Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2435 del 6 febbraio 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2435/XI Sportello unico per le attività produttive della Regione. (Interrogazione)

Interrogazione Premesso che:

- la Giunta con la deliberazione n. 2205 del giugno u.s. ha impegnato 400 milioni per affidare a Finaosta S.p.A. l'incarico di promuovere le azioni necessarie per l'avviamento dello sportello unico per le "attività produttive";

- a tutt'oggi non risulta ancora conseguito l'obiettivo dello sportello unico;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) quali sono i motivi che ad oggi hanno impedito l'attivazione dello sportello unico;

2) entro quando troverà attuazione lo sportello unico per le attività produttive.

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

PrésidentLa parole à l’Assesseur à l’industrie, à l’artisanat et à l’énergie, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE)Lo sportello unico sulle attività produttive, come tutti sappiamo, è uno strumento rivolto alle imprese per semplificare le attività amministrative che devono fare, nel momento in cui un'impresa intende localizzarsi, avviare nuove attività produttive, riconvertirsi, oppure ampliarsi o anche cessare l’attività. Ovviamente per quanto riguarda questo tipo di questioni è importante non solo che ci sia una semplificazione amministrativa, ma soprattutto che ci siano anche per le aziende tempi certi e che questi siano i più brevi possibili. Con deliberazione n. 2005/2001 la Giunta regionale ha affidato a Finaosta l’incarico di promuovere le azioni necessarie per l’avviamento in Valle d’Aosta dello sportello unico per le imprese.

L’incarico è stato affidato sulla base di un progetto che individua le attività necessarie per giungere all’attivazione degli sportelli unici nella nostra regione e i relativi tempi di realizzazione. Il piano delle attività proposto tiene conto delle più significative esperienze finora realizzate in altri contesti territoriali e dell'esigenza di rendere operativo lo sportello unico in Valle d’Aosta in tempi relativamente contenuti, pur nella consapevolezza che è necessario attivare una mole non indifferente di lavoro.

Il piano delle attività prevede: l’analisi delle procedure attualmente in essere in ambito regionale e, conseguentemente, un'ampia ricognizione delle norme regionali in vigore; l’adeguamento - e qui deve essere fatto un provvedimento legislativo - dell’ordinamento regionale alle norme fondamentali del decreto legislativo n. 112/1998, e i principi e gli obiettivi del DPR n. 447/1998; la definizione dell’organizzazione strutturale tipo, adeguata alla nostra realtà territoriale e alle dimensioni dei nostri comuni; la definizione del regolamento per il funzionamento dello sportello unico; la predisposizione di una bozza di convenzione da fornire ai comuni e alle comunità montane per la gestione associata delle funzioni di sportello unico; la definizione dello schema tipo di convenzione fra lo sportello unico e gli altri enti coinvolti nei procedimenti autorizzativi; l’individuazione delle forme di coordinamento e raccordo per la diffusione attraverso strumenti telematici delle informazioni legate a quanto previsto dal decreto n. 112/1998; la realizzazione di un sistema informativo per la gestione delle attività di sportello unico, che è uno degli elementi decisivi del funzionamento dello sportello stesso.

A tali attività si aggiungono poi altre esigenze di carattere più puntuale, ma egualmente non eludibili, quali innanzitutto la definizione dei criteri secondo i quali vengono individuati gli impianti a struttura semplice, per i quali sono previste le procedure accelerate. Gli impianti a struttura semplice sono quelli che non sono in contrasto con le normative urbanistiche comunali, non sono sottoposti a procedure di impatto ambientale, non rientrano fra gli impianti soggetti a discipline in materia di qualità dell’aria e di altri agenti inquinanti, non sono soggetti a disciplina di rischi rilevanti, eccetera. Vi è poi la definizione, sulla base del Piano territoriale paesistico e della legge regionale n. 11/1998, dei criteri per i quali i comuni procedono all'individuazione delle aree da destinare all’insediamento di impianti produttivi; la definizione, sempre sulla base della legge n. 11/1998, delle procedure da adottare qualora un progetto presentato comporti la variazione degli strumenti urbanistici; la definizione delle procedure da adottare qualora si manifesti la necessità di attivare la valutazione di impatto ambientale; la definizione delle procedure da adottare in sede di conferenza di servizi.

Lo svolgimento completo di questo insieme di attività e di altre di minor peso, è condizione indispensabile per giungere alla fase terminale del progetto, che prevede l’attivazione del prototipo di struttura di sportello unico e la formazione degli operatori dello sportello, relativa anche all'assistenza nella fase di avvio. I tempi necessari per giungere al completamento del progetto sono di quindici mesi, al netto dei tempi che saranno necessari alla Giunta e alle commissioni consiliari per dibattere e approvare i provvedimenti che verranno predisposti, e ai consigli comunali per definire le forme di gestione dello sportello e approvare i relativi provvedimenti.

Oltre a ciò, il progetto di sportello unico dovrà essere discusso con le organizzazioni degli imprenditori, con le organizzazioni sindacali e con le organizzazioni che sono firmatarie del "Patto per lo sviluppo". Il progetto, nelle sue linee essenziali, è stato concordato con il CELVA e si sta sviluppando in stretta collaborazione con i comuni e soprattutto con le comunità montane. Il coinvolgimento delle comunità montane è determinato dal fatto che, sin dalle fasi iniziali, è parso opportuno privilegiare un'impostazione che, fermo restando che le competenze dello sportello unico sono attribuite ai comuni, ne preveda l’esercizio delle funzioni in forma associata, al fine di massimizzare l’efficienza dello sportello unico contenendone i costi: infatti un altro problema è quello di avere la massima efficienza ai minori costi.

È opportuno rammentare che lo sportello unico si pone l’obiettivo di essere uno strumento di semplificazione e, per conseguire tale fine, necessita di una serie di meccanismi e di processi collaterali di varia natura. La funzione principale dello sportello consiste nel porsi come interlocutore amministrativo unico nei confronti delle imprese, facendo confluire in un solo ufficio procedure che prima facevano capo a numerose amministrazioni sparse sul territorio. Occorre inoltre precisare che, anche se concepito come struttura unitaria, lo sportello unico è chiamato a svolgere due tipi di attività nettamente distinte fra di loro, tanto sul piano dei contenuti quanto sul piano delle risorse professionali e materiali necessarie.

La prima, è la gestione unificata delle procedure per tutte le concessioni e autorizzazioni sugli immobili produttivi, comprese quelle collegate alle operazioni edilizie; la seconda, è la gestione dell’assistenza alle imprese sulle normative applicabili per l’insediamento nel territorio e sugli strumenti agevolativi di carattere finanziario, contributivo, fiscale, e via dicendo. Lo sportello si configura come uno strumento fortemente innovativo sia nei rapporti fra pubblica amministrazione e cittadino, sia nei rapporti interni fra i diversi enti che compongono la pubblica amministrazione. Nello stesso tempo, si tratta di una struttura e di un'organizzazione complessa, la cui attivazione nel nostro territorio deve essere calibrata con molta attenzione e concordata in un processo di continuo confronto fra Amministrazione regionale, enti locali e associazioni di categoria.

Ad oggi lo sviluppo dei lavori è il seguente: il Centro Sviluppo, la società di cui si avvale Finaosta per l’espletamento dell’incarico, così come previsto dalla stessa delibera, ha avviato, in stretta collaborazione con le comunità montane e con gli uffici tecnici del commercio dei comuni, l’analisi delle procedure regionali attualmente in essere. L’analisi riguarda tutti i procedimenti amministrativi e di rilascio di pareri, concessioni, autorizzazioni e, sulla base delle normative regionali vigenti, si stanno predisponendo gli schemi dei procedimenti tipo da assumere come base per l’attività dello sportello, perché bisogna arrivare a procedure standardizzate. È stata recentemente consegnata - ed è all’esame dell’Assessorato - una prima bozza di provvedimento legislativo, che serve per definire le procedure fondamentali per quanto riguarda il funzionamento dello sportello stesso e, dopo aver superato un primo vaglio tecnico, tale bozza sarà sottoposta all’attenzione della Giunta e costituirà la base del confronto con gli enti locali e le associazioni di categoria.

La bozza tratta i seguenti temi: l’introduzione nell’ordinamento regionale dei principi e delle norme fondamentali che regolano l’attività dello sportello; la definizione dei nuovi procedimenti organizzativi; la definizione dell'organizzazione strutturale degli sportelli unici in Valle; la definizione dei criteri per l'individuazione degli impianti a struttura semplice; la definizione delle procedure da adottare nel caso in cui l’avvio di un'attività produttiva comporti la variazione degli strumenti urbanistici; la definizione delle procedure da adottare qualora all’interno del procedimento di autorizzazione sia necessaria la valutazione di impatto ambientale; la definizione delle procedure da adottare nei casi in cui si renda necessaria la convocazione della conferenza dei servizi.

Appare chiaro, anche dagli elementi che sono stati illustrati in questa nota, che con l’avvio dello sportello unico si apre un processo di trasformazione dei rapporti fra cittadino e pubblica amministrazione, che non si concluderà con l’attivazione degli sportelli, ma che richiederà una continua messa a punto sia delle norme regionali che regolano i procedimenti amministrativi, sia della struttura organizzativa che si sta delineando.

Altrettanto evidenti risultano quindi le motivazioni che, da un lato, non consentono di applicare una fotocopia del decreto legislativo n. 112, anche perché questo va adattato alla realtà regionale e, dall’altro, inducono l’Amministrazione regionale ad agire con cautela, al fine di non creare un "carrozzone", ma di perseguire oggettivamente l’obiettivo della semplificazione a costi ragionevoli.

È quindi un processo che deve andare nella direzione di una semplificazione efficace ed efficiente e, contemporaneamente, portare oltre ad una standardizzazione delle procedure per quanto riguarda tutti gli enti locali della Valle d’Aosta, anche ad un contenimento dei tempi, in modo tale che i tempi che deriveranno dall'attivazione dello sportello unico siano competitivi con i tempi che non solo in Valle, ma anche nelle realtà regionali e nazionali sono in vigore.

Per quanto riguarda le previsioni temporali - e vengo all’ultima domanda dell'interrogazione - è considerato normale che i gruppi consiliari vorranno disporre del tempo sufficiente per approfondire una materia così complessa; si può affermare che l’attivazione concreta dello sportello unico non può essere prevista prima della primavera dell’anno prossimo.

PrésidentLa parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI)Devo dire, Assessore, che la sua "risposta fiume" un po' ci preoccupa, perché la quantità di elementi che lei ha fornito ci dà la sensazione che questo sportello unico, se mai decollerà, corra il rischio di essere una struttura pesante, di essere una struttura che, alla fine, perda di vista l’obiettivo iniziale, ossia accelerare le procedure e semplificare le trafile che devono essere svolte presso i diversi enti.

Avremmo preferito che questo tipo di percorso fosse avvenuto per gradi, facendo partire quanto prima le procedure di routine, acquisendo nel tempo, a sistema rodato, le procedure più straordinarie come possono essere quelle di impatto urbanistico o di impatto ambientale.

Oggi, la stragrande maggioranza delle imprese, di coloro che svolgono attività produttive, si sviluppano essenzialmente su cinque fronti amministrativi: Ufficio del registro imprese, Albo artigiani o INPS, Ufficio delle entrate, INAIL, comune. Ovviamente il comune ha rilievo non solo per le autorizzazioni amministrative del commercio, ma anche per le vicende urbanistiche e, in certi casi, per le vicende ambientali. Riteniamo che voler inserire questi due importanti aspetti fin dalla prima applicazione ci faccia correre il rischio di far naufragare se non nel contenuto e nella funzionalità dello sportello, quanto meno nei tempi l'operatività dello sportello stesso.

Esprimiamo perciò qualche perplessità su questi quindici mesi che sono stati tratteggiati, anche perché sappiamo che, purtroppo, nell'amministrazione pubblica le previsioni difficilmente riescono ad essere accorciate e rispettate. Spesso le previsioni sono oggetto di proroghe, che spostano di là, nel tempo, la realizzazione degli obiettivi che ci si prefissa. Dobbiamo anche dire che questo meccanismo con cui la Giunta ha scelto di procedere, non è sicuramente un meccanismo che facilita e accelera l’iter dello sportello unico, perché abbiamo capito - l’Assessore è stato esplicito - che se c’è qualcuno che in questo momento sta lavorando, quello è il Centro Sviluppo.

Riteniamo che la funzione di intermediazione che Finaosta svolge sia priva di senso funzionale e serva solo ad appesantire quello che è un iter lungo e complesso. Ed evidenziamo come, anche in questo caso, Finaosta dimostri di essere l’ennesimo "assessorato" di questa maggioranza e forse l’assessorato più importante, più pesante in termini finanziari, in termini di potere politico, in termini di capacità di incidere sulle scelte della programmazione regionale. Non si spiega altrimenti quale sia la logica di affidare a Finaosta, che è "Amministrazione regionale" nella stragrande maggioranza del capitale e nella stragrande maggioranza dei rapporti fiduciari, un qualcosa che poi Finaosta affida al Centro Sviluppo, che è nuovamente "Amministrazione regionale".

Noi riteniamo che questo metodo di procedere non sia consono agli obiettivi che lei, Assessore, ha individuato, e direi anche che ci preoccupa questa esasperazione dei monitoraggi, questa esasperazione dello scomporre lo scenario in tante tesserine di un mosaico che poi potrebbe diventare difficile ricostruire!

Ci spaventa sentir parlare di "prototipo di sportello", perché su cose del genere è vero che bisogna adattare la realtà valdostana, ma è altrettanto vero che c’è relativamente poco da inventare! Poco da inventare, perché gran parte di quello che vogliamo realizzare è già stato realizzato in altri ambiti territoriali, e perché quello che vogliamo realizzare è né più né meno che il coordinamento di procedure e meccanismi esistenti.

In conclusione di questa mia breve replica, esprimo forti perplessità sul fatto che si possa conseguire, in tempi ragionevoli e soprattutto con utilità per gli utenti finali, questo tipo di innovazione che, peraltro, condividiamo nel principio.