Oggetto del Consiglio n. 2143 del 25 luglio 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2143/XI Accordo tra comuni della bassa Valle e del Piemonte per la realizzazione di un depuratore consortile. (Interpellanza)
Interpellanza Premesso che la normativa nazionale impone ai comuni la realizzazione di impianti per la depurazione delle acque reflue, demandando alle regioni funzioni di regolamentazione;
Appreso che recentemente, durante un incontro congiunto tra Regione Valle d’Aosta, Provincia di Torino e comuni interessati, è naufragato l’accordo stipulato nel 1996 tra i comuni di Hône, Bard, Donnas, Pont-Saint-Martin e Carema, che prevedeva la costituzione di un depuratore consortile in tale ultima località per l’indisponibilità dell’amministrazione comunale piemontese sul cui territorio doveva sorgere l’impianto;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l’Assessore all’Ambiente, Territorio e Opere Pubbliche per sapere:
1) i motivi che hanno determinato la rottura dell’accordo e quali soluzioni alternative siano ipotizzabili;
2) quali oneri l’Amministrazione regionale abbia sostenuto in tale progettazione;
3) quali siano attualmente i comuni valdostani i cui scarichi fognari non sono allacciati ad impianti di depurazione;
4) con quali tempistiche, con quali costi e con quali soluzioni si prevede di ottemperare agli obblighi di depurazione delle acque reflue nei comuni non ancora a norma.
F.to: Frassy
PresidenteLa parola al Consigliere Frassy.
Frassy (FI)Con questa interpellanza il nostro gruppo interviene su un argomento che è stato oggetto di recensione da parte della stampa locale.
Abbiamo appreso che un consorzio datato nel tempo, nel senso che è un consorzio sul quale l’Amministrazione regionale stava lavorando da tempo e insieme a lei ovviamente i Comuni coinvolti di Hône, Donnas, Bard, Pont-Saint-Martin, questo consorzio allargato al Comune di Carema prevedeva la costituzione di un depuratore nel Comune di Carema ad utilizzo ovviamente consortile?, l’accordo è datato 1996 e sembrerebbe che ad oggi non sia stato fatto nulla a livello di opere tant’è - ed è notizia recente di alcune settimane fa - che c’è stata la retromarcia da parte del Comune che avrebbe dovuto ospitare l’impianto, cioè il Comune di Carema.
Sulla base di questa situazione domandiamo all’Assessore quali sono i motivi che hanno creato questa retromarcia da parte del Comune di Carema: se sono motivi sorti a seguito della costituzione del consorzio o se sono motivi che teoricamente potevano preesistere alla costituzione stessa e poi immaginiamo che dal 1996 ad oggi, seppur sia vero che non vi sono state realizzazioni di infrastrutture, il consorzio abbia avuto dei costi per la sua semplice esistenza di tipo amministrativo, ma immaginiamo anche che vi siano stati una serie di oneri legati a progettazioni e ad approfondimenti finalizzati alla costruzione del depuratore.
Considerando che l’Amministrazione regionale oltre a quelle amministrazioni comunali era parte attiva del consorzio, immaginiamo che ci siano stati degli oneri che hanno gravato sui bilanci delle rispettive amministrazioni, di conseguenza ci piacerebbe sapere quali sono questi oneri e soprattutto se queste progettazioni potranno avere una loro attualità ed utilità.
Questo ci porta ad approfondire l’argomento per conoscere qual è la situazione in materia di depurazione delle acque reflue anche perché sappiamo che abbiamo due norme, oltre ad una norma nazionale che recepisce principi comunitari, che prevedono che entro il dicembre 2005 anche i comuni più piccoli siano dotati di un sistema di depurazione diretto o comunque consortile e poi abbiamo una serie di impegni previsti dalla normativa regionale di pianificazione e mi sembra che sulla pianificazione regionale da un po' di tempo si sia perso l’eco di cosa stia accadendo rispetto e ai contenuti della pianificazione e soprattutto rispetto alle tempistiche di questa pianificazione che probabilmente sta accusando qualche ritardo.
Concludiamo questa serie di osservazioni sulla vicenda del depuratore consortile per sapere se vi sono già, alla luce del naufragio di questo consorzio, delle ipotesi sostitutive che consentano di recuperare il tempo perduto ai comuni della bassa Valle.
PresidenteLa parola all’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV)Innanzitutto desidero precisare che non sono del tutto esatte le notizie relative alla presunta rottura dell’accordo siglato fra la Regione Valle d’Aosta e la Regione Piemonte per l'individuazione di un sito, perché questo era l’oggetto dell’accordo, per la realizzazione di un impianto di depurazione di acque reflue al servizio dei comuni della Valle d’Aosta e del Comune di Carema.
In particolare, pur avendo il Comune di Carema nel corso di una riunione tenutasi in data 15 giugno 2001 espresso delle perplessità sul sito individuato a tale scopo nell’ambito del proprio territorio, i rappresentanti regionali - preciso: delle due Regioni - a livello tecnico hanno concordato di procedere ad ulteriori verifiche tecnico-amministrative per accertare, nell’ambito dell’accordo siglato, la possibilità di sviluppo di altre soluzioni derivanti da uno studio effettuato in collaborazione fra le due Regioni nel lontano 1991.
Le verifiche da parte delle due Amministrazioni sono in corso ed è previsto un ulteriore incontro tecnico entro la seconda metà del mese di agosto.
È noto che il depuratore di Carema è stato oggetto della campagna elettorale relativa alle ultime elezioni comunali del Comune stesso e sotto questo punto di vista l’amministrazione entrante aveva già espresso in campagna elettorale la sua assoluta contrarietà alla realizzazione del depuratore nel proprio sito.
Questo non significa che l’accordo nella sua globalità venga meno perché su sollecitazioni anche a livello politico di amministratori della Regione Piemonte e della Provincia è stato proposto di individuare un altro sito in funzione delle necessità che la Regione Piemonte ha individuato sul proprio territorio.
Spero che il tutto possa concludersi entro l’anno perché è assolutamente necessario provvedere alla costruzione di un depuratore per i comuni della bassa Valle.
Rispetto alla seconda domanda, la Regione non ha attualmente sostenuto per l’attuazione dell’accordo di programma su indicato alcun onere per la progettazione.
Rispetto alla terza domanda, lascerò copia al Consigliere Frassy di un tabulato dove sono riportati i comuni che risultano a tutt’oggi non ancora serviti da impianti di depurazione delle acque reflue, desunto dalla tabella riassuntiva delle autorizzazioni allo scarico rilasciate dall’Amministrazione regionale ad oggi, comunque l’occasione dell'interpellanza mi è gradita per fare il punto della situazione anche delle reti fognarie in Valle.
Secondo i dati forniti dai comuni della Valle d’Aosta risulta che tutti i comuni della Regione e il 90 percento della popolazione complessiva sono serviti da rete fognaria urbana ad eccezione di alcuni insediamenti isolati per i quali è risultato economicamente troppo gravoso il loro allacciamento alla pubblica fognatura e che si sono dotati di adeguati sistemi di depurazione autonoma. Rispetto alla situazione della qualità delle acque superficiali, in attuazione del disposto della legge n. 319/1976, la "legge Merli", e delle indicazioni del piano regionale di risanamento delle acque, il laboratorio regionale di igiene e profilassi dell’USL prima e dell’ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) poi, hanno provveduto a far data dal 1983 ad una serie di campagne di monitoraggio dello stato di qualità ambientale dei principali corsi d’acqua regionali. Recentemente l’ARPA ha provveduto ad una sistematica classificazione di tale indagine correlando i risultati delle campagne precedenti all'emanazione del decreto legislativo n. 152/1999 alla metodologia di valutazione dello stato di qualità ambientale dei corpi idrici superficiali introdotta dal predetto decreto.
Sulla base dei risultati delle indagini eseguite dall’ARPA la qualità delle acque superficiali risulta buona per ogni tratto preso in considerazione per quanto concerne il livello di inquinamento espresso dai macrodescrittori, mentre risulta generalmente buona con alcuni tratti per i quali la qualità risulta solo sufficiente per quanto concerne la valutazione mediante l’indice bioetico esteso. È stata fatta una pubblicazione da parte dell’ARPA che mi pare sia pervenuta a tutti i consiglieri regionali, comunque c’è la mia disponibilità a mettere a disposizione dei consiglieri questo documento nel caso non fosse loro pervenuto.
Rispetto al problema già citato dal Consigliere Frassy, cioè la verifica della coerenza della pianificazione regionale nei confronti degli obblighi comunitari, la direttiva n. 1.991/271 della Comunità europea, che prevede all’articolo 3 che tutti gli agglomerati siano provvisti di rete fognaria per le acque reflue urbane entro il 31 dicembre 2000 per quelli con un numero di abitanti equivalenti superiore a 15.000 persone ed entro il 31 dicembre 2005 per quelli con un numero di abitanti equivalenti compreso fra 2.000 e 15.000.
Allo stato attuale tutti gli agglomerati sono dotati di rete fognaria per le acque reflue urbane ad eccezione delle località isolate come già dicevo. Sono altresì sprovvisti di rete fognaria di collegamento extraurbana comprensori individuati dagli atti pianificatori che non dispongono ancora dell’impianto di depurazione biologica, ma di una diffusa rete di depuratori costituita principalmente da fosse Imof, per le quali tecnicamente sono state più volte date indicazioni rispetto all'opportunità o meno di costruirle rispetto al depuratore stesso.
L’articolo 4 della direttiva europea richiede che le acque reflue urbane che confluiscono in reti fognarie siano sottoposte prima dello scarico ad un trattamento secondario o a un trattamento equivalente secondo le seguenti modalità:
- al più tardi entro il 31 dicembre 2000 per tutti gli scarichi provenienti da agglomerati con oltre 15.000 abitanti equivalenti;
- entro il 31 dicembre 2005 per gli scarichi provenienti da agglomerati con un numero di abitanti equivalenti compreso fra 10.000 e 15.000;
- entro il 31 dicembre 2005 per gli scarichi in acque dolci ed estuari provenienti da agglomerati con un numero di abitanti equivalenti compresi fra 2.000 e 10.000.
Dall’esame della situazione regionale, e vengo a dare risposta alle tante domande poste dal Consigliere Frassy, risulta che esistono tre situazioni di formale disattesa delle norme comunitarie esclusivamente per quanto riguarda gli agglomerati con oltre 15.000 abitanti equivalenti, rappresentati rispettivamente:
- dagli agglomerati della Comunità montana Valdigne Mont-Blanc comprendente: Courmayeur, La Thuile, Pré-Saint-Didier, Morgex, La Salle, il depuratore dell’alta Valle;
- dai comprensori della bassa Valle: Hône, Bard, Donnas e Pont-Saint-Martin, i quali comunque hanno dei loro sistemi Imof in funzione;
- dai comprensori dei Comuni di Nus, Fénis, Verrayes, Chambave e Saint-Denis, per i quali gli atti di pianificazione regionale prevedono la realizzazione di tre impianti di potenzialità rispettivamente pari a 50.000, 20.000 e 15.000 abitanti equivalenti.
In definitiva si ritiene che la Regione Valle d’Aosta non abbia disatteso tali obblighi comunitari in quanto il territorio della regione non è stato individuato quale area sensibile dal decreto legislativo n. 152/1999 e successive modificazioni recante il recepimento della direttiva europea, tanto meno gli scarichi provenienti dagli impianti ubicati nella Regione sebbene siano situati in un bacino drenante in area sensibile, quali le aree costiere dell’Adriatico nord occidentale, non possono contribuire in modo significativo all’inquinamento di tali aree in ragione del livello di qualità ambientale elevato delle acque superficiali presenti nel territorio regionale che alimentano il bacino di drenaggio delle suddette aree.
Si fa presente tuttavia che gli impianti di depurazione previsti dagli atti programmatori regionali e di potenzialità superiore ai 15.000 abitanti equivalenti, realizzati o programmati, sono espressamente dotati di sistemi di trattamento terziario per l’abbattimento dell’azoto e in taluni casi del fosforo e pertanto, in ragione delle considerazioni sopra addotte, garantiscono per quelli esistenti e garantiranno per quelli non ancora costruiti un livello di salvaguardia ambientale dei corpi idrici superficiali superiore a quanto previsto dalla direttiva europea.
Il Consigliere mi chiede poi una stima dei costi rispetto alle prospettive future. I finanziamenti necessari per dare completa attuazione alla pianificazione regionale in materia di depurazione delle acque sono 68 miliardi a cui dobbiamo aggiungerne altri 13,8 che è la stima di finanziamenti necessari per potenziamenti e adeguamenti degli impianti di depurazione esistenti, i 68 miliardi consistono in:
- 25 miliardi per la Comunità montana Valdigne Mont-Blanc;
- 5 miliardi per il ripristino di collettori fognari a servizio dei comuni della Comunità montana Valdigne Mont-Blanc danneggiati dagli eventi alluvionali e loro completamento;
- 10 miliardi per la realizzazione dell’impianto di depurazione al servizio dei Comuni di Hône, Bard, Donnas e Pont-Saint-Martin;
- 5 miliardi per la realizzazione dei collettori per il collegamento dei Comuni di Hône, Bard, Donnas e Pont-Saint-Martin all’impianto di depurazione previsto;
- 10 miliardi per la realizzazione dell’impianto di depurazione a servizio dei Comuni di Nus, Fénis, Verrayes, Chambave, Saint-Denis, biologico a fanghi attivi con trattamento terziario per rimozione dell’azoto;
- 10 miliardi per la realizzazione dei collettori per il collegamento dei Comuni di Nus, Fénis, Verrayes, Chambave, Saint-Denis all’impianto di depurazione previsto;
- 3 miliardi per la realizzazione del collettore per il collegamento del comprensorio dei Comuni di Doues, Gignod, Roisan, Valpelline all’impianto di depurazione del Consorzio di depurazione fognature Saint-Christophe, Aosta, Quart, ubicato in Comune di Pollein.
Rispetto agli altri 13,8 miliardi, si tratta:
- del potenziamento dell’impianto di depurazione di Cogne per 4,8 miliardi;
- del potenziamento dell’impianto di depurazione di Châtillon per 1,5 miliardi;
- del completamento dell’impianto di depurazione del Consorzio depurazione fognature Saint-Christophe, Aosta, Quart per 5 miliardi;
- nonché del completamento del collettore fognario a servizio del Consorzio fra i Comuni di Gaby, Issime, Lillianes e Fontainemore per 2,5 miliardi.
In totale 13,8 miliardi più 68 miliardi sono 81 miliardi circa di finanziamenti previsti per il prossimo quinquennio.
PresidenteLa parola al Consigliere Frassy.
Frassy (FI)Ringrazio l’Assessore per la risposta articolata a margine della quale vorrei fare solo alcune considerazioni.
Innanzitutto prendiamo atto che le notizie riportate e diffuse giornalisticamente non sono, almeno così l’Assessore ha detto, fondate, nel senso che è soltanto il Comune di Carema che ha espresso un suo disappunto a questa impostazione, ma il consorzio rimane in piedi.
Ci sembra di aver capito che le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta stiano comunque studiando e perseguendo delle alternative all'individuazione di quel sito. Questo è un dato di fatto per certi versi positivo anche se auspicheremmo che il tempo trascorso dal 1996 ad oggi non debba essere riproposto per individuare un sito nuovo, ma su questo punto mi sembra che l’Assessore si sia impegnato con una data in quanto ha detto che entro fine anno dovrebbe essere definita l’ubicazione e poi dovrebbe partire la realizzazione della struttura.
Perplessità, ma anche qui prendiamo per buone le dichiarazioni dell’Assessore, anzi lo invitiamo a passare il metodo ai suoi colleghi di Giunta in quanto questo dovrebbe essere il primo consorzio a costo zero per la Regione.
Normalmente sappiamo che i consorzi sono fonte di spesa, anche quando non fanno nulla, per il loro apparato amministrativo includendo in tale apparato anche gli amministratori di nomina politica.
Apprendiamo invece che il consorzio di progettazione che coinvolge ben cinque comuni di cui quattro valdostani per la Regione è a costo zero, se abbiamo capito bene. Progettazione, compensi, segreteria, è a costo zero, la Regione Valle d’Aosta non ha messo una lira?
(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? ci compiacciamo di questa capacità di riuscire a marciare a spese, immagino, della Regione Piemonte perché se nessuno ha messo nulla, inizio a capire perché non si sta facendo il depuratore: se la Regione Piemonte non ha messo nulla, la Regione Valle d’Aosta non ha messo nulla, capiamo perché è dal 1996 che aspettiamo il depuratore.
Comunque prendiamo atto anche di questa risposta. Ci riserviamo invece di analizzare il tabulato a cui ha fatto riferimento l’Assessore in relazione ai comuni valdostani i cui scarichi non sono allacciati agli impianti di depurazione riservandoci poi di dare le pagelle o meglio le valutazioni del caso.
Per quanto riguarda il punto 4, esprimiamo un'insoddisfazione sulle tempistiche perché, al di là di quelle previste dalla normativa comunitaria recepita nella normativa nazionale, l’Assessore non si è molto sbilanciato su quando la pianificazione regionale verrà portata alla valutazione dell’aula. Prendiamo atto che i costi sono importanti e auspichiamo di poter esaminare non con la solita fretta, dovuta dalla scadenza dei termini, la pianificazione su una materia che riteniamo importante.
