Oggetto del Consiglio n. 2687 del 26 giugno 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2687/XI Rispetto delle normative vigenti in materia di "eliski". (Interrogazione)
Interrogazione Richiamate le precedenti iniziative in materia di "eliski" ed, in particolare, l'interpellanza n. 1855/XI (Applicazione della normativa vigente in materia di "eliski");
Preso atto che vengono segnalate frequenti infrazioni alla normativa vigente, specie da parte di elicotteri provenienti dal territorio francese o svizzero;
Sottolineato che le attuali forme di prevenzione del fenomeno (se ci sono) ed i successivi controlli appaiono insufficienti ed inadeguati;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) se sono state adottate misure preventive per evitare gli abusi in materia di "eliski", prendendo in particolare contatti con le competenti autorità francesi e/o svizzere;
2) se ritiene che gli attuali sistemi di controllo e di repressione delle infrazioni siano adeguati e quali sono i risultati raggiunti.
F.to: Curtaz
Président La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.
Lavoyer (SA) In risposta al primo quesito, penso sia importante definire quali sono, nello specifico, le nostre competenze. Il Corpo forestale valdostano, infatti, in applicazione all'articolo 4 della legge regionale n. 15/1988, legge che disciplina le attività di volo alpino ai fini della tutela ambientale, svolge, con il personale impegnato sul territorio, controlli preventivi sull'attività di eliski, in concomitanza con lo svolgimento dei propri compiti di istituto, volti alla tutela generale del territorio.
Nei casi di violazione rilevate, in particolare, nella zona di confine francese del Piccolo S. Bernardo e del Ruitor da parte di elicotteri e aerei francesi, sono stati debitamente informati gli organi competenti al controllo aereo, l'ENAV e l'ENAC, nonché le varie autorità locali e qui, se l'interrogante vorrà avere copia delle lettere, posso fornirgliela. In queste segnalazioni di abusi sono state anche individuate alcune sigle di velivoli, e in quel caso si possono comminare le sanzioni; vi sono invece abusi dove non si sono potuti identificare i velivoli, che non sempre sono atterrati e, a volte, hanno solo "sforato" il confine. In base alla normativa aeronautica, le ditte affidatarie del servizio di "eliski" hanno l'obbligo di comunicare alla direzione circoscrizionale e aeroportuale di Torino l'apertura periodica delle aviosuperfici, con la definizione dei punti di decollo e atterraggio, e l'assenso del proprietario del fondo interessato.
Tale comunicazione è inviata anche alle locali stazioni dei Carabinieri e di Polizia; alle locali stazioni forestali sono invece trasmessi i dati relativi all'applicazione della normativa regionale, vale a dire i periodi di attività e i percorsi di discesa effettuabili nelle oasi di protezione faunistica.
La contestazione delle eventuali infrazioni alle disposizioni di cui sopra è di competenza dei soprarichiamati organi di polizia, che si ritiene siano in grado di svolgere tali funzioni. Le conseguenti azioni repressive risultano comunque possibili essenzialmente a seguito di una diretta constatazione e verbalizzazione di fatti che risultino in contrasto con la normativa vigente.
Per evitare che mi si dica che non rispondo ai quesiti, volevo però fare alcune considerazioni sugli aspetti delle misure preventive. Vedo che la Consigliera Squarzino sorride, ma un conto è rispondere nel modo in cui auspica l'interrogante, altro è dire che non si è risposto; poi l'interrogante può replicare e dire che non è soddisfatto, ma non deve dire che non ho risposto ai quesiti! Risulta infatti difficile adottare delle misure preventive di abusi o di violazioni della normativa in materia, per quanto attiene la prevenzione; è difficile individuare misure diverse o più efficaci rispetto a quelle esistenti, a meno di non disporre delle batterie antiaeree sulla linea di confine, ma penso che non sia il caso. Il Corpo forestale valdostano e le Forze dell'ordine operanti in Valle d'Aosta evidentemente conoscono e applicano la vigente normativa aeronautica statale e quella regionale sulla disciplina del volo alpino al fine della tutela ambientale, e accertano le eventuali infrazioni, quando sono in grado di rilevarlo. Il problema - come è facilmente immaginabile - consiste nella particolare tipologia delle infrazioni in questione, che avvengono in zone di alta montagna.
L'accertamento di queste infrazioni e l'avvio del conseguente procedimento sanzionatorio, che ha rilevanza amministrativa e, in taluni casi, anche penale, risulta quindi difficile. Inoltre, in particolare le autorità francesi, dato che le violazioni sono segnalate soprattutto nella zona del Piccolo S. Bernardo e del Ruitor, sono già state portate a conoscenza dei contenuti della legge regionale n. 15/1988, e sensibilizzate affinché svolgano, anche per conto loro, i necessari interventi di informazione e controllo sugli operatori aventi basi sul loro territorio. Anche qui esiste un problema, legato al fatto che gli autori di queste infrazioni non presentano certo un piano di volo, indicando di voler atterrare sul ghiacciaio del Ruitor e trasportare sciatori per discese fuori pista. Nei casi in cui è possibile identificare i velivoli dalle sigle riportate sui velivoli stessi, le misure per sanzionare la violazione della legge regionale n. 15 vengono ovviamente messe in atto a cura del Corpo forestale valdostano, anche al fine della sicurezza delle autorizzazioni attive di "eliski".
Sono in corso, ad esempio, gli accertamenti per stabilire la nazionalità e la provenienza di tre velivoli ad ala fissa, identificati nel territorio del Comune di La Thuile nel mese di aprile 2002, al fine della contestazione ai piloti dell'illecito compiuto.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Sono abbastanza soddisfatto della risposta dell'Assessore - assai meno della situazione - perché, mi rendo conto, è un'analisi di buon senso quella svolta dall'Assessore. È pressoché impossibile adottare misure di prevenzione su un elicottero che decolla da un eliporto sconosciuto, arriva sul Ruitor o su qualche altra parte della Valle d'Aosta, ai confini con la Francia piuttosto che con la Svizzera, che deposita gli sciatori e che se ne vanno nel giro di 2-3 minuti; è pressoché impossibile riuscire ad identificarlo, se non nel caso in cui sia presente, in loco ed in quel momento, una guardia forestale che usi il binocolo. Diversamente, questo atteggiamento illecito rimane non punito e non c'è possibilità di eliminare questo fenomeno abusivo.
Mi permetto di dare un suggerimento ulteriore all'autorità regionale: credo che si debba fare uno sforzo maggiore rispetto a quello fatto finora, per sensibilizzare anche le autorità di provenienza di queste problematiche, questo è il discorso. Tali elicotteri vanno fermati in Francia o in Svizzera, da dove partono. Probabilmente, i velivoli violano dei piani di volo, però può anche darsi - non conosco la disciplina aeronautica, quindi rischio di dire delle inesattezze - che per le autorità francesi sia irrilevante quello che succede oltre confine.
Occorre che si instauri una forma di collaborazione fra autorità regionali, valdostane e savoiarde, in modo da arginare questi abusi, che sono più frequenti di quanto non si creda. Personalmente rimango dell'opinione che "l'eliski" sia una disciplina che non andrebbe fatta in Valle d'Aosta e che quasi solo noi consentiamo, che comporta tanti problemi e pochissimi benefici.
Il mio invito quindi è a una riflessione ulteriore rispetto a questa normativa, affinché anche la Valle d'Aosta si allinei alle regioni che sono più avanti rispetto a queste problematiche, e che da tempo hanno vietato sul loro territorio "l'eliski".
