Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2434 del 6 febbraio 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2434/XI Iniziative per la custodia dei siti archeologici e storici. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso:

- che una trentina di dipendenti regionali sono attualmente occupati in qualità di addetti ai servizi di vigilanza presso diversi siti storici e archeologici ubicati in Valle d’Aosta (museo regionale, teatro romano, chiesa di San Lorenzo, castello di Sarre, castello di Fénis, castello di Verrès, castello di Issogne, castel Savoia di Gressoney-Saint-Jean);

- che le loro mansioni sono indicate dall’articolo 4 della Legge regionale 31 ottobre 1989, n. 68;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l’Assessore delegato per conoscere:

1) quali sono i dati relativi agli ingressi nell’ultimo triennio 1999-2001 nei rispettivi siti di cui in premessa;

2) se ritiene che la distribuzione del personale, l’organizzazione dei turni e i livelli professionali riconosciuti siano congrui in rapporto agli stessi ingressi e alle funzioni svolte dagli addetti;

3) per quali ragioni i custodi dei castelli sono spesso tenuti ad accompagnare i turisti e a divulgare loro sommarie informazioni relativamente al sito visitato, benché:

a) tale compito non sia previsto nel mansionario;

b) esistano autonome figure professionali - le guide turistiche - preposte a tale funzione e per le quali la Regione organizza specifici corsi di preparazione e di selezione;

4) come più volte suggerito, se non intende adottare iniziative idonee a migliorare il coordinamento di tale importante servizio: in caso affermativo, quali sarebbero.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

PrésidentLa parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI)L’interpellanza pone l’accento su un problema che riguarda il servizio di gestione e di coordinamento della fruizione dei castelli e dei siti archeologici e culturali in genere della Valle d’Aosta. L’interpellanza parte da questa premessa, anche se qui non è stata iscritta, che è strettamente connessa all'offerta turistica valdostana, offerta turistica che come più volte è stato ribadito in quest’aula dagli autorevoli esponenti della Giunta regionale, deve essere diversificata e destagionalizzata.

Per quanto concerne la diversificazione penso che la stagione invernale che stiamo vivendo ci lasci intendere come non si possa vivere di sola neve, ma si debba individuare al più presto in altri fattori le "chances" che la nostra regione può e deve giocarsi nei confronti della clientela. Sappiamo anche, per quanto riguarda la destagionalizzazione, che l’offerta turistica non può essere concentrata in due periodi estremamente ristretti: quello invernale e quello estivo.

Chiusa questa premessa, si capisce bene quanto i castelli, le bellezze storiche, archeologiche e culturali della Valle d’Aosta possano essere uno dei fattori che rappresentano l’offerta valdostana. Nell’ambito del coordinamento di queste ricchezze che ci appartengono ci sono però delle contraddizioni e delle distonie che questa interpellanza vuole portare a conoscenza dell’aula e, soprattutto, chiede all’Assessore risposte concrete e compiute sul tema. Sappiamo che i castelli valdostani - mi soffermo principalmente su questi siti storici, che sono sì i più importanti, ma anche quelli su cui sono state sollecitate le maggiori attenzioni da parte del personale - hanno una ricettività di visitatori notevole nel corso dell’anno, gli ingressi sono parecchie migliaia; alcuni sono più visitati ed altri meno, comunque sono un elemento di forte attrazione per il turista.

Castelli che sono custoditi e vigilati da personale regionale, il quale è distribuito secondo criteri e secondo disposizioni diramate dal Dipartimento del personale e dell'organizzazione e dal Dipartimento dei servizi dei beni culturali; personale che dovrebbe svolgere precise mansioni, che sono indicate dall’articolo 4 della legge n. 68/1989. Queste mansioni, in sostanza, sono sintetizzabili in alcuni punti, cioè gli addetti ai servizi di vigilanza devono provvedere alla vigilanza diurna e notturna all’intero e all’esterno dei locali, del complesso edilizio e delle relative pertinenze; devono vigilare sugli impianti, assicurandosi della loro integrità, consistenza e dello stato di protezione; devono azionare e verificare gli impianti di sicurezza; devono custodire il libretto di servizio e i rapporti, curando le prescritte registrazioni; devono custodire le chiave dei locali degli impianti e delle relative pertinenze con obbligo di reperibilità e, in alcuni casi prescritti da leggi e regolamenti specifici, possono svolgere servizio anche con il porto d’armi.

In realtà risulta che le mansioni siano decisamente più estese, tant’è che il personale addetto al servizio di vigilanza esegue anche servizi di segreteria e di cassa, oltre far fronte a tutta la gente che - fortunatamente - frequenta i castelli. Essi lamentano una scarsa attenzione da parte dell’Amministrazione regionale, che rappresenta il loro datore di lavoro, perché la loro qualifica, da un punto di vista giuridico ed economico, è la più bassa: quarto livello. Si sentono insomma "l’ultima ruota del carro" di quella che è l'immensa macchina regionale e, giustamente, richiedono attenzione.

Ci risulta che i loro turni siano organizzati sulla base dei dipendenti iscritti a ruolo in maniera continuativa e massiccia, che si occupano anche di coprire il turno durante i periodi festivi, ma che non gli venga riconosciuto il trattamento straordinario che invece dovrebbe essergli riconosciuto per legge. Questa è una considerazione a margine, che ci sentiamo però di inserire perché nell'interpellanza si parla di distribuzione di personale, di organizzazione dei turni e di livelli professionali riconosciuti, che sono estremamente bassi nonostante l'estensione non codificata e non prevista di mansioni a loro carico.

C’è da dire - e questo problema lo abbiamo già sollevato come gruppo in altre due interrogazioni precedenti - che, talvolta, sono tenuti ad accompagnare i turisti e a divulgare loro sommarie informazioni, cioè a fare da "ciceroni" nell’ambito del castello, pur non avendo la professionalità specifica, perché questa professionalità - secondo quello che vuole la Regione e secondo quello che ha impostato la Regione - dovrebbe essere ascritta ad autonome figure professionali, che sono le guide turistiche.

Le guide turistiche sono delle figure preposte a tale funzione, che lavorano in proprio, e divulgano al visitatore di castelli e siti archeologici nozioni storiche e culturali che si riferiscono al sito visitato. Ecco perché torniamo, in maniera ampliata rispetto al passato, ad affrontare il problema della gestione dei castelli e del coordinamento del personale, del riconoscimento a questo personale delle effettive mansioni che gli vengono ascritte dalla legge e, naturalmente, della differenziazione dei ruoli fra queste figure, che sono dipendenti della Regione, e altre figure, come le guide turistiche, che sono figure autonome. L’interpellanza consta di quattro domande.

La prima è di carattere nozionistico, vorremmo sapere alcuni dati relativi alla frequentazione dei castelli, fra l’altro ci risulta che i prezzi di ingresso sono stati aumentati con l’ingresso dell’euro, per esempio a Fénis il prezzo era di 6.000 lire l’intero e ora è 5 euro, di 3.000 lire il ridotto e ora è di 3,5 euro. Una lievitazione di prezzo che, in termini percentuali, è di notevole impatto. Di questo ultimo punto non ho fatto cenno nell'interpellanza, ma penso che, nella risposta, l’Assessore avrà magari la cortesia di darci qualche giustificazione in merito.

PrésidentLa parole à l’Assesseur à l’éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV)Tout d’abord des données concernant les années 1999, 2000 et 2001. Pour ce qui est des entrées. Il y a eu une augmentation importante à Fénis, parce que les étages supérieurs à Fénis avant n’étaient pas visitables, maintenant ils le sont. L’intervention qu’on a réalisée n’est pas définitive, mais elle permet actuellement l’accès aux étages supérieurs, ce qu’il n’était pas possible jusqu’il y a une année et demie environ. Voilà la raison de cette augmentation si importante à Fénis.

Pour ce qui est des visites, Château de Fénis, année 1999: 96.038 visiteurs; Château d’Issogne: 60.220; Château de Verrès: 38.654; Castel Savoia, Gressoney: 32.673; Château de Sarre: 13.100. Année 2000: Château de Fénis: 103.890; Château d’Issogne: 55.604; Château de Verrès: 36.938; Castel Savoia, Gressoney: 23.940; Château de Sarre: 19.469. Année 2001: Château de Fénis: 93.725; Château d’Issogne: 47.355; Château de Verrès: 29.374; Castel Savoia, Gressoney: 23.381; Château de Sarre: 28.347.

Ces données se réfèrent aux billets vendus dans les châteaux ou aux personnes enregistrées à l’entrée, parce que vous savez qu’il y a des entrées gratuites prévues par loi de l’Etat et aussi par délibération du Gouvernement, pour les jeunes âgés jusqu’à 18 ans et pour les personnes âgées dépassant les 65 ans. Il nous manque les données d’entrée des sites archéologiques. Je n’ai pas la possibilité de vous les fournir, puisque l’entrée pour ces sites est libre et donc nous ne disposons pas, pour le moment, d’indicateurs précis. Il s’agit tout en particulier du Théâtre romain, du Prieuré de Saint-Ours, des fouilles de l’Eglise de Saint-Laurent, du cryptoportique, même si actuellement il est fermé pour des travaux de restauration, et du Musée archéologique régional.

Avant de répondre à la deuxième question, il est bien d’éclaircir que le personnel régional qui est présent à l’intérieur des sites de propriété régionale, doit exercer obligatoirement un service de surveillance au monument, auprès duquel il se trouve en service. Ce service de surveillance prévoit nécessairement l’accompagnement des visiteurs dans les sites, pour effectuer de proche cette surveillance, ce que le personnel effectue de façon satisfaisante, en s’occupant convenablement de l’accueil et de l’accompagnement du public. Evidemment le personnel fournit aussi des informations au public.

Pour ce qui est de la distribution du personnel et de l’organisation des horaires de travail il y a des problèmes et d’ailleurs l’Administration étudie, depuis quelque temps, la situation et les données d’entrée, afin de mieux définir les horaires et de pouvoir mieux disposer du personnel pour la gestion des sites, afin de faire correspondre les exigences touristiques et l’offre des services concernés, ainsi que les horaires de service dudit personnel.

Les premiers résultats de cette analyse ont déjà permis, quoique d’une façon partielle, d’adopter des premières solutions en modifiant les horaires et les journées de fermeture des châteaux: par exemple, une fermeture pendant les heures précédant ou suivant le déjeuner mais, évidemment, c’est un système qu’on essaie de mettre en place.

Pour ce qui est de la question au point 3?

(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)

? vous l’avez dit: ce sont les niveaux qui sont attribués sur la base du contrat de travail. Pour ce qui est des accompagnateurs à l’intérieur des sites historiques, comme les châteaux, il y a deux possibilités envisagées et choisies par l’Administration. La première concerne les guides touristiques attitrées et autorisées. Il est fait appel à ces guides au cours d’importants afflux touristiques, qui exigent des visites redoublées. C’est le cas des mois estivaux; ces périodes sont recensées et programmées, et représentent les dépenses les plus importantes de notre chapitre du budget, parce que nous mettons à côté de notre personnel régional aussi ces guides touristiques.

Au-delà de ce recours aux guides touristiques pendant certaines périodes, sur la base d’un accord entre la Région et les guides touristiques mêmes, il faut remarquer que les guides touristiques cependant ont aussi leur place au cours de toute l’année, dans le sens que toutes personnes intéressées peuvent disposer de guides spécialisées, en s’adressant directement aux associations qui bénéficient par ailleurs de visites différenciées d’une demi-heure. Les tour operator s’adressent déjà aux guides touristiques.

Nous sommes en train d’envisager une présence constante des guides touristiques auprès des châteaux, afin que le visiteur puisse choisir s’il veut se servir d’un guide spécialisée, ou d’être accompagné par le personnel en service de l’Administration régionale. La deuxième possibilité concerne les effectifs de l’Administration, embauchés par la Région; Région qui est propriétaire et gérante du site et, par là, susceptible d’exercer cette fonction rentrant dans ses obligations institutionnelles.

L’administration essaie d’augmenter au maximum l’accessibilité de tous sites ayant une valeur historique et artistique, cela aussi sur la base des observations que vous venez de faire, en permettant ainsi aux gens de visiter davantage ces sites, et donc l’Administration se soucie de garantir aussi la surveillance des sites, étant celui un devoir institutionnel qui revient à l’Administration même, qui ne peut pas être exercée par les guides touristiques. Il est aussi évident qu’au cours de ces visites le personnel illustre le parcours aux visiteurs et cette activité est tout à fait normale, revenant au fait que le personnel remplit les fonctions d’accompagnement et de surveillance à l’intérieur de ces sites.

Il faut dire qu’il s’est agi jusqu’à présent, et il s’agit encore dans cette phase, d’un choix stratégique de la part de l’Administration: quelqu’un l’appellerait de "management", mais on ne se pousse pas jusque là, et ce choix tient compte des coûts de gestion avant tout des sites et des bénéfices par rapport aux coûts totaux, y compris ceux du personnel, considéré pour ses fonctions de surveillance, parce qu’il faut tenir compte aussi qu’il y a des dispositions législatives en la matière qui établissent que l’entrée doit être gratuite pour les personnes de plus de 65 ans et pour les jeunes de moins de 18 ans.

Ce qui, en quelque sorte, dans les dernières années, a fait beaucoup chuter les revenus de l’entrée dans nos châteaux. Je veux aussi ajouter à cela la typologie de nos châteaux qui, à cause de leurs dimensions assez réduites et particulières, imposent l’accompagnement de la part des personnels spécialisés. Nous n’avons pas de grandes salles où une personne peut effectuer une surveillance à vue sur tout le monde qui circule dans le château. Toutes ces considérations ont déjà été prises en compte par l’Administration, et le système de la visite guidée n’a, pour le moment, pas pu être résolu autrement et la gestion directe a été jusqu’à présent la moins coûteuse pour l’Administration.

Cela compte tenu aussi du fait que le personnel régional a généralement toujours bien voulu remplir ses fonctions en pleine connaissance de cause, parce qu’il y a pas mal de personnel de l’Administration qui rend ce service et qui veut le rendre dans la façon où il est rendu, non pas seulement en accompagnant les visiteurs, mais aussi en leur offrant les informations dont il dispose. A ce propos il faut dire qu’on est en train de s’envisager d’autres systèmes de visite dans les sites historiques, et je vous en parlerai à la fin, en réponse de la quatrième question, mais à ce propos, pour ce qui est de la capacité de ces personnes de fournir des informations adéquates, on a intéressé à ce problème le Bureau du personnel, en demandant de qualifier ces personnes par le biais de cours de formation.

Le Département du personnel a été contacté pour envisager d’organiser ces cours annuels de formation et de qualification des gardiens. Le premier de ces cours devrait démarrer cette année, au printemps.

A propos de la dernière question, qui dit: "come più volte suggerito", je ne rappelle pas si des conseils nous avaient déjà été donnés, mais c’est bien, évidemment les temps changent et il faut tenir compte de leur évolution. Des mesures ont donc déjà été envisagées pour vérifier les nécessités réelles de la gestion des sites historiques et archéologiques et, même si nous sommes dans une phase expérimentale qui devrait nous aider à mieux cerner les besoins du public et à améliorer l’offre du service, des décisions dans ce domaine ont déjà été prises, par exemple en accord avec les associations des guides, en envisageant des nouvelles procédures de gestion qui peuvent être considérées comme décidément novatrices pour le territoire régional.

Je suis content de dire que cela nous l’avons fait encore avant que les dispositions de la loi de budget de l’Etat prévoie, par exemple, que la gestion de certains sites pourrait être privatisée. Des initiatives de soutien ont été mises en place par des concessions à gérer les visites de certains sites aux associations des guides touristiques attitrées pour la Vallée d’Aoste. Les premiers sites concernés et évalués pour la vérification du système ont été le Théâtre romain et la visite guidée par ascenseur de la Ville romaine; le site de la Consolata qui va être ouvert dans quelques jours, après avoir terminé les procédures que je viens de citer ce seront les guides touristiques qui géreront ces sites pour l’ouverture. Un autre site est celui de la Cathédrale, où la Curie, en collaboration avec l’Administration, a mis en place un service de visites guidées de l’église et de ses trésors, grâce à l’accord avec les guides, établi sur le modèle de l’accord régional.

Enfin, je veux citer le fait que les interventions importantes qui sont prévues sur nos différents châteaux - par exemple, réfection de toutes les implantations électriques et électroniques du Château de Fénis et du Château d’Issogne – permettront, dans le futur, d’équiper des visites guidées avec d’autres systèmes alternatifs, par exemple la visite électronique guidée, permettant ainsi d’utiliser le personnel que pour la surveillance. Tout cela dit, je conclue en revenant à la deuxième question: on me demande si j’estime que le niveau professionnel de ce personnel est respecté. Evidemment le niveau professionnel de ce personnel est attribué par contrat de travail, qui est actuellement géré avec délégation de la part de l’Administration par l’ARRS, et là je dois avouer que, en ce qui concerne les aspects liés aux personnels qui développent ces activités au sein de l’Administration, je n’ai pas personnellement eu des lamentations et donc je n’ai pas d’éléments pour estimer si ce type de travail soit plus ou moins bien reconnu. Si le personnel n’avance pas de propositions différentes, je ne peux que considérer que cette situation de rapport de travail soit satisfaisante.

PrésidentLa parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI)Ringrazio l’Assessore per la risposta articolata che mi ha dato, soprattutto per quanto riguarda la parte nozionistica, o meglio i dati relativi alle presenze nei castelli e nei vari siti che ha citato.

Per quanto riguarda i contenuti delle altre risposte, volevo fare alcune sottolineature. Con la prima riprendo subito quanto ha detto poc’anzi l’Assessore: "Ritengo congruo quello che è il livello professionale riconosciuto, perché non mi è giunta alcuna lamentela relativamente all’attività svolta dagli addetti ai servizi di vigilanza". Prendo atto di questo, tuttavia a me risulta che determinate rimostranze, rivendicazioni, sottolineature siano state fatte ai competenti organi sindacali i quali, a loro volta, ne hanno parlato o si sono confrontati con il Dipartimento dell'organizzazione del personale.

So che è un dipartimento che non dipende direttamente da lei, però so che, nella fattispecie, questi dipendenti regionali sono organizzati da un suo servizio che dipende dal suo Assessorato. Ciò che ho elencato in sede di presentazione dell'interpellanza, cioè le difficoltà che sussistono in merito all'organizzazione dei turni, le festività non retribuite, le mansioni eccedenti quelle strettamente stabilite dalla legge n. 68, sono fatti reali, sono fatti che mi auguro che anche l’Assessore abbia la cura di affrontare prossimamente, in sintonia con quella che è un'evoluzione del servizio che si intende offrire come Amministrazione regionale a coloro che vogliono fruire della visita dei castelli e delle bellezze archeologiche e storiche di cui la Valle d’Aosta è in possesso.

Per quanto riguarda l’aspetto della suddivisione dei compiti, è naturale che gli addetti ai servizi di vigilanza sono preposti alla vigilanza, alla sorveglianza dei siti ai quali sono destinati, nessuno vuole metterlo in dubbio, come d’altronde, se la Regione ha promosso la formazione di autonome figure professionali quali sono le guide turistiche, è bene che vengano riconosciuti, valorizzati e soprattutto difesi questi ruoli che sono stati inseriti.

È vero quello che diceva lei, Assessore, che sono state previste delle convenzioni fra la Regione e le guide, ma solo per determinati siti; sui castelli è ancora tutto da definire e lei, Assessore, lo sa! È stato fatto un passo in avanti, ma un "piccolo" passo in avanti, e l’interpellanza vuole sollecitare la sua attenzione per far sì che questo cammino proceda e non si fermi solo al primo passo! Tornando ai livelli professionali degli addetti alla vigilanza, che sono al quarto livello, come stabilisce la legge, vorrei far notare un parallelo: mentre gli assistenti alle mostre o gli stessi cantonieri hanno un quinto livello riconosciuto, gli addetti al servizio di vigilanza, che hanno mansioni che non voglio definire superiori ma almeno uguali per quanto riguarda la responsabilità, meriterebbero, a nostro avviso, una maggiore considerazione. Anche perché, per alcune mansioni, in casi specificamente indicati dalla legge è addirittura previsto il porto d’armi, e questa è una mansione particolarmente delicata.

Per quanto riguarda le prospettive, prendiamo atto della volontà espressa dall’Assessore, sperando che i tempi e le intenzioni manifestate in quest’aula - soprattutto le intenzioni, perché sui tempi sono stati presi meno impegni da parte dell’Assessore - siano mantenute e portate avanti correttamente. Chiedo all’Assessore se può darmi una copia dei dati che ha letto all’inizio della risposta.