Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2222 del 3 ottobre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2222/XI Iniziative per il lancio della stagione turistica autunnale. (Interpellanza)

Interpellanza Considerate le dichiarazioni pubbliche dell’Assessore regionale al Turismo relativamente al lancio della terza stagione (quella autunnale);

Preso atto delle spese effettuate per campagne pubblicitarie e promozionali in tal senso;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l’Assessore delegato al fine di conoscere quali iniziative sono state intraprese per lo sviluppo di tale periodo turistico.

F.to: Lattanzi

Président La parole au Vice-président Lattanzi.

Lattanzi (FI) Con una giudicata "sintetica interpellanza" volevo porre all’attenzione di questo Consiglio un problema invece molto ampio, che l’Assessore Lavoyer conosce molto bene e che è il problema della "terza stagione", quella autunnale. Una stagione che, a detta dell’Assessore Lavoyer qualche mese fa, mi risulta proprio in questo periodo, l’anno scorso, era considerata come un cardine strategico dell’offerta turistica della Valle d’Aosta. L’Assessore, in un'affollata oltre che promossa conferenza stampa, definiva la stagione autunnale una vera e propria sfida che questa regione aveva il compito di accettare e doveva vincere.

Sappiamo che "terza stagione" è un termine nato qualche anno fa, alla luce delle riuscite iniziative di alcune località turistiche nel mondo, che hanno fatto della stagione meno propensa al turismo del caldo, del mare, o dell’inverno, della montagna e della neve, una stagione improntata alla ricerca di paesaggi più tranquilli, di enogastronomia, di tipicità e quindi di qualità; tutte caratteristiche di un turismo che la Valle d’Aosta è in condizioni di poter offrire. Proprio alla luce di quelle eclatanti - potrei dire - dichiarazioni in sede di conferenza stampa dell’Assessore, che con tanto entusiasmo prometteva un lancio importante, abbiamo assistito in seguito a tutta una serie di delibere di spesa di promozione di alcune iniziative di "Valle d’Aosta da frequentare nella stagione autunnale".

Devo poi dire, con grande stupore, che già la stagione scorsa non abbiamo visto, alla luce delle dichiarazioni e degli investimenti fatti in termini promozionali, un affermarsi della stagione autunnale dell’anno scorso, quindi con molta perplessità abbiamo assistito un po' a tante parole, potremmo dire - ci lasci dare questo giudizio politico, non della persona, ma possibilmente politico - "a poco arrosto del tanto fumo fatto".

Quest’anno, per non incorrere nella stessa delusione, come gruppo consiliare mi sono occupato di andare a verificare cosa il sito ufficiale della Regione Valle d’Aosta e l’Assessorato al turismo consigliavano di fare nella stagione che va dal periodo - mi sono permesso di mettere una data - 30 settembre a fine ottobre. Il computer è stato anche magnanimo perché mi ha messo giù una serie di iniziative, che l’Assessorato promuove nella terza stagione, che addirittura vanno fino al 31 dicembre, ma io mi sono limitato ad analizzare quelle che proponeva la Regione Valle d’Aosta per la stagione autunnale, e devo dire che con grande sorpresa, al di là delle parole che si erano sentite, non ho assistito a una radicale modifica del palinsesto delle iniziative dell’Assessorato, perché ho confrontato le iniziative promosse e pubblicizzate dalla Regione Valle d’Aosta attraverso il suo sito ufficiale quest’anno, con lo stesso calendario delle iniziative dell’anno scorso, e devo dire che, con mia sorpresa, ho appreso che non c’erano state grandi iniziative.

Sono certo - perché vorrei già anticipare quello che sarà un disinnescamento della comunicazione da parte dell’Assessore - sono certo che oltre al palinsesto ufficiale del sito della Regione e dell’Assessorato al turismo, sicuramente ci saranno delle iniziative che qui non sono promosse, io me lo auguro!

Quindi sono a richiedere, con questa interpellanza, di conoscere dall’Assessore quali sono le iniziative prese, ripeto, perché l’elenco delle manifestazioni che in fase di replica possiamo citare sono alquanto deludenti, se non addirittura burocratico-ripetitive.

Mi auguro che la terza stagione invece sia lanciata e che la Valle d’Aosta possa beneficiare del collocamento del suo prodotto, che è straordinario, in termini di qualità e tipicità nel mondo.

Président La parole à l’Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.

Lavoyer (SA) Ringrazio l’interpellante, che mi offre l’occasione per informare il Consiglio su quelle che sono le azioni principali, tralasciando una premessa di carattere generale: che nella promozione complessiva turistica della nostra regione già molto viene detto e viene sostenuto su quella che normalmente chiamiamo la "terza stagione", perché la nostra promozione, anche se è una promozione mirata a sostenere le due stagioni tradizionalmente trainanti del turismo, quella estiva e quella invernale, contiene sia nel messaggio promozionale, sia nei redazionali, tutti quegli altri aspetti che sono integrativi, complementari, specifici, che caratterizzano la nostra unicità di offerta.

Se il Consigliere Lattanzi ha potuto guardare con attenzione lo spot promozionale, è uno spot che d’inverno, oltre a privilegiare e a sottolineare le potenzialità del nostro ambiente naturale e quindi dello sci, poi si sofferma, anche se con messaggi mirati, sulla cultura, sulle tradizioni, sulla storia. Stesso filone generale lo impostiamo nelle conferenze stampa, negli incontri con i giornalisti, nelle azioni di marketing che poi sfociano in articoli redazionali e che sviluppano la nostra grande potenzialità turistica.

Il primo aspetto molto importante, quindi, è che tutta la politica della comunicazione a livello strategico dell’Assessorato tende non più solo ad evidenziare le due stagioni, che sono quelle tradizionalmente e potenzialmente più favorevoli alla presenza turistica nella nostra regione - sono quelle per le quali prevalentemente la nostra regione viene conosciuta - bensì, da due anni, con la nuova impostazione del messaggio promozionale, stiamo cercando di valorizzare altri aspetti che normalmente sono quelli che caratterizzano la terza stagione.

Al di là di questo aspetto promozionale generalizzato, ci sono poi degli incontri mirati sui potenziali fruitori e attori, e anche potenziali organizzatori di trasferimenti di turisti organizzati nella terza stagione (mi riferisco agli operatori delle categorie dei pensionati, dei giovani, degli sportivi, a congressi, eventi).

C’è una serie di contatti nei nostri workshop, all’interno dei quali noi auspichiamo si sviluppi sempre più l’azione mirata degli operatori del settore. Questo è il motivo per cui nella nuova legge è prevista la possibilità, anche per i consorzi, di agire non solo come informazione e come promozione, ma proprio di poter essere attori e vendere il prodotto nelle nostre iniziative. Anche perché gli interlocutori della terza stagione sono interlocutori di un segmento di turismo esigente, informato, che ha molto tempo libero, ha la possibilità di verificare un ventaglio molto ampio di offerte turistiche e approfondisce in modo dettagliato sia la qualità del prodotto, sia la qualità dell’accoglienza e soprattutto il riferimento e l’equilibrio fra qualità di prodotto, accoglienza e prezzo.

Questo è il motivo per cui gli operatori del settore, i consorzi in particolare, si sono organizzati parzialmente l’anno scorso, ma quest’anno in modo molto più agguerrito, nella costruzione di pacchetti che invogliano il turista a venire in vacanza nel mese di settembre-ottobre non solo per fruire delle nostre bellezze naturali, ma per partecipare alla vita specifica, all’attività caratteristica in questo caso di un popolo che è il popolo valdostano.

Mi riferisco alla possibilità di partecipare all’evento della vendemmia, alla visita alla "Crotta di Vigneron", hanno costruito dei circuiti enogastronomici molto interessanti.

Tutto questo trova un momento di sintesi all’interno dell’Osservatorio del turismo e del commercio, organismo al quale partecipano tutti gli operatori oltre a tutti gli assessorati, quindi l’Assessorato all’agricoltura, l’Assessorato alla pubblica istruzione per i beni culturali e storici, l’Assessorato all’industria per quanto attiene all’artigianato tipico e all’interno di questo osservatorio si costruisce, da una parte, il messaggio promozionale e, dall’altra, quella che può essere la seconda fase della catena, che è quella della vendita del prodotto e della costruzione dei pacchetti. Quindi, sotto questo aspetto, quest’anno parecchi consorzi e tutti i tour operators naturalmente, hanno costruito dei pacchetti ad hoc; poi, in conclusione, indicherò alcuni aspetti precisi.

Per quanto riguarda manifestazioni fieristiche che caratterizzano la terza stagione, probabilmente ha l’elenco ampio e dettagliato delle nostre partecipazioni dirette, con anche modalità organizzative molto differenziate a seconda della tipologia della manifestazione; pertanto non mi dilungo su questo. Tralascio di menzionare la partecipazione al "Salone della montagna"; dal 27 settembre al 7 ottobre siamo presenti alla fiera di Friburgo, abbiamo partecipato dal 27 al 30 al "Salone della montagna" di Torino, la partecipazione al BITM di Riva del Garda, dell'International Ski Show (ottobre-novembre), ma io penso che questi aspetti siano di per sé noti all’interpellante. Quindi, come cappello generale, la terza stagione rientra in una strategia complessiva dell’azione promozionale, non è un’azione di per sé mirata.

Vorrei anche sottolineare che è importante - affinché abbia successo questo tipo di sforzo, e la svolta è la partecipazione degli operatori nella costruzione di consorzi, nella costruzione di pacchetti - perché questo presuppone la volontà di questi operatori di lavorare affinché l’accoglienza funzioni. Sappiamo che purtroppo già il mese di settembre, ma soprattutto il mese di ottobre è il mese in cui tradizionalmente i nostri albergatori vanno in vacanza, quindi chiudono la struttura?

(interruzione del Vicepresidente Lattanzi, fuori microfono)

? non si può dire, Consigliere Lattanzi, non c’è nessuno, perché devi cominciare a tenere aperto l’albergo e poi ti devi attivare per andare a cercare il cliente che venga a soggiornare nel tuo albergo, cosa che finora è stata poco fatta. Compito nostro è quello istituzionale della promozione, in questo senso dico cosa stiamo facendo.

È importante che dietro a questa promozione ci sia un'organizzazione efficiente dell’accoglienza. Al di là di questo aspetto, vi sono tutta una serie di azioni di marketing che stiamo portando avanti in questo periodo: educational tours sia per giornalisti che per operatori, incontri mirati che presentano sia le potenzialità di questa stagione autunnale, ma anche di quella invernale. In particolare, oggi, e il Consigliere Lattanzi lo sapeva, visto che ha fatto cadere questa interpellanza all’interno della discussione in questo Consiglio - solo mezz’ora fa, ho partecipato ad una iniziativa che va proprio in questa direzione, che è la trasmissione "Sereno Variabile", la quale verrà trasmessa il 10 ottobre alle sei e un quarto, in una fascia di ascolto molto importante.

Il taglio di questa trasmissione è il taglio tipico di quella che può essere l’offerta della nostra regione in questo periodo; oggi, fra l’altro, c’erano delle immagini splendide dell’ambiente circostante, dei colori autunnali, ma questo non era l’aspetto che ha valorizzato tale trasmissione. La trasmissione, infatti, ha inteso valorizzare l’aspetto enogastronomico, quindi c’è stata tutta una serie di interventi legati alle nostre potenzialità: jambon de Bosses, lardo di Arnad, il vino, la fontina, tutti gli aspetti che caratterizzano anche dal punto di vista gastronomico la nostra regione e che sono collegati a dei tours enogastronomici che sono stati costruiti dagli operatori del settore. Erano presenti gruppi folcloristici, che rappresentavano le nostre tradizioni e la nostra cultura; erano presenti artigiani del legno, ma non solo, artigiani che soprattutto in questo periodo, per valorizzare gli aspetti legati alla tradizione della "Désarpa", della "Bataille des reines", lavoravano in diretta i sostegni dei campanacci.

La cosa più importante è che lo scenario prescelto per questa trasmissione è il Teatro Romano di Aosta, quindi c’è stata una ripresa importantissima, una, insieme ad altre, perché all’interno della trasmissione sarà offerta una cartolina molto dettagliata di tutte quelle che sono le potenzialità storiche e culturali della nostra regione, in particolare questa grande potenzialità del Teatro Romano, per sottolineare questa caratteristica di Aosta, che è una seconda città romana, se vogliamo. Con questo volevo dire che, al di là di quella che è la promozione di carattere tradizionale, c’è un'azione di marketing mirata che porta anche a questi risultati, che ritengo importanti.

Oggi, il 90 percento della trasmissione era condotta dagli operatori del settore, quindi gli operatori legati prevalentemente agli aspetti enogastronomici.

Vi do un’altra notizia, molto importante, per sottolineare alcune iniziative che caratterizzano l’azione dell’Amministrazione regionale. Stasera su "Italia 1", alle ore 21, verrà trasmesso "Il protagonista", una prima a livello nazionale dove il protagonista, che è un potenziale turista, è stato intervistato a sua insaputa in quel di Courmayeur, con il patrocinio dell’Amministrazione regionale che è riuscita a portare questa trasmissione in Valle. Ci sarà quindi una grossa ricaduta in prima serata, una grossa ricaduta promozionale in diretta sulla nostra regione.

Tralascio tutte le altre manifestazioni che cerchiamo di mantenere, di potenziare: il "Festival Cinéma en Noir", ed altre, che vanno proprio nella direzione di riempire il vuoto che tradizionalmente lascia questa stagione. È una rivoluzione anche dal punto di vista culturale, perché questo presuppone che le strutture ricettive rimangano aperte e che ci sia la volontà di operare trecentosessantacinque giorni all’anno, tralasciando di non incentivare noi stessi il turismo "mordi e fuggi" rimanendo aperti con le nostre strutture solo il mese di agosto. A settembre sono molte le località in cui gli alberghi rimangono aperti: di questi, potrò poi fornire l’elenco al Consigliere Lattanzi.

Invece vediamo che le strutture ricettive soprattutto del fondovalle, che vivevano prevalentemente sul passaggio e che sono andate in crisi da questo punto di vista, si sono riciclate con l’offerta di pacchetti alternativi. Dalle notizie che abbiamo, posso già anticipare che il mese di settembre è andato benissimo dal punto di vista turistico, grazie anche al trascinamento di un tempo molto favorevole nel mese di agosto. Nel mese di ottobre, da una serie di indagini che abbiamo eseguito, si vede che le cose stanno funzionando molto bene, ci sono richieste di informazioni, forse anche legate a situazioni negative che non dipendono solo da noi.

È risaputo che i noti eventi americani invoglieranno sempre più i turisti a scegliere località di vacanza raggiungibili con i mezzi propri; infatti c’è stata una grossa richiesta di informazione all’Ufficio turistico di Aosta per i week-end soprattutto, per settimane organizzate dal punto di vista storico-culturale di quei turisti che probabilmente hanno disdetto viaggi in località esotiche a seguito delle note vicende americane.

Darei quindi complessivamente un giudizio positivo dell’azione, non certamente solo dell’Assessorato, ma di tutti gli operatori del settore, per raggiungere quell’obiettivo che ci eravamo prefissati. Mi pare di aver fatto anche alcuni esempi di spessore, concreti, di quelle che sono le iniziative, che non sono certamente ripetitive.

Président La parole au Vice-président Lattanzi.

Lattanzi (FI) Le dico subito, Assessore, che non inizierò con la "querelle" sulla valutazione delle frequenze, dei dati, dei numeri perché questa è una discussione destinata ad avere nessun senso, visto che abbiamo appurato che la discussione su quello che lei dice - e che noi sistematicamente contestiamo con letture diverse dei dati - è una discussione infinita.

Lei ha appena finito di dire che è stata una stagione - in termini di frequenze - molto positiva nei mesi di agosto e settembre: noi abbiamo risultanze diverse non solo dai dati, che poi in termini di quantità possono anche essere poco contestati, ma in termini di qualità sono assolutamente negativi, ma non nella lettura del dato, quanto nella presenza costante nostra, mia e dei Consiglieri Frassy e Tibaldi, che siamo andati nelle stazioni turistiche, nei locali, a chiedere come stava andando in pieno agosto e a fine agosto e a metà settembre.

Quindi è inutile che stiamo qui a discutere! Può darsi poi che ci sia il gioco delle parti degli operatori turistici i quali, anche se tutto è pieno, si lamentano; invece no, gli alberghi non erano proprio pieni, né gli alberghi, né tanto meno i locali, le tavole calde, i ristoranti, i bar! Probabilmente c’era molta gente in giro, i dati che voi guardate sono quelli presi al casello di quelli che entrano in Valle d’Aosta, non so quali dati guardiate, ma noi non contestiamo più quei dati lì.

Ammesso e non concesso che quelli siano i dati, le posso garantire che la qualità del turismo è ancora lungi dall’essere un dato soddisfacente! Chiuso questo ragionamento, che è una valutazione esclusivamente politica, quindi lei ha tutto il diritto politico di dire che "va bene", noi abbiamo altrettanto il diritto politico di dire che "non va bene", torniamo all'interpellanza.

La sua risposta: io credo che anche nel suo modo di esprimersi venga in evidenza una "non soddisfazione", perché lei giustamente dice di avere tentato due anni fa di modificare un atteggiamento rispetto alla terza stagione, di questo le posso anche dare atto, e noi abbiamo assistito a tutte le iniziative di promozione e di pubblicizzazione della Valle d’Aosta nella sua interezza, come lei diceva, nella sua unità, e anche alla presenza di un messaggio diverso nel marketing, che non prevedeva semplicemente la promozione dell’estate o dell’inverno, ma anche - e per la prima volta, gliene devo dare atto - la comunicazione che la Valle d’Aosta è anche cultura, è anche vino, è anche gastronomia, è anche serenità, paesaggi splendidi in autunno; e dunque è vero, la comunicazione, in questo senso, c’è stata.

Però, mi consenta, è diversa la valutazione di quella che può essere una soddisfazione, nella misura in cui ci stiamo preoccupando se la stagione autunnale avrà, al di là del messaggio comunicazionale, il suo ritorno. Lei si aspetta dei risultati positivi a questo messaggio; io le dico che il messaggio è una parte dell’opera di promozione che la Regione deve fare.

Credo che non si possa semplicemente sostenere che avendo fatto uno spot nel quale si è aggiunto "Immagini e colori di una terza stagione", si è fatto il lancio della terza stagione turistica, perché il lancio e la costruzione di una terza stagione turistica, quella autunnale, non può essere semplicemente lasciata alla pura comunicazione di un prodotto, che esiste da poco tempo in termini di organizzazione.

Le do ragione quando dice che c’è qualche operatore che, con il lancio del prodotto autunnale, non ha voglia di tenere aperto il locale, però anche qui non vorrei che generalizzassimo l’atteggiamento di alcuni pochi operatori turistici, la minoranza, che non avendo gente, magari avendo fatto una sufficiente stagione estiva piuttosto che invernale, decidono nei mesi morti di chiudere e andare al mare.

Questa è una minoranza, perché le garantisco - ma lei dovrebbe esserne informato, se ha parlato con le persone ad una ad una, e non solo nei convegni dove si dicono tante cose - che le persone chiudono i locali perché stanno aperti una, due, tre settimane di settembre, una settimana di ottobre, la seconda settimana di ottobre, il tassametro dei costi vivi gira: riscaldamento, personale, pulizie, alimenti, forniture, tasse, INPS, ICI, IRAP, e la gente non c’è, Assessore! C’è lo spot, ma la gente non c’è, perché non è sufficiente dire che la Valle d’Aosta d’autunno è bella, ci vuole qualcosa che, al di là di dire che la Valle d’Aosta è bella in autunno, attiri concretamente il turista.

Le faccio un esempio, che esprime il nostro modo di vedere la promozione della terza stagione. Ci sono località che ci hanno insegnato, anche qui non c’è nulla da inventarsi e neanche nulla da fare, sarebbe sufficiente essere almeno capaci di copiare: mi riferisco al Trentino con la "Festa della mela" che tira circa 70.000 persone in una settimana con tutto quello che è legato alla produzione e allo sviluppo della mela, mi riferisco alla zona di Bra, che in pochissimi anni ha sviluppato un'operazione di promozione turistica straordinaria di tipo mondiale, con 200.000 presenze per la promozione dei formaggi del mondo con visitatori che arrivano dall’Australia.

Duecentomila presenze in una settimana, dieci giorni, tutti i locali pieni, non c’era neanche nei dintorni a 100 km di distanza un ristorante o un locale dove si potesse dormire. Lei c’è stato sicuramente, come Assessore al turismo, avrà frequentato queste manifestazioni importanti e credo che le abbia vissute in diretta. Noi ci siamo tolti il gusto di andare a vedere come si promuove la stagione, al di là di dire: "guardate che la Valle d’Aosta è bella", perché lei ha ragione che noi abbiamo delle unicità, mi perdoni?

(interruzione dell’Assessore Lavoyer, fuori microfono)

? eh sì, eh sì! Le organizzo l’evento, allora le leggo cosa ha organizzato lei. La nostra attività di marketing ha prodotto, lei dice, due trasmissioni televisive, gliene do atto, la ringrazio a nome di tutti i Valdostani, quella di "Italia 1" di stasera, quella di "Sereno Variabile" del 10 ottobre, siamo d’accordo, lei ha fatto questo contatto. Lei dice che è un movimento che si deve muovere, e le do ragione; è un movimento che si deve muovere, ma il ruolo dell’Assessorato al turismo per lo specifico lancio della terza stagione non può limitarsi a dire: "nell’ambito dell'informazione generale dello spot della Valle d’Aosta, c’è anche la terza stagione", se poi le iniziative di attrazione concreta che possono permettere di pianificare i pacchetti turistici, di lasciare gli operatori aperti e disponibili alla ricettività, sono il Corso di chitarra, il Corso di cucina a Saint-Nicolas, la "Bataille des tseuvre", la "Bataille des reines"; fantastico: quella è grande, quella è l’unica manifestazione di tutto l’autunno importante!

Abbiamo poi la Mostra mercato dell’antiquariato, la Festa del Roson, le acque in Valle d’Aosta, la Biblioteca regionale, abbiamo "Quota 4000": prenotazione a pagamento, le Cabinet des Merveilles, la Festa patronale di San Martino, l’antologia di Sandro Chia, le sculture e i disegni? cioè abbiamo un elenco di manifestazioni che non hanno nessuna pretesa, immagino, lei compreso, di attirare centinaia di migliaia di persone che possono indurre l’albergatore turistico a tenere aperto il tassametro dei costi che girano, con la saracinesca alzata!

Non è possibile continuare a concepire la promozione della terza stagione, come Assessorato al turismo, semplicemente con l’idea di mettersi a tavolino, di inventare uno spot e dire che siamo stati bravi ad avere un'idea meravigliosa delle quattro linee, dei quattro colori, quindi non più solo delle due stagioni, adesso sono già tre le stagioni, se poi in quelle stagioni chi vende i pacchetti deve portare la gente a vedere quattro quadri o la manifestazione più grande dell'autunno, la "Battaglia delle reines", che è l’unica manifestazione veramente importante del nostro autunno: altro non c’è!

Se c’è un turista che viene in Valle d’Aosta fra le settimane del 30 settembre al 15 novembre, alle 8 di sera trova il coprifuoco, non ci sono feste promosse e incentivate, non ci sono attività di sostegno all’enogastronomia da parte dell’Assessorato. Non c’è organizzazione delle manifestazioni; possiamo andare a Friburgo e dire che la Valle d’Aosta è bella, possiamo partecipare al "Salone della montagna" e dire che la Valle d’Aosta è bella, ma se poi non creiamo dei momenti dove il turista possa vivere queste manifestazioni? e qui voglio portare due esempi.

Abbiamo la "Battaglia delle reines", dove la gente viene senza bisogno di promuoverla, perché è una cosa caratteristica; la Fiera di S. Orso non abbiamo bisogno di promuoverla, la gente viene e ci sono migliaia di persone.

Ma ci vogliono almeno 4 o 5 di queste operazioni nell’arco dell’autunno, sennò lei di stagione turistica autunnale ne parla solo negli spot. E questo non basta, spendiamo dei soldi ma non abbiamo il prodotto, promuoviamo un prodotto che non abbiamo! Ci permettiamo di discutere anche con senso critico, se lei ce lo consente, Assessore, questa impostazione, perché sono due anni, e lei lo dice, che viene lanciata la stagione turistica autunnale: l’anno scorso è stato un fallimento e quest’anno si prefigge un ulteriore fallimento! Sarà un fallimento in termini di presenze, di quantità e di qualità di turisti, e poi possiamo continuare a dire che gli operatori piangono sempre, ma in realtà non fanno nulla. Ma non esiste, guardi, se ne faccia una ragione, Assessore, non esiste operatore commerciale che chiude il locale se ci sono i clienti.

Non esiste! Il compito dell’Assessorato al turismo della Regione Valle d’Aosta è quello di coordinare un movimento turistico con la promozione e il sostentamento di iniziative importanti, che la Regione si fa carico di promuovere, perché la "Festa del formaggio" la possiamo fare anche noi, la "Festa dell’uva" la possiamo fare anche noi; in Svizzera c’è gente che va a prendere quindici giorni di ferie per andare a fare la vendemmia, cioè paga per lavorare, si rende conto? Gente che dalle grandi città va nelle stalle, per andare a mungere latte e paga per andare a mungere latte!

Noi queste cose le abbiamo, solo che?

(nuova interruzione dell’Assessore Lavoyer, fuori microfono)

? no, noi dobbiamo pagare i marocchini per mungere il latte!