Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2210 del 3 ottobre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2210/XI Organizzazione di corsi abilitanti all’insegnamento previsti dall’Ordinanza ministeriale n. 1 del 2 gennaio 2001. (Interrogazione)

Interrogazione Visto che con Ordinanza Ministeriale n. 1 del 2/1/2001 sono state previste nuove sessioni riservate per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento;

Preso atto che anche in Valle d’Aosta insegnanti di ordini di scuola diversi hanno presentato domanda in tal senso alla Sovraintendenza agli Studi;

Constatato che non sono stati predisposti in loco corsi abilitanti, ma che gli insegnanti valdostani sono stati dirottati verso i corsi organizzati dal Provveditorato agli Studi di Torino;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interroga

l’Assessore competente per sapere:

1) quanti insegnanti hanno fatto richiesta di partecipare alla nuova sessione riservata di abilitazione;

2) per quali motivi non sono stati organizzati in loco i corsi abilitanti per gli insegnanti valdostani che ne hanno fatto richiesta;

3) quando gli insegnanti interessati alla frequenza dei corsi abilitanti sono stati informati della decisione della Sovraintendenza, e con quali modalità;

4) se sono previste per gli insegnanti condizioni facilitanti la frequenza dei corsi a Torino.

F.to: Squarzino Secondina

PrésidentLa parole à l’Assesseur à l’éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV)Les candidats qui ont présenté la demande de participation aux sessions réservées pour l’habilitation à l’enseignement à la Surintendance aux études du Val d’Aoste sont au nombre de 12 pour l’école élémentaire et de 7 pour l’école maternelle. Au niveau des écoles secondaires 26 demandes sont parvenues, mais elles doivent se rapporter à 17 différentes classes de concours. En moyenne moins de 2 candidats par classe de concours ?

Il y a encore à ajouter que parmi ces 26 candidats 3 sont en service à l’étranger et 2 sont résidants à l’extérieur de la Vallée. Voilà donc déjà une introduction de la réponse à la deuxième question de l’interrogation, c’est-à-dire "per quali motivi non sono stati organizzati in loco i corsi abilitanti per gli insegnanti valdostani che ne hanno fatto richiesta". Ces chiffres donnent déjà une partie de réponse et en plus il y a lieu de signaler que les cours n’ont pas été organisés dans notre Région parce que l’arrêté ministériel n° 153/1999, auquel se réfère l’arrêté ministériel n° 1/2001 concernant l’organisation des cours, établit que si le nombre des candidats est inférieur à 20, les cours doivent être organisés à l’échelle interprovinciale.

Compte tenu de ces dispositions, le nombre des candidats, étant celui que je viens de rappeler et étant ainsi objectivement impossible d’organiser ces cours au niveau régional, on a ?uvré pour permettre aux candidats d’obtenir leur habilitation dans la région la plus proche. Pour ce faire des contacts ont été pris avec la Direzione scolastica regionale du Piémont. La disponibilité de Turin à accepter les candidats du Val d’Aoste a permis d’éviter que le Ministère de l’instruction publique n’affecte pas ces candidats à d’autres bureaux scolaires régionaux.

Pour ce qui est de la troisième question, la Surintendance aux études a communiqué par lettre recommandée avec accusé de réception le 10 juin 2001 aux candidats de l’impossibilité d’organiser ces cours au Val d’Aoste et l’opportunité de les suivre ailleurs comme je viens de le décrire.

Quant à la dernière question posée, concernant des éventuels soutiens aux enseignants suivant ces cours, j’imagine que vous avez entendu un soutien financier, mais si ce n’est pas ainsi cela peut importe, dans tous les cas la Surintendance applique les mêmes dispositions de tous les autres bureaux périphériques du Ministère de l’éducation nationale. Cela parce que l’état juridique des enseignants valdôtains est le même de tous leurs collègues des autres régions d’Italie.

Voilà donc qu’aucune facilitation dépassant les dispositions nationales en matière de cours interprovinciaux peut être prévue. Donc aucun soutien peut être prévu pour ces personnes, mais cela aurait été peut-être possible si nos enseignants jouissaient d’un état juridique régional dépassant la loi n° 861, ce qui d’ailleurs a été refusé maintes fois dans le passé et qui aujourd’hui nous met encore dans l’impossibilité de satisfaire, comme nous le souhaiterions, beaucoup d’exigences de nos enseignants.

PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Vorrei rispondere puntualmente alle informazioni che mi sono state date dall’Assessore.

Io distinguerei due tipologie di ordini di scuola: le scuole materne ed elementari, da una parte, e le scuole medie e medie superiori, dall’altra, perché, se posso capire che per la scuola media e media superiore con 26 domande in 17 classi di concorso era difficile organizzare dei corsi, non credo che la stessa difficoltà possa valere per quanto riguarda gli ordini di scuola materna ed elementare. Se sono 7 della materna, 12 delle elementari, abbiamo circa 20 insegnanti, allora nulla vieta che per 20 insegnanti si possa fare una serie di attività in comune e poi alcune lezioni separate, più pertinenti al diverso ordine di scuola. Siamo di fronte a un numero di venti docenti che avrebbero potuto usufruire di un corso in loco. Lei sa benissimo, Assessore, che non c’è da parte dei sindacati un'adesione alle sue decisioni. C’è la protesta netta dei sindacati su questo aspetto: le hanno detto chiaramente che si poteva organizzare i corsi anche solo per le materne e le elementari.

Seconda osservazione. Lei dice che ci sono disposizioni ministeriali che richiedono un numero di 20 candidati e via dicendo; ora io so che in passato sono stati organizzati dei corsi abilitanti per una persona ad esempio, corso di arte della fotografia, o per due persone, come ad esempio, corso di storia dell’arte. Forse non vale la pena fare un corso ad hoc per ogni docente ma, quando si è di fronte a una ventina di docenti, il problema non si pone.

Terza osservazione: i contatti. Può darsi che l’Assessorato abbia preso contatti con il Provveditorato di Torino, ma tutte le informazioni relative agli insegnanti si sono limitate alla lettera di giugno, tant’è vero che i docenti che si sono rivolti al Provveditorato di Torino si sentivano rispondere che le informazioni le avrebbero date ufficialmente alla Sovrintendenza della Regione Valle d’Aosta. Il Provveditorato di Torino pertanto voleva fare riferimento alla Sovrintendenza, ma la Sovrintendenza non ha svolto questo ruolo di trait d’union fra il Provveditorato di Torino e i singoli insegnanti.

Rispetto alla quarta domanda, Assessore, forse è vero che a volte nelle traduzioni non si coglie il senso reale del significato delle osservazioni che vengono fatte; io ho parlato di "condizioni facilitanti la frequenza dei corsi a Torino", non di "un soutien", di un sostegno che può essere anche finanziario. Parlavo in generale di condizioni facilitanti. Ora c’è un problema molto chiaro e lei lo sa, Assessore: la scuola valdostana ha un orario di frequenza che è diverso dalla scuola del Piemonte o del Canavese per cui, mentre in Piemonte l’orario è solo al mattino e al pomeriggio gli insegnanti sono per lo più liberi, nella scuola valdostana non è così. Cosa capita? Che i corsi organizzati dal Provveditorato di Torino, indirizzati agli insegnanti del Piemonte, si svolgono il pomeriggio di lunedì, mercoledì, venerdì ovvero in giorni in cui in Valle c’è scuola.

Come fanno gli insegnanti valdostani a partecipare? Mi si dice che le direzioni sono obbligate a consentire la partecipazione, ma io porto un esempio molto concreto. Intanto tutti questi insegnanti che frequentano i corsi a Torino mettono i loro colleghi nella situazione di doverli sostituire e poi sono insegnanti non di ruolo che fanno delle supplenze. In questi casi capita che il preside o il direttore convochi l’insegnante per la supplenza e, di fronte all’impegno di questi a frequentare il corso a Torino, preferisce prendere un altro docente.

Pertanto o si creano delle "condizioni facilitanti" per cui le autorità scolastiche sono in grado di consentire ai docenti sia il diritto al lavoro, sia il diritto alla frequenza dei corsi abilitanti oppure è una presa in giro. E poi, Assessore, ripeto, credo che sia molto grave che l’Assessore non si preoccupi di garantire in Valle la formazione di 20 insegnanti, non di due o tre, della scuola di base, materna ed elementare.