Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2693 del 26 giugno 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2693/XI Rilancio del "Patto per lo sviluppo della Valle d'Aosta" sottoscritto il 17 maggio 2000. (Interpellanza)

Interpellanza A conoscenza dell'andamento della situazione produttiva occupazionale sociale in Valle d'Aosta;

Preso atto delle ricadute negative che possono esserci sull'economia locale per il comportamento dell'Olivetti, nonché per la forte crisi che attraversa la Fiat;

Vista la richiesta delle organizzazioni sindacali valdostane di un rilancio del "Patto per lo sviluppo della Valle d'Aosta" sottoscritto il 17 maggio 2000;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:

1) se, come, e quando intende rendere operativo il "Patto per lo sviluppo della Valle d'Aosta" sottoscritto fra le parti interessate il 17 maggio 2000.

F.to: Beneforti

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Sull'importanza che riveste il "Patto per lo sviluppo" non ci sono dubbi, almeno da parte nostra, tant'è vero che, in più occasioni, anche in questa sede, ne abbiamo rivendicato l'attuazione, dopo che era stato sottoscritto il 17 maggio 2000. Da quella data sono trascorsi oltre due anni: in questi due anni il Patto è rimasto praticamente sulla carta, non voglio dire che sia rimasto "il libro dei sogni", ma quasi.

Innanzitutto è mancata la coerenza di chi aveva sottoscritto il Patto, almeno di una gran parte di coloro che avevano sottoscritto quel patto. Sono mancate, a nostro avviso e ad avviso anche di una parte di coloro che hanno sottoscritto il Patto, le risorse necessarie per la sua attuazione. È mancato il forte collegamento che doveva esserci fra pubblico e privato. È mancato, in sostanza, quel senso di responsabilità che poteva dare un senso concreto anche alla concertazione. Concertazione che anche lei, Assessore Ferraris, auspicava, allora, al momento della sottoscrizione.

Sappiamo tutti che il "Patto per lo sviluppo" non era e non è il toccasana di tutti i mali, ma può e deve essere lo strumento capace di affrontare l'andamento economico, sociale, produttivo, occupazionale e culturale che si pone da tempo alla Regione. Dobbiamo rilevare che così non è stato, non solo perché lo diciamo noi, che siamo all'opposizione, ma anche per le rivendicazioni avanzate dalle organizzazioni sindacali. Le organizzazioni sindacali, infatti, in più occasioni, hanno rivendicato l'attuazione del Patto: la CISL, prima, e la CGIL, dopo, hanno fatto sentire la loro voce, in particolare in questi ultimi giorni.

Preoccupate per la situazione produttiva ed occupazionale che si è registrata a livello nazionale e che si può verificare anche nella nostra regione, hanno richiesto, in particolare la CISL, la costruzione di una piattaforma unitaria regionale che attui il "Patto per lo sviluppo", che riavvii il confronto con l'imprenditoria e il Governo regionale. La CISL ha chiesto che si riconosca il ruolo e la legittimità delle parti sociali. Di recente, il 22 maggio, la CGIL ha richiesto che la Regione si attivi per dare gambe reali al "Patto per lo sviluppo" firmato il 17 maggio 2000. Le organizzazioni sindacali hanno richiesto alla Regione di cercare insieme soluzioni finalizzate alla salvaguardia dei livelli occupazionali e di reddito presenti nella regione.

Queste sono le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali. Visto che la nostra regione non ha contribuito a risvegliare la volontà imprenditoriale e che si resta legati alla politica assistenziale, che non crea, ma distrugge la ricchezza, hanno richiesto che il "Patto per lo sviluppo" sia reso operativo. Non si può continuare più su un sistema assistenziale, ci deve essere uno sviluppo coordinato, confrontato, concordato in un sistema concertativo. Hanno chiesto praticamente il ripristino della concertazione che, nel caso, si rende necessaria.

Per questo, dopo un incontro con alcuni sindacalisti, abbiamo presentato questa interpellanza: per conoscere se, come e quando la Regione intende accogliere la richiesta e dare avvio, sul serio, al "Patto per lo sviluppo" che aveva sottoscritto oltre due anni fa.

Président La parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) Prima di tutto vorrei ricordare come il "Patto per lo sviluppo" della Valle non abbia rappresentato altro che la volontà di questa maggioranza e di questa Giunta di utilizzare il metodo della concertazione come uno strumento utile e importante per dare risposte a una fase di grandi cambiamenti, che sta affrontando la nostra Regione, e non solo.

Basti pensare all'introduzione della moneta unica, all'allargamento dell'Unione Europea, al fatto che ci saranno cambiamenti anche strutturali per quanto riguarda gli aiuti comunitari e i rapporti all'interno dell'Europa con il suo allargamento.

Premesso questo, che stava a fondamento del Patto, non è che - come dice il Consigliere Beneforti - il Patto non si è realizzato, il Patto è andato avanti nella Regione. Forse, da questo punto di vista, il Consigliere Beneforti è stato un osservatore meno attento di quanto non lo sia per altre questioni, ma devo dire che, a partire dal maggio 2000, quando è stato sottoscritto, il Patto è andato avanti con un confronto puntuale su tutta una serie di problematiche, che poi elencherò.

Vi sono anche dei risultati che sono incontrovertibili e cioè, se una regione come la Valle d'Aosta, dopo la chiusura del Monte Bianco e l'alluvione, ha avuto dei trend positivi per quanto riguarda l'occupazione, la creazione di ricchezza e quindi l'aumento del PIL - che ogni tanto ci ricorda giustamente l'Assessore Agnesod -, se una regione come la nostra ha dei tassi di attività, quindi persone che lavorano, che sono ai livelli più alti in Italia, ma sono fra i livelli più elevati in Europa, e dei livelli di disoccupazione - pur in situazione di alcune crisi collegate ad andamenti esterni alla Valle - fra i più bassi in Italia, credo che qualcosa del sistema Valle d'Aosta e quindi anche del "Patto per lo sviluppo" abbia funzionato, al di là di un'elencazione di argomenti che farò. Certo, tutte le cose possono migliorare, ma credo che il Patto sia realizzato: ci sono state 17 riunioni con le organizzazioni sindacali, con le organizzazioni imprenditoriali, con il mondo della cooperazione e, a partire dal 2000, sono state 13 le sedute straordinarie su argomenti specifici e 4 le sedute ordinarie che si tengono, come si sa, all'inizio e nella seconda metà dell'anno; all'inizio dell'anno, per delineare l'attività che si realizzerà nel corso dell'anno e. a fine anno. per programmare l'attività dell'anno successivo.

Tant'è che i bilanci di previsione a partire dal 2000 sono stati confrontati in modo approfondito con le organizzazioni che hanno sottoscritto il Patto, così come si sono affrontate le questioni legate allo sviluppo, a partire dall'area Cogne, alle situazioni collegate alle problematiche di sviluppo del settore artigianale, del settore commerciale, del settore turistico, e disegni di legge che sono stati votati da questo Consiglio preventivamente erano stati confrontati all'interno del "Patto per lo sviluppo".

Si dice che non sono state definite le risorse, ma le risorse legate alle leggi di intervento nei settori economici e produttivi, sono le risorse che sono state mobilitate anche dal Patto. Si è parlato anche del "Welfare regionale", il Piano sanitario regionale è stato oggetto di un confronto specifico, così come il Piano di politica del lavoro, così come interventi strategici importanti riguardanti ad esempio la società dell'informazione, problemi legati alla qualità e all'ambiente, i servizi camerali, e quant'altro. È aperto un confronto - per questo dicevo che forse il Consigliere Beneforti è poco attento - all'interno del Patto sul conferimento alla Regione delle funzioni in materia di lavoro.

L'ultima riunione che abbiamo fatto con le organizzazioni sindacali risale a lunedì scorso, quindi credo che non si possa dire che non c'è dialogo e confronto!

È vero che all'interno del Patto si era detto, con molta chiarezza, che il Patto era uno strumento di confronto nel rispetto dei ruoli autonomi, quindi rispetto le posizioni di chi dice che alcune cose possono essere affinate, in un quadro di finalità programmate e condivise e volte a mettere in atto misure ed assumere comportamenti coerenti, con l'obiettivo di assicurare all'economia e alla società regionale il raggiungimento di ulteriori livelli di sviluppo qualitativi e quantitativi.

Credo che ci si sia mossi in questa direzione, nel senso che il Patto ha affrontato problemi legati all'attività produttiva e di sviluppo della regione, legati all'occupazione, legati al cosiddetto stato sociale e al "Welfare regionale". Alcuni argomenti sono stati proposti all'interno del Patto da parte dell'Amministrazione regionale, altri sono stati proposti dalle organizzazioni sindacali e imprenditoriali.

Per quanto riguarda le situazioni specifiche di crisi che hanno interessato la Valle, in particolare legate alle questioni "Fiat" e "Olivetti", è aperto un monitoraggio da parte dell'Assessorato ed avevamo già definito alcune date con le organizzazioni sindacali per affrontare tali questioni; queste però sono state rinviate perché era aperta la trattativa con "Olivetti", quindi non c'era la disponibilità da parte delle organizzazioni sindacali a partecipare ad una riunione già fissata.

Riconfermiamo la volontà di aprire un tavolo su questo terreno, sapendo anche che oggi, in questa situazione difficile, ci troviamo anche a seguito della conclusione dell'accordo "Olivetti" dell'altro giorno, di fronte ad esuberi strutturali, a cassa integrazione a zero ore a perdere, cioè una cassa integrazione senza rientro; anche la conclusione della vicenda "Olivetti" ha evitato questo tipo di soluzione.

Non vorrei dilungarmi oltre; dico solo che, a breve, verrà istituito il segretariato per la concertazione, che può offrire un ulteriore supporto tecnico per la realizzazione degli obiettivi definiti nel Patto sul piano della divulgazione, dello scambio di proposte e quant'altro può essere necessario per migliorare l'attività del Patto stesso, ma vorrei sottolineare una cosa che forse il Consigliere Beneforti non ha colto o non ha voluto cogliere ed è la differenza che c'è all'interno di questa Regione, nel confronto fra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni degli imprenditori, rispetto a quanto sta succedendo in altre parti del Paese.

Qui il sindacato si presenta unitariamente, discute unitariamente, nessuno ha mai voluto - e, credo, non vorrà mai - giocare su divisioni all'interno del sindacato, cosa che altri, proprio in questo periodo, stanno facendo! La nostra volontà non è di andare in questa direzione, ma è appunto quella di rafforzare un modello di confronto che riteniamo positivo, perché al di là delle parole ci sono dei fatti che parlano in questa direzione.

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Prendo atto della risposta dell'Assessore, ma non sono soddisfatto, e non accetto l'osservazione che mi ha fatto, quella di essere stato poco attento all'applicazione del Patto. Non lo dico io, e l'ho detto in premessa, sono le stesse organizzazioni sindacali che chiedono che si proceda celermente nell'applicazione del "Patto per lo sviluppo"! Ho citato due organizzazioni sindacali ma, come ha detto giustamente lei, siccome qui operano sul piano unitario, tutte le organizzazioni sindacali hanno la stessa opinione. Non sono venuto qui a portare una visione mia e, non li ho qui, ma ho i comunicati emessi dalle organizzazioni sindacali, non ho inventato alcunché.

Non dico che non sia stato fatto niente, piuttosto diciamoci francamente che quello che è stato fatto non è sufficiente rispetto alle previsioni e alle aspettative suscitate dal piano. Mi rendo conto che forse qui si sta meglio rispetto ad altre situazioni regionali, ma si sono avuti anche dei momenti, in passato, in cui siamo stati peggio di altri! Sono alti e bassi che possono capitare. Sono state fatte molte promesse che non sono state mantenute.

Assessore, ho posto delle domande prima: quale collegamento c'è stato fra "pubblico" e "privato", quale operatività è stata data al piano, quale programma è stato previsto per dare operatività al piano, a parte alcune "leggine" che sono state fatte, quale ruolo hanno svolto i sindacati se reclamano maggiore concertazione, quali condizioni sono state create, salvo il ricorso a pratiche assistenzialiste per rendere più competitive le imprese operanti nella regione? Il nostro PIL, se è più alto che altrove, è frutto di investimenti pubblici, non privati, cioè si basa sull'assistenzialismo che stiamo portando avanti come Regione, aspetto sottolineato anche dal Censis.

Ancora: quali condizioni sono state create per favorire il formarsi di un'imprenditoria locale, quale ridefinizione è stata data ai ruoli che devono assumere le parti sociali in una regione come la nostra? Sarà anche avviata, ma quale modernizzazione è stata data alla pubblica amministrazione? In quali settori sono state individuate delle politiche? Nella formazione professionale, viste le lamentele in tal senso che da parte di tutte le categorie dei datori di lavoro si sentono, perché non trovano personale qualificato e specializzato? Negli incontri che si svolgono in commissione, quando discutiamo sui problemi del lavoro, arrivano gli artigiani, gli industriali, i commercianti, gli operatori turistici, che reclamano personale più preparato e specializzato: questa è la realtà in cui viviamo! Non sono i servizi camerali, che entreranno in funzione fra due anni, il toccasana di tutti i mali e questo lo sapete anche voi!

Per quanto riguarda le politiche per lo sviluppo, quale impulso è stato dato alla cooperazione internazionale, quali mercati sono stati individuati per l'attività di esportazione? Quali priorità sono state individuate e in quali linee strategiche si è operato in questi due anni? Quali obiettivi sono stati formulati e realizzati? A tutto questo ci dovete dare una risposta! Più volte ci siamo sentiti ripetere in questo Consiglio ciò che lei ha ripetuto oggi, così come ci siamo sentiti ripetere che il Patto rientra negli impegni programmatici che la Giunta e la maggioranza si sono date ad inizio legislatura, ma questo resta solo una volontà politica non realizzata o, se realizzata, non certo in termini proficui alla nostra regione! Noi abbiamo sempre fatto quanto può competere ad un'opposizione, ma ogni nostro richiamo al confronto, al dialogo, alla concertazione, al confronto sociale non è mai stato accolto!

Oggi, anche se siamo prossimi alla scadenza della legislatura, stante la situazione esistente sul piano produttivo, occupazionale e sociale, visto ciò che sta accadendo sul piano nazionale, è più che mai necessario che venga riaperto il confronto nelle sedi opportune con le forze sociali, come richiesto dalle organizzazioni sindacali, con incontri per approfondire i problemi e gli argomenti che abbiamo sul tappeto. Lei mi ha detto che avete fatto 17 incontri e io ho chiesto alle organizzazioni sindacali l'esito di questi incontri: si parla, si parla, ma non si arriva mai a concludere!

Questo è quello che reclamano le organizzazioni sindacali! E anche la concertazione stessa non può ridursi ad un mero strumento per incontrarsi punto e basta, ma deve essere lo strumento per riaprire l'esame del piano di sviluppo attraverso un confronto e un dialogo serio, concreto, per affrontare i problemi reali che oggi ha la Valle d'Aosta e propedeutico per il futuro.

Voglio dirle, Assessore, in chiusura della mia replica, che noi vi proponiamo un confronto a livello di commissione, in modo da verificare il "Patto per lo sviluppo" punto per punto, per sapere ciò che è stato fatto e ciò che rimane da fare, e come intendete portare avanti quello che intendete affrontare. Assessore, voi siete capaci a giustificare tutto, ma io ho riscontrato una cosa girando per la Valle: ho trovato il settore turistico scontento, quello dell'agricoltura scontento, quello dell'imprenditoria scontento; mi sento dire che ci sono ritardi per l'area Cogne…

(segue un breve dibattito all'interno del Consiglio regionale)

… guardate che recupero il tempo che mi prendete… voglio dire che se i problemi che oggi abbiamo sul tappeto fossero stati affrontati e ci fosse stata la partecipazione di coloro che sono interessati alla soluzione dei problemi, forse questo scontento sarebbe stato molto inferiore rispetto a quello che c'è oggi! Voi avete il vostro programma di legislatura, lo evocate sempre come toccasana di tutti i mali, però dobbiamo riconoscere che non è e non può essere il toccasana di tutti i mali! Ci ritroviamo in commissione, dove sono disposto a confrontarmi, e se sbaglio a fare certe affermazioni, lo riconoscerò, però anche voi dovete cessare di giustificare tutto e tutti anche quando i ritardi ci sono, e sono evidenti!