Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2436 del 6 febbraio 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2436/XI Dotazione della sede decentrata "118" di Châtillon di personale medico di emergenza territoriale. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso:

- che la sede decentrata "118" di Châtillon, pur essendo a presidio di un’area di notevole importanza demografica, non dispone ad oggi di personale sanitario di emergenza territoriale (medico o infermieristico a copertura dell’intero orario giornaliero), con i comprensibili disagi e rischi che tale carenza può comportare sia per l’utenza sia per lo stesso personale tecnico in costante servizio;

- che la presenza del medico di continuità assistenziale non è sufficiente, da sola, a garantire un servizio adeguato alle esigenze e alle urgenze della popolazione residente e turistica del comprensorio, poiché in alcuni periodi dell’anno questa raggiunge livelli decisamente elevati;

- che è unanimemente condivisa l’importanza del decentramento territoriale dei servizi sanitari, attraverso l’implementazione funzionale e professionale delle strutture di emergenza e specialistiche: principio, questo, che è stato ribadito nel piano socio-sanitario regionale 2002-2004;

- che già nel gennaio 2001 il Gruppo consiliare di Forza Italia sollecitava l’Assessore regionale della Sanità "ad attivarsi presso i competenti organismi dell’USL della Valle d’Aosta affinché la sede decentrata 118 di Châtillon sia dotata al più presto di personale medico o infermieristico di emergenza territoriale e possa disporre di una struttura adeguata allo svolgimento di una funzione essenziale per la cittadinanza, sia essa residente o turistica";

- che l’entrata in vigore - nel 2001 - di una specifica convenzione avrebbe dovuto sopperire alla carenza di medici di emergenza territoriale (MET) e reperire nuove risorse professionali da distribuire nelle varie sedi decentrate;

tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l’Assessore delegato per sapere se intende attivarsi al fine di dotare la sede decentrata "118" di Châtillon di personale medico di emergenza territoriale: in caso affermativo, entro quando e secondo quali modalità.

F.to: Tibaldi - Frassy

PrésidentLa parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI)Se le parole si fossero trasformate in fatti, l’interpellanza oggi non sarebbe stata proposta dal gruppo consiliare di Forza Italia. Esattamente a distanza di un anno, purtroppo, la riproponiamo identica per quanto concerne la domanda, con qualche piccola variazione nella premessa, dove abbiamo inserito alcune considerazioni, alcune intenzioni che aveva manifestato l’Assessore in merito alla sede decentrata "118" di Châtillon.

Nel gennaio 2001 il nostro gruppo consiliare ha sollecitato attenzione e soprattutto decisione in merito alla sede decentrata del "118" di Châtillon, affinché fosse dotata di personale medico o infermieristico. Si tratta di personale sanitario di emergenza territoriale necessario per una sede così importante da un punto di vista demografico, sia demografico stanziale, sia demografico turistico, in quanto il Comprensorio di Châtillon deve sovrintendere ad una quantità di gente non indifferente.

Ci sono le ambulanze - lo abbiamo già detto e ripetuto - c’è il personale tecnico, ma manca il personale medico, manca ancora la sede - ma il problema della sede non l’abbiamo volutamente richiamato in questa interpellanza perché il problema prioritario è proprio quello del personale sanitario di emergenza territoriale -, forse sarà ridondante ricordare che l’efficacia del decentramento territoriale, del filtro extraospedaliero è unanimemente riconosciuta, è sancita nel Piano sociosanitario, è stata ancora ricordata nella Relazione sanitaria approvata a dicembre.

Ci sono tanti principi e tante parole come quelle che "è il medico che deve andare incontro al paziente e non viceversa", parole che sono belle a pronunciarsi, sono anche belle a sentirsi, in particolare da parte degli utenti, ma meno belle quando, come dicevo in esordio, non si trasformano in fatti concreti e di conseguenza torniamo a discutere di un problema che poteva essere risolto.

Nel corso di quest’anno dovrebbe essere entrata in vigore - uso il condizionale perché spetta all’Assessore confermare o meno quanto sto dicendo - una specifica convenzione necessaria a sopperire ai medici di emergenza territoriale, cosiddetti "MET" e finalizzata a reperire nuove risorse professionali da distribuire nelle varie sedi decentrate. L’obiettivo è quindi quello di inserire un medico, non perché lo segnaliamo noi nell'interpellanza, ma perché lo chiede la gente e anche perché l’Assessore ne ha riconosciuto la necessità rispondendo il 24 gennaio 2001 alle nostre istanze.

Assessore, l’interpellanza nei cinque punti in premessa contiene sinteticamente ed efficacemente il nostro pensiero. Adesso vorremmo sapere da lei, oltre alle consuete parole, quali sono le concrete intenzioni in merito alla questione della sede decentrata di Châtillon.

PrésidentLa parole à l’Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV)Cercherò di essere sintetico, ma provocatoriamente potrei dire che mi piacerebbe discutere assieme i punti 19 e 20 all’ordine del giorno perché, delle due, l’una: se apriamo servizi, spendiamo troppo; se spendiamo troppo, ci si accusa di spendere troppo. L'interpellanza a firma del Vicepresidente Lattanzi al punto 20 dell'ordine del giorno sostanzialmente dice questo ma, di fronte a questo dilemma, cercheremo di essere concreti come lo siamo sempre. Innanzitutto un anno fa non mi ero impegnato ad aprire il "MET H24" a Châtillon, tant’è che concludevo dicendo: "non possiamo accogliere la mozione perché non possiamo obiettivamente chiedere all’USL di dotare quella struttura di personale medico infermieristico quando, fino all’altro giorno, avevamo chiuso dei posti letto ospedalieri per mancanza di personale infermieristico".

La situazione dei posti letto in Valle fortunatamente è stabile, è notizia di oggi che l’ASL 9 di Ivrea sta per chiudere 76 posti letto e sta per chiudere parte dell’Ospedale di Cuorgné. Noi siamo in controtendenza perché continuiamo ad aprire servizi: abbiamo aperto centri traumatologici e ambulatori sul territorio. Rispetto al tema specifico del MET, posso confermare che nel frattempo è entrata in vigore la convenzione nazionale. In applicazione di tale convenzione abbiamo approvato, in data 31 dicembre 2001, l’accordo regionale per l’emergenza sanitaria territoriale essendo stato siglato l’accordo con le organizzazioni sindacali in data 21 dicembre.

Con questo accordo riteniamo di aver fatto un salto di qualità fondamentale perché usciamo da quella che era stata definita, nell'interpellanza del 24 gennaio 2001, "la fase del precariato dei MET", ne usciamo perché diamo una stabilità a questo personale andando a regolamentare tutta una serie di istituti contrattuali, ivi compreso anche il prolungamento di orario, le ore eccedenti; il congedo ordinario che non era previsto; l’obbligo di aggiornamento, di formazione, che è fondamentale: si riconoscono 40 ore di aggiornamento obbligatorio retribuite come ore lavorative tabellari, per poter dare un servizio in termini di qualità sempre migliore, nonché la partecipazione a corsi di formazione organizzati dall’azienda.

A questo proposito l’azienda sta organizzando un nuovo corso di formazione perché, rispetto alla pianta organica di 15 medici di emergenza territoriale, ne abbiamo in servizio 12, ma di questa questione ne riparlerò. L’accordo integrativo, comunque, oltre a questi aspetti, ridefinisce l’aspetto della reperibilità, del servizio mensa, dell’assicurazione contro i rischi derivanti dagli incarichi e il trattamento economico viene ridefinito perché viene riconosciuto un compenso aggiuntivo su base oraria pari a 12.753 lire all'ora, fermo restando il limite massimo attribuibile di lire 2.100.000. Viene pagata l’indennità per servizio disagiato, che è un istituto che non esiste nella contrattazione nazionale ed è previsto in questo accordo regionale con una tariffa di 25.000 lire/ora lorde per i giorni 1° gennaio, 6 gennaio, Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e quant’altro; vengono definite le prestazioni aggiuntive svolte nell’ambulatorio per quanto concerne le prime cure.

Viene poi definito esattamente il ruolo, la funzione del medico di emergenza territoriale, che sono molto ampliati rispetto al ruolo e alla funzione del medico di emergenza territoriale fuori dalla Valle d’Aosta; infatti, oltre ai compiti previsti dalla convenzione nazionale, deve svolgere attività ambulatoriale di prime cure nelle sedi aziendali - Châtillon rientrerebbe in questo caso -, attività di filtro di ricovero ospedaliero anche con l’utilizzo della diagnostica di base e della specialistica prevista nelle sedi aziendali, attività di coordinamento per quanto riguarda la centrale operativa "118" che è un compito assolutamente nuovo; deve collaborare per il tempo in cui non è impegnato in compiti propri dell’incarico nell’attività di emergenza e di primo intervento nei presidi territoriali ospedalieri dell’Azienda sanitaria e della struttura di pronto soccorso del Presidio ospedaliero e nel DEA (Dipartimento emergenza e accettazione), pertanto collabora nell’attività del pronto soccorso, diventa un medico di emergenza territoriale che entra fortemente nell’Ospedale per acquisire professionalità e per poterla utilizzare sul territorio.

Viene impegnato inoltre in occasione di manifestazioni sportive, fieristiche e culturali, svolge nella centrale operativa attività di coordinamento e di riferimento interno ed esterno servizio per cui sostituisce in parte il medico anestesista che è attualmente presente nella centrale operativa "118". Viene utilizzato per interventi di assistenza e di soccorso avanzato su mezzi attrezzati ad ala fissa e ad ala rotante, per cui anche sull’elicottero. Svolge compiti di formazione e aggiornamento del personale non medico del servizio. Queste sono tutte cose nuove perché lui stesso, dopo essersi formato, forma personale non medico.

Svolge, se in possesso del titolo di animatore di formazione, che è previsto da una normativa specifica, compiti di formazione e di aggiornamento del personale medico. Partecipa a progetti formativi di educazione sanitaria di cittadini in materia di emergenza sanitaria e territoriale, primo intervento sanitario, assicura la compilazione corretta di modulistica e quant’altro. Tutte queste cose sono importanti, ma la cosa fondamentale è l’articolo 11, dove è previsto il passaggio alla dipendenza. Con questo articolo diamo la possibilità a chi ha i titoli di partecipare ad una selezione per passare alla dipendenza, ma diamo la possibilità "forzando" la normativa nazionale perché possono partecipare non solo coloro che hanno cinque anni di anzianità come medico di emergenza territoriale - nel qual caso sarebbero stati pochissimi i soggetti titolati - ma è prevista la possibilità di sommare all’attività svolta come medico di emergenza territoriale l’anzianità di incarico come titolari di continuità assistenziale presso l’USL, come titolari di guardia medica, per cui vengono calcolati anche i mesi e gli anni svolti come guardia medica, tant’è che sono prossime le prime selezioni per il passaggio alla dipendenza.

Tutto questo significa uscire dal precariato, significa formare una classe medica valdostana con tutti i benefici del caso, perché di Valdostani autoctoni non ce n’è uno, ma che diventano titolari a tutti gli effetti di un incarico a tempo indeterminato? questo era il problema di cui avevamo discusso un anno fa e che sta andando a definizione.

Ciò non significa che avremo la disponibilità di questi medici immediatamente perché si è concordato di fare una selezione unica per tutti i potenziali candidati e questa selezione unica verrà applicata nel momento in cui i singoli candidati otterranno i cinque anni di anzianità; in base ai nostri calcoli ce ne sono due che possono entrare in servizio quest’anno e, così di seguito, per gli anni a venire.

Speriamo di completare l’organico mancante da 12 a 15 entro l’anno, se così avverrà, con queste tre persone potremmo ipotizzare non un MET H24 a Châtillon, ma un MET per le 12 ore diurne, calcolando anche il sabato e la domenica ovviamente, tenendo in piedi contemporaneamente la guardia medica durante le notti.

Questo è fondamentale perché di certo il numero degli interventi di presenza di prime cure durante il giorno è più significativo rispetto alla notte perché la notte i servizi hanno meno carichi di lavoro, anche se devono partecipare all'attività di soccorso sul territorio. Non posso definire questo un impegno perché dipende dalla disponibilità degli interessati ad accettare questo incarico, comunque l’intenzione è di coprire possibilmente le 12 ore diurne a titolo sperimentale perché poi dovremo verificare i carichi di lavoro e quant’altro. Concludo dicendo che mi ero impegnato un anno fa a presentare il progetto per la struttura ex casa De Matteis: questo è stato fatto, l’Assessorato dei lavori pubblici sta provvedendo alle pratiche per l’appalto dei lavori.

PrésidentLa parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI)La questione relativa alla sede non è stata volutamente inserita nell'interpellanza perché sappiamo che le procedure stanno andando avanti, anche se a rilento.

Per quanto riguarda la risposta che ha fornito alla nostra interpellanza, alla battuta provocatoria potremmo rispondere altrettanto provocatoriamente: le interpellanze ai punti 19 e 20 all'ordine del giorno non sono cumulabili, Assessore, lei lo sa, non perché da una parte non si vuole spendere e dall’altra si vuole spendere - lei sa bene che quest’anno l’USL come dotazione ha 400 miliardi e l’incremento di risorse disponibili a favore dell’Azienda sanitaria è cresciuto in maniera vertiginosa per cui i soldi, almeno a livello di impegni, non mancano -, chiediamo di non spendere troppo, ma soprattutto di spendere bene e di spendere dove è necessario perché tutte le situazioni e i casi che noi evidenziamo con le iniziative - prendiamo solo ad esempio l’USL che non paga i suoi fornitori perché è pigra, perché è in ritardo, perché "dimentica nel cassetto" le fatture e paga con una media di 145 giorni - non sono degli esempi di buon funzionamento della sanità valdostana.

D’altronde ci lascia attoniti la risposta perché si rinvia da un anno ad un altro, come è accaduto nel gennaio 2001 quando si attendeva la sigla della convenzione che oggi abbiamo; l’Assessore ha descritto in maniera accurata quale sarà la funzione di questi medici che escono dal precariato ed entrano nella professionalità vera e propria; è apprezzabile il fatto che l’accordo sia stato siglato, non è apprezzabile che si debba attendere almeno fino a fine anno per poter istituire - speriamo entro il 2002 come ha detto - un MET H12, cioè solo diurno. È vero che contemporaneamente abbiamo il medico di continuità assistenziale, ovvero la guardia medica per la notte, ma è un po' poco avere solo il MET H12 e soprattutto è molto poco se pensiamo che non lo definisce un impegno, bensì una semplice intenzione e ancor di più a titolo sperimentale.

È talmente carica di ipotesi, di "se" e di "ma" questa risposta che fornisce alla nostra interpellanza che ci fa dubitare che fra qualche mese o magari fra un anno saremo di nuovo qua con l’ennesima interpellanza per chiedere se prevede di istituire un personale sanitario di emergenza territoriale in quel di Châtillon. Châtillon, ripeto, è una sede importante perché ha "peso" a livello demografico, ma questo vale anche per altre sedi decentrate che sono presenti sul territorio.

Ci chiediamo allora se tutti questi principi, di cui lei più volte sottolinea l’importanza, si trasformino in fatti concreti; non ci pare che si proceda velocemente in questa direzione: non voglio dire che non si proceda per niente, visto che la convenzione è stata siglata, ma il passo è piccolo, troppo piccolo. Aspettare ancora la fine del 2002 è un po’ troppo e Châtillon - e, quando parlo di Châtillon, mi riferisco al comprensorio nella sua integrità, cioè anche alle valli laterali, al vicino Saint-Vincent, ad altri Paesi limitrofi che dipendono da quella sede decentrata importante - non può attendere oltre. Ci auguriamo - e ripeto che non siamo particolarmente soddisfatti della risposta - che questa volta le parole abbiano un seguito più concreto di quello che non hanno avuto le parole che lei, Assessore, ci ha elargito esattamente dodici mesi fa.

PrésidentSur cela nous allons suspendre nos travaux. La séance reprendra dans l’après-midi à 16 heures.

La séance est levée.