Oggetto del Consiglio n. 41 del 26 gennaio 1977 - Verbale

OGGETTO N. 41/77 - PROSECUZIONE DELLA DISCUSSIONE GENERALE SUL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ANNO 1977.

Il Vice Presidente CHABOD propone la continuazione della discussione generale sul progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno 1977.

Il Consigliere FOURNIER, a titolo indicativo chiede di conoscere, anche in via approssimativa, l'ammontare dei residui passivi derivanti da impegni assunti nel corso dell'anno finanziario 1976.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE si riserva di fornire, per iscritto, al Consigliere Fournier, dei dati precisi; fa comunque presente che, mentre nel corso del 1976 non si sono accantonati molti residui passivi, sussisteranno, purtroppo, ancora dei vecchi residui, che risalgono a leggi approvate negli anni precedenti e non ancora applicate.

Il Consigliere CHANU fa notare che la discussione preliminare sul bilancio, avvenuta lo scorso mese di dicembre, non è servita a nulla, in quanto il progetto di bilancio presentato non ha nulla di innovativo rispetto a quelli degli scorsi anni; inoltre mette in evidenza il ritardo con il quale il disegno di legge in questione, e soprattutto la relazione, sono stati trasmessi ai Consiglieri.

Rileva che sia la relazione trasmessa ai Consiglieri, sia l'esposizione verbale fatta dall'Assessore alle Finanze, sono prive di contenuto politico e programmatico.

Riguardo all'intervento delle Commissioni consiliari permanenti, sollecitato all'ultimo momento, fa presente che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto consistere in un apporto costruttivo mentre, per mancanza di tempo, si è risolto nel solito, affrettato parere.

Fatte queste considerazioni di carattere preliminare, esprime un giudizio negativo nei confronti del progetto di bilancio regionale per l'anno finanziario 1977 e ne mette in evidenza le deficienze, esaminandolo sotto i seguenti tre aspetti: sul piano politico, sul piano del metodo e sul piano del contenuto.

Dal punto di vista politico mette in evidenza che, dalla struttura burocratica data al bilancio, si denota la mancanza di una precisa volontà e la insufficienza politica dell'attuale maggioranza che si limita alla conservazione del potere per il potere.

Rileva che per alcuni capitoli viene lasciata discrezionalità di manovra agli Assessori competenti, pertanto giudica il progetto di bilancio come uno strumento burocratico ed elettoralistico che va a vantaggio di chi governa e non dei governati.

Sul piano del metodo critica il progetto di bilancio per la sua settorialità e per la mancanza di un collegamento logico fra i vari tipi di intervento, in relazione all'assieme della problematica regionale. Giudica il metodo seguito come metodo di accentramento, antidemocratico, in quanto è mancato un preliminare confronto democratico con le realtà che operano nella Regione.

Infine denuncia la progressiva diminuzione, in percentuale, delle spese relative ad investimenti aventi carattere economico-sociale.

Sul piano del contenuto rileva la rinuncia ad una vera democratizzazione dei poteri regionali che si manifesta sia attraverso la mancanza di una volontà di decentramento, tendente alla paralisi delle Comunità montane, che con il perseguimento di una politica di tipo assistenziale nei confronti dei Comuni, la rinuncia ad attuare la ristrutturazione, su base decentrata, dell'apparato burocratico regionale e l'assoluta assenza di una programmazione.

In conclusione afferma che il progetto di bilancio rimane, come quelli dei precedenti anni 1976 e 1975, saldamente ancorato ad una logica conservatrice di pervicace strumentalizzazione delle competenze regionali alla conservazione del potere ed alla mediazione politica fra i partiti che compongono la maggioranza.

Il Consigliere DOLCHI esprime, a nome del gruppo consiliare comunista, delusione nei confronti del progetto di bilancio, che definisce "bilancio di non scelte o di scelte rinviate".

In riferimento all'intervento del Consigliere Bondaz, ritiene anacronistica la viscerale campagna anticomunista condotta dalla Democrazia Cristiana che dovrebbe tenere invece conto della viva realtà del Partito comunista, del suo costante impegno e della sua fattiva presenza a tutti i livelli della vita economica e sociale.

Annuncia che il Partito comunista è pronto ad un dibattito democratico e costruttivo sulle scelte di fondo che riguardano la Valle d'Aosta e che, ancora una volta, mancano nel progetto di bilancio.

Il Consigliere CLUSAZ constata che le posizioni dei vari Gruppi consiliari nei confronti dell'approvazione del bilancio, corrispondono esattamente alle posizioni politiche dei Gruppi stessi, per cui il voto sarà un voto politico predeterminato, prescindendo dalla validità o meno dell'impostazione data al progetto di bilancio.

Chiede poi chiarimenti riguardo alla soppressione della previsione dello stanziamento di 250 milioni di lire destinati a contributi e sussidi per la manutenzione e lo sgombro neve di strade comunali e consorziali.

Il Consigliere PARISI premette che il progetto di bilancio è un documento sempre criticabile e considera che, nella fattispecie, il motivo per cui le critiche sono così aspre, va ricercato nel fatto che il bilancio stesso non si presenta deficitario come vorrebbero invece alcuni Partiti rappresentati in Consiglio.

Chiede poi alcuni chiarimenti in merito alle previsioni di spesa contenute nei capitoli relativi ai servizi forestali che, a suo giudizio, recherebbero degli stanziamenti eccessivi per pagamento di retribuzione al personale saltuario addetto ai vivai forestali.

Ritiene poi, sempre in riferimento al settore forestale, insufficienti gli stanziamenti destinati ad incrementare il patrimonio boschivo ed a fronteggiare eventi calamitosi.

Si riserva infine di esprimere un giudizio definitivo sul progetto di bilancio in un secondo tempo, dopo aver assistito agli ulteriori sviluppi del dibattito.

Monsieur le Conseiller TAMONE expose la position politique du mouvement régionaliste de l'Union Valdôtaine auquel il appartient et dont la récente réunification a constitué un des éléments les plus importants de la vie politique valdôtaine.

Il soutient que la nouvelle Union Valdôtaine a pour unique but le développement de la Vallée d'Aoste et, pour ce motif, le budget qu'on est en train d'examiner à un caractère de transition entre la phase du budget annuel et celle des programmes pluriannuels.

Il confie que la Vallée d'Aoste puisse toujours parvenir à la réalisation de ses droits de Région autonome, sanctionnés par le Statut spécial, en ce qui concerne la zone franche et une nouvelle répartition des impôts.

Esamina quindi i principali settori di intervento sui quali devono essere concentrati gli sforzi del governo regionale:

- nel campo sanitario occorre realizzare un sistema regionale di assistenza, imperniato sulle strutture ospedaliere, con l'attiva partecipazione degli enti locali;

- per quanto concerne l'occupazione si auspica che una migliore utilizzazione dei fondi di rotazione possa consentire l'organizzazione, in Valle d'Aosta, di complessi produttivi non inquinanti, ad alto valore aggiunto e che richiedano l'occupazione di mano d'opera specializzata. Ritiene altresì che si debba dare un nuovo ruolo alla Società Cogne, inserendola in una finanziaria specifica per gli acciai speciali, con una gestione che punti alla verticalizzazione del prodotto;

- per il riassetto del territorio richiede l'urgente approvazione del piano urbanistico regionale che consentirà di programmare un ordinato sviluppo della Regione;

- riguardo al settore agricolo ritiene che l'impegno del Consiglio regionale debba essere finalizzato alla cooperazione, alla specializzazione e ad una intelligente opera di commercializzazione; in questo quadro vede l'importanza del ruolo della scuola di agricoltura, che dovrà essere ristruttura;

- infine, per lo sviluppo sociale, ritiene necessario che si provveda a dotare delle infrastrutture essenziali a tutto il territorio regionale, con precedenza a quei centri di montagna che si trovano a metà strada tra la zona industrializzata di fondo Valle e le località turistiche.

Riferendosi poi agli interventi dei Consiglieri dell'opposizione, rileva che coloro che oggi denunciano carenze di finanziamento ai Comuni, mancanza di una volontà di decentramento a favore delle Comunità montane e l'assenza di un piano programmatico, nulla hanno mai fatto di positivo in questo senso, neppure negli anni tra il 1970 ed il 1974 in cui sono stati al potere.

Respinge, inoltre, le critiche rivolte all'impostazione tradizionale data al progetto di bilancio, in quanto ritiene che la predisposizione del bilancio di tipo funzionale, ventilata dal gruppo comunista, non darebbe luogo ad alcun sostanziale cambiamento.

In conclusione, dopo aver annunciato che il suo gruppo è sempre disponibile per accogliere proposte concrete e costruttive, anche se provenienti dall'opposizione, ritenendo che il progetto di bilancio presentato possa favorevolmente stimolare il progresso della comunità valdostana, comunica che i Consiglieri regionalisti voteranno a favore della proposta con la coscienza serena.

Il Consigliere BORDON esprime, a nome del gruppo consiliare democristiano, un giudizio ampiamente favorevole sul progetto di bilancio per l'anno 1977.

Fa presente che le critiche formulate da alcuni Consiglieri sono la logica conseguenza del fatto che essi si trovano in minoranza e devono necessariamente svolgere il ruolo dell'opposizione.

A dimostrazione delle sue asserzioni ricorda che gli stessi Consiglieri che oggi hanno criticato l'impostazione data al bilancio di previsione, formularono gli stessi rilievi in sede di approvazione del bilancio per l'anno 1970, ma approvarono, anzi sostennero, nel 1974, allorquando erano in maggioranza, il bilancio preventivo di quell'anno, la cui impostazione ricalcava pedissequamente quella dei bilanci precedenti.

In conclusione invita la Giunta ad operare con alacrità per il progresso sociale ed economico della Regione, cercando di portare a termine la realizzazione di alcune infrastrutture, come l'Ospedale Geriatrico e l'inceneritore, delle quali si discute da anni.

L'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, MILANESIO annuncia il voto favorevole del gruppo consiliare socialista, pur ammettendo che l'impostazione data all'attuale bilancio, sulla falsariga di quelli degli esercizi precedenti, dovrebbe essere rivista.

Egli ritiene, d'altro canto, che l'impostazione di un bilancio regionale è necessariamente assai rigida in quanto è vincolata dall'esistenza di numerose leggi regionali di spesa che non hanno scadenza e, pertanto, comportano, nei diversi settori del bilancio stesso, degli stanziamenti aprioristicamente vincolati.

Per rimuovere questo tipo di strutture saranno necessari, a suo giudizio, alcuni anni di riforme, dettate da una chiara volontà politica, per quanto concerne, innanzi tutto, la ristrutturazione dell'apparato burocratico regionale e l'avvio di una effettiva politica di programmazione.

Riguardo alle critiche provenienti dai Consiglieri della minoranza, rileva come, ormai da anni, il dibattito consiliare sul progetto di bilancio, si svolga con gli stessi, monotoni, schemi, tanto da lasciar presupporre che il tempo non scorra.

Esorta, pertanto, i Consiglieri della minoranza a tralasciare l'opposizione sterile per una partecipazione costruttiva, al di là delle divergenze derivanti dalle rispettive posizioni politiche.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE fa presente che il progetto di bilancio di previsione è stato predisposto in considerazione della situazione generale di crisi che investe sia l'economia che le istituzioni del nostro paese e dell'intera Europa.

Precisa che si tratta di un bilancio di un anno di crisi e di attesa dell'attuazione di quelle riforme indispensabili che, purtroppo, sono disorganiche; inoltre rileva che la situazione di crisi, non consentendo di fare delle previsioni, si ripercuote negativamente su ogni possibilità di pianificazione.

Pertanto ritiene che l'impostazione tradizionale data al bilancio possa essere la risposta più valida ad una situazione che rischia di travolgere l'intera economia della Regione.

In tema di crisi economica ricorda che diviene indispensabile fare dei sacrifici; per questo motivo considera che sarebbe stato opportuno rivedere il prezzo di assegnazione dei buoni di benzina, affrontando con senso di responsabilità la difficile situazione.

Riguardo alla situazione dell'industria, con particolare riferimento alla grave situazione della Cogne, mette in rilievo l'importanza di mantenere, in Valle d'Aosta, un certo livello di industrializzazione, perché ritiene essenziale, per lo sviluppo, avere un tipo di economia diversificata ed elastica, non essendo pensabile di fondare l'economia valdostana esclusivamente sull'attività turistica.

Si richiama poi al problema del decentramento di funzioni a favore delle Comunità montane, problema che, a suo giudizio, non può essere risolto con l'assegnazione di fondi alle Comunità stesse, ma deve essere impostato previa una totale ristrutturazione della legge regionale istitutiva delle Comunità, il cui testo è assai lontano dalle finalità di decentramento tanto vantate dal Capo gruppo dei democratici popolari. A questo proposito, pertanto, ha fatto predisporre e distribuire sia ai Presidenti delle Comunità montane, sia ai Consiglieri regionali, una relazione contenente delle proposte per la ristrutturazione della legge regionale in questione.

Non nasconde che l'entrata in funzione delle Comunità di montagna trova non pochi contrasti negli amministratori comunali i quali non vogliono veder ristretta l'autonomia dei singoli Comuni. Pertanto, ritiene indispensabile che il decentramento debba avere come base l'Amministrazione comunale e che vengano ristrutturate le Comunità di montagna.

Dopo aver accennato ai settori della Sanità, della Scuola e dell'occupazione giovanile, si sofferma sul problema del caro-vita, riferendosi, in particolare, alla lievitazione del prezzo del latte alimentare.

Rileva, a questo proposito, che paradossalmente il deficit della Centrale del latte diminuisce mano a mano che aumenta il numero dei caseifici, per cui ritiene opportuno perseguire una politica che preveda l'entrata in funzione di nuovi Caseifici che assorbirebbero la locale produzione di latte in modo da acconsentire di effettuare l'approvvigionamento di latte alimentare, fuori della Valle d'Aosta, a prezzi inferiori.

Conclude dicendosi disponibile ad accogliere, nel rispetto dei fondamentali principi della democrazia, in un aperto confronto di idee, tutti quei suggerimenti atti a rendere il progetto di bilancio in esame più aderente alla difficile situazione in cui si trova la Regione.

Il Vice Presidente CHABOD, data l'ora tarda, propone di sospendere l'adunanza, rinviando a domani mattina la prosecuzione della discussione generale.

Il Consiglio prende atto concordando.

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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore diciannove e minuti cinquantuno e rinviata alle ore nove e trenta di domani.

Letto, approvato e sottoscritto.

IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

(Guido Chabod)

IL CONSIGLIERE SEGRETARIO DEL CONSIGLIO

(Angelo Mappelli)

IL SEGRETARIO ROGANTE

(Costantino Pramotton)