Oggetto del Consiglio n. 189 del 12 maggio 1977 - Verbale
OGGETTO N. 189/77 - PROPOSTA DI INIZIATIVA DI LEGGE STATALE RIGUARDANTE "DISPOSIZIONI SPECIALI PER LA VALLE D'AOSTA IN MATERIA DI ELEZIONE DEI RAPPRESENTANTI ALL'ASSEMBLEA DELLE COMUNITÀ EUROPEE". (Inizio della discussione)
Il Vice Presidente CHABOD dichiara aperta la discussione sul seguente oggetto: "Proposta di legge statale, di iniziativa del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, a norma dell'articolo 121 della Costituzione, presentata il 25 marzo 1977 dai Consiglieri Chanu e Lustrissy, concernente: "Disposizioni speciali per la Valle d'Aosta in materia di elezione dei rappresentanti all'Assemblea delle Comunità Europee".
Il Consigliere LUSTRISSY illustra il contenuto del progetto di legge che vuol essere un mezzo per ribadire l'esigenza di una rappresentanza della Valle d'Aosta nel Parlamento Europeo.
Sostiene che il principio della rappresentanza godrebbe anche di garanzia costituzionale, in quanto il D.L.L. 7.9.1945 n. 545 erige la Valle d'Aosta in circoscrizione autonoma con diritto ad un rappresentante nell'Assemblea Costituente e la Costituzione stessa prevede che la Valle d'Aosta abbia diritto ad un deputato e ad un senatore.
Le Président de la Junte ANDRIONE souligne le fait qu'il serait souhaitable que la représentation au Parlement Européen ne se fasse pas selon des critères purement proportionnels, mais qu'il y ait une représentation plus organique et donc le Groupe de l'Union Valdôtaine votera à faveur du projet de loi.
Il déclare cependant qu'on ne doit pas se cacher qu'à ce projet s'opposent de nombreuses difficultés: il est très probable, entre autres, que le poids des partis et surtout l'exemple de la France qui adoptera certainement un système direct proportionnel d'élection, viennent jouer sur le Parlement italien.
Il indique que, pour toutes ces raisons, cette proposition de loi semble avoir plus la valeur d'une affirmation de principe qu'une valeur pratique immédiate.
Il affirme que le souhait de l'Union Valdôtaine serait celui d'avoir une élection au Parlement européen de la Région Savoie-Val d'Aoste, même si cela paraît de la "politique fiction" en ce moment, mais en tout cas l'Union Valdôtaine ne désire pas laisser exclusivement aux États nationaux et par conséquent au partis stato-nationaux la représentation des États membres de la Communauté Européenne.
En guise de conclusion, il se dit convaincu du fait que même les partis stato-nationaux pourront être favorables à ce projet de loi, parce que cela n'engage pas le comportement que ces mêmes partis tiendront à Rome.
Il Consigliere DOLCHI non concorda con l'affermazione del Presidente della Giunta secondo la quale i Partiti nazionali possono tranquillamente assumere una posizione a livello valdostano diversa da quella che poi assumeranno a livello nazionale.
Fa rilevare che, secondo il Gruppo consiliare comunista, questa discussione riveste un'importanza di rilevanza nazionale perché pub costituire un precedente per la discussione della legge che dovrà regolare l'elezione al Parlamento europeo degli 81 membri riservati all'Italia.
Sottolinea che questa è l'occasione per discutere il problema dell'Europa in relazione alle prossime elezioni a suffragio universale del Parlamento europeo.
Sostiene che a vent'anni dalla sua creazione, l'Europa del M.E.C. è stata soprattutto quella dei banchieri, delle multinazionali, del protezionismo per i più forti, della diplomazia al vertice e che dopo queste elezioni l'Europa dovrà fare una politica nuova, dovrà diventare autonoma rispetto ai centri nei quali si sta organizzando la grande politica internazionale.
Legge quindi un pezzo di un articolo apparso su "Rinascita", nel quale Amendola illustra quale dovrà essere la funzione dell'Europa.
Afferma che la proposta dei Democratici Popolari si inserisce in un contesto che supera le frontiere della Valle d'Aosta e ritiene che vi sia una differenza tra tale proposta e la posizione dell'Union Valdôtaine registratasi nel corso di un incontro tra i rappresentanti delle minoranze etniche tenutosi di recente ad Aosta.
Infatti, mentre la proposta di legge dei Democratici Popolari all'articolo 1 dice "alla Valle d'Aosta spetta un rappresentante all'Assemblea delle Comunità Europee tra quelli eletti a suffragio universale e diretto in Italia", e ciò in analogia alle norme costituzionali che garantiscono alla Valle d'Aosta un deputato ed un senatore, l'Union Valdôtaine considera che, nel caso si realizzi un sistema in cui le minoranze etniche abbiano un loro rappresentante, la proposta di candidature spetti a quei movimenti che hanno come base essenziale del loro programma la difesa della minoranza etnica.
Sostiene che il problema sollevato dai Democratici Popolari è un problema sul quale il Gruppo comunista è attento e sensibile, ma sul quale nutre delle perplessità e delle preoccupazioni.
Comunica che il Partito comunista intende chiedere, in sede di approvazione della legge nazionale che stabilirà il sistema elettorale italiano per l'elezione del Parlamento Europeo, il rispetto del principio della rappresentatività regionale e solo in questo modo la Valle d'Aosta potrà godere di un rappresentante.
Chiede, a nome del Gruppo comunista, che il Consiglio regionale, prima di pronunciarsi con un voto, approfondisca il problema e prenda contatti a livello nazionale.
Ritiene che non si debbano assumere posizioni precipitose e che sia indispensabile un'azione comune con i Partiti nazionali che non devono essere considerati dei nemici.
Conclude dicendo che il Gruppo comunista è disposto al dialogo, alla soluzione comune nel rispetto della coerenza, ma sottolinea che non è una posizione coerente votare in un modo a livello regionale, sapendo già che i propri rappresentanti al Parlamento voteranno diversamente.
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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore dodici e minuti quarantotto e rinviata alle ore sedici e minuti trenta.
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