Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2259 del 18 ottobre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2259/XI Mandato alla Giunta regionale per interventi presso gli organi competenti per l’applicazione delle leggi 257/92 e 271/93 in materia di diritti previdenziali dei lavoratori. (Reiezione di mozione)

Mozione A conoscenza che da parte di un gruppo di ex dipendenti della Società "Cogne - Acciai Speciali" è stata presentata la domanda per beneficiare dei diritti previdenziali previsti dalla legge n. 271/1993;

Constatato che, nonostante siano trascorsi dei mesi da quando i lavoratori hanno avanzato la domanda sopra richiamata, da parte dell’INAIL sono stati sospesi gli accertamenti e le verifiche di competenza;

Constatato, altresì, che non è stato rispettato il piano di interventi a partire dal 4 giugno u.s. sottoscritto fra i vertici aziendali e le Organizzazioni sindacali, in collaborazione con l’ARPA e l’USL;

Visto il ritardo con cui alla "Cogne - Acciai Speciali" viene data applicazione alle leggi 257/92 e 271/93;

Ritenuto necessario:

- che vengano colmati i ritardi che i lavoratori sono costretti a registrare rispetto a quelli che operano in altre aziende del settore esistenti nel Paese;

- che siano rispettate le leggi in vigore e riconosciuti i diritti previdenziali ai lavoratori sottoposti al rischio di amianto;

- che l’Azienda tenga il registro del censimento-amianto, obbligatorio per legge, dove devono essere registrate le fasi di smaltimento;

- che dalle schede personali di ogni lavoratore risulti lo stato lavorativo, da cui poter individuare i periodi di tempo a rischio di amianto;

- che i lavoratori siano sottoposti alle visite specialistiche previste;

- che venga elaborato un piano per l’eventuale rimozione dell’amianto e di bonifica delle situazioni a rischio;

il Consiglio della Valle d’Aosta

Impegna

la Giunta regionale di predisporre gli interventi necessari nei confronti dell’INAIL a livello nazionale e locale, affinché siano portati a termine gli accertamenti alla "Cogne - Acciai Speciali", nonché nei confronti dell’USL e dell’ARPA per quanto di competenza.

F.to: Beneforti - Curtaz

PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)Nel precedente Consiglio avevamo presentato un'ulteriore interpellanza sul problema del rischio di amianto alla nazionale Cogne. Purtroppo il tempo che il Regolamento concede ai presentatori non è sufficiente per sviluppare un confronto approfondito, per questo abbiamo ripresentato questa mozione. Lo abbiamo fatto sia per dare al Consiglio, nel suo insieme, la possibilità di partecipare al confronto, sia per vedere di rimuovere le cause che si frappongono al riconoscimento dei diritti dei lavoratori della Cogne Acciai Speciali e nello stesso tempo salvaguardare la salute e dare sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nella seduta precedente facemmo rilevare il ritardo che si è registrato nell'applicazione della legge n. 257/1992 e della legge n. 271/1993. Facemmo rilevare il mancato rispetto degli impegni da parte dell’INAIL, dell’ARPA e dell’USL, rispetto ai contenuti del piano sottoscritto anche fra la Cogne e le organizzazioni sindacali, che doveva avvenire entro 60 giorni. Infatti, niente di tutto questo è avvenuto, e oggi non siamo nelle condizioni di conoscere il censimento all’interno dello stabilimento che doveva essere effettuato entro il 30 giugno scorso.

Non siamo in grado di conoscere l’esito dei rilievi ambientali nelle aree dove è stato riscontrato il rischio di amianto, rilievi che, nonostante gli impegni a fine luglio, erano ancora in corso, ora siamo ad ottobre, e non siamo in grado di conoscere nemmeno il piano per la rimozione e la messa in sicurezza dell’amianto individuato, che doveva essere presentato anche questo entro il 31 luglio ultimo scorso. Non siamo in grado di conoscere il piano di bonifica riguardante la situazione a rischio. L’altro giorno, in un incontro avvenuto in commissione, il rappresentante della Cogne disse che il piano di bonifica era stato predisposto, ma noi non ne siamo a conoscenza. Soprattutto non siamo in grado di conoscere se i lavoratori della Cogne potranno beneficiare dei diritti previdenziali a seguito degli accertamenti effettuati dall’INAIL. Mi auguro che oggi il Consiglio regionale?, vedo che molti escono, non hanno voglia di sentire, non è interessante la morte da amianto che c’è?

(interruzione del Consigliere Cottino, fuori microfono)

? lo so, Cottino, tu sei sempre il solito. Potrebbe stare zitto e farebbe più bella figura, non lo vuole mica capire e ogni tanto interviene.

Oggi mi auguro che il Consiglio regionale voglia assumere una decisione in modo da rimuovere o almeno tentare di rimuovere l’immobilismo, il ritardo a cui siamo costretti ad assistere, e dimostrare - ed è quello che conta - la volontà politica di andare fino in fondo alla vicenda, cosa che fino ad oggi non è stata dimostrata né dagli enti preposti, né dalle istituzioni perché non è stata fatta quella pressione che era necessaria in simili situazioni. Non è ammissibile da parte di nessuno, e nemmeno da parte di questo consesso, accettare che si tenti di accreditare, come sta avvenendo, nell'opinione pubblica che non sussiste un pericolo per la salute dei lavoratori, in quanto il rischio sarebbe in percentuale inferiore a quello previsto dalle norme di legge. Come non sono accettabili tutta una serie di mancanze, di negligenze; non è accettabile il disinteresse che è stato dimostrato fino ad oggi, cosa che non è accaduta altrove in altre città e regioni ed imprese. Anche se fuori della Valle d’Aosta non tutto è stato risolto, sono sempre più avanti di noi.

C’è da domandarsi perché dal 1992, data in cui è stato imposto con legge il divieto dell’uso di amianto, ad oggi, non è mai stata verificata la situazione esistente. Perché in questi dieci anni non si sono mai messi in atto i dovuti accertamenti da parte dell’INAIL, dell’USL, dell’ARPA? Perché si è atteso che i lavoratori rivendicassero il rispetto dei loro diritti e che, in base alla legge n. 271/1993, presentassero la domanda all’INAIL per costringere l’Istituto Infortuni a muoversi, in quanto è l’INAIL competente a rilasciare i dovuti attestati del rischio esistente?

C’è da domandarsi, lo dicevo anche l’altra volta, perché non è stato seguito l’esempio di altre aziende del settore siderurgico dove è stato possibile raccogliere ed aggiornare i dati sufficienti per determinare l’entità del rischio. Ciò è avvenuto in tutte le altre aziende siderurgiche italiane, all’Ilva di Taranto, all’Italsider di Genova, alla Breda Ansaldo e in tante altre aziende di altri settori come i cantieri navali, costruzioni ferroviarie. Dove è stato fatto uso di amianto, si sono fatti i dovuti accertamenti, anche se ad oggi tutto non è stato risolto. C’è anche da chiedersi come mai a circa dieci anni dalla legge n. 257/1992 relativa alla eliminazione dell’uso di amianto perché cancerogeno, letale, nelle produzioni e nei prodotti, nonostante questo alla Cogne Acciai Speciali non esista un registro obbligatorio in cui deve essere registrato il censimento dell’amianto e lo smaltimento che viene effettuato.

Perché i lavoratori in questi dieci anni non sono mai stati sottoposti a visite mediche, ad accertamenti sanitari periodici, come sarebbe dovuto avvenire? Il rischio da amianto c’è e si commenta anche con le cifre. Infatti, nonostante tutte le resistenze aziendali che ci sono anche fuori dalla Valle, su 118 mila domande presentate all’INPS sull’intero territorio a 46 mila lavoratori è già stata riconosciuta la sussistenza al rischio e la maggior parte sono delle aziende siderurgiche dove si faceva uso dell’amianto prima del 1992. È possibile credere che solo la Cogne sia immune da tale rischio? Io non ci credo. Facciamo le verifiche e gli accertamenti come la legge prescrive, usciamo dai dubbi, senza cercare appigli o resistenze per coprire ritardi e negligenze.

Si deve tenere conto degli effetti che ha l’amianto sull’uomo, che sono l’asbestosi, che provoca una perdita irreversibile della capacità respiratoria, il cancro polmonare, il mesotelioma pleurico che è un tumore maligno della membrana di rivestimento del torace e dell’addome. Nel nostro Paese ogni anno muoiono migliaia di persone colpite da queste malattie, per cui siamo direttamente chiamati in causa tutti in base alle responsabilità che ognuno ricopre. Sono le aziende come la Cogne, che non si sono posti il problema nei tempi e nei modi opportuni, la Giunta, la Regione che non hanno messo in atto la sorveglianza necessaria, gli organismi di vigilanza come l’USL, l’ARPA, l’INAIL, che non hanno esercitato le loro funzioni ispettive pur conoscendo che il problema esisteva. Anche le stesse organizzazioni sindacali hanno trascurato il ruolo di tutela della salute dei lavoratori.

Qualcuno si è giustificato, e questo mi sembra abbastanza grave, affermando che c’era e c’è l’esigenza primaria di salvaguardare l’occupazione, cioè prima viene il posto di lavoro e poi viene la tutela della salute; questo per arrivare a dire: "Non occorre disturbare il lavoratore". Qualcuno lo ha detto perché a qualcuno dell’INAIL è stato detto: "Si ricordi che alla Cogne ci sono mille lavoratori". Io dico il peccato e non il peccatore.

Pertanto, vista la grave situazione che ci sta di fronte, se è vero che al centro del nostro e del vostro modo di amministrare c’è la persona - e io non lo metto in dubbio - dobbiamo tutelarla nella qualità del lavoro, nella sicurezza, nella difesa della salute e della vita. Non è permesso a nessuno di restare in silenzio, perché se si resta in silenzio, siamo corresponsabili di quello che accade. Dobbiamo essere esigenti ed intransigenti, dobbiamo pretendere facendo intervenire gli enti preposti all’eliminazione, se sussiste, del rischio di amianto. Ricordiamoci sempre che la salute pubblica è un impegno di tutte le istituzioni, quindi anche di questo Consiglio regionale.

Come ho già detto nel passato Consiglio e ho ripetuto oggi, in altre regioni, comuni e province il problema del rischio di amianto è stato affrontato con forza e decisione; da più parti questa azione è stata sostenuta dalla lotta dei lavoratori e dall’azione dei sindacati, da enti e istituzioni. Ci sono state manifestazioni e scioperi di protesta, nonché incontri a più riprese al Ministero del lavoro. La gente è scesa in piazza, la stampa, gli organi di informazione ne hanno dato ampia notizia. Non c’è stata omertà come è accaduto qui, perché da noi la stampa ne ha parlato molto poco.

Io dico: è giusto informare l’opinione pubblica dei fatti che avvengono, pubblicare le foto dell’Hôtel Billia, ma credo che non sia giusto trascurare fatti importanti come quello del rischio da amianto che rappresenta un problema sociale molto serio. In Valle, nonostante la serietà del problema, la "vicenda amianto" è stata richiamata in occasione di alcune assemblee sindacali e, guarda caso, in correlazione all’episodio di corruzione che sembra sia stato compiuto da un ispettore dell’INAIL, oggi messo sotto inchiesta dalla Magistratura a seguito di una denuncia da parte della Cogne.

Se non accadeva questo fatto increscioso, la comunità valdostana forse non veniva informata di quanto sta accadendo alla Cogne, nonostante che l’amianto sia un veleno micidiale per la salute umana, anche se l’ispettore incriminato prima di essere ricusato e denunciato dalla società aveva rilevato l’esistenza del rischio da amianto. Comunque sarà la Magistratura a fare chiarezza sull’episodio e se c’è stato tentativo di corruzione o concussione.

Ciò che non possiamo però passare sotto silenzio è il fatto che da parte dell’INAIL non si sia proceduto immediatamente alla sostituzione dell’ispettore allontanato; per oltre due mesi c’è stato il vuoto, il più assoluto silenzio ed immobilismo. Dall’INAIL siamo venuti a conoscenza che, dopo quanto accaduto al collega, sembra che nessun altro ispettore avrebbe accettato di completare gli accertamenti e le verifiche già iniziate. Ora si dice che sia stato nominato il sostituto; noi ce lo auguriamo, come se lo augurano i lavoratori interessati e le organizzazioni sindacali.

Ci auguriamo che l’INAIL compia il proprio dovere, come devono compierlo l’USL e l’ARPA, per quanto di loro competenza. Ed è per questo che abbiamo presentato questa mozione, oltre che per gli scopi che ho enunciato all’inizio e cioè per dare alla Giunta e all’Assessore competente, con il sostegno del Consiglio regionale, un mandato e l’impegno di predisporre gli interventi necessari nei confronti dell’INAIL, a livello nazionale e a livello locale, affinché siano portati a termine alla Cogne gli accertamenti in corso nel più breve tempo possibile, e per predisporre in tempo utile gli interventi nei confronti dell’USL e dell’ARPA, che per dieci anni non si sono accorte che alla Cogne, almeno fino al 1992, era avvenuto l’uso dell’amianto.

Più di una volta mi sono chiesto come sia stato possibile che dal 1992 ad oggi questi accertamenti non siano stati effettuati, visto che la legge era stata proposta ed approvata per evitare l’uso di amianto che avveniva da tempi remoti, visto che il divieto era avvenuto a seguito degli effetti deleteri che aveva l’amianto sull’uomo. Mi sono chiesto come mai nessuno degli enti preposti abbia sentito il dovere di andare alla Cogne, come all'Ilssa Viola, per rendersi conto se, in base alla legge, c’era il rischio da amianto nelle aziende siderurgiche esistenti in Valle.

Non voglio pensare che gli interessi dei datori di lavoro siano stati anteposti a quelli della difesa della salute, della vita e della sicurezza dei lavoratori che prestavano e prestano la loro opera all’interno delle imprese, non più all'Ilssa Viola.

E oggi alla Ilssa Viola è difficile rintracciare coloro che hanno lavorato nei reparti dove sussisteva il rischio di amianto, perché l’azienda ha cessato l'attività e non è più disponibile un archivio, però può darsi che il danno molti lavoratori dell’Ilssa Viola lo abbiano subito e non abbiano potuto godere dei benefici previsti dalla legge.

Del resto l’Assessore nella precedente seduta riconobbe che il patto sottoscritto dalla Cogne con le organizzazioni sindacali era stato realizzato solo in parte. Disse che l’ARPA stava portando avanti i necessari accertamenti, che la Cogne avrebbe presentato il piano di bonifica, che il giorno precedente al Consiglio regionale in cui si discuteva la nostra interpellanza c’era stato un incontro fra l'azienda e le organizzazioni sindacali, che entro il 31 dicembre fra le parti si raggiungerà un nuovo accordo e che la bonifica finale sarebbe avvenuta entro il 2002. Concludeva l’Assessore dicendo che i dati di cui era venuto a conoscenza erano tranquillizzanti e non c’era da drammatizzare.

Noi ne prendemmo atto, anche se le nostre informazioni, provenienti dall’interno dell’azienda e dall’INAIL erano e sono molto diverse, come diverso è il comportamento della Cogne da quello che appare. Per questo dobbiamo rivendicare che l’INAIL svolga il ruolo che le è stato affidato dal Ministero del lavoro, che è quello dell’accertamento del rischio di esposizione ad amianto per i lavoratori che ne hanno fatto richiesta, che l’USL e l’ARPA si rendano consapevoli di qual è la dimensione del problema, che evidenzino le responsabilità della situazione venutasi a creare alla Cogne.

Con ciò, ripeto, non vogliamo drammatizzare né criminalizzare o processare qualcuno, vogliamo solo la verità, la vogliamo e la dobbiamo pretendere tutti assieme. Dobbiamo pretendere tutti assieme che sia colmato il grave ritardo che registriamo dal 1992 ad oggi.

Cari colleghi, vista la pericolosità dell’amianto, accertato che secondo i dati INAIL la mortalità per tumori professionali di origine lavorativa è aumentata nell’ultimo decennio, è necessario muoversi come la situazione richiede, così come avviene fuori dalla Valle d’Aosta.

Pertanto mi auguro che questa mozione venga approvata e che venga imposto all’INAIL di recuperare il tempo perduto, di portare a termine l’indagine iniziata il maggio scorso, dalla quale è scaturita con certezza la presenza dell’amianto all’interno della Cogne.

Siamo convinti che con l’approvazione di questa mozione la Regione, che il 22 ottobre parteciperà con i suoi rappresentanti al convegno nazionale che si terrà a Roma presso l’INAIL?

(interventi dai banchi della maggioranza, fuori microfono)

? non sono il Presidente della Regione e non sono neanche addetto all’Ufficio protocollo della Regione per conoscere gli inviti che arrivano alla Giunta. Ho letto da tutte le parti che il 22 ottobre alla sede dell’INAIL, in piazza Giulio Pastore a Roma, all’EUR, c’è un convegno indetto in occasione della "Settimana europea della sicurezza nei posti di lavoro", al quale sono stati invitati i Ministeri del lavoro, della sanità e della funzione pubblica, le parti sociali e anche le regioni che, in quanto parte in causa, devono poter esprimere il loro punto di vista, come avviene.

A Roma, come dicevo prima, vi sono stati incontri per il riconoscimento del rischio silicotigeno, ci sono stati incontri al Ministero dove hanno partecipato comuni, province e regioni, le aziende siderurgiche e le organizzazioni sindacali, e su 118 mila domande che sono state presentate per il riconoscimento del rischio, 46 mila lavoratori hanno percepito i benefici previsti dalla legge. Per cui le regioni sono sempre state presenti nella discussione e nel confronto su questo problema.

Dicevo che il 22, se approviamo questa mozione e diamo un mandato, possiamo partecipare a quella riunione e indicare anche nei confronti dell’INAIL il modo diverso con cui questo ente deve adempiere ai suoi doveri. Il convegno è indetto nell’ambito delle iniziative per la "Settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro" e avrà come tema: "Il lavoro nel terzo millennio, quali strumenti per la prevenzione degli infortuni?"

Concludo e mi auguro che si apra un confronto anche qui sul problema sollevato. Comunque sappiate che lo abbiamo portato in questa sede perché ci è stato richiesto da chi opera all’interno della Cogne e anche da alcune organizzazioni sindacali, che i lavoratori e le organizzazioni sindacali da sole non sono nelle condizioni di portare a termine la vertenza che è stata aperta.

Ritengo che l’opposizione debba fare il proprio ruolo, ma ritengo che anche la maggioranza debba fare il suo e mi auguro che su un problema così grave lo voglia esercitare.

Si dà atto che dalle ore 11,00 presiede il Vicepresidente Viérin Marco.

PresidenteÈ aperta la discussione generale. Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all’Assessore all’industria, artigianato ed energia, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE)Vorrei fare anch'io una premessa di carattere generale. L’attuale maggioranza e l’attuale Giunta sicuramente hanno a cuore le condizioni di salute nei luoghi di lavoro, i diritti irrinunciabili della persona nei luoghi di lavoro e direi che questa volontà politica noi l’abbiamo concretizzata anche in specifici disegni di legge. Non più tardi di ieri è stato presentato in questo Consiglio un disegno di legge relativo ad interventi a sostegno delle imprese per iniziative in favore della qualità dell’ambiente e della sicurezza.

Proprio in merito alla sicurezza il disegno di legge che è stato presentato in quest’aula è il primo a livello regionale, cioè siamo la prima Regione a livello nazionale ad aver presentato delle norme relative alla sicurezza, quindi alla prevenzione degli infortuni, delle malattie e dei rischi sul lavoro. Questo disegno di legge è stato votato da tutto il Consiglio, non ho capito come mai il gruppo dell’Ulivo non lo abbia votato proprio sulla base delle considerazioni che oggi ha svolto il Consigliere Beneforti e che la sua astensione non sia neanche stata motivata. Questo mi ha profondamente sorpreso e ci tenevo a dirlo.

Detto questo, vengo alla mozione. Come ricordava Beneforti, la questione è stata affrontata più volte in questo Consiglio, mi scuso se ripeterò alcune cose, ma credo che vadano puntualizzate. Nel passato Consiglio ho precisato che, rispetto alla vicenda amianto, il piano sottoscritto e gli interventi sottoscritti a partire dal 4 giugno e finalizzati alla rimozione e messa in sicurezza nello stabilimento Cogne per quanto riguarda l’amianto, stavano procedendo secondo quanto concordato fra USL, ARPA, azienda, organizzazioni dei lavoratori e responsabili della sicurezza sul lavoro, tanto che nel giorno precedente il Consiglio ultimo si era giunti all'approvazione di un piano per il risanamento dell’area, come ricordava anche il Consigliere Beneforti.

Farò una breve ricapitolazione di quanto è successo da allora per dimostrare come su questo terreno si stia concretamente operando. Su segnalazione avvenuta a maggio è stato effettuato dall’USL un sopralluogo alla Cogne per verificare i problemi legati al rischio da amianto all’interno dello stabilimento. Il sopralluogo è stato fatto in presenza dei rappresentanti dei lavoratori della sicurezza, del Responsabile del servizio di prevenzione della Cogne e di un consulente tecnico dell’INAIL.

Dal sopralluogo veniva rilevata la presenza di amianto sotto varie forme, in alcuni reparti della Cogne fra cui l’acciaieria, la centrale termica e l’impianto ad ossigeno. Una volta accertata la presenza di amianto e valutata la pericolosità di alcune zone ove vi era dell’amianto friabile in cattivo stato - questo è successo nell’impianto ad ossigeno - veniva realizzata il 26 maggio la messa in sicurezza delle zone a rischio, quindi la messa in sicurezza c’è stata. Successivamente veniva effettuato un incontro alla presenza delle rappresentanze sindacali dello stabilimento in modo da illustrare la situazione rilevata e contestualmente veniva emesso da parte dell’USL un verbale di prescrizione alla Cogne con cui si imponeva alla Cogne:

- il censimento di tutti gli impianti, le aree, le attrezzature in cui vi era presenza di amianto (questo doveva essere fatto entro il 30 giugno);

- l’informazione e la formazione dei lavoratori e la definizione delle procedure di sicurezza in presenza di esposizione a polvere di amianto (30 giugno 2001);

- i rilievi ambientali per valutare il rischio di amianto, tempo di ottemperanza: il 15 luglio;

- la presentazione, infine, del piano di bonifica dell’amianto entro il 31 luglio.

Questi gli impegni. Cosa è successo da allora? Rispetto a quanto è stato definito, le tempistiche sono state sostanzialmente realizzate i quanto il censimento dell’amianto, non solo lo ha detto l’Amministratore delegato della Cogne ma lo ha certificato l’USL, è stato affidato ad una ditta specializzata del settore che ha provveduto a censire, con l’aiuto dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori e della sicurezza, la presenza di amianto in tutto lo stabilimento. In questa fase di censimento dell’amianto l’USL è intervenuta con alcuni sopralluoghi mirati.

Per la valutazione dell'esposizione dei lavoratori alla polvere di amianto, la Cogne ha effettuato, sempre tramite ditta specializzata, delle indagini ambientali in tutti i reparti dove è stata verificata la presenza di amianto.

Terminata questa fase, in cui le indagini sono state fatte dall’azienda, l’USL ha chiesto alla Cogne di avvalersi per le zone più a rischio di un'indagine suppletiva dell’ARPA per una conferma dei dati di esposizione ricavati dalla ditta privata e per un esame più approfondito, ottenuto anche con la tecnica della microscopia elettronica, come ricordavo nel passato Consiglio.

Se vi ricordate, nel passato Consiglio ho detto che si aspettava l’esito di un ultimo campione perché, a fronte di una situazione in cui il valore soglia è di 100 fibre/litro - mediamente alla Cogne erano state individuate 5 fibre/litro, quindi eravamo ampiamente al di sotto dei limiti di soglia e da qui venivano fuori le dichiarazioni tranquillizzanti -, si era trovato un campione che superava la media delle 5 fibre/litro ed era intorno alle 14-15 fibre/litro.

Tale campione è stato inviato all’ARPA, ma per problemi dovuti ad un guasto del microscopio elettronico dell’ARPA i dati, che avrebbero dovuto essere forniti in questi giorni, al momento non sono ancora disponibili però, ripeto, riguardano un unico campione su un insieme che dà risultati confortanti.

Per quanto riguarda la formazione e l’informazione dei lavoratori, la Cogne ha dato ai lavoratori esposti al pericolo amianto un'informazione generale sui rischi dovuti ad esposizione di amianto e una formazione specifica con relativa idoneità sanitaria ai lavoratori facenti parte delle squadre di manutenzione che intervengono in presenza di amianto. Da questo punto di vista la Cogne ha presentato all’USL, che l'ha approvata, una procedura di intervento per situazioni di emergenza.

Per quanto riguarda il piano di bonifica, la proposta presentata dalla Cogne non è stata all’inizio considerata pienamente soddisfacente, pertanto l’USL ha richiesto un'integrazione di quanto presentato esigendo un maggior dettaglio e imponendo per specifici interventi tempi molto più stretti.

Prima di accettare definitivamente il piano della Cogne, è stato effettuato un incontro con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza per raccogliere eventuali considerazioni sull’attuazione del piano di bonifica. A seguito di questo incontro, che citava anche il Consigliere Beneforti, avvenuto il 3 ottobre, il piano è stato definitivamente approvato.

Questo piano, che non dovrà essere soggetto a successivi accordi, prevede una scansione temporale che è quella di una conclusione degli interventi più urgenti entro il 31 dicembre 2001, interventi a medio termine entro il 31 marzo 2002 e il 31 agosto 2002, e gli interventi finali entro il 31 dicembre 2002.

Quindi il piano si deve concludere entro l’anno prossimo. Il piano è definito e sta andando avanti. Per quanto riguarda gli adempimenti dell'azienda, questa ha ottemperato a quanto doveva fare; è vero che si è verificato il ritardo dovuto a fattori esterni citati, mi riferisco alla vicenda giudiziaria che ha interessato il funzionario dell’INAIL, che sicuramente hanno rallentato quanto si stava portando avanti.

Devo dire che, per quanto riguarda l’USL e l’ARPA, gli impegni che dovevano affrontare sono stati affrontati fino in fondo, quindi non capisco quali sollecitazioni la Giunta possa fare nei confronti di questi enti nel momento in cui hanno fatto fronte ai loro impegni.

Per quanto riguarda l’INAIL, vi è stato un ritardo nell’operato di questo ente, che tuttavia ci ha formalmente comunicato che sono stati ripresi gli accertamenti tecnici presso lo stabilimento di Aosta il 10 ottobre. L’INAIL ha garantito che assicurerà agli stessi la massima urgenza e la necessaria scrupolosità a garanzia di tutte le parti interessate.

Si ipotizza che nell’arco di 2-3 settimane al massimo sarà possibile redigere un piano per la ricostruzione delle situazioni a rischio e dei livelli di esposizione dei lavoratori, al fine dell’esame e dell’istruttoria delle richieste presentate dai lavoratori. Si tratta di ricostruire quali erano le condizioni soprattutto nel passato perché, come ricorda anche la mozione, si fa riferimento ad un gruppo di ex dipendenti della società, quindi si tratta, anche tramite testimonianze oltre che raccolta di dati, di ricostruire queste condizioni. C’è la massima disponibilità dell’INAIL ad andare in questa direzione, ma anche della Cogne di fornire tutti i dati in suo possesso per ricostruire questa situazione.

Per concludere credo che non ci siano oggi i presupposti che sono alla base della presentazione della mozione, nel senso che il piano di risanamento è stato elaborato, non è vero che gli interventi definiti a giugno non siano andati avanti e quindi non siano stati rispettati gli impegni assunti; USL e ARPA hanno agito con tempestività e hanno fatto fronte ai loro compiti. Come ricordavo precedentemente, non posso capire quale tipo di intervento possa fare la Giunta nei confronti di questi enti quando hanno svolto i compiti di loro competenza.

Per quanto riguarda l’INAIL, ci sono stati dei ritardi, i motivi sono noti. Noi seguiamo con grande attenzione questa questione però, non essendoci i presupposti che sono alla base della mozione, chiedo al Consigliere Beneforti di ritirarla, altrimenti ci asterremo, anche perché credo che non sia necessaria una mozione del Consiglio regionale per partecipare ad un convegno sulla salute e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, cosa a cui siamo estremamente interessati. È chiaro che per partecipare ad un convegno è sufficiente un invito, non credo che sia necessaria una mozione, qualora questo invito pervenga alla Regione, saremo disposti a partecipare, ma senza l’invito in genere non è nostra abitudine partecipare dove non si è invitati.

PresidenteLa parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)Comunico subito che ritiriamo la mozione perché per l’ennesima volta più o meno ci sono state riferite le stesse cose. Si sostiene: "Non ci sentiamo in dovere di richiamare l’ARPA e l’USL perché hanno compiuto il loro dovere". È vero che lo stanno magari compiendo adesso, dopo che sono state presentate le domande da parte dei lavoratori all’INAIL per il riconoscimento del loro beneficio e che sono arrivate le interpellanze e le interrogazioni all’USL, in quanto gliele avete inviate perché mandassero la risposta da comunicare in questa sede, ma i ritardi si determinano ora e si sono determinati per dieci anni. È vero che è meglio tardi che mai, ma è altrettanto vero che hanno fatto trascorrere tanto di quel tempo che oggi è difficile reperire gli stessi lavoratori che hanno subito il danno da rischio di amianto. L’INAIL è vero che adesso fornisce assicurazioni.

Per due mesi abbiamo detto tutti quanti di sostituire quel funzionario se non andava bene, invece si è aspettato due mesi. Oggi riprende la carica l’INAIL e va avanti, però c’è una realtà; intanto ritengo che noi, come Consiglio regionale, dobbiamo seguire la vicenda, come la dovete seguire in modo diverso anche voi della Giunta e in modo ancora diverso gli Assessori che devono, in rappresentanza delle istituzioni, portare avanti la vicenda nei confronti di coloro che devono darsi da fare.

Assessore, lei ha giustificato e giustifica; mi auguro che tutto si realizzi, ma per la bonifica si va al 31 dicembre 2002. Voi non votate la mozione, ma tutti gli impegni presi fino ad oggi sono stati disattesi e rinviati nel tempo perché tutto doveva essere fatto entro il 31 luglio, mentre non tutto è stato fatto per quella data. Si rimanda addirittura al 2002, ecco la necessità di incalzare sia l’INAIL che gli istituti affinché adempiano ai compiti che loro vengono demandati. So le difficoltà che possono incontrare gli istituti come l’INAIL, perché è chiaro che anche l’azienda pone i suoi problemi e magari cerca di intralciare, come è avvenuto in tante altre aziende siderurgiche, il riconoscimento dei rischi, perché poi ne deve pagare le conseguenze nei premi che deve versare agli istituti assicurativi, ma in questo caso si tratta di far rispettare gli impegni. Credo che se ci fosse una mozione del Consiglio regionale che perviene all’INAIL, questa si sentirebbe maggiormente obbligata a rispettare i suoi impegni e ad esercitare i compiti che gli sono demandati dalla legge.

Mi ricordo che in questa sede si è discusso del problema della silicosi e si è adottato, come Consiglio, un ordine del giorno all'unanimità, poi inviato a tutti i gruppi parlamentari. Quando abbiamo partecipato agli incontri, abbiamo sempre trovato questo ordine del giorno sul tavolo e abbiamo parlato a nome del Consiglio regionale. E in ultimo è stato emanato il relativo decreto. Lo vogliamo dire anche che il problema va affrontato e risolto in quanto, quando è in gioco la sicurezza sui luoghi di lavoro, è di pertinenza di tutta la comunità?

Vogliamo fare una cosa ben fatta? Cerchiamo di rivedere anche quella legge e facciamo un provvedimento più completo.

O si crede nella sicurezza sul lavoro o non ci si crede, non si lasciano le cose a metà, perché le aziende chiedono alla Regione contributi per poter garantire la sicurezza nelle aziende, mentre anche loro hanno le loro responsabilità, anche loro hanno i loro obblighi, anche loro hanno i loro doveri sociali da compiere. E io non ho presentato la mozione per farvi invitare al convegno dell’INAIL a Roma, io ho detto che a quel convegno ci andavate con più forza con un mandato del Consiglio. Io pensavo che aveste ricevuto l’invito perché avevo letto che erano presenti le regioni, non per farvi invitare, non ci pensavo neanche lontanamente. Io davo per pacifico il fatto che vi avessero invitati e ho pensato che, se i rappresentanti della Regione che partecipano a quel convegno sulla sicurezza del lavoro, possono affrontare con l’INAIL i problemi portando quella che è la reale situazione della Valle d’Aosta, possono avere maggior peso in quella sede perché hanno il mandato di un Consiglio regionale.

Non ho sentito parlare del libro dove vengono inseriti i lavoratori che sono sottoposti a visite specialistiche, almeno nelle zone a rischio individuate; le schede personali si vedrà se verranno elaborate. Non ho sentito dire che è stato messo in campo il registro del censimento amianto, perché se si fa la bonifica, si deve sapere dove deve essere fatta, quindi il libro del censimento ci deve essere, dove si registrano le situazioni a rischio e dove si scaricano quelle bonificate, oppure no? Lo tiene da oggi l’azienda, glielo ha imposto l’USL, glielo dice l’ARPA, glielo dicono gli enti preposti che bisogna tenere quel libro del censimento dove ci deve essere carico e scarico, oppure no?

Per cui ritengo che, mancando tutte queste cose, non si può essere tranquilli e non mi sento affatto tranquillizzato, come non sono tranquille le organizzazioni che si incontrano con l’azienda sotto la minaccia del ricorso alla cassa integrazione.

In questo momento occorre dare il massimo sostegno alle organizzazioni sindacali e alle maestranze nelle loro iniziative a difesa della sicurezza e della salubrità del posto di lavoro, per cui ritengo necessario votare la mozione onde permettere a tutte le forze politiche di assumersi le loro responsabilità.

PresidenteLa parola all’Assessore all’industria, artigianato ed energia, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE)Vorrei fare una brevissima dichiarazione di voto. Rispetto alla mozione il voto da parte della maggioranza sarà di astensione.

Credo che non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire: non si possono confondere i tempi di predisposizione di un piano con i tempi della sua realizzazione. Che il problema dell’amianto vada affrontato siamo tutti d’accordo. Però siamo altrettanto convinti che non si fa un servizio ai lavoratori e alle organizzazioni dei lavoratori a creare della confusione. Noi non vogliamo creare confusione e un ordine del giorno pieno di imprecisioni e inesattezza assolutamente non aiuterebbe perché ci faremmo anche una brutta figura come Consiglio regionale.

PresidenteLa parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)Non mi permetterei mai, Assessore, di proporre una cosa che faccia fare una triste figura al Consiglio regionale. La triste figura la facciamo non facendo sentire ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali il nostro appoggio.

Oggi loro hanno una certa debolezza e hanno bisogno anche di noi e noi dobbiamo dare tutto quel contributo che deve essere dato. È questo quello che si chiede, non si chiede altro.

Le inesattezze dove stanno? Dove c’è scritto: "ritenuto necessario", non sono forse necessarie le cose che sono state evidenziate qui? Sono quelle che fanno parte della vertenza che viene rivendicata. E si fa triste figura a sostenere le cose che sono scritte qua? Chiedere il libro del censimento è fare triste figura? Ma come non c’è? Nelle altre risposte, Assessore, lei mi aveva detto che questo non c’era ancora, che non lo avevano fatto, che non lo avevano previsto, che non lo avevano predisposto, come non avevano predisposto le cartelle personali dei lavoratori; me le ha dette lei queste cose, io ho gli appunti, ma voglio concludere perché non voglio fare polemiche sull’argomento.

Io dico che non è nostra intenzione far fare triste figura al Consiglio. Il Consiglio fa una triste figura se segue l’esempio della Giunta, che dice di astenersi su questa mozione che ha solo lo scopo di incalzare l’INAIL e gli enti preposti a fare presto e a fare giustizia su un problema che da dieci anni aspetta di essere risolto.

PresidentePongo in votazione la mozione:

Consiglieri presenti: 24

Votanti e favorevoli: 2

Astenuti: 22 (Agnesod, Bionaz, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lattanzi, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Praduroux, Rini, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Il Consiglio non approva.