Oggetto del Consiglio n. 2506 del 7 marzo 2002 - Verbale

OGGETTO N. 2506/XI - Impegno alla Giunta regionale a rivedere le norme in materia di radiotelecomunicazioni. (Reiezione di mozione)

Il Presidente LOUVIN dichiara aperta la discussione sulla mozione indicata in oggetto, presentata dai Consiglieri TIBALDI, FRASSY e LATTANZI e allegata al punto 23 dell'ordine del giorno dell'adunanza.

Illustra il Consigliere TIBALDI.

Replicano l'Assessore al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche VALLET ed il Consigliere TIBALDI.

IL CONSIGLIO

- con voti favorevoli: cinque (presenti: ventotto; votanti: cinque; astenuti: ventitré, i Consiglieri AGNESOD, BIONAZ, BORRE, CERISE, Teresa CHARLES, COMÉ, COTTINO, CUC, FERRARIS, FIOU, LA TORRE, LOUVIN, MARGUERETTAZ, MARTIN, NICCO, OTTOZ, PASTORET, PERRIN, PERRON, PRADUROUX, RINI, VALLET e Dino VIÉRIN);

NON APPROVA

la sottoriportata:

MOZIONE

PREMESSO

- che la materia delle comunicazioni è puntualmente disciplinata da norme nazionali;

- che la legge regionale 21 agosto 2000, n. 31, relativa all’installazione e all’esercizio di impianti di radiotelecomunicazioni, attribuisce specifiche competenze alle Comunità montane e al Comune di Aosta;

- che l’applicazione della legge regionale 21 agosto 2000, n. 31 appesantisce un procedimento amministrativo già regolamentato con legge dello Stato e istituisce ulteriori adempimenti rispetto alla normativa nazionale, privi di utilità pratica e i cui oneri sono posti a carico dei gestori;

- che il Governo ha già impugnato avanti la Corte Costituzionale le leggi regionali di Umbria e Marche, contrarie al buon andamento dell’organizzazione dell’amministrazione, contrarie a una disciplina uniforme della materia su tutto il territorio nazionale e in contraddizione con i piani nazionali di assegnazione delle frequenze;

- che in sede di Conferenza Stato-Regioni è in corso l’elaborazione di un provvedimento in grado di fissare criteri omogenei per tutta l’Italia, allo scopo di porre fine ai numerosi e confusi interventi degli enti locali e delle stesse Regioni sulla materia;

tutto ciò premesso

IMPEGNA

la Giunta regionale a rivedere la propria deliberazione n. 3566/2001, portando la materia all’esame della competente commissione consiliare, al fine di rendere più snelle e conformi ai principi nazionali le procedure amministrative introdotte dalla legge regionale 21 agosto 2000, n. 31.

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