Oggetto del Consiglio n. 42 del 27 gennaio 1977 - Verbale

OGGETTO N. 42/77 - PROSECUZIONE DELLA DISCUSSIONE GENERALE SUL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ANNO 1977.

Il Vice Presidente CHABOD propone la continuazione della discussione generale sull'oggetto: "Approvazione del bilancio di previsione della Regione Valle d'Aosta per l'anno 1977".

Il Consigliere TONINO analizza brevemente gli interventi sin qui effettuati dai Consiglieri della maggioranza e dai componenti dell'esecutivo e rileva come esistano alcune divergenze di opinioni che lasciano presupporre che il progetto di bilancio sia stato predisposto senza l'assenso unanime di tutti i componenti della maggioranza.

Giudica poi positivamente la previsione, nel progetto di bilancio, degli stanziamenti di un miliardo di lire per interventi a favore dell'occupazione e di 250 milioni per interventi a favore della cooperazione commerciale; si augura però che a dette previsioni faccia seguito l'approvazione dei relativi provvedimenti legislativi, riproponendo, se del caso, all'approvazione del Consiglio, due proposte di legge in materia presentate, a suo tempo, dai Consiglieri comunisti.

Formula infine alcune critiche sul modo di amministrare i fondi di rotazione, con particolare riferimento all'accantonamento, che dura ormai da sette mesi, del fondo di L. 1.308.000.000 a favore di un imprenditore che aveva intenzione di installare uno stabilimento in Valle d'Aosta, ma non ha ancora presentato un preciso piano di investimento.

Il Consigliere LUSTRISSY esprime un giudizio negativo sul progetto di bilancio, la cui impostazione continua a soffrire delle vecchie carenze, come d'altro canto è stato dichiarato da parte di alcuni componenti della maggioranza, i quali, a suo avviso, hanno chiaramente messo in evidenza la totale mancanza di un preciso impegno politico nell'ammettere apertamente che non vi sono possibilità di modificare l'impostazione del bilancio stesso in tempi brevi.

Ritiene qualunquistiche le affermazioni dell'Assessore Milanesio che ha denunciato le carenze dell'apparato burocratico regionale come la causa dell'immobilismo politico. A questo proposito auspica che l'Assessore alle Finanze, il quale, nel suo intervento ha ipotizzato la ripresa di attività dell'Ufficio regionale della programmazione, rivolga con priorità il proprio impegno ad un discorso più coerente sulla riforma e l'utilizzazione dell'apparato regionale.

In relazione, poi, all'intervento del Presidente della Giunta, il quale aveva sollecitato la minoranza consiliare a formulare concrete proposte di modificazione del progetto di bilancio, fa presente che il Gruppo demopopolare già da tempo aveva invano proposto che fossero bloccate le spese correnti, destinando tali spese, insieme a quelle spese che non sono regolamentate, a favore delle Comunità montane per l'acquisizione di quelle aree indispensabili per la realizzazione di una accorta strategia di pianificazione territoriale.

Rileva quindi le carenze della relazione, inviata ai Consiglieri, che ha esclusivamente carattere contabile ed amministrativo e non reca alcuna indicazione di volontà politica; fa notare come dalla relazione stessa risulti il fatto che sono state consultate solo alcune delle forze sociali della Regione, senza però riportare i risultati di tali consultazioni.

Pone poi l'accento sulla assoluta mancanza di una volontà di decentramento, che viene elusa con il discorso sulla necessità di una revisione istituzionale delle Comunità montane.

Infine, dopo aver messo in evidenza la validità e l'importanza dell'affermarsi di una chiara volontà politica che può anche emergere da un confronto dialettico tra maggioranza e opposizione, conclude considerando che l'Amministrazione regionale deve essere parte attiva nello sviluppo economico e sociale della nostra Regione, per cui è indispensabile che le finanze regionali vengano gestite in modo diverso, in base a precise scelte impostate su programmi di sviluppo , evitando di agire solamente in relazione a necessità contingenti come avvenuto sino ad oggi.

Il Consigliere MONAMI, dopo aver constatato che alcuni dei quesiti da lui posti nel suo precedente intervento non hanno avuto risposta, ripropone le seguenti critiche al progetto di bilancio per l'anno 1977:

- le previsioni di entrata sono sottostimate di 10-20 miliardi;

- l'incremento delle entrate rispetto a quelle dell'anno precedente è dovuto a cause naturali e non è neppure sufficiente a coprire il tasso di svalutazione della lira;

- il progressivo aumento dei residui passivi - che dal 1970 ad oggi sono raddoppiati - denota la mancanza di una volontà politica di erogare tali somme che, in tal modo, fanno il gradito gioco degli istituti bancari presso i quali sono depositati i fondi;

- il vertiginoso aumento delle spese correnti ed il persistere di spese, previste da numerose leggi ripetibili nel tempo, hanno praticamente bloccato il bilancio, rendendolo uno strumento più che mai rigido.

Successivamente, richiamandosi al precedente intervento del Presidente della Giunta, considera che fra le cause della crisi generale delle istituzioni va tenuta presente anche l'esistenza di forti correnti politiche anche di partiti dell'arco costituzionale, che fanno di tutto per gettare discredito sulle istituzioni democratiche.

Concludendo si rivolge al Presidente della Giunta per fargli notare che vi è una sola via da imboccare per dare credibilità al Governo regionale: quella di cambiare la coalizione di maggioranza, chiamando al governo forze nuove, in grado di dare un giusto contributo di esperienza, di capacità e di volontà, per affrontare e risolvere i molteplici problemi che si presentano.

L'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, MILANESIO precisa che il suo precedente intervento è stato, in parte, equivocato in quanto nessuno ha gettato la spugna in ordine al perseguimento di certe soluzioni politiche e programmatiche. Fa presente che se alcune sue affermazioni sono state dettate dal pessimismo dell'intelligenza, permane pur sempre l'ottimismo della volontà.

Successivamente, dopo aver respinto le larvate accuse di opportunismo rivolte dal Consigliere Monami al Partito Socialista Italiano, rileva che l'approvazione del bilancio di previsione non è il momento più importante della vita politico-amministrativa, in quanto il bilancio stesso non è altro che la registrazione di scelte che già sono state fatte e l'indicazione, abbastanza sommaria di scelte che si potrebbero fare e non sempre si fanno. Rammenta che esistono dei momenti ben più pregnanti, che talvolta vengono sottovalutati, come avvenne per la legge istitutiva delle Comunità montane che fu affrontata con molta approssimazione e che oggi risulta negativa.

In relazione alle offerte di collaborazione avanzate dal P.C.I., offerte che il gruppo socialista vorrebbe poter accogliere, mette in evidenza il fatto che il Partito Comunista sta commettendo un errore storico, perché dopo alcuni anni di opposizione globale a tutto quanto venisse proposto dalle altre forze democratiche, ora si dice disposto a collaborare per risolvere quegli stessi problemi, contro i quali si era battuto, pur di partecipare alla gestione del potere.

Concludendo afferma che il bilancio, pur essendo definibile mediocre, non merita tutte quelle critiche e contestazioni che sono state formulate allo scopo di dimostrare che si tratta di un bilancio negativo.

Il Consigliere MONAMI rileva che la qualifica di "mediocre" è inferiore a quella di "sufficiente", per cui il bilancio in esame è stato definito "insufficiente".

Il Consigliere CHINCHERE' replica alle affermazioni dell'Assessore Milanesio, sostenendo che in Valle d'Aosta, in mancanza di piani programmatici di sviluppo, il bilancio regionale rimane l'unico strumento che consente una valutazione dell'operato del Governo regionale, pertanto attribuisce molta importanza all'approvazione del bilancio stesso.

Ricorda al Consiglio che l'Amministrazione regionale non deve essere intesa come un ente puramente amministrativo, ma deve assolvere alla importantissima funzione legislativa, facendosi anche carico di contribuire al rinnovamento complessivo dello Stato, mediante l'indicazione di termini concreti per uscire dalla difficile situazione di crisi economica ed istituzionale che travaglia l'intero paese.

Ribadisce che la proposta di collaborazione, avanzata dal P.C.I., è disinteressata e tende a coinvolgere su alcuni obiettivi, ritenuti prioritari, le forze politiche democratiche che vogliono superare la situazione di crisi. Sostiene che i comunisti sono una delle forze principali, indispensabili per cambiare politica.

Conclude respingendo la logica ispiratrice di questo bilancio, perchè si tratta di una logica vecchia, non costruttiva e voluta da forze politiche che mai si sono espresse validamente sui singoli problemi esistenti in Valle d'Aosta.

Il Consigliere BONDAZ constata che con gli interventi dei Consiglieri Monami e Chincheré si è avuta conferma della mania di potere del Partito Comunista e ribadisce che l'attuale maggioranza deve opporsi alle mire del P.C.I.

Fa presente che le critiche al bilancio, contenute nel suo precedente intervento vanno intese come fatte a titolo personale e come volontà, da parte di un modesto Consigliere di contribuire a migliorare ancora, se possibile, questo progetto di bilancio.

Il Consigliere LANIVI rileva che il comportamento della maggioranza mira a togliere importanza a questo dibattito che invece dovrebbe servire a determinare il ruolo che la Regione deve assumere, per far fronte alla situazione di crisi.

Ritiene che, al momento attuale si debbano affrontare le seguenti due esigenze generali della nostra Regione:

- una esigenza "regionalista", per valorizzare l'identità culturale del popolo valdostano ed autogestire il proprio destino;

- seconda esigenza di rinnovamento, superando gli squilibri, le differenze e le ingiustizie di ordine economico, sociale e territoriale.

Per conseguire il soddisfacimento di queste esigenze, è necessario, a suo giudizio, che si realizzi una alternativa politica alla presente maggioranza la cui attività è inadeguata rispetto al ruolo di un Amministratore regionale che deve superare l'attuale politica di tipo assistenziale, per addivenire ad una democratizzazione del potere, attraverso l'affermazione delle autonomie locali, e ad una funzione di programmazione e di indirizzo della vicenda regionale.

Ritiene indispensabile uno sforzo per ristrutturare completamente l'apparato regionale affrontando senza indugio gli studi predisposti dall'ISAP ed evitando tutte quelle iniziative settoriali che non fanno altro che ritardare l'approvazione di un provvedimento riguardante la revisione globale dell'organizzazione burocratica regionale.

Conclude pertanto esprimendo un giudizio negativo sul progetto di bilancio regionale e criticando l'inerzia dell'esecutivo che non ha ancora affrontato concretamente il problema di affidare un ruolo alle Comunità montane, né ha portato a soluzione l'ormai annosa legge regionale sull'urbanistica e, infine, ha snaturato gli scopi dei fondi regionali di rotazione, trasformandoli, da strumento di controllo dello sviluppo economico, ad un ruolo prevalentemente assistenziale.

Il Consigliere PARISI rileva che la crisi generale che ha ormai investito l'intero paese, può in gran parte dipendere da questioni di ordine pubblico, dal dilagare della criminalità e dalla mancanza di una precisa volontà del Governo di colpire con fermezza i responsabili di atti criminosi.

L'Assessore RAMERA ribadisce che la discussione per l'approvazione del bilancio di previsione avviene in modo rituale e che il tenore dei vari interventi dipende esclusivamente dalla posizione politica dei singoli Consiglieri.

Fa presente, infatti, che le medesime discussioni avvengono, a parti invertite, presso la Regione Toscana, governata da social-comunisti, ove, tra l'altro, i residui passivi hanno assunto una consistenza tale da superare addirittura l'ammontare del bilancio di competenza.

Spiega poi, al Consigliere Monami, che la differente previsione di spesa per la copertura di oneri relativi alla stipulazione di due mutui dell'ammontare di un miliardo, deriva dalla diversità dei periodi di ammortamento dei mutui stessi.

Respinge le accuse di un bilancio sottostimato dichiarando di non avere cercato di limitare le previsioni di entrata; anche per quanto concerne gli interessi su depositi bancari, ritiene che la previsione di entrata sia rispondente alla realtà e comunica di aver intrapreso, in proposito, trattative con gli istituti bancari per ottenere condizioni di miglior favore.

Fa poi rilevare a coloro che criticano l'impostazione tradizionale data al bilancio, i quali, negli anni in cui sono stati in maggioranza, nulla hanno fatto per migliorare tale strumento finanziario, di non aver avuto il tempo materiale di attuare delle innovazioni, essendo stato eletto Assessore alle Finanze da poco più di due mesi ed avendo avuto, dal Consiglio stesso, l'autorizzazione ad esercire, in via provvisoria, il bilancio per l'anno 1977, per soli due mesi.

In conclusione assicura il proprio impegno per la predisposizione, per l'anno 1978, di un bilancio più moderno, rispondente alle realtà valdostane; per far questo ritiene che si debbano realizzare i seguenti presupposti:

- l'approvazione di una legge di riforma della burocrazia regionale;

- la riattivazione dell'ufficio programmazione regionale;

- l'approvazione di una legge sulla contabilità regionale;

- infine l'esistenza di una generale volontà politica di eliminare quei residui passivi derivanti da leggi regionali ormai prive di efficacia.

Il Vice Presidente CHABOD, avendo constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola, dichiara chiusa la discussione generale sul progetto di bilancio di previsione per l'anno 1977 e propone, data l'ora tarda, che i lavori siano sospesi e rinviati all'adunanza pomeridiana, per la discussione sui vari stanziamenti del bilancio stesso.

Si dà atto che il Consiglio concorda unanime sulla proposta del Vice Presidente.

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Si dà atto che l'adunanza è sospesa alle ore tredici e minuti cinque e rinviata alle ore sedici e minuti trenta.

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