Oggetto del Consiglio n. 40 del 26 gennaio 1977 - Verbale

OGGETTO N. 40/77 - DISCUSSIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ANNO 1977.

Il Vice Presidente CHABOD dichiara aperta la discussione sull'oggetto n. 7 dell'ordine del giorno, concernente: "Approvazione del bilancio di previsione della Regione Valle d'Aosta per l'anno 1977"; richiama in proposito l'attenzione dei Consiglieri sugli allegati loro trasmessi in copia (disegno di legge regionale con relativa relazione illustrativa e progetto di bilancio corredato di prospetti vari) unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 26, 27 e 28 gennaio 1977.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE propone al Consiglio che nella presente seduta antimeridiana vengano effettuati la relazione dell'Assessore alle Finanze ed i primi interventi dei vari Consiglieri; nella seduta pomeridiana si riserva di effettuare una relazione di sintesi dopodiché potrà continuare la discussione generale.

Il Vice Presidente CHABOD annuncia che sul progetto di bilancio si sono già pronunciate tutte le Commissioni consiliari permanenti.

L'Assessore alle Finanze RAMERA premette che il suo intervento introduttivo vuole essere una ulteriore spiegazione delle linee politiche della maggioranza già esposte nell'adunanza del 14 dicembre 1976, in sede di discussione preliminare del bilancio, nonché una relazione sul lavoro da lui svolto nel primo periodo di attività quale Assessore regionale alle Finanze.

Fa presente che la Giunta, in sede di predisposizione del progetto di bilancio 1977, si è preoccupata di mantenere un livello di guardia prudenziale per le eventuali implicazioni che potranno derivare da una revisione del riparto fiscale fra Stato e Regione, nonché di dare la priorità a determinate scelte e di ottenere la concessione, da parte dello Stato, di un contributo straordinario.

Precisa quindi che l'impostazione del progetto di bilancio, sottoposto all'approvazione del Consiglio, segue ancora gli schemi tradizionali, non essendo stato adeguato alle disposizioni di cui alla legge dello Stato in data 19 maggio 1976, n. 335, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per mancanza delle indispensabili linee programmatiche di sviluppo.

Concorda sui principi fondamentali che hanno ispirato la nuova legge statale, sulle finanze regionali e si assume l'impegno di sottoporre all'approvazione del Consiglio un disegno di legge sulla contabilità regionale, nonché di adeguare il bilancio del prossimo anno finanziario a tale nuova normativa.

Assicura l'interessamento proprio e dell'intera Giunta regionale per riattivare, entro il prossimo mese di marzo, l'ufficio regionale di programmazione, nonché il relativo comitato tecnico consultivo.

Informa poi il Consiglio dei contatti avuti con il Ministro delle Finanze, Pandolfi, in merito al nuovo riparto fiscale fra Stato e Regione ed in merito alla sanatoria per la indebita riscossione, da parte della Regione, di quote di imposte di ricchezza mobile e di altri tributi soppressi, per i quali la Regione dovrebbe restituire allo Stato una somma di 4 miliardi di lire.

Fa quindi presente che è intenzione della Giunta di raggiungere i seguenti traguardi, tenendo anche conto di alcune tesi esposte in sede di discussione preliminare al bilancio, svoltasi nell'adunanza del 14 dicembre 1976:

- ottenere, previa approvazione di progetti speciali di intervento nel campo economico-sociale e di tutela del territorio, contributi straordinari dello Stato, a norma del terzo comma dell'art. 12 dello Statuto;

- addivenire alla programmazione poliennale;

- rivedere il riparto fiscale;

- rivedere le disposizioni regionali in materia di generi contingentati, soprattutto per quanto concerne i carburanti;

- portare a conclusione gli studi relativi al progetto di riorganizzazione degli uffici regionali e di revisione del Regolamento organico;

- rivedere le attuali convenzioni stipulate con i locali Istituti di credito, al fine di un aggiornamento dei tassi d'interesse;

- eventualmente creare una "finanziaria regionale" che potrebbe costituire il motore di una ripresa economica.

Si sofferma poi brevemente sul problema dei residui passivi, sull'entità dei quali si sono appuntate le critiche dei Consiglieri di minoranza e precisa che l'ammontare di 37 miliardi di residui passivi esistenti alla data del 31 dicembre 1975 è, alla data odierna, già ridotto a soli 18 miliardi, dei quali 4 costituiti da partite di giro, ed altre notevoli somme costituite da ritenute su stipendi ancora da versare ad enti previdenziali.

In conclusione ricorda che il progetto di bilancio, sottoposto all'attenzione del Consiglio, è riconducibile alle scelte politiche della maggioranza, con particolare riferimento alla riforma sanitaria, ai problemi della casa e della scuola, alla difesa del suolo ed al potenziamento di infrastrutture di interesse regionale; sottolinea che, purtroppo, le spese di investimento devono essere sempre più contenute a causa della continua espansione delle spese correnti.

Si riserva, infine, di fornire gli eventuali chiarimenti che saranno richiesti dai Consiglieri, in ordine alla compilazione del bilancio e comunica che i singoli Assessori relazioneranno sui rispettivi settori di competenza.

Il Consigliere MONAMI, premesso che il dibattito preliminare svoltosi, su iniziativa dell'Assessore Ramera, il 14 dicembre scorso, ha avuto degli aspetti positivi ed innovativi, si esprime criticamente nei confronti del progetto di bilancio presentato all'esame del Consiglio regionale.

Rileva, innanzi tutto che il bilancio è stato presentato con un certo ritardo, tanto che le Commissioni consiliari, chiamate ad esaminarlo, hanno avuto pochissimo tempo a loro disposizione e non sono, pertanto, state in grado di esaminare il progetto con la dovuta attenzione e di formulare le osservazioni del caso.

Ritiene che la causa principale del ritardo nella presentazione del progetto di bilancio debba essere attribuita alla maggioranza consiliare e, in particolare, al Gruppo della Democrazia Cristiana in seno al quale si sono verificati vivaci contrasti in merito alla proposta di aumento del costo dei buoni di benzina ventilata dall'Assessore Ramera nella seduta del 14 dicembre 1976.

Fa poi notare che, a suo giudizio, la previsione delle entrate per l'anno 1977 è stata sottostimata di circa 10 miliardi, al solo scopo di tenere a disposizione dell'esecutivo una certa massa di danaro per poter effettuare, nel corso dell'anno, determinate manovre per porre rimedio ad alcune situazioni che potrebbero verificarsi.

Successivamente mette in evidenza la assoluta mancanza di novità del progetto di bilancio 1977, rispetto a quelli degli scorsi anni, essendo stato attuato il solito, tradizionale, schema di ripartizione delle spese per Assessorati, senza tener conto della auspicabile esigenza innovatrice di ripartire le spese per settori di intervento, Anche per quanto concerne l'entità delle previsioni fa notare l'assoluta mancanza di novità, salvo forse un incremento generale di circa il 15%, incremento che però non copre neppure il tasso di svalutazione.

Infatti, rileva che la previsione, pure cospicua, di 6.500 milioni, contenuta negli allegati E) ed F), per finanziamento spese relative a provvedimenti legislativi in corso di approvazione, si riferisce, in buona parte ad oneri relativi al rifinanziamento di leggi già in vigore.

In conclusione considera che il progetto di bilancio in esame è improvvisato e superficiale e non risponde affatto alle necessità della popolazione valdostana, non tiene conto della nostra realtà politica sociale ed economica e, pur essendo, in proporzione a quelli delle altre Regioni d'Italia, un bilancio ricco, non sembra in grado di dare l'avvio a reali processi di miglioramento e di stimolo per le condizioni economiche della Regione valdostana.

Il Consigliere BONDAZ denuncia il pericoloso comportamento del Partito Comunista Italiana il quale, nella lotta per raggiungere il potere, ricorre sistematicamente a criteri di dilatazione della spesa pubblica, di assoggettamento alla politica dei mutui garantiti dallo Stato, al fine di incrementare le passività e paralizzare lo Stato stesso, fino al fallimento, Sostiene che la frenetica bramosia del potere rischia di modificare la natura stessa del P.C.I., rendendolo un partito social democratico.

Riferendosi al progetto di bilancio sottoposto all'esame del Consiglio, afferma che lo stesso rispecchia il programma dell'attuale maggioranza e, dal punto di vista politico, non vuole essere un approccio con il P.O per il quale, anzi, deve rappresentare uno scoglio fortificato in mare aperto.

Passa poi in rassegna i principali problemi relativi all'attuale congiuntura valdostana:

EGAM-COGNE: La dissennata gestione della Cogne ha portato ad una situazione drammatica che può precipitare da un momento all'altro; su questo argomento occorre riunire le Regioni interessate, costituendo un collegamento permanente in grado di garantire la massima serietà delle alternative che si prospettano.

CAROVITA:

Il problema del continuo aumento dei prezzi, connesso anche allo specifico argomento dei generi contingentati, dovrebbe essere riconsiderato di concerto con le forze sindacali, imprenditoriali e con gli enti interessati, tenendo presente che la tassazione sui generi contingentati deve essere limitata alla copertura delle spese di gestione.

ENTI LOCALI:

Occorre riordinare la legislazione, definendo un quadro programmatico dei rapporti Regione-Enti Locali; occorre altresì porre un limite al continuo aumento delle spese correnti, relative alla gestione degli organi medesimi.

In questo contesto suggerisce il blocco del numero globale dei dipendenti attualmente in servizio presso ciascuna Amministrazione, consentendo variazioni di organico solo all'interno di tale numero.

Ritiene altresì necessario coprire il deficit finanziario del bilancio del Comune capoluogo della Regione, facendo ricadere i costi dell'operazione sulle stesse banche che, negli ultimi anni, hanno approfittato della situazione esigendo, dal Comune stesso, altissimi tassi di interesse.

TRASPORTI:

Auspica che la soluzione del problema non vada ricercata in forme di municipalizzazione, bensì nella determinazione di un costo ottimale del servizio e nella corresponsione di adeguati contributi regionali, contributi che dovranno essere gradualmente ridotti.

COMUNITÀ MONTANE:

Ritiene indispensabile che tali enti possano assolvere, innanzitutto, ai loro compiti istituzionali predisponendo i piani socio-economici di sviluppo.

BUROCRAZIA REGIONALE:

Si augura, a questo proposito, che nel corso del 1977 vedano la luce i provvedimenti legislativi relativi al nuovo ordinamento degli uffici ed al nuovo Regolamento organico del personale; in tal modo potranno, a suo avviso, essere superati gli attuali antiquati criteri di conduzione dei metodi e delle procedure di lavoro, passando ad una visione dipartimentale applicata alla burocrazia, con metodi di gestione raggruppanti corpi di materie omogenee.

Ritornando poi all'argomento in discussione mette in evidenza la opportunità di adottare nuovi schemi di impostazione del bilancio rivedendo contemporaneamente l'organizzazione degli uffici che dovrebbero essere in grado, ad esempio, di poter dare a scadenze semestrali, la situazione dei fondi impegnati e di quelli portati in economia, in modo da poter ridurre al minimo il pericolo di un accumulo di residui passivi.

Riguardo alle previsioni di spesa per l'avvio della riforma sanitaria, sollecita l'esecutivo ad esprimere con urgenza la propria volontà di organizzare i servizi sociosanitari, tenendo presente l'opportunità di scindere il territorio valdostano in due unità locali dei servizi socio-sanitari, l'una comprendente la media e l'alta valle e l'altra comprendente la bassa valle.

Si sofferma poi sulla opportunità di istituire una "Finanziaria regionale" che già avrebbe potuto trovare ampio spazio nell'attuale bilancio di previsione.

Accenna quindi ad alcune osservazioni sulla crisi nel settore dell'agricoltura, crisi derivante da ritardi ed inadempienze di alcuni compartimenti operanti nel settore.

Ricorda, a questo proposito, di aver già inutilmente avanzato alcuni suggerimenti, con riferimento al credito agrario, alla cooperazione, alla meccanizzazione, agli insediamenti di strutture agro-turistiche ed all'urbanizzazione di certi villaggi ove, malgrado i fondi stanziati, non si conosce ancora l'elettrificazione rurale.

Riguardo alla previsione di stanziamento di un miliardo di lire, per la ripresa dell'occupazione, ritiene che la stessa non sia sufficiente per quanto riguarda la creazione o il mantenimento di posti di lavoro, nonché per l'inserimento dei giovani diplomati. Fa notare che esistono concrete proposte anche sul piano sindacale e che esse esigono una programmazione nei vari campi di attività economica.

Giungendo infine alle considerazioni finali, fa presente che la sua critica vuole essere costruttiva, ed esprime, pertanto, fiducia nell'attuale maggioranza e nella continuità dell'azione di governo Sostiene che la sua fiducia riposa sulla consapevolezza che esistono le premesse per una svolta radicale nella vita economica della Regione ed auspica che, con l'approvazione della nuova legge urbanistica regionale, si possa avere un preciso punto di riferimento per la predisposizione di bilanci a carattere poliennale.

Pone l'accento sulla necessità di mantenere gli impegni prefissati da leggi regionali e statale e, nello stesso tempo, di avviare le riforme fondamentali dell'assetto del territorio, della revisione dell'apparato burocratico regionale, della ricerca di uno spazio da dare agli enti locali ed alle forze vive operanti nel mondo della scuola, della fabbrica e dell'imprenditoria.

Conclude, esprimendo il suo consenso al progetto di bilancio regionale per l'anno finanziario 1977.

Il Vice Presidente CHABOD, data l'ora tarda, sospende i lavori del Consiglio, rinviando alla seduta pomeridiana la continuazione della discussione generale sul bilancio di previsione per l'anno 1977.

Il Consiglio prende atto.

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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore dodici e minuti cinquantasette e rinviata alle ore sedici e minuti trenta.

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