo 104 sull'autonomia della Magistratura. Abbiamo visto altresì come si comporta nei confronti delle Regioni che non sono governate dal Centro-Destra, oggi la Valle d'Aosta è la dimostrazione più evidente: basta guardare la pesantezza con cui interviene sulle scelte fatte o da operare.

Questo comportamento è per noi irresponsabile e lesivo della nostra autonomia, dei diritti sanciti dallo Statuto speciale e dalla Costituzione, reputiamo che ogni forma di conflittualità politica fra Stato e Regione sia dannosa per la Valle d'Aosta perché tende a smantellare le nostre prerogative. Certe prese di posizione del "Governo Berlusconi" infatti sono un attacco all'autonomia, alla democrazia, alla libertà politica di cui la Regione ha sempre goduto dopo il ventennio fascista.

Chi, come noi, si è sempre schierato contro ogni attacco nei confronti delle nostre prerogative statutarie, provenienti dall'interno e dall'esterno della Valle d'Aosta, non può non respingere con forza certe pretese e certi comportamenti, perché rappresentano un indebolimento degli organi di autogoverno regionale, perché rappresentano una riduzione della nostra autonomia ed indipendenza a favore del potere centrale. Come si fa a rivendicare, a pretendere, come ha fatto il Ministro La Loggia, la presidenza della Commissione paritetica Stato-Regioni, rinnovata di recente, quando è risaputo che è una conquista della Valle d'Aosta, conquista che non ha mai dato adito a contrasti fra le due parti quando ha trattato i problemi relativi all'attuazione del nostro Statuto? Come si fa a sostenere una richiesta del genere e affermare allo stesso tempo che la stessa richiesta non deve scandalizzare nessuno quando si capisce lontano un miglio che l'alternanza è richiesta per ragioni politiche e non per altri motivi? Come fa il Governo a mancare di rispetto alle norme che regolamentano il riparto fiscale Stato-Regione tramite il blocco dei trasferimenti dei flussi di cassa e quindi delle risorse finanziarie di competenza regionale? ... se non per aprire una vera e propria conflittualità con la Regione Valle d'Aosta? Del resto abbiamo saputo che il blocco non deriverebbe dalla mancanza di liquidità da parte dello Stato, tanto meno dalla mancata rimessa della documentazione richiesta alla Regione dal competente Ministero. Per questo il blocco delle rimesse di denaro nelle casse della Regione lo riteniamo un abuso di potere, una discriminazione e una ritorsione politica nei confronti della Valle d'Aosta alla quale, con la legge di riparto fiscale e l'accordo ex dogana, i precedenti Governi avevano assicurato l'autonomia finanziaria.

Nessun Governo precedente si è comportato come quello attuale nei confronti della Valle d'Aosta. Certo, ci sono stati dei momenti difficili, particolari, ma si è sempre trovato una soluzione e si è sempre trovato un'intesa, anche in questo Consiglio abbiamo sempre operato e agito unitariamente quando erano in gioco gli interessi della Valle d'Aosta, mai nessuno è andato a Roma a chiedere che si chiudessero i rubinetti dei flussi di cassa o che non si approvassero certe leggi come quella sul Casinò, e forse come accadrà, Presidente, quella del Corpo forestale dello Stato.

La lotta politica c'è sempre stata, ma anche se è accesa, si deve guardare prima, come si è sempre guardato, all'interesse della Valle d'Aosta e all'interesse della nostra gente e lo stesso dobbiamo fare oggi. Noi non condividiamo del tutto l'uso che viene fatto delle risorse, lo denunciamo e lo diciamo apertamente quando non condividiamo le scelte che vengono fatte, lo diciamo in occasione dell'approvazione dei bilanci, con interpellanze e mozioni che presentiamo, ma questo è il compito e il ruolo dell'opposizione in questo Consiglio, anche se non ci è permesso sempre di svolgerlo pienamente, infatti come gruppo dell'Ulivo non possiamo non recriminare di non essere stati informati dalla Giunta di quanto stava accadendo nei rapporti Stato-Regione da alcuni mesi, ma, nonostante questo, consapevoli del danno e dei guasti che possono derivare all'economia valdostana dalla mancanza di liquidità nelle casse regionali, ci siamo fatti carico del problema e abbiamo informato i nostri gruppi Parlamentari della Camera e del Senato su quanto stava accadendo in Valle d'Aosta per via del comportamento del Governo nei confronti di una Regione non ancora amministrata dal Centro-Destra.

Le risposte che abbiamo avuto ci inducono ad insistere, anche per questo abbiamo presentato la mozione: occorre parlarne in questa sede e insieme assumere le iniziative necessarie a respingere ogni attacco alla libertà politica di cui la Regione ha sempre goduto dopo il ventennio fascista. Ogni ritorno al passato lo riteniamo deleterio, ogni compromesso non sarebbe dignitoso, per questo dobbiamo deplorare le inadempienze del "Governo Berlusconi" nei confronti della Valle d'Aosta e assumere l'impegno di respingere ogni tentativo tendente a ridurre l'autonomia garantita alla Valle d'Aosta dallo Statuto speciale e dalla Costituzione italiana.

Quella contro la Valle d'Aosta è un'operazione politica che trova il suo asse in una concezione statalista e centralista senza precedenti, è un'operazione che dimostra che federalismo, sussidiarietà, mercato, autonomia locale sono cose buone per la propaganda, ma nei fatti restano sulla carta, per questo Governo esiste solo lo Stato centrale! Ci auguriamo pertanto che su questa mozione si apra un confronto serie e credibile, insieme dobbiamo andare a deplorare le inadempienze del Governo nei nostri confronti e stabilire la difesa della nostra autonomia. La mozione la conoscete, è certamente emendabile, importanti sono i principi che devono essere riconosciuti alla Valle d'Aosta, per cui siamo qui pronti ad accettare tutte le modifiche che si rendono necessarie, ci auguriamo comunque che venga approvata.

Si dà atto che dalle ore 18,04 presiede il Vicepresidente Viérin Marco.

Presidente La parola al Consigliere La Torre.

La Torre (SA) Evidentemente il tono del dibattito è calato perché la discussione di oggi è stata estremamente lunga, però io credo che questa mozione debba avere la sua attenzione e credo che, se questa mozione potesse avere un titolo, il titolo potrebbe essere: "Grandi manovre politiche all'interno dell'area della Sinistra valdostana" e magari potrebbe avere anche un sottotitolo: "Buttiamo un po' di benzina sul fuoco". Il Consigliere Beneforti, d'altronde da esperto politico, non poteva perdere l'occasione di usare argomenti di attualità, come la Commissione paritetica, il riparto fiscale, il Casinò ed altro, per cercare di portare a casa, dal suo punto di vista, un legittimo risultato politico per la sua parte politica e quindi lanciare un raccordo fra le forze di opposizione e le forze di maggioranza dell'area di Sinistra per conseguire, appunto, un piccolo risultato politico.

L'azione politica può anche essere intelligente, però credo che sia poco nobile il mezzo, anche perché il fine politico è talmente lampante che ci pare sbagliato, per cercare di portare a casa un risultato di questo tipo, utilizzare il discorso della nostra autonomia, cercando quasi di dividere fra chi difende di più o di meno l'autonomia... quasi come se l'autonomia fosse un argomento di paese, dove si tiene magari una gara di chi lo fa meglio perché lo spiega meglio sulla piazza del paese. Io credo che non sia così: il nostro sentimento di autonomia è un sentimento maturo che non ha bisogno di prove di virilità, che non ha bisogno di dover dare risposte a provocazioni ed è un argomento che è testimoniato ogni giorno dalla presenza dei consiglieri comunali sul territorio, nelle comunità montane, nel Consiglio regionale, nell'operato della Giunta, nell'operato dei Parlamentari.

È demagogico pensare che all'interno di questo Consiglio ci sia qualcuno che non vuole difendere l'autonomia. Io credo, e voglio riconoscere ad ognuno, la capacità e la volontà nel pensiero e nelle azioni di voler difendere l'autonomia, non abbiamo bisogno, Consigliere Beneforti, che ci solleciti lei questo, perché già lo facciamo.

Credo quindi che, come ho detto, sicuramente la sua mozione può avere un'intelligenza politica, però credo che il mezzo che ha usato non sia quello giusto e con il suo stesso metodo un po' demagogico potrei dirle che queste forze di maggioranza avevano lanciato un appello all'unità per difendere questa autonomia quando si era parlato di mettere la Valle d'Aosta prima di tutto, al momento delle elezioni politiche, ma molte risposte non sono venute.

In quel momento c'è chi ha sentito la necessità di differenziarsi e di dividersi, giustamente dal loro punto di vista, per difendere quelli che potevano essere i loro interessi partitici, legittimi.

Ebbene, non capiamo adesso come mai, sotto questa sua sollecitazione, noi dovremmo entrare in questo scontro, trasformare la nostra Valle in un terreno di battaglia fra scontri di posizioni politiche e ideologiche che si combattono sul territorio nazionale! Noi non abbiamo bisogno di affermare nessuna differenziazione di parte, noi siamo Valdostani, è stato detto, siamo molto sereni e molto maturi nella nostra consapevolezza e non abbiamo bisogno di schierarci né a Destra né a Sinistra, d'altronde credo che noi potremo tranquillamente rispettare ed essere rispettati da chi rispetterà e vorrà rispettare la Valle d'Aosta, così come combatteremo chi combatterà la Valle d'Aosta.

Abbiamo avuto tanti esempi anche nel passato che anche i Governi di Sinistra non hanno poi avuto queste attenzioni particolari, così come hanno messo in discussione il regime pattizio, che è elemento fondamentale e importante nel rapporto fra la Valle d'Aosta e il Governo centrale.

Credo dunque che non abbiamo proprio da dire niente, se non riaffermare con serenità nelle nostre azioni quotidiane il nostro pensiero regionalista e autonomista e non abbiamo bisogno di queste sue sollecitazioni demagogiche a svolgere quello che è il lavoro di tutti i giorni e che tutti i giorni viene portato avanti, come ho detto, da tanti consiglieri comunali, di comunità montana e comunque da chi opera nella politica della nostra Regione. Penso quindi che la sua sia una mozione demagogica, che abbia uno scopo politico intelligente dal suo punto di vista, ma che noi, ci dispiace, consideriamo solo un polverone e benzina sul fuoco a cui noi non ci sentiamo di aderire, pertanto ci asterremo sulla sua mozione e con questo ho concluso.

Presidente La parola al Consigliere Cottino.

Cottino (UV) Tout simplement pour demander une brève suspension.

Presidente Sono accordati cinque minuti di sospensione.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,20 alle ore 19,15 e che, alla ripresa dei lavori, riassume la presidenza il Presidente Louvin.

Président Le Conseiller Cottino avait demandé une suspension, s'il veut bien nous annoncer le résultat de la discussion.

La parole au Conseiller Cottino.

Cottino (UV) Abbiamo fatto questa interruzione da una parte per confrontarci fra di noi e dall'altra per verificare con i proponenti della mozione se c'era la possibilità di fare un documento unico. Qualche problema c'è, nel senso che non tutti i gruppi che formano questo Consiglio hanno firmato la risoluzione che ho già provveduto a consegnare alla Presidenza del Consiglio.

È una risoluzione molto semplice che va a ribadire alcuni concetti, e alcuni principi che riteniamo estremamente importanti. Perché la scelta di presentare questa risoluzione, anziché votare la mozione presentata? Perché c'erano delle discrepanze, delle opinioni diverse sulle premesse, dato che sul deliberato di quella mozione credo che nessuno possa essere contrario.

L'intento era quello di ampliare e modificare alcune premesse. Devo dare atto, e lo faccio molto volentieri, che i colleghi per la Valle d'Aosta per l'Ulivo hanno aderito alla firma del nuovo documento, il che dovrebbe voler significare il ritiro della loro mozione.

È con questo spirito che abbiamo presentato la mozione, senza voler entrare in polemica con coloro che la pensano in modo diverso perché non è nel nostro interesse fare della polemica sterile, quello che ci interessa è approvare un documento che esprima la volontà reale del Consiglio. Non credo che ci sia la necessità di illustrarlo punto per punto dato che il documento a vostre mani è sufficientemente chiaro da permettermi di evitare ogni ulteriore commento.

Président Je rappelle que la résolution est présentée aux termes du premier alinéa de l'article 65.

La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Mi dispiace che chi è intervenuto nel dibattito su questa mozione sia assente perché gli avrei voluto dire che non abbiamo inteso affatto con questa mozione fare della demagogia, ma semplicemente difendere gli interessi della Valle d'Aosta.

Mi ha fatto piacere che il Capogruppo dell'Union abbia riconosciuto che sulla parte deliberativa della nostra mozione c'è il consenso generale delle parti che hanno sottoscritto questa risoluzione, pertanto ne prendiamo atto. Siamo rammaricati del fatto che non siano presenti i Consiglieri della Stella Alpina perché almeno avrebbero dovuto dire perché non vogliono sottoscrivere la risoluzione. Per noi questa risoluzione è significativa, pertanto ritiriamo la nostra mozione e voteremo la risoluzione che è stata presentata.

Président La parole au Conseiller Frassy, pour motion d'ordre.

Frassy (FI) Penso che il Regolamento dica delle cose diverse rispetto alla procedura che si sta seguendo. Prendiamo atto che il gruppo dell'Ulivo ha ritirato la mozione e riteniamo che, essendo stata ritirata la mozione, non possa essere presentata nessuna risoluzione se non con la procedura dell'iscrizione in via d'urgenza in quanto l'articolo 65 che si riferisce alle risoluzioni che possono essere presentate in occasione di dibattiti concernenti petizioni o mozioni... vanno regolamentati ai sensi dell'articolo 64 che è quello relativo agli ordini del giorno.

L'articolo 64 prevede che durante la discussione generale possono essere presentati ordini del giorno che determino o specifichino il concetto oggetto di iscrizione all'ordine del giorno, perciò rileviamo che "in primis" non c'è più un oggetto all'ordine del giorno in quanto è stato ritirato, inoltre che il contenuto della mozione ritirata è ben diverso rispetto al contenuto della risoluzione in quanto il contenuto della mozione è un pesante attacco all'operato politico del Governo nazionale su punti specifici elencati nominativamente, la risoluzione è un'affermazione di principi generalissimi che non si riferiscono a situazioni particolari e che di conseguenza non hanno nulla a che vedere con l'oggetto della mozione.

Invito pertanto il Presidente del Consiglio a rispettare il Regolamento e a prendere atto che è venuto meno l'oggetto sul quale discutere e di conseguenza sul quale votare.

La risoluzione sottoscritta da Union Valdôtaine, Ulivo e Democratici di Sinistra deve essere di conseguenza messa in votazione per l'iscrizione in via d'urgenza con la procedura del Regolamento.

Président Collègue Frassy, je tiens à préciser la situation au point de vue du Règlement. Premièrement la résolution ne requiert pas d'inscription par vote puisqu'elle est présentée à l'occasion du débat concernant pétitions, motions, communications et rapports; elle est donc automatiquement inscrite dans le cadre de ces discussions.

Pour ce qui est du vote de cette résolution, aux termes de l'article 104, 4ème alinéa, les résolutions présentées concernant l'objet des motions soumises au vote après le vote des motions. Dans ce cas en plus les Conseillers qui ont proposé la motion ont souscrit la transformation de leur motion en résolution qui, aux termes de Règlement, est toujours fonctionnelle à exprimer l'adresse de ce Conseil.

J'estime que nous sommes parfaitement dans le cadre de ce Règlement en considérant que l'abandon de la motion implique la volonté permanente de ce Conseil de s'exprimer sur l'argument à travers le vote de la résolution qui a ainsi été formulée.

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Per ulteriore precisazione. Il comma 4 dell'articolo 104, svolgimento delle mozioni, prevede che: "Le risoluzioni presentate in riferimento alla materia oggetto delle mozioni sono messe ai voti dopo la votazione delle mozioni". Cosa vuol dire questo? Vuol dire che le risoluzioni, così come avviene sui disegni di legge, sono delle specificazioni e delle raccomandazioni che accompagnano l'atto iscritto all'ordine del giorno, Presidente.

Non possiamo ogni volta interpretare il Regolamento in base alla convenienza politica ed è caduto l'atto principale, dunque non ci può essere votazione, perciò, Presidente, noi le chiediamo di fare quello che si fa sempre: chiedete l'iscrizione in via d'urgenza.

Ascolti, Presidente, se poi vogliamo essere come al solito "maîtres chez nous" interpretando a proprio uso e consumo, fatelo, però ancora una volta forzate il Regolamento. Il comma 4 è chiarissimo: l'oggetto deve essere il medesimo e "sono messe ai voti dopo la votazione", la mozione l'avete ritirata…

(interruzione del Consigliere Beneforti, fuori microfono)

… ma allora iscrivetela, qual è il "prurito"? Avete un'ampia maggioranza, con l'ausilio del gruppo dell'Ulivo…

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

… no, Presidente, non era iscritta e comunque è decaduta perché è stato ritirato l'oggetto: lo spirito delle risoluzioni non è sostitutivo. Presidente, mi citi un esempio di una risoluzione sostitutiva di un documento di legge.

Président M. le Conseiller, tant la motion que la résolution ont la fonction d'exprimer des adresses et des volontés de ce Conseil. Nous avons un mécanisme à l'intérieur du Règlement qui nous permet de présenter des ordres du jour dans certains cas et des résolutions dans d'autres et nous sommes, ici, dans le deuxième cas dans la discussion des motions. Ici en plus les Conseillers qui ont proposé la motion ont transféré leur projet de volonté politique, auquel souscrit une large partie de ce Conseil, dans un document qui s'appelle "résolution" et qui est mis au vote juste après la motion.

Les Conseillers qui ont proposée la motion n'ont pas estimé nécessaire la maintenir au vote. Nous pourrions pourvoir à une votation formelle si tel était le cas, mais je pense que rien ne change quant aux résultats de cette discussion.

Il en suit que la majorité du Conseil estime devoir s'exprimer par le biais d'une résolution régulièrement et formellement inscrite suite à sa présentation, comme tous les conseillers ont le droit de le faire dans cette Assemblée. C'est une interprétation très cohérente et très logique, que d'ailleurs le Secrétariat du Conseil me confirme être la jurisprudence constante de cette Présidence. Il n'y a donc pas de changement d'adresse ou d'interprétation dans cela. Je vous invite à lire l'article 65, 1er alinéa: "chaque Conseiller peut présenter des résolutions formulant ou définissant des orientations du Conseil". Est-ce que cela est le contenu de cette résolution? Oui, j'estime que c'est une résolution du Conseil visant à préciser une orientation de cette Assemblée.

La parole au Conseiller Frassy pour la dernière fois.

Frassy (FI) L'articolo 65 rimanda per la discussione e la votazione delle risoluzioni alle norme relative agli ordini del giorno, di conseguenza la discussione e la votazione devono essere regolamentate dall'articolo 64 che regolamenta gli ordini del giorno, il comma 1 prevede: "Durante la discussione generale, o prima del suo inizio, possono essere presentati da ciascun Consigliere ordini del giorno concernenti il contenuto delle disposizioni del disegno di legge o del provvedimento amministrativo in esame..."

Président … cela concerne les ordres du jour, nous sommes sur une résolution…

Frassy (FI) … Presidente, ma se l'articolo 65 delle risoluzioni prevede al comma 2 che per la discussione e la votazione delle risoluzioni si osservano le norme relative agli ordini del giorno, mi sembra giusto andare a leggere come debba essere normata la votazione della risoluzione, andando a leggere l'articolo 64, Presidente, è un rinvio…

Président … du deuxième alinéa en avant le renvoi concerne les modalités de votation et de discussion...

Frassy (FI) … non siamo in fase di votazione? Sì, allora continua il comma 1: "… che ne determino o ne specifichino il concetto", allora se non c'è più…

Président … je vous arrête, excusez-moi, il n'est plus question du premier alinéa du 64 puisqu'il s'applique le premier alinéa du 65…

Frassy (FI) … il Consigliere Beneforti ha ritirato la mozione senza che nessuno abbia formalizzato il deposito della risoluzione, tant'è che c'è stata la richiesta del Consigliere Cottino di ritirare la mozione per presentare la risoluzione, comunque prendiamo atto che la maggioranza, per poter far passare le proprie risoluzioni, ha bisogno dell'Ulivo perché non ha i propri voti all'interno, ne prendiamo atto.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Non trovo molto interessante questa discussione sui regolamenti, anche se sono del parere che i regolamenti vadano sempre rispettati. Trovo che l'osservazione fatta dal Consigliere Frassy relativamente al comma 4 dell'articolo 104 sia impropria perché il comma 4 fa riferimento solo alle modalità cronologiche di voto: in presenza di una mozione non ritirata e di una risoluzione, si vota prima la mozione e poi la risoluzione.

Nel caso in esame, è stata prima presentata una mozione. Ritirata la mozione, è ovvio che si vota solo la risoluzione. Il comma 4 si riferisce solo ad un procedimento cronologico, altrimenti avrebbe detto che, in caso di ritiro della mozione, anche la risoluzione decade. Ciò non lo prevede appunto perché vuole mantenere valida la presentazione della risoluzione, coerentemente con l'articolo 65. Altrimenti ci troveremmo di fronte ad un sistema abnorme.

Président La parole au Conseiller Tibaldi, pour déclaration de vote sur la résolution.

Tibaldi (FI) Preso atto che la maggioranza, in particolare il Presidente del Consiglio, utilizzano il Regolamento a proprio uso e consumo per cercare con gli spezzoni di maggioranza che rimangono di far passare un documento del quale non condividiamo assolutamente i contenuti, lasciamo loro, a questo punto, la completa responsabilità di definire l'orientamento di voto su questo documento; vogliamo però denunciare ancora una volta come stiate calpestando in maniera palese e grave delle norme che dovrebbero essere invece ad uso di lavori di un'assemblea e che in questo caso, collega Curtaz - lo dico anche per lei che spesso solleva le violazioni di Regolamento -, vengono completamente travisate.

Vorrei osservare intanto che il documento è stato completamente travisato nella sua essenza, come ha detto il collega che mi ha preceduto, perché le affermazioni gravi e pesanti di inadempienze del "Governo Berlusconi" sostenute dal collega Beneforti, in questa risoluzione non ci sono più, sono state completamente riviste. Prendiamo atto che l'Ulivo in questa mezz'ora di sospensione ha cambiato completamente orientamento, vuol dire che queste gravi inadempienze di fatto non sussistono, anche perché direi che è completamente diverso e più mite il tenore letterale di questa risoluzione. Inoltre è un documento politico, che in realtà passa senza maggioranza politica, che voi fate passare tirando come un elastico il Regolamento consiliare. Per queste ragioni il gruppo di Forza Italia non parteciperà alla votazione, naturalmente sostenendo la ferma contrarietà ai contenuti di questo documento.

Président Je donne lecture de la résolution présentée par les Conseillers Cottino, Aloisi, Nicco et Curtaz:

Risoluzione Considerate le profonde modificazioni intervenute, attese o previste nell'ambito dei rapporti Stato-Regioni e concernenti l'assetto del sistema delle autonomie territoriali o le riforme di importanti settori della Pubblica Amministrazione;

Considerati in particolare le modalità di applicazione della riforma del titolo V della Costituzione, i disegni di legge recanti delega al Governo per la riforma del sistema fiscale statale o il nuovo ordinamento del Corpo Forestale dello Stato e la bozza del Piano Sanitario nazionale;

Ricordato il contenzioso in essere con il Governo italiano concernente le modalità di gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent od il recente mancato rispetto, da parte dello stesso Governo, delle disposizioni che regolamentano il riparto fiscale Stato-Regione;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Esprime

la propria contrarietà nei confronti di iniziative e comportamenti lesivi delle autonomie speciali;

Ribadisce

l'imprescindibile necessità di salvaguardare le potestà e le competenze statutarie delle Regioni ad autonomia differenziata;

Chiede

alla Giunta regionale ed ai Parlamentari valdostani di opporsi con fermezza ad ogni tentativo tendente a ridurre l'autonomia garantita alla Valle d'Aosta dallo Statuto Speciale;

Impegna

il Presidente della Regione a riferire alla I Commissione del Consiglio in ordine alla posizione assunta dalle Regioni nel quadro dell'accordo interistituzionale del 30 maggio 2002 e nel merito del D.L. di attuazione del titolo V della Costituzione presentato dal Ministro degli affari regionali Enrico La Loggia;

Invita

i Parlamentari valdostani ad approfondire con la competente commissione consiliare i contenuti della riforma in itinere al fine di assumere le necessarie iniziative condivise e concordate con le istituzioni regionali.

F.to: Cottino - Aloisi - Nicco - Curtaz

Je soumets au vote la résolution:

Conseillers présents et votants: 20

Pour: 20

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Sur cela se terminent les travaux du Conseil.

La séance est levée.