Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2437 del 6 febbraio 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2437/XI Iniziative per la soluzione del problema dell’emergenza abitativa nel Comune di Aosta. (Interpellanza)

Interpellanza A conoscenza del dibattito avvenuto in Consiglio comunale di Aosta nella seduta monotematica del 19 gennaio u.s. sul problema della casa con particolare riferimento all’emergenza esistente sul capoluogo regionale;

Preso atto del documento approvato a maggioranza al termine dei lavori con cui la Giunta comunale ha avuto il mandato di affrontare il problema unitamente all’ARER e all’Amministrazione regionale al fine di mettere in atto le iniziative necessarie per affrontare le crisi a cui gli Enti Pubblici sono chiamati a far fronte;

Constatato che la finanziaria 2002, approvata dalla maggioranza del Parlamento italiano, non prende in considerazione il problema dell’Edilizia residenziale pubblica;

A conoscenza del confronto avvenuto verso la fine dello scorso anno anche in Consiglio regionale, nonché della documentazione fatta pervenire all’Assessore regionale competente, al Sindaco di Aosta in occasione della seduta Telematica sul problema abitativo;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

la Giunta regionale e l’Assessore competente per conoscere:

1) se, e come intenda affrontare unitamente all’ARER e al Comune di Aosta, il problema dell’emergenza casa, come richiesto dal Consiglio comunale del capoluogo con il documento approvato a maggioranza;

2) se ritiene opportuna la realizzazione di un piano casa regionale, visto che la finanziaria 2002 del governo centrale, non prevede nulla in tal senso.

F.to: Beneforti

PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)A seguito delle nostre iniziative, il "problema casa" - problema oggetto di discussione anche a livello di commissione consiliare insieme all'Assessore -, è stato affrontato a lungo anche in questa sede. L’analisi che abbiamo fatto della situazione abitativa certamente ci ha permesso di conoscere a fondo la situazione esistente, nonché l’emergenza in cui ci troviamo. Abbiamo appreso e dato atto di ciò che è stato fatto nella nostra Regione per dare ai Valdostani la possibilità di diventare proprietari di un alloggio; abbiamo preso altresì atto di quanto è stato fatto a livello nazionale.

Abbiamo detto come intendiamo affrontare il problema dell’emergenza casa in cui siamo venuti a trovarci, ma non abbiamo - diciamocelo con franchezza - preso una decisione che ci permetta di creare le condizioni per uscire dal disagio, dalla precarietà in cui si trovano tante famiglie aostane e anche valdostane; non abbiamo detto come ci si intende "muovere" per realizzare un piano straordinario regionale per ampliare il nostro patrimonio abitativo: abbiamo fatto il punto su tutto, però non abbiamo detto come e se si intende realizzare tale piano.

Il "problema casa" è stato ripreso dal Comune di Aosta, che ha dedicato una riunione del Consiglio al problema, nei termini in cui lo avevamo lasciato noi a livello regionale, ma anche in quella sede - pur dando atto della volontà politica dimostrata, con cui il problema è stato posto e affrontato - non sono state date risposte concrete, tutto era precario e tale rimane; anche il documento approvato al termine dei lavori prevede alcune iniziative che meritano considerazione, ma che non affrontano alla radice il problema neppure per cominciare a risolvere la questione! Certamente anche le iniziative prese per il superamento dei casi urgenti sono utili, ma non risolvono il fenomeno "dell’emergenza casa" che abbiamo di fronte.

Ciò che manca nel documento approvato dal Comune - l’ho letto diverse volte - è la volontà politica di realizzare un piano straordinario della casa a livello regionale. Sia l'amministrazione comunale sia la Giunta regionale manca tale volontà; sul resto siamo tutti d’accordo. Ora resta da vedere cosa facciamo: come ci poniamo noi, Regione, di fronte alle decisioni prese dal Comune di Aosta, come ci poniamo dopo le dichiarazioni sullo stato di bisogno rilasciate dal rappresentante dell’ARER - perché anche il rappresentante dell’ARER ha rilasciato delle dichiarazioni -, che, intervenendo anche in Consiglio comunale, ha detto quali erano i bisogni da soddisfare, e come ci poniamo dopo che da parte del Governo centrale, nella legge finanziaria del 2002, è stato completamente ignorato il tema dell'edilizia residenziale abitativa. Riteniamo che qualcosa di nuovo debba nascere, non possiamo, Assessore, "rimbalzarci la palla", fra noi e il Comune di Aosta oppure fra l’ARER e l’APS del Comune, creando aspettative che magari non si realizzeranno mai.

Con tutti i vantaggi che può rappresentare anche per gli utenti, la nascita del sito Internet agile aperto dall’ARER non può essere un "toccasana" del problema se non abbiamo degli alloggi da assegnare: si possono dare tutte le informazioni possibili, ma non si possono soddisfare i bisogni della gente se non ci sono gli alloggi da assegnare, se non ci sono le risorse finanziarie per far fronte agli affitti, all’acquisto dell’alloggio.

Abbiamo voluto tornare a discutere del "problema casa" perché ci sta a cuore considerato che è il problema più importante - oltre a quello del lavoro - per tante famiglie aostane e valdostane. Io chiedo che si tenga conto di questo aspetto e che, come Regione, - considerato che sul piano sociale abbiamo preso tante iniziative – ne assumiamo una a favorire un piano di costruzione di alloggi a livello regionale, altrimenti i provvedimenti che saranno presi saranno sempre precari e non risolveranno mai il problema. Termino qui e mi riservo di intervenire dopo la risposta dell’Assessore.

PrésidentLa parole à l’Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV)Questo è un tema che il Consigliere Beneforti ha affrontato e ripreso più volte nel corso di questa legislatura, un problema che ritenevo, almeno per quanto riguarda la definizione del problema, di aver approfondito in III Commissione anche con la relazione che avevo fornito ai consiglieri. Certo è che, con il Consiglio tematico del Comune di Aosta, la questione è tornata di attualità, devo dire che la mozione di indirizzo, votata a maggioranza dal Consiglio comunale di Aosta, ha affrontato in modo completo la problematica "sviscerando" tutti i problemi e le difficoltà che si incontrano per dare una risposta concreta alle esigenze; devo dire peraltro - con un giudizio che è del tutto personale - che non c’è "niente di nuovo sul fronte occidentale", nel senso che sono "cose" che abbiamo analizzato, detto e visto ripetute volte.

Da questa mozione di indirizzo "viene fuori" in modo rilevante una richiesta di collaborazione e di coinvolgimento dell’Amministrazione regionale e dell’ARER che credo valga la pena di cogliere: proseguire sulla strada intrapresa, infatti in passato non è che siano mancati i momenti di confronto e di concertazione con il Comune di Aosta e con l’ARER, anzi.

Ho individuato tre questioni sulle quali è importante ed urgente confrontarsi. La prima questione riguarda la programmazione degli investimenti derivanti dai fondi, che sono stati assegnati alla Regione, provenienti dal saldo dei finanziamenti ex GESCAL e qui devo dire che non è vero, Consigliere Beneforti, che manca un piano e una programmazione: nella relazione, che a suo tempo avevo consegnato, avevo elencato anche quali sono gli interventi che si vorrebbero realizzare, ripeto: la differenza è che adesso ci sono le condizioni per potersi sedere intorno al tavolo e programmare la destinazione di queste risorse, per verificare quali di quegli interventi vogliamo portare avanti. In questo senso è convocata per il 22 febbraio la Conferenza dei servizi che, ricomprendendo l'Amministrazione regionale, il Comune di Aosta, ARER e il Consorzio dei comuni (CELVA), dovrà allocare le risorse.

C'è un'altra questione - e ci sono sicuramente le condizioni per concretizzare delle iniziative - : il "versante" degli strumenti atti a favorire ed invogliare i privati ad allocare gli alloggi disponibili. Ci sono le condizioni per concretizzare quella iniziativa di cui abbiamo parlato ripetutamente: la creazione di un'agenzia o di quant’altro necessario per favorire la locazione, per approfondire la questione relativa alla creazione di quello che la mozione di indirizzo del Consiglio comunale di Aosta ha definito "fondo di garanzia" da mettere a disposizione di chi affitta il proprio alloggio? e anche la necessità di discutere e verificare se ci sono degli spazi per "muoversi" su misure di natura fiscale a supporto di queste iniziative.

È giunto poi il momento di concretizzare i ragionamenti e quindi predisporre - qui sì - i programmi per utilizzare le risorse che sono messe a disposizione dalle tre iniziative statali applicative della legge n. 21/2001, cioè quei tre programmi che sono definiti: il primo, "Ventimila abitazioni in affitto"; il secondo, "Alloggi in affitto per gli anziani negli anni 2000"; il terzo, "I programmi innovativi in ambito urbano".

Ho avuto modo di dire che questa è un'iniziativa che compete agli enti locali che, come per quanto riguardava i contratti di quartiere, devono prendere l’iniziativa, mentre alla Regione spetta il compito di coordinare e fare da "cinghia di trasmissione" con gli organismi statali deputati poi a concedere i finanziamenti.

Per quanto riguarda quindi la seconda domanda: "se ritiene opportuna la realizzazione di un piano casa regionale?", al di là del fatto che la dicitura "Piano casa" mi sembra un pochino obsoleta come definizione, un po' superato come concetto, ripeto, Consigliere Beneforti, che non manca la programmazione, mancano le risorse per attuarla; adesso in parte le abbiamo e quindi, nel corso della Conferenza dei servizi che terremo il 22 prossimo, definiremo l’allocazione di queste risorse. Ho già avuto modo di dire, e lo ripeto, che gli strumenti a disposizione ci sono e sono anche tanti, ora bisogna utilizzarli; evidentemente qui ognuno deve fare la sua parte e a noi, Amministrazione regionale, spetta il compito di programmare e coordinare le iniziative degli enti locali, "in primis" quelle del Comune di Aosta.

Non mi è stato chiesto, ma se posso prendere un impegno, l’impegno è quello di predisporre entro tre o quattro mesi e produrre alla commissione competente una relazione che faccia il punto organico e che definisca in modo puntuale, nero su bianco, lo stato di attuazione rispetto alle iniziative derivanti da tutta una serie di strumenti esistenti e che si tratta di far funzionare al meglio.

PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)La ringrazio, Assessore, della risposta che ha dato, ma non sono completamente soddisfatto perché è la terza volta in questa sede che mi sento più o meno ripetere quali sono le soluzioni che vengono indicate.

Non ho dubbi che collaborerà con il Comune di Aosta per mettere in pratica i contenuti del documento approvato dal Comune, ma non comprendo il motivo per il quale la Regione non voglia affrontare il "problema casa" in modo più determinato. Io l’ho detto e lo ripeto - cambiamogli pure nome -: sono convinto che solo con un piano straordinario si possono coinvolgere, oltre all’ARER e al Comune di Aosta, anche i comuni viciniori nella ricerca e nell'acquisizione delle aree edificabili, nell’acquisto e nel recupero edilizio degli immobili esistenti da ristrutturare, nella ricerca approfondita di alloggi per soddisfare le esigenze più urgenti e quindi l’emergenza esistente; con un piano straordinario si possono evitare le disparità di trattamento che sussistono e che si possono venire a creare.

L'Assessore ha detto: "faremo un programma in base agli investimenti", ma è una vita che queste risorse sono in attesa di essere utilizzate! Ritengo però che non siano sufficienti per far fronte alle esigenze che abbiamo oggi.

E' necessario uno sforzo economico e finanziario della Regione. E' necessario individuare, in base al nostro bilancio, le modalità da seguire per risolvere questo problema: o direttamente con le nostre risorse, o ricorrendo a mutui, come si è fatto per altre iniziative prese a livello regionale. L'Assessore ha altresì asserito: "abbiamo avviato gli strumenti per favorire l'allocazione degli alloggi da parte dei privati", sono favorevole all'iniziativa assunta, ma ritengo che la stessa risolva in modo precario il problema; ci vogliamo rendere conto che, se non si costruiscono nuovi alloggi, saranno sempre i proprietari degli alloggi a dettare le condizioni degli affitti e del mercato immobiliare! Dobbiamo valutare se, anziché pagare questi affitti, non sia più conveniente costruire degli alloggi che possano fare anche da calmiere.

L’Assessore ha parlato di concretizzare i programmi per utilizzare le risorse statali, ma l'Assessore sa meglio di me che, nella legge finanziaria del 2002 - ho letto attentamente il provvedimento -, non sono previste delle risorse finanziarie per la promozione dell'edilizia abitativa, delle risorse destinate alle regioni per contribuire a risolvere questo problema, per cui ritengo che dobbiamo porci la questione in quanto dobbiamo completare "un’opera" in Valle d’Aosta.

Non è che non abbiamo fatto niente in questo campo - mi riferisco alla legge sui mutui -: siamo fra le poche regioni a disporre di una legge di questo tipo, della quale hanno usufruito cittadini, cooperative edilizie per l’acquisto, per la ristrutturazione delle case; tanti nostri concittadini sono diventati proprietari di una casa grazie a questa legge.

Abbiamo predisposto anche altre leggi, abbiamo favorito altre cooperative, sono state prese altre iniziative per venire incontro a chi diventava proprietario della prima casa - le ricordo tutte perché ero presente in aula, nel corso anche di altre legislature, quando si assumevano queste decisioni - e io dico che quanto abbiamo fatto in materia abitativa costituisce un primato di cui ci si può vantare ed essere anche orgogliosi. Abbiamo capito che la casa è un bene sociale e, se si vuole portare avanti una politica per la famiglia, è il primo problema che occorre affrontare perché esso racchiude in sé stesso sia il problema dei giovani, sia quello degli anziani: la convivenza di una famiglia.

La Regione, se nella finanziaria non è previsto nulla in merito, si deve accollare questo onere perché è la Regione che deve pensare a dare un'abitazione alle famiglie più povere che non hanno mezzi economici per provvedere direttamente perché, come dicevo, mettendo sul mercato un certo numero di alloggi, oltre a soddisfare le esigenze delle famiglie, si porrebbe anche un calmiere al mercato degli affitti e dell’immobiliare come avvenne per la ricostruzione nel Paese dopo l’ultima guerra.

Se in Italia non avessero costruito tutte le case che sono state costruite, con la speculazione che c’era dopo la guerra, non so dove saremmo andati a finire! A cinquant’anni di distanza si ricordano ancora le "case INCIS", l'INA Casa, le "case Sullo", le "case Fanfani" con le quali furono risolti i casi di molte famiglie italiane e valdostane e, siccome le costruzioni prendono il nome da chi le ha proposte e sostenute nella costruzione, le nostre prenderebbero il nome di Franco Vallet per cui si direbbe: "Ieri c’erano le "case Fanfani", oggi ci sono le "case Vallet"". Non sarebbe bello, Assessore, quando lascerà l’Assessorato, che fosse ricordato per aver dato una casa a chi non ce l’aveva e, passando vicino a queste case, potesse dire: "questa è l’eredità che ho lasciato!". Affrontiamo, quindi, il problema, che è rilevante, e lasciamo anche un ricordo, non uno romantico, ma uno che faccia dire che l’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta ha completato "un’opera" e ha cercato, nel limite del possibile, di uscire dalla precarietà in cui si era venuta a trovare e dall'emergenza che ha dovuto superare.

Lei ha annunciato una conferenza a febbraio; io ritengo, Assessore, che si debba continuare il discorso in commissione per individuare, alla luce di quello che ha detto lei e di quanto è stato deciso in Comune e di quello che sosteniamo noi, la strada migliore per affrontare questo problema e fare in modo che non ci sia più bisogno di fare certi interventi perché l’emergenza ci sovrasta tutti.

Si dà atto che, dalle ore 16,39, presiede il Vicepresidente Viérin Marco.