Oggetto del Consiglio n. 2686 del 26 giugno 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2686/XI Eventuale presenza di lavoro minorile in Valle d'Aosta. (Interrogazione)
Interrogazione A conoscenza della ricerca dell'ISTAT sul lavoro minorile in Italia presentata nella sede dell'ILO;
Preso atto che sono 31.500 i minori sfruttati nel nostro Paese tra i 7 e i 14 anni (0,66 percento della popolazione giovanile);
Vista la necessità di un serio impegno contro il lavoro minorile a tutti i livelli, e per la promozione di una carta comune dell'Unione Europea;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:
1) se il fenomeno del lavoro minorile è presente, e in quale entità, anche in Valle d'Aosta;
2) se la Regione è dotata degli strumenti di controllo e per la rilevazione qualitativa e quantitativa del fenomeno stesso.
F.to: Beneforti
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Mi si chiede: "se il fenomeno del lavoro minorile è presente, e in quale entità, anche in Valle d'Aosta"; la risposta è che il lavoro minorile non pare raggiungere in Valle d'Aosta la rilevanza emersa in altre regioni italiane e, pur in mancanza di dati statistici in merito, si può ritenere contenuto in ambito familiare relativamente a periodi di tempi limitati: in estate, nel settore alberghiero e agricolo rurale.
Dall'esperienza dei servizi sociosanitari territoriali regionali, emerge che il lavoro minorile coinvolge alcuni minori appartenenti a nuclei di nomadi e di stranieri: in tali situazioni le ragioni sono essenzialmente di tipo culturale e di precarietà economica.
In termini di prospettive, l'implementazione dell'Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza renderà possibile la raccolta dei dati organizzati provenienti dalle diverse istituzioni interessate, e ciò consentirà una valutazione più puntuale del fenomeno.
L'attività espletata quotidianamente dagli operatori dei servizi sociosanitari - e questo è un approccio, cioè quello dei servizi sociosanitari - congiuntamente agli interventi realizzati dai numerosi progetti attivati sul territorio regionale, hanno comunque fra gli obiettivi principali quello di prevenire ogni forma di disagio a danno di minori, compreso quello del lavoro minorile.
Rispetto al secondo quesito: "se la Regione è dotata di strumenti di controllo…", a parte il discorso dell'Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza di cui ho parlato, mi limito a dire che il buon livello di collaborazione presente fra le istituzioni scolastiche e i servizi sociosanitari territoriali garantisce la precoce segnalazione per i minori, che non adempiono all'obbligo scolastico; ciò permette di intervenire rispetto al minore e alla sua famiglia, per verificare i problemi che sottendono la non frequenza.
L'inadempienza scolastica è spesso collegata, come si sa, alla multiproblematicità della situazione familiare. La nuova normativa sull'obbligo scolastico, di cui, come si sa, è titolare la scuola, prevede la permanenza del minore in ambito scolastico fino al raggiungimento della maggiore età, consentendo un alto livello di monitoraggio del problema: questo è molto positivo rispetto alla situazione precedente, ma il fenomeno del lavoro minorile, in Valle d'Aosta, anche a seguito di verifiche effettuate con l'Agenzia lavoro, non essendo stato a tutt'oggi oggetto di specifiche ricerche, risulta di scarsa entità.
Nello specifico, l'Agenzia del lavoro ha riferito di non avere dati in merito; possiede i dati riferiti ai corsi di formazione rivolti ai minori che rientrano nella fascia di età stabilita dalla legge, ovvero dai sedici anni.
L'Ufficio del lavoro, attraverso le circoscrizioni dell'impiego, ha fornito i dati relativi al lavoro minorile inerente alla fascia di età consentita dalle norme vigenti; risultano collocati al lavoro 159 maschi e 57 femmine, iscritti in cerca di occupazione 151 maschi e 127 femmine. Gli uffici minori della Questura di Aosta non possiedono alcun dato in merito, e la Direzione regionale del lavoro, settore "Ispezione lavoro", mette in evidenza che negli ultimi anni in Valle d'Aosta non vi è stato alcun caso specifico riguardante violazioni riconducibili allo sfruttamento lavorativo dei minori, per cui direi che tutte le istituzioni interessate danno delle risposte negative da un certo punto di vista e, positive, dall'altro.
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Prendo atto della risposta che l'Assessore ci ha dato.
Abbiamo presentato questa interrogazione perché, di fronte al quadro nazionale che esiste, vorremmo conoscere la situazione esistente in Valle d'Aosta, e vorremmo sapere se nella nostra regione esistono sistemi di controllo, perché questo fenomeno non si allarghi o sia ridimensionato, per quanto possibile. Questo fenomeno ci preoccupa e preoccupa anche gli istituti assicurativi come l'INAIL, in quanto, in altre parti d'Italia, si rileva un gran numero di infortuni sul lavoro da parte dei minori. Prendo pertanto atto di quello che ci ha detto l'Assessore e delle assicurazioni che ha dato, ma ritengo che occorra vigilare per affrontare ed eliminare le cause che potrebbero produrre lo sfruttamento.
Così come si porta avanti la lotta contro la fame e la povertà e la lotta contro gli abusi e la violenza sui minori, all'interno e all'esterno delle famiglie, riteniamo che si debba portare avanti un'azione di prevenzione, anche nel settore lavorativo, in modo che non si ripetano certe situazioni che stanno accadendo a livello nazionale.
Assessore, lei sa meglio di me quali sono i settori in cui bisogna vigilare, in particolare le cause che stanno alla base dello sfruttamento dei minori; queste cause sono diverse e vanno: dalla mancanza di politiche adeguate di sostegno alle famiglie più povere, alla volontà degli adolescenti di sentirsi autonomi e responsabili, al mancato controllo e alla dispersione scolastica, che non deve essere sottovalutata e che sussiste anche nella nostra regione.
Pertanto ritengo che si debbano seguire e prevenire le cause che potrebbero portare allo sfruttamento minorile. Chiedo all'Assessore di seguire gli sviluppi di questo fenomeno nella nostra regione, rispetto a quanto avviene su scala nazionale, informando non solo il Consiglio, ma anche la commissione, perché credo che in una regione autonoma come la nostra certe forme di sfruttamento possano sussistere.
