Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2699 del 26 giugno 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2699/XI Disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale. (Interpellanza)

Interpellanza Visto il Decreto Legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 che riordina la disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale;

Preso atto di quanto previsto dall'articolo 21 che recita: "I comuni, le province, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono deliberare nei confronti delle ONLUS la riduzione o l'esenzione dal pagamento dei tributi di loro pertinenza e dai connessi adempimenti";

Considerato che fra i tributi di pertinenza della regione ci sono l'Imposta regionale Attività Produttive (IRAP) e l'Imposta regionale di Trascrizione delle auto (IRT);

Ritenendo importante utilizzare tale possibilità normativa per dare un segnale di attenzione nei confronti del mondo delle cooperative sociali che svolgono un ruolo importante nella nostra regione;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interpella

la Giunta regionale per sapere:

1) se, e in che modo, intende intervenire per ridurre od esentare dal pagamento dell'IRAP e dell'IRT le ONLUS presenti nella nostra regione.

F.to: Squarzino Secondina

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Il decreto legislativo n. 460/1997 si preoccupa di riordinare la disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Perché richiamo questo decreto in questo momento? Perché questo decreto, nel momento in cui disciplina i tributi che devono versare gli enti non commerciali e le ONLUS, prevede anche delle facilitazioni nei loro confronti.

Chiariamo innanzitutto che i soggetti di cui ci interessiamo sono le ONLUS, cioè le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, cioè organizzazioni come associazioni, comitati, fondazioni, società cooperative ed anche altri enti di carattere privato che prevedono espressamente di operare nell'ambito dell'assistenza sociale, sanitaria, della beneficenza, dell'istruzione, della formazione, della tutela dei diritti civili e via dicendo, ma tutto questo senza voler lucrare dalla propria attività.

Rispetto a queste ONLUS, il decreto legislativo prevede all'articolo 21 una cosa estremamente interessante, leggo - ho anche riportato nell'interpellanza questa disposizione, ma credo che sia utile ricordarla -: "I comuni, le province, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possono deliberare nei confronti delle ONLUS la riduzione o l'esenzione dal pagamento dei tributi di loro pertinenza e dai connessi adempimenti".

Fra i tributi di pertinenza della Regione c'è sicuramente l'IRAP, l'imposta regionale sulle attività produttive, e c'è anche l'IRT, l'imposta regionale di trascrizione delle auto.

Rispetto a queste due imposte la Regione avrebbe una possibilità da esercitare in quanto la legge prevede che la Regione possa intervenire nei confronti di questi soggetti per limitare, per ridurre o per esentare del tutto dal pagamento dell'IRAP e dell'IRT.

La Regione potrebbe utilizzare questa possibilità normativa; altre regioni sono intervenute in questo senso. Potrebbe essere una scelta con cui dire - con i fatti, non solo a parole - che si è attenti al settore del no profit.

La domanda che il nostro gruppo pone è la seguente: innanzi tutto, la Regione si è posta il problema? Ha visto il decreto legislativo, ha verificato che è in suo potere intervenire a favore delle ONLUS direttamente con una legge?

La Regione ha studiato questo problema? Si è orientata per predisporre gli interventi normativi necessari di modo che le ONLUS presenti nella nostra regione possano vedersi ridurre o addirittura esentare dal pagamento dell'IRAP e dell'IRT? Credo che questo sia un argomento di un certo interesse che potrebbe consentire alla Regione di svolgere un ruolo propositivo nei confronti di questi organismi non lucrativi di utilità sociale.

Président La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod.

Agnesod (UV) Come ha già evidenziato l'interpellante nella sua illustrazione, esiste da parte degli enti pubblici la facoltà di modificare le aliquote percentuali per il pagamento dell'IRAP facendo leva sulla forbice di un punto in più e di un punto in meno rispetto all'aliquota base fissata dalla legge nella misura del 4,25 percento, nel caso delle ONLUS la norma specifica che esiste dà anche la facoltà di un'esenzione totale del tributo.

Premesso che l'IRAP - e qui faccio un ragionamento su questa imposta - è stata ed è ancora una tassa iniqua ed ingiusta, le regioni e questo Consiglio stesso espressero con un ordine del giorno parere negativo perché questa avrebbe dovuto essere una tassa regionale, quindi decentrata, cosa che non è mai avvenuta e non avviene tuttora, malgrado i numerosi proclami di federalismo e riforme.

Questa tassa, secondo il legislatore, avrebbe dovuto sostituire la vecchia imposta della tassa sulla salute anche come quantità di risorse introitate. Questo non è mai avvenuto, anzi ci ritroviamo a livelli che non raggiungono un terzo, anche meno, della spesa sanitaria, la quale in precedenza veniva coperta al 70 percento dalle entrate della vecchia tassa sulla salute. L'IRAP quindi è stata ed è un fallimento che però rappresenta pur sempre un'entrata fondamentale, anche se non nella misura che il legislatore aveva previsto, per coprire in parte la spesa sanitaria, anche se di fatto poi normativamente è stata svincolata questa interfaccia. In questo contesto pochissime regioni hanno agito riducendo l'aliquota IRAP per le ONLUS di un punto, portandola così al 3,25 percento.

Solo la Lombardia, che sta attuando fra l'altro un progetto di apertura notevole verso la sanità privata, ha abolito questo tributo. Da parte nostra abbiamo analizzato con attenzione i dati disponibili riferiti agli anni 1998 e 1999 che però sono stati consegnati alla Regione e sono a nostra disposizione solo da due anni. Abbiamo, ripeto, avviato un lavoro di approfondimento sull'argomento, sollecitato anche negli incontri con le forze economiche e sociali e nelle assemblee del Patto per lo sviluppo. Non abbiamo quindi sottovalutato l'argomento complessivo.

In questi due anni la scelta operata è stata di non maggiorare nessuna imposta per non aumentare in alcuna categoria la pressione fiscale. Certo, le risorse in gioco riferite alle ONLUS non sono esorbitanti, siamo certamente coscienti del ruolo che queste associazioni svolgono nella nostra Regione, ma finora non esistevano le condizioni per operare in maniera diversa, anche se la questione era già stata affrontata in maniera globale. Certamente operare delle modifiche sul quadro dei tributi in entrata è possibile e diventa significativo ed in linea con una corretta programmazione, se queste operazioni vengono realizzate in un contesto chiaro, in un contesto normativo statale che consenta alla Regione di programmare il proprio agire almeno nel breve-medio periodo, così non è: siamo di fronte ad un quadro alquanto incerto che ci giunge da Roma, quasi quotidianamente ci sono dichiarazioni che in seguito vengono modificate o smentite.

In questo contesto è difficile operare e programmare e sono convinto che l'interpellante convenga con me sull'opportunità di provvedere ad operare scelte quando si ha una certezza perché, in base ai programmi che l'attuale Governo si era dato, l'IRAP doveva essere abolita da subito, quindi già dallo scorso anno, invece esiste ancora.

L'obiettivo, comunque, è sempre quello di abolirla del tutto e proprio in questo momento stiamo seguendo l'iter della legge delega sulla riforma fiscale generale, d'intesa con i Parlamentari cercheremo di garantire alla nostra Regione le risorse necessarie per poter continuare ad operare in maniera efficace e positiva. Siamo quindi in una fase delicata per cui non è possibile, se non demagogicamente, in questo periodo esprimere una risposta conclusiva sull'argomento. Siamo convinti, certo, che sia un intervento significativo, che potremo affrontare ed eventualmente, se lo riterremo equo ed ancora necessario, perché dovremo vedere che fine farà questo tributo, lo potremo inserire in un quadro di fiscalità generale della Regione in modo da garantire una soluzione equa, programmata ed efficace per le ONLUS, ma per tutte le categorie operanti nella nostra comunità.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) La quale non ha chiesto una lezione a livello universitario sulla funzione dell'IRAP. L'Assessore infatti ha fatto una relazione - fornendo tutti i dati, lo riconosco -, però devo rilevare che lei, forse, Assessore, parlava ad un pubblico diverso che aveva esigenze diverse da quelle che ha sollevato la sottoscritta.

Ho posto un problema preciso: c'è una legge che consente alle regioni di intervenire per ridurre o abolire una tassa, anzi due tasse, nei confronti di soggetti particolari: le ONLUS. Questo è l'ambito della mia domanda: la legge prevede una possibilità; voi Regione avete pensato… ritenete che sia possibile utilizzare questo spazio normativo? Avete preso in esame il problema? Cosa pensate di fare? L'Assessore mi ha risposto che l'IRAP è una tassa iniqua, ho capito, ma allora le ONLUS, che pagano una tassa iniqua; devono continuare a pagarla ugualmente? Se è iniqua e se noi possiamo ridurre un po' questa iniquità, come Regione, perché non lo facciamo? I singoli soggetti non devono subire le valutazioni politiche che vengono fatte sull'iniquità di una tassa! Ancora, avete i dati dal 1998-1999: sono due anni che avete i dati a disposizione e rispetto a questa questione non avete ancora il quadro chiaro, non avete ancora analizzato la questione? Mi sembra che su questo problema non ci siamo!

Lei ha detto che finora non esistevano le condizioni: quali devono essere le condizioni perché questo possa avvenire? Lei non può dire: "Noi chiediamo che sia del tutto abolita e, visto che non è del tutto abolita, anche le ONLUS la devono pagare tutta, come tutti gli altri". C'è da parte della Regione la volontà di esercitare una sua competenza ben precisa? Altre regioni lo hanno fatto. Vi sono alcune Regioni, come la Basilicata e la Toscana, che hanno ridotto di un punto la tassa, mentre una Regione, la Lombardia, l'ha abolita del tutto, nei confronti di questa categoria particolare perché la legge prende in esame solo questa categoria di soggetti.

Lei non può dirmi: "Noi vogliamo una legge che vada bene per tutte le categorie". Il Decreto legislativo in questione prevede che per questi organismi di utilità sociale ci siano dei favori particolari perché si tratta di soggetti che svolgono un ruolo sociale e per questo vanno in qualche modo premiati. Invece di dare aiuti economici alle ONLUS, possiamo per una volta non chiedere loro dei pagamenti. Abbiamo la possibilità di non farle pagare e noi non esercitiamo questa competenza! Io non capisco perché non si voglia prendere in considerazione questa possibilità. Non capisco perché, di fronte a questa possibilità reale di ridurre un poco o di esentare le ONLUS rispetto ad alcune tasse, non si voglia fare nulla. Questo è a mio avviso incomprensibile! Ripeto: altre regioni lo hanno fatto e non capisco perché voi non vogliate mettervi in questa ottica.