Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2209 del 3 ottobre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2209/XI Lavori di arginatura dei corsi d’acqua danneggiati dall’alluvione dell’ottobre 2000. (Interrogazione)

Interrogazione Appreso dalle Autorità comunali di Fénis che in riferimento al torrente Clavalité, all'altezza dell'abitato di Barche è stata prevista "un'arginatura molto più resistente e la rettificazione del letto del torrente in modo da permettere all'acqua di defluire velocemente verso la Dora";

Saputo altresì che, più a monte, sarà realizzato un sistema di briglie selettive;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

l’Assessore competente per sapere:

1) se è vero quanto affermato dalle Autorità comunali e se condivide, sia in generale, sia nel caso specifico, l'idea di far defluire l'acqua dei torrenti più velocemente verso la Dora, attraverso la cementificazione degli argini e la rettificazione dei corsi d'acqua;

2) se viene ritenuto opportuno, in quali casi e per quali ragioni, utilizzare il sistema delle briglie selettive anche nei nostri torrenti;

3) contestualmente, quali azioni di risanamento e consolidamento ambientale vengono concretamente effettuate nei bacini interessati dalle opere di riarginatura dei torrenti danneggiati dai fenomeni alluvionali dell'ottobre 2000.

F.to: Curtaz

PrésidentLa parole à l’Assesseur au territoire, à l’environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV)Il Consigliere Curtaz pone con questa interrogazione questioni che abbiamo trattato, discusso, analizzato dal punto di vista generale e concettuale tantissime volte in questo Consiglio, in modo particolare nell’ultimo anno. Argomenti che meriterebbero magari l’attenzione di un seminario e non sicuramente lo spazio di una risposta ad un'iniziativa. Mi limito, quindi, a svolgere alcuni ragionamenti puntuali in relazione al caso che il Consigliere ha posto e, dal punto di vista generale, mi limito a dire che non esiste una verità assoluta.

Al di là di quelli che possono essere i principi di carattere generale sull'opportunità di avere casse di espansione, di rallentare la velocità dell’acqua, eccetera, voglio dire che le situazioni vanno analizzate caso per caso, con valutazioni di natura tecnica, supportate da dati, e che devono essere rapportate alle situazioni oggettive, alle situazioni da difendere. Quindi, ogni bacino è diverso dall’altro, ogni conoide è diversa dall’altra, ogni conoide presenta situazioni di insediabilità diverse.

Per quanto riguarda il caso specifico, e quindi l’intervento sul tratto del torrente Clavalité compreso fra il ponte di Barche e il ponte di Miseregne, a protezione dell’abitato di Barche, non credo che si possa parlare di cementificazione e rettificazione del corso d’acqua.

Ho portato una copia della planimetria di progetto, guardando la quale i consiglieri si renderanno rapidamente conto che si tratta di una minima correzione planimetrica del tracciato per migliorare sì il deflusso dell’acqua in un tratto in cui la precedente regimazione faceva fare al torrente una curva che si è dimostrata particolarmente pericolosa nel corso dell’ultima alluvione.

Teniamo conto che qui siamo in una situazione di torrente già costretto dalle condizioni naturali in un alveo particolarmente incassato, quindi qui non si tratta di realizzare casse di espansione o quant’altro perché orograficamente in quel tratto non è possibile farlo. Detto questo, per quanto riguarda la prima domanda, sulle briglie selettive abbiamo avuto modo, nel corso del sopralluogo fatto insieme per visitare opere di questo tipo, di ragionare sull'opportunità di realizzarle laddove c’è un importante trasporto solido e laddove è importante cercare di fermare questo trasporto solido affinché le opere di regimazione che si trovano a valle, a protezione degli insediamenti sulle conoidi, non vengano danneggiate e quindi possano reggere all’urto e svolgere la funzione per la quale sono state realizzate. Evidentemente dopo l’evento dell’ottobre scorso le valutazioni che abbiamo fatto sull'opportunità di realizzare in testa a numerose conoidi briglie selettive sono andate nella direzione di prevederle laddove le condizioni orografiche del sito permettono la loro realizzazione.

Per quanto riguarda invece l’attività più generale di prevenzione e quindi di risanamento e consolidamento ambientale, qui credo di poter dire senza tema di smentita che questa è un’attività che l’Amministrazione cura e svolge da tempo investendovi parecchio denaro. Cito gli interventi che anche in questa fase accompagneranno le opere più importanti sulle conoidi di sistemazione delle zone franose volte a stabilizzare i pendii e quindi a controllare l’erosione accelerata e il conseguente trasporto solido. Vorrei ricordare anche l’attività nel settore del reticolo idraulico minore e nei canali di scarico dei rii secondari che si concretizza nel ripristino dei manufatti finalizzati a regolare il deflusso delle acque.

Interventi questi che in passato venivano fatti da chi operava in agricoltura e che oggi purtroppo sempre più devono essere presi a carico dell’Amministrazione. Pertanto dico che questo tipo di attività importante deve accompagnare e deve essere realizzata in parallelo con la realizzazione delle opere più importanti e in termini di dimensioni sulle conoidi.

PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Ringrazio l’Assessore per la sua risposta. Devo anche dargli atto che le due ultime domande erano ampie e forse anche generiche, ma avevo preferito impostare l’interrogazione in questo modo perché non volevo che le mie domande potessero far sorgere il dubbio dell’apertura di una polemica con una persona che non è qui presente. Allora ho preferito porgere le questioni in un contesto più generale perché ritengo che si possa anche polemizzare quando ci si occupa di politica, ma sia corretto farlo con persone che possono quanto meno interloquire.

La persona che ha fatto queste dichiarazioni non è presente, quindi non può interloquire in questa sede, ecco perché mi sono tenuto sul generale. Dopodiché non posso esimermi dal dire, Assessore, che l’interrogazione nasce proprio da una dichiarazione delle autorità comunali. Nasce sulla base di dichiarazioni rilasciate alla stampa delle autorità comunali di Fénis perché il Sindaco di Fénis in data 17 settembre 2001 ha detto: "Abbiamo previsto un'arginatura molto resistente e la rettificazione del letto del torrente in modo da permettere all’acqua di defluire velocemente verso la Dora".

Perché a me è sembrata infelice questa espressione? Perché è vero che è un anno che parliamo di queste cose, ma è un anno che ci diciamo anche che il problema generale, quando si parla di alluvioni e di corsi d’acqua, non è quello di velocizzare il costo dell’acqua, ma è quello di rallentare l’acqua, quindi mi faceva specie il fatto che un amministratore locale, anche di una certa esperienza, si prendesse il merito di aver fatto un'opera per velocizzare l’acqua. Se poi probabilmente la stessa domanda l’avessimo posta ai sindaci dei comuni di fondovalle o del Canavese, probabilmente non sarebbero stati d’accordo che in alta Valle si fanno le opere per velocizzare l’acqua.

Mi sembra che la cosa preoccupante, è questa mentalità. Poi posso capire che in alcuni casi ci possono essere delle esigenze specifiche, però è questa mentalità generale a preoccupare: una forte insensibilità di carattere ambientale, ritenere che la soluzione fatta davanti a casa non abbia nessuna conseguenza per tutto ciò che è a valle, quando tante soluzioni discutibili a monte hanno poi delle conseguenze a valle che possono essere disastrose. Secondo me bisogna tutti, noi per primi, fare un’opera di sensibilizzazione, per far capire com’è importante invertire la tendenza rispetto a queste tematiche.