Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2694 del 26 giugno 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2694/XI Problemi concernenti i rifugi e bivacchi alpini. (Interpellanza)

Interpellanza Osservato che, in occasione del convegno svoltosi il 31.05.2002, a Cogne, sulle problematiche dei rifugi alpini e dei bivacchi, sono state avanzate perplessità, sia in ordine all'eccessiva proliferazione dei rifugi, sia in riferimento all'opportunità di eliminare strutture, spesso obsolete, che costituiscono un "doppione" rispetto a più moderni edifici costruiti negli ultimi anni (es: un nuovo rifugio costruito accanto ad un vecchio bivacco);

Creduto che tali osservazioni meritino un'attenta riflessione;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) se esiste un inventario dei rifugi e dei bivacchi presenti sul nostro territorio ed un'individuazione esatta dei casi in cui dette strutture, per così dire, si "sovrappongono";

2) se condivide le perplessità circa un'eccessiva proliferazione di rifugi alpini in Valle d'Aosta e, in caso affermativo, quali politiche intende adottare per invertire la tendenza in atto;

3) se condivide l'opportunità di eliminare le vecchie strutture, là dove sono state recentemente sostituite da nuovi rifugi e quali iniziative intende eventualmente assumere al riguardo.

F.to: Curtaz

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) In occasione di un convegno organizzato a Cogne, se non ricordo male, il 31 maggio, a cui ho partecipato volentieri a proposito dell'iniziativa - personalmente condivisa - intitolata "Mon bivouac", da due interventi di esponenti del CAI (Club alpino italiano) sono emerse alcune osservazioni, peraltro proposte in quella sede in maniera garbata come momento di discussione, e che con quel clima voglio riprendere, sono emersi almeno due problemi sulla politica valdostana, perché parlavamo preminentemente della Valle d'Aosta, in relazione ai rifugi e ai bivacchi.

I relatori hanno posto come problematica su cui meditare, su cui fare osservazioni, confrontarsi, riflettere, in primo luogo, la circostanza che si rischia con le attuali politiche incentivanti di andare ad una prolificazione eccessiva dei rifugi - poi aggiungerò una cosa su questo - e, dall'altro, se non sia il caso di rimuovere, là dove ci siano delle sovrapposizioni di strutture, là dove le strutture vecchie sono state sostituite da nuovi edifici, più funzionanti e moderni, le strutture obsolete. Perché queste ormai vengono gestite male, spesso sono inutilizzate, sono in cattive condizioni e sono lì a fare cattiva figura di sé. Aggiungo un dato di riflessione che mi è venuto in mente domenica perché ero in quei paraggi e parlavo con una persona che intendeva avviarsi a fare il tour del Grand Combin: credo che nell'ambito della Valle d'Aosta ci siano anche delle situazioni diversificate.

Vi sono - per completare la riflessione che veniva fatta quel giorno a Cogne - delle zone in cui c'è un eccesso di rifugi, che ormai sono quasi delle strutture paralberghiere, e ve ne sono altre in cui, forse, un piccolo rifugio potrebbe essere utile. Penso, rispetto al Grand Combin, al fatto che nella Conca di By non c'è un rifugio che, invece, sarebbe molto utile per chi fa tappa di quell'Alta Via.

L'obiettivo dell'interpellanza non è quindi quello di dare delle soluzioni, ma è quello di portare alla riflessione, di invitare, in particolare l'Assessore competente, a riflettere su queste problematiche, che a me sembra siano state poste in quella sede, particolarmente qualificata a parlare dei temi della montagna, in maniera opportuna, pertinente e con molto garbo.

Président La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.

Lavoyer (SA) Oggi è il "Curtaz day" sul turismo. Sulle premesse, almeno da quanto mi è stato riferito, effettivamente sono state fatte queste riflessioni che l'interpellante ha ripreso nell'introduzione, però prevalentemente le perplessità avanzate da alcuni referenti, prevalentemente del CAI, erano relative all'opportunità di eliminare strutture obsolete, che riguardavano però, se non esclusivamente, quantomeno prevalentemente i bivacchi e non tanto i rifugi. Comunque il contesto del ragionamento è generale.

Per andare al primo quesito dell'interpellanza, è ovvio che abbiamo un inventario, nel senso che l'Assessorato al turismo cura la pubblicazione dell'opuscolo che parla di rifugi e bivacchi in Valle d'Aosta, dove sono riportate tutte le strutture funzionanti, sia che si tratti di rifugio, sia che si tratti di bivacchi.

Per quanto riguarda l'ipotesi di eventuali sovrapposizioni di tali strutture, possiamo anche osservare che nessuna di esse presenta caratteri di totale inutilità in questo momento, comunque può essere fatto un approfondimento. E anche nel caso di strutture che potrebbero oggettivamente risultare in una certa misura, sia perché limitrofe rispetto ad altre, di sovrapposizione, possiamo dire che, allo stato attuale, ciascuna di esse può esercitare una propria funzione specifica, anche se riteniamo che possa essere giunto il momento, viste le sollecitazioni e le riflessioni del convegno, di fare un approfondimento più dettagliato su questo tipo di problematica.

Sul secondo quesito, la preoccupazione di per sé può darsi che sia proiettata in prospettiva, perché si sente parlare di iniziative, di "pourparlers", di richieste di informazioni che vengono fatte agli uffici e che automaticamente poi vengono recepite dai Consiglieri. Oggettivamente non possiamo dire che c'è stata una grande proliferazione ultimamente, perché l'ultima nuova struttura è il rifugio "Bonatti", il cui primo atto deliberativo risale al 1994; successivamente, solo nel 2001, il Comune di Doues ha ottenuto il parere per il finanziamento per la realizzazione del rifugio nella Conca della Val di By, struttura peraltro in fase di realizzazione.

Da una parte condivido queste perplessità, perché il quadro dei rifugi delle strutture esistenti potrebbe dare delle risposte abbastanza esaustive nel settore e condivido anche che si dica che forse ci sono delle carenze in strutture meno importanti e meno qualificanti, tipo bivacchi. Penso perciò che più che al proliferare bisogna fare attenzione al fatto che i rifugi siano effettivamente dei rifugi. Mi pare che quando abbiamo corretto le ultime disposizioni normative, strutture che potrebbero anche non essere considerate "in toto" rifugi, fanno parte di un recente passato, però del passato: attualmente la normativa è abbastanza rigida.

Per andare in questa direzione - e vengo all'ultimo quesito - forse sarebbe poco serio fornire, qui, delle risposte generali, perché queste strutture dovrebbero essere esaminate, caso per caso. Vorremmo quindi valutare, volta per volta, anche con il contributo degli operatori locali, l'opportunità e la convenienza economica delle singole operazioni.

Si porta ad esempio il caso verificatosi al lago di Luseney, dove a seguito della costruzione del nuovo bivacco Reboulaz di 24 posti, si è provveduto allo smontaggio del preesistente bivacco Nebbia di 6 posti, situato a poca distanza, che è stato trasportato a valle per essere riutilizzato in un'altra zona. Volevo anche sottolineare che, ai sensi dell'articolo 13, la "21" prevede che queste strutture non possano mutare destinazione per un periodo di 40 anni decorrenti dalla trascrizione del relativo vincolo.

Fatte queste premesse, riteniamo che sia maturo il momento per avere un approfondimento su tutti questi aspetti: rifugi, bivacchi, quelli obsoleti, e quindi ho dato disposizione agli uffici, a seguito delle cose che sono emerse al convegno di Cogne, ma anche a seguito di questa iniziativa, per avere una fotografia dell'esistente, di cominciare eventualmente ad ipotizzare delle proposte operative; dopo di che, o in Consiglio, o in commissione, sono a disposizione per andare ad illustrare le cose.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Sono soddisfatto della risposta dell'Assessore, che mi pare abbia compreso ed apprezzato lo stimolo che derivava da questa iniziativa.

Prendo atto con soddisfazione delle ultime parole che mi ha detto su un impegno ad approfondire le problematiche. Vorrei lanciare un'idea, che poi andrebbe sviluppata e approfondita per vedere se è realizzabile. La mia idea è quella di fare, una volta che si sia ottenuto una fotografia dello stato della situazione, un vero e proprio piano dei rifugi e dei bivacchi nella nostra regione perché, avuta la fotografia della situazione attuale, potremmo, attraverso il coinvolgimento di esperti - penso alle guide alpine, agli enti locali, eccetera - individuare le zone dove ci sono sovrapposizioni, eventuali bivacchi - certamente non rifugi, era giusta l'osservazione preliminare dell'Assessore - da togliere.

Scopriremmo, quasi sicuramente, delle situazioni in cui può essere utile la costruzione, a scopi alpinistici, di un rifugio e di un bivacco e, in quei casi, avrà senso incentivare come si fa oggi ma, nei casi in cui si andassero a sovrapporre delle strutture ad altre che ci sono già, dovremmo riflettere se è necessario andare avanti con questa politica di prolificazione di questi rifugi, che finiscono per essere inutili.

Concludo dunque lanciando l'idea di un piano, a cui è prioritaria l'analisi che l'Assessore ha promesso di fare; credo che nei prossimi mesi, dopo l'estate, compiuta questa istruttoria, tornerò volentieri sul tema per avere ulteriori approfondimenti.