Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 338 del 14 gennaio 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 338/XII - Situazione dei flussi migratori e censimento degli immigrati extracomunitari. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso:

- che, in applicazione della Legge 189/2002, è stato istituito uno Sportello polifunzionale per coordinare e semplificare le procedure di regolarizzazione degli immigrati presenti sul territorio;

- che il flusso migratorio verso l'Italia e verso la nostra regione non sembra essere cessato;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Regione per sapere:

1. quanti sono gli immigrati extracomunitari ufficialmente censiti in Valle d'Aosta;

2. in quali settori produttivi risultano prevalentemente impiegati i lavoratori extracomunitari dimoranti in Valle d'Aosta;

3. se lo Sportello di cui in Premessa ha esaurito la sua funzione con l'adempimento delle procedure di regolarizzazione degli immigrati che hanno fatto esplicita domanda;

4. se la Regione intende estendere e potenziare il servizio svolto dallo Sportello polifunzionale.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Perrin.

Perrin (UV) - Selon les données qui nous ont été fournies par la Questure d'Aoste, les titulaires d'un permis de séjour en cours de validité sont à l'heure actuelle au nombre de 3.781, chiffre qui comprend tous les membres de la famille inscrits sur ledit permis. Il faut remarquer à cet égard que les ressortissants d'Etats qui ne sont pas membres de l'Union européenne se déplacent fréquemment, en fonction des possibilités d'emploi, par exemple, en particulier lors de leur première entrée en Italie. Il s'ensuit que le nombre de permis de séjour délivrés par une questure donnée peut très bien ne pas correspondre au nombre effectif d'étrangers qui séjournent ou travaillent sur le territoire. Pour donner un terme de comparaison, les dernières statistiques officielles fournies par le Ministère de l'intérieur faisaient état, au 31 décembre 2001, de 2.163 ressortissant d'Etats non membres de l'Union européenne séjournant au Val d'Aoste.

En ce qui concerne l'emploi, le 30 juin 2003 la Direction régionale de l'emploi avait recensé en Vallée d'Aoste 2.109 travailleurs issus de Pays ne faisant pas partie de l'Union européenne, dont 335 chômeurs et 1.774 titulaires d'un emploi, actifs dans les secteurs suivants: 270 dans l'agriculture (soit 15%), 744 dans l'industrie (soit 42%) et 760 dans d'autres domaines (soit 43%), dont 221 dans le secteur de l'aide à domicile.

Quant au guichet multiservices, celui-ci a été institué par une circulaire du Ministère de l'intérieur aux fins spécifiques de l'application de la procédure de régularisation des travailleurs immigrés clandestins. La circulaire en question a défini la composition et surtout les tâches confiées audit guichet et la Région n'a aucune compétence pour modifier, voire étendre le domaine d'activité de celui-ci et ce d'autant plus que la loi n° 189 de 2002 a aussi modifié le texte unique des dispositions relatives à l'immigration et à la condition des immigrés. Entre autres choses, la nouvelle législation associe étroitement l'entrée en Italie au nombre d'emplois offerts. Cette innovation, qui permettra notamment de mieux recenser les immigrés et de savoir exactement dans quels secteurs de production ils s'insèrent, comporte l'introduction d'une nouvelle procédure axée sur les demandes présentées par les employeurs et gérée par le guichet unique pour l'immigration qui doit être mis en place au sein de toutes les préfectures. C'est ce que nous avons fait.

Tout cela ne sera toutefois possible qu'au moment où, selon les dispositions transitoires de la loi, les modalités de fonctionnement du guichet unique pour l'immigration seront définies par un règlement d'application, pour donner suite à celle qui a été la procédure de régularisation. Ce dernier aurait d'ailleurs dû être publié dans les 6 mois suivant l'entrée en vigueur de ladite loi, mais il n'est pas encore approuvé.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Ringrazio il Presidente per aver fornito un aggiornamento sui dati relativi alla presenza di immigrati all'interno del territorio regionale.

Come anche si evince da quanto detto dal Presidente, il fenomeno è in costante aumento, perché rispetto allo scorso anno è sensibile anche l'incremento delle presenze registrate sia in termini di presenze, sia in termini di lavoratori che si sono inseriti nel mercato locale del lavoro. C'è da dire che questo aumento si è verificato a seguito dell'entrata in vigore della "legge Bossi-Fini" che ha permesso la sanatoria di circa 700 persone, che prima non risultavano e che ora sono state regolarmente censite e quindi inserite a pieno titolo all'interno della nostra comunità.

Per quanto riguarda le ultime due risposte, è vero quello che lei dice: siamo nelle more dell'adozione di un regolamento di applicazione, che quindi deve dare una funzionalità allo sportello, il quale ha avuto un ruolo provvisorio in occasione di questa sanatoria tenutasi 12 mesi fa. Ci terremmo però a sottolineare che vi sono regioni e province come Trento - lo cito perché ha delle analogie territoriali, demografiche e socio-economiche tipo la Valle d'Aosta - che da anni scandagliano il fenomeno dell'immigrazione all'interno del proprio territorio. Lì è stato costituito un centro informativo sull'immigrazione, che è dotato di uno sportello ad hoc, quindi a prescindere dalla legge nazionale n. 189/2002, fruibile da chiunque le cui conoscenze sono aggiornate periodicamente nell'ambito di una sezione dello stesso sito Web provinciale - sto parlando della Provincia di Trento - e questo è anche completato da un rapporto annuale, che permette di avere un quadro aggiornato ed esaustivo relativamente alla presenza straniera sul territorio della stessa Provincia di Trento. Si tratta di un quadro che include un'accurata descrizione del profilo sociale e demografico degli stranieri che sono dimoranti nel territorio, che contiene l'evoluzione storica dei flussi, la composizione delle nazionalità di provenienza, le classi di età, la ripartizione territoriale, le modalità di riproduzione sociale ovvero le nascite, i minori stranieri e i cosiddetti "matrimoni misti". Vi è quindi un monitoraggio che non vuole essere teso a ghettizzare qualcuno, ma vuole anzi favorire quel processo integrativo che è necessario, se si vogliono evitare disagi e scontri sociali o, meglio, tensioni che possono propagarsi fra le diverse composizioni etniche esistenti in un ambito territoriale definito.

Riteniamo quindi che l'esempio di Trento possa non dico essere copiato tout court, ma perlomeno essere preso in considerazione, al fine di verificare se questa ipotesi di sportello ad hoc sia funzionale; ci pare di capire che l'esperimento stia funzionando, stia dando dei frutti e quindi permetta di venire incontro a quei fenomeni di marginalizzazione che ci sono nell'ambito di comunità o di famiglie che sono migrate nel nostro territorio e nello stesso tempo permetta di avere una fotografia completa ed esaustiva del fenomeno nel suo complesso.

Per quanto riguarda la risposta, le chiederei di avere una copia di quanto lei ha letto, anche per capire il dato disaggregato, di cui non ho avuto tempo di annotarmi le varie cifre, relativamente alla collocazione sul mercato del lavoro di soggetti extracomunitari presenti nella nostra Regione.